domenica
03 Maggio 2026

Libri, incontri, monologhi al Museo del Senio per riflettere sul ‘900 e l’attualità

MercadiniTre giorni di appuntamenti al Museo della Battaglia del Senio di Alfonsine sotto il titolo “Sentiero di pace” per riflettere sul Novecento e l’attualità.

Giovedì 12 aprile alle 20.30 ci sarà la presentazione del volume Ravenna Fascista di Alessandro Luparini edito da Il Ponte Vecchio, corredato da foto d’epoca di Ulderico David. Con l’autore ci sarà Giuseppe Masetti dell’Istituto Storico per la Resistenza.

Venerdì 13 invece andrà in scena lo spettacolo Oltre il fiume,  scritto nel 2014 da Luca Balbi (de I Calzini Spaiati) liberamente tratto da “Napoleone” di Eugenio Sideri e da “Anni indimenticabili” di Lino Bondi.

Sabato 14 aprile, l’appuntamento è per il pomeriggio, dalle 15.30 per parlare di “Piscologia della Resistenza oggi” a cura del professor Adriano Zamperini. Seguira l’intervento di Carmelo Albanese su “Fasismo, tra storia e attualità”. Coordina Giorgio Stamboulis, modera Giuseppe Maestri.

Domenica, spazio invece allo spettacolo e al tema dell’immigrazione e della convivenza con il monologo Odissee anonime di Roberto Mercadini (nella foto), alle 21, che sarà in scena con lo stesso testo anche venerdì 13 al Mama’s club di Ravenna.

Tornando al Museo del Senio, ancora un incontro il 16 per una serata dedicata a Nadia Venturini a cura di Gian Luca Melandri, alle 20.30. Mercoledì 18, sarà poi la volta di una proiezione: Partizani di Eric Gobetti a cui seguirà un incontro con l’autore e altri ospiti.

Rinasce il Woodpecker: affidata la concessione. «Sarà luogo di creatività per tutti»

La ditta “Balsera costruzioni” di Riccardo Guerrini si è aggiudicata il bando del Comune. Ecco il progetto

Woodpecker InternoLa ditta “Balsera costruzioni” di Riccardo Guerrini di San Pietro in Trento, unica partecipante,  si è aggiudicata il bando per riqualificare e rigenerare Il Woodpecker, la storica discoteca di Milano Marittima degli anni ’60 dalla struttura avveniristica con la cupola in vetroresina, ideata dall’architetto Filippo Monti.

Dopo il primo bando andato deserto – sottolineano dal Comune di Cervia – questo secondo esperimento è andato a buon fine e la ditta partecipante è risultata conforme ai requisiti del bando. Il bando è stato formulato col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

La durata della concessione è di 15 anni  e con possibilità di rinnovo per ulteriori dieci anni. Il concessionario dovrà corrispondere un canone annuo non soggetto ad Iva (al quale andrà aggiunto l’adeguamento Istat a decorrere dalla seconda annualità contrattuale) come di seguito indicato: mille euro per la prima annualità; duemila per la seconda, tremila per la terza e successive.

13584871 889677217825281 4122544104782203963 OSarà cura dell’impresa provvedere ad allestire l’immobile con arredi, attrezzature e quant’altro occorra per renderlo idoneo all’utilizzo.

L’ idea progettuale è quella di destinare il Woodpecker a «luogo multifunzionale e centro di esperienza dedicato all’espressione musicale, alla pratica artistica, allo svago culturale ed all’incontro informale con attività, iniziative, concerti e spettacoli, mostre ed esposizioni, degustazioni e tipicità, laboratori creativi, percorsi e natura».

Queste le caratteristiche della proposta della ditta. L’obiettivo – rivelano dal Comune – è quello di  creare un  luogo «di socialità aperta e inclusiva in un contesto altamente suggestivo, in cui si alternano, arte e artigianato; espressione musicale e spettacolo; natura e cultura; divertimento e proposte commerciali. Un “luogo di creatività a 360 gradi”, reso ancor più attrattivo da interventi mirati di tecnologia digitale volti a migliorare l’appeal presso le giovani generazioni  sensibili ai nuovi linguaggi di comunicazione».

