domenica
26 Aprile 2026

Il Faventia non riesce a sfatare il tabù Minipalazzetto: netta sconfitta a Cesena

Calcio a 5 B / I tanti infortuni condizionano la prestazione dei manfredi, che lottano e cercano di rimediare a una situazione compromessa nel finale

Cesena-Faventia 5-1
FUTSAL CESENA: Cassano, Fernandito, Bianco, Bonandi, Cesetti, Liistro, Pasolini, Pulini, Salles, Simone, Sintuzzi, Venturini. All.: Placuzzi.
FAVENTIA: Conti, Tampieri, Rosetti, Cavina, S. Barbieri, I. Barbieri, Lesce, Boschi, Argnani, Caria, Abdelhak, Tronconi. All.: Castellani.
ARBITRI: Cedraro, Buratti e Lacrimini.
RETI: 12’ pt Liistro, 18’ pt Venturini, 1’ st e 3’ st Pasolini, 4’ st Lesce, 7’ st Salles.

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L’inizio di una gara del Faventia

Il Faventia non riesce a sfatare il tabù del Minipalazzetto e cade al cospetto di un Cesena rognoso in fase di non possesso e spietato nel concretizzare le occasioni. Il 5-1 finale però è un risultato giusto solto a metà, poiché se è vero che i manfredi per lunghi tratti del primo tempo subiscono il gioco decisamente maschio dei padroni di casa, è altrettanto vero che nel secondo tempo, sul 4-0, il Faventia mette in mostra quella operosità e quella testardaggine che fino ad oggi era mancata, provando in tutti i modi a ribaltare le sorti di un risultato già scritto. Sono poche infatti le scelte per il mister Castellani, che davanti alla propria panchina si agita e cammina avanti e indietro, come se questo potesse guarire i mali dei suoi giocatori infortunati.

Risultati girone D (settima giornata): Futsal Cesena-Faventia 5-1, Corinaldo-Cus Ancona 1-5, Eta Beta Fano-Futsal Cobà 2-2, Ated 2 Forlì-Gadtch Perugia 4-1, Tenax Castelfidardo-Buldog Lucrezia 8-6. Riposa: Alma Juventus Fano.

Classifica: Castelfidardo 17 punti; Cesena* 13; Faventia* 12; Lucrezia*, Cobà ed Eta Beta 10; Cus Ancona* 9; Alma Fano* 7; Corinaldo* 4; Forlì* e Gadtch 3 (* una gara in meno).

La classe operaia va in paradiso dal cinema al palcoscenico

Classe Operaia Va In Paradiso
Attori e attrici della versione teatrale de “La classe operaia va in paradiso” (foto di Sofia Sakellaridis)

Per la Stagione dei Teatri di Ravenna, con la regia di Claudio Longhi, l’attualizzazione drammaturgica del film di Petri. Al teatro Alighieri a marzo 2018

Sono passati quasi cinquant’anni dalla sua uscita al cinema, e ora La classe operaia va in paradiso arriva sul palcoscenico per la regia di Claudio Longhi, che ne esalta la forte componente ideologica rendendola particolarmente attuale. Il regista mutua il proprio registro stilistico da quello dell’incandescente “capriccio” di Petri, in bilico fra un grottesco a tratti velenoso, a tratti drammatico, e un fantasioso realismo. Lo spettacolo, costruito attorno alla complessa sceneggiatura di Elio Petri e Ugo Pirro e ai materiali che testimoniano la genesi del film, diventa il punto di partenza per uno sguardo scandaloso ed eterodosso sulla recente storia politica e culturale del nostro paese.
In scena al teatro Alighieri da giovedì 8 a domenica 11 marzo 2018. Inizio spettacolo ore 21, domenica ore 15.30.

Abbonamenti fino a sabato 25 novembre. Biglietteria teatro Alighieri tel. 0544 249244 – Ravenna Teatro tel. 0544 36239.
Info: ravennateatro.com

Droga, sbarco in spiaggia e carico su un furgone: 25 quintali sequestrati, 4 arresti

Gli sviluppi dell’operazione segnata da un conflitto a fuoco. Tracce di sabbia sul veicolo e sugli abiti bagnati dei fermati

RAVENNA 20/11/2017. CARABINIERI, CONFERENZA PER MAXI SEQUESTRO DI DROGAC’è il sequestro di venticinque quintali di droga che avrebbero potuto fruttare fino a una ventina di milioni di euro sul mercato al dettaglio e ci sono quattro uomini in carcere. Sono questi i punti fermi dell’operazione antidroga condotta da carabinieri e andata in scena nella mattinata del 10 novembre tra Savio e Lido di Classe. La droga (marijuana, hashish e olio di hashish) stava a bordo di un furgone fermato dai militari nel centro abitato di Savio: l’ipotesi investigativa (pm Monica Gargiulo) è che sia arrivata via mare, sbarcata in spiaggia a Lido di Classe e caricata sul veicolo. Destinazione? Ancora da accertare. I quattro uomini sono un piemontese di 26 anni e tre albanesi tra 21 e 47 anni arrivati in Italia a Brindisi via nave il 2 novembre: il primo è stato arrestato e gli altri fermati durante l’operazione, stamani davanti al giudice per le indagini preliminari i provvedimenti sono stati convalidati e per tutti è stata disposta la custodia cautelare.

È plausibile, anche se gli inquirenti al momento non si sbilanciano, che al trasporto dell’ingente quantitativo di droga vada ricollegato l’episodio della sparatoria avvenuto quella stessa mattina a poca distanza: una pattuglia ha fermato un’Alfa 147 e si è vista puntare contro una pistola da uno dei due occupanti, uno dei militari è riuscito a disarmare il malvivente e nella colluttazione è partito un colpo che non ha ferito nessuno. I due sono riusciti a fuggire a piedi e oltre all’Alfa è stata trovata anche un’altra vettura impantanata.

L’operazione è cominciata alle 5 del mattino quando un posto di controllo dei carabinieri sulla Romea a Savio, ufficialmente lì per un controllo di routine sul territorio, ferma un furgone Iveco con una andatura ondeggiante per via del sovraccarico. Il conducente accellera e inizia un inseguimento in cui il passeggero scende in corsa e si dilegua nei campi mentre il conducente non riesce a fare altrettanto e viene bloccato: è il 26enne piemontese.

Partono le ricerche del fuggitivo e verso le 8.30 i carabinieri perlustrano un bar della zona dove trovano tre albanesi: uno di loro viene riconosciuto dall’abbigliamento che è uguale a quello indossato dal passeggero sceso dal furgone in corsa. Ma tutti e tre hanno i pantaloni sporchi di sabbia e bagnati fino alla cintura. Per gli investigatori è la prova che hanno partecipato allo sbarco della droga. Loro invece sostengono che si sono bagnati e sporcati per aver camminato a lungo dopo una incomprensione con una transessuale che avrebbe dovuto portarli a casa per consumare un rapporto e invece li avrebbe scaricati per strada dopo un’ora di tragitto costringendoli poi rientrare a piedi.

Mai avuto la patente, ma guidava un’Alfa senza assicurazione: 6mila euro di multa

Controlli dei vigili urbani: multati anche i genitori di un minorenne sorpeso su uno scooter senza targa

Pattuglia MunicipaleI vigili urbani lo hanno fermato alla guida di un’Alfa Romeo 147, scoprendo però che l’auto non era assicurata e lui non aveva mai conseguito in vita sua la patente. A finire nei guai è stato un 35enne, italiano, fermato a Massa Lombarda, in via Baracca, dalla polizia municipale.

È scattato quindi il sequestro dell’auto e nei confronti del 35enne è stata elevata una multa complessiva di quasi seimila euro (5.848, per la precisione).

A Fusignano, invece, altri due veicoli sono stati sanzionati essendo sprovvisti della copertura assicurativa obbligatoria, grazie all’ausilio del sistema “targa system”.

Infine, tra le altre sanzioni elevate dalla Municipale negli ultimi giorni nei comuni della Bassa Romagna, da segnalare anche quella nei confronti dei genitori di un ragazzo minorenne sorpreso ad Alfonsine alla guida di uno scooter senza la targa (poi sequestrato per un mese).

La Casa della Salute è realtà grazie a donazioni e Auser

Cinque mesi di lavori costati 82mila euro: ospiterà i medici di base e gli ambulatori per i prelievi del sangue

Ci sono voluti 82mila euro e cinque mesi di tempo per i lavori che hanno permesso di realizzare a Savarna la nuova sede della Casa della Salute di Mezzano e Sant’Alberto, con gli ambulatori per i prelievi del sangue e per i medici di base, realizzata nei locali che ospitano il centro culturale ricreativo Auser “La Pioppa”, in via dei Martiri 18.  Sabato 18 novembre l’inaugurazione ufficiale con il taglio del nastro affidato al sindaco Michele de Pascale. Il costo comprende gli interventi di manutenzione straordinaria di risanamento e adeguamento dell’immobile, messo a disposizione dalla Fondazione “La Pioppa”. La copertura finanziaria è arrivata da “La Pioppa”, che ha speso 35mila euro grazie agli accantonamenti accumulati in 21 anni di attività, e da 401 benefattori che che hanno donato 47mila euro. La sottoscrizione continua per far sì che il centro culturale possa far fronte, come si è impegnato a fare, ai costi di gestione delle nuove strutture che ancora non sono stati valutati.

Il servizio ambulatoriale dei medici di base è partito lo scorso 9 ottobre, bisognerà invece aspettare il 2018 per l’ambulatorio prelievi (probabilmente lunedì 8 gennaio) e nel giro di pochi mesi dovrebbe essere possibile attivare anche percorsi di presa in carico della patologia cronica.

La direttrice del distretto sanitario di Ravenna, la dottoressa Roberta Mazzoni, ha sottolineato che «il progetto si è concretizzato grazie al lavoro straordinario che abbiamo fatto nello spirito del welfare di comunità e questo è veramente un progetto di comunità, voluto fortemente e realizzato in una struttura che ha radici storiche in questa comunità». Franca Baldrati, presidente de “La Pioppa”, ha ringraziato non solo i sottoscrittori, ma anche tutte le persone che, in vari modi, hanno entusiasticamente sostenuto e accompagnato questo percorso e ha espresso l’orgoglio di tutti i volontari Auser per aver portato a termine un’iniziativa di solidarietà collettiva che dà valore e prestigio all’intera comunità. Il dottor Luca Bagioni, in rappresentanza dei medici di base, è soddisfatto perché «finalmente siamo in un ambiente confortevole, specialmente per i pazienti che possono avere una sala d’attesa coperta e climatizzata nella maniera giusta sia d’estate che d’inverno». La presidente di Auser Ravenna, Mirella Rossi, apprezza  il risultato: «Un bellissimo traguardo, un fiore all’occhiello per tutta l’Auser. In un mondo in cui tutti si rinchiudono nel proprio piccolo, nel proprio giardino, nel proprio cortile, questa operazione ci ha dato davvero l’idea che anche in un paese piccolo come questo la solidarietà esiste, esistono delle azioni e delle buone pratiche».

A Reggio Emilia una trasferta amara per il Ravenna, punito in modo troppo severo

Calcio C / Subito sotto dopo appena due minuti, i giallorossi perdono 3-0 nonostante una prestazione dignitosa. Paura per l’infortunio al ginocchio sinistro occorso a Papa

Reggiana-Ravenna 3-0
REGGIANA (4-3-3): Narduzzo; Lombardo, Spanò, Panizzi, Ghiringhelli; Bovo, Genevier, Carlini (48’ st Chakir); Cianci (10’ st Riverola), Altinier (48’ st Bobb), Cesarini (36’ st Rocco). A disp.: Facchin, Viola, De Santis, Zaccariello, Galli. All.: Eberini.
RAVENNA (3-5-2): Venturi; Ierardi (24’ st Maistrello), Lelj, Capitanio (42’ st A. Ballardini); Venturini, E. Ballardini, Papa (41’ pt Sabba), Selleri, Magrini (42’ st Ronchi); Broso, De Sena (42’ st Samb Fallou). A disp.: Gallinetta, Portoghese, Severini, Cenci, Piccoli. All.: Antonioli.
ARBITRO: Clerico di Torino.
RETI: 2’ pt Altinier, 24’ pt Cesarini, 47’ st Altinier.
NOTE: amm. Magrini, Spanò, Rocco, Ghiringhelli. Angoli: 5-5. Recupero: 3’ pt, 5’30” st.

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Il centrocampista giallorosso Alfonso Selleri

Finisce 3-0 per la Reggiana, come sei anni fa in occasione dell’ultimo confronto, ma il punteggio è troppo pesante per il Ravenna, che disputa una partita più che dignitosa, è bravo a reagire dopo essere stato infilato subito dopo poco più di un minuto e a credere sempre nella possibilità di risalire la china, anche quando, al secondo tentativo, la Reggiana raddoppia. Il 3-0 in pieno recupero serve più che altro per le statistiche ma mortifica troppo Lelj e compagni, costretti a fare i conti anche con l’infortunio a Papa, costretto a lasciare il campo in barella per una botta al ginocchio sinistro.

Inizia il primo tempo, poco più di un giro di lancetta e la Reggiana affonda già il colpo. Cianci si fa largo a sinistra e indirizza sul primo palo dove Altinier è più rapido di tutti: colpo di testa e 1-0. Il Ravenna non si scompone. La squadra giallorossa reagisce bene e mette in mostra una manovra agile e una buona ricerca della profondità. De Sena si fa vedere in zona tiro due volte, senza fortuna. Altinier ci riprova con un’azione in fotocopia al 19’, questa volta di piede, ma il pallone è fuori. Poi al 24’ sugli sviluppi di una rimessa laterale, Cesarini si appropria dell’out sinistro e scarica in rete la sua iniziativa personale, battendo Venturi. Al 35’ la replica giallorossa è in un destro al volo di Ballardini, smarcato al tiro da Broso, con pallone che si perde di un niente sul fondo. Poi si infortuna Papa: una brutta botta al ginocchio sinistro le cui conseguenze saranno da valutare.

La ripresa, dopo il tentativo al 13’ di Cesarini che cerca l’incrocio (Venturi si salva bene), vede il Ravenna piantare le tende nella metà campo della Reggiana: Antonioli passa anche al 4-3-3 con l’inserimento di Maistrello, nel chiaro tentativo di riaprire la partita; Selleri al 27’ (palla che sfiora il palo) e De Sena al 39’ (Narduzzo si distende e devia in angolo) ci vanno vicinissimi su punizione dal limite. La Reggiana tiene le linee molto strette e punzecchia nel finale con le ripartenze; al 46’ sugli sviluppi di un angolo si crea una mischia in area piccola sbrogliata prima da un salvataggio sulla linea di Ballardini e poi da una murata sul tentativo successivo di Altinier. Ma pochi secondi dopo, Altinier si rifà trasformando in rete sottomisura un cross basso.

Le dichiarazione del dopo-gara
Mauro Antonioli (allenatore Ravenna):
«Purtroppo abbiamo iniziato la partita in salita, subendo un gol dopo un minuto, ma la squadra la prestazione l’ha fatta, abbiamo concesso poco, loro al secondo tiro in porta hanno segnato il secondo gol, con una grande azione di Cesarini. Nel secondo tempo abbiamo spinto per cercare di recuperare, ho anche cambiato modulo passando alla difesa a quattro e ad un attacco a tre, e qualcosa abbiamo creato ma non siamo riusciti a riaprire la partita. Nell’ultimo quarto d’ora abbiamo concesso degli spazi per il contropiede della Reggiana ed è arrivato il 3-0, un punteggio che sinceramente credo sia molto largo. Non dico che la Reggiana non abbia meritato, ha fraseggio e qualità di giocatori, ma non ci ha messo sotto sul piano del gioco, la mia squadra ha sempre lottato fino alla fine. Purtroppo oggi è andata male».

Risultati (15esima giornata): Padova-Triestina 2-1, Fano-Sudtirol 0-1, Renate-Teramo 0-0, Sambenedettese-Bassano 0-0, Vicenza-Mestre 0-2, FeralpiSalò-Albinoleffe 1-2, Gubbio-Fermana 0-0, Reggiana-Ravenna 3-0. Riposano: Pordenone e Santarcangelo.

Classifica: Padova (13 gare disputate) 29 punti; Renate (13) 26; Albinoleffe (13) 24; Sambenedettese (13) e Pordenone (14) 21; Mestre (14), Sudtirol (14) e Feralpisalò (14) 20; Bassano (14) 19; Triestina (13) e Fermana (14) 18; Reggiana (13) e Vicenza (13) 16; Teramo (14) e Gubbio (14) 15; Ravenna (13) e Santarcangelo (13) 10; Fano (13) 6.

La Rekico non spezza il tabù trasferta: a Vicenza arriva un’altra netta sconfitta

Basket B / Contro la Tramarossa i faentini cadono per la quinta volta in altrettante partite lontano da casa. La squadra di Regazzi sotto fin dal primo quarto

Vicenza-Faenza 87-72
(32-15, 49-34, 66-43)

TRAMAROSSA VICENZA: Mezzalira ne, Contrino, Svoboda 27, Demartini 10, Montanari 16, Chemello, Kedzo ne, Rigon ne, Kekovic 4, Campiello U. 15, Chinellato ne, Campiello A. 15. All.: Silvestrucci.
REKICO RAGGISOLARIS FAENZA: Aromando 7, Neri ne, Perin 10, Benedetti 5, Venucci 13, Iattoni 8, Pagani 6, Milosevic, Chiappelli 9, Brighi 14. All.: Regazzi.
ARBITRI: Soavi e Uncini.
USCITI PER FALLI: Iattoni e Montanari.

 

Aromando
L’ala classe ’97 Simone Aromando

Niente colpo esterno per la Rekico, caduta anche in casa della Tramarossa Vicenza. Il tabù trasferta colpisce ancora e in Veneto arriva il quinto ko lontano dal PalaCattani in altrettante gare disputate. Neanche l’assenza di Silimbani, out per un problema alla schiena, può essere una scusante, perchè la squadra non ha mostrato lo stesso atteggiamento e la stessa aggressività che le sta permettendo di superare ogni ostacolo davanti al proprio pubblico.

La Tramarossa gioca un’ottima partita non risentendo della mancanza di Corral per infortunio, segnando da tre e da sotto canestro con grande precisione sin dai primi minuti. Il mattatore è Svoboda, giocatore che già lo scorso anno fece male alla Rekico quando era a Desio e autore in questa occasione di 27 punti, che a suon di triple piazza il primo break e così dopo pochi minuti i veneti conducono 17-7 arrivando alla fine del primo quarto sul 32-15. La Rekico è in giornata negativa al tiro e difende senza troppa attenzione, trovandosi ad inizio secondo periodo sotto 20-40. Poi però arriva la reazione e all’intervallo si trova ad inseguire 34-49. Neanche nel secondo tempo l’inerzia cambia, anzi, la Tramarossa continua a colpire e vola sul 66-40, trascinata dal solito Svoboda e da Umberto Campiello. I Raggisolaris provano a piazzare una rimonta a suon di tiri da tre e con tre centri consecutivi riducono il passivo fino al 79-67, ma ancora una volta Svoboda mantiene le distanze con i suoi canestri. La Rekico non molla e ritorna ancora sul -12, vedendosi bloccare il break da un fallo antisportivo di Iattoni che a 2’40” dalla fine manda in lunetta Umberto Campiello. Il capitano della Tramarossa segna entrambi i liberi e chiude il match.

Risultati (9ª giornata): Orva Lugo-Bmr Basket 2000 Reggio Emilia 93-57, Iseo Serrature Costa Volpino-Pallacanestro Crema 73-75, Bakery Piacenza-Gordon Nuova Pall. Olginate 108-96, NTS Informatica Rimini-Tigers Forlì 66-58, Gimar Basket Lecco-Green Basket Palermo 59-57, Tramarossa Vicenza-Rekico Faenza 87-72, Virtus Padova-Baltur Cento 57-81, Pallacanestro Aurora Desio-Lissone Interni Bernareggio 69-60.

Classifica: Baltur Cento 18 punti; Bakery Piacenza 16; Gimar Basket Lecco 14; Pallacanestro Crema e Tramarossa Vicenza 12; Gordon Nuova Pall. Olginate 10; Orva Lugo, Rekico Faenza, NTS Informatica Rimini, Virtus Padova e Tigers Forlì 8; Pallacanestro Aurora Desio e Lissone Interni Bernareggio 6; Bmr Basket 2000 Reggio Emilia e Green Basket Palermo 4; Iseo Serrature Costa Volpino 2.

 

Dopo tre ko l’OraSì torna a sorridere: al De André batte Piacenza in modo netto

Basket A2 / Spinta da Giachetti e Montano la squadra di Martino regola l’Assigeco grazie in particolare a un ottimo secondo quarto

Ravenna-Piacenza 71-56
(12-16, 34-20, 54-37)
ORASI’ RAVENNA: Giachetti 5, Rice 14, Sgorbati 3, Masciadri 9, Grant 14, Chiumenti 7, Montano 15, Raschi, Esposito, Vitale 4, Scaccabarozzi, Cinti. All.: Martino.
ASSIGECO PIACENZA: Sanguinetti 4, Guyton 20, Formenti 2, Arledge 10, Infante 8, Fontecchio 2, Reati 3, Oxilia 6, Diouf 1, Seye, Livelli, Dincic. All.: Zanchi.
NOTE – Ravenna: tiri da due 23/41, da tre 5/19, liberi 10/14, rimbalzi 38; Piacenza: tiri da due 12/32, da tre 7/24, liberi 11/20, rimbalzi 34.

Gioia Orasi Contro Piacenza
L’esultanza dei giocatori giallorossi per il successo su Piacenza

Con un secondo quarto da urlo (22-4) l’OraSì spazza via qualunque dubbio sull’esito del match del Pala De André contro una Assigeco Piacenza che parte abbastanza bene e si riavvicina un po’ nel finale, a giochi ormai fatti. La squadra di Martino ha faticato solo nel primo periodo, prendendo poi il largo grazie a una grande intensità difensiva, a un atteggiamento molto positivo e a un fattivo lavoro di squadra. Valutazioni molto buone per Giachetti, che ha sempre tenuto in pugno il match, e Montano, miglior attaccante con 15 punti ma anche ottimo in difesa. Bravi anche Rice e Grant, con Masciadri che in via di recupero ha tenuto bene il campo.

Avvio in equilibrio con primo vantaggio interno sul 10-8 grazie all’assist di Giachetti per la schiacciata di Grant, ma Ravenna non concretizza un paio di situazioni sotto le plance e l’Assigeco ne approfitta (10-14). Super break OraSì (12-0) all’inizio del secondo quarto ma anche due contropiede sprecati con sospetto di fallo su Rice nel secondo, mentre l’Assigeco non trova mai la via del canestro e serve Oxilia per sporcare il tabellino dopo 6 minuti. Montano ne mette cinque di fila e Ravenna allunga (32-20) per chiudere la frazione con un incontestabile 22-4.

Dopo l’intervallo lungo Grant piazza due canestri consecutivi e le triple di Montano e Masciadri scavano un margine di assoluta sicurezza (51-30) che solo Guyton riesce a scalfire con 6 punti consecutivi. Ultimo quarto con Rice che domina in attacco e Ravenna contiene facilmente il tentativo di riavvicinamento ospite e nel finale uno show di Giachetti chiude i conti tra gli applausi dei 2400 del Pala De Andrè.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Antimo Martino (coach OraSì Ravenna): «Oggi dopo tre sconfitte era importante tornare alla vittoria, averlo fatto con sicurezza è stato fondamentale. Ci siamo riusciti mettendo in pratica il lavoro fatto in settimana soprattutto in difesa, mi auguro che questa vittoria faccia capire ai miei che tipo di pallacanestro dobbiamo fare. Sono contento per il pubblico e la società, che ci ha lasciato lavorare in tranquillità nonostante le tre sconfitte. Adesso ci aspetta la Fortitudo in un’arena difficile come il Pala Dozza, ma dovremo continuare nel nostro processo di crescita con l’obiettivo di diventare una squadra molto solida».

Risultati (ottava giornata): Consultinvest Bologna-Bergamo 68-62, Dinamica Generale Mantova-Alma Pallacanestro Trieste 74-85, Unieuro Forlì-Bondi Ferrara 85-87, Roseto Sharks-Andrea Costa Imola Basket 78-103, De’ Longhi Treviso-Tezenis Verona 85-72, OraSì Ravenna-Assigeco Piacenza 71-56, G.S.A. Udine-Termoforgia Jesi 68-70, XL Extralight Montegranaro-Agribertocchi Orzinuovi 86-80.

Classifica: Trieste 16 punti; Montegranaro e Bologna 14 punti; Jesi 12; Udine 10; Treviso, Ferrara, Forlì e Ravenna 8; Verona, Imola, Piacenza e Mantova e 6; Bergamo 4; Orzinuovi 2; Roseto 0.

Dalla Regione oltre 1,7 milioni di euro per i nidi. Serviranno a contenere le rette

I servizi educativi per la fascia d’età sotto i tre anni sono 130 a Ravenna. L’assessore Gualmini: «Saranno i comuni a decidere come utilizzare questi soldi»

Giardino 2Dalla Regione arriveranno in provincia oltre 1,7 milioni di euro da dedicare ai servizi educativi nella fascia da 0 a 3 anni. Obiettivo: rette più contenute, liste d’attesa ridotte e maggiore qualità dei serivi negli asili. Dato che a Ravenna gli iscritti sono 2.906, si può dire che arriveranno 603,23 euro per bambino (questo il criterio considerato dalla Regione). Se invece dovessimo dividere i fondi per i 130 servizi educativi verrebbe una media di 13.484,52 euro per asilo. Saranno in ogni caso i singoli comuni, spiega la Regione, a decidere come suddividere queste risorse che nelle nove province ammontano ad oltre venti milioni di euro. I soldi sono provenienti dal Fondo nazionale relativo al sistema integrato di educazione e istruzione.

«Per la prima volta il governo colma una lacuna storica, investendo finalmente sui servizi per l’infanzia, in particolare i nidi-sottolinea la vicepresidente e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini-. Con questo finanziamento, di entità notevole, sarà possibile sostenere il sistema tariffario degli asili nido, contenendo le rette a carico delle famiglie, accendere nuove convenzioni con i gestori per poter liberare le liste di attesa e potenziare ulteriormente le attività di formazione e qualificazione degli operatori. I comuni-spiega la vicepresidente e conclude- decideranno a seconda delle loro esigenze specifiche. Una vera e propria rivoluzione a favore dei bambini e delle bambine della nostra regione»

A livello territoriale, le risorse saranno così suddivise: all’area metropolitana di Bologna sono assegnati 5.964.845 euro; Modena 3.186.498; Reggio Emilia 2.699.917; Parma 2.116.160; Piacenza 804.565; Ferrara 1.284.237; Ravenna 1.752.987; Forlì-Cesena 1.453.228; Rimini 1.045.601.

«Ristrutturate casa ma senza stravolgerla per non compromettere la struttura»

Consigli per un edificio a prova di scossa. Fino al 2021 detrazioni fiscali per chi si adegua ma meglio non andare al risparmio

Ristrutturare

Ma quali sono i fattori da tenere in considerazione se si vuole una casa a prova di terremoto? Innanzitutto che è in vigore, e lo sarà fino al 2021, il sisma bonus. Si tratta di detrazioni fiscali che a seconda dei lavori che si portano avanti possono arrivare all’80 percento. Il bonus è stato oggetto recentemente di un convegno dell’Ordine degli ingegneri piuttosto partecipato.
Per sapere la classificazione dell’abitazione l’ingegnere incaricato procede ad un rilievo strutturale e cerca di ricostruire una sorta di memoria storica dell’edificio.

L’intervento classico, spiega l’ingegner Andrea Polani, è quello che cerca di migliorare la tenuta delle mura con l’inserimento di tiranti all’interno delle stesse. Si tratta del «collegamento di piano» e permette alla casa di migliorare la resistenza ad un sisma. Polani dà poi un consiglio ai futuri compratori: «Capisco che il fascino della casa vecchia da ristrutturare è forte, ma il mio consiglio è di non stravolgere troppo un edificio già esistente perché si rischia di comprometterne la stabilità». Se avete il classico sogno della magione di campagna rivoluzionata con gusto moderno, insomma, meglio rivolgersi ad un tecnico. Un professionista che è sempre meglio contattare prima di acquistare casa per non rischiare brutte sorprese.

Il sisma bonus dovrebbe invogliare i proprietari ad interessarsi di questo tema, un po’ come accaduto con gli efficientamenti energetici. «Non c’è una grande richiesta di questi lavori dalle nostre parti – ammette Polani -, a parte un picco che era arrivato poco dopo il terremoto in Emilia. Anche allora, però, si trattava di rilievi molto superficiali. Diciamo che rimango perplesso quando mi si contesta il costo di questo intervento e poi si preferisce investire sulle piastrelle del bagno…».

Di certo un lavoro serio di questo tipo costa. Lo sottolinea Mattia Galli, da poco diventato presidente dell’Ordine ingegneri, che su questo tema si sta impegnando molto. Non solo il convegno sul sisma bonus ma anche un accordo che la rete delle professioni tecniche sta siglando con i notai. In sostanza – spiega Galli – «stiamo sensibilizzando gli iscritti sul tema delle tariffe professionali affinché il lavoro di classificazione sismica e non solo sia fatto a regola d’arte. Certo, le tariffe minime sono state abolite dal decreto Bersani ma rimane il nostro codice deontologico che impone di non svendere il lavoro». In particolare è previsto che nell’atto della compravendita sia allegata una relazione tecnica integrata firmata da un professionista senza la quale l’atto può essere annullato. L’atto dà la prova della conformità edilizia e catastale dell’edificio ed è «una tutela in più per chi va ad acquistare».

In tutta la provincia ci sono 50mila persone a rischio alluvione

Alfonsine il punto più delicato della provincia: in pericolo 4 residenti su dieci. Il punto su quanto fa il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale

Canale

Mille chilometri di canali: questo l’enorme eredità idraulica che si trova a gestire il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale che gestisce il Faentino e, soprattutto, l’area Lughese e della Bassa, uno dei più delicati dal punto di vista idraulico. Ad Alfonsine, ad esempio, sono ad alto rischio di alluvione 4.442 residenti che rappresentano il 37 percento della popolazione. Percentuali molto elevate anche a Cotignola (23 percento), mentre Conselice, Fusignano e Lugo sono attorno al 19 percento. Nella tabella a lato, ricavata dai dati Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e riportata dall’Istat, ci sono i numeri assoluti in cui si vede come nessun comune ravennate sfugga – chi più e chi meno – al rischio alluvione.

Il Consorzio della Romagna Occidentale si occupa della zona più problematica della provincia. A spiegare come funziona è Elvio Cangini, il direttore tecnico: «I canali consorziali arrivano a tre collettori: Fosso Vecchio per l’area tra il Lamone e il Senio, il Canal Vela per l’area tra Senio e Santerno e Zaniolo per l’area tra il Santerno e il Sillaro». A loro volta questi tre canali confluiscono tutti nel canale Destra Reno che sfocia a Casal Borsetti portando con sé tutte le acque di pianura. «Va precisato che il Consorzio scola l’acqua di pianura, per quella di montagna ci pensano i fiumi». Fiumi che sono di competenza della Regione.

Tabella

Il sistema è complesso e presenta due ordini di rischio. Il più pericoloso è quello che si presenta quando piove molto in collina e arrivano le piene dei fiumi: «Se un fiume esonda – spiega il direttore – i canali consorziali non possono sopperire. Questo è il pericolo peggiore, quello in cui le persone rischiano la vita». Il Consorzio non ha molta voce in capitolo su questo aspetto ma può fare molto invece per il pericolo che viene dalle forti piogge in pianura come quelle cadute la scorsa settimana: «Si tratta di un evento che si ripete ogni 25 anni. Sono caduti 100 millimetri di pioggia in tre ore, di fronte ad un caso del genere il fatto che ci siano dieci centimetri d’acqua in strada, senza toccare le case, lo ritengo un disagio accettabile. La rete ha risposto bene, ci sono stati piccoli allagamenti solo a Fusignano e Massa Lombarda».

Il fatto è che la rete dei canali è stata costruita un secolo fa con un territorio molto meno urbanizzato: «L’80 percento dell’acqua piovana andava in falda, oggi è il contrario. Purtroppo le persone non si rendono conto che la rete consorziale non riguarda solo la campagna ma anche la città. La pioggia in centro a Lugo fa 40 km e finisce nel Reno». Il riferimento è alle polemiche che tornano ciclicamente sull’utilità dei consorzi, di solito collegati al contributo che viene chiesto ai proprietari di immobili: «Con quei soldi possiamo svolgere solo la manutenzione ordinaria – spiega il direttore – mentre per le grandi opere dobbiamo aspettare i trasferimenti dallo Stato. Negli ultimi 17 anni, però, ne sono arrivati pochi mentre tra il 1996 e il 2000 abbiamo portato avanti opere per 15 milioni».

Tra i lavori più importanti ci sono le vasche di laminazione. Si tratta in sintesi di bacini nei quali finisce l’acqua e che sgravano dal lavoro i canali consorziali. Nel territorio ce ne sono tre: una ad Alfonsine, una a Massa Lombarda e una a Lugo. Da anni è in previsione una vasca a Bagnacavallo ma i fondi languono: «I soldi non ci sono, i progetti li abbiamo eccome».

Secondo Cangini chi abita in zone ad alto rischio alluvione dovrebbe prendere provvedimenti per evitare che l’acqua danneggi la propria abitazione: «Purtroppo questo era un territorio paludoso, i fiumi scorrono più in alto rispetto al suolo. Meglio prendere le dovute precauzioni soprattutto nel piano terra e in cantina». Il bilancio del Consorzio vale circa 10 milioni di euro, ci lavorano una settantina di persone più una trentina di avventizi stagionali. Sono loro gli angeli custodi dei canali consorziali che si occupano anche della distribuzione d’acqua irrigua. L’altro lato della medaglia, in estate.

«La piazza a Porto Fuori inaugurata un anno fa e non è ancora stata utilizzata»

A pochi mesi dalla fine dei lavori la zona appare trascurata . Il consigliere Nicola Tritto punta il dito contro le polemiche sul nome che avrebbero portato alla mancata organizzazione

Le erbacce che spuntano dal cemento e una certa idea di trascuratezza. Appare così la nuova piazza di Porto Fuori ad un anno dall’inaugurazione. Si tratta della piazza sulla quale molte polemiche sono nate rispetto al nome: c’è chi la voleva intitolata a Don Fuschini (una patizione ha raccolto oltre 500 firme) e chi – la giunta comunale – come piazza dell’Incontro. Negli ultimi mesi è emersa una proposta: chiamarla piazza dell’Incontro Francesco Fuschini.

Al di là delle questioni di toponomastica, la piazza non è ancora stata inaugurata e sembra lontana dall’essere il centro della vita del paese. Le foto che pubblichiamo le ha inviate Nicola Tritto, consigliere di Forza Italia nel Consiglio territoriale competente, secondo il quale la colpa  di tutto è della giunta. «L’immobilismo ha reso questo posto inutilizzabile e fatiscente, senza denominazione, arredi e arbusti in uno stato pietoso, contesto sporco e in stato di abbandono». Al di là delle colorature politiche, le foto dimostrano che – anche se fatiscente sembra una parola grossa – la piazza potrebbe essere tenuta meglio.  «E’ passato un anno da quando la piazza di Porto Fuori è stata ultimata, non c’è stato un collaudo, un’inaugurazione, non è fruibile dalle varie associazioni locali per eventi o manifestazioni – dice Tritto –  I cittadini devono essere rispettati, le volontà mai disattese»,

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