lunedì
15 Giugno 2026

La concessionaria De Stefani dona un furgone per la consegna dei farmaci a domicilio

IMG 5838La concessionaria e officina autorizzata Mercedes-Benz De Stefani di Ravenna, ha messo a disposizione un furgone Vito per potenziare il servizio pronto farmaco a Ravenna, coordinato da Auser in collaborazione con Comune e Azienda Sanitaria.

L’associazione avrà quindi a disposizione un ulteriore mezzo per poter raggiungere i cittadini più colpiti dall’emergenza in atto, rendendo ancora più efficace il lavoro dei tanti volontari che ogni giorno regalano il proprio tempo e le proprie energie.

Rispondendo ai ringraziamenti di Mirella Rossi, presidente di Auser Ravenna, Andrea Barbera della direzione commerciale De Stefani commenta: «Siamo noi che ringraziamo Auser e tutti i volontari per questo servizio, ci sono cose che contano e cose che contano un po’ meno, noi non abbiamo fatto niente di particolare, facciamo parte di questa comunità e questo era semplicemente il minimo; speriamo di ripartire prima possibile, ne abbiamo tutti bisogno».

A ringraziare De Stefano anche il sindaco Michele de Pascale.

Le visiere stampate in 3D dalla Wasp di Massa Lombarda «a chi combatte il virus»

Avviata una produzione in serie di migliaia di pezzi. Si cercano fornitori di materiale all’ingrosso

Visiera WaspLa Wasp di Massa Lombarda, nota azienda del settore della stampa 3D, ha donato in questi giorni alcune centinaia di visiere di propria produzione a «chi combatte in prima linea» il coronavirus.

«Dopo vari modelli questo è il design che abbiamo ottimizzato – scrivono dalla Wasp, postando la foto qui accanto –, si è rivelato semplice da indossare e produrre in velocità. Abbiamo così deciso di creare una fustella per avviare una produzione in serie di migliaia di pezzi».

Ora Wasp sta cercando fornitori di materiale all’ingrosso «di Pc o Pet da 0.5 a 1 mm di spessore».

«Il disegno di taglio – spiega ancora la Wasp – verrà rilasciato in open-source, il prodotto sarà acquistabile sul nostro sito per poter finanziare le donazioni. L’oggetto è semplice, funzionale, veloce. Il timing di queste operazioni, è sempre più importante».

Per qualsiasi informazione utile o richiesta: info@3dwasp.com

Gelate di primavera, «azzerate le produzioni di albicocche, kiwi giallo e susine»

La “mappa” di Coldiretti, che chiede interventi delle istituzioni per far fronte a «uno tsunami»

8067b89b D72a 46a8 8943 090f1cc66a90Dalla pianura alla collina, l’agricoltura della provincia di Ravenna è stata martoriata dalle gelate tardive. Dopo quella pesantissima di fine marzo, le ultime tre nottate sottozero hanno inferto il colpo mortale a frutteti e coltivazioni sementiere. Mentre si teme il peggio anche per vigneti e ulivi, Coldiretti Ravenna pone all’attenzione delle istituzioni la necessità di interventi a sostegno del settore, da sempre vitale per l’economia provinciale, e già fortemente compromesso nella sua redditività da cimice asiatica e coronavirus.

«Il danno è principalmente economico dato che assisteremo in pratica all’azzeramento delle produzioni di albicocche, kiwi giallo, susine e ad un forte ridimensionamento per pesche, kiwi verde, orticole, sementiere – puntualizza il presidente di Coldiretti Ravenna, Nicola Dalmonte – ma l’emergenza che ne deriverà sarà senza alcun dubbio anche sociale dato che oltre al mancato reddito aziendale, ci troveremo a fare i conti con migliaia di stagionali che non troveranno occupazione nelle fasi della raccolta che si sommeranno a quelli già assunti dalle imprese per tutte le operazioni del momento e per la diradazione, a questo punto purtroppo non più necessarie».