La strategia imprenditoriale ha la finalità di fare del Woodpecker un punto di riferimento per il turismo cervese in sintonia con «un modello di vacanza balneare sensibile alle tematiche del benessere e della sostenibilità ambientale che ricerca forme nuove di intrattenimento e divertimento “smart”, compatibili con il rispetto dell’ambiente e delle persone secondo il concetto di “ecologia integrale”».

Riccardo Guerrini insieme alla famiglia, che aveva preso parte a tutto il percorso partecipativo sul Woodpecker, ha inseguito un sogno per le figlie  che lo aiuteranno nella gestione di un locale immaginato aperto quasi tutto il giorno durante i mesi estivi, accontentando in questo modo diversi tipi di clientela. Un luogo di creatività a 360 gradi adatto ai giovani, alle famiglie e ai bambini attraverso gli incontri didattici.

«Siamo molto soddisfatti – sono le parole del sindaco Luca Coffari e dell’assessore Rossella Fabbri – sembrava un sogno riaprire il Woodpeker ed invece grazie alla sinergia tra pubblico e privato sta diventando realtà: stiamo ridando vita a luoghi e tesori abbandonati per rafforzare l’identità della città e creare nuove opportunità di sviluppo e di bellezza. Con la riqualificazione e rivitalizzazione dello storico locale collocato a fianco della Pineta di Milano Marittima prende il via il primo step del progetto del nuovo parco urbano di Milano Marittima che intende arricchire la località di nuovi servizi per il turismo e per una località aperta tutto l’anno. Sono previste oltre a questo meraviglioso spazio di intrattenimento multifunzionale anche aree dedicate allo sport e al benessere. Auspichiamo che altri imprenditori saranno presto interessante a collaborare con l’amministrazione per far nascere nuove attività in quell’area».

In fattoria ora è il robot a mungere le mucche: «Lo facciamo anche per il loro bene»

Agrisfera inaugura una sala di mungitura innovativa alla Guiccioli di Mandriole

Stalla Robot Di AgrisferaIl 13 aprile (dalle 9.30) inaugurerà la “stalla robot” di Agrisfera presso la Fattoria Guiccioli di Mandriole. Si tratta di un investimento di ampliamento e innovazione per l’operazione di mungitura, passando da una tradizionale sala di mungitura alla robotica.

Lo scopo – scrivono dalla più grande cooperativa agricola ravennate – è la continua ricerca e il miglioramento del benessere e della salute dell’animale; infatti l’operazione di mungitura «non sarà più obbligata dall’uomo, ma verrà effettuata in maniera più naturale e assecondando le esigenze dell’animale, in quanto sarà l’animale stesso a decidere quante volte e quando farsi mungere nell’arco delle 24 ore». Tutto questo comporterà per l’azienda un aumento della produzione litri/capo giornaliera e un minor costo sulla gestione della mandria.

«Attualmente, nel comparto agricolo/zootecnico, si sente pronunciare molto spesso la parola innovazione – dichiara il direttore di Agrisfera Giovanni Giambi –: se ne parla molto, ma in realtà se ne fa ancora poca, nonostante tante aziende e startup di applicazioni digitali offrano oramai agli operatori soluzioni sempre più precise e sofisticate. Gli scenari attorno a noi stanno cambiando molto velocemente, per questo Agrisfera crede che una delle principali risposte a questo cambiamento possa essere l’innovazione – intesa come raccolta ed elaborazione dati, agricoltura di precisione, monitoraggio satellitare delle colture – unita a un cambio generazionale, ottenuto con l’inserimento di giovani nell’organico aziendale e con un cambio della visione imprenditoriale da parte dei vari attori della filiera agroalimentare».

Agrisfera con quest’ultimo investimento in 3 nuove stalle, con robot di mungitura, intende così proseguire il percorso intrapreso nel 2008 quando iniziò lo sviluppo dell’agricoltura di precisione per la conduzione dei propri terreni e proseguito nel 2012, quando acquistò il programma per la gestione della mandria, Dairy Comp, per il comparto zootecnico.

Un weekend dedicato al vintage a Lugo, tra abbigliamento, vinili e “Mani nel sacco”

Torna la manifestazione con mercatini, party e l’iniziativa di Angelo per riempire il prima possibile uno shopper a scelta

VintageperungiornoLe piazze e le vie del centro storico di Lugo si preparano per un fine settimana “d’antan”. Sabato 14 e domenica 15 aprile, con un’anticipazione venerdì 13, torna infatti il “Lugo Vintage Festival”, l’evento organizzato dal Consorzio AnimaLugo. Nel weekend la città farà un tuffo nel passato attraverso capi d’abbigliamento, oggettistica, intrattenimento e vinili.

250 gli operatori presenti – a fronte di una richiesta di 340, dicono gli organizzatori – al mercatino “Vintage per un giorno”, sabato e domenica dalle 9 alle 19.

Tra le iniziative in programma in entrambi i giorni c’è anche “Mani nel sacco”: dopo aver scelto un budget di spesa comprando una shopper da 15, 25 o 35 euro si avranno dieci minuti di tempo per scegliere, provare e riempire il più possibile il proprio sacchetto. L’iniziativa si svolgerà presso Angelo Vintage Palace, in corso Garibaldi 59, dalle 10.30 alle 19.30 ogni mezz’ora (ultimo turno alle 19).

Venerdì 13 e sabato 14 aprile, novità di questa edizione primaverile, il programma propone musica e divertimento con l’Elettro Vintage Party, presso l’associazione culturale Lughé, in via dell’Industria 23/1. Due party animeranno le serate lughesi a partire dalle 22.30 con dj set e performance dal vivo alla riscoperta del vinile. Vinile a cui sarà dedicata anche la giornata di domenica, a Flexi Dischi, in Largo della Repubblica dalle 10 alle 19.

Nello stesso giorno, la Rocca estense ospita, altra novità di quest’anno, tre “Vintage workshop” su fotografia, acconciatura e trucco (a pagamento, la prenotazione è obbligatoria al 348 2643194).

Dalle 10 alle 18 il mercatino vintage si espande anche via Baracca, tradizionale via dello shopping lughese, con espositori e iniziative a cura del Comitato di via Baracca. Nello stesso orario anche corso Garibaldi si unisce alla manifestazione con una zona tutta dedicata al gusto.

Nei due giorni del Festival è inoltre disponibile un servizio navetta gratuito, attivo dalle 8.30 alle 19.30, con passaggio ogni 20 minuti nelle seguenti fermate: parcheggio Penny Market (via Giardini), piazza Garibaldi, stadio, parcheggio Crai La Fornace (via Quarantola) e caserma dei Carabinieri (via Foro Boario).

In caso di pioggia il programma resta invariato. Per seguire tutti gli appuntamenti del festival è possibile consultare il sito www.vivilugo.it, oppure consultare la pagina Facebook “Vivilugo”.

La Ravenna che vince in Europa. Il sindaco: «Grandissimi ragazzi!»

E l’assessore Fagnani ha festeggiato ad Atene insieme a squadra e tifosi

Challenge Orduna

Naturalmente sono tante le reazioni “social” all’indomani della storica vittoria della Challenge Cup della Bunge. Si tratta della terza coppa europea per importanza nel campo della pallavolo maschile e Ravenna – grazie al Porto Robur Costa – torna ad alzarla ventuno anni dopo l’ultima volta. Così questa mattina, giovedì 12 aprile, è il Comune di Ravenna, tramite la propria pagina Facebook, a fare i complimenti ai giallorossi, pubblicando la foto (qui sopra) postata su Instagram dal capitano Santi Orduna.

Subito dopo l’impresa, invece, erano già arrivati i complimenti del Primo cittadino, il sindaco Michele de Pascale: «Campioni! La Challenge Cup è nostra dopo 21 anni. Grandissimi ragazzi!». E l’assessore allo Sport del Comune, Roberto Fagnani, ha partecipato alla festa direttamente ad Atene, dove era volato insieme a tifosi e squadra. «La notte di Atene – ha scritto sui social – si tinge di giallorosso».

