venerdì
22 Maggio 2026

Tre anni dopo, Legacoop fa il punto: solo 10% di chi ha avuto danni ha richiesto il rimborso

Dall’alluvione di maggio 2023, solo il 10 percento dei soggetti danneggiati ha presentato richiesta di rimborso sulla piattaforma Sfinge. Si parla di circa 8500 domande su 86 mila aventi diritto (70mila privati e 16mila aziende). Per quanto riguarda la cooperative, sono 22 le realtà colpite, con un danno totale di 45,7 milioni. In generale, le più colpite sono state le Cab, che hanno messo i propri terreni a disposizione per essere allagati a difesa dei centri abitati. Per loro, il danno stimato è di oltre 30 mila euro, e il rimborso ottenuto ad aprile 2026 è di circa 17 milioni.

A tre anni dalla catastrofe, Legacoop Romagna fa il punto sullo stato dei risarcimenti, l’andamento della ricostruzione e i rapporti con la struttura commissariale. «Lo scopo è di continuare a tenere alta l’attenzione su quei tragici eventi e ribadire il proprio ringraziamento a tutte le realtà che si sono fatte carico della solidarietà verso il territorio» spiega il presidente Paolo Lucchi.

Al punto sui fondi raccolti e sullo stato dei rimborsi si aggiunge una riflessione sulla nuova variante al Piano di assetto idrogeologico (Pai Po) del 18 dicembre 2025. Il provvedimento introduce vincoli restrittivi lungo i bacini dei fiumi romagnoli, e individua aree destinate a tracimazioni controllate, con conseguenti impatti sulle coltivazioni. «Uno strumento necessario e atteso – commenta la presidente della Provincia, Valentina Palli -. Ma su cui è necessario ragionare. Come sindache e sindaci, sulla carta non siamo contrari e non lasciamo spazio a campanilismi comunali, ma ci affidiamo ai pareri tecnici per proteggere la provincia». Sul tema delle casse di espansione, «la necessità è imminente. Il tempo giusto per metterle in campo era ieri». Il piano prevede 97 casse, ma mancano all’appello 6 miliardi di euro per realizzarle. «Sappiamo che il Pai è uno strumento strategico e valuta le disponibilità economiche – continua Palli -. Servono però pragmatismo e priorità, per individuare e comunicare ai cittadini quali sono le aree oggetto di esproprio e delocalizzazione. Manca un disegno chiaro della collina e, infine, una riflessione sulla tracimazione controllata che va intesa solo come extrema ratio, e non come risoluzione del problema senza investire in altrii contesti. In quanto amministratori del territorio non siamo stati coinvolti stesura dei piani: abbiamo aperto immediatamente un dialogo perché vogliamo mettere a disposizione la nostra conoscenza del territorio per la definizione di misure eque e congrue».

In generale, l’attuale struttura commissariale viene considerata più efficace rispetto alla precedente. L’ordinanza 55 del 5 gennaio 2026, specifica per le imprese del settore agricolo, introduce semplificazioni e nuove modalità su perizie e rendicontazione per i lavori, oltre alla possibilità di inoltrare richiesta per i danni legati agli eventi alluvionali del 2024. Nonostante questo, però persistono alcune criticità riguardo a Sfinge. Dal 5 gennaio, l’aggiornamento della piattaforma è stato concretizzato solo lo scorso 10 aprile e, per le procedure già in atto nel vecchio modello c’è ancora incertezza sulle modalità di conversione. Anche se le richieste sono passate dall’1 al 10 percento poi, il dato rimane basso.

«La struttura commissariale attuale – dichiara il coordinatore dell’area di Ravenna di Legacoop Romagna, Mirco Bagnari – sta funzionando molto meglio di quella precedente guidata dal Generale Figliuolo. Con il cambio di passo della nuova struttura i tempi sembrano finalmente più consoni, ma per troppo tempo, poco o nulla è successo. A oggi siamo poco oltre metà del percorso; ci stiamo lavorando quotidianamente, ma la strada è ancora lunga». L’ultimo censimento parla di 5792 interventi attivi, per un totale di 2,48 miliardi di euro. 

«La provincia di Ravenna ha deciso di gestire internamente i lavori, con una ricostruzione pubblica in tre fasi – spiega Palli -. La prima riguarda le rimodulazioni saldo zero, ovvero la possibilità di rimodulare eventuali eccedenze di fondi da un cantiere su altri Cup. La fase 2 interessa invece i 97 milioni che sono stati stanziati per i danni del 2024, a cui si aggiungono le risorse provenienti dal decreto legge 65 2025 e 400 milioni che vengono dalla legge di bilancio 2026. Nella fase 3, si utilizzeranno in ultima istanza le economie di rendicontazione. Riteniamo infatti che le prime due fasi potranno produrre delle economie che verranno poi utilizzate nell’ultima fase». I 31 milioni destinati a Ravenna sono stati interamente gestiti attraverso tecnici provinciali. «Una scelta “folle” ma vincente da parte dell’allora presidente della provincia De Pascale – prosegue Palli -. oggi, sappiamo che quei 31 milioni saranno interamente messi a terra entro la fine del 2026, ad eccezione di quelli necessari per Borgo Rivola, per cui siamo in attesa di ulteriori finanziamenti».

Oltre ai fondi e al lavoro della strutture commissariale, si è messa al centro l’ondata di solidarietà che ha interessato tutto il movimento cooperativo, con raccolte fondi che nel complesso hanno mobilitato risorse per sei milioni e diecimila euro. Tra i principali interventi in Romagna si annoverano il sostegno di Conad per 1,5 milioni di euro destinato ai comuni di Faenza, Lugo, Cervia, Cesena e Forlì, e il contributo di Ancc-Coop Italia, che ha stanziato oltre un milione di euro per le Cooperative Agricole Braccianti.
Grazie ai contributi provenienti da numerose realtà e campagne di raccolta fondi, sono stati inoltre erogati 570mila euro a favore di 209 tra soci e dipendenti che hanno subito 4,6 milioni di danni nelle proprie abitazioni.

«Tre anni dopo la terribile catastrofe che ha colpito la nostra Regione – spiega il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi – vogliamo continuare a onorare l’impegno che ci siamo assunti e tenere il faro costantemente acceso su quanto accaduto e su quanto resta ancora da fare. Lo dobbiamo alle nostre cooperative, ai cittadini e ai tantissimi donatori che non smetteremo mai di ringraziare per la loro generosità, e ci fissiamo già l’appuntamento per il prossimo anno».

Durante la presentazione sono intervenuti anche Lino Bacchilega, direttore della C.a.b. Ter.Ra, Stefania Ceretti vice presidente Camst Group, e Antonio Campri di Deco Industrie, che hanno ricordato le difficoltà, l’impegno e il calore della solidarietà e dell’unione dei giorni dell’alluvione. Dal ricordo di «chi burdel de paciug» alla scelta di mettere a disposizione le proprie terre dopo aver visto «case vomitare acqua e fango».

«Molto è stato fatto e molto ancora è da fare – conclude Palli -. Il rischio zero non esiste, perché siamo una terra alluvionale, strappata alle acque dalla bonifica. Mi preme ricordare che ricorre quest’anno il bicentenario della nascita di Alfredo Baccarini, nato e morto a Russi, al quale si deve la legge del 1882 che iniziò l’immenso sforzo di bonifica del nostro territorio. Abbiamo nel nostro tessuto genetico la tenacia degli operai agricoli, gli scariolanti, che trasportarono le terre nelle zone paludose per trasformarle in terreni agricoli e ricchezza per le nostre comunità. Per ridisegnare gli equilibri del nostro territorio dobbiamo essere in grado di lavorare con lo stesso coraggio, con pari lungimiranza, con la medesima abnegazione».

Ortazzo – Ortazzino: accordo operativo tra Parco del Delta del Po e Comune di Ravenna per la gestione

Tra il Parco del Delta del Po e il Comune di Ravenna, sarà siglato un accordo operativo della durata di dieci anni per la gestione condivisa del sito Ortazzo – Ortazzino, l’area di oltre 400 ettari situata a valle della Pineta di Classe e delle confluenze tra Bevano, Bevanella, Acquara e Fosso Ghiaia. L’obiettivo principale del testo approvato dalla giunta comunale è conservare gli equilibri naturali, mantenendo l’acqua dove serve, sia dolce sia salmastra, e favorendo ambienti come prati umidi, paludi e zone allagate, fondamentali per molte specie.

Il complesso Ortazzo – Ortazzino è stato acquisito dal Parco del Delta del Po nell’aprile 2025 per mezzo milione di euro, con la partecipazione economica della Regione Emilia–Romagna e del Comune di Ravenna. La parte settentrionale dell’Ortazzino è classificata come zona A di tutela integrale e l’area risulta inoltre individuata come Zona speciale di conservazione (Zsc) e Zona di protezione speciale (Zps).

Nel quadro dell’accordo, le cui modalità attuative saranno definite annualmente, l’Ente Parco assume il coordinamento della realizzazione degli interventi e delle attività di manutenzione straordinaria, nonché delle azioni di gestione, conservazione e valorizzazione del sito, oltre alla manutenzione ordinaria. Il Comune sarà invece responsabile delle attività di conservazione, finalizzate alla valorizzazione del sito, e della vigilanza, attraverso la Polizia Locale. L’Ente Parco si impegna poi a ricercare, in sinergia con il Comune di Ravenna, fondi per realizzare interventi e si impegna inoltre a regolamentare le attività all’interno del sito, gestire le acque e monitorare le caratteristiche ambientali del sito, in stretto coordinamento con il Comune. Sono previsti interventi di ripristino ambientale, come la ricostruzione di aree umide e il miglioramento della circolazione dell’acqua, anche per evitare problemi legati al ristagno idrico. Si punta inoltre a creare condizioni favorevoli per la nidificazione degli uccelli acquatici e per la presenza di piante tipiche di questi habitat. Sono inclusi anche interventi come lo sfalcio periodico della vegetazione e il controllo dei livelli d’acqua, insieme ad attività di monitoraggio continuo per verificare lo stato di salute dell’ecosistema e il rapporto tra natura e attività umane.

«Considerata la mission del Parco del Delta del Po – dichiara l’assessora alle Aree naturali Barbara Monti – e tenuto conto che tale impostazione è condivisa dal Comune di Ravenna, promotore di un interesse pubblico volto alla creazione di un sistema integrato di fruizione del patrimonio ambientale, si è ritenuto necessario e naturale formalizzare una collaborazione istituzionale finalizzata alla gestione, conservazione e valorizzazione del sito». Mentre la presidente dell’Ente Parco Aida Morelli aggiunge: «Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione dell’accordo operativo per la gestione condivisa di Ortazzo – Ortazzino. Si tratta di un passo importante che rafforza la collaborazione tra enti e valorizza uno degli ambiti naturalistici più preziosi del nostro territorio. Confermiamo il nostro impegno per una gestione attenta, sostenibile e partecipata, capace di tutelare la biodiversità».

Gatto ucciso da tre pitbull incustoditi, sanzione da 300 euro per il proprietario

Un gatto è stato ucciso da tre pitbull incustoditi e il proprietario dei cani è stato sanzionato per una cifra complessiva di 300 euro da parte della polizia locale di Ravenna. È successo nella mattinata del 27 aprile nella frazione di Sant’Alberto.

I vigili urbani sono intervenuti a seguito di segnalazioni riguardanti i tre cani (un maschio e due femmine). Gli agenti, giunti sul posto, hanno individuato gli animali in un’abitazione priva di recinzione. Dalle indagini svolte è emerso che il detentore dei cani era un cittadino italiano, residente a Imola, proprietario dell’immobile ma irreperibile sul posto.

Con l’ausilio del servizio di recupero animali, i tre cani sono stati prelevati e collocati nel canile comunale. Al proprietario sono state contestate le violazioni previste dal regolamento comunale per la tutela ed il benessere animale, per omessa custodia e danni arrecati a terzi.

Domino di locali: chiude Fred, Il Buon Gusto prende il posto e lascia spazio a Mina Bistrot 148

Novità per quanto riguarda il panorama gastronomico ravennate. Ufficiale, dopo sei anni di attività, la chiusura di Fred, il piccolo locale enogastronomico situato in Circonvallazione alla Rotonda dei Goti: «Tra le varie cose che possiamo dire con certezza – scrivono sulla pagina Facebook i proprietari – è che facciamo molta fatica con gli addii e per questo non vi abbiamo detto niente neanche sabato sera quando con un misto di dispiacere e felicità abbiamo concluso l’ultimo servizio lavorando come abbiamo sempre fatto. Per noi sono stati anni intensissimi nei quali abbiamo cercato di offrirvi ogni giorno il meglio di noi. Nei quali sono nate amicizie con persone che ci hanno rubato il cuore. Ci siamo divertiti e insieme abbiamo percorso i sentieri del gusto con curiosità».

Fred sarà sostituito da Il Buon Gusto, la trattoria romana ospitata fino al 26 aprile scorso dagli spazi intimi di via Cesarea 148. Il ristorante era nato per iniziativa di Pompeo Piscopiello, conosciuto da tutti come Franco, venuto a mancare alla vigilia di Natale del 2023. In seguito alla sua scomparsa, la gestione era stata presa in carico dalle sorelle Nella e Maria Teresa: la prima si era trasferita da Roma a Ravenna per occuparsi direttamente dell’attività, affiancata dalla storica cuoca Virginia, con l’obiettivo di proseguire nel solco tracciato dal fondatore. Il nome è stato venduto ad un’altra proprietà, la quale ha deciso di spostare quindi il ristorante da tutt’altra parte della città (zona Rocca Brancaleone), in uno spazio lievemente più piccolo del precedente.

Per chiudere l’intreccio dei locali ravennati, il già citato spazio di via Cesarea è stato venduto a Federico Gualtieri, storico chef del Coco Loco, oltre che socio dello stabilimento balneare di Marina di Ravenna. Cambierà quindi la proposta gastronomica: nella ventina di coperti del neonato Mina Bistrot 148, Gualtieri proporrà la “sua” cucina, composta da carne e pesce, con una particolare attenzione verso la carta dei vini. Lo chef, che terminerà la stagione estiva nelle cucine dello stabilimento di Marina, sarà accompagnato in questa nuova avventura dalla moglie Sonia Nardini e due dipendenti.

Tenta il furto di una bici e aggredisce l’agente che chiedeva spiegazioni: denunciato quarantenne

Momenti di tensione nel centro di Faenza, dove un uomo di 40 anni è stato denunciato dopo aver tentato di rubare una bicicletta e aver aggredito un agente della Polizia Locale.

L’episodio è avvenuto in via Pistocchi, durante un’attività di educazione stradale che coinvolgeva alcuni alunni di una scuola primaria. Un sovrintendente della Polizia Locale, impegnato con i bambini, ha notato il quarantenne mentre armeggiava con alcune biciclette parcheggiate nelle rastrelliere. Alla richiesta di spiegazioni, l’uomo ha reagito con ostilità, arrivando a spintonare l’agente e facendolo cadere a terra.

Immediato l’intervento dei rinforzi dal comando di via Baliatico e di una pattuglia dei carabinieri. Il sospetto è stato rintracciato poco dopo in corso Saffi e, anche durante le fasi di identificazione, l’uomo ha mantenuto un comportamento non collaborativo. Per il 40enne è stato poi necessario il trasferimento in ospedale per accertamenti legati ad alcune patologie pregresse da lui stesso segnalate, luogo in cui la situazione si è ulteriormente complicata. All’interno del presidio ospedaliero, l’uomo avrebbe dato in escandescenze, tentando di danneggiare alcune apparecchiature mediche e rivolgendo minacce al personale sanitario.

Una volta concluse le procedure e dopo le dimissioni, l’uomo è stato denunciato per violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni personali, tentato furto e danneggiamento. L’agente coinvolto nell’intervento iniziale ha riportato ferite giudicate guaribili in sette giorni.

La figurina di Baggio sui panetti di hashish, l’arrestato lavorava nell’azienda di famiglia

I circa 16 chilogrammi di droga sequestrati dalla polizia di Stato di Ravenna stamani, 29 aprile, avrebbero fruttato più di centomila euro sul mercato del traffico di stupefacenti. La partita di hashish è stata trovata dalla squadra mobile in una abitazione di Cotignola, ma non era nascosta in modo accurato. Un 29enne italiano incensurato è stato arrestato: il giovane viveva con i genitori (che al momento non risultano tra le persone coinvolte) e lavorava nell’attività di famiglia, un supermercato nel Faentino.

L’hashish era suddiviso in panetti da un etto ognuno confezionati con immagini diverse sull’involucro. Curiosità di colore: un discreto quantitativo era stato sigillato con una figurina del celebre ex calciatore Roberto Baggio, ritratto ai tempi dei Mondiali di calcio del 1994. Per le bustine contenenti resina di hashish, invece, era stato scelto il logo dello snack Twix (la resina è un estratto della pianta con una concentrazione di principio attivo molto più elevata). La scelta delle immagini non ha una ragione specifica, secondo quanto si è potuto apprendere finora, ma deriva probabilmente da scelte di chi ha confezionato la sostanza e potrebbe quindi essere l’indizio di diversi canali di approvvigionamento.

Come già riportato nell’articolo precedente, altri tre giovani italiani incensurati sono coinvolti nell’attività condotta dalla squadra mobile: denunciati per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio un 25enne residente nel lughese (aveva 35 grammi di hashish) e un 22enne ravennate (32 grammi di hashish), arrestato un 22enne studente del Cesenate che nascondeva in casa 130 grammi di marijuana, due etti di hashish e alcune dosi di cocaina.

I quattro indagati non erano produttori di droga, non si occupavano del confezionamento e non trattavano lo spaccio al dettaglio. L’ipotesi investigativa, quindi, è che fossero un anello nella catena del traffico di droga. La macchina per il sottovuoto, un utensile utilizzato comunemente in cucina, serviva probabilmente per questioni logistiche di stoccaggio delle sostanze.

Il sequestro di oggi è solo un tassello di una più ampia indagine antidroga che la polizia sta sviluppando da alcuni mesi con la squadra mobile guidata da Paolo Verdecchia. La differenza rispetto ad altre operazioni del genere è il coinvolgimento di italiani incensurati.

Maxi sequestro di droga: arrestato un 29enne incensurato con oltre 16 chili di hashish

Un 29enne, italiano e incensurato, è stato arrestato dalla polizia perché trovato in possesso (nella sua abitazione nelle campagne lughesi) di oltre 16 chilogrammi di hashish, suddivisi in panetti da cento grammi ciascuno, e di circa 250 grammi di infiorescenze di marijuana.

Nello stesso contesto sono stati indagati per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio un 25enne, italiano, residente nel Lughese (35 grammi di hashish) e un 22enne, ravennate (32 grammi di hashish), entrambi incensurati.

L’operazione della Squadra Mobile si è svolta nel corso della mattinata di ieri (28 aprile). Con il coinvolgimento della Mobile di Forlì-Cesena, è stato poi arrestato un altro 22enne, studente, residente nel Cesenate, che aveva nascosto in casa 130 grammi di marijuana, due etti di hashish e alcune dosi di cocaina. Nei suoi confronti sono stati anche sequestrati 1.500 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Maggiori informazioni in questo articolo.

La festa dei sindacati per il Primo Maggio: gli appuntamenti in provincia

Il Primo Maggio sarà un giorno di festa e di impegno che Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di accompagnare con il messaggio “Contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”.

Ai giardini pubblici di Ravenna, in viale Santi Baldini, la festa provinciale dei sindacati si aprirà alla mattina con la distribuzione del garofano e il mercatino dell’usato. Alle 12 si esibirà Jag Jaguar Dj, alle 14 Dig e alle 15 il Cisim lab. Alle 15,30 sono previsti i saluti del sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, e gli interventi sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Alle 16,30 si esibiranno sul palco EmiT ArT e alle 18 El Trio. Nell’area dei giardini sarà presente il festival del cibo di strada Truck’n’food (dal 30 aprile al 3 maggio).

Faenza, in piazza del Popolo, si festeggia a partire dalle 9, con la distribuzione di dolci, bevande e il garofano rosso. Alle 10, vi saranno i saluti dell’amministrazione comunale e gli interventi sindacali di Cgi, Cisl e Uil. Animazione musicale di Fra e Leo Chiari.

Lugo, in Largo della Repubblica, ci sarà nella mattinata la distribuzione del garofano.

Cervia, di fronte alla fontana L’Angelica in via Ospedale, vi sarà dalle 9 alle 12 la distribuzione del garofano.

Redditi bassi, beni di lusso: arrestato per spaccio, gli sequestrano un agriturismo e una Porsche

I finanzieri della compagnia di Faenza, con il supporto dei carabinieri, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Tribunale di Ravenna, ai danni di un faentino indagato per reati in materia di traffico di sostanze stupefacenti.

Le indagini hanno preso spunto proprio da un’operazione antidroga dei carabinieri, che avevano arrestato l’uomo nell’aprile del 2025, rinvenendo e subito sequestrando circa 20.000 euro in contanti. Successivamente, gli inquirenti erano riusciti a documentare dettagliatamente numerosi episodi di cessione di droga, facendo scattare anche la custodia cautelare in carcere dello spacciatore.

Nel frattempo, la Guardia di finanza di Faenza ha indagato sull’origine dei soldi attraverso i quali lo spacciatore era riuscito ad acquisire un rilevante complesso immobiliare – composto anche da un fabbricato adibito ad uso agriturismo – con relativi terreni agricoli e piscina: tutto ciò, mediante l’accensione di finanziamenti bancari apparentemente non sostenibili se paragonati agli esigui redditi dichiarati ai fini delle imposte. E infatti, acquisita la copiosa documentazione dei contratti di mutuo e degli atti negoziali, la successiva analisi dei flussi finanziari ha consentito di rilevare un’ingente disponibilità di denaro contante, nonché cospicue movimentazioni sui conti correnti, grazie alle quali lo stesso riusciva a pagare regolarmente le rate dei mutui. Non solo: sempre attraverso del contante non giustificato, l’uomo aveva acquisito, mediante l’interposizione di un altro familiare, anche una Porsche Carrera S, sottoposta poi a sequestro.

In ragione di tali evidenze, l’Autorità Giudiziaria ha ravvisato la sussistenza di una sproporzione tale, tra patrimonio detenuto e capacità reddituale dichiarata, da determinarne il sequestro per un valore di circa 300.000 euro. Le informazioni acquisite con gli accertamenti bancari, inoltre, sono state valorizzate anche sul versante fiscale, pervenendo alla constatazione anche delle basi imponibili non dichiarate al Fisco nell’esercizio dell’attività di agriturismo.

Cordoglio a Punta Marina per la morte di Antonio Leo, investito a Bertinoro durante un’escursione in bici

Cordoglio a Punta Marina per la morte di Antonio Leo, 76 anni, morto in seguito alle gravi ferite riportate in un incidente stradale avvenuto nella mattinata di sabato 25 aprile a Bertinoro. L’uomo, in sella alla sua bicicletta – secondo alcune ricostruzioni elettrica – stava percorrendo via Allende per immettersi su via Colombarone quando, intorno alle 9.30, è sopraggiunta un’Opel Astra guidata da un trentenne. L’automobilista non è riuscito a evitare l’impatto: il ciclista è stato violentemente sbalzato a diversi metri di distanza.

Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono giunte un’ambulanza e l’elimedica, allertate dalla centrale operativa del 118. Le condizioni dell’uomo sono apparse fin da subito gravissime a causa dei traumi riportati, in particolare al capo. Trasportato d’urgenza all’ospedale Bufalini di Cesena, Antonio Leo è deceduto durante il tragitto.

Come scrivono i quotidiani in edicola oggi (29 aprile) Antonio Leo era molto conosciuto a Punta Marina, dove aveva lavorato a lungo come meccanico presso la Compagnia Portuale. In pensione, lascia la moglie e una figlia. Era una presenza familiare nella località balneare, frequentatore abituale del Bar Centrale e cliente storico del Bagno Ventaglio. Appassionato di pesca, amava il mare e spesso accompagnava turisti in barca, insegnando loro a pescare. Coltivava anche interessi per la montagna, i funghi e la bicicletta, oltre ad aver svolto attività di volontariato, tra cui la partecipazione all’organizzazione della Maratona di Ravenna insieme alla Pro Loco.

Minaccia i passanti lungo viale delle Nazioni, danneggia un’auto in sosta e poi aggredisce i carabinieri

Notte movimentata a Marina di Ravenna, dove un uomo in evidente stato di alterazione ha creato momenti di tensione lungo Viale delle Nazioni, minacciando i passanti e danneggiando un’auto in sosta. L’episodio è avvenuto lunedì sera ed è stato segnalato al numero di emergenza 112 da alcuni cittadini preoccupati.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Ravenna, impegnati in un servizio perlustrativo. All’arrivo dei militari, l’uomo ha reagito con violenza, tentando di colpirli con calci e pugni nel tentativo di sottrarsi al controllo. Nonostante la resistenza opposta, i carabinieri sono riusciti a bloccarlo e immobilizzarlo, riportando la situazione alla calma. L’uomo è stato quindi portato negli uffici del comando provinciale, dove è stato dichiarato in stato di arresto con le accuse di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, oltre che di danneggiamento. Dopo aver trascorso la notte nelle camere di sicurezza, nel pomeriggio è stato accompagnato in tribunale per l’udienza direttissima. Il giudice ha convalidato l’arresto, disponendo poi nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

I dipendenti del Comune di Ravenna chiedono più giornate di smart working: la protesta in consiglio comunale

Una protesta composta ma determinata quella andata in scena oggi, 28 aprile, tra i lavoratori del Comune di Ravenna, che tornano a chiedere con forza un’estensione del lavoro agile. La mobilitazione, promossa dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria insieme alle sigle Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, mette al centro una rivendicazione netta: lo smart working deve essere considerato una modalità ordinaria di lavoro, non una concessione straordinaria.

Il messaggio è chiaro e viene ribadito con forza anche nel comunicato diffuso in giornata: «il lavoro agile non può essere assimilato a ferie o a una forma di assenza, ma rappresenta invece uno strumento organizzativo moderno, già ampiamente adottato in altri contesti».

Per dare visibilità alla protesta, i lavoratori hanno messo in campo due iniziative simboliche ma incisive. Da una parte un’azione di mail bombing indirizzata alla giunta e al direttore generale, dall’altra un presidio silenzioso durante il consiglio comunale, con i partecipanti vestiti di bianco per richiamare l’attenzione della politica cittadina.

Nel testo inviato all’amministrazione emerge anche il riferimento al contesto economico attuale, segnato dall’aumento del costo della vita e in particolare dei carburanti. Proprio per questo, secondo i lavoratori, continuare a procedere con gradualità nell’introduzione dello smart working rischia di essere una scelta miope. Il lavoro agile, sottolineano, consente di ridurre l’impatto ambientale, alleggerire il traffico urbano e migliorare concretamente la qualità della vita.

La richiesta è quella di un cambio di passo deciso: più giornate mensili di lavoro da remoto (passando da 4 a 8 al mese, ossia due a settimana), un ampliamento della platea dei dipendenti coinvolti e una revisione delle mansioni considerate compatibili con questa modalità. In altre parole, un’evoluzione strutturale dell’organizzazione del lavoro.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi