mercoledì
17 Giugno 2026

Cinque milioni di euro a fondo perduto per le imprese balneari dell’Emilia-Romagna

L’annuncio del Presidente Bonaccini. «Siamo al lavoro per riaprire la stagione turistica»

Stabilimenti Balneari Cervia AppealDalla Regione Emilia-Romagna 5 milioni di euro a fondo perduto per le imprese balneari, «per aiutarle in questo momento difficile». Lo annuncia sui social il presidente della Regione Stefano Bonaccini.

«La salute prima di ogni altro cosa – scrive il Governatore sulla propria pagina Facebook –, ma siamo al lavoro per riaprire la stagione turistica e lo faremo garantendo i servizi in tutta sicurezza. Noi parliamo con i fatti, lasciamo ad altri le polemiche. Ci rialzeremo assieme, come sempre. Perché siamo Emilia-Romagna».

Autobus, da lunedì garantito il 75 percento delle corse. Mascherine obbligatorie

Nell’area urbana di Ravenna sarà attivo il servizio feriale non scolastico

Autobus CoronavirusSulla base dei provvedimenti diffusi, in dialogo con le Amministrazioni dei territori serviti e in collaborazione con l’Agenzia Mobilità Amr, è stato definito da Start Romagna il programma del trasporto pubblico locale in vigore da lunedì 4 maggio nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, con prospettiva di validità fino al 6 giugno prossimo.

In linea generale, il servizio del Trasporto pubblico locale garantirà da lunedì circa il 75 percento delle corse normalmente previste prima delle restrizioni. Sin qui la percentuale era intorno al 30 percento. Start Romagna impiegherà complessivamente 288 bus nei tre bacini.

Le capienze dei mezzi, sempre regolarmente sanificati, saranno ridotte rispetto alla capacità omologata, con l’obiettivo di garantire la distanza di un metro fra le persone.

In questi giorni è stato elaborato un piano di comunicazione che alle biglietterie, alle fermate e sui bus, oltre che sui canali informativi online compresi i social di Start Romagna, possa trasmettere alla clientela le informazioni su un corretto utilizzo del trasporto pubblico locale e rassicurare sull’utilizzo dei mezzi pubblici nella fase di convivenza con il Covid-19.

Da lunedì 4 maggio Start Romagna ha organizzato un ‘nucleo di facilitatori’ che saranno presenti in prossimità dei bus e delle fermate. Gli addetti individuati dall’Azienda avranno la funzione di assistere e informare i clienti sul corretto utilizzo del servizio di trasporto pubblico locale, sempre con l’obiettivo di limitare al massimo le occasioni di contagio da Covid-19.

Il nucleo informerà gli utenti sulle regole di accesso ai mezzi di trasporto e ai punti vendita, sensibilizzerà sui comportamenti corretti da tenere per prevenire situazioni di affollamento e criticità.

Ogni facilitatore, riconoscibile e attrezzato con dispositivi di protezione, registrerà comportamenti e qualunque fatto possa essere eventualmente utile alle autorità sanitarie. Il personale viaggiante Start a bordo dei bus è sempre in contatto con la centrale operativa per condividere necessità e urgenze.

Dal 4 maggio entrano in vigore le regole per il trasporto pubblico locale contenute nel GDPR del 26.04.20. È introdotto l’obbligo di indossare la mascherina a bordo bus e alla fermata di attesa, oltre a mantenere una distanza fisica di almeno un metro. L’obbligo è esteso all’interno dell’azienda a tutto il personale di Start Romagna. Qualora a bordo dei mezzi utenti non fossero dotati di mascherine, l’autista interromperà il servizio.

Per garantire le distanze fisiche fra le persone la capacità di carico dei bus sarà ridotta e alcuni sedili saranno inibiti all’utilizzo con opportuna segnaletica.

La porta anteriore del mezzo resterà chiusa; per la salita e la discesa potranno essere utilizzate le altre porte nel rispetto dell’apposita segnaletica. È necessario mantenere la distanza dagli altri passeggeri e dare scrupolosamente la precedenza ai passeggeri in discesa, oltre ad evitare di avvicinarsi o di chiedere informazioni al conducente.