La Bunge vince la Challenge Cup: Ravenna riscrive la storia in Europa dopo 21 anni

Volley / Grande impresa dei ravennati, che in casa dell’Olympiacos, davanti a 12mila spettatori, bissano il successo in quattro set dell’andata al termine di una bellissima prestazione di squadra. Il presidente Casadio: «I ragazzi sono stati bravi a non accontentarsi mai, a dare tutto fino alla fine. È stata una stagione splendida, emozionante e gratificante»

Pireo-Ravenna 1-3
(26-28, 25-23, 20-25, 18-25)
OLYMPIACOS PIREO: Rauwerdink 15, Bohme 10, Oivanen 11, Aleksiev 10, Petreas 5, Drzyzga 2, Stefanou (L); Christofidelis, Roumeliotakis 1, Zoupani 1, Stivachtis, Daridis (L), Andreadis, Tselios. All.: Munoz Benitez.
BUNGE RAVENNA: Poglajen 6, Georgiev 9, Orduna 2, Marechal 12, Diamantini 6, Buchegger 21, Goi (L); Vitelli 1, Raffaelli 11, Pistolesi, Gutierrez 4, Marchini (L). All.: Soli.
ARBITRI: Tillmann (Ung) e Steinmetz (Ger).
NOTE – Pireo: bs 23, bv 6, errori 6, muri 7, Ravenna: bs 23, bv 3, errori 11, muri 15. Spettatori: 11.800. Durata set: 32’, 31’, 30’, 23’ (tot. 116’).

Bunge Con La Challenge Cup Rid
L’esultanza dei giocatori, tecnici e dirigenti alla consegna della Challenge Cup

A venticinque anni di distanza Atene parla di nuovo ravennate. Nel ‘93 il Messaggero vinceva la Coppa dei Campioni, oggi la Bunge solleva la Challenge Cup, superando sul loro campo i greci dell’Olympiacos nel doppio confronto tenuto tra Pala De André e Peace and Friendship Stadium. Di fronte a una marea di tifosi biancorossi, che hanno riempito quasi per intero le tribune dell’enorme struttura (ben 12mila gli spettatori), Ravenna bissa il successo dell’andata con un altro splendido 3-1, frutto di una grandissima prestazione di tutto il gruppo. Dal palleggiatore Orduna, sempre lucido in regia, fino al bombardiere Buchegger, top scorer con 21 punti, passando per i centrali Georgiev (ben cinque muri) e Diamantini, per gli schiacciatori Marechal, Poglajen e Raffaelli (autore del muro decisivo nel terzo set) e per il libero Goi, capace in difesa di sollevare da terra ogni pallone, tutti i giocatori di Soli, compreso chi è entrato nell’ultima frazione (Vitelli, Marchini, Pistolesi e Gutierrez), hanno confermato ancora una volta, nella 43esima partita di una stagione durissima, di formare una squadra eccezionale, sotto ogni punto di vista. E così, dopo 21 anni, una coppa europea torna a Ravenna: era infatti dal ’97, dal Porto Area di Ricci che vinse la Cev Cup, che i tifosi bizantini attendevano una gioia così grande.

Sestetti iniziali I due tecnici confermano i sestetti dell’andata. Fernando Munoz Benitez disegna il suo Olympiacos con il palleggiatore Drzyzga, l’opposto Oivanen, gli schiacciatori Aleksiev e Rauwerdink, i centrali Petreas e Bohme e il libero Stefanou, che in difesa si alterna con Daridis. Sul fronte Bunge Fabio Soli risponde con Orduna al palleggio in diagonale con Buchegger, Marechal e Poglajen bande, Georgiev e Diamantini al centro e Goi in seconda linea.

Primo set A dare un sussulto alla partita ci pensano Buchegger e Poglajen, che spingono la Bunge sul 5-7, ma Aleksiev a muro pareggia subito il conto: 8-8. Si prosegue con una fase senza break fino a quando l’Olympiacos non torna in vantaggio grazie a Oivanen: 16-15. Marechal trova il tocco avversario del contro-sorpasso (16-17) e Buchegger a muro mette a terra il 19-21: time out Munoz Benitez. Georgiev ferma anche lui gli avversari per il +3 ravennate (19-22), ma i greci realizzano un filotto di quattro punti di fila sul turno al servizio di Drzyzga (due ace per il polacco) che li riporta avanti: 23-22. Buchegger annulla il primo set ball, Aleksiev sbaglia l’attacco regalando il 24-25 e la Bunge ne approfitta per chiudere alla seconda occasione, grazie alla schiacciata sull’asticella di Oivanen: 26-28.

Secondo set Il centrale tedesco Bohme realizza due muri di fila per il 4-1 dei padroni di casa, che si allontanano sull’8-4 con Aleksiev. Georgiev a muro e Buchegger al servizio riportano sotto la formazione di Soli (8-7), che viene distanziata prima da Rauwerdink (11-7) e poi da Bohme: 13-8 e il tecnico giallorosso ferma il match. Georgiev, due volte a muro, e Buchegger riducono a una sola lunghezza lo svantaggio (17-16), mentre Diamantini e Marechal fermano gli attacchi dei greci, con la Bunge che mette la freccia: 20-21. Buchegger non sbaglia la palla del 21-23, ma sul più bello i ravennati si bloccano e subiscono un parziale di 4-0, chiuso da un ace di Rauwerdink, che pareggia il conto dei set: 25-23.

Terzo set Aleksiev e Rauwerdink in battuta spediscono l’Olympiacos subito sul 6-1, Diamantini e un’infrazione degli avversari riducono il gap: 7-5. I greci accelerano di nuovo (11-7) e un ace di Bohme li spinge +5 (15-10), con Soli che chiama time out. Raffaelli, entrato al posto di Marechal, tira fuori dal cilindro un servizio vincente (15-12) e Buchegger chiude un lungo scambio per il -2: 17-15. È ancora l’austriaco a colpire due volte di fila, riportando l’equilibrio in campo (18-18), poi è Georgiev a muro a far compiere il sorpasso alla Bunge: 18-19. Goi in difesa è protagonista di autentiche prodezze in difesa, Buchegger e Raffaelli colpiscono a ripetizione ed è proprio lo schiacciatore toscano a piazzare il muro decisivo per il 20-25 dei ravennati. Vinto questo set esplode la gioia dei giocatori e dei tecnici, che festeggiano la vittoria della Challenge Cup.

Quarto set Il tecnico Soli manda in campo Pistolesi, Vitelli, Marchini e Gutierrez, ma la differenza non si vede, con la Bunge che conduce 7-12 grazie al muro di Raffaelli. Georgiev imita il compagno respingendo l’attacco degli avversari (10-16), i greci rosicchiano qualche punto (14-18), ma Gutierrez li ricaccia indietro: 14-20. Georgiev mette a terra la palla del 17-24 e al secondo match point chiude lo stesso centrale bulgaro (18-25), dando il via ai festeggiamenti, con i giocatori, i tecnici e i dirigenti che vanno a ricevere l’applauso dei tifosi giallorossi presenti nel palazzetto ateniese.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Luca Casadio (presidente Porto Robur Costa): «Faccio un grande ringraziamento a tutto il gruppo: a chi lo ha costruito, a Soli e al suo staff, ai giocatori, a coloro che lavorano per la squadra e al Pala De André. È un gruppo che fin dall’inizio ha mostrato un grande valore e che anche in campionato ha raggiunto risultati eccezionali, tornando a disputare i playoff scudetto, dove ha reso la vita difficile a un top team come Perugia. I ragazzi sono stati bravi a non accontentarsi mai, a dare tutto fino alla fine, come è successo ad Atene. È stata una stagione splendida, emozionante e gratificante. Ma io voglio ricordare anche tutte le persone che hanno contributo ad arrivare fino a questo punto: dirigenti, sponsor, tecnici e giocatori che in passato hanno fatto parte di questa squadra, permettendo a essa di compiere dei passi importanti verso questi successi. Quando siamo nati, il nostro obiettivo era quello di riportare Ravenna in Serie A e ci siamo riusciti. Raggiunto questo traguardo, ce ne siamo posto un altro altrettanto ambizioso, quello di entrare nell’élite del volley italiano ed europeo, e siamo riusciti anche in questo. Sono contento per la città, che ha risposto alla grande in tutti questi mesi, dimostrando che la pallavolo fa parte del suo Dna».

Ravenna torna a vincere una coppa europea, 21 anni dopo

Volley, grande impresa della Bunge ad Atene, davanti a 12mila spettatori: trionfo in Challenge Cup

Esultanza Finale Bunge A PireoA venticinque anni di distanza Atene parla di nuovo ravennate. Nel ‘93 il Messaggero vinceva la Coppa dei Campioni, oggi la Bunge solleva la Challenge Cup – terza competizione europea di pallavolo maschile per club – superando sul loro campo i greci dell’Olympiacos nel doppio confronto tenuto tra Pala De André e Peace and Friendship Stadium.

Di fronte a una marea di tifosi biancorossi, che hanno riempito quasi per intero le tribune dell’enorme struttura (ben 12mila gli spettatori), Ravenna bissa il successo dell’andata con un altro splendido 3-1, frutto di una grandissima prestazione di tutto il gruppo.

Ravenna torna a festeggiare in Europa a 21 anni di distanza dal trionfo in Cev Cup. Nella sezione sport la cronaca della partita e le dichiarazioni del presidente Luca Casadio.

Volley, la Bunge vince anche in Grecia: Ravenna alza una coppa europea dopo 21 anni

La squadra di Soli batte 3-1 l’Olympiacos anche in trasferta come al Pala De Andrè. Il presidente: «Siamo nell’élite del volley»

bunge challenge cupA ventuno anni di distanza dall’ultimo alloro continentale (nel 1997 il Porto Area batté a Ginevra il Netas Istanbul nella finale di Coppa Cev) la Ravenna della pallavolo alza di nuovo una coppa europea. La Bunge solleva la Challenge Cup superando stasera, 11 aprile, ad Atene l’Olympiacos Pireo dopo la vittoria nella gara di andata una settimana fa. A venticinque anni di distanza Atene parla di nuovo ravennate: nel 1993 il Messaggero vinceva la Coppa dei Campioni nella capitale greca.

Di fronte a una marea di tifosi biancorossi, che hanno riempito quasi per intero le tribune dell’enorme struttura (ben 12mila gli spettatori), Ravenna bissa il successo dell’andata con un altro splendido 3-1, frutto di una grandissima prestazione di tutto il gruppo. Dal palleggiatore Orduna, sempre lucido in regia, fino al bombardiere Buchegger, top scorer con 21 punti, passando per i centrali Georgiev (ben cinque muri) e Diamantini, per gli schiacciatori Marechal, Poglajen e Raffaelli (autore del muro decisivo nel terzo set) e per il libero Goi, capace in difesa di sollevare da terra ogni pallone, tutti i giocatori di Soli, compreso chi è entrato nell’ultima frazione (Vitelli, Marchini, Pistolesi e Gutierrez), hanno confermato ancora una volta, nella 43esima partita di una stagione durissima, di formare una squadra eccezionale, sotto ogni punto di vista.

Il presidente della Porto Robur Costa, Luca Casadio, non contiene la gioia: «Faccio un grande ringraziamento a tutto il gruppo: a chi lo ha costruito, a Soli e al suo staff, ai giocatori, a coloro che lavorano per la squadra e al Pala De André. È un gruppo che fin dall’inizio ha mostrato un grande valore e che anche in campionato ha raggiunto risultati eccezionali, tornando a disputare i playoff scudetto, dove ha reso la vita difficile a un top team come Perugia. I ragazzi sono stati bravi a non accontentarsi mai, a dare tutto fino alla fine, come è successo ad Atene. È stata una stagione splendida, emozionante e gratificante. Ma io voglio ricordare anche tutte le persone che hanno contributo ad arrivare fino a questo punto: dirigenti, sponsor, tecnici e giocatori che in passato hanno fatto parte di questa squadra, permettendo a essa di compiere dei passi importanti verso questi successi. Quando siamo nati, il nostro obiettivo era quello di riportare Ravenna in Serie A e ci siamo riusciti. Raggiunto questo traguardo, ce ne siamo posto un altro altrettanto ambizioso, quello di entrare nell’élite del volley italiano ed europeo, e siamo riusciti anche in questo. Sono contento per la città, che ha risposto alla grande in tutti questi mesi, dimostrando che la pallavolo fa parte del suo Dna».

