giovedì
07 Maggio 2026

Gli archeologi del campus di Ravenna scoprono la tomba di un principe guerriero

In provincia di Ancona l’eccezionale scoperta conseguita dal dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna, sede di Ravenna

DSC 1027 (2)Nell’ambito degli scavi archeologici nella contrada Nevola a Corinaldo (Ancona) il dipartimento di Storia Culture Civiltà (Disci) del campus di Ravenna dell’Università di Bologna ha conseguito una straordinaria scoperta: una tomba monumentale picena di età orientalizzante, riferibile al VII secolo a.C.

Il carro da parata, le armi di difesa e strumenti da taglio, oggetti e contenitori bronzei e una quantità di vasellame ceramico: gli oggetti rinvenuti in una tomba monumentale picena di età orientalizzante, riferibile al VII secolo a.C., sono segni del potere che autorizzano a riconoscere nel defunto un’antichissima e potente autorità aristocratica, che doveva essere inserita all’interno di una rete di relazioni commerciali interne al proprio status sociale. I dati finora raccolti dal team di archeologi e restauratori impegnati sul campo fino al 21 luglio descrivono con precisione l’originaria presenza di una sepoltura monumentale, forse un tumulo, circondata da un fossato anulare di circa 30 metri di diametro, e con al centro una grande fossa fittamente riempita di vasellame e suppellettili che costituivano il ricco corredo del personaggio qui celebrato.

«Si tratta di una nuova acquisizione di eccezionale importanza – sottolinea Federica Boschi, docente di Geofisica applicata all’archeologia, direttrice del Disci e dello scavo – sia per le caratteristiche peculiari del sito, sia per la quantità e qualità dei reperti che sta restituendo, e che permettono di riferire la sepoltura a un personaggio di rango della cultura picena, con ogni probabilità un principe». Il rinvenimento acquisisce un’importanza ancora maggiore in considerazione del luogo della scoperta, lungo il torrente Nevola, ovvero in un settore delle Marche compreso tra i fiumi Cesano ed Esino, finora molto lacunoso dal punto di vista della storia del popolamento di età picena. La recente acquisizione offre dunque alla comunità scientifica una nuova chiave di lettura, che connota la stessa valle del Nevola come un luogo tutt’altro che silente e piuttosto nevralgico per la conoscenza della storia più antica del territorio marchigiano, dall’età pre-protostorica fino alla prima romanizzazione.

Nuovo Conad: per 5 mesi lo 0,1 percento delle vendite al Comune per i giovani

Il negozio di via Sforza riapre il 19 luglio dopo un’importante ristrutturazione e contribuisce alle iniziative della località per le nuove generazioni: «Un segno tangibile di vicinanza al nostro territorio»

Spesa Supermercato Fotogramma 672Un negozio totalmente nuovo e un impegno per la cultura locale: è con queste premesse che riapre giovedì 19 luglio alle 8 il punto vendita Conad City di Cotignola, dopo un importante intervento di complessiva ristrutturazione che ha riguardato non solo il supermercato, ma l’intero centro commerciale nel quale è inserito. Il negozio in corso Sforza è gestito da Cofra, storica cooperativa del territorio faentino e ravennate, ha un’area vendita di oltre 500 metri quadrati e occupa 17 persone.

«Il nostro impegno è quello di proporre un negozio moderno, più accogliente e piacevole da frequentare per la spesa di ogni giorno – commenta il presidente di Cofra, Celso Reali – sempre attento alle esigenze dei nostri clienti, ma con un occhio anche alla realtà del contesto in cui operiamo. Va in questo senso l’impegno che come Cooperativa Cofra abbiamo assunto da giugno e fino a dicembre, destinando lo 0,10 percento delle vendite del City Cotignola a sostegno del Comune, che impiegherà queste risorse per iniziative che riguardano i giovani, come il progetto “Saluti da Cotignyork”, sia per la rassegna di arte “Selvatico”. Intendiamo in tal modo impegnarci nella promozione della nostra comunità con un segno tangibile di vicinanza al nostro territorio».

Il nuovo Conad avrà un reparto ortofrutta ampliato e il banco della gastronomia calda, mentre continueranno a essere in funzione anche il banco tradizionale della carne e l’isola del pesce. L’intervento di riqualificazione ha inoltre puntato su soluzioni innovative legate al risparmio energetico e al minore impatto ambientale, dall’illuminazione totalmente a led ai nuovi murali dei latticini chiusi con sportelli.

Firmato il protocollo per riqualificare Savio, paese diviso fra due Comuni

Il documento sottoscritto da Ravenna, Cervia e Provincia alla locale sagra dello strozzaprete: impegni condivisi per migliorare infrastrutture e servizi per la comunità

18 07 17 Firma Protocollo SavioRealizzare interventi condivisi per riqualificare la località di Savio che, pur appartenendo a due diverse amministrazioni comunali, si connota sempre di più come un’unica realtà. È l’obiettivo di un protocollo d’intesa firmato ieri sera, 16 luglio, durante la locale sagra dello strozzaprete dal presidente Michele de Pascale per la Provincia di Ravenna, dal sindaco Luca Coffari per il Comune di Cervia e dall’assessora Federica Del Conte per il Comune di Ravenna: «Il nostro desiderio è quello di non sentir più parlare di Savio di Cervia e Savio di Ravenna, ma semplicemente e unicamente di Savio».

Il nuovo protocollo prevede che i due Comuni e la Provincia si impegnino a sostenere in modo concertato e nell’ambito della programmazione delle opere pubbliche nuovi interventi volti alla ulteriore qualificazione della realtà di Savio dal punto di vista della viabilità, dei servizi scolastici, della valorizzazione ambientale, degli spazi sportivi ed aggregativi.

In particolare l’intesa riguarda i servizi per l’infanzia con la realizzazione di una nuova area polivalente nella scuola elementare; la garanzia di pari opportunità di progetti e iniziative ai bambini, tendendo, con la necessaria gradualità, ad uniformare servizi e modalità di erogazione (ad esempio per quanto riguarda trasporti, pre e post scuola, piedibus, centri estivi). Nell’ambito di servizizi sportivi è prevista la riqualificazione dello spogliatoio del campo sportivo di Savio di Ravenna, la possibilità di ampliamento dei campi da gioco a Savio di Cervia, il sostegno alla polisportiva locale e alle altre associazioni sportive del territorio. Interventi anche sulla viabilità con manutenzione e cura delle strade e relative pertinenze, con particolare riferimento a via Tre Lati e alle traverse di via Romea Nord e relativa rete fognaria; interventi per la moderazione della velocità e riduzione del traffico e completamento dei progetti di riqualificazione di via Romea Vecchia e via Romea Nord (ultimi stralci); completamento dei percorsi ciclabili sul fiume Savio e all’interno dei paesi; messa in sicurezza del passaggio a livello con il coinvolgimento di tutti gli enti preposti. Per la sicurezza strumenti (telecamere, autovelox) e progetti ispirati ai valori della cittadinanza attiva; pulizia golene e mantenimento in sicurezza degli argini del fiume Savio. Urbanistica: recupero aree private dismesse, anche con incentivi al recupero e miglioramento degli edifici esistenti. Aree verdi: riqualificazione e valorizzare di ulteriori luoghi di aggregazione, in particolare a Savio di Ravenna, sull’area verde ”Cinelli, Pascucci, Piccioni’, e a Savio di Cervia, di fronte alla materna, nell’area già prevista a disposizione della collettività, tenendo conto dei progetti presentati dalle scuole del paese. Servizi per la città: mantenere e valorizzare presidi e servizi pubblici nel territorio: stazione dei carabinieri di Savio, sala prove musicale, sede del consiglio di zona di Savio di Cervia a disposizione anche per incontri delle associazioni senza scopo di lucro; favorire la realizzazione e la gestione di nuovi servizi per la comunità come la tensostruttura in fase di realizzazione da parte della pro loco per attività di socializzazione e aggregazione.

Dalla Regione 740mila euro: rette più basse ai nidi e liste d’attesa più brevi

La giunta comunale di Ravenna ha approvato le linee di indirizzo per l’utilizzo dei fondi del ministero a partire dall’anno 2018-19

Asili Fism, aumentati i contributiAbbassare significativamente le rette di frequenza degli asili nido; accorciare le liste di attesa; rafforzare il sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai 6 anni, attraverso azioni di raccordo e continuità tra i servizi educativi e le scuole per l’infanzia. Sono gli obiettivi che l’amministrazione comunale di Ravenna vuole raggiungere impiegando i 740mila euro messi a disposizione dalla Regione attraverso il Fondo nazionale per il sistema integrato di educazione e istruzione istituito dal ministero dell’Istruzione nel 2017. La giunta ha approvato le linee di indirizzo per l’utilizzo del fondo, a partire dall’anno scolastico 2018/2019, e si appresta a sottoporle all’attenzione del consiglio comunale. «Ravenna diventa il comune capoluogo della regione con le rette più basse per le fasce di reddito in maggiore difficoltà e siamo convinti anche a livello nazionale», commentano il sindaco Michele de Pascale e l’assessora all’Istruzione e infanzia Ouidad Bakkali.

Le linee d’indirizzo prevedono una modifica del sistema tariffario dei nidi d’infanzia comunali, spazio bimbi e Cren, mantenendo un sistema progressivo e personalizzato di rette; innalzando la soglia di esonero da 3.000 a 4.500 euro; introducendo una doppia articolazione delle fasce di Isee (da 4.500,01 a 30.000 euro e da 30.000,01 a 35.000 euro) che permetta una distribuzione più equa nelle fasce di reddito meno abbienti e una riduzione delle rette a carico delle famiglie; lasciando inalterate le rette per le attestazioni Isee superiori a 35.000 euro e per chi non ha l’attestazione Isee; aumentando la percentuale di sconto per la frequenza a sezioni nido part-time e riducendo la retta per lo spazio bimbi; integrando le risorse destinate ai posti convenzionati presso nidi privati, affinché anche le famiglie dei minori che accedono, attraverso le graduatorie comunali, ai posti nido riservati al Comune di Ravenna dai gestori di nidi privati, possano beneficiare delle modifiche del sistema tariffario e vedere così ridotta la retta a proprio carico. Sarà la giunta, successivamente alla approvazione di tali linee di indirizzo da parte del consiglio, a determinare le nuove quote.

Le nuove linee di indirizzo sono finalizzare a ridurre le liste di attesa con interventi volti a potenziare l’offerta integrata di servizi e a sostenere il reddito delle famiglie che scelgono di frequentare strutture private autorizzate al funzionamento attraverso: ampliamento della tipologia di servizi privati convenzionabili con il Comune di Ravenna per posti bimbo da destinare alle graduatorie comunali, estendendola, oltre ai nidi d’infanzia privati, anche ai servizi domiciliari (piccoli gruppi educativi), spazio bambini e ai servizi sperimentali (limitatamente alla fascia di età 0-3 anni) a partire dall’anno scolastico 2019/2020; consolidamento del sistema di convenzionamento dei posti riservati nei servizi educativi privati (nidi, spazio bambini, servizi domiciliari e sperimentali) portando, a partire dall’anno scolastico 2019/2020, dal 70 all’80% la percentuale del vincolo dei posti che possono essere messi a disposizione per le graduatorie comunali da parte dei gestori privati; ampliamento, già dall’anno 2018, dei posti convenzionati presso nidi privati autorizzati al funzionamento, e ampliamento dei posti nei servizi comunali a gestione esternalizzata, nell’ambito dell’appalto dei nidi comunali esternalizzati affidati al consorzio dei servizi educativi Dadonew, in considerazione dei bisogni espressi dai diversi territori; consolidamento della positiva esperienza dei voucher comunali e ampliamento, a partire dall’anno scolastico 2018/2019, della tipologia di servizi privati per la partecipazione al progetto dei voucher comunali, estendendola – oltre ai nidi d’infanzia privati, ai servizi domiciliari (piccoli gruppi educativi) e ai servizi sperimentali per la fascia di età 0-3 anni – anche ai nidi e sezioni primavera Fism; integrazione, a partire dall’anno scolastico 2018/2019, delle risorse per i voucher comunali come forma di sostegno alle famiglie per facilitare l’accessibilità economica ai servizi educativi privati (nidi, piccoli gruppi educativi, servizi sperimentali nella fascia di età 0-3 anni e nidi/sezioni primavera Fism); riconoscimento di un contributo, da definire annualmente nell’ambito della convenzione già in essere, destinato ai servizi educativi/sezioni primavera aggregate alla scuola dell’infanzia Fism finalizzato: al sostegno dei costi gestionali in quanto i gestori stanno già aumentando l’offerta educativa ampliando la fascia d’età dei bambini accoglibili attraverso nuove autorizzazioni al funzionamento che, soprattutto nel forese, rappresentano l’unica offerta presente; al sostegno della qualificazione dei servizi 0-3 Fism mediante lo sviluppo e la realizzazione diffusa dei progetti di continuità tra la fascia 0-3 e 3-6 all’interno del sistema integrato dei servizi a gestione pubblica e privata; al sostegno dei gestori dei servizi 0-3 Fism nell’adottare adeguate politiche tariffarie in ordine al contenimento delle rette.

Acmar, secondo bilancio in concordato: utile ante imposte di mezzo milione

Approvato il consuntivo 2017 con un fatturato di 54 milioni di euro. La coop oggi ha 400 soci e un capitale sociale di 10 milioni

DSC 0081Fatturato di 54 milioni di euro e un risultato ante imposte di 500mila euro: sono i numeri principali del bilancio 2017 approvato all’unanimità dall’assemblea dei soci della coop edile Acmar nella riunione del 14 luglio. L’esercizio trascorso è il secondo dalla data di omologa del concordato preventivo in continuità: la cooperativa conta oggi oltre 400 soci di cui cento lavoratori e ha un patrimonio netto di 12 milioni e un capitale sociale sottoscritto di 10 milioni.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della cooperativa Roberto Guerrini con  una dettagliata relazione. Ha proseguito il direttore generale Ruggero Rosetti, dando evidenza dei dati di preconsuntivo del 2018, per il quale si confermano i risultati del 2017 con un trend positivo sostanzialmente in linea col piano concordatario.

La cooperativa ha acquisito il contratto con Autostrade per l’Italia per i lavori di adeguamento di una galleria sull’autostrada A1 Bologna-Firenze e l’ampliamento di “Mirabilandia Beach” con la realizzazione del nuovo “Parco Ducati” alla Standiana. Sono stati inoltre mantenuti e rinnovati tutti i principali contratti con i clienti industriali storici. Mentre proseguono le importanti commesse nelle zone colpite dal terremoto nell’Italia centrale e nell’Emilia, Rfi ha confermato gli interventi sui fabbricati di tutta la Campania, che proseguiranno fino a metà 2019, estendendo l’importo contrattuale di oltre 30 milioni. Per la fine del 2018 è previsto l’inizio dei lavori per l’Autorità Portuale di Ravenna, della banchina Eurodocks.

«Alla chiusura dell’assemblea – si legge in un comunicato – i vertici si dicono certi che ci siano i presupposti per mantenere l’occupazione dell’attuale forza lavoro e proseguire nel rilancio della cooperativa, hanno rimarcato che il futuro sarà impegnativo e difficile come per tutte le aziende del settore e si sono rivolti ai giovani soci confidando nel loro senso di appartenenza e responsabilizzandoli per poter dare continuità ad una cooperativa storica del territorio».

Ravenna Fc, nuova stagione al via con l’inizio della preparazione. Punte in arrivo

Calcio C / Ventuno calciatori, tra cui quattro giovani cresciuti nel vivaio, si sono sottoposti alle visite mediche al “Benelli”. Presenti anche Pellizzari e Siani. Il ds Sabbadini: «Le prossime operazioni di mercato riguarderanno il reparto offensivo»

Foto Raduno
Ventuno i giocatori giallorossi che hanno iniziato la preparazione

In attesa di definire il calendario del precampionato e dei primi impegni di coppa, al momento bloccati a causa dei problemi di alcune squadre di Lega Pro al completamento dell’iscrizione al campionato, il Ravenna Fc può concentrarsi sulla preparazione precampionato, iniziata questa mattina allo stadio Benelli. La truppa guidata dal tecnico Luciano Foschi al momento è composta da 17 calciatori, che diventano 21 grazie all’aggiunta di quattro elementi di RFC Academy, che svolgeranno la preparazione con la prima squadra e lavoreranno per conquistarsi un posto tra i professionisti. I ragazzi selezionati sono Filippo Sangiorgi (portiere, classe ’01), Salvatore Scatozza (difensore, ’00), Davide Billi (difensore, ’00), David Tunde (attaccante, ’00).

Siani E Pelizzari
Gli ultimi due arrivati in casa Ravenna, Siani e Pellizzari

Presenti al raduno anche gli ultimi due arrivati, i due giovani classe ’97 cresciuti nel settore giovanile della Juventus. Si tratta di Giorgio Siani, seconda punta/trequartista con già esperienza in Lega Pro con la maglia del Tuttocuoio e che ha militato nella scorsa stagione nella Serie B olandese con il  Den Bosch FC, e di Stefano Pellizzari, difensore centrale nativo di Correggio che dopo la trafila del settore giovanile bianconero (con una parentesi all’Entella) ha vissuto la prima esperienza da professionista alla Carrarese per poi militare nel passato campionato in Austria con la maglia del WSG Wattens.

I calciatori in mattinata hanno eseguito i test fisici, per poi procedere nel pomeriggio con il primo allenamento al centro sportivo di Glorie, la preparazione proseguirà con doppie sedute fino a fine ritiro, previsto dal 21 al 29 presso il Grand Hotel Mattei. Alla luce degli ultimi innesti, il direttore sportivo Sabbadini ha affermato che «le prossime operazioni di mercato riguarderanno in particolare il reparto offensivo».

Questa la lista dei convocati:

Portieri: Giacomo Venturi (’92), Andrea Spurio (’98), Filippo Sangiorgi (’01).

Difensori: Tommaso Lelj (’85), Matteo Boccaccini (’93), Alessandro Eleuteri (’98), Stefano Pellizzari (’97), Nicolas Bresciani (’97), Riccardo Barzaghi (’96), Salvatore Scatozza (’00), Davide Billi (’00).

Centrocampisti: Salvatore Papa (’92), Alfonso Selleri (’86), William Jidayi (’84), Giordano Trovade (’98), Carlo Martorelli (’99), Enrico Sabba (’98).

Attaccanti: David Tunde (’00), Giorgio Siani (’97).

«I crimini economico-finanziari devastano la società civile»

Il comandante provinciale della guardia di finanza, il colonnello Andrea Fiducia, sull’impatto di reati come bancarotta e riciclaggio: «Non vanno sottovalutati rispetto ai reati “di strada” solo perché sembrano più lontani dalla quotidianità del cittadino. Chi aggira il Fisco danneggia la collettività e l’imprenditoria sana»

Il colonnello Andrea Fiducia, comandante provinciale della guardia di finanza

Il fallimento della Gapar ha lasciato senza stipendio 44 lavoratori e le loro famiglie e un buco da 18 milioni di euro con una lista lunga 445 nomi di creditori iscritti allo stato passivo. Se il crac è figlio di una precisa condotta criminale, come sono convinti gli inquirenti che ipotizzano il reato di bancarotta fraudolenta, allora il caso specifico diventa lo spunto per ampliare il punto di osservazione sui crimini economico-finanziari con alcune riflessioni generali sul loro impatto. Abbiamo rivolto alcune domande al colonnello Andrea Fiducia, comandante provinciale della guardia di finanza, a margine della conferenza stampa dedicata ai dettagli dell’operazione Sold Out.

Colonnello, qual è la percezione dell’opinione pubblica su questi crimini?
«La percezione della gravità sta crescendo. I reati economici corrono il rischio di apparire talvolta lontani dalla quotidianità del singolo individuo, che magari avverte come più pesanti i cosiddetti reati “di strada”, ma sulla collettività hanno un impatto sociale devastante. Ogni bancarotta è un pezzo di economia che si perde: quante aziende devono fare i conti con gli strascichi del fallimento di un cliente? Quanti lavoratori ci rimettono il posto di lavoro? E lo stesso vale per le frodi fiscali, che sottraggono alla comunità risorse per la realizzazione di servizi pubblici migliori, e per la corruzione, che crea profonde inefficienze sulla pelle dei cittadini».

Eppure per molti l’idea di fregare il Fisco ha ancora un gusto inebriante…
«Chi lo pensa dovrebbe affrettarsi a cambiare mentalità. I crimini economici colpiscono tutti, impoverendo questo Paese e i suoi cittadini. E, quel che è peggio, minano la fiducia della gente verso il sistema economico e lo indeboliscono, ne alterano le regole, arrecando un gravissimo danno agli imprenditori onesti, che sono la vera ossatura economica di questo Paese e che vanno sempre tutelati».

Qual è il profilo di chi compie questi crimini?
«Occorrono delle conoscenze in materia di gestione delle società che spesso solo chi è del settore può avere. E quasi mai agisce da solo. I grandi evasori fiscali, ad esempio, si avvalgono di una rete di complicità per realizzare circuiti viziosi fatti di fatture false, così come chi pianifica a tavolino il fallimento di una società, depredandola delle risorse economiche, ha bisogno di connivenze. Spesso si tratta di veri e propri sodalizi criminali, che sono in grado di minare la concorrenza tra le imprese sane di un territorio».

RAVENNA 26/06/18. GAUARDIA DI FINANZA. Conferenza Stampa
Da sinistra: Lucrezia Ciriello (sostituto procuratore), Alessandro Mancini (procuratore capo), colonnello Andrea Fiducia (comandante provinciale guardia di finanza), colonnello Pasquale Arena (comandante nucleo polizia economico-finanziaria)

Come si contrastano i reati economici?
«Le indagini sono complesse. Il fenomeno delle fatture false, ad esempio, è arduo da contrastare perché non è facile dimostrare l’inesistenza delle transazioni commerciali, a volte immateriali oltre che di respiro internazionale. Spesso occorrono tempi lunghi per raccogliere le prove, per analizzare la documentazione e per ricostruire i flussi finanziari».

La globalizzazione dei mercati ha complicato il lavoro degli investigatori?
«Oggi è possibile costituire una società in un paradiso finanziario con un semplice click sul computer e utilizzarla per scopi illeciti. Naturalmente questo crea delle difficoltà, ma anche la cooperazione internazionale oggi è sempre più globalizzata ed efficace».

Le norme sulla vigilanza antiriciclaggio sono strumenti validi?
«Sono un baluardo fondamentale sia in chiave preventiva che investigativa. Il denaro illecitamente accumulato dalle mafie, dagli evasori seriali, dai corrotti e corruttori e dagli altri criminali, per poter essere lavato della sua provenienza sporca deve essere riciclato in attività o in investimenti apparentemente puliti. Ecco che seguire i flussi finanziari diventa essenziale per il contrasto a questi illeciti».

Il tessuto ravennate è capace di fare scudo?
«In questo territorio c’è un senso di legalità profondamente diffuso e un grande rispetto per il lavoro e per chi produce ricchezza nel rispetto delle regole. Ne sono la prova gli ottimi risultati ottenuti nel campo della lotta all’abusivismo commerciale e alla contraffazione, forme di illegalità che sono state contrastate a fondo anche grazie all’opera di sensibilizzazione portata avanti dalle associazioni di categoria».

 

GLOSSARIO

FotoLe frodi fiscali: pene fino a 6 anni
Si configura il reato di frode fiscale qualora taluno, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto ed avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indichi in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi passivi fittizi. È sanzionata anche la condotta di chi emette fatture o documenti per operazioni inesistenti al fine di consentire a terzi l’evasione. La legge stabilisce quando un illecito è punibile con una sanzione amministrativa (ammenda) o penale (multa o carcere). E spesso la soglia è quantitativa: dipende cioè da quanto si evade (discorso a parte per l’elusione fiscale in cui si usano le norme per abbattere il carico fiscale). Le pene per i responsabili possono arrivare fino a 6 anni di reclusione. Non si applica la sospensione condizionale della pena se l’imposta evasa supera il 30 percento del volume d’affari o i 3 milioni di euro.

Foto 1La bancarotta: pene fino a 10 anni
La bancarotta è un reato che si configura ogniqualvolta emerge che un imprenditore o una società dichiarati falliti abbiano messo in atto azioni imprudenti per impedire ai creditori di rifarsi sul patrimonio personale o sociale. Può essere fraudolenta o semplice. La bancarotta fraudolenta si caratterizza per la frode commessa dall’imprenditore o dalla società diretta ad aggravare il proprio stato d’insolvenza a suo esclusivo vantaggio e in danno delle legittime pretese avanzate dai creditori. Il reato di bancarotta fraudolenta racchiude al suo interno tre diverse tipologie di illecito: per distrazione, preferenziale e documentale. Per distrazione: se il fallito sottrae, distrae, nasconde o distrugge beni e risorse finanziarie dal proprio patrimonio o da quello collettivo per arricchire se stesso. Preferenziale: se il fallito paga solo alcuni dei creditori a danno degli altri. Documentale: se il fallito falsifica, distrugge o sottrae i libri contabili al fine di procurarsi un ingiusto profitto. Esiste anche il caso della bancarotta semplice: il soggetto dichiarato fallito non si comporta in modo da arrecare intenzionalmente danno ai creditori ma emerge una gestione scriteriata e imprudente. Le pene in caso di condanna possono arrivare fino a 10 anni di reclusione.

Foto 1Il riciclaggio: pene fino a 12 anni
Il riciclaggio di denaro è quell’insieme di operazioni mirate a dare una parvenza lecita a capitali la cui provenienza è in realtà illecita, rendendone così più difficile l’identificazione e il successivo eventuale recupero. In pratica, riciclare denaro sporco è l’azione dell’investire i capitali illeciti in attività lecite. In sostanza al denaro sporco viene fatta percorrere una serie di passaggi tra vari istituti bancari, a volte passando attraverso paradisi fiscali o tramite società offshore per tornare poi pulito su un qualche conto corrente, pronto per essere usato nell’economia regolare. Altre forme comuni di riciclaggio sono investire in beni immobili, scommettere su eventi sportivi, oppure investire in società offshore sparse nel mondo. La condotta è punita con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da cinquemila a 25mila euro. La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell’esercizio di un’attività professionale.

Un argento e un quarto posto per la Canottieri ai tricolori Master in Piemonte

 

Canottaggio / Ai campionati italiani disputati sul Lago di Candia i ravennati salgono sul secondo gradino del podio nel quattro di coppia. Buon piazzamento per Borghesi nel singolo. Nel frattempo Kushnir, Cziraki e Rosetti si stanno allenando in azzurro in vista delle prossime gare internazionali

Quattro Di Coppia Master
Il quattro di coppia della Canottieri Ravenna giunto secondo nei tricolori Master

E’ di un argento e un quarto posto il bilancio dei veterani della Canottieri Ravenna ai Campionati Italiani Master che si sono svolti al Lago di Candia, in Piemonte. I biancazzurri salgono sul secondo gradino del podio nel quattro di coppia Master A, gara in cui negli ultimi cinque anni avevano ottenuto quattro titoli italiani, l’ultimo l’anno scorso a Sabaudia. A questo risultato si somma il quarto posto del singolo Master A.

Il quattro di coppia d’argento è composto da Paolo Platamone, Fabrizio Borghesi, Donato Traversa e Andrea Anzaldi della Bardolino. Bella gara quella dei “vecchietti” bizantini: i favoriti della Canottieri Gavirate partono subito in testa, con la barca del Ravenna a inseguire, tallonata dalla Luino. A metà gara i romagnoli riescono ad allungare sugli inseguitori e tagliano il traguardo in seconda posizione, col tempo di 3’09”27.

Fabrizio Borghesi si cimenta anche nella difficile specialità del singolo Master A, dopo avere conquistato l’accesso alla finale in virtù del secondo posto di batteria, ma il portacolori della Canottieri non riesce a salire sul podio e si ferma al quarto posto. Dopo una brutta partenza, infatti, riesce a recuperare solo una posizione e chiudere alle spalle di Ginnastica Triestina, Varese e Sebino.

Dopo un mese e mezzo pieno di podi, tra i quali il titolo italiano Junior e l’argento Under 23 di Kushnir e il bronzo nel doppio assoluto di Gergo Cziraki e Nicola Catenelli, ora è il momento delle selezioni nazionali. Alexandra Kushnir è infatti impegnata del raduno Junior in vista del mondiale di Plovdiv, in Bulgaria, che si terrà dal 9 al 16 agosto. Gergo Cziraki, invece, sta partecipando al raduno Under 23 propedeutico alla rassegna iridata di categoria che si svolgerà dal 25 al 29 luglio a Poznan, in Polonia. Nel frattempo il ravennate Bruno Rosetti, in forza all’Aniene, si trova a Livigno per preparare i mondiali assoluti di settembre.

Sagra del tagliolino: pasta fresca negli stand e spettacoli al parco di Sant’Agata

La festa inizia il 18 luglio e si concluderà sabato 21. Tutte le sere menù di carne e pesce per la quarta edizione

Gastronomia, spettacoli e musica saranno i protagonisti della quarta edizione della “Sagra del Tagliolino” di Sant’Agata sul Santerno, in programma da mercoledì 18 a sabato 21 luglio al parco dei Frassini (piazza XXV Aprile).

Per quanto riguarda l’intrattenimento, si comincia mercoledì 18 luglio con l’esibizione del Laboratorio Danza di Faenza. Giovedì 19 luglio si continua con la musica e i balli dei Diavoli della frusta, mentre il 20 luglio è in programma il concerto dei Talamh de Focu. Il gruppo è composto da Valeria Magnani (voce e violino), Francesco Cimatti (chitarre) e Mauro Casadio (percussioni). Sabato 21 luglio gran finale con lo spettacolo delle Comete di Romagna. Gli spettacoli inizieranno alle 21. Tutte le sere a partire dalle 19.30 sarà allestito uno stand gastronomico con menù di carne e pesce. L’evento è organizzato dalla Pro Loco di Sant’Agata sul Santerno con il patrocinio del Comune. Per ulteriori informazioni, contattare il numero 347 5646853.

Fuochi d’artificio sulla costa e concerti: gli eventi per la festa del patrono

Sette i punti di lancio per lo spettacolo pirotecnico. Concerti in piazza San Francesco e a Sant’Apollinare Nuovo

Ravenna Fuochi ArtificialiTornano i fuochi d’artificio del 22 luglio, in occasione della festa del patrono di Ravenna (Sant’Apollinare, 23 luglio). Lo spettacolo,  , in collaborazione con la Cooperativa Spiagge,  è in occasione della festa del patrono, Sant’Apollinare. I fuochi artificiali sono suddivisi in più di 20,000 effetti tra i più innovativi e coreografici studiati appositamente per l’evento. Le centraline sincronizzeranno i vari punti sparo per rendere unico e armonico lo spettacolo su tutta la costa. I punti di lancio saranno a Casalborsetti, a Marina Romea, a Porto Corsini, a Punta Marina, a Lido Adriano, a Lido di Dante e a Lido di Classe.

«Visto il successo dello scorso anno – dichiara l’assessore al Turismo Giacomo Costantini – torna lo spettacolo dei Fuochi d’Artificio lungo tutti i trentacinque chilometri di costa ravennati, con ben sette punti di lancio e i fuochi perfettamente sincronizzati, grazie alle nuove tecnologie messe in campo dall’azienda che si è aggiudicata il bando. Uno spettacolo dedicato a Sant’Apollinare, il nostro Patrono, un appuntamento fisso per i cittadini e i turisti di Ravenna. Ringraziamo la cooperativa Spiagge per avere collaborato all’iniziativa, che pensiamo possa essere motivo di orgoglio per i ravennati e incentivare il senso di appartenenza della nostra comunità, oltre a un bel messaggio di accoglienza ai turisti”

«Abbiamo confermato molto volentieri – aggiunge Maurizio Rustignoli, presidente della cooperativa Spiagge – il contributo a questa bella iniziativa, che già lo scorso anno ha registrato un ottimo consenso di pubblico e che certamente anche quest’anno sarà molto apprezzata».

I concerti In occasione del Patrono di Ravenna i tre giorni di appuntamenti iniziano il 20 luglio alle 21.15 in piazza San Francesco con “L’Incanto della Lirica” (Giuliano Ansalone tenore, Thomas Vacchi tenore, Domingo Stasi tenore,  Susie Georgiadis soprano. Al pianoforte: Andrea Bicego). Il tutto a cura di Amare Ravenna. Il 23 luglio (alle 21) nella basilica di Sant’Apollinare Nuovo si terrà il concerto per il Santo Patrono di Ravenna con la Berkshire Youth Orchestra diretta da  Jonathan Burnett.  Musiche di Britten, Brahms. Sempre lunedì  in piazza San Francesco (alle 21.15) ci sarà il concerto della banda cittadina che suonerà un ampio repertorio dio musiche da film.

 

Un coro di rifugiati che diffonde il messaggio di Bob Marley

Tutto è cominciato a Lugo: Jack Manzoni fu chiamato a suonare in una struttura e i ragazzi siriani e africani cominciarono a intonare le canzone del re del reggae

ManzoniHanno aperto lo Spiagge Soul Festival, sabato 14 luglio, al bagno Peter Pan di Marina di Ravenna, con un messaggio che di questi tempi supera ampiamente i confini dello spettacolo e diventa sociale, se non politico. Giacomo, in arte Jack, Manzoni è un musicista lughese che all’attività della sua band Jack Guitar Manzoni da un paio di anni affianca un progetto piuttosto originale che coinvolge ospiti delle strutture di accoglienza per richiedenti asilo.

Tutto è cominciato, ci racconta, un paio di anni fa quasi per caso: «Fui chiamato a fare un concerto in una delle strutture a Lugo, e ho portato il mio repertorio, che è soprattuto quello reggae e in particolare tratto da Bob Marley. C’erano ragazzi siriani, ma anche molti africani, erano arrivati attraverso la Libia. E mentre suonavo, hanno cominciato a cantare ed è stata una bella festa. Tra loro non si conoscevano perché erano arrivati da poco, è stato un modo per conoscerci».

Da allora, grazie al contributo e alla collaborazione del Cefal nella Bassa Romagna e della cooperativa Camelot a Ravenna (le realtà che hanno vinto i rispettivi bandi per la gestione dell’accoglienza), sono partiti due progetti paralleli nel territorio. Una volta alla settimana, Jack riunisce chi vuole partecipare: «A Lugo ci troviamo a casa mia, a Ravenna invece al Quake, facciamo le prove e poi magari gli offro una pizza e parliamo un po’, stiamo insieme. Credo che a loro faccia bene soprattutto dal punto di vista psicologico. Sono ragazzi che hanno una gran voglia di riscatto, di dimostrare quanto valgono, ma che si trovano a vivere in questi centri, senza soldi, in attesa di sapere se otterranno o meno il permesso ed è normale che ogni tanto siano un po’ giù di morale». In tutto, sono una trentina le persone coinvolte, in una situazione in costante movimento perché può capitare che alcuni siano trasferiti ma soprattutto perché tutti loro stanno aspettando l’esame della commissione che deciderà del loro destino.

Peraltro alla commissione possono mostrare anche l’attestato di partecipazione al progetto musicale, a dimostrare un impegno e una volontà di integrarsi e partecipare attivamente alla vita sociale. «Però c’è un gruppetto – dice Manzoni – con cui ci troviamo da tempo, sono quelli che naturalmente ci credono di più. Anche se naturalmente quando ci chiamano a fare concerti, non tutti possono esserci sempre, comunque riusciamo sempre a essere in un bel gruppetto, è un bel momento».

A tenerli uniti c’è anche il fatto che suonano Bob Marley: «In Africa è molto più di un musicista, è un riferimento culturale e spirituale, lo conoscono tutti, si può dire che lo studino a scuola…» E così quello che si ascolta in un concerto di Jack Manzoni e il coro dei rifugiati è appunto un repertorio del grande musicista giamaicano dove le parti in genere interpretate dalla tre coriste della sua band sono state riadattate per voci maschili e sono appunto interpretate dai «ragazzi», come li chiama Manzoni. Non solo, ci saranno anche interventi rap con testi originali elaborati durante le ore di prove. E anche qualche inserto di danza. Uno spettacolo che appunto è andato in scena al Peter Pan sabato 14, dove è già stato lo scorso anno, e a Forlì il giorno prima mentre lo scorso anno si sono esibiti anche davanti al pubblico del Festival delle culture di Ravenna.

Ma in questo periodo di odio social e non solo e razzismo dilagante, quello che sta facendo il musicista lughese potrebbe non piacere a tutti. «Sì, lo so, parlo spesso con loro e discutiamo di queste questioni. Io non voglio spingermi a dare giudizi, penso solo che questo fenomeno, l’immigrazione, stia accadendo adesso perché c’erano tutti i presupposti per cui dovesse accadere, è un nodo che viene al pettine. Quello che possiamo fare noi come italiani e europei è cercare di risolvere questa cosa nella maniera più pacifica possibile, dando la possibilità a queste persone di migliorare la loro condizione di miseria, che per secoli ha fatto comodo a tanti di noi. Ognuno è libero di credere nei suoi metodi e principi. Noi, in fondo, facciamo solo musica e crediamo nel messaggio Bob Marely, in un mondo che metta insieme tutti, da dovunque vengano, pacificamente. È quello che deve succedere e che succederà, il movimento e l’esodo di persone che stanno peggio di te c’è sempre stato, non sarà Salvini o qualcun altro a fermarli».

Container ancora in “rosso”. La flessione non si ferma: -3,29% nei primi 5 mesi

L’andamento del traffico di merci secche è però positivo: +1,19 percento. Importante la crescita dei prodotti agricoli

2120 Navi Al PortoIl traffico merci sul porto di Ravenna nel 2018 continua essere in leggera flessione ma sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno. Il totale delle tonnellate movimentate nei primi cinque mesi dell’anno secondo gli ultimi dati diffusi dall’Autorità di Sistema Portuale è pari a 10,692 milioni. Si tratta dello 0,38 percento in meno se si confrontano questi numeri a quelli dello stesso periodo del 2017.

Peggiore l’andamento del traffico container dove soffre in particolare l’export: -9,06 percento in un anno sui contenitori pieni imbarcati, solo in parte compensati da un import cresciuto – sempre sul capitolo dei pieni – del 3,93 percento. Fanno statistica anche i container vuoti, movimentati a scopi logistici, che segnano una diminuzione del 14,19 per cento sugli sbarchi e un aumento del 26,43 per cento sugli imbarchi. In totale il traffico container è in diminuzione del 3,27 percento rispetto allo scorso anno. Anche al netto dei vuoti la flessione è simile: -3,29 percento. A soffrire è anche il traffico dei trailer/rotabili che è in calo rispetto al 2017 del 2,2 percento. Come accaduto spesso nelle statistiche degli ultimi mesi, sono proprio questi due traffici in sofferenza a mandare “in rosso” il movimento totale delle merci del porto ravennate.

L’andamento del traffico di merci secche, vero core business dello scalo romagnolo, è infatti positivo: +1,19 percento. Analizzandolo, si scopre che è negativo l’andamento delle derrate alimentari (-22,98 percento, flessione pari a 198mila tonnellate circa) e anche i concimi (-9,51 percento, pari a 69.230 tonnellate). Va segnalato anche la minora movimentazione di minerali e cascami metallurgici (-41,36 percento) che è però un business secondario dal punto di vista delle statistiche: appena 25.918 le tonnellate imbarcate e sbarcate nel 2018.

Importante invece la buona ripresa dei prodotti agricoli: +34,04 percento con 212mila tonnellate in più e anche dei prodotti metallurgici, in crescita del 5,11 percento per un totale di 2,730 milioni di tonnellate sbarcate e imbarcate sulle banchine ravennati. Leggera flessione per i materiali da costruzione (-1,69 percento). Da segnalare, infine, la buona crescita dei prodotti chimici nel capitolo delle rinfuse liquide (+3,92 percento) e delle derrate alimentari liquide che crescono del 23,48 percento.

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