Dc72ae11 241a 49d9 8ef7 B1bd9b82471dColdiretti, dunque, lancia un appello alle istituzioni a tutti i livelli affinché «sostengano un comparto, quello frutticolo e in più in generale agricolo che in queste settimane difficili sta facendo tanto per la comunità garantendo i rifornimenti alimentari e la produzione della filiera agroalimentare, comparto che dopo la cimice si trova alle prese con una ‘crisi da gelo’ che rischia davvero di provocare uno tsunami economico, con tutte le ricadute occupazionali e sociali del caso».

Dal monitoraggio effettuato da Coldiretti sul territorio provinciale emerge un quadro a dir poco devastante.

Le temperature notturne, per tre notti di seguito comprese tra -2 e -5, hanno danneggiando in modo irreparabile i frutteti in piena fioritura, da Casola Valsenio a Castiglione di Cervia passando per la Bassa Romagna e ancora una volta a pagare il prezzo di questi sbalzi termici fuori stagione sono state le colture frutticole, già pesantemente provate dal maltempo della settimana scorsa con il gelo che si è abbattuto nuovamente sulle piante nelle fasi delicate della fioritura e della formazione dei frutti compromettendo la futura raccolta.

«Partendo dalla collina – scrive in una nota Coldiretti – si assiste ad una perdita del 100 percento su albicocco, pesco e kiwi giallo, del 50-70 percento sul kiwi verde, mentre solo più avanti si potranno stimare i danni sugli ulivi e sugli impianti di erba medica da seme. Già evidenti, soprattutto a Riolo Terme, sofferenze nei vigneti con germogli danneggiati. Scendendo verso Faenza e la via Emilia le percentuali non migliorano: azzerate le produzioni di pesche e nettarine, albicocche e kiwi giallo, – 70% per il kiwi verde.  La ricognizione nel territorio di Bagnacavallo: 100% dei pescheti danneggiati, stessa sorte per quelli di susine e kiwi, 90% per gli impianti di albicocchi, – 90% per quelli di pere. Tra Lugo e Massa Lombarda perso il 100% delle drupacee (pesche, albicocche, susine), danni tra 50-60% sulle pomacee (pere e mele) ma con una forte probabilità di problemi qualitativi (segni da gelo e buccia rugginosa). A Russi cancellate le produzioni di pesco, albicocco, susine con danni anche a vigneti e coltivazioni da seme. Anche a Ravenna niente da fare per la frutta e le produzioni sementiere mentre pare tenga il vigneto. Resistono anche gli impianti di noci e mandorli, comunque ancora complementari rispetto alle altre coltivazioni».

«Davanti a questa scenario desolante – conclude il presidente Dalmonte – e alle possibili ricadute occupazionali che dai campi andranno poi inevitabilmente ad allargarsi alle strutture cooperative, private e a tutto l’indotto, è evidente che si rendono necessari interventi di sostegno perché a rischiare, oggi come oggi, non è solo un settore, bensì l’economia ravennate nella sua totalità, dai produttori, ai lavoratori sino a tutto il sistema dei servizi ad essa connesso».​

Marcegaglia riapre, ma chi non se la sente può restare a casa in cassa integrazione

L’azienda ha reperito «i dispositivi di protezione individuali necessari» e «garantirà le distanze di sicurezza»

Marcegaglia Ravenna AereaLa Marcegaglia Ravenna, gradualmente, ripartirà con la propria attività. Ma chi non si sente di tornare a lavoro può stare a casa con la cassa integrazione. Lo ha stabilito un accordo, giunto nella serata di giovedì, fra la Fim Cisl, la Fiom Cgil e la Uil Uilm, assieme all’azienda.

I sindacati si erano confrontati con la Direzione aziendale visto l’approssimarsi della scadenza del 4 aprile, data che vedeva ultimarsi la fase di stop concordata in concomitanza con il decreto del governo disposto per le attività non essenziali.

La Direzione aziendale ha dichiarato l’intenzione di riprendere gradualmente una parte delle produzioni e che ne darà comunicazione ai lavoratori interessati – hanno comunicato le sigle ai lavoratori, in una nota sindacale interna -. L’azienda ha dichiarato di aver utilizzato questo tempo per reperire i dispositivi di protezione individuali necessari, che garantirà le prescrizioni previste dal Protocollo Sanitario e che nelle linee verrà garantita la distanza di sicurezza».

Venerdì si è svolto un sopralluogo degli Rls aziendali, che hanno verificato questo aspetto. Ma i sindacati hanno messo una postilla all’accordo chiuso con l’azienda di via Baiona. Laddove vi siano lavoratori che non se la sentissero di effettuare la prestazione lavorativa, questi potranno rimanere a casa. Al lavoratore basterà richiedere al proprio responsabile di essere collocato in cassa integrazione. Unica deroga per alcune strategiche posizioni, non sostituibili. «Ma questa eventualità pare al momento sventata: ci risulta – scrive Alessio Lombardi della Rsu/Rls Uil Marcegaglia – che tutte le persone che hanno fatto richiesta di poter rimanere a casa l’hanno vista accolta. Si tratta di una decina di persone, quindi l’accordo firmato con la direzione rappresenta una soluzione condivisa».

Prorogate misure anti virus anche in Emilia-Romagna. Supermarket chiusi nei festivi

Nuova ordinanza firmata da ministro e governatore in vigore fino al 13 aprile

Sacaffale SupermercatoIl ministro della Salute, Roberto Speranza, d’intesa col presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha firmato una nuova ordinanza che proroga fino al prossimo 13 aprile tutte le misure ulteriormente restrittive rispetto a quelle valide per l’intero territorio nazionale adottate fino ad ora nella nostra regione per contenere la diffusione del coronavirus.

In particolare, vengono confermate le disposizioni che consentono solo l’attività di consegna a domicilio di cibo e pasti preparati, col fermo di quella da asporto, compresi i take-away. Negli esercizi polifunzionali possono proseguire solo le attività consentite (ad esempio giornali e tabacchi) ma non quelle di bar e ristorazione; così come sono consentite quelle di servizi alla casa (idraulici, elettricisti, etc.) e ai veicoli (gommisti, elettrauto, meccanici, carro attrezzi). Per quanto riguarda le strutture ricettive e gli alberghi, sono sospese le attività di accoglienza a fini turistici, mentre possono proseguire le attività collegate alla gestione dell’emergenza (ad esempio, pernottamento di medici e infermieri) con attività di ristorazione consentita solo per gli ospiti che vi soggiornano.

Invariate le disposizioni per supermercati, medie e grandi strutture di vendita con aperture, nei prefestivi, consentite solo a farmacie, parafarmacie, edicole, tabacchi e punti vendita generi alimentari, prodotti per l’igiene personale e la pulizia della casa e articoli di cartoleria. Sospese nei festivi, ad esclusione di farmacie e parafarmacie, tutte le attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso, comprese le attività di vendita di prodotti alimentari, sia nell’ambito degli esercizi di vicinato che delle medie e grandi strutture di vendita, anche quelli ricompresi nei centri commerciali o nelle gallerie commerciali.

Restano sospesi sempre tutti i mercati, ad esclusione di quelli all’interno di strutture coperte o in spazi pubblici recintati e solo per la vendita di prodotti alimentari.

Il territorio del capoluogo di Medicina e della frazione di Ganzanigo, nel bolognese, vede cessare l’isolamento pressoché totale, con il divieto di entrata e uscita dallo stesso. Viene invece equiparato alle zone di maggiore controllo delle province di Rimini e Piacenza. In questi territori resta in vigore la sospensione pressoché generalizzata delle attività economiche, a esclusione di quelle delle filiere alimentari, con comunque l’applicazione di rigidi parametri di sicurezza interne, e il rafforzamento delle misure per garantire il contenimento e il distanziamento sociale, a partire dal divieto di ogni assembramento con più di due persone, con l’intensificazione dei controlli.