Ex Salesiani, altri tremila mq ristrutturati: 18 mesi di lavori costati 2,3 milioni

Il 13 aprile il Palazzo Don Bosco apre le porte ai cittadini in anteprima. L’obiettivo di Faventia Sales è completare il recupero del complesso entro il 2020

A diciotto mesi dall’avvio del cantiere, con un investimento di circa 2,3 milioni di euro, vengono riconsegnati alla città di Faenza altri tremila metri quadrati del complesso ex Salesiani. Venerdì 13 aprile alle 18 Faventia Sales apre le porte in anteprima di Palazzo Don Bosco, dove sono da poco terminati i lavori di restauro del primo e secondo piano. Si tratta della prima occasione per la cittadinanza di vedere il lavoro svolto, in attesa che gli spazi vengano destinati ai diversi utilizzi.

«Questa è solo una tappa, ma una tappa molto importante e strategica della road map che il consiglio di amministrazione di Faventia Sales si è dato per giungere nel 2020 a conclusione del suo mandato con il recupero del complesso quasi ultimato – ha dichiarato il presidente Andrea Fabbri –. Una ristrutturazione parsimoniosa e bella per Faventia Sales e per Faenza, di cui speriamo i faentini possano andare fieri, fatta con un progetto attento e tarato sugli obiettivi del complesso, che unisce l’attenzione ai dettagli architettonici (riuso dell’esistente e materiali semplici) a funzionalità capaci di favorire l’incontro, lo stare insieme, l’aggregazione».

La visita dei locali sarà accompagnata da un aperitivo, ma soprattutto dalla tradizionale “bandega” di fine cantiere, con relativa grigliata. Interverranno il presidente di Faventia Sales e i rappresentanti della compagine societaria Faventia Sales: Andrea Fabbri, il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, il vescovo della Diocesi di Faenza Mario Toso, oltre che la Fondazione Banca del Monte e la Banca Crédit Agricole e rappresentanti dello studio di architettura Magaze, che ha redatto il progetto.

Si faceva regalare alimenti davanti al supermercato e li rivendeva agli anziani

Arrestato 28enne: spinte e tentata rapina del telefonino di un cliente che voleva chiamare il 112 perché stanco delle richieste

Chiedeva l’elemosina ai clienti che uscivano dal supermercato dicendo che aveva fame e quando riceveva in dono generi alimentari li nascondeva in una nicchia nel muro per rivenderli ad alcuni anziani. È una circostanza scoperta dai carabinieri a proposito di un 28enne nigeriano in occasione del suo arresto per tentata rapina e molestie nel tardo pomeriggio del 7 aprile. I militari sono intervenuti su richiesta di un cliente che era stato pressato in maniera insistente dall’africano e quando l’uomo si era deciso a voler chiamare le forze dell’ordine il giovane ha tentato di impedirglielo con spinte e testate e infine di strappargli il telefono. Ai carabinieri che hanno individuato il nascondiglio degli alimenti che poi rivendeva ha risposto che non mangia pasta, latte e formaggio. Il 28enne è comparso davanti al giudice che ha convalidato l’arresto e fissato la data dell’udienza.

Il ravennate che vent’anni fa inventò il bike sharing: 80mila chiavi in circolazione

Fulvio Tura a fine anni Novanta lanciò le bici gialle e rosse nella sua città. Il servizio ora è in altre 130 località italiane e il fondatore è diventato il collaboratore della startup asiatica Obike che ha portato le bici condivise a flusso libero

BicirosseSe non puoi batterli, unisciti a loro. Un vecchio adagio che Fulvio Tura, dopo vent’anni nel campo dei pedali, ha preso alla lettera. L’imprenditore ha lanciato alla fine degli anni Novanta “C’entro in Bici”, il primo servizio di biciclette pubbliche, quello che oggi si chiama “bike sharing”. Con gli inglesismi sono arrivati gli asiatici che hanno cannibalizzato il mercato e spazzato via la concorrenza, fatta di piccoli artigiani locali che non potevano competere con l’economia di larga scala del Sol Levante. Ora Tura collabora con loro.

Il progetto “C’entro in Bici” a Ravenna era il servizio delle biciclette pubbliche rosse (per i cittadini) e gialle (per i turisti) che funzionavano con le chiavi distribuite nei negozi e uffici turistici. È nato così: «Era la fine degli anni Novanta – ricorda Tura – e studiavo dei progetti pensati per i negozianti. Da poco era stato aperto l’Ipercoop e qualche commerciante mi aveva chiesto un’idea per non subire la concorrenza della grande distribuzione. L’idea mi è venuta in spiaggia». Nello specifico, Tura ha pensato ad una chiave universale – distribuita nei negozianti e non replicabile – che potesse aprire tutte le biciclette pubbliche nelle rastrelliere di “C’entro in Bici”. Inizialmente le biciclette distribuite a Ravenna erano una ventina, poi sono via via aumentate perché il servizio era piaciuto subito ad amministrazione e città. Così il progetto si è allargato anche in altre città in Italia. Più di 130 i Comuni e che si sono rivolti a Tura per esportare l’idea. «Oggi ottantamila italiani hanno la chiave che apre queste biciclette e che avevo fatto studiare alla Cisa. Il brevetto era mio, quindi insieme al Comune abbiamo fatto piuttosto in fretta a metterlo in piedi», dice l’imprenditore con un certo orgoglio. Non tutto, però, è stato rose e fiori: «L’esperienza nella maggior parte dei territori che l’aveva è terminata dopo poco tempo». La colpa non era ancora delle startup asiatiche ma di un certo modo di fare politica: «L’amministratore di turno lanciava il servizio di bici pubbliche perché magari andava di moda. Poi arrivava il successore, oppure cambiava il colore della giunta, e allora portare avanti un servizio lanciato da un altro, con costi di manutenzione, sembrava poco conveniente dal punto di vista politico. Così veniva semplicemente abbandonato». Nonostante tutto, in qualche comune il progetto sopravvive ancora.

Dall’Asia hanno invaso il mercato delle biciclette pubbliche in tempi recenti e in tutta Europa le piccole aziende, che non possono permettersi di competere con questi colossi, hanno chiuso bottega. «Potevo cambiare mestiere – dice Tura – e in fondo un tempo mi reinventavo ogni quattro anno. Oggi però di anni ne ho 60 e forse non è il caso, così ho contattato la ditta chiedendo se erano interessati a venire a Ravenna. Non lo erano: città troppo piccola per i loro volumi. Le cose sono cambiate però quando ho prospettato loro un progetto su tutta la riviera romagnola». Così Tura oggi fa manutenzione e gestisce la distribuzione delle bici di O-Bike, la ditta che ha lanciato il free floating a Ravenna (vedi pagina 12). «Hanno bisogno di qualcuno che svolga questo servizio e che conosca il territorio», spiega l’imprenditore che in questi giorni è impegnato con la distribuzione delle biciclette anche in altri comuni della riviera. Sul rischio furti e danneggiamenti sostiene che «fa parte del rischio di impresa. Di solito nei primi tempi può capitare che le bici vengano rubate o danneggiate. Però se vengono utilizzate è un costo che viene ben assorbito dai bilanci».

Anas asfalta la rotonda: chiuse Ravegnana e statale Adriatica

Le modifiche alla viabilità in vigore per due notti consecutive

Rotonda

Il servizio Mobilità e viabilità del Comune di Ravenna ha disposto il divieto di transito nel tratto di via Ravegnana tra l’incrocio con la statale 16 Adriatica e quello con via Cella dalle 20.45 di oggi, mercoledì 11 aprile, alle 5.15 di domani, giovedì 12, e negli stessi orari tra giovedì 12 e venerdì 13. Ciò per consentire l’intervento di asfaltatura della rotonda tra Ravegnana e Adriatica, a cura di Anas.

Anche Anas ha emesso una propria ordinanza, che prevede negli stessi giorni e orari: la chiusura della statale 16 Adriatica dal chilometro 151 al chilometro 156, con istituzione dell’uscita obbligatoria agli svincoli più prossimi all’area interdetta; la chiusura del ramo di svincolo in direzione Venezia/Ferrara, in uscita dalla E45/E55 al chilometro 250 + 565; l’interdizione al transito dei mezzi pesanti superiori alle 5 tonnellate nei tratti di statale 16 Adriatica in direzione nord dal chilometro 157 + 050 al chilometro 147 + 500 e in direzione sud dal chilometro 147 + 500 al chilometro 154 + 700.

Anas informa di aver concordato le attività di gestione del traffico e le deviazioni con la Polizia stradale e il servizio Mobilità e viabilità del Comune, nonché con la Polizia municipale, che forniranno anche il necessario supporto operativo alla gestione delle chiusure e della viabilità.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi