venerdì
22 Maggio 2026

Fermato nel Leccese per un controllo stradale, un ravennate è risultato proprietario di 148 auto

Un controllo stradale nel Leccese ha portato alla scoperta di un sistema fraudolento orchestrato da un uomo residente a Ravenna, risultato intestatario di ben 148 veicoli. Attraverso il “parco mezzi” irregolare, l’uomo riusciva a immettere in circolazione automobili rendendo di fatto impossibile risalire agli effettivi conducenti.

La notizia è stata diffusa negli scorsi giorni dalla polizia locale di Specchia. Dai documenti del 56enne, esaminati durante una verifica ordinaria, sarebbero emerse alcune irregolarità che hanno spinto gli agenti a indagare ulteriormente. Gli accertamenti si sono basati su controlli incrociati, richieste agli uffici competenti e analisi delle pratiche di immatricolazione, che hanno permesso di individuare il numero sopetto di automobili e  una serie di atti pubblici ritenuti falsi, dