Ecco i candidati locali, che trovano posto solo nelle liste di Lega, Più Europa, Fratelli d’Italia, Europa Verde e Popolo della Famiglia. Si vota il 26 maggio
Chiuse e presentate ufficialmente le liste per le elezioni Europee del 26 maggio, si può procedere alla conta dei ravennati in lizza per un seggio al Parlamento di Strasburgo, anche se in alcuni casi è facile immaginare che si tratti innanzitutto di cosiddette “candidature di servizio” a liste per cui il 4 percento della soglia di sbarramento è un obiettivo non scontato.
Come noto, quello delle Europee è un sistema proporzionale che prevede la scelta del candidato da parte dell’elettore, il quale può esprimere da una a tre preferenze.

Tra le personalità locali più di spicco compare senza dubbio il vicesindaco di Ravenna, il repubblicao Eugenio Fusignani, quinto in ordine di apparizione della lista Più Europa che unisce Emma Bonino e Italia in Comune capeggiata dall’ex grillino Federico Pizzarotti e, appunto, i Repubblicani.
Stuzzicata anche da un commento di www.ravennaedintorni.it che ipotizzava ironicamente una futura possibile alleanza anche alle amministrative tra forze che ora sono all’opposizione, la sezione ravennate di Italia in Comune ha tenuto a precisare: «Italia in Comune e Più Europa hanno condiviso un percorso comune che li vede concorrere unitamente per le prossime elezioni europee. Questo accordo è frutto di una condivisione di intenti, su una programmatica visione comune su temi importanti e delicati come l’ambiente, l’economia, le politiche per il lavoro, lo sviluppo eco-sostenibile e la regolamentazione dei flussi migratori, per citarne alcuni. È però importante sottolineare come questi accordi si fermino appunto, per come dovrebbero essere gli accordi politici, a una condivisione di programmi e non vanno in alcun modo a “dilagare” sulla scelta delle persone. La candidatura del vicesindaco Fusignani fra le fila di Più Europa non sottintende pertanto alcun tipo di accomunamento a Ravenna fra Italia in Comune e il Pri».

Più semplice la situazione in casa del Popolo della Famiglia candidato con il proprio simbolo e che nel Nord Est vede in lista il ravennate Mirko De Carli, coordinatore del partito proprio nel nord Italia.
Per Fratelli d’Italia, una candidatura di netta impronta di destra, anche ideologica, è quella dello storico ravennate Gianfranco Stella, autore di numerosi volumi in cui ha raccontato la Resistenza come un movimento dove non sono mancati autori di efferati delitti e che sono finiti anche al centro di vicende giudiziarie proprio per la portata della denuncia di presunti crimini commessi dai partigiani.
Nel centrodestra, però, senza dubbio parte favorita la Lega di Salvini che in questo momento viene data da tutti i sondaggi come primo partito in Italia. Il riferimento per i salviniani locali è Gabriele Padovani, faentino, noto ai più per aver sfiorato la vittoria alle ultime amministrative a Faenza, quando Malpezzi del Pd si affermò al ballottaggio con qualche centinaio di voti di scarto.

Nel campo opposto della sinistra, bisogna andare a cercare nella lista Europa Verde che mette insieme i Verdi e Possibile per trovare un nome ravennate, che è quello di Fatou Lo Boro, origini senegalesi, cittadinanza italiana, militante di Possibile, così come il marito l’ex parlamente e avvocato Andrea Maestri che invece non è candidato.
Nessun nome ravennate né per il Pd né per la nuova lista La Sinistra che include Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista. Altre formazioni, come Potere al Popolo, non si presenteranno invece alle elezioni.
In compenso i ravennati, chiamati a votare nella circoscrizione Nord-Est che include Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, dovrebbero trovare una ventina di simboli sulla scheda, tra cui quelli di estrema destra già noti come Forza nuova e Casapound, quello di estrema sinistra con falce e martello, il Partito Comunista di Rizzo, ma anche novità come il Partito animalista, il popolo Partite Iva o la candidatura di un singolo Lamberto Roberti.
Ci sarà naturalmente anche il Movimento 5 Stelle che però non ha nomi ravennati in lizza.










«Siamo stati costretti a farlo spinti dalle voci degli spirti». Così due giovani di 19 e 20 anni di origine nigeriana, secondo le informazioni divulgate dai carabinieri, si sarebbero giustificati con gli addetti alla sicurezza di un negozio di abbligliamento del centro commerciale Esp di Ravenna dopo un tentato furto. L’episodio è avvenuto ieri, 23 aprile. I due sono stati arrestati dalla pattuglia dell’Arma intervenuta sul posto.
Di seguito alcuni delle più importanti e originali iniziative del 25 aprile, ma il calendario prevede anche eventi prima e dopo quella data.
Uno striscione con scritto “W il 25 aprile” che era appeso in piazza della Repubblica a Mezzano in vista delle celebrazioni per la Liberazione è stato strappato da ignoti ieri, 23 aprile. La denuncia è dell’Anpi provinciale: «Era legato alle due colonne antistanti la porta dell’ufficio al decentramento ed è stato occultato». L’Anpi invita i propri iscritti e tutti i democratici a non accettare provocazioni e invita infine le forze dell’ordine alla vigilanza durante le celebrazioni.









La cura delle comunità e dei territori assegnati alle Province, da presidiare e non contrapporre alle grandi aree urbane; l’urgenza di porre la questione ambientale tra le priorità in agenda anche a partire dalle istituzioni locali; la responsabilità di garantire agli studenti italiani scuole sicure e all’avanguardia. Saranno questi i temi che le Province, guidate dal presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Michele de Pascale, porteranno all’attenzione del Papa nell’udienza che si terrà sabato 27 aprile nella sala Clementina del Vaticano. L’incontro, cui prenderanno parte i 76 presidenti di Provincia, si aprirà alle 12 con il messaggio di saluto che De Pascale rivolgerà al Santo Padre a nome dell’Upi.