I nomi: il nuovo coronavirus si chiama Sars-Cov-2 e causa la malattia Covid-19

La terminologia fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate. In tutto il mondo sono sette quelli umani, alcuni identificati diversi anni fa

I coronavirus (CoV), come si legge sul sito dell’Istituto superiore di sanità (Iss), sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la Mers (sindrome respiratoria mediorientale, Middle East respiratory syndrome) e la Sars (sindrome respiratoria acuta grave, Severe acute respiratory syndrome). Sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie.

I coronavirus sono comuni in molte specie animali (come i cammelli e i pipistrelli) ma in alcuni casi, se pur raramente, possono evolversi e infettare l’uomo per poi diffondersi nella popolazione. I coronavirus umani conosciuti ad oggi, comuni in tutto il mondo, sono sette, alcuni identificati diversi anni fa (i primi a metà degli anni Sessanta) e alcuni identificati nel nuovo millennio. Un nuovo coronavirus è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell’uomo.

Il 9 gennaio 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato che le autorità sanitarie cinesi hanno identificato un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima nell’uomo (provvisoriamente chiamato 2019-nCoV, poi classificato ufficialmente con il nome di Sars-CoV-2), associato a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan, nella Cina centrale. L’11 febbraio l’Oms ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus è stata chiamata Covid-19 (Corona virus disease).

La Covid-19 si manifesta spesso con sintomi moderati (febbre, tosse, dolori articolari), che solo nei casi più seri portano a gravi polmoniti e a complicazioni che possono essere letali. Il tempo di incubazione – cioè il periodo che intercorre tra il momento in cui si è entrati in contatto con il virus e quando si manifestano i primi sintomi – non è ancora completamente chiaro. In linea di massima, passano dai 2 ai 14 giorni prima di manifestare i sintomi.Di solito con le malattie infettive si diventa contagiosi quando si iniziano ad avere i primi sintomi, ma ci sono comunque patologie in cui si è contagiosi anche nel periodo di incubazione. Secondo alcune ricerche, questo potrebbe essere il caso della Covid-19, ma si attendono ulteriori conferme. Un’ipotesi è che in alcune persone la malattia causi sintomi lievi, tali da mantenere gli individui attivi e inconsapevoli di essere malati: questi continuano ad andare al lavoro e a condurre una normale vita sociale, facendo aumentare il rischio di nuovi contagi.

Il nuovo coronavirus (Sars-CoV-2) si diffonde da persona a persona tramite le piccole gocce che emettiamo con la respirazione, con i colpi di tosse o con uno starnuto. Il contagio può essere diretto, per esempio se si è vicini a qualcuno infetto che starnutisce, oppure per via indiretta, se il virus è presente su oggetti o superfici. Le vie di contagio indiretto possono essere numerose, ma seguono uno schema piuttosto simile: l’infetto tossisce o starnutisce portandosi una mano alla bocca e poi tocca qualcosa, come la maniglia di una porta; una persona non infetta tocca quella maniglia e poi si tocca il viso, portando inconsapevolmente il virus verso le mucose della bocca e del naso, o ancora verso gli occhi, con il concreto rischio di infettarsi.

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