lunedì
11 Maggio 2026

Travolta da un pino a Milano Marittima durante la tromba d’aria, una 57enne in coma

La donna è l’unica persona rimasta gravemente ferita durante il fortunale. È in rianimazione al Bufalini

Image006È ancora in coma farmacologico la donna di 57 anni travolta da un pino durante la tromba d’aria del 10 luglio. La donna stava passeggiando nella pineta di Milano Marittima con il suo cane, quando è stata colpita da uno dei rami spezzati dal fortunale.

A riportare la notizia sono i quotidiani in edicola oggi, sabato 13 luglio, che scrivono anche come i soccorsi siano stati resi più complicati proprio dal cane, di razza corso, che non voleva che nessuno si avvicinasse alla padrona.

La donna (unica ferita grave della tromba d’aria) ha riportato un trauma toracico e lesioni alle braccia ed è ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Bufalini di Cesena, comunque – scrive il Carlino – non in pericolo di vita.

Il Pd: «I rapporti della Lega con la Russia penalizzano le imprese ravennati»

L’attacco del segretario provinciale Barattoni sul caso del leghista Gianluca Savoini

Barattonielezione
Alessandro Barattoni nel giorno dell’elezione a segretario provinciale del Pd, ottobre 2017

Il segretario provinciale del Pd di Ravenna, Alessandro Barattoni, entra nel caso che coinvolge la Lega e i rapporti con la Russia, esploso sui media in questi giorni con la pubblicazione dell’audio sul sito americano BuzzFeed con anche la voce del leghista Gianluca Savoini, il quale a Mosca avrebbe trattato con alcuni russi per far arrivare fino a 65 milioni di dollari al Carroccio nell’ambito di un affare sul petrolio.

«Ci siamo sbagliati – è il testo della nota inviata da Barattoni ai giornali locali –: non era un braccio di ferro ma un accordo consapevole sulla pelle delle imprese ravennati.
Leggendo le notizie di questi giorni su possibili accordi di collaboratori di Salvini con emissari russi ci sorge un dubbio.
Per un po’ di tempo abbiamo pensato ad una discussione tutta interna al governo, rispetto ad un tema non trattato nel famoso contratto, fra la parte “che dichiara ogni giorno di essere a favore del nord produttivo” della Lega e i “no triv” del movimento 5 stelle.
Abbiamo pensato, a questo punto erroneamente, ad una prova di forza che aveva visto prevalere – una volta tanto – il movimento.
E invece ci sorge il dubbio che non fosse così. Cioè che proprio sul tema delle estrazioni di gas in Adriatico, un governo che non va d’accordo quasi su nulla ed è incapace di fare sintesi su tante scelte strategiche per il futuro del nostro paese, sia invece riuscito a trovare convenienza per tutte le sue componenti: il movimento rispetto alla sua anima originaria e la lega rispetto al grande alleato russo e a quella “cooperazione reciprocamente vantaggiosa” ormai rilanciata quotidianamente da media nazionali e internazionali.
Ma tutto questo ha un prezzo da pagare: e in questo caso lo stan pagando immeritatamente le imprese e i lavoratori ravennati, con il nostro paese che rimane il principale importatore di gas russo e la produzione ed estrazione di gas dall’Adriatico che sono arrivate al minimo storico».

OraSì, la carica di Sergio e Venuto: «A Ravenna per superare i nostri limiti»

Basket A2 / Al Circle Beach di Marina di Ravenna sono stati presentati i due nuovi giocatori giallorossi. Trovato: «La squadra sta prendendo forma. Adesso puntiamo a un lungo americano»

RAVENNA 12/07/2019. ORASI’ BASKET RAVENNA, PRESENTATI 2 NUOVI GIOCATORI. Luigi Sergio (Camicia Gialla) E Marco Venuto (maglietta Rossa)
Da sinistra il presidente Vianello, Luigi Sergio, Marco Venuto e il direttore generale Trovato

Nella cornice balneare del Circle Beach by Marabou di Marina di Ravenna, l’OraSì ha presentato due pezzi importanti della sua nuova collezione: Luigi Sergio e Marco Venuto. Dopo i saluti del presidente Vianello, che ha ribadito la volontà di cambiare rotta per la stagione in arrivo, ha preso la parola il direttore generale Julio Trovato: «Presentiamo due giocatori che hanno fatto della solidità il punto di riferimento della loro carriera e di cui conosciamo l’apporto che possono dare alla squadra. Sono sicuro che qui si troveranno bene, così come mi sto trovando bene io».

«Sono molto contento di questa scelta – dichiara Luigi Sergio – percepisco Ravenna come un bellissimo ambiente, dove le cose vengono fatte in modo professionale. Ci sono tutti i presupposti per lavorare bene e questa è una motivazione in più a spingerci a fare il meglio possibile. Ho parlato con il coach prima di firmare, le sue idee mi sono parse molto chiare e decise. Nell’ultima stagione e mezzo a Bergamo le cose sono andate molto bene e auspico di dare continuità a questo mio percorso, abbracciando un progetto ambizioso, che come ogni storia che si rispetti dovrà poi passare la prova del campo».

