Dalla sua apertura un solo incidente. Anas ha intimato di riprendere i lavori entro maggio
La nuova rotonda tra Adriatica e Ravegnana, alle porte di Ravenna, è stata completata solo all’80 percento. La conclusione dei lavori era stata inizialmente prevista da Anas alla fine dello scorso mese di ottobre. La stessa Anas – si tratta come noto di un’opera su una strada di competenza statale – ha formalmente contestato i ritardi all’impresa esecutrice – che verserebbe in una situazione di difficoltà – intimandole di ricominciare i lavori entro il mese di maggio.
I dettagli sono stati forniti dall’assessore alla Mobilità del Comune, Roberto Fagnani, che in consiglio comunale ha risposto all’interrogazione di Samantha Gardin della Lega Nord, che a sua volta ha sottolineato come si debba nuovamente intervenire sugli avvallamenti creatisi a causa del passaggio dei mezzi pesanti.
Fagnani ha sottolineato come la rotonda stia comunque svolgendo a dovere i propri compiti e come gli incidenti – rispetto al tanto discusso incrocio killer che ha sostituito – siano drasticamente calati: all’Amministrazione risulta infatti se ne sia verificato solo uno, in gennaio, dopo l’apertura della rotonda dello scorso settembre.
La rotonda è stata realizzata grazie a un investimento di oltre un milione di euro da parte di Anas (con l’appalto assegnato con un ribasso d’asta del 31 percento) con il Comune che si è invece impegnato a erogare complessivamente circa 55mila euro, di cui 25mila per gli espropri che sono stati necessari per la realizzazione dell’opera, gli altri saranno versati ad Anas per lo smantellamento e il futuro riposizionamento del semaforo.



L’ultimo incontro tra sindacati e direzione dell’Acmar, cooperativa edile alle prese con una procedura di concordato, andato in scena il 5 maggio si è concluso con la sottoscrizione di un verbale di mancato accordo con l’impegno della coop a procedere alle comunicazioni di licenziamento con decorrenza del preavviso non anteriore al 18 maggio. Quel giorno per molti lavoratori sarà l’ultimo di lavoro.


Dopo l’etilometro capace di rilevare la presenza di alcol nel sangue, ora arriva il drogometro capace di individuare tracce di cinque diversi tipi di stupefacenti: si tratta del nuovo strumento in dotazione alla polizia stradale di Ravenna per migliorare i controlli agli automobilisti. E nella prima notte di servizio ha già portato a casa i primi risultati con due patenti saltate a Cervia.

Si sono accorti del posto di blocco che ancora mancavano una 50ina di metri e hanno accostato a bordo strada, convinti che giocandosela bene avrebbero evitato il controllo e invece gli agenti di polizia appostati, con la collaborazione di uomini in borghese, hanno intimato l’alt e raggiunto la Fiat Multipla con tre persone a bordo: è bastato un controllo e si sono accorti che a terra in strada stava un panetto da mezzo chilo di eroina, segnalato ai poliziotti anche da un automobilista di passaggio in quel momento. L’operazione andata in scena a San Pancrazio di Russi nel pomeriggio di venerdì 12 maggio ha portato all’arresto di due tunisini che vivono in zona e non hanno un lavoro. Addosso avevano anche 2.200 euro in contanti, ritenuti il provento dello spaccio. La vettura è di proprietà di un italiano, noto come assuntore, che era al volante ed è stato ritenuto estraneo alla vicenda, come lui stesso aveva affermato sin dal principio. Pare infatti che stesse dando un passaggio ai due.