sabato
11 Aprile 2026

“Trofeo delle Province”, le baby ravennati salgono sul gradino più alto del podio

Pallavolo giovanile / La squadra guidata da Manù Benelli sorprende le avversarie nella competizione disputata a Cesenatico e batte in finale Bologna. Tre premi individuali, tra cui alla mvp Missiroli. Solo settimini i maschi, bel secondo posto nel beach volley

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Le ragazze ravennati guidate da Manuela Benelli si sono classificate al primo posto

Le baby ravennati della pallavolo salgono sul gradino più alto del podio delle “Kinderiadi – Trofeo delle Province” che si sono disputate nel fine settimana a Cesenatico. La squadra guidata da Manuela Benelli ha infatti sbaragliato il campo centrando sei vittorie in altrettante partite, ultima delle quali la finale con Bologna, nel corso delle quali ha perso un solo set. Meno bene è andato il team maschile, giunto solo settimo, mentre un altro sorriso è giunto dal beach volley maschile, con una brillante seconda posizione.

La manifestazione – indirizzata ad atlete Under 14 nel femminile, atleti Under 15 nel maschile e atleti/e Under 17 nel beach volley – ha visto impegnati per due giorni oltre 330 ragazzi, 120 tecnici e dirigenti di comitato e oltre 60 arbitri e in questa edizione ha registrato anche alcune sorprese, con risultati che hanno consentito qualche ricambio ai vertici della classifica del Trofeo. In campo femminile la selezione di Ravenna guidata da Manù Benelli ha centrato la vittoria superando senza difficoltà in finale la squadra di Bologna per 2-0, mentre in precedenza aveva battuto in due frazioni in semifinale Modena e nei gironi ancora le bolognesi, Rimini (unico set perso), Forlì/Cesena e Reggio Emilia. Questa la classifica finale: 1. Ravenna, 2. Bologna, 3. Modena, 4. Piacenza, 5. Rimini, 6. Parma, 7. Forlì/Cesena, 8. Reggio Emilia, 9. Ferrara.
Questo l’elenco delle giocatrici: Valentina Vecchi della Fulgur Bagnacavallo, Virginia Gadoni dell’Involley Lugo, Licia Peluso, Caterina Turroni, Greta Corrado, Matilde Peroni ed Elena Missiroli del Master Olimpia Garavini, Beatrice Gardini, Anna Melody Gbola, Elena Maria Ballardini, Giorgia Candolfini, Alessia Masotti, Sofia Greggi e Vittoria Balducci della Teodora Casadio.

In campo maschile delude la selezione ravennate, che colleziona ben quattro sconfitte nei due gironi preliminari (2-0 da Ferrara e Modena, 2-1 da Bologna e Parma), per poi riscattarsi in parte nel triangolare finale per il settimo posto, dove ha sconfitto 2-1 Forlì/Cesena e 2-0 Piacenza. Il Modena campione uscente ha dovuto penare molto prima di piegare Reggio Emilia, un’altra sorpresa di questo torneo, per 2-1 con set molto tirati. Questa la classifica finale: 1. Modena, 2. Reggio Emilia, 3. Bologna, 4. Rimini, 5. Parma, 6. Ferrara, 7. Ravenna, 8. Forlì/Cesena, 9. Piacenza.
Questo l’elenco dei giocatori convocati dal selezionatore Paolo Pelloni: palleggiatori Lorenzo Ricci Maccarini (Involley Lugo), Matteo Camerani (Porto Robur Costa) e Michele Gardini (Porto Robur Costa); gli schiacciatori Alessandro Ghini (Porto Robur Costa), Matteo Baroni (Porto Robur Costa) e Luca Poletti (Porto Robur Costa); centrali Alessandro Fenati (Involley Lugo), Luca Vincenzi (Porto Robur Costa) e Lorenzo Filippi (Porto Robur Costa); liberi Luca Passanti (Involley Lugo) e Giacomo Ravaioli (Spem Faenza).

Nel Beach volley, in campo maschile ha vinto la selezione di Bologna che ha superato 2-1 la squadra di Ravenna, mentre in campo femminile è stata la selezione di Rimini a vincere la sfida con Piacenza per 2-1 (quinta la formazione ravennate). Per quanto riguarda i premi individuali, ben tre sono stati assegnati alle giocatrici ravennati: sia tratta di Elena Missiroli, migliore giocatrice della manifestazione, Beatrice Gardini, migliore attaccante, e Giorgia Candolfini, migliore palleggiatrice.

Colpo grosso Ravenna: espugna Reggio Emilia e sale in vetta alla classifica

Pallanuoto Serie C / Sul difficile campo della Reggiana i giovani giallorossi centrano una fondamentale vittoria esterna, sorpassando la ex capolista WP Verona, fermata sul pareggio dal Vicenza

Reggio Emilia- Ravenna 4-5
(1-1, 1-0, 0-1, 2-3)
REGGIANA NUOTO: Ciano, Marzadori (1), Ferrara (1 gol), Magnani, Zunda, Roldan, Curti (1), Merli, Morini, Delmonte (1), Franceschetti, Collarini, Angoli. All.: Delmonte.
RAVENNA PALLANUOTO: Federici, Longo, Mazzotti, Scozzarella (1), Catalano, Maestri (1), Allegri (1), Bagnari (2), Ciccone, Tirelli, Polezzo, Miglio, Gentile. All.: Pirazzini.
ARBITRO: Paduano.

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Parando anche un rigore, il portiere Lorenzo Federici è stato tra i protagonisti della vittoria

Fondamentale vittoria a Reggio Emilia per il Ravenna Pallanuoto, che espugna il campo della teminile Reggiana e, grazie al pareggio della WP Verona a Vicenza, balza al primo posto in classifica del suo girone di Serie C. Il successo arriva al termine di un’ottima prestazione della squadra di Pirazzini, capace di restare nel match nei primi tre periodi e di piazzare la zampata finale nell’ultimo quarto. Nella piscina dove nessuno era riuscito a vincere (sconfitte sia Parma che WP Verona, ovvero le principali pretendenti alla promozione in serie B) e dove una sconfitta avrebbe complicato di molto la corsa alla vetta, i giovani ravennati hanno così realizzato il grande colpo e potranno così giocarsi le loro carte nella volata conclusiva, che prevede le ultime tre partite.

L’incontro, diretto con molto equilibrio dall’arbitro Paduano, non ha deluso le aspettative ed è stato intenso e combattuto dall’inizio alla fine. Le due squadre sono molto attente in difesa sin dal primo quarto, parziale che si chiude sul punteggio di 1-1 con la rete ravennate messa a segno da Maestri in superiorità numerica. Nel secondo periodo il copione non cambia: l’intensità è molto alta, con difese e portieri che hanno la meglio sugli attacchi avversari, e i padroni di casa si portano sul 2-1 grazie a una rotazione difensiva non perfetta dei ragazzi di Pirazzini. Nel terzo parziale i giallorossi vanno a segno con una rete di Bagnari, che riesce a finalizzare alla perfezione un contropiede dopo un’azione in inferiorità numerica, e la difesa non concede nulla, grazie anche all’ottimo Federici fra i pali, bravo anche a neutralizzare un rigore. Il quarto periodo inizia sul punteggio di 2-2 ed è proprio nell’ultimo parziale che i giallorossi portano a casa la partita, mettendo a segno un break di 3-0: per i ravennati vanno a segno ancora Bagnari, che trasforma con freddezza un rigore conquistato da Catalano, Allegri, che si fa trovare pronto a concludere un’azione di contropiede, e Scozzarella, che infila il portiere avversario con un tiro dalla distanza. Gli emiliani non ci stanno e tentano di rientrare in partita e si riavvicinano sul 4-5 con due minuti da giocare, ma la difesa regge e i giallorossi chiudono l’incontro con la palla in mano.

Questo il commento alla fine della partita del tecnico Fabrizio Pirazzini: «Avevamo preparato l’incontro con grande attenzione e avevo chiesto ai ragazzi di giocarla con il cuore. Abbiamo commesso molti errori in attacco, soprattuto con l’uomo in più, ma abbiamo mantenuto intensità e concentrazione fino alla fine e questa è stata la chiave della partita. Si tratta di una vittoria molto sofferta contro una squadra imbattuta in casa e ora, grazie anche al pareggio imposto dal Vicenza al WP Verona, ci troviamo in testa alla classifica. Dobbiamo goderci questo momento e prendere coscienza della nostra forza, ma dobbiamo tornare subito al lavoro per preparare la partita di sabato prossimo contro Parma, che è in piena corsa per la promozione e che all’andata ci ha battuto in modo abbastanza netto».

Classifica: Ravenna Pallanuoto 39 punti, WP Verona 38, Pol. Coop. Parma 37, Reggiana Nuoto 28, Rari Nantes Bologna 25, Libertas Vicenza 21, Cabassi Carpi 17, Rari Nantes Verona 7, Padovanuoto 6, Team Euganeo 3.

Oltre cento scrittori e poeti dialettali attesi a Ravenna

Sarà l’occasione per un’immersione nella Romagna dantesca

Tomba Di DanteA Ravenna, dal 18 al 22 maggio, al Grand Hotel Mattei si terrà il XXI congresso dell’Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali con 120 tra scrittori e poeti attesi in città.

Il rinnovo degli organi associativi sarà l’occasione per un’immersione nella Romagna dantesca, con visite guidate a Ravenna e a Castrocaro-Terra del Sole a cura del Parco Letterario Terre di Dante.

Il rapporto fra Dante e Ravenna sarà al centro di tre relazioni tenute da Franco Gabici (titolo dell’intervento, “Trafugamento e ritrovamento delle ossa di Dante: un giallo storico”), Ivan Simonini (“I mosaici ravennati nella Divina Commedia”) e Giuseppe Chicchi (“L’esilio del Poeta e l’Italia dell’ultimo Medio Evo”).

Le relazioni introdurranno i recital di poesia nei vari dialetti d’Italia.

Nella giornata di domenica 21 maggio alle 12, dopo l’omaggio alla Tomba di Dante, i membri dell’Associazione Poeti Dialettali assisteranno alla messa celebrata nella Chiesa di San Francesco da Padre Egidio Monzani.

L’Associazione Nazionale Poeti e Scrittori Dialettali, con sede a Roma, nasce nel lontano 1952. Oggi vanta iscritti di tutte le regioni italiane e da più di trentacinque anni pubblica la rivista quadrimestrale “Voci Dialettali” con testi poetici in dialetto, recensioni, articoli di critica letteraria, di storia, di cultura locale, di linguistica, di teatro dialettale, di esperienze didattiche nelle scuole.

