martedì
12 Maggio 2026

Contributi alle imprese: l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna apre il bando

Valorizzazione e qualificazione della rete commerciale: questi gli obiettivi a partire dal primo ottobre. L’atto previsto nel Patto strategico per lo sviluppo

SoldiDa lunedì 1 ottobre è aperto il bando per la concessione di contributi alle imprese, proposto dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, per la valorizzazione e la qualificazione della rete commerciale e dell’artigianato di produzione e di servizio insediata nei centri storici, negli assi commerciali e nei centri abitati delle frazioni dei Comuni della Bassa Romagna.

Il bando, che prosegue il lavoro previsto dal Patto strategico per lo sviluppo economico e sociale, prevede due misure di sostegno. La prima riguarda la valorizzazione della rete commerciale e artigianale di produzione e di servizio, a cui possono accedere le nuove imprese la cui attività sia stata avviata dopo il primo gennaio 2018 e prima della presentazione della richiesta di contributo. La seconda misura di sostegno è dedicata alla qualificazione della rete commerciale e artigianale di produzione e di servizio, destinata alle imprese in esercizio alla data del primo gennaio 2018, che intendano riqualificare la propria attività attraverso interventi che dovranno essere avviati e realizzati successivamente al 30 giugno 2018 e ultimati prima della richiesta di contributo.

“Si tratta di una delle azioni concrete previste dal Patto strategico per lo sviluppo dei centri urbani che passa anche attraverso il rafforzamento della rete commerciale e artigianale – dichiara il vicepresidente con delega alla Pianificazione territoriale dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna Davide Ranalli -. Con questa azione arricchiamo il territorio e diamo valore a tutti coloro che investono sulla qualità, la ricerca e la sicurezza sul luogo di lavoro”.

Gli interventi di riqualificazione dell’attività esistente potranno riguardare l’acquisto di beni materiali e immateriali a utilità pluriennale direttamente collegati al ciclo aziendale; la realizzazione di sistemi di qualità, certificazione di qualità, certificazione ambientale, certificazione di responsabilità sociale, ricerca e sviluppo; l’ acquisto di impianti, macchinari e attrezzature, compresi gli arredi; sistemi informativi integrati per l’automazione, la realizzazione di siti web, impianti automatizzati o robotizzati, acquisto di software per le esigenze produttive e gestionali dell’impresa; investimenti per consentire all’impresa di operare nel rispetto di tutte le norme di sicurezza dei luoghi di lavoro dipendente, dell’ambiente e del consumatore; spese per interventi di manutenzione ordinaria che qualifichino gli elementi di comunicazione esterna e interna dell’esercizio; spese per interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche, sensoriali e psicologico-cognitive; spese per installazione/sostituzione di strutture funzionali all’esercizio stagionale delle attività.

I soggetti destinatari delle misure sono le micro, piccole e medie imprese, esercenti il commercio al dettaglio in sede fissa, quelle esercenti la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e l’attività di artigianato di servizio e di produzione, iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Ravenna e attive.

Le domande potranno essere presentate dalle 9 di lunedì 1 ottobre esclusivamente tramite la posta elettronica certificata Pec- La domanda deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa richiedente ed inviata esclusivamente tramite Pec all’indirizzo pg.unione.labassaromagna.it@legalmail.it, indicando nell’oggetto la denominazione dell’impresa, seguita dalla misura di intervento prescelta e dalla dicitura “Domanda ammissione contributo”.

La valutazione delle domande e l’ammissione ai contributi viene effettuata in ordine cronologico, fino ad esaurimento del fondo stanziato, pari a 100mila euro. L’istruttoria è effettuata e completata entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Qualsiasi comunicazione inerente il procedimento sarà comunicata all’impresa a cura dell’ufficio competente tramite posta certificata (Pec) all’indirizzo che l’impresa ha utilizzato per inoltrare la domanda.

Accoltella un uomo al bar, arrestato 32enne. Pena sospesa dopo il patteggiamento

La lite scoppiata in un bar lungo l’Adriatica. La vittima ha riportato una profonda ferita alla coscia destra

Coltello 6 2Un 32enne è stato arrestato dai carabinieri di Cervia – Milano Marittima. L’uomo alle 13 in bar del tratto cervese dell’Adriatica ha litigato con un 37enne. Entrambi i contendenti erano romeni. Il 32enne ha colpito con un fendente la gamba dell’altro. Sono stati avvisati i carabinieri che sono riusciti a bloccare l’aggressore. L’Arma, sentiti i testimoni e visionati i filmati delle telecamere private e del Comune presenti in zona di ricostruire l’aggressione. La vittima medicata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Ravenna riportava una profonda ferita alla coscia destra, guaribile in 20 giorni.

L’arrestato, trascorsa la notte in camera di sicurezza, venerdì mattina è comparso davanti al Giudice ravennate che ha convalidato l’arresto . L’uomo ha patteggiato una pena di 9 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena.

Si separano le strade di Olimpia Teodora e Bonitta: accettate le dimissioni del Dg

Volley femminile / Alcuni contrasti sulle modalità di realizzazione del progetto giovanile hanno suggerito alla società ravennate di interrompere il rapporto di collaborazione con il dirigente

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Da sinistra il presidente Paolo Delorenzi, il tecnico Nello Caliendo e il dg Marco Bonitta

E’ durato poco più di tre mesi il connubio tra l’Olimpia Teodora e Marco Bonitta. Con una nota, infatti, la società biancorossa annuncia l’interruzione del rapporto con il direttore generale. Questo il testo integrale del comunicato:

«A seguito dell’incontro avuto questa mattina (venerdì 28 settembre, ndr) presso il Comune di Ravenna con l’assessore allo Sport Roberto Fagnani, i dirigenti dell’Olimpia Alfa Garavini e il presidente dell’Olimpia Teodora, dopo aver verificato il sussistere di alcune gravi divergenze nella conduzione del progetto Settore Giovanile Olimpia Teodora e in particolare sull’organizzazione dei Campionati Under 18, C e Under 14, hanno convenuto che, per la continuità e la vita stessa del progetto, risulti più conveniente risolvere il rapporto di collaborazione con il signor Marco Bonitta.
Tutto ciò non pone assolutamente in discussione la professionalità e le capacità tecniche del signor Bonitta. Tuttavia alcuni contrasti sulle modalità di realizzazione hanno suggerito, per il bene del progetto stesso, di interrompere da oggi il suddetto rapporto di collaborazione.
Il progetto Settore Giovanile continuerà con lo stesso entusiasmo e le stesse motivazioni di sempre, grazie alle tante persone che da circa vent’anni si occupano, in modalità “volontaria”, della gestione tecnica, dei rapporti con le giovani atlete e con le loro famiglie.
A Marco Bonitta vanno i più sinceri ringraziamenti per la brillante idea di aver realizzato un progetto così importante per le numerose giovani atlete e per la città di Ravenna.
Al tempo stesso, la S.S.D. A R.L. Olimpia Teodora Ravenna comunica di aver ricevuto dal signor Marco Bonitta dimissioni dall’incarico di Direttore Generale.
La dirigenza della Società di via Trieste ha accettato le dimissioni e coglie nuovamente l’occasione per ringraziare Marco Bonitta per l’opera svolta in questi mesi di collaborazione.
La S.S.D. A R.L. Olimpia Teodora Ravenna ci tiene a precisare che ogni decisione riguardante la risoluzione del rapporto col signor Marco Bonitta è stata presa in assoluta e completa autonomia.
Ciò è avvenuto nonostante il prodigarsi dell’assessore allo Sport Roberto Fagnani per appianare ogni divergenza e giungere a un accordo che potesse consentire la continuazione del rapporto tra le parti».

Il Pd in piazza a Roma: in partenza anche tre pullman dalla provincia di Ravenna

Il segretario Barattoni: «Governo incapace, stanno ipotecando il futuro delle nuove generazioni»

Alessandro.BarattoniIl Partito Democratico ha indetto per domenica 30 settembre a Roma una manifestazione nazionale “Per l’Italia che non ha paura”. Da tutta la regione sono stati organizzati più di venti pullman, di cui tre partiranno dalla provincia di Ravenna: uno da Ravenna in via della Lirica, uno da Faenza in piazzale Pancrazi e uno da Lugo nel parcheggio dello stadio comunale.

«Scendiamo in piazza – ha detto il segretario provinciale del Pd Alessandro Barattoni – perché tante persone desiderano un Paese diverso: più giusto, più forte e più solidale. I primi mesi di questo governo hanno rivelato l’assoluta incapacità di gestire la cosa pubblica. Anche la bozza della manovra finanziaria ci preoccupa: sovvenzionare le promesse elettorali aumentando ancora di più il debito pubblico vuol dire ipotecare definitivamente il futuro delle giovani generazioni in questo paese. Oltretutto farlo col combinato disposto di pace fiscale e aiuto a pensionati e inattivi lancia un messaggio ancora più netto: incentivare il lavoro irregolare. Vogliamo che anche la grande manifestazione di Roma sia un successo come lo è stata la Festa de l’Unità. Per questo chiedo ai tanti che non si rassegnano alla deriva del governo giallo-verde a venire con noi per reclamare un’alternativa alla politica dell’odio, del declino e della paura. Sarà una bella giornata perché è sempre bello scendere in piazza per sostenere un futuro migliore con progetti e idee per una politica più giusta».

L’OraSì termina il precampionato con il test contro la nobile decaduta Siena

Basket A2 / Domani, sabato 29 settembre (ore 20.30), i giallorossi in terra toscana sfidano la Mens Sana nell’ultimo test amichevole prima del via. Mazzon: «Vorrei sperimentare alcune situazioni e dare spazio ai giovanissimi»

RAVENNA 23/08/2018. ORA SI’ BASKET RAVENNA. Allenamento A Porte Aperte
Il tecnico dell’OraSì Andrea Mazzon con i suoi assistenti

Serata speciale, domani (sabato 29 settembre) a Siena, con l’OraSì invitata di rispetto. Prima e dopo l’amichevole tra Mens Sana Basket 1871, realtà di Serie A2 dopo i fasti del passato, e i ravennati, infatti, avrà luogo al PalaEstra la ‘serata biancoverde’, con ingresso libero e presentazione ufficiale del roster e dello staff tecnico senesi. In un clima comunque festoso, alla luce della splendida tradizione cestistica di Siena e del calore con cui la città segue da sempre la squadra, la squadra giallorossa completerà il suo precampionato agonistico con un confronto molto significativo. Il via alla ‘Serata biancoverde’ sarà dato alle 19, il match con l’OraSì inizierà alle 20.30.

«Veniamo da una partita contro Udine – spiega il tecnico Andrea Mazzon – nella quale credo si siano viste tante cose buone; abbiamo finito la partita, per esempio, con due diciottenni in campo come Rubbini e Jurkatamm e lo stesso Seck ha avuto un buon minutaggio. Anche contro Udine abbiamo mosso bene la palla, ma bisogna imparare a farlo con più cinismo e non solo tanto per farlo, qui sta la differenza tra i grandi giocatori e quelli che ancora lo devono diventare. Giudico poi ottima la prova difensiva perchè dobbiamo concentrarci non sui punti subìti ma sui punti per possesso che concediamo. Certo limitare le palle perse per lasciare tiri facili è per noi determinante, e naturalmente non siamo ancora pronti a farlo con la dovuta continuità».

Il coach continua dicendo che «la squadra sta dando un ottimo aspetto di se stessa e ne siamo consapevoli, ovviamente ci auguriamo che i tifosi si immedesimino molto in questo gruppo che farà di tutto per dare delle soddisfazioni alla città di Ravenna. Per quanto riguarda l’ultima amichevole del precampionato mi aspetto che chi ha giocato bene contro Udine si confermi subito, ma posso già dire che a Siena proveremo cose diverse, anche per dare respiro a chi ha qualche problema fisico oppure sta accusando un po’ di stanchezza. Non sarà una partita determinante, è ovvio che ci farebbe piacere vincere ma nel frangente vorrei sperimentare alcune situazioni e dare spazio ai giovanissimi del nostro roster».

Consar, weekend su due fronti: test con il Monza e incontro in centro coi tifosi

Volley Superlega / Domani, sabato 29 settembre (ore 16), a Coriano la squadra di Graziosi affronta i brianzoli in un allenamento congiunto, mentre domenica 30 settembre (ore 11.30) sarà in Piazza del Popolo per abbracciare tifosi e appassionati. Graziosi: «L’amichevole ci aiuterà a capire a che punto siamo del nostro percorso»

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Foto di gruppo per il tecnico Gianluca Graziosi e i giocatori della Consar

In attesa di riabbracciare i suoi tifosi e riassaporare il calore del Pala De Andrè in occasione del debutto in campionato, in programma sabato 13 ottobre alle 18 contro la Revivre Axopower Milano, la Consar si concede alla città, al popolo degli sportivi e degli appassionati incontrandola domenica mattina, 30 settembre, dalle 11.30 alle 12.30, in Piazza del Popolo dove sarà allestito uno spazio dedicato in cui i giocatori saranno a disposizione di bambini e ragazzi per una serie di palleggi e dei tifosi a cui regaleranno le loro foto autografate. Ma sarà anche l’occasione per promuovere il florido settore giovanile, che anche nella stagione passata ha regalato più di una soddisfazione al club ravennate, e la campagna abbonamenti per la stagione 2018/19, ancora in corso. Sarà presente anche una delegazione della società e Andrea Rosetti, responsabile dei sistemi informativi del Gruppo Consar, in rappresentanza dello sponsor.

Prima di questo appuntamento con la città, la squadra di Graziosi sarà impegnata domani pomeriggio, sabato 29 settembre, alle ore 16, al PalaSanpa di Coriano, in provincia di Rimini, in un allenamento congiunto contro la Vero Volley Monza. Il test (a porte chiuse con ingresso riservato agli ospiti della Comunità di San Patrignano) contro la formazione degli ex Soli e Orduna ma senza Buchegger, infortunatosi con la nazionale,  dovrà essere l’occasione per fare un salto in avanti sul piano della preparazione tecnica e fisica in vista del via al campionato. «Mi aspetto di fare bene anche in questa occasione – dichiara il tecnico Gianluca Graziosi – e di vedere miglioramenti dopo le prime partite giocate e queste settimane di lavoro, ma soprattutto mi aspetto di acquisire ulteriori certezze contro un Monza che sulla carta ha qualcosina più di noi».

Mancheranno i due nazionali, Poglajen e Verhees, che si aggregheranno al gruppo la prossima settimana, mentre sono a mezzo servizio Argenta e Rychlicki, in via di recupero dai loro guai fisici. «Finora abbiamo fatto un buon precampionato e vincere di sicuro aiuta a trovare certezze, fiducia e tranquillità. Ci mancano due stranieri e un altro non l’abbiamo mai messo in campo, però la squadra ha già capito che il tipo di lavoro che stiamo facendo e la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta. Il test – termina il coach – ci aiuterà a capire a che punto siamo del nostro percorso».

Crac Cmr, due ravennati condannati per bancarotta: 8 anni a Caravita e 5 a Conforti

Nel 2011 arrivò il fallimento della cooperativa edile di Filo di Argenta, nota per aver costruito tra le altre cose il porto turistico di Marinara e il Grand Hotel Mattei. La procura aveva chiesto condanne per sette persone: assolti tutti gli altri tra cui anche Gianni Fabbri, ex presidente del Ravenna Calcio

Pier Bruno Caravita

Dopo sette anni dal fallimento della Cooperativa muratori riuniti (Cmr) di Filo di Argenta, con un buco di 40 milioni di euro, è arrivata la sentenza di primo grado del tribunale di Ferrara ed è una condanna per bancarotta per due imprenditori ravennati: otto anni di reclusione a Pier Bruno Caravita, ex direttore generale della coop edile, e cinque anni e mezzo a Paolo Conforti, protagonista nella vicenda giudiziaria per i suoi ruoli in altre società coinvolte in operazioni immobiliari che secondo l’accusa hanno danneggiato i conti della Cmr. Le pene del collegio giudicante sono state più alte delle richieste dell’accusa. Per Caravita è stata disposta anche una provvisionale immediatamente esecutiva da quasi 4 milioni di euro (il resto del risarcimento da quantificare in un giudizio civile separato). Quasi tre dei quattro milioni, Caravita dovrà pagarli in solido con Conforti.

Sono stati invece assolti altri tre ravennati imputati per cui il pubblico ministero aveva chiesto condanne (fra parentesi le richieste del pm): Maria Giulia Scozzoli, compagna di Conforti (tre anni e tre mesi); Gianni Fabbri della Ecis ed ex presidente del Ravenna Calcio (tre anni e nove mesi); Romolo Rago della Edilglobo (tre anni e due mesi). Per un ultimo ravennate, Carlo Fossati, l’accusa aveva chiesto l’assoluzione. A completare il quadro degli imputati c’erano sono Sabato Nocerino (Vega Coop) e Natalina Perri (Nuova Edil): per loro il pm Isabella Cavallari aveva chiesto un anno e un mese ma sono stati assolti.

La campionessa di volley che fa l’università: «Quante notti passate a studiare…»

Laura Melandri, da Bagnacavallo, ricorda quando a 15 anni si trasferì a Bergamo per la pallavolo. «Ma non dimentico da dove vengo e quando posso torno a casa per parlare con i ragazzi delle scuole»

Laura Melandri

Classe 1995, di Bagnacavallo, Laura Melandri una ragazzina prodigio lo è stata e lo racconta oggi con il sorriso, forte della sua carriera che l’ha portata nel giro della Nazionale (è stata sostituita solo all’ultimo dal gruppo delle convocate per gli imminenti Mondiali), tenendo sempre a mente la sua vita da quindicenne lontana da casa per “colpa” dello sport. «Mi sono avvicinata alla pallavolo alla Fulgur Bagnacavallo, in terza elementare, e devo ringraziare in particolare un tecnico, Sergio Soavi, che mi ha acceso la passione per il volley e mi ha insegnato la disciplina dello sport. Dopo cinque anni a Bagnacavallo in terza media sono andata alla Teodora Ravenna, una società storica che per me rappresentava già un salto di qualità enorme. In quegli anni avevo iniziato ad avere come priorità, oltre alla scuola, lo sport, tanto che per esempio saltavo di mia iniziativa le gite scolastiche per non distrarmi troppo dalla pallavolo». Poi la Teodora incappò in una sorta di fallimento e Melandri si allontana ancora un po’ dalla sua Bagnacavallo. «Andai a giocare a Bologna nell’anno in cui avevo iniziato il liceo classico a Lugo: facevo avanti e indietro in autostrada tutti i giorni, mangiavo e studiavo in auto, me lo ricordo come se fosse ieri. Ma quella stagione è stato il mio trampolino di lancio». Dopo, infatti, è arrivata la chiamata della Foppapedretti Bergamo, tra i migliori settori giovanili d’Italia. «Una chiamata inaspettata, che non immaginavo. I miei hanno cercato di farmi pensare bene a cosa volesse dire andarmene di casa a 15 anni, ma la mia idea era che volevo fare quello nella vita e sono partita, molto carica. Poi devo dire che i primi mesi ho avuto una bella crisi, ma solo perché ho sempre tenuto molto anche alla scuola e sono passata dalla media dell’8 del liceo di Lugo a quella del 4 di Bergamo. Tra l’altro i bergamaschi sono inizialmente molto chiusi, anche se poi quando si aprono ti danno molto, e quindi all’inizio è stata dura. Ma il mio sogno era una grossa spinta e ho avuto la fortuna di avere una famiglia d’oro, che mi ha seguito in tutto e per tutto. Ho insistito e al liceo è andata meglio, anche se poi ho finito la scuola in una paritaria, comunque impegnativa, riuscendo a diplomarmi con 80/100. Gli insegnanti vedevano che mi impegnavo e non mi hanno mai martoriato: mi svegliavo alle quattro e mezza per studiare, andavo a scuola, mangiavo, studiavo, andavo ad allenamento, mangiavo e studiavo fino a mezzanotte per poi svegliarmi quattro ore dopo. Lo studio è sempre stato una mia fissa e infatti adesso sono anche a metà della laurea triennale di psicologia, fortunatamente per noi atleti oggi è possibile frequentare l’università anche on line».

Da Bergamo Melandri ha poi proseguito la propria carriera a Piacenza, San Casciano in Val di Pesa e Conegliano, dove l’anno scorso ha vinto lo scudetto. Quest’anno l’ennesimo trasloco, a Monza. Nessuna nostalgia di casa? «La Romagna mi manca sempre e andando avanti con gli anni ancora di più. Sono poi dell’idea che non si debba mai dimenticare da dove si viene e così quando posso cerco di andare a vedere le ragazze della Fulgur, di portare la mia testimonianza anche nelle scuole: se ce l’ho fatta io ad arrivare in serie A, potete farcela anche voi, dico ai ragazzi». A cui però forse pesano i sacrifici… «Ma probabilmente io sono un po’ l’eccesso, in realtà ci si può fare una vita che non sia solo sport e scuola, tante mie compagne ce l’hanno fatta. Io invece caratterialmente sono sempre stata molto esigente con me stessa, sia a livello scolastico che a livello pallavolistico. Ovviamente pesano anche a me i sacrifici, adesso per esempio mi piacerebbe stare di più con la mia nipotina di un anno e mezzo, o con il mio fidanzato che vive a Castel San Pietro, ma se la motivazione è forte, vale la pena fare il sacrificio». E le delusioni? «Ci sono e sono grosse, a volte fanno proprio male, ma ti rafforzano. L’importante è essere consapevoli – sembra una banalità ma è fondamentale – che siamo noi i primi che dobbiamo credere in noi stessi, senza guardare troppo ai giudizi degli altri. Il Mondiale saltato all’ultimo? Un piccolo infortunio mi ha impedito di entrare in forma ma farò un tifo sfrenato per le azzurre, secondo me possiamo arrivare sul podio. Sono comunque molto contenta di essere nel giro della Nazionale».

Amministrative 2019: il sindaco di Cervia Luca Coffari (Pd) non si ricandida

Il Primo cittadino era stato eletto nel 2014 con il 51 percento delle preferenze. Ora getta la spugna per «motivi personali»

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Luca Coffari, sindaco di Cervia

Se ne parla da tempo, ma adesso è arrivata l’ufficialità: il sindaco di Cervia Luca Coffari non si ricandiderà alle elezioni amministrative della prossima primavera. Lo ha comunicato lui stesso nel corso dell’assemblea del Pd di Cervia di giovedì 27 settembre, parlando di “motivi personali”. Una scelta di vita, insomma. E un problema in più per il centrosinistra che già nel 2014 vinse sostenendo Coffari solo con poco più del 51 percento delle preferenze.

«Sono stati davvero anni fantastici, emozianti e complessi – ha scritto Coffari su Facebook nella serata di venerdì –. Abbiamo realizzato tanti degli obiettivi che ci eravamo fissati per migliorare la nostra splendida città. Lavorerò ancora di più in questi mesi per completare i tanti progetti in corso e preparare le migliori condizioni per il futuro della città. Amo profondamente Cervia e vorrei continuare a dare il mio contributo per migliorare la nostra città candidandomi alle prossime elezioni del Consiglio Comunale ed aiutare il nuovo Sindaco e squadra di Governo».

Al momento il nome che ritorna più volte come possibile candidato del Pd è l’attuale assessore alla Sicurezza della giunta Coffari, Giovanni Grandu, ma non c’è nulla di concreto. E tutto è ancora possibile.

Al via il 1° ottobre le misure anti-smog: stop anche ai mezzi diesel euro 4

Il piano è in vigore in provincia nei comuni di Ravenna, Faenza e Lugo. Tutti i dettagli

Smog

“Allentare la presa dello smog sulle città dell’Emilia-Romagna – si legge in una nota della Regione –, sostenendo misure per la mobilità sostenibile e limitando la circolazione dei veicoli più inquinanti, per una battaglia a tutela della salute delle persone e dell’ambiente”. Che passa, nel primo caso, dal bus gratuito per gli abbonati al sistema ferroviario regionale, gli eco-bonus fino a 10 mila euro per la rottamazione dei veicoli commerciali diesel fino a euro 4 e il contributo di 191 euro annui (il costo del bollo) per tre anni per chi acquista un’auto ibrida. E nel secondo dagli stop, in vigore da lunedì 1^ ottobre a domenica 31 marzo, ai mezzi dal maggiore impatto ambientale: ciclomotori pre-euro, benzina fino all’euro 1, diesel euro 1, 2, 3 e 4. Una misura, quest’ultima, in vigore nel territorio dei 30 Comuni della regione che hanno aderito al Piano aria integrato regionale (Pair 2020) – tra cui, nella nostra provincia, Ravenna, Faenza e Lugo – adottata “tenendo però conto e tutelando le necessità quotidiane delle persone, delle famiglie e di chi lavora”, scrive la Regione in una nota inviata alla stampa. Saranno infatti esentati dal divieto, fra gli altri, e potranno quindi circolare con qualsiasi mezzo possiedano i lavoratori turnisti, chi si sposta per motivi di cura, assistenza, emergenza, chi accompagna figli e bambini a scuola, così come i meno abbienti, visto che potrà circolare il singolo guidatore con Isee annuo fino a 14mila euro. Così come il via libera riguarderà i mezzi alimentati a metano, Gpl, elettrici e ibridi e quelli con più di 3 persone a bordo qualunque sia il tipo di alimentazione. Oltre a numerose altre deroghe, fra cui quelle per le imprese.

Misure che hanno anche lo scopo di sensibilizzare i cittadini rispetto al tema della lotta all’inquinamento, sempre di più un’emergenza, con le polveri sottili che sforano i limiti di legge soprattutto nei mesi autunnali e invernali. “Lotta all’inquinamento che è una priorità per la Regione Emilia-Romagna – continua la nota inviata da Bologna –, entrata due settimane fa a San Francisco nel gruppo di vertice dell’Under2Coalition, l’alleanza internazionale contro il cambiamento climatico che conta ormai 206 Paesi, Regioni e Governi territoriali impegnati nel taglio alle emissioni in atmosfera».

A livello interregionale è dello scorso anno l’accordo di Bacino Padano che vede unite Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto nell’adozione di misure comuni di contrasto allo smog e alle polveri sottili.

Infine, a livello regionale, l’Emilia-Romagna ha adottato, senza voti contrari in Assemblea legislativa, il nuovo Piano aria integrato (Pair 2020) che prevede una serie di limitazioni sia alla circolazione dei veicoli che per il riscaldamento domestico.

Le misure in vigore dal 1^ ottobre
Da lunedì scatterà quindi il blocco alla circolazione anche a Ravenna, Faenza e Lugo degli autoveicoli veicoli diesel fino all’euro 4, benzina fino all’euro 1 e i ciclomotori pre-euro. I divieti si applicano in via ordinaria dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle 18,30, e nelle domeniche ecologiche e si estendono alle altre domeniche in caso di superamento per più di 4 giorni dei livelli di pm10 nell’aria.

Confermate inoltre le restrizioni già in vigore nel 2017 per i camini più vecchi, e cioè quelli aperti tradizionali (senza sportello a chiusura della sede di fiamma), le stufe o “caldaiette” con efficienza energetica inferiore al 75%, ossia quelle meno efficienti e più inquinanti, di classe “1 stella”. Il divieto si applica però solo per l’uso riscaldamento e solo nelle abitazioni dotate di sistemi alternativi per riscaldare gli ambienti, e, nel caso, solo nelle aree situate sotto i 300 metri di altitudine. Sono esclusi i Comuni montani per il loro intero territorio.
Dunque, se in casa non ci sono altri tipi di impianti di riscaldamento i caminetti possono sempre essere accesi e utilizzati. Lo stesso vale per cucinare cibi o per fini commerciali: nessun rischio di spegnimento per pizzerie, ristoranti, barbeque.

Non sono previsti divieti nemmeno per gli impianti a biomassa (legna o pellet) di classe 2 stelle o superiore (la classe di appartenenza è indicata nella documentazione fornita dal costruttore e consegnata all’acquisto), che comprendono la stragrande maggioranza di quelli recenti o di nuova installazione come quelli acquistati con il contributo del Conto termico nazionale, che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

I provvedimenti emergenziali
In caso di sforamento dei limiti di pm10 per 4 giorni consecutivi, nei  Comuni in cui si applica il Pair 2020 sono previste specifiche misure emergenziali: oltre all’estensione alle domeniche del blocco della circolazione dei veicoli fino all’euro 4, scatteranno inoltre il divieto di utilizzo di stufe a biomassa legnosa con prestazioni emissive fino alla classe 2 stelle, sempre in presenza di impianti alternativi; l’obbligo di abbassare a 19 gradi il riscaldamento nelle case e uffici e a 17 gradi nelle attività produttive e artigianali e il divieto di combustione all’aperto e di spandimento dei liquami zootecnici. A queste misure si aggiungono il potenziamento dei controlli e il divieto di sostare in strada con il motore acceso.

Dopo 10 giorni consecutivi di superamento, invece, il divieto di utilizzo di stufe a biomassa legnosa viene esteso anche alla classe energetica 3 stelle. Le misure emergenziali restano in vigore fino al primo giorno di aggiornamento del bollettino (il primo lunedì o giovedì successivo al giorno del blocco) e sono prorogate automaticamente se i livelli di inquinamento rimangono superiori alla soglia.

Crescono ancora le esportazioni in provincia grazie a macchinari e prodotti chimici

I dati del primo semestre della provincia di Ravenna, 37esima in Italia. Un terzo dei flussi destinato a Germania, Francia e Spagna

Vendere Macchinari Estero

Nel primo semestre del 2018 le esportazioni della provincia di Ravenna risultano in crescita rispetto al primo semestre del 2017 del 4,4 percento, prolungando la fase espansiva avviata nel corso dell’anno passato con tassi di crescita a due cifre.

Anche a livello regionale e nazionale nei primi sei mesi del 2018 le vendite all’estero confermano la crescita mai interrotta negli ultimi anni. L’aumento è del 5,9 percento per l’Emilia-Romagna e del 3,7 per l’Italia.

Nel periodo considerato, con lo 0,92 percento dell’export nazionale, Ravenna occupa il 37° posto nella graduatoria italiana delle province esportatrici. Nella graduatoria regionale Ravenna si colloca in sesta posizione alle spalle di Bologna, Modena, Parma, Reggio-Emilia e Piacenza.

Le principali destinazioni. Nel periodo gennaio-giugno 2018, crescono le esportazioni provinciali dirette verso l’Oceania (+24,4 milioni, +199,9%), i paesi dell’Europa non UE (+20,2 mln, +12,2%), l’America settentrionale (+20,1 mln, +17,8%), l’Asia centrale (+17,7 mln, +95,9%), i paesi dell’UE (+13,3 mln, +0,9%), verso i paesi dell’America centro-meridionale e dell’Africa settentrionale. Al contrario diminuiscono le esportazioni dirette verso il Medio oriente (-6,4 mln, -7,9%), l’Asia orientale (-6,1 mln, -5,7%) e gli altri paesi africani (1,8 mln, -6,1%).

L’Unione Europea rappresenta il principale mercato di  riferimento con una quota dell’export provinciale che ha superato il 67%. Seguono a grande distanza l’Europa non UE (8,7%), l’America settentrionale (6,2%) e l’Asia orientale (4,8%).

La Germania rimane il paese più importante per le imprese ravennati, assorbendo da solo il 14,4% delle esportazioni provinciali. Seguono la Francia con il 10,3%, la Spagna (7,2%) e gli Stati Uniti (5,9%). Tra le prime dieci destinazioni gli incrementi più rilevanti, in termini assoluti, sono stati registrati dagli Stati Uniti (+28 mln, +28,7%), dalla Germania (+20,1 mln, +7%), dal Regno Unito (+16,5 mln, +18,4%), dai Paesi Bassi (+12,5 mln, +21,3%), dall’Austria e dalla Francia. All’opposto registrano variazioni negative la Polonia (-18,7 mln, -14,3%), la Romania (-17,1 mln, -22%) e la Spagna (-5,6 mln, -3,5%).

I prodotti esportati. A trainare la crescita dell’export ravennate nei primi sei mesi del 2018 hanno contribuito i settori dei macchinari e delle apparecchiature meccaniche (+74 mln, +19,7%), alimentare (+27,4 mln, +14,6%), dei computer e prodotti elettronici, dei prodotti chimici e di quelli in metallo.

Al contrario risultano in flessione le esportazioni di prodotti della metallurgia (-20 mln, -5,6%), dei prodotti di minerali non metalliferi (-6,5 mln, -9,4%), dei prodotti agricoli, delle apparecchiature elettriche e degli articoli in gomma e plastica.

Nella classifica dei principali settori di esportazione delle imprese di Ravenna, nel periodo considerato, i macchinari occupano il primo posto con una quota del 21%, seguono i prodotti chimici che rappresentano il 20,8% e i prodotti della metallurgia (15,9%).

Considerando i più importanti mercati di riferimento dei settori di specializzazione, i macchinari sono diretti principalmente negli Stati Uniti, in Germania e Francia, i prodotti chimici in Spagna, Francia e Germania, i prodotti della metallurgia nel mercato tedesco, polacco e inglese.

La pineta di Ravenna in due serie di fotografie, a distanza di 140 anni

A Palazzo Rasponi la mostra con gli scatti di Paolo Bernabini e Luigi Ricci

“Pinete 1877-2017” è la mostra omaggio alla Pineta di Ravenna che resterà allestita dal 29 settembre al 14 ottobre al Palazzo Rasponi delle Teste di Ravenna. Si tratta di due serie di immagini poste a confronto, a centoquarant’anni di distanza l’una dall’altra. Da una parte la sequenza fotografica di Luigi Ricci degli anni 1875-1877 conservata presso il Fondo Santa Teresa della Soprintendenza e il Fondo Tasselli dell’Istituzione Biblioteca Classense, dall’altra la campagna fotografica del 2017 eseguita dal fotografo Paolo Bernabini.

In mostra è esposta anche una selezione di disegni di Luigi Ricci conservati presso il Fondo Ricci della Biblioteca Classense.

L’esposizione sarà aperta dalle 15 alle 18 (da martedì a venerdì) e dalle 10 alle 18 (sabato e domenica).

Nel periodo di apertura della mostra sono previste visite culturali a cura del Servizio Educazione e Ricerca della Soprintendenza di Ravenna nelle giornate di sabato e domenica con orari 10.30; 12,15 e 16.30.

L’evento è realizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna in collaborazione con il Comune di Ravenna, Istituzione Biblioteca Classense, Ceas Ravenna – Agenda 21, grazie al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e dei finanziamenti di cui all’art. 3 della legge 29/2001 Piano per l’Arte Contemporanea Triennio 20 16-2018, priorità annuali 2018.

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