RAVENNA 12/07/2019. ORASI’ BASKET RAVENNA, PRESENTATI 2 NUOVI GIOCATORI. Luigi Sergio (Camicia Gialla) E Marco Venuto (maglietta Rossa)
Marco Venuto

«Sono contentissimo di essere a Ravenna – sottolinea Marco Venuto – una delle società più solide e con ambizioni della A2, con idee ben chiare su cosa fare ogni anno. Arrivo con grande entusiasmo dopo una stagione importante, di cui mi porto in dote una cosa bellissima come la voglia di vincere. Mi impegnerò per fare il massimo che la squadra può produrre, provando anche ad andare oltre, senza fermarsi all’obiettivo prestabilito. Quando ho incontrato Ravenna al Pala De André ho sempre trovato un ambiente caldo, con un pubblico capace di accendersi. Mi piace il palazzo, con la gente così vicino al campo che si fa sentire. Ogni anno si creano rapporti diversi con i tifosi, noi dobbiamo creare un feeling per farli stare dalla nostra parte. Loro con noi e noi con loro, insieme».

RAVENNA 12/07/2019. ORASI’ BASKET RAVENNA, PRESENTATI 2 NUOVI GIOCATORI. Luigi Sergio (Camicia Gialla) E Marco Venuto (maglietta Rossa)
Luigi Sergio

I due neo giallorossi hanno poi risposto alle domande della stampa, sulla versatilità dei loro ruoli. «Giocare da play o guardia non fa molta differenza per me, quando c’è una condivisione di idee – dice Venuto -. La convivenza con Tommy Marino? Ha estro e grandi qualità, è un piacere essere in coppia con lui, ci abbiniamo bene e sarà poi il coach a scegliere. Per vincere ci vogliono giocatori di qualità, più giocatori di qualità hai vicino più aumentano le letture, la possibilità di divertirti e di vincere». Luigi Sergio, che in carriera ha giocato anche da pivot, ora gioca da ‘tre’ ma può anche muoversi da ala forte. «È stata una trasformazione negli anni, ho iniziato da ‘quattro’, poi lavorando individualmente ho saputo cogliere nuove letture in campo e vengo da una stagione e mezzo dove ho giocato da ala piccola». L’apporto dei due giocatori sarà fondamentale anche verso i più giovani: «Dobbiamo fare un passo verso la squadra e non verso il singolo, senza alcuna invidia su ruoli, minutaggio o palloni giocati – aggiunge Venuto – spingere i giovani a fare meglio e trasmettere la giusta mentalità in partita e negli allenamenti». Sergio, sulla stessa linea del compagno, parla di determinazione, «la stessa alla base del grande risultato di Bergamo dello scorso anno. Non c’erano i favori del pronostico, ma il gruppo si è compattato e questo ci ha aiutato a superare molte problematiche, a darci una marcia in più».

La chiusura è toccata ancora una volta al GM, Julio Trovato: «La squadra sta prendendo forma. Giovedì abbiamo fatto la prima proposta a un americano, un lungo. Il nostro desiderio è quello di avere un atleta forte e versatile, che sappia giocare sia fronte che spalle a canestro». Chi invece non vestirà nella prossima stagione la maglia del Basket Ravenna è Matteo Montano. «A metà della scorsa stagione avevamo anche parlato di una possibile riconferma – aggiunge il direttore generale Julio Trovato – poi nel corso dell’anno non ci sono più state le condizioni tecniche e gli incastri giusti per poter continuare. Matteo è un ottimo giocatore e una persona meravigliosa, dentro e fuori dal campo. Ha sempre dimostrato grande attaccamento al lavoro e al gruppo, con uno spirito contagioso e un sorriso che personalmente mi mancherà. Ovunque sia andato ha ricevuto attestati di stima umani, prima ancora che professionali e credo che sarà così anche nelle altre squadre che avranno la fortuna di averlo in campo. In scadenza di contratto, si accaserà all’Urania Milano e tornerà al Pala De André come avversario».

Il video del drone, in volo sulla Milano Marittima devastata dalla tromba d’aria

Le immagini registrate dal Comune di Cervia per valutare i danni

Il Comune di Cervia ha fatto decollare anche il proprio drone per valutare i danni causati dalla tromba d’aria che si è abbattuta su una porzione di Milano Marittima martedì 10 luglio.

Dopo le fasi iniziali di emergenza, Milano Marittima è tornata alla normalità a tempo record, riaprendo viabilità, servizi e stabilimenti balneari già dalla serata di martedì 10 luglio. Ma c’è ancora tanto da fare, per rimuovere le piante divelte e mettere in sicurezza quelle pericolanti.

Ecco allora che il velivolo si è levato in volo per la prima volta al servizio della Protezione Civile. Ha sorvolato le zone attraversate dalla tromba d’aria, in particolare la zona del parco naturale di Cervia, la zona del Tennis Club di Via Jelenia Gora e la zona delle Traverse di Milano Marittima.

I tecnici della Protezione Civile hanno analizzato filmati e fotografie riprese dall’occhio volante, confrontandole con le zone evidenziate sulle mappe e sulle planimetrie, per una visione ancora più completa delle zone interessate, delle alberature abbattute e dei danni provocati.

Il volo è stato realizzato grazie alla collaborazione del 15° Stormo di Pisignano e sotto monitoraggio della Torre di Controllo della Aerobase.

Umberto Curi apre a Cervia la rassegna di incontri “Filosofia sotto le stelle”

Il calendario della 15esima edizione della manifestazione, quest’anno incentrata sul tema dei “mutamenti”

Umberto Curi
Umberto Curi

Grande traguardo per la manifestazione filosofica dell’ estate cervese. Si apre infatti lunedì 15 luglio la 15 esima edizione di “Filosofia sotto le stelle”, con la lezione di Umberto Curi.

Il tema di quest’anno riguarda i “Mutamenti”, che comprenderanno le tecnologie ma anche il lato umano. L’argomento da adito a notevoli spunti, a partire dalle metamorfosi di Ovidio.

Curi, filosofo di prima grandezza nel panorama italiano – autore di vere e proprie “chicche” della filosofia come “Endiadi”, “L’apparire del bello” e “Miti d’amore” – affronterà i Mutamenti con la sua proverbiale ermeneutica. L’appuntamento è alle 21.30 nel piazzale dei Salinari, a Cervia.

Le kermesse del sapere riprenderà il 26 luglio, con la lezione magistrale di Franco Farinelli – geografo e autore de “La crisi della ragione cartografica” -, sempre alle 21.30 nel piazzale Salinari. Nello stesso luogo il 27 luglio è atteso Massimo Adinolfi, esperto in teoretica ed ex consigliere del ministero della giustizia. “Hanno tutti ragione?”, opera su post – verità, fake, big data e democrazia, è la sua ultima fatica.

Si prosegue il 28 luglio – alle 21.30 sotto il vecchio faro – con una maratona filosofica che non ha eguali – sulla falsariga di New York. Vi partecipano Vincenzo Del Gaudio – docente del dipartimento di studi politici e sociali al San Raffaele di Milano -, Moris Gasparri – consulente Coni ed esperto di sport – e Francesco Cirillo – sociologo esperto di politiche del mutamento sociale.

Il gran finale vedrà sul palco il 29 luglio –  ore 21.30 piazzale Salinari – il filosofo e musicista Massimo Donà, che terrà una lezione magistrale facendo riferimento al suo capolavoro: “La filosofia dei Beatles”.

Ogni pomeriggio alle 18.30, inoltre, si svolgerà nella piazzetta Pisacane “Cafè Philò”. I giovani protagonisti di questi “aperitivi” filosofici saranno Carmen Gallo – poetessa e traduttrice -, Tommaso Di Dio – poeta e docente -, Giulio Goria – esperto di dottrine politiche -, Andrea Salvo Rossi – filologo ed esperto di Macchiavelli -, Mico Capasso – esperto di digital humanities -, Giacomo Petrarca – ricercatore in metafisica – e Mario Quaggiotto – esperto di filosofia della musica. Presentano Massimo Previato e Davide Grossi.

Lo spettacolo “Parole Note” alla centrale Enel di Porto Corsini per beneficenza

Il 16 luglio tra musica e voci, con Maurizio Rossato e Giancarlo Cattaneo

ParolenoteLa centrale Enel Teodora di Porto Corsini sarà il 16 luglio alle 21 la cornice, unica e sorprendente, di una delle oltre 50 tappe annuali dello spettacolo Parole Note live.

La versione live di Parole Note scaturisce dall’omonimo progetto, dal libro “Parole dritte al cuore” edito da Mondadori e diventato best seller e dall’album volume 1 – 2 – 3 con le voci di prestigiosi protagonisti del panorama cinematografico, teatrale e musicale contemporaneo.

Lo spettacolo è una declinazione delle versioni da ascolto e abbina musica e parole a un’evocativa selezione di immagini, coinvolgendo il pubblico e accompagnandolo in un percorso emotivo.

Maurizio Rossato fonde la ricercata sequenza di video al tappeto musicale su cui si stagliano le parole interpretate da Giancarlo Cattaneo. Molteplici sono i temi affrontati. Attraverso le letture si esplorano sentimenti, relazioni, fasi della vita.

Grazie alla direzione dell’Enel, Cattaneo e Rossato porteranno in scena la poesia per uno scopo nobile: sostenere la onlus Piccoli Grandi Cuori.

L’ingresso sarà gratuito e i cancelli apriranno alle 20.30.

Sarà possibile donare un contributo volontario per sostenere gli importanti progetti che la onlus porta avanti da 20 anni presso il reparto di Cardiologia e cardiochirurgia pediatrica e dell’età evolutiva del policlinico Sant’Orsola di Bologna.

Bonan trasforma un rigore in un romanzo: «Sul dischetto duelli da vecchio West»

Il giornalista di Sky Sport presenta a Marina di Ravenna il suo “La giusta parte”, costruito attorno a un penalty decisivo in serie A negli anni Novanta. Il rigorista perfetto? «Un incrocio tra Pirlo e Allegri». Il primo nome associato al Ravenna? «Lamberto Zauli»

DiMarzio Fayna Bonan
Da sinistra Gianluca Di Marzio, Valerio “Fayna” Spinella e Alessandro Bonan

Quello liberatorio di Grosso in Germania nel 2006, quello Champions di Shevchenko a Manchester nel 2003, quello delle polemiche Ronaldo-Iuliano nel 1998 a Torino, quello rifiutato da Baggio neo-juventino a Firenze nel 1991, quello di Hadzibegic a Italia 90, quello ciabattato da Cabrini nel 1982 a Madrid: c’è almeno un rigore nella memoria di ogni appassionato di calcio. Alessandro Bonan fa il giornalista – volto noto di Sky Sport dove conduce Calciomercato e Sky Calcio Show – e lo sa quante storie possono intrecciarsi negli undici metri che separano il dischetto dalla linea di porta.

Storie di risultati e di trofei, certo, ma mica solo quelle, figuriamoci. Ci sono le storie di donne e di uomini. Di vita, insomma. Perché, come diceva Jose Mourinho, “chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”. E allora un rigore può essere perfetto per scriverci un libro. Così ha fatto Bonan “La giusta parte” (La nave di Teseo, 140 pagine, 15 euro) è il suo secondo romanzo e lo presenterà il 14 luglio al bagno Hanabi di Marina di Ravenna (ore 21, ingresso libero) intervistato da Stefano Bon, in collaborazione con la rassegna letteraria “Il Tempo ritrovato”. Lo abbiamo intervistato alla vigilia per un assaggio di cosa si parlerà in spiaggia.

Il penalty viene fischiato all’ultimo secondo di una partita decisiva: una delle due squadre retrocederà in B e l’altra si salverà in A, portiere contro attaccante, Griffanti contro “Pesse”. Il libro nasce dall’idea del rigore o dall’idea della giusta parte da cui stare nel calcio e nella vita?
«Di solito quando inizio a scrivere qualcosa non so perché la sto scrivendo. In questo caso mi sono svegliato con l’immagine di un rigorista sul dischetto e ho cominciato a raccontare quell’immagine, poi via via mi è venuto in mente di mettere a confronto due vite in quel momento così delicato con un dualismo perfetto, un duello come nel vecchio west».

La partita si gioca negli anni Novanta. Come mai quel periodo? C’è nostalgia?
«Non sono nostalgico di niente, anzi sono molto proiettato sul presente e sul futuro. L’ambientazione anni Novanta mi è sembrata perfetta per raccontare anche certi risvolti grotteschi del calcio. Ad esempio quando interviene un improbabile radiocronista: esistono ancora oggi ma nei novanta erano più comuni».

Pare di sentire un po’ di critica verso il filone nostalgico…
«Troppo facile pensare che quando avevi 18 anni e tante fidanzate era tutto più bello. Era un altro mondo, un’altra vita, ma io sono contento della vita di adesso. Ci dimentichiamo che tante cose sono cambiante e ci hanno portato vantaggi: non è colpa del telefonino e dei social se la gente sta solo sui social, internet e i social ci hanno risolto tanti altri problemi».

Pirlo Mondiali Getty
Andrea Pirlo nella finale dei Mondiali 2006

Quello del libro era un calcio senza Var. L’arbitro sarebbe andato a rivedere l’episodio?
«Il fallo da rigore è chiaro per tutti, le proteste ci sono ma sono come il riflesso del cane di Pavlov. Però forse avrei sfruttato il Var per prolungare la tensione di quel momento, invece mi sono inventato altro, come le proteste del tifo o quel malore del portiere».

E qual è il giudizio sul Var di oggi?
«Positivo, sta rendendo il calcio più certo di prima. Qualcuno dice che sta togliendo un po’ di poesia ma oggi l’appassionato di calcio vuole essere garantito: il risultato non può essere in bilico perché qualcuno in campo vede la metà della metà di qualcuno a casa. Non si poteva più continuare ad affidarsi solo ai due occhi dell’arbitro avendo cento telecamere attorno. I difetti del Var visti fin qui ci sono stati perché è gestito da uomini pre Var che ragionano con modi precedenti all’introduzione della tecnologia. Con la formazione le cose cambieranno».

Allegri
Massimiliano Allegri con la maglia del Pescara

Il rigore della vita, a parte al protagonista del libro, a chi andrebbe affidato?
«Il Pesse è il rigorista ideale: freddo, sicuro di sé, non si fa condizionare dall’ambiente, addirittura ha un senso di superiorità sull’avversario. Diciamo che se vogliamo creare un mostro con giocatori reali ci vorrebbe la freddezza di Pirlo unita al talento un po’ folle di Allegri giocatore».

E invece qual è il rigore che non dimenticherà da appassionato di calcio?
«Stagione 1980-81, primo e unico campionato in serie A della Pistoiese, la squadra della mia città. Partita in casa con la Roma: avevo 17 anni ed ero allo stadio come tutti perché la squadra stava andando fortissimo. Sullo 0-1 per la Roma danno un rigore alla Pistoiese. Sul dischetto va Vito Chimenti, un attaccante un po’ grassoccello, comprato a campionato iniziato, famoso perché “faceva la bicicletta”. Tira una bordata impressionante che finisce sulla traversa e rimbalza così lontano che la Roma riparte in contropiede e va 2-0».

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Vito Chimenti

Nel libro c’è una carrellata di personaggi vari. Quanti sono realmente esistiti e quanti ispirati?
«Ci sono tanti pezzetti di storie vere, vissute o raccontate. Due però sono personaggi veri. Il poeta è Roberto Carifi che è stato mio professore al liceo. Il cronista è Filomeno Pezzimenti: un avvocato elegante con il pizzetto che faceva radiocronache per passatempo con espressioni ampollose tipo “il cuoio finisce in fuori laterale”».

Restiamo tra i personaggi veri: quale nome le viene in mente quando parliamo di calcio a Ravenna?
«Lamberto Zauli, questo lungagnone talentuoso».

Nel libro il radiocronista diventa Nicodemo Pizzimenti ed è un tifoso schierato. Il tifo sta contaminando le telecronache?
«Il tifo non ha ragione di esistere nelle cronache. Non so perché a volte la gente pensi che mettiamo in gioco la nostra professionalità per fare il tifo, non è così. Poi ci sta che è diverso quando gioca la Nazionale o quando c’è una squadra italiana in Europa. Diciamo che in generale la telecronaca mi colpisce nel momento in cui mi scalda, in cui mi fa godere la partita senza inondarmi di parole».

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Lamberto Zauli, nuovo allenatore dell’Under 19 della Juventus

Sky ha provato anche l’esperimento delle telecronache tifose…
«E lo ha abbandonato, a mio avviso anche giustamente».

La questione tifo si aggancia al tema della credibilità per il giornalista sportivo, messa a dura prova nel momento del calciomercato.
«Io credo che a Sky, con Gianluca Di Marzio, abbiamo raggiunto questa credibilità attraverso un lavoro eccezionale nel selezionare la notizia, pesarla, verificarla e darla solo quando siamo sicuri al cento percento. Si tratta solo di applicare il rigore giornalistico. Magari a volte siamo impoplari perché non cavalchiamo l’onda ma fare un mercato sparando nomi a casaccio è facilissmo».

Siete stati tra quelli che non hanno mai dato alcuna credibilità alla possibilità di Guardiola alla Juventus. Avete mai avuto paura di prendere un buco clamoroso?
«Da quello che sapevamo noi eravamo abbastanza sicuri e abbiamo seguito questa linea. Qualche mese fa forse la Juve aveva preso contatti ma appena capito che non c’era la possibilità è tutto finito subito».

1812957Eppure tanti insistevano…
«Il calciomercato è bello anche perché ti innamori delle notizie che ti piacciono. Qualcuno si è innamorato di quella che piaceva a tanti ma senza riscontri reali. L’innamoramento poi si è diffuso nel mondo social creando un enorme effetto domino».

A proposito di social, chissà cosa avrebbero scritto attorno al rigore del libro…
«È vero, bella riflessione. Forse sarebbe nato un instant book solo scrivendo quei commenti».

Ci ho girato un po’ attorno ma adesso che siamo alla fine dell’intervista, è il momento di avere due colpi di mercato veri…
«Ma manco uno. Il mercato è in continuo divenire, nel momento in cui dai una notizia è perché sai che in quel momento è come la stai dando».

Il Ravenna tessera l’esterno Nigretti. Lunedì 15 luglio al via la preparazione

Calcio C / Il laterale destro classe ’99 proviene dal Forlì e ha firmato un contratto biennale. Il giorno del raduno verranno effettuati i test atletici, mentre martedì 16 è in programma il primo allenamento a Glorie

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L’esterno destro classe ’99 Giacomo Nigretti

Altro colpo di mercato per il Ravenna Fc, che ha raggiunto l’accordo per il tesseramento di Giacomo Nigretti, che firma un contratto fino al 30 giugno 2021 e da lunedì sarà a disposizione del tecnico Luciano Foschi per il raduno. L’esterno destro classe ’99 cresciuto nel vivaio dell’Hellas Verona ha vissuto l’ultima stagione da protagonista con la maglia del Forlì, collezionando 33 presenze impreziosite da due marcature e mettendosi in evidenza come uno degli esterni più promettenti della Serie D, disimpegnandosi sulla destra con qualità offensive e propositive. «Non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura – dichiara il neogiallorosso -. Ci si prospetta un campionato avvincente e spero di riuscire a vivere una stagione positiva sia a livello di squadra che personale. Conosco Ronchi e Sabba, che mi hanno parlato benissimo dell’ambiente, quindi la scelta è stata semplice».

Nel frattempo, a soli due mesi di distanza dall’ultima gara di playoff a Salò, lunedì 15 luglio si alzerà il sipario sulla nuova stagione giallorossa. Dopo una annata vissuta sopra le righe dall’inizio alla fine, il Ravenna vuole continuare sul solco tracciato in queste stagioni di professionismo, con l’obiettivo ben fisso a una salvezza da conquistare quanto prima, ma con la voglia di continuare a stupire. La squadra guidata dal confermatissimo Foschi e dal relativo staff si ritroverà nella mattinata al Benelli, dove verranno eseguiti i test atletici a cura dei preparatori atletici De Maiti e Coralli per poi riprendere nel pomeriggio a Glorie alle 17 con il primo allenamento della stagione 2019/20. Da martedì 16 il lavoro proseguirà nel centro sportivo giallorosso con doppie sedute, una al mattino e una alla sera. Per una settimana, 19 al 26 luglio, la squadra sarà in ritiro presso il Grand Hotel Mattei, che, dopo l’esperienza positiva della scorsa stagione, ospiterà di nuovo i giallorossi, per un periodo di focus e di amalgama per il nuovo gruppo.

In attesa della definizione dell’abbinamento per il primo turno della Coppa Italia – TIM Cup previsto per il 4 agosto, sono state definite le date per due impegni amichevoli. La prima di sicuro prestigio vedrà il Ravenna impegnato contro una squadra di Serie A: sarà infatti l’Udinese di Igor Tudor a battezzare i giallorossi nel primo impegno stagionale il 20 Luglio a Udine (impianto da definire). Il 27 luglio si tornerà in Romagna per la tradizionale amichevole allo Stadio dei Pini di Milano Marittima contro il Cervia. Per entrambe le gare il fischio d’inizio è previsto alle ore 18.

Rinnovano Ronchi e Raffini La notizia era nell’aria da qualche settimana, ma sono arrivate le firme a sancire nero su bianco il rinnovo contrattuale di Matteo Ronchi fino al 30 giugno 2021. Per il difensore riminese di nascita, ma ormai ravennate d’adozione, un contratto biennale che porterà a quattro le sue stagioni in maglia giallorossa, un ottimo traguardo che fin’ora ha fruttato a Matteo 49 presenze con quattro marcature. Alfiere della difesa giallorossa, dove ha saputo disimpegnarsi senza problemi sia come centrale che come esterno della difesa a tre, il ragazzo è soddisfatto della fiducia conquistata sul campo: «Sono molto contento di questo rinnovo contrattuale, Ravenna era la mia prima scelta come avevo detto anche a fine stagione al mio procuratore. In questi due anni mi sono affezionato alla città, alla maglia e alla tifoseria. Devo fare un ringraziamento speciale a presidente, direttore e mister che hanno avuto fiducia in me nella scorsa stagione quando mi sono presentato senza contratto e non valorizzato, hanno creduto e investito su di me. Conosco la società, la piazza e voglio ripagare questa fiducia onorando in campo questi colori».

Stesso discorso per Simone Raffini, che firma un nuovo contratto che lo legherà alla società giallorossa per le prossime due stagioni. L’attaccante di Castel Bolognese cresciuto nelle giovanili del Cesena nella scorsa stagione era spesso impiegato da Foschi nel corso della gara per cercare di cambiare marcia all’attacco, ma la crescita evidente dimostrata partita dopo partita lo aveva più volte portato a vestire la maglia da titolare. Ottimo il suo bottino stagionale, con la media di una rete ogni 236 minuti. «La scelta del Ravenna è una scelta di cuore, la società mi ha cercato e mi ha fatto capire che crede nelle mie qualità. Dopo l’ottima esperienza della passata stagione non potevo non avere questa squadra come prima opzione. Ripartiamo con grande grinta e voglia di continuare a fare sempre il meglio per i nostri tifosi. Personalmente farò del mio meglio e anche di più per ripagare questa fiducia e portare il Ravenna più in alto possibile».

La Standiana si colora di azzurro con i tricolori Master. Ci sarà anche Miani

Canottaggio / Sabato 14 e domenica 14 luglio la Canottieri organizza nella sua struttura i Campionati italiani di categoria, ospitando più di 600 atleti provenienti da 79 società. Quattro gli equipaggi dei padroni di casa: l’ex campione gareggerà nell’otto

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La struttura presente nel bacino di canottaggio della Standiana

In questo fine settimana, sabato 13 e domenica 14 luglio, la Canottieri Ravenna ospita i Campionati italiani Master nelle acque del bacino della Standiana, facendo tornare dopo tre anni l’appuntamento più importante per il canottaggio amatoriale. Più di 600 atleti provenienti da 79 società, oltre a tecnici e accompagnatori, affolleranno il parco nei pressi di Mirabilandia, partendo dai Master A (over 27 anni) per arrivare ai Master H, atleti con più di 70 anni.

È il secondo grande evento tricolore del 2019 ospitato dalla Canottieri Ravenna nel bacino della Standiana: il primo sono stati i Campionati italiani aRagazzi, Under 23 ed Esordienti, il terzo saranno a settembre i Campionati Italiani Universitari. Le gare prenderanno il via nella giornata di sabato con le batterie. Domenica a partire dalle 8.30 invece i riflettori si accenderanno sulle finali. Sarà uno spettacolo che vedrà in gara i vogatori più esperti e più affezionati: i Master infatti incarnano la pura passione per l’attività remiera, divenendo spesso anche modello di riferimento per i novelli atleti che si affacciano al mondo del remo. Le specialità più partecipate saranno quelle del singolo, sia maschile che femminile, seguita dal doppio e dal quattro di coppia.

Miani Mondiale 2014
Marcello Miani ai Mondiali del 2014

Per la Canottieri Ravenna scenderanno in acqua quattro equipaggi, con il ritorno ai remi di Marcello Miani, plurititolato atleta ritiratosi dalle gare a fine 2017. Si parte dal singolo Master B di Filippo Laghi, mentre l’ammiraglia, vale a dire l’otto Master B sarà composto da Paolo Platamone, Fabrizio Borghesi, Ivan Malucelli, Marcello Miani, Andrea Fabbri, Daniele Perrone, Donato Traversa e Thomas Cervellati, con timoniere Federica Felloni. Poi sarà il turno di due quattro di coppia: per i Master C gareggerà l’equipaggio formato da Fabrizio Borghesi, Thomas Cervellati, Andrea Fabbri e Donato Traversa; per i Master D, invece, il quartetto sarà formato da Alessandro Buoncompagni, filippo Laghi, Vincenzo Petruzzellis e Marco Mura Alberti.

La Rekico completa il roster con un baby figlio d’arte: da Imola arriva Calabrese

Basket B / Classe 2001, la mamma della guardia/ala forlivese è Azzurra Marisi. «Faenza è una grande opportunità per crescere». Baccarini: «La freschezza dovrà essere la nostra arma in più»

Nicola Calabrese
Il forlivese classe 2001 Nicola Calabrese approda alla Rekico

Forlì, Imola e ora Faenza. Il giro della Romagna di Nicola Calabrese tocca ora il PalaCattani dove nella prossima stagione giocherà con i colori della Rekico. La guardia\ala forlivese sarà chiamata a farsi valere con minuti di qualità quando sarà chiamato in causa, mostrando le doti che lo hanno portato nell’ultimo campionato a essere in pianta stabile nel roster dell’Andrea Costa in Serie A2.

Nato a Forlì il 5 novembre 2001, Calabrese ha giocato nel settore giovanile di molte società cittadine, partendo dalla Libertas Green per poi passare alla Don Bosco, alla FulgorLibertas e infine ai Tigers, quando erano ancora in terra forlivese. La sua carriera cestistica si sposta poi di qualche chilometro fino a Imola dove resta quattro stagioni nell’International mettendosi in luce nei campionati giovanili. Nel 2018/19 colleziona 4 presenze in A2 con l’Andrea Costa, dividendosi nell’ultima parte di stagione con l’International in Serie D, portandola alla salvezza nei playout. Lo sport è da sempre nel DNA di Nicola: la madre Azzurra Marisi, oltre ad essere una ex giocatrice di pallacanestro è figlia di Adolfo, storico allenatore della Banca Popolare di Faenza negli anni Novanta che portò la squadra in B1.

«Faenza è una grande opportunità per crescere – spiega Calabrese – e mi permetterà di maturare dal lato umano e tecnico. A maggio ho sostenuto un allenamento e ho subito trovato grande stima nei miei confronti da parte della dirigenza e dell’allenatore. Sono molto motivato da questa nuova esperienza e darò il massimo per farmi trovare pronto. Come giocatore sono una guardia\ala che ama attaccare il ferro e giocare per la squadra, caratteristiche che dovrò avere anche in B».

Questo il commento del general manager Andrea Baccarini a conclusione della campagna acquisti della Rekico. «Con Calabrese completiamo la squadra – sottolinea il dirigente -. È un ragazzo del 2001 che si è ben distinto nei campionati giovanili in società importanti e ritengo sia già pronto per il salto nel campionato senior di B. Siamo soddisfatti del nostro mercato e di come abbiamo allestito il roster, composto da giocatori duttili e motivati che possono ricoprire più ruoli. Il coach Friso avrà un organico con dieci atleti a sua disposizione a cui si aggregheranno alcuni ragazzi delle giovanili, e siamo certi che si faranno valere. L’età media è di poco più di 22 anni e quindi dovremo lavorare con molto entusiasmo per trovare l’amalgama in campo. La freschezza dovrà essere la nostra arma in più».

“Visionari e apocalittici”, torna a Cervia la mostra della Cna curata da Spadoni

Inaugurazione il 19 luglio ai Magazzini del Sale. Oltre 60 opere di Eron, Giovanni Fabbri, Chiara Lecca, Gian Ruggero Manzoni e Luca Piovaccari e un omaggio a Moreni, Sartelli e Ronchi

Eron
Eron
Album Blending 2, (2013)
spray painting on canvas, cm 100×80
© Photo Courtesy, Particia Armocida Gallery, Milano

Inaugurerà venerdì 19 luglio, alle 18.30 ai Magazzini del Sale di Cervia, la mostra d’arte “Visionari e apocalittici – di ordinaria follia”, curata da Claudio Spadoni. Un’esposizione con oltre 60 opere di cinque artisti: Eron, Giovanni Fabbri, Chiara Lecca, Gian Ruggero Manzoni e Luca Piovaccari. Insieme a questi, un omaggio a tre singolari figure della generazione precedente: Mattia Moreni, Germano Sartelli, Demos Ronchi.

«Un appuntamento importante – sottolinea Massimo Mazzavillani, direttore della Cna di Ravenna, che come ogni anno organizza e promuove la mostra di Cervia – che, ancora una volta, vuole promuovere la crescita culturale e artistica del territorio in un’ottica di ulteriore qualificazione dell’offerta turistica, all’interno di un progetto più vasto che intende affermare i valori dell’artigianato e della piccola impresa, da sempre protagonisti dello sviluppo economico, sociale e culturale del nostro territorio».

«Il poeta latino Orazio – sono le parole con cui invece Claudio Spadoni presenta la mostra – parlava di un’amabilis insania, vale a dire di un trasalimento o un furore  creativo proprio degli artisti, dei poeti. Ma si potrebbero aggiungere altri aggettivi alla particolare ‘follia’ che, soprattutto oggi,  può assumere forme diverse, manifestarsi in modi che nell’arte contemporanea non hanno più canoni ben definiti, parametri di riferimento. A quella che era considerata la Tradizione, da tempo si è sostituita la Tradizione del Nuovo,  a sua volta riveduta e amplificata in una dilatazione di possibilità espressive senza più limiti. Significativamente, oltre mezzo secolo fa, Piero Manzoni col suo ‘Socle du Monde’,  un semplice piedistallo capovolto che simbolicamente costituiva una base per l’intero globo terrestre  inteso come una gigantesca scultura, voleva semplicemente dire che tutto poteva essere assunto e considerato come arte. E dunque anche quanto era ritenuto proprio dell’eccentricità, della diversità, della ‘follia’ artistica,  poteva rientrare ormai di fatto nella normalità, in una follia ordinaria.   Al punto che  oggi gli artisti più ‘borderline’ potrebbero forse risultare quelli che all’apparenza si attengono, nonostante tutto, alla tradizione dell’arte.  Che ne è poi di quella ‘provincia’,  periferia dell’ impero per dirla con Umberto Eco, che un tempo poteva rivendicare certe peculiarità di accenti oggi assorbiti o cancellati  in  virtù di una globalizzazione che esprime il volto dell’ufficialità e quasi non concede spazio  ad alternative?»
«Ci si potrebbe chiedere, dunque, se per gli artisti convocati per questa mostra – scelti volutamente di uno stesso territorio anche se magari attivi ben oltre i confini geografici d’appartenenza- possa ancora valere la definizione oraziana, o piuttosto in che termini la loro condizione di ‘visionari e apocalittici’ possa esprimersi in una riconoscibile specificità di caratteri. In questo caso sono cinque i nomi dei prescelti in un panorama di possibilità espressive  molto dilatato, com’è quello di un globalismo ormai senza frontiere: da pittura e scultura, a fotografia e  installazioni.  Eron, Giovanni Fabbri, Chiara Lecca, Gian Ruggero Manzoni, Luca Piovaccari, si muovono comunque in zone ardue, quasi al limite dei rispettivi  linguaggi, come a volerli in ogni caso forzare  rimarcando così il carattere della propria condizione, della propria ‘insania’. Una follia creativa, la loro, che se anche si manifesta  adombrata in una condizione ‘ordinaria’, resta tuttavia fortemente individua.
Con loro, tre singolari figure di un’altra generazione, Mattia Moreni, Germano Sartelli, Demos Ronchi.
E sarà una grande opera di una  visionarietà  apocalittica  di Mattia Moreni, un  protagonista del secondo dopoguerra (1920-1999), ad aprire la mostra, che presenta anche un’importante serie di lavori, particolarmente congeniali al tema, di Germano Sartelli, anch’egli scomparso qualche anno fa. Di lui Francesco Arcangeli, studioso particolarmente sensibile ai valori della ‘provincia’ concepita nel senso più alto  di “provincia d’Europa”, lasciò una telegrafica ma  illuminante descrizione: “sempre all’erta e sempre in ritiro”. Un omaggio doveroso ad un maestro sui generis, isolato, schivo, come forse nessun altro contemporaneo, ma con una sensibilità rabdomantica. Con lui, un altro imolese, davvero anomalo nella sua breve e perfino sconcertante vicenda creativa: Demos Ronchi(1922-1978) impegnato in una pratica del tutto ai margini dell’ufficialità,  tenacemente votata ad un impegno etico totale».

La mostra sarà accompagnata da un catalogo con un testo introduttivo del curatore, la documentazione dei lavori esposti e testi critici dedicati agli artisti.

Parcheggiava nel posto riservato ai disabili sfruttando il contrassegno del compagno

Multata una donna che lasciava sistematicamente l’auto in centro per andare al lavoro

Parcheggio Disabili 618x412Per andare al lavoro parcheggiava sistematicamente l’auto nel posto riservato ai disabili, in una zona a traffico limitato del centro di Ravenna, sfruttando il contrassegno per portatori di handicap rilasciato al compagno.

Ma dopo vari controlli – partiti grazie a una segnalazione – i vigili della polizia locale l’hanno identificata e sanzionata, con una multa da 212 euro e la decurtazione di due punti dalla patente, per la violazione degli articoli 188 (uso improprio dell’autorizzazione invalidi), 7 e 158 (transito e sosta in area ztl) del codice della strada,

Gli agenti hanno inoltre proceduto al ritiro sul posto del permesso invalidi ai sensi dell’articolo 13 della legge 689 del 1981, per la sua immediata trasmissione all’ufficio permessi e le necessarie valutazioni del caso.

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