È consigliato l’acquisto di titoli di viaggio in formato digitale, on line o tramite App. Per questo tipo di acquisto non viene applicato alcun sovrapprezzo. La vendita da parte del conducente è sospesa. Le emettitrici di bordo, ove presenti, sono invece utilizzabili.

Nell’area urbana di Ravenna sarà in vigore da lunedì a sabato il servizio feriale non scolastico. Nei giorni festivi sarà attuato il normale servizio urbano previsto per tali giornate. Il Punto Bus di Ravenna sarà aperto da lunedì a sabato, dalle 7 alle 19.

Il servizio traghetto svolgerà servizio dalle 5 alle 0.30 senza modifiche di orario nel weekend e disciplinando ingressi e movimenti secondo procedure che saranno testate in questi giorni.

Nell’area extraurbana le linee effettueranno il servizio feriale e feriale non scolastico. Le linee del servizio extraurbano che resteranno sospese sono elencate sul sito www.startromagna.it

Il ripristino della linea 201 e le frequenze della linea 251 (Cervia) avranno alcune modifiche o limitazioni descritte sul sito.

Nei giorni festivi, nell’area extraurbana il servizio verrà interamente sospeso. resteranno attive solo le corse di linea 149, 156 e 195 che connettono con i poli Marcegaglia e Enichem. Sul sito internet www.startromagna .it sono indicati orari e frequenze.

Restano sospesi a Lugo il servizio Mercabus, così come le due linee urbane di Riolo (in quanto scolastiche). In riferimento al servizio provinciale “Urbano Cervia e Forese”: per la linea ‘Forese’ si effettuerà il servizio non scolastico previsto per il mese di maggio; per la linea ‘201-Urbano Cervia’ dal 4 maggio fino al 16 maggio il servizio sarà ridotto nei giorni feriali a una corsa ogni 2 ore. Nessun servizio nei giorni festivi. Dal 18 maggio fino al 6 giugno si riparte con il servizio regolare previsto per il mese di maggio, una corsa ogni ora.

I Punto Bus saranno aperti da lunedì a sabato, dalle 7 alle 19.

Il Comune di Lugo: «Lunedì riaprono i parchi, ma non si potrà giocare»

Restano chiusi skate park e piastre polivalenti. «Sempre distanza di un metro»

Parco Primieri 2In seguito al Dpdm del 26 aprile e all’ordinanza regionale del 30 aprile, da lunedì 4 maggio saranno riaperti parchi e giardini pubblici. Anche nel Comune di Lugo, che sottolinea come restino invece chiusi lo skate park e le piastre polivalenti, «oltre alle aree attrezzate per il gioco dei bambini».

Le aree chiuse saranno appositamente segnalate e delimitate.

Il Comune di Lugo ricorda che «sono vietati gli assembramenti e che deve essere sempre mantenuta la distanza di almeno un metro tra le persone, a eccezione di chi accompagna un minore o una persona non completamente autosufficiente. Inoltre, all’interno dei parchi, come altrove, non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto. È invece permesso svolgere individualmente attività sportiva o motoria, con accompagnatore per minori o non completamente autosufficienti».

«Invitiamo tutti i cittadini che frequenteranno i parchi e le aree verdi a osservare le norme di prevenzione per contrastare il contagio da Covid-19 – spiega l’assessore all’Ambiente Maria Pia Galletti -. Bisogna assolutamente evitare assembramenti, mantenere la distanza dalle altre persone e usare la mascherina se questo non è possibile. Questo è un primo momento di allentamento delle norme da vivere con prudenza per evitare di rovesciare un andamento della malattia abbastanza positivo nel nostro territorio. Abbiamo bisogno di muoverci ma bisogna farlo con prudenza e rispetto delle norme».

«Per verificare il rispetto delle norme in vigore – scrive il Comune – saranno intensificati i controlli da parte delle forze dell’ordine. Si invitano i cittadini a frequentare se possibile le aree verdi del proprio quartiere per evitare eccessivo affollamento nei parchi principali».

Continua inoltre a Lugo il progetto “Oasi Aperta”, che si svolge presso la Piccola Oasi Lilly e i vagabondi di Villa San Martino. Il progetto è rivolto a persone con disagi di vario genere, come psicologico, psichico, intellettivo e psicofisico, e permette di frequentare alcune aree protette per beneficiare del benessere che la natura può dare. Il disagio è da certificare tramite il medico di base o il medico di riferimento. Si può prendere un appuntamento con l’associazione che gestisce l’area telefonando al numero 335 6480310 e si può andare con un accompagnatore.

«Filiera corta e fiducia nel cibo sano: il futuro sarà un ritorno al passato»

 

Andrea Conti è il responsabile delle relazioni esterne di Coldiretti Ravenna e il coordinatore provinciale di “Campagna Amica“, la fondazione nata a livello nazionale nel 2008 come luogo ideale di incontro tra gli interessi degli agricoltori e dei cittadini. Gli abbiamo chiesto un intervento sul “dopo virus”, pensando al ruolo centrale che potrà avere il settore dell’agricoltura.

Andrea Conti
Andrea Conti

Con piacere raccolgo il vostro stimolo a guardare avanti così da riflettere insieme sul “dopo virus” quindi su quelle traiettorie di futuro del Paese e della nostra provincia che, di certo, avranno ancor più al centro l’agricoltura e il cibo. Ma una breve premessa sul presente, prima di pensare al domani, ritengo sia d’obbligo.

Dopo la “fuga” dai campi negli anni del boom economico, cui fece seguito un lungo oblio da cronache e riflettori, l’agricoltura, nel- l’ultimo ventennio, è stata riscoperta dai tantissimi giovani che, anche in questa provincia, sono “tornati alla terra”. Tuttavia è forse solo ora, nella difficoltà generale, che ci si rende conto di cosa il settore primario rappresenti in termini non solo eminentemente economici, bensì sociali ed occupazionali.
Questi giorni complessi ci stanno facendo riscoprire un modo diverso di vivere, ci stiamo accorgendo che alcuni lavori si possono fare meglio a distanza, ma soprattutto che il corretto modello economico non deve per forza di cose perseguire profitto e globalizzazione. Stiamo riassaporando il gusto della lentezza, del tempo collettivo che oggi assomiglia sempre più a quello agricolo, scandito come è dalla natura e dai suoi ritmi.
Da qui occorre ripartire, come Coldiretti ripete da anni, dalla costruzione di un sistema che distribuisca la ricchezza in modo equo lungo l’intera filiera.
Garantendo la giusta remunerazione agli agricoltori, che da inizio emergenza stanno lavorando sodo, seppur tra mille difficoltà, per sostenere il Paese, si potrebbe raggiungere un maggior benessere personale e collettivo senza la necessità di fare sempre di più, ma puntando sulla qualità e sulla sua valorizzazione.

Credo fermamente, dunque, che l’Italia intera, e il nostro territorio che è cuore della food valley emiliano-romagnola, potrà trarre beneficio nella ripartenza proprio dalla sua tradizione rurale, ma solo se saprà invertire la tendenza del passato a sottovalutare il patrimonio agroalimentare nazionale e il valore del cibo. Perché se è indubbio che nella crisi attuale l’agricoltura può insegnarci la resilienza e la capacità di vincere tutte le sfide (pensiamo ad esempio alla quotidiana lotta contro insetti “alieni” e cambiamenti climatici), è altrettanto vero che questa crisi ha fatto ripensare al cibo non solo come materia prima vitale, ma come identità, appartenenza, territorio, comunità.

Quello che Coldiretti, attraverso Fondazione Campagna Amica, aveva letto in anticipo agli inizi degli anni 2000, accorciando la filiera e parlando direttamente al suo primo alleato, ossia il consumatore finale, oggi, anche a causa delle restrizioni imposte dalla Covid-19, conosce un’ulteriore spinta evolutiva. Il rapporto tra cittadino-consumatore e produttore diventa relazione di fiducia che cresce al crescere della domanda di “made in Italy”, di cibo sicuro, equo, al giusto prezzo per chi consuma e chi produce.

I cambiamenti già in atto relativamente alle abitudini di spesa e alle modalità d’acquisto, penso alla possibilità di ordinare la cassetta del contadino via web direttamente all’azienda agricola o a Ravenna al Mercato Contadino Coperto di via Canalazzo 59 (ultimo tassello della rete Campagna Amica locale) o ancora la richiesta di consegna a domicilio, saranno centrali anche in futuro e, anzi, grazie alle nuove tecnologie conosceranno un ulteriore sviluppo e perfezionamento. Come la nostra App Campagna Amica, già attiva prima di questa emergenza sanitaria, e ora implementata con un’apposita sezione che consente di ordinare la spesa dal proprio divano. Non sembra, ma stiamo tutti vivendo un ritorno al passato, a quando il contadino o l’allevatore portavano ortaggi, frutta, latte di casa in casa. Ed è proprio facendo questo passo indietro, forse obbligato dalle contingenze, certo, che posiamo la prima pietra di un futuro più “green”, con meno auto in circolazione, meno spostamenti, meno traffico.

Quel futuro più sostenibile che Campagna Amica aveva già immaginato investendo nella promozione dell’attività agrituristica capace di valorizzare in un sol colpo territorio, natura, cibo e ospitalità contadina. Un settore fondamentale anche per la nostra provincia, un settore che negli ultimi anni ha visto esplodere il nu- mero di arrivi-presenze e che, più di tutti, sta subendo gli effetti drammatici di questa crisi.

Ho letto con attenzione e, lo ammetto, non senza un certo rammarico, gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni locali e dei vari stakeholder nell’edizione del vostro settimanale interamente dedicata al turismo che verrà (numero del 9 aprile, ndr). Ebbene, in tutti gli interventi non compare una sola riga o una minima riflessione sul comparto agrituristico nonostante il peso che esso riveste, e ormai da anni, nel bilancio turistico provinciale. Come Coldiretti e Campagna Amica, ritenendo il vero agriturismo sinonimo di accoglienza di qualità e di quel tipo di “vacanza green” che in futuro sarà ancora più richiesta dalle famiglie, italiane e straniere, abbiamo appena avanzato alla Regione Emilia-Romagna istanza per il riconoscimento dello stato di calamità, in gioco infatti c’è la sopravvivenza di queste attività, in gran parte gestite da under 35.

Per concludere, ritengo che qualsiasi visione di futuro non possa prescindere da due fattori: dalla difesa di una filiera allargata che in Italia, dai campi agli scaffali, vale oltre 538 miliardi e dall’accresciuta consapevolezza del valore sociale rappresentato dal cibo. Investire sull’agricoltura, sostenendone uno sviluppo basato su rapporti di filiera virtuosi significa contribuire ad una ripartenza sostenibile del Paese tale da generare innovazione, sviluppo, occupazione e da garantire al contempo quelle scorte alimentari strategiche e di qualità di cui l’Italia intera ha e avrà bisogno.

“Polizia locale = Ss”, sdegno a Lugo per i cartelli con riferimenti al nazismo

La condanna di Anpi, sindaci e anche della Lega, che risponde al Pd

S95204594 544647213120744 3948844072117993472 Nono apparsi nei giorni scorsi a San Potito, frazione di Lugo, cartelli (subito rimossi) che paragonavano la polizia locale alle Ss naziste.

Un comportamento «vile ed arrogante», scrive l’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sezione di Lugo, che difende la polizia locale «che, con grande impegno e carico di lavoro, sta affrontando le problematiche che ogni giorno si presentano causa il Covid 19. Ciò che soprattutto indigna è il fatto che ci siano ancora persone che non riconoscano e rispettino l’operato di coloro che rischiano giornalmente per la sicurezza di tutti, indipendentemente dall’attività che svolgono».