I convegni nazionali che l’associazione organizza riuniscono gli iscritti in una località italiana sempre diversa, per discutere di scritture dialettali, per confrontarsi su temi di poesia e, soprattutto, per far ascoltare in una suggestiva interpretazione poetica, le varie voci di poesia del nostro Paese.

Ricerca e design per l’editoria: torna la tre giorni di Fahrenheit 39 a Ravenna

Dal 19 al 21 maggio all’Almagià anche il maestro olandese Karel Martens. Il programma

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Il manifesto della manifestazione realizzato dall’illustratore ravennate Michele Papetti

Fahrenheit 39 è il festival ideato e curato da associazione culturale Strativari di Ravenna, incentrato sulle pratiche del graphic design applicate al mondo del libro, con una particolare attenzione alle sue forme più innovative e di ricerca. Primo festival in Italia a occuparsi di questo tema, Fahrenheit 39 anno dopo anno è divenuto un punto di riferimento anche in Europa, grazie alla serie di conferenze tenute da curatori, studi grafici e designer provenienti da tutto il Vecchio Continente, alla mostra di libri d’artista ed editoria indipendente italiana e allo spazi dedicato agli editori per presentare i propri libri al pubblico. Sarà un’occasione unica per vedere libri che non si potranno altrimenti mai ammirare e per avere testimonianze dirette di esperienze da tutta Europa e da tutta Italia.

La settima edizione di F39 è dedicata al rapporto tra l’editoria e le pratiche performative, tema individuato dal team curateriale (Stefano Faoro, Emilio Macchia, Erica Preli). Una relazione la cui base si trova nel linguaggio – la parola parlata, trascritta, letta, raccontata, annotata – e nell’uso del corpo – i movimenti e segni nello spazio, la loro trascrizione e invenzione. Nei tre giorni della fiera si indagheranno i momenti in cui le due pratiche, editoria e performance, si uniscono. Quando forme di stampa, design, pubblicazione, distribuzione e uso si relazionano a forme di atti performativi attraverso il linguaggio (di ogni tipo), il corpo (individuale e collettivo) e i suoi contesti.

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Karel Martens

Dal 19 al 21 maggio il festival ravennate svilupperà allora un focus di ricerca sulle pratiche della grafica e del design in relazione alle arti performative, potendo contare sulla presenza di ospiti del calibro del maestro Karel Martens (punto di riferimento della grafica olandese), la designer austriaca Astrid Seme, Barbara Casavecchia, il collettivo svizzero Maximage, Jonathan Pierini per la rivista “Progetto Grafico” di Aiap, e dei belgi Eurogroupe (ossia Laure Giletti e Gregory Dapra), tra gli altri.

F39 quest’anno può contare sulla collaborazione con Forum di Cultura Austriaco, Prohelvetia (Istituto di Cultura Svizzero) e Consolato del Regno dei Paesi Bassi.

Il programma dettagliato, all’Almagià a ingresso libero:

Venerdì 19 maggio
Ore 18 – Icon viewer. Installazione interattiva di Karel Martens
Ore 18 – Inaugurazione
Mostra dei libri – Espositori
Ore 11-18
Workshop
Ore 21 – Galleria MyCamera (via Pasolini, 12)
Inaugurazione mostra Substitutes

Sabato 20 maggio
Ore 11
Mostra dei libri – Espositori
Ore 12.30 – conferenza di
BARBARA CASAVECCHIA
Taci, anzi parla
Ore 16 – conferenze di
KAREL MARTENS
ASTRID SEME
11-18
Workshop
Ore 16
Libreria Momo (via Mazzini, 36) – Incontro e laboratorio con l’autrice Caterina Lazzari

Domenica 21 maggio
Ore 11
Mostra dei libri – Espositori
Ore 11.30 – presentazione
Progetto Grafico
#31 Intorno al Corpo
Jonathan Pierini,
Silvia Sfligiotti,
Claude Marzotto
Ore 15 – conferenze di
MAXIMAGE
EUROGROUPE
11-18
Workshop

Info: www.fahrenheit39.com

«I nuovi centri commerciali in arrivo nascono nel passato ma ora stop a nuovi spazi»

L’assessore comunale all’Urbanistica, Del Conte, sulle espansioni a Ravenna: «Oggi vediamo l’esito di percorsi basati sulle impostazioni urbanistiche di anni fa. Non sarebbe stato pensabile bloccare una iniziativa privata, avrebbe significato ledere il diritto di un’impresa ottenuto con un percorso legittimo»

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L’assessore comunale Federica Del Conte

In un arco di pochi mesi in città a Ravenna si stanno avviando alla conclusione i percorsi per l’ampliamento di importanti centri commerciali o per la nascita di nuovi spazi commerciali. Per l’1 giugno è attesa l’inaugurazione del raddoppio dell’Esp, entro la fine dell’anno dovrebbe aprire il cantiere per l’espansione del Parco Teodora accanto al Pala De Andrè e ha concluso l’iter autorizzativo l’insediamento di via Antica Milizia. «Sono interventi diversi e distinti che in effetti stanno arrivando in questo periodo alle rispettive fasi finali – osserva Federica Del Conte, assessore comunale all’Urbanistica – ma per tutti si tratta della conclusione di procedimenti cominciati indietro nel tempo, anche con un avvallo della Provincia, nessuno dei progetti in questione è figlio di autorizzazioni rilasciate di recente».

Gli strumenti urbanistici di riferimento sono il Psc del 2003 e il Poc conseguente arrivato a scadenza: «Le premesse di pianificazione pubblica, su cui si basano i progetti di cui parliamo, risalgono ad almeno quattordici anni fa. Da quelle sono partiti i promotori che hanno affrontato i passaggi necessari con un percorso legittimo, non sarebbe stato pensabile bloccare una iniziativa privata, avrebbe significato ledere il diritto di un’impresa». Spiegate le radici degli investimenti oggi al traguardo, Del Conte ci stiene a sottolineare il cambio di impostazione: «Le ultime decisioni prese in termini di pianificazione urbanistica vanno in una direzione diversa, la linea che ci siamo dati è quella di incentivare gli insediamenti delle attività produttive e non più i grandi spazi commerciali nonostante su quest’ultimo fronte ci sarebbe richiesta sul mercato». Diversa situazione invece per i piccoli insediamenti: «Soprattutto nel forese, la mancanza di un punto commerciale più piccolo viene vissuta come mancanza di un servizio che costringe il residente a spostarsi per certi acquisti basilari. Su questo fronte ci saranno più aperture».

Il nuovo approccio passa dalle scelte attuali: «Nel nuovo Poc che stiamo elaborando andremo a determinare una drastica riduzione del consumo di suolo. Basti pensare che questo documento per come lo stiamo pensando ci permetterebbe già di raggiungere il 3 percento di riduzione dell’espansione che le leggi richiedono di raggiungere entro il 2050». L’urbanistica pianifica con un raggio di dieci-venti anni ma in una parentesi così ampia le abitudini di consumo degli utenti possono cambiare molto: come stringere la forbice di tempi tra nascita del progetto e effettiva realizzazione? «Credo che la nuova legge urbanistica su questo farà un passo avanti perché vuole snellire le cose, eliminando la pianificazione a cascata».

C’è poi un discorso diverso per quei casi in cui l’insediamento commerciale è contestuale a una riqualificazione dell’area. Come il caso, ormai in attesa da anni di uno scatto, del Sigarone in darsena. La riqualificazione porterebbe anche un supermercato Conad: «Se può essere un motore necessario a sostenere il recupero di uno spazio credo che sarebbe un peccato perdere occasioni di quel tipo».

L’OraSì ci prende sempre più gusto: infiamma il PalaCattani e stende Verona

Basket Serie A2 playoff / Nella prima partita dei quarti playoff i ravennati sconfiggono i veronesi al termine di un match ben condotto in particolare nel secondo e nel terzo quarto. Prossimo appuntamento martedì sempre a Faenza

Ravenna-Verona 72-64
(17-17, 41-36, 56-46)
ORASI’ RAVENNA: Smith 14, Scaccabarozzi ne, Sgorbati 6, Chiumenti 8, Marks ne, Raschi 6, Masciadri 9, Tambone 21, Crusca 3, Seck ne, Sabatini 4. All.: Martino.
TEZENIS VERONA: Diliegro 4, Robinson 4, Amato 7, Portannese 6, Guglielmi ne, Boscagin 7, Pini ne, Frazier 15, Rovatti, Brkic 19, Totè 2. All.: Dalmonte.
ARBITRI: Brindisi di Torino, Terranova di Ferrara e Vita di Ancona.
NOTE – Uscito cinque falli: Diliegro. Ravenna: T2 22/41 (54%); T3 5/13 (38%); TL 13/22 (59%); rimbalzi 36 (9+27); assist 11. Verona: T2 14/30 (47%); 9/21 (43%); TL 9/13 (69%); rimbalzi 26 (3+23); assist 14.

Orasi Verona
Un’immagine del match vinto dall’OraSì contro i veronesi della Tezenis

È una grande OraSì quella che a Faenza batte Verona 72-64 in Gara 1 dei quarti di finale playoff, davanti a un PalaCattani gremito di tifosi giallorossi. I ragazzi di coach Martino sopperiscono ancora al meglio all’assenza di Marks, vincendo la battaglia a rimbalzo (36-26) e sfruttando il gap di energia con un’avversaria reduce dal supplementare di Biella di mercoledì. Mattatore della gara è Tambone che segna 21 punti, ma è la prova di tutta la squadra a permettere ai ravennati di portare a casa il match. Tra i padroni di casa Smith sfiora la doppia doppia con 14 punti e 9 rimbalzi e Sgorbati sorprende con un ottimo +19 di valutazione, mentre per Verona i migliori sono Brkic (19 punti) e Frazier (15). Appuntamento per Gara 2 per martedì sera alle 20.30 sempre in un PalaCattani di Faenza che in questo primo appuntamento della serie il pubblico ha reso al meglio la nuova casa della pallacanestro giallorossa.