Inoltre, in tutto il territorio regionale è autorizzata la vendita nel territorio nazionale ed estero esclusivamente delle scorte di magazzino di attività di impresa già sospese, con impiego di personale in lavoro agile, o, se necessaria la presenza, con modalità organizzative che garantiscano le misure anti-contagio previste nei protocolli per la sicurezza indicati dalle normative in vigore

Donazione da 25mila euro dall’Avis all’Ausl, erano i fondi per celebrare i 60 anni

Distribuite 1.800 visiere protettive agli ospedali di Ravenna, Lugo, Faenza e ai medici di medicina generale che visitano a domicilio. Il presidente: «Un compleanno più ricco di significato»

L’Avis di Ravenna, l’associazione volontari italiani del sangue, ha donato fondi e dispositivi per la protezione degli operatori sanitari delle strutture locali impegnati nell’emergenza Covid-10 per un valore complessivo di 25mila euro. In particolare sono state consegnate in questi giorni 1.800 visiere protettive. Sono stati utilizzati i fondi destinati alle iniziative per celebrare i 60 anni di attività dell’associazione. «In questo modo il nostro compleanno è per noi ancora più ricco di significato», afferma il presidente provinciale Marco Bellenghi.

Le visiere sono state ideate e sviluppate da una delle tante aziende del territorio, la Cartesio Fullcard (Forlì-Cesena), che stanno adattando la propria produzione per dare un contributo alla gestione dell’emergenza. Nello specifico, 400 visiere sono state assegnate al dottor Stefano Falcinelli, presidente dell’Ordine dei Medici di Ravenna, e al dottor Mauro Marabini, direttore del dipartimento di Cure Primarie di Ravenna, e sono state destinate a medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici di continuità assistenziale che si recano a domicilio di chi è positivo al Covid-19 e che non necessita di ricovero ospedaliero. Altre 500 visiere sono state consegnate al dottor Paolo Fusaroli, direttore sanitario dell’Ospedale di Lugo; 500 al dottor Paolo Tarlazzi, direttore sanitario dell’ospedale di Ravenna, e 400 al dottor Davide Tellarini, direttore sanitario dell’ospedale di Faenza. Sono state effettuate anche ulteriori donazioni verso l’ospedale di Lugo, mentre all’ospedale di Faenza saranno consegnate quattromila mascherine chirurgiche e 400 mascherine Ffp2. Alcune visiere alla Pubblica Assistenza.

Nino e l’arte dei bambini

Riceviamo e pubblichiamo questa testimonianza di Mariella Busi De Logu dedicata a Saturno Carnoli, scomparso lo scorso 27 marzo

Ritratto Nino ProfiloIn provincia a volte accade che per incontrare una persona eccezionale – di rara sensibilità e intelligenza – possano trascorrere trent’anni; tale è il tempo che ho impiegato per conoscere Saturno Carnoli.

Marcello Landi ci ha chiesto di fare parte dell’Associazione culturale DisOrdine, e per questa via è nata le mia amicizia con Nino e la sua compagna Elisabetta. Ci siamo poi chiesti “perché solo ora?” Forse ci siamo conosciuti troppo tardi e per questa ragione con Nino non vi è mai stato un confronto-scontro. Solo condivisione.

Il terrazzo del mio studio, sempre pronto ad accogliere amiche e amici disordinati, ha compiuto un altro miracolo.

Sono state notti di luna piena. Serate a volte perfette, dove condividevamo cene e progetti, che spesso siamo riusciti a realizzare.

Ecco. In questo mondo tutto capovolto sono felice di avere condiviso con Elisabetta, Nino e gli altri amici, serate dove alla nostra tavola sedevano grazia e bellezza. Perché è questo che chiedeva e chiede Nino. Il suo era ed è un richiamo per riportare Ravenna alla sua millenaria vocazione, che risiede, superiore alla nostra precarietà, all’interno delle basiliche

Non passato, ma memoria, presenza dalla quale ripartire.

Non solo mosaici, ma ad esempio, partendo da Corrado Ricci e dal suo libro L’arte dei bambini arrivare alle scuole primarie con un progetto che crea nei bambini di oggi “il senso del loro essere autori”. Operazione che ha visto Nino e Elisabetta impegnati perfino nella ricerca della marca migliore di pastelli e di album per acquarelli.

Da Saturno ho ricevuto doni come gentilezza squisita, riconoscimento reciproco e un’ironia che ha rallegrato la mia vita.

Per non lasciarlo andare via, amiche e amici del DisOrdine chiederemo e richiederemo agli amministratori ravennati la realizzazione dei suoi/nostri progetti. È l’unico modo che abbiamo a disposizione per divenire testimoni delle sue passioni civili per questa città apparentemente distratta dall’inutile e dal superfluo.

Ed è l’unico modo per onorare un tempo trascorso insieme che ha arricchito profondamente le nostre vite.

E infine, un infine che deve risuonare come un inizio, ecco le parole della poeta russa Marina Cvetaeva per la scomparsa del suo amico Rainer Maria Rilke

«..Sei proprio qui vicino, la fronte sulla mia spalla. Non sarai mai lontano… Sei il mio caro ragazzo adulto…».

Un parco verde aperto nel weekend per l’attività dei disabili: sei persone per volta

Le famiglie devono chiamare e registrarsi per accedere a Villa Orestina. Servirà l’autocertificazione per lo spostamento

Il parco verde di Villa Orestina gestito dalla Fondazione Caldesi in via Castel Raniero sulle prime colline faentine sarà utilizzato dalle persone disabili o con problemi fisici o psichici che per le loro condizioni necessitano di attività fisica o altre attività correlate al loro stato di salute.

Nei giorni scorsi il Governo e la Regione hanno specificato che le persone disabili, o con problemi fisici o psichici, possono uscire se strettamente necessario e nel rispetto delle regole di distanziamento sociale, eventualmente accompagnata da un familiare o da chi presta assistenza.

Il Comune di Faenza, tramite i servizi sociali, si è perciò immediatamente attivato per individuare modalità operative che potessero consentire alle persone che versano in tale stato di bisogno di trascorrere qualche ora all’aria aperta, in totale sicurezza.

Le famiglie dovranno preventivamente chiamare il numero 0546-691313. L’accesso a Villa Orestina sarà regolamentato e limitato ad un massimo di sei persone contemporaneamente (tre disabili e loro accompagnatori) e possibile nelle giornate di sabato e domenica a partire dal 4 aprile dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Al parco saranno sempre presenti almeno due operatori, in alternanza tra volontari, assistenti civici e guardie ecologiche, coordinati dalla polizia locale dell’Unione della Romagna faentina.

L’indispensabilità dell’uscita, come specificato dalla circolare ministeriale, deve essere in ogni caso autocertificata attraverso i moduli utilizzati da tutti i cittadini, facendo riferimento a ragioni di necessità o di tutela della salute, tali da giustificare la ragione dello spostamento dalla propria abitazione al parco di Villa Orestina.

Parte lo screening del personale sociosanitario, duemila test pronti a Ravenna

Attraverso un prelievo del sangue, in tempi molto rapidi, si verifica la presenza e il tipo di anticorpi nell’organismo

Kit Per ScreeningÈ partito lo screening di massa a tutto il personale sociosanitario dell’Emilia-Romagna per accertare le positività al coronavirus. Sono circa 30 mila i primi test sierologici consegnati e oggi è iniziata l’attività con la prima batteria di prelievi, effettuata al personale della sanità pubblica e privata convenzionata e a quello dei servizi socioassistenziali dell’intero territorio regionale. Complessivamente, si parla di circa 100mila persone, di cui oltre 60mila solo nel sistema sanitario regionale pubblico. In Romagna sono arrivati 7.000 kit rapidi (a Cesena 1.300, a Forlì mille, a Ravenna duemila, a Rimini 2.700): entro sabato il via agli esami.

I test sierologici permettono di verificare attraverso un prelievo del sangue, in tempi molto rapidi, la presenza e il tipo di anticorpi nell’organismo, e quindi di ottenere informazioni molto importanti, a maggior ragione se relative a personale del comparto sociosanitario: se la persona è venuta in contatto con il virus, se è o è diventato immune. Chi risulta negativo verrà testato dopo 15 giorni, i positivi saranno sottoposti a un tampone tradizionale per averne conferma.

Per garantire la copertura di massa, sono già stati ordinati ulteriori 100mila test, con l’obiettivo di arrivare a 200mila complessivi. Saranno effettuati attraverso un piano e un calendario programmato dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute.

«Siamo dunque partiti con un piano col quale testeremo a tappeto tutto il personale sociosanitario della nostra regione, sintomatico e asintomatico, in tempi rapidi – spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini –. E per garantire questi numeri, abbiamo già ordinato tutta la quantità di test necessari, e anche di più».

Accordo nella riunione capigruppo: i cittadini non pagheranno servizi non goduti

Tari per le imprese chiuse o servizi educativi per le famiglie. Il sindaco propone di prorogare a dopo l’estate tutte le scadenze

91999415 10219645344336594 857272938250895360 NEvitare di far pagare a cittadini e aziende i servizi non goduti, ad esempio, la Tari alle imprese chiuse, o i costi per i servizi educativi o sociali ai cittadini. È quanto concordato oggi, 3 aprile, nel corso della riunione dei capigruppo del consiglio comunale di Ravenna. La riunione si è svolta in videoconferenza.

Il sindaco ha anche proposto di tenere monitorato l’insieme delle problematiche economiche del territorio, prorogando a dopo l’estate tutte le scadenze e concentrando un eventuale intervento su quei soggetti che dovessero rimanere più penalizzati dalle manovre del Governo.

«Ci siamo anche confrontati su alcuni impegni comuni verso la cittadinanza – dice Michele de Pascale –, in particolare si è discusso delle tante iniziative di solidarietà in corso e della volontà condivisa di continuare a sensibilizzare i cittadini sull’importanza di non abbassare la guardia sulle misure di prevenzione».

Covid-19, prima giornata senza morti in provincia dopo 12 giorni

I nuovi contagi sono 29 e il totale arriva a 656

Woman Wearing Face Mask 3973873Il totale delle persone contagiate dal nuovo coronavirus Sars-Cov-2 in provincia di Ravenna è 656. Il dato è contenuto nel bollettino quotidiano della Regione Emilia-Romagna aggiornato alle 12 di oggi, 3 aprile, e registra un aumento di 29 casi rispetto a 24 ore prima (il primo caso diagnosticato è del 28 febbraio). Non si registrano nuovi decessi ed è il primo giorno che accade dal 22 marzo, una striscia di 12 giorni in cui sono morte 30 persone (38 in totale dall’inizio della epidemia). La provincia di Ravenna è l’unica delle nove in regione che non conteggia morti oggi.

Rispetto alle 29 positività comunicate oggi si tratta di 16 donne e 13 uomini. Due sono residenti fuori provincia. Venti pazienti sono in isolamento domiciliare poichè privi di sintomi o con sintomi leggeri, gli altri 9 sono ricoverati, nessuno in terapia intensiva. Sul fronte epidemiologico, si tratta principalmente di pazienti che hanno avuto contatti stretti con casi già accertati. Sono 12 le persone guarite clinicamente: 7 donne e 5 uomini. Circa 600 le persone in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.

In regione il totale dei casi è 15.932 (599 in più rispetto a ieri; 63.682 i test effettuati, 3.625 in più). Complessivamente, sono 6.952 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (312 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono 364, due in meno rispetto a ieri. E cala di 29 il numero dei ricoverati nei reparti non di terapia intensiva (3.915 oggi rispetto ai 3.944 che si contavano ieri). I decessi sono passati da 1.811 a 1.902: 91 in più, quindi, di cui 62 uomini e 29 donne. Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 1.852 (189 in più rispetto a ieri), 1.293 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 559 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Complessivamente i 656 casi confermati sono così distribuiti per comune:

300 Ravenna
101 Faenza
47 Lugo
42 Cervia
19 Castelbolognese
17 Alfonsine
17 Bagnacavallo
16 Russi
12 Cotignola
10 Fusignano
9 Conselice
9 Massa Lombarda
8 Riolo Terme
3 Sant’agata Santerno
5 Solarolo
5 Brisighella
2 Casola Valsenio
34 residenti al di fuori della provincia.
Ancora nessun caso a Bagnara.

Questa invece la distribuzione dei 91 decessi odierni in Regione: 18 residenti nella provincia di Piacenza, 9 in quella di Parma, 14 in quella di Reggio Emilia, 9 in quella di Modena, 31 in quella di Bologna (nessuno in territorio imolese), 3 in quella di Ferrara, 2 nella provincia di Forlì-Cesena (nessuno nel forlivese), 4 in quella di Rimini. Un solo decesso si riferisce a un residente fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio regionale, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.811 (46 in più rispetto a ieri), Parma 2.083 (34 in più), Reggio Emilia 2.800 (135 in più), Modena 2.498 (82 in più), Bologna 2.041 (99 in più), Imola 298 (15 in più), Ferrara 368 (27 in più), Forlì-Cesena 866 (di cui 447 a Forlì, 63 in più rispetto a ieri, e 419 a Cesena, 14 in più), Rimini 1.511 (55 in più).

Cab Terra: «Comprate prodotti a km zero per sostenere i produttori locali»

Il presidente Spada ricorda che l’azienda agricola sulle colline faentine si è attrezzata per le consegne a domicilio gratuita

BrisighellaLa cooperativa agricola brisighellese Terra di Brisighella lancia un appello ai cittadini a comprare prodotti a chilometro zero affinché sostengano le attività economiche del territorio colpite dalle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria in corso.

Terra è parte attiva del circuito Campagna Amica di Coldiretti che garantisce prodotto italiano al 100 percento. «Mai come in questo momento – spiega Sergio Spada, presidente della Cab – scegliere di comprare dai produttori locali è necessario e vitale, un piccolo gesto può fare davvero la differenza. Scegliere di sostenere attività come la nostra significa sostenere una filiera del nostro territorio, sostenere centinaia di produttori locali che presidiano il territorio contribuendo in maniera determinante alla prevenzione del dissesto idrogeologico».

Spada ricorda che sono in grado di garantire la consegna a domicilio di oli, vini, formaggi pecorini, salumi di mora romagnola, sottoli, confetture, mieli, pasta, riso e tante altre prelibatezze artigianali. La cooperativa brisighellese, come tante altre attività, ha infatti deciso di chiudere i propri punti vendita al pubblico per tutelare la salute dei lavoratori e quella dei clienti e dei suoi collaboratori continuando però ad offrire i prodotti d’eccellenza tramite la consegna a domicilio. Grazie alla partnership con l’azienda Combitras da oggi tutti gli ordini beneficeranno della spedizione gratuita.

Logo TdBE nonostante il momento storico attuale, la cooperativa continua ad investire in attività di marketing e comunicazione presentando una nuova immagine coordinata che ha portato alla nascita del nuovo logo del brand Terra di Brisighella, del sito istituzionale www.terradibrisighella.it e che vedrà nei prossimi mesi il rinnovamento di tutta la gamma prodotti. «Nei prossimi giorni – conclude Spada – partiranno una serie di promozioni e, per restare vicini alle persone e intrattenerle mentre sono a casa, pubblicheremo diverse nuove rubriche sui canali web di Terra di Brisighella con esperti live, ricette, curiosità e tanto altro».

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