«Scritte e simboli nazifascisti – continua la nota dell’Anpi – non solo offendono la Polizia Locale ma, in ogni caso e sempre, tutta la cittadinanza e sono dimostrazione di odio da perseguire specie in un Comune che già molti anni fa si dichiarò chiuso al fascismo. Questi episodi di violenza e vigliaccheria dimostrano che la democrazia, la legalità, la libertà e l’uguaglianza sono oggi ancora in pericolo ed è per questo che vanno prontamente denunciati».

In queste ore a condannare i cartelli erano stati anche il sindaco di Lugo Davide Ranalli e il sindaco di Massa Lombarda con delega alla Sicurezza dell’Unione della Bassa Romagna, Daniele Bassi, seguiti poi da Enrico Zini e Samantha Gardin, rispettivamente capogruppo nell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e segretaria provinciale della Lega, che condannano il gesto e rispondono ai sindaci. «Un paragone inaccettabile – scrive Zini – anche se volutamente provocatorio ed evocativo della stanchezza, soprattutto mentale, che la popolazione sta sperimentanto in questa quarantena. Il cartello evocava un ignobile paragone e non un “inneggiamento” come il Pd locale vorrebbe far credere».

Zini conclude: «Consideriamo altresì inaccettabile fare subdoli riferimenti e allusioni tra “forze di minoranza” e “nazifascismo” sulla base della becera strumentalizzazione retorica perpretrata dalla sinistra di ciò che rappresenta il 25 aprile. Qui il tema è un altro, i nostri agenti».

«Mai così poche piogge dal 1900». Le percentuali del primo quadrimestre 2020

L’analisimi di Pierluigi Randi di Emilia Romagna Meteo

PioggeIl primo quadrimestre 2020 è stato, in Romagna, il più secco dal 1900. Lo dici Pierluigi Randi, esperto ravennate di Emilia Romagna Meteo.

«Normalmente – spiega su Facebook – per questo tipo di considerazioni si prendono in esame mesi oppure trimestri che coincidano con le stagioni meteorologiche, quindi un quadrimestre “a caso” lascia il tempo che trova. Fatto sta, tuttavia, che i numeri sono alquanto preoccupanti: gennaio -65% di precipitazioni (sul clima 1971-2000); febbraio -91 percneto; marzo -49 e aprile -67». Che in media diventa un -68,1 percento rispetto al clima 1971-2000, «un valore mica da ridere», commenta Randi. Che poi scherzosamente auspica la fine del lockdown per fare in modo che la pioggia torni a guastare i weekend primaverili-estivi dei romagnoli…

Cna chiede «asporto anche senza prenotazione. E dal 18 maggio consumo sul posto»

Nuovo appello dell’associazione di categoria alla Regione

TakeawayDa lunedì 4 maggio entrerà in vigore il DPCM del 26 aprile 2020 con cosiddetta “Fase Due”.

Per quanto riguarda il settore dell’artigianato alimentare (rosticcerie, piadinerie, gelaterie, gastronomie, pasticcerie ecc.) e dei pubblici esercizi, la Regione Emilia-Romagna ha consentito l’asporto, previa prenotazione telefonica, da lunedì 27 aprile.

Ora, alla luce del nuovo decreto del presidente del Consiglio, la Cna chiede alla Regione Emilia-Romagna di emettere un’ordinanza che confermi anche sul territorio regionale la possibilità di asporto senza la prenotazione, «così da consentire una modalità organizzativa più idonea e rispondente ad una fase di ritorno ad una normalità in sicurezza».

«La Regione si è sempre dimostrata attenta alle richieste del mondo del lavoro e dell’impresa – dichiara Monica Iascio, presidente di Cna Alimentare Ravenna – auspichiamo possa procedere nel senso che indichiamo, che consente una migliore agibilità per una categoria che ha subito pesantemente gli effetti della chiusura».

«Chiediamo altresì alla Regione – continua Jimmy Valentini, responsabile Cna Alimentare Ravenna – di prevedere la possibilità di un ritorno ad un consumo sul posto “distanziato” e in sicurezza all’aperto e per questo proponiamo la data del 18 maggio, essendoci le condizioni di poter gestire in sicurezza anche questa modalità di effettuazione del servizio».

La Lega contro la Regione: «Incomprensibile la scelta di non aprire le spiagge»

I parlamentari del Carroccio: «Chilometri di litorali romagnoli permettono alle persone di camminare senza assembramenti»

Spiagge Di CerviaLa Lega attacca il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’assessore al Turismo Andrea Corsini per la decisione di non aprire le spiagge dal 4 maggio, come invece hanno preferito fare Marche (dove si potrà passeggiare in spiaggia, ma senza fermarsi e da soli) e Veneto (dove non viene fatta distinzione tra parchi e spiagge).

I parlamentari della Lega Jacopo Morrone ed Elena Raffaelli definiscono «incomprensibile» la decisione dell’Emilia-Romagna.

«Chilometri di litorali romagnoli permettono alle persone di camminare senza assembramenti in piena sicurezza – scrivono –. Ormai siamo tutti a conoscenza delle precauzioni anti-contagio da assumere, quindi non c’è più neppure quella scusa. Le proibizioni di Bonaccini, quindi, non possono che essere ricollegate a quel miope dirigismo tipico del Dna di una certa sinistra, estranea, oggi più che mai, alla realtà drammatica che stanno vivendo imprenditori, lavoratori e cittadini».

Coronavirus, un reddito di emergenza da 400 a 800 euro per le famiglie in difficoltà

Tra i requisiti un reddito mensile inferiore al Rem stesso e un valore Isee sotto i 15mila euro

Reddito SolidarietaSarà tra le novità del “decreto maggio” del Governo e verrà corrisposto a nuclei con Isee inferiore ai 15mila euro.

Tra le novità del “decreto maggio” in via di approvazione dal Governo – un provvedimento di oltre 50 miliardi di euro per sostenere l’economia, le imprese e i cittadini – ci sarà il reddito di emergenza.

Come anticipa Open, sarà corrisposto a partire da maggio e per tre mesi: andrà da 400 a un massimo di 800 euro e non sarà cumulabile al bonus di 600 euro. Il reddito di Emergenza è definito nella bozza del decreto come «misura di sostegno al reddito per i nuclei familiari in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19».

Le domande possono essere presentate entro luglio.

I requisiti sono, oltre alla residenza italiana, un reddito mensile inferiore al reddito di emergenza stesso, un patrimonio mobiliare sotto i 10mila euro (fino a un massimo di 20mila considerando gli altri componenti della famiglia), un valore Isee sotto i 15mila euro. Il Reddito di emergenza si può sommare al Reddito di cittadinanza, ma senza superare il limite del Rem medesimo.

Una cena condivisa da preparare a casa grazie al video con le indicazioni dello chef

L’iniziativa, con un risvolto anche solidale, di Slow Food in collaborazione con Matteo Salbaroli

Matteo Salbaroli
Matteo Salbaroli

Una cena condivisa, a tante mani (l’obiettivo è superare quota cento…), da realizzare seguendo le indicazioni dello chef che verranno inviate in un video ai partecipanti. È l’originale iniziativa organizzata dalla condotte Slow Food di Ravenna e Godo Bassa Romagna, con anche un risvolto solidale.

La cena è in programma mercoledì 6 maggio: proposta dal ristorante Cucina del Condominio di Matteo Salbaroli, verrà recapitata nel pomeriggio ai partecipanti che dovranno prepararla (riscaldare, infornare e cuocere) seguendo le istruzioni del video che verrà inviato invece entro le 13.

Dopo cena, alle 22, ci si dovrà poi collegare sulla pagina Facebook di Slow Food Ravenna dove i partecipanti potranno salutarsi e condividere l’esperienza, in compagnia dello stesso cuoco Matteo Salbaroli.

Il costo della cena è di 25 euro, di cui 5 saranno devoluti agli indigenti indicatici da Caritas Ravenna, Ora e sempre Resistenza, Re dei Girgenti nell’operazione “Piatto Sospeso”, progetto promosso da Ravenna Food ed  Ecologia di Comunità di cui fa parte la Condotta Slow Food di Ravenna.

Le prenotazioni possono essere effettuate entro lunedì 4 maggio ai numeri 335 375212 oppure 347 4524084.

Il menù:
– Fiori di zucca ripieni con salsiccia, crema al parmigiano reggiano 24 mesi
– Cannellone di Borragine e ricotta di pecora
– Cappelletto con Parmigiano 30 mesi, striduli e ragù di guanciale di mora fresco
– Coppa di maiale brado macelleria Malafronte cotto a bassa temperatura e patate schiacciate al prezzemolo
– Bavarese al latte di mandorla, caramello salato e lamponi

La provincia di Ravenna conta ancora zero contagi, ma c’è un nuovo morto

Rilevati 32 guariti e sono a quota 180 le persone in quarantena con sorveglianza attiva

Diagnosi Covid 19Tendenza epidemica sempre confortante nel territorio ravennate che anche oggi oggi 1 maggio non  registra alcun caso positivo al Coronavirus. Da rilevare c’è solo un ennesimo decesso, un uomo di 75 anni.

D’altra parte si verificate ulteriori 32 guarigioni complessive, più 4 guarigioni cliniche di pazienti che effettueranno tamponi di negativizzazione.
Tuttora si contano 180 le persone che restano in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.

Buono il trend di calo dei casi di infetti e di decessi anche in Emilia-Romagna con 208  casi di positività, in più rispetto a ieri, e 28 nuove vittime: 11 uomini e 17 donne. Salgono le nuove guarigioni, 259 in più rispetto a ieri (12.581 in totale) e continua il calo dei casi attivi, cioè il numero di malati effettivi a oggi: -79.  Scende anche il numero dei pazienti ricoverati negli altri reparti Covid (-34), e quelli in terapia intensiva (-9).
Da sottolineare che in regione e in particolare in Romagna, è Ravenna l’unica provincia a tenere una media di contagi vicinissima allo zero.

Addio a Tony Allen, col suo ritmo aveva incantato il pubblico del Ravenna Festival

Il grande batterista è morto improvvisamente a Parigi. Si era esibito nel luglio del 2017 a Palazzo San Giacomo di Russi

Tony Allen
Tony Allen al Ravenna Festival 2017

Sono in molti gli appassionati di musica afroamericana che ricordano il concerto di Tony Allen e la sua band a palazzo San Giacomo di Russi nel luglio del 2017 per il Ravenna Festival. Allen, di origine nigeriana, è scomparso in questi giorni a Parigi per un aneurisma all’età di 79 anni. Era considerato uno dei più grandi ed eclettici batteristi del mondo, creatore assieme a Fela Kuti dell’irresistibile sound dell’Afrobeat.

Ecco come lo trattegiava Roberto Valentino sulle pagine del nostro RD Cult, presentando il concerto del festival: «Tony Allen non è un batterista jazz come comunemente si intende, e nemmeno rock. È tutte le due cose insieme: è un concentrato di energia e di raffinatezze, di flessibilità e di precisione. Il ritmo dell’Afrobeat è questo. Tony Allen è partito dalle pulsazioni dell’Africa per riconsegnarle al mondo con una nuova potenza: nel suo drumming  c’è la vitalità e la forza primordiale di questi  ritmi e la voglia di sottometterli a nuove sperimentazioni, mescolandoli con suoni moderni. Dopo la collaborazione con Fela Kuti, la sua carriera lo ha portato ad intraprendere una ricerca ininterrotta tra le sonorità dell’Afrobeat originale ed  emancipazioni multidirezionali che spaziano dal Dub allo Space jazz, ma anche al pop come quello di Damon Albaran dei Blur».

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