Parte bene nel primo parziale Verona con Diliegro, ma sullo 0-4 per gli ospiti l’OraSì registra la difesa e con un parziale di 9-0 guidato dai 7 punti di Tambone si porta sul 9-4. Diliegro commette il secondo fallo, ma dalla panchina sale Brkic, che con 5 punti consecutivi impatta il match a quota 9. Ravenna torna avanti sul 13-9, ma ancora Brkic con un grande lavoro sotto canestro innesca il parziale del nuovo pareggio, firmato dalla tripla di Boscagin a poco più di 1’ dal primo intervallo sul 17-17. La partita resta in equilibrio anche in apertura di secondo quarto (21-21), poi la tripla di Frazier apre un parziale di 0-7 con cui gli ospiti trovano il massimo vantaggio sul 21-28. Ravenna torna sotto sul 27-28 e trovano il secondo fallo di Robinson, ma la tripla di Amato tiene a distanza i padroni di casa (27-31). Ancora Tambone con 5 punti apre un parziale di 8-0 chiuso dalla tripla di Crusca, che vale sorpasso e allungo sul 35-31. Il PalaCattani si scalda e l’OraSì chiude ancora bene il quarto portandosi a +5, con le squadre che tornano negli spogliatoi sul 41-36.

Ravenna rientra in campo con la concentrazione giusta e vola a +12 (50-38) in apertura di terzo quarto grazie alla tripla di Tambone e alla gran schiacciata in contropiede di Taylor Smith. Portannese si iscrive alla partita con la tripla che chiude il parziale di 9-2 con cui i giallorossi avevano cominciato il periodo (50-41), poi la difesa di Verona prende il controllo della partita nella seconda metà del quarto. Gli ospiti faticano però in attacco, accorciano -6 sul 50-44, ma vengono respinti a -10 quando Sgorbati firma il 56-46, con cui le squadre entrano negli ultimi 10’ di gioco. L’OraSì parte bene anche nel quarto periodo e con il canestro di Capitan Raschi trova il massimo vantaggio sul 62-48 (+14), ma Verona reagisce con un incredibile 0-11 di parziale che riapre la partita. Boscagin segna la tripla, Portannese con un canestro e fallo pesca il quarto di Tambone, poi la bomba di Frazier riporta gli ospiti a -3 sul 62-59. Sabatini con quattro punti consecutivi prova a tenere a distanza la Tezenis (66-59), ma ancora Frazier dalla lunga distanza riporta i suoi a -4 sul 68-64 a meno di 3’ dalla sirena finale. Ravenna soffre ma tiene, e a 1’30’’ dalla sirena il canestro e fallo a rimbalzo d’attacco di Chiumenti mette il sigillo sul match (71-64). Ancora la difesa dell’OraSì è sugli scudi nel finale e il libero di Tambone fissa il punteggio finale sul 72-64, davanti a un Pala Cattani in visibilio.

L’Olimpia Cmc alza il muro e Aprilia non passa: i playoff iniziano con una vittoria

Volley Serie B1 femminile playoff / Le ravennati iniziano nel modo migliore i playoff superando 3-0 la Giovolley nella gara1 dei quarti di finale. Ritorno mercoledì sera in terra laziale, con la squadra di Breviglieri che proverà a chiudere la serie

Olimpia Cmc Ravenna-Aprilia 3-0
(25-23, 25-21, 25-16)
OLIMPIA CMC RAVENNA: Rossini 8, Neriotti 6, Benazzi 13, Babbi 15, Assirelli 15, Lancellotti 3, Panetoni (L); Peretto 1, Bandini. Ne: Laghi, D’Aurea, Dametto. All.: Breviglieri.
GIOVOLLEY APRILIA: Gioia 8, Kranner 4, Guidozzi 4, Gatto 2, Liguori 13, Corvese 9, Lorenzini (L); Muzi, Borelli. All.: Federici.
ARBITRI: Marinelli e Albergamo.
NOTE – Olimpia Cmc: bs 9, bv 2, errori 11, muri 17; Aprilia: bs 3, bv 2, errori 11, muri 8. Durata set: 29’, 30’, 25’ (tot. 84’).

Esultanza Olimpia
Un’esultanza delle giocatrici dell’Olimpia Cmc

L’Olimpia Cmc parte con il piede giusto nell’avventura dei playoff, superando in tre set la Giovolley al termine di un match dominato in particolare a muro (ben 17, di cui dieci di Assirelli). Al PalaCosta nella prima gara dei quarti le ravennati riescono a spuntarla in volata nelle due frazioni iniziali, con Aprilia che vende cara la pelle, mentre nella terza dopo un piccolo black out iniziale non incontrano grandi difficoltà a chiudere il discorso. Si tratta dell’ottava vittoria di fila per la squadra di Breviglieri, con questa che si aggiunge alle sette dell’ultima parte della regular season. Il prossimo appuntamento è fissato per mercoledì sera, in casa delle laziali (inizio ore 20.30), mentre l’eventuale spareggio è previsto per sabato 20 maggio, sempre al PalaCosta.

Sestetti titolari L’Olimpia Cmc scende in campo con Lancellotti in regia, Benazzi opposto, Rossini e Babbi in posto 4, Assirelli e Neriotti centrali, Panetoni libero. Il coach della Giovolley Aprilia, Tonino Federici, schiera la diagonale formata da Gatto e Gioia, le bande Kranner e Liguori e al centro Corvese e Guidozzi, con Lorenzini in seconda linea.

Muro Assirelli Rossini
Un muro di Assirelli e Rossini nel corso del match vinto contro Aprilia

Primo set Dopo una breve fase di studio, con le squadre a stretto contatto, l’Olimpia Cmc prova ad accelerare con Neriotti (10-8) e Benazzi (12-9), ma Aprilia non ci sta e si avvicina con Corvese (12-11) ed effettua il sorpasso con Liguori: 13-14. Il muro di Assirelli vale il contro-sorpasso (15-14), subito vanificato da Corvese e da un errore di Rossini: 15-17 ed entra Peretto al posto della schiacciatrice. Neriotti a muro riporta l’equilibrio in campo (17-17), imitata da Lancellotti per il nuovo vantaggio ravennate: 18-17. Una schiacciata fuori di Gioia regala il 20-18, ma un attacco sull’asticella di Babbi riporta il match in parità: 20-20. Benazzi realizza il pallonetto del 23-22, Neriotti l’ace del 24-22, Liguori annulla la prima palla del set, ma nella seconda Babbi spedisce a terra: 25-23.

Secondo set Il primo tentativo di fuga della Giovolley porta la firma di Kranner (3-5) ed è subito rintuzzato da Rossini (6-6), il secondo è più convinto e passa dai muri di Guidozzi e Liguori: 7-10. Neriotti risponde con la stessa moneta (9-10), ma ci pensa Corvese a riportare a +3 la sua squadra: 15-18 e time out Breviglieri. Due punti di Benazzi rimettono in corsa l’Olimpia Cmc (17-18) e questa volta è il turno del tecnico Federici di fermare il match. Gioia firma il 17-20 delle laziali, Rossini però le stoppa con due punti di fila (21-21) e Lancellotti piazza il muro del 22-21. Il coach dell’Aprilia prova a riportare ordine alla sua squadra chiamando di nuovo il time out, ma Rossini non sbaglia la palla break del 23-21 e Assirelli è insuperabile a muro, realizzandone due consecutivi: 25-21.

Terzo set La frazione inizia con lo scatto della Giovolley sull’1-5, provocato dalla battuta vincente di Guidozzi e da qualche errore di troppo. Liguori regala il 4-6 alle ravennati e Assirelli diventa la grande protagonista del match, inanellando un muro dopo l’altro che valgono prima il pareggio (6-6) e poi la fuga dell’Olimpia Cmc, che grazie alla centrale, Babbi (ace) e Rossini realizza un break di 8-0: 15-7. Acquisito un tale vantaggio la formazione di Breviglieri non ha difficoltà ad aggiudicarsi set e partita, allontanandosi in modo ulteriore con Rossini (19-10 e 22-11) e chiudendo al secondo match point per via della schiacciata out di Gioia: 25-16.

Giardini in bicicletta, cestini floreali per abbellire la zona del mercato coperto

Piante officinali in corrispondenza dei cestini delle bici dipente dei 23 personaggi legati alla storia di Ravenna

Giardini in bicicletta

E’ stato inaugurato l’allestimento temporaneo Giardini in Bicicletta, bici floreali in via IV novembre. Il progetto è realizzato nell’ambito del progetto Street Art Video Bike realizzato lo scorso giugno dai giovani artisti dell’Associazione Dis-Ordine – in collaborazione con le attività commerciali che si affacciano in quel tratto di strada – per abbellire le pareti del cantiere del mercato coperto.

In corrispondenza dei cestini delle bici dipinte dei ventitrè personaggi legati alla storia di Ravenna diretti verso il centro cittadino sono stati installati contenitori con piante officinali fiorite in richiamo all’usanza diffusissima anche a Ravenna di decorare il cestino della bici con ornamenti floreali.

Moltissime le bici che ogni giorno stazionano a ridosso del pannello interagendo con il singolare trompe l’oeil e ora anche con le piante vere curate, per la durata dell’installazione, dagli esercenti frontisti. Tra quelle dei partecipanti alla manifestazione è stata premiata con una splendida ortensia color porpora la bici più fiorita, di Nicoletta Gobbi, anche per il suo valore etico, ornata con girasoli e azalee dell’iniziativa AIRC Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, in occasione della festa della mamma.

Maxisequestro in un negozio: circa 2.600 prodotti senza marchio obbligatorio

Denunciato il commerciante, un 39enne che ha l’attività nel centro della località, perché aveva due cinture contraffatte

Il materiale sequestrato
Il materiale sequestrato

Circa 2.600 articoli sequestrati dai carabinieri di Milano Marittima, all’interno di un negozio. Denunciato il commerciante, un 39enne di origine bengalese, che ha l’attività nel centro della località rivierasca. Nel corso di un controllo amministrativo  è stato trovato in  possesso di  articoli vari (soprattutto cover e pellicole proteggi vetro per smartphones, cuffiette e altri gadget elettrici, occhiali da sole, giocattoli, cannocchiali…) tutti privi dell’obbligatorio marchio “CE” e che sono stati pertanto sottoposti a sequestro amministrativo.

motivo per il quale è scattato anche la denuncia. Elevate sanzioni per migliaia di euro, da quantificare. Infatti, a seconda della categoria merceologica, le multe variano: per gli occhiali da sole da 2.582 a 15.493 euro , per i giocattoli da 1.500 a 10.000 euro, per il materiale elettrico da 20,66 a 123,95 euro.

«Museo di Classe, i tempi si sono allungati ma il progetto è complesso»

L’assessora alla Cultura Elsa Signorino spiega come mai si aprirà nel 2018, molto più tardi rispetto a quanto inizialmente preventivato

Elsa SignorinoIn occasione di un forum in redazione con l’assessora alla Cultura Elsa Signorino, ex presidente di Ravennantica, ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto su uno dei progetti fondamentali di questo mandato: l’apertura del Museo di Classe,  annunciata nella primavera del 2018.

Ci conferma la data di apertura, ci saranno altri ritardi?
«Confermo entro il 2018».

Citando il libro del progettista originario, Marcello Vittorini, abbiamo anche noi più volte sottolineato i ritardi di una riqualificazione, quella dell’ex zuccherificio, attesa da 14 anni…
«Non è così. L’ho già detto altre volte ma lo ripeto. Il progetto del Parco archeologico di Classe parte all’inizio degli anni Duemila e con la nascita della fondazione Ravennantica cessa di essere incentrato solo sul museo per diventare un vero e proprio progetto di Parco. Nel corso degli anni Ravennantica ha restituito alla fruizione pubblica testimonianze del patrimonio altrimenti non disponibili – dalla Domus dei Tappeti di pietra a San Nicolò, dalla Cripta Rasponi al recentemente inaugurato Antico Porto – senza dimenticare l’attività di scavo, di studi, di restauro. In tutto questo si inserisce il progetto di Museo archeologico, con il primo finanziamento dello Stato (risalente al 1996 e che prevedeva 15 miliardi delle vecchie lire, ndr) che riguardava solo ed esclusivamente la realizzazione dei laboratori di restauro e dei depositi, ossia solo il recupero di una porzione dell’ex zuccherificio. Fu un cantiere, gestito inizialmente dalla Soprintendenza, complesso e sfortunato (con più ditte che si sono alternate negli appalti e che avrebbe dovuto essere completato originariamente nel 2004, ndr) come a volte accade, si è protratto oltre il tempo dovuto e a un certo punto abbiamo costruito un protocollo d’intesa grazie al quale il Comune ha preso in mano la direzione dei lavori portando a compimento la prima sezione del museo nel 2008, che è rappresentata appunto dai laboratori di restauro e dai depositi. Fu a quel punto che partì la ricerca dei finanziamenti necessari per realizzare una vasta area espositiva, finanziamenti rinvenuti grazie alla fondazione della Cassa di Risparmio in primis e grazie a una ricerca fatta di volta in volta, non semplice, di fondi europei, statali, comunali e regionali».

Resta il fatto che fino a poco tempo fa sul sito di Ravennantica si pubblicizzava ancora l’inaugurazione del Museo nel 2011…
«Ricordiamoci che non stiamo parlando solo di un museo, ma di un’intera area da recuperare. Una sistemazione di vastissima portata, per cui abbiamo sperimentato modalità inedite, mettendo insieme Comune, una Fondazione promossa dal Comune, Università, Fondazione Cassa, il Ministero, un comitato scientifico presieduto da Andrea Carandini, uno dei massimi archeologi italiani, attuale presidente nazionale del Fai. L’elaborazione di un progetto scientifico di questo tipo richiede un tempo molto impegnativo, così come molto tempo è stato necessario per ottenere dal Ministero le autorizzazioni al deposito dei reperti, che si sono concluse da poco».

Lei dice quindi che non ci sono stati ritardi, ma semplici tempi tecnici?
«Dico che abbiamo concepito un progetto di grande ambizione che questo progetto purtroppo non è partito fin dall’inizio con tutte le risorse necessarie, dico che si tratta di un progetto  strutturalmente complesso e che i tempi di costruzione sono stati più lunghi di quello che avremmo desiderato».

I 22 milioni di euro di investimento complessivo rappresentano una cifra superiore alle aspettative?
«Sono cifre importanti, ma un museo costa molto, basti pensare che il nuovo Museo della Città di Bologna è costato 44 milioni. La progettazione dell’area espositiva è stata costruita nel tempo e progettare in un modo piuttosto che in un altro incide sui costi, certo».

Nel nuovo museo ci sarà spazio anche per l’Accademia di Belle Arti, come dice qualcuno?
«Non so chi lo dica, ma allo stato attuale il progetto prevede la sede della fondazione, il parco antistante al Museo, i laboratori, i depositi, una vasta area espositiva e il laboratorio aperto di sperimentazione tecnologica. Tutti gli spazi recuperati hanno già una destinazione precisa».

Come si chiamerà definitivamente il museo e cosa ci sarà dentro l’area espositiva?
«Dal punto di vista scientifico il nome è Museo della Città e del Territorio, come voluto da Carandini. Si tratta di un museo che racconta la storia della città attraverso reperti ma con modalità che appartengono al contemporaneo, attraverso l’uso delle moderne tecnologie. L’idea che c’è dietro è quella dei musei europei, con al centro non la collezione o il reperto, ma il visitatore. Con possibilità di lettura diversificate».

Come si sosterrà dal punto di vista economico? Il sindaco ha già dichiarato che il Comune dovrà intervenire…
«La premessa che voglio fare è che noi non possiamo mai considerare un’istituzione culturale alla stregua di una azienda economica, sarebbe un errore clamoroso. Un’istituzione culturale ha come prima finalità l’arricchimento dell’identità di una comunità, del suo patrimonio culturale, deve garantire l’accesso più ampio possibile dei cittadini alla cultura. Non esiste istituzione culturale in grado di coprire i suoi costi con entrate da biglietteria e bookshop. La cultura non si paga da sé ma però può influire su un territorio, sul turismo, con collaborazioni con l’università, come sempre è stato con Ravennantica. A garantire la sostenibilità sono quindi anche e soprattutto le contribuzioni pubbliche o delle fondazioni bancarie che sono e restano fondamentali. Quando queste si riducono, e nel contempo si deve ampliare l’attività, si creano sofferenze di bilancio, è inevitabile. Ciò non toglie che un progetto culturale debba anche essere sostenibile: a suo tempo la Fondazione Ravennantica ha commissionato uno studio di sostenibilità (sui giornali locali nel tempo sono uscite cifre che sono passate da 100mila a 70-80mila visitatori stimati all’anno, ndr) che ora però credo dovrà essere ricalibrato sulla situazione dell’oggi. Nel corso del 2018, nel contesto dell’inaugurazione, verranno presentati alla città anche i dati sui vincoli di sostenibilità, nonché le ricadute economiche sul territorio. Una formula utile che potrà essere utilizzata anche per le altre istituzioni museali».

Dodici ore di pizza non stop: iniziativa per una giovane malata di leucemia

In Darsena Pop Up quattro pizzaioili di altrettante pizzerie sforneranno a getto continuo per aiutare una giovane mamma: Madalina Andreia Nistor

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Madalina Andreia Nistor

Dodici ore di pizza, sfornata una dietro l’altra, in Darsena Pop Up. L’ iniziativa ha uno scopo benefico: aiutare una ragazza e madre di 24 anni: si chiama Madalina Andreia Nistor, è malata di leucemia. La giovane è in cura al Santa Maria della Misericordia di Perugia.

Quattro pizzaioli della zona hanno così deciso di lanciare questa iniziativa benefica. Si tratta di Daniele Pretolani (titolare della pizzeria La Luna nel Pozzo di Mezzano) insieme ad altri tre pizzaioli della famiglia Grittani: i fratelli Christian e Pietro insieme al cugino, Pietro (i due sono omonimi). I tre lavorano in altrettante pizzerie di Ravenna: il primo è titolare di Frankpizz, il secondo lavora dal padre nella pizzeria Zio Frank e il terzo è dipendente della pizzeria La Mia Patria.

Saranno loro, aiutati dai rispettivi staff e in collaborazione con l’Ail, a lavorare dodici ore non stop in Darsena Pop Up e a sfornare pizze margherita. Il ricavato andrà totalmente devoluto ai genitori di Madalina, da sempre residenti a Mezzano, che hanno perso i rispettivi lavori per stare vicino alla figlia e al nipotino. L’evento si terrà il 31 maggio, dalle 12 alle 24. Oltre alla pizza ci saranno intrattenimenti in via di definizione.

Entrano in funzione in Darsena i bagni pubblici spostati da piazza Kennedy

La toilette dopo mesi di polemiche è operativa.  Gestita da Azimut si trova all’uscita del sottopasso tra la stazione e piazzale Aldo Moro

Bagni Darsena 2Sembra fatta apposta per stare lì. C’è persino, dall’altra parte, la scritta “bus”  vicino al parcheggio dei pullman turistici, in piazzale Aldo Moro. A rovinare il giochino, semmai, è la pensilina che era destinata ai passeggeri dei bus di linea e che ora dà sulla pista ciclabile, con involontario effetto comico ma chissà: magari un giorno di pioggia un ciclista senza ombrello potrebbe trovarla interessante. Fatto sta che l’ex toilette di piazza Kennedy ora spostata in Darsena, dopo mesi di polemiche, è entrata in funzione nel weekend.  A pagamento e gestita da Azimut, si trova all’uscita del sottopasso che collega piazzale Aldo Moro con viale Pallavicini.

In molti lo ricorderanno: in autunno nella piazza ancora da inaugurare sono arrivati i servizi igienici ma in città non c’era una sola voce in loro favore. Troppo ingombranti e così l’amministrazione ha fatto l’ennesima variazione al progetto. Solo che la struttura da qualche parte era da sistemare. L’occasione è arrivata con il progetto di riqualificazione del sottopasso che sta andando avanti in questi mesi. La vecchia toilette in cemento è stata abbattuta e i bagni pubblici parcheggiati in loco, a servizio del turista che arriva a Ravenna dopo qualche ora di bus.  Resta aperta la questione dei bagni in centro ma almeno l’estetica della piazza, dove tra l’altro si celebra la festa del cappelletto in questi giorni, si è salvata. Bagni Darsena

Per quanto riguarda la riqualificazione dell’area del sottopasso, sta andando avanti la costruzione dello snack bar sotto la pensilina dei bus turistici e, nel frattempo, l’associazione Naviga in Darsena sta portando a termine il progetto che prevede una riqualificazione del sottopasso. Nei giorni scorsi è stata migliorata l’illuminazione, sostituendo i vetri delle luci al neon ormai ingialliti.

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