mercoledì
29 Aprile 2026
finanza

Redditi bassi, beni di lusso: arrestato per spaccio, gli sequestrano un agriturismo e una Porsche

L'uomo era finito nei guai un anno fa per droga. Poi sono scattate le indagini sulle origini dei suoi soldi, con cui era diventato imprenditore

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I finanzieri della compagnia di Faenza, con il supporto dei carabinieri, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Tribunale di Ravenna, ai danni di un faentino indagato per reati in materia di traffico di sostanze stupefacenti.

Le indagini hanno preso spunto proprio da un’operazione antidroga dei carabinieri, che avevano arrestato l’uomo nell’aprile del 2025, rinvenendo e subito sequestrando circa 20.000 euro in contanti. Successivamente, gli inquirenti erano riusciti a documentare dettagliatamente numerosi episodi di cessione di droga, facendo scattare anche la custodia cautelare in carcere dello spacciatore.

Nel frattempo, la Guardia di finanza di Faenza ha indagato sull’origine dei soldi attraverso i quali lo spacciatore era riuscito ad acquisire un rilevante complesso immobiliare – composto anche da un fabbricato adibito ad uso agriturismo – con relativi terreni agricoli e piscina: tutto ciò, mediante l’accensione di finanziamenti bancari apparentemente non sostenibili se paragonati agli esigui redditi dichiarati ai fini delle imposte. E infatti, acquisita la copiosa documentazione dei contratti di mutuo e degli atti negoziali, la successiva analisi dei flussi finanziari ha consentito di rilevare un’ingente disponibilità di denaro contante, nonché cospicue movimentazioni sui conti correnti, grazie alle quali lo stesso riusciva a pagare regolarmente le rate dei mutui. Non solo: sempre attraverso del contante non giustificato, l’uomo aveva acquisito, mediante l’interposizione di un altro familiare, anche una Porsche Carrera S, sottoposta poi a sequestro.

In ragione di tali evidenze, l’Autorità Giudiziaria ha ravvisato la sussistenza di una sproporzione tale, tra patrimonio detenuto e capacità reddituale dichiarata, da determinarne il sequestro per un valore di circa 300.000 euro. Le informazioni acquisite con gli accertamenti bancari, inoltre, sono state valorizzate anche sul versante fiscale, pervenendo alla constatazione anche delle basi imponibili non dichiarate al Fisco nell’esercizio dell’attività di agriturismo.

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