domenica
14 Giugno 2026

Coronavirus, nuova ordinanza: ulteriori riduzioni per treni e autobus

L’assessore Corsini: «Garantiti i mezzi per chi va al lavoro, ma dobbiamo ridurre al massimo gli spostamenti»

Autobus RavennaArrivano ulteriori riduzioni al servizio ferroviario e pubblico su bus in Emilia-Romagna. È stata emanata oggi (17 marzo) dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, una nuova ordinanza per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus che interviene sul numero dei treni in circolazione e degli autobus in orario serale e notturno dal 18 al 25 marzo prossimi.

Il testo dell’ordinanza è stato diffuso a tutte le agenzie di trasporto pubblico locale della regione dall’assessore alla Mobilità, Andrea Corsini.

«Siamo di fronte a giorni decisivi per cercare di ridurre il contagio del virus nei nostri territori- ha spiegato l’assessore-, per questo dobbiamo prendere tutte le misure necessarie e fare uno sforzo comune per rispondere a pieno alle indicazioni del Governo e dell’Istituto superiore della sanità. Ferma restando la disponibilità dei mezzi per le persone che devono recarsi sul luogo di lavoro, è necessario riprogrammare l’intero trasporto regionale per ridurre al massimo gli spostamenti. L’impegno che abbiamo chiesto alle Agenzie di trasporto è di monitorare costantemente la situazione per verificare l’efficacia delle misure».

In particolare, per quanto riguarda i treni, l’ordinanza dispone che dal 18 al 25 marzo il servizio ferroviario sia riprogrammato con ulteriori riduzioni rispetto a quanto previsto dall’ordinanza 12 marzo – in base a un programma proposto dall’operatore ferroviario e condiviso con la Regione -, che tenga conto delle esigenze di spostamento dei lavoratori negli orari di maggior afflusso, e l’accessibilità ai turnisti e coloro che operano in attività ritenute essenziali dalle disposizioni vigenti. Nello stesso tempo, per evitare iniziative ancora più drastiche, la riprogrammazione dovrà garantire la continuità di esercizio e l’operatività degli impianti tutelando la salute dei lavoratori. “Resta inteso, comunque, che allo scopo di garantire adeguati livelli di servizio proporzionati alla domanda e alle necessità di accessibilità, durante il periodo di attuazione il servizio verrà costantemente monitorato. La comunicazione della nuova programmazione del servizio sarà a cura del gestore o delle infrastrutture, che dovranno dare la massima informazione possibile agli utenti attraverso i loro canali”.

Per quanto riguarda gli autobus, l’ordinanza dispone che dal 18 al 25 marzo, il servizio di trasporto pubblico potrà essere ulteriormente ridotto fino alle ore 20 con garanzia degli spostamenti dei lavoratori nelle ore di punta e di maggior afflusso e che ci potranno essere maggiori riduzioni nella fascia serale e notturna (dalle 20 in poi) fermo restando la garanzia di spostamento (in uscita e in entrata) ai lavoratori, quali turnisti e coloro che operano in attività ritenute essenziali dalle disposizioni vigenti.

Inoltre, sono ribadite le modalità di accesso ai mezzi, già previste nell’ordinanza del 12 marzo, quali la salita dalla porta posteriore del bus e la garanzia della distanza di sicurezza a bordo. Nel caso i mezzi impiegati non lo consentano (ad es. per servizi a chiamata), occorre dove possibile, procedere con la sostituzione di un mezzo idoneo o in assenza di alternativa è consentita la soppressione del servizio. Le Agenzie locali per la mobilità e le Società di trasporto sono tenute a monitorare il servizio che potrà venire aggiornato qualora si manifestassero particolari criticità.

Titolari di una casa famiglia arrestati per maltrattamenti su una donna di 105 anni

I due negano ogni responsabilità. L’anziana in ospedale con dei lividi, è in prognosi riservata

Alzheimer, AnzianoUn uomo di 58 anni e una donna di 47 anni, titolari di una casa famiglia per anziani di Camerlona, sono stati arrestati dai carabinieri per maltrattamenti nei confronti di quella che al momento era l’unica ospite della struttura: un’anziana di 105 anni.

La notizia è riportata sulle pagine del Carlino Ravenna in edicola oggi, 17 marzo.

Sarebbero stati gli stessi gestori a chiamare sabato il 118 per prestare soccorso all’anziana, che non si sentiva bene. In ospedale, però, gli operatori sanitari hanno trovato lividi ed ecchimosi sul corpo della donna e hanno chiesto l’intervento dei carabinieri che hanno giudicato quei segni conseguenza di lesioni subìte.

Da qui la decisione di arrestare i due gestori della casa famiglia, che però negano ogni responsabilità.

L’udienza di convalida degli arresti davanti al Gip – scrive il Carlino – è fissata per domattina.

L’anziana, invece, è ricoverata in prognosi riservata.

“Cura Italia”, ecco tutte le misure per salute ed economia del nuovo decreto

Previsto anche un indennizzo di 600 euro per lavoratori autonomi e partite Iva

Conte Decreto
Il premer Conte firma il decreto

È stato approvato in queste ore dal Consiglio dei Ministri il maxi decreto “Cura Italia” che stanzia 25 miliardi per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

A QUESTO LINK TUTTE LE MISURE ADOTTATE

Il decreto interviene con provvedimenti su quattro fronti principali e altre misure settoriali: finanziamento e altre misure per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza; sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito; supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia; sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.

Tra le misure a sostegno dei lavoratori, la cassa integrazione in deroga viene estesa a tutti i dipendenti, di tutti i settori, per un massimo di 9 settimane, mentre è previsto anche un indennizzo di 600 euro, su base mensile, non tassabile, per i lavoratori autonomi e le partite Iva.

 

Agente di polizia locale contagiato, critiche dal sindacato Sulpl e non Siulp

Ci scusiamo per l’errore con i lettori e i diretti interessati

Per un errore di cui ci scusiamo con i lettori e con i diretti interessati, in un articolo pubblicato il 16 marzo abbiamo attribuito al sindacato di polizia Siulp alcune dichiarazioni rilasciate invece dalla sigla Sulpl a proposito del caso di un vigile urbano contagiato dal nuovo coronavirus a Ravenna. Abbiamo scritto erroneamente Siulp ma avevamo esplicitato l’acronimo corretto che è appunto “Sindacato unitario lavoratori polizia municipale e locale”. A scanso di ulteriori equivoci precisiamo che il Siulp non era intervenuto sulla vicenda.

La Uisp: «Non cercate scappatoie nel decreto: non andate a correre, state a casa»

L’appello dell’associazione: «Non esiste solo la legge scritta: dobbiamo renderci i primi esempi positivi quando è chiamato in causa il nostro senso civico»

Maratona Ravenna Darsena
Una passata edizione della maratona di Ravenna

«Restate a casa, per rispettare voi e gli altri. Il virus corre più forte, non sfidiamolo». È questo l’appello lanciato nelle ultime ore dal settore Podismo del Comitato Territoriale Uisp Ravenna-Lugo.

Una presa di posizione dettata dai tanti episodi registrati negli ultimi giorni, con runner e camminatori di ogni età che proseguono la loro attività all’esterno «pubblicizzandola spesso anche attraverso i canali social e veicolando così un messaggio assolutamente sbagliato e da non replicare», si legge in una nota della Uisp.

«Le normative in atto per contrastare la diffusione del coronavirus – tengono a sottolineare all’unisono Gabriele Tagliati, presidente della Uisp Ravenna-Lugo, e Raffaele Alberoni, responsabile del settore podismo dello stesso comitato territoriale – consentono l’attività motoria all’esterno a condizione di praticarla individualmente e non in compagnia, ancor peggio in gruppo. Questo però non significa che l’opzione migliore non resti quella di rimanere a casa e limitare il più possibile i contatti interpersonali, senza cercare cavilli o scappatoie tra le righe dei vari decreti».

Quello che la Uisp vuole lanciare è «un invito all’uso del buon senso da parte di tutti i tesserati delle numerose società podistiche del territorio affinché i comportamenti di pochi non vadano ad incidere sul benessere di molti e sull’evolversi di un’emergenza ancora lontana dall’essere superata».

«Assumiamoci ognuno le proprie responsabilità – ribadiscono ancora Tagliati e Alberoni – nei confronti dei propri cari. Non esiste solamente la legge scritta, ma anche un modo di essere e di intendere lo sport e l’attività fisica che non è scritto, ma che la Uisp tramanda ormai da decenni. Siamo orgogliosi del nostro modo di essere associazione, ma allo stesso tempo dobbiamo renderci i primi esempi positivi quando è chiamato in causa il nostro senso civico».

«Ci sarà tempo per correre – termina la nota della Uisp –, stare insieme, divertirsi, scherzare e sfogare la nostra voglia di sport all’aria aperta. Ora è il momento di rispettare le regole e rimanere a casa. Tra qualche settimana i muscoli saranno meno tonici, il fiato meno allenato, la resistenza sarà certamente minore, ma tutti avremo fatto la nostra parte nella lotta al Covid-19 e di questo ognuno di noi ne potrà essere orgoglioso».

Un viaggio tra le bellezze di Ravenna, con i video messaggi degli “ambasciatori”

Il progetto del Servizio Turismo del Comune con il coinvolgimento di scrittori, guide e semplici cittadini

MausoleumMosaic1 1200x675L’impossibilità a muoversi dalle proprie dimore in questi giorni ha spinto il Servizio Turismo del Comune di Ravenna a promuovere il progetto #myRavennAmbassadors, già in cantiere da tempo, finalizzato a un racconto collettivo di Ravenna e delle sue bellezze.

Si tratta – scrivono dal Comune – di un «inno d’amore alla bellezza di Ravenna, un viaggio attraverso i suoi luoghi e i suoi monumenti fatto di parole, visioni ed immagini».

A raccontarlo di volta in volta scrittori, guide turistiche e ambientali, ma anche semplici cittadini.

Da una parte brevi filmati video caricati direttamente sui profili istituzionali di @RavennaTourism (Facebook e Instagram), dall’altro il coinvolgimento del blog myRavenna – Italian Beauty Experience.

Chi desidera partecipare a questo racconto collettivo, può inviare la sua richiesta a turismo@comune.ra.it.

I dipendenti di Ravenna Farmacie donano mille euro all’Ausl per l’emergenza Covid-19

Si tratta della raccolta fondi per attività benefiche che si rinnova di anno in anno

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Un gruppo di dipendenti di Ravenna Farmacie

I dipendenti di Ravenna Farmacie, ogni anno, in occasione delle festività natalizie, raccolgono fondi che verranno destinati a una attività benefica.

Nel passato sono stati inviati fondi a Linea Rosa, alla pediatria dell’ospedale, alle associazioni che sono intervenute a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto.

Quest’anno i dipendenti hanno deciso di destinare la donazione, di mille euro, al fondo per l’emergenza Coronavirus della Ausl Romagna.

Il gruppo di dipendenti che coordina l’iniziativa ha inviato ai colleghi la notizia nella giornata di ieri, aggiungendo questa frase: «ringraziamo ogni singolo dipendente, basta poco per fare gruppo e aiutare chi si trova in un momento di disagio. Siamo onorati di questo gesto di beneficenza che da anni portiamo avanti».

Nuove misure economiche della Regione: altre 9 settimane di cassa integrazione

Accesso al credito a interessi zero. Fondi per i Comuni anche per tutelare i senza fissa dimora

Foto Farricella Per Festa Dell'Unità Modena 2016
Stefano Bonaccini

Ancora più tutele per lavoratori e imprese, con altre 9 settimane di cassa integrazione in deroga e nuovi fondi per welfare e famiglie: quasi 7 milioni di euro, di cui 1,7 per le persone in situazioni di fragilità, a partire dai senza fissa dimora. Oltre a scadenze prorogate e pagamenti anticipati rispetto a lavori e procedure della ricostruzione post sisma, così da immettere liquidità e garantire investimenti fatti per centinaia di milioni di euro. E il bando da 10 milioni di euro per permettere alle aziende di accedere al credito a interessi zero.

Sono le nuove misure decise dalla Giunta regionale nella seduta di oggi (16 marzo), per far fronte alle conseguenze economiche e sociali dell’emergenza Coronavirus in Emilia-Romagna.

«Dopo le misure decise una settimana fa, con oltre 45 milioni di euro per famiglie e imprese fra fondi regionali straordinari e anticipo di pagamenti – afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – oggi abbiamo rafforzato il nostro intervento, aggiungendo nuove risorse a sostegno delle politiche di welfare, quasi 7 milioni destinati ai Comuni, e ampliando la tutela delle aziende e del lavoro, soprattutto per garantire la continuità di reddito per i lavoratori. Voglio però ribadire quella che è una priorità assoluta: è necessario non uscire di casa, bisogna rispettare le regole restrittive col massimo rigore. È il solo modo per fermare la diffusione del virus, non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Così come va garantita la sicurezza nei luoghi di lavoro: per questo – chiude Bonaccini – ho chiesto alle nostre Aziende sanitarie di aumentare i controlli nelle fabbriche e nei siti produttivi con i Servizi di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Su questo, occorre che venga rispettato l’accordo siglato fra il Governo e le parti sociali a livello nazionale, e anche su questo come Regione intendiamo fare la nostra parte fino in fondo».

Altre 9 settimane di cassa integrazione in deroga
Si aggiungono alle 4 già decise con l’accordo firmato dalla Regione e da tutte le parti sociali riunite nel Patto per il Lavoro, che mette a disposizione i primi 38 milioni di euro di fondi regionali. Coprivano il periodo dal 23 febbraio al 23 marzo, data dalla quale partiranno le nuove 9 settimane. Un ammortizzatore sociale che garantisce la continuità di reddito ai lavoratori di tutti i tipi di aziende, anche di quelle con un solo dipendente e che può essere richiesto da ogni datore di lavoroprivato, di ogni settore produttivo, che non abbia accesso agli ammortizzatori ordinari.

Accesso al credito a interessi zero, via al bando per le imprese
La Giunta ha approvato un bando da 10 milioni di euro per l’accesso al credito a interessi zero per l’intero sistema delle imprese, a partire dalle Pmi. Si potranno ottenere fino a 150mila euro a tasso zero per 36 mesi. Operazione fatta insieme ai Consorzi fidi e alle banche e in grado di generare investimenti per almeno 100 milioni di euro, con l’obiettivo di garantire liquidità nell’immediato e far ripartire gli investimenti non appena sarà possibile farlo.

Altri 5 milioni di euro per welfare e famiglie
La Giunta ha poi deciso di stanziare altri 5 milioni di euro per misure a favore di welfare e famiglie. Viene infatti aumentato il Fondo ordinario per i nidi da 7,25 milioni, portandolo in via straordinaria a 12,25 milioni, per sostenere i Comuni nel far fronte alle mancate entrate delle rette di modo che le famiglie non paghino per i servizi non resi, vista la sospensione dei servizi educativi.
Sono poi in corso di definizione le delibere che erogano anticipatamente i quasi 11 milioni di euro ai Comuni già previsti anch’essi per l’abbattimento delle rette, decisione questa, di erogare prima i fondi, presa dalla Giunta nella seduta precedente.
La Regione ha inoltre avviato insieme a ANCI, UPI, enti gestori e sindacati un tavolo di confronto per individuare protocolli condivisi per dare forme di sostegno concreto alle famiglie in difficoltà a causa della sospensione dei servizi educativi, dell’educazione di sostegno per alunni con disabilità e dei centri diurni per anziani e per persone con disabilità, nel pieno rispetto delle direttive sanitarie e con tutte le misure necessarie alla massima tutela della sicurezza e della salute degli operatori e degli utenti.

Fondi per le persone in condizioni di fragilità
Per i Comuni, in grandi difficoltà in questo periodo nella gestione dei servizi, arrivano oltre 1,7 milioni di euro.  La Regione con una delibera adottata oggi ha deciso di erogare immediatamente il Fondo Nazionale Povertà per i senza dimora ai Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti, per un totale di 1.181.600 euro, a cui va aggiunta la quota di 558.400 euro che il ministero eroga direttamente alla Città Metropolitana di Bologna. Le risorse aiuteranno i Comuni a fornire risposte adeguate, durante l’emergenza, anche alle persone senza fissa dimora, che per la loro condizione vivono una situazione di particolare vulnerabilità. È un sostegno immediato ai Comuni che, anche in collaborazione con la protezione civile e le associazioni di volontariato, in alcuni casi hanno già deciso di ampliare l’accoglienza nelle proprie strutture alle ore diurne per consentire anche a queste persone di restare “a casa” (nel rispetto delle ordinanze in materia di riduzione della mobilità).

Covid, la Regione: «Sanificare le strade non serve, basta passeggiate di cazzeggio»

Il commissario Venturi invita i cittadini a uscire solo per fare la spesa: «Nei prossimi dieci giorni ci giochiamo il futuro del sistema sanitario»

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Sergio Venturi

La sanificazione di strade e marciapiedi non serve per ridurre la diffusione del nuovo coronavirus Sars-Cov-2 che causa la malattia Covid-19. Lo fa sapere Sergio Venturi, ex assessore regionale alla Salute in Emilia-Romagna e ora nominato commissario ad acta per la gestione dell’emergenza sanitaria.

Venturi è intervenuto sulla questione oggi, 16 marzo, in occasione del consueto appuntamento in diretta Facebook dalla pagina ufficiale della Regione: «Non ha senso sanificare le superfici di strade e marciapiedi, ce lo dicono gli infettivologi. Ha senso farlo e va fatto sulle superfici impermeabili come i luoghi di cura o i corrimani delle scale nei condomini perché sappiamo che il contagio avviene per contatto o per droplet, lo scambio di goccioline emesse dalla bocca mentre parliamo, tossiamo, starnutiamo».

Il commissario ad acta, incaricato dalla Regione per seguire la vicenda quando l’assessore Raffaele Donini si è isolato perché positivo, ha poi usato parole molto esplicite per ribadire ancora una volta l’invito a restare in casa: «Basta con le passeggiate di cazzeggio. Nei prossimi dieci giorni ci giochiamo il futuro del sistema sanitario del Paese, statevi a casa per rispetto di chi lo ha costruito e lo fa funzionare. Andate a fare la spesa uno per famiglia, una volta o due o a settimana e basta. Lasciate perdere le corsette del mattino, lasciate perdere le passeggiate di cazzeggio».

Covid-19 in provincia: 14 nuovi contagi e 12 posti letto in più in terapia intensiva

I numeri della diffusione del nuovo coronavirus aggiornati alle 12 del 16 marzo: il totale arriva a 114 (compresi tre decessi e nove guarigioni)

UnnamedIl numero dei contagiati da Covid-19 in provincia di Ravenna raggiunge 114. Il dato ufficiale diffuso dalla Regione Emilia-Romagna è aggiornato alle 12 di oggi, 16 marzo. L’incremento rispetto a ieri è di 14 casi, una variazione inferiore a quella del giorno precedente quando le positività in più erano state 22. Il dato complessivo conteggia anche tre decessi e nove guarigioni. Un ulteriore decesso non rientra nelle statistiche ravennati perché si tratta di un paziente ricoverato in un ospedale di Forlì.

Dei nuovi 14 casi comunicati oggi dalla Regione, la Provincia di Ravenna fa sapere che sette sono uomini e sette sono donne: sei sono ricoverati in ospedale mentre otto sono in isolamento domiciliare volontario poiché privi di sintomi o con sintomi lievi. Di questi nuovi pazienti, cinque avevano avuto contatti con la palestra di cui si è parlato nei giorni scorsi, due sono riconducibili a contatti al di fuori della provincia, uno è residente fuori provincia ed è ricoverato in una casa di cura privata del territorio mentre per gli altri rappresentano contatti con casi già accertati.

La Regione fa sapere anche di aver aumentato la disponibilità di posti letto allestiti per i pazienti colpiti dal nuovo coronavirus, grazie all’impegno messo in campo dalla rete ospedaliera dell’intero territorio per attuare il piano di rafforzamento regionale: da 2.097 a 2.262 tra ordinari (1.916) e terapia intensiva (346). Nello specifico a Ravenna sono 46 in più (di cui 12 per terapia intensiva). Il totale provinciale dei posti in Rianimazione ora è 41 (i 29 già presenti prima dell’ampliamento erano suddivisi tra 15 a Ravenna e 14 tra Faenza e Lugo).

In Emilia-Romagna sono complessivamente 3.522 i casi di positività, 429 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. Passano da 12.054 a 13.096 i campioni refertati. Complessivamente, sono 1.334 le persone in isolamento a casa (+134) perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 197 (28 in più rispetto a ieri). E salgono a 88 (+20) le guarigioni, 85 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 3 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi. Crescono anche i decessi, passati da 284 a 346: 62, quindi, quelli nuovi, che riguardano 41 uomini e 21 donne. Per la maggior parte delle persone decedute sono in corso gli approfondimenti per verificare se avessero patologie pregresse, anche multiple. I nuovi decessi registrati riguardano 23 residenti in provincia di Piacenza, 17 in quella di Rimini, 7 in quella di Parma, 7 in quella di Bologna, 4 in quella di Reggio Emilia e 4 in quella di Modena.

Coronavirus, in arrivo mille kit diagnostici donati da un’azienda cinese

Grazie ai rapporti di Terre Cevico, già protagonista di un gesto di solidarietà nel paese asiatico

5028231 0925 ViruseMille kit diagnostici per il Covid19-coronavirus sono in arrivo in Romagna, grazie alla  donazione di un importante cliente di Terre Cevico che ha deciso di ricambiare la solidarietà mostrata dalla cooperativa romagnola del vino (con sede anche a Lugo).

A gennaio, infatti, nel momento in cui l’emergenza era al massimo in Cina e ancora lontana in Italia, Terre Cevico aveva inviato gratuitamente a Pechino 15mila mascherine come contributo concreto a combattere l’epidemia.

Quando il pericolo si è spostato in Italia, l’azienda di Quin Dao “Perfect Promise” ha contattato Terre Cevico per attivare a sua volta una donazione.

L’Ausl Romagna, dopo avere verificato le specifiche tecniche, ha approvato i sistemi per diagnosi sierologica e ha quindi dato il via alla fornitura gratuita, che è stata resa disponibile al personale sanitario.

Terre Cevico è uno dei principali esportatori di vino in Cina, dove è presente da ben 13 anni, con uno staff di stanza a Xiamen e Shangai e oltre 70 clienti  con cui intrattiene un fitto rapporto di scambio. Il gruppo romagnolo è il primo esportatore di vino italiano bio sull’esigente mercato orientale, dove si è certificato direttamente con le autorità locali.

«Siamo orgogliosi – dichiara  il presidente di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti – che Terre Cevico sia il fulcro di un’iniziativa che dimostra ancora una volta la capacità dell’impresa cooperativa di attivare le relazioni più vere tra le persone, anche a così grande distanza. Ringraziamo la Regione e la Conferenza Territoriale Socio Sanitaria per avere agevolato in ogni modo questa donazione».

«Noi vogliamo ringraziare di cuore i nostri amici cinesi per il bellissimo gesto. Il vino è anche alimento dell’anima, dei sentimenti e della fratellanza; è nei momenti difficili come questo che i valori della cooperazione emergono e lasciano un segno indelebile», dichiara il presidente di Terre Cevico Marco Nannetti.

«Le relazioni che come Cevico abbiamo instaurato con i nostri clienti – dichiara Lauro Giovannini, direttore generale Terre Cevico – sono sempre state improntate oltre al business anche alla correttezza e condivisione dei momenti più o meno belli. In particolare operiamo in Cina da oltre 12 anni e grazie anche ai due collaboratori che vivono la (Xiao e Meng) riusciamo ad avere rapporti che vanno oltre il lavoro. Francesco Paganelli,  che per noi segue l’area,  ha gestito questa importante donazione che speriamo aiuti il nostro sistema sanitario in questo difficile momento».

Vigile urbano contagiato, il Sulpl: «Non siamo carne da macello, servono mascherine»

Il sindacato chiede dispositivi di protezione per evitare il contagio all’interno degli ambienti di lavoro che ridurrebbe il personale in servizio

«Non siamo carne da macello». Con queste parole la segreteria provinciale di Ravenna del Sulpl (e non Siulp come scritto per errore in un primo momento), sindacato unitario lavoratori di polizia municipale e locale, chiede che il personale dei vigili urbani coinvolto nei controlli sul rispetto dei decreti anti-coronavirus debba essere dotato di maggiori dispositivi di sicurezza, «sia per se stessi ma anche e soprattutto per gli altri colleghi che vedrebbero il personale ammalato come possibili untori di altro personale finendo per far mancare dalle strutture altre risorse». La critica del Sulpl è nata dopo la positività di un agente del comando di Ravenna.

Il Sulpl, nella stessa nota firmata dal segretario provinciale Sergio Menegatti, critica anche alcune dichiarazioni provenienti dal Comune. «È inevitabile, per non ritrovarsi senza uomini, che si arrivi a un punto in cui per combattere l’epidemia è necessario far lavorare anche i contagiati, purché asintomatici e rispettando le opportune misure di prevenzione e sicurezza»: queste le parole del comandante Andrea Giacomini, dirigente comunale per Palazzo Merlato, riportate da Il Corriere Romagna nell’edizione del 16 marzo. Il Sulpl, nel suo comunicato, aveva attribuito il pensiero al sindaco Michele de Pascale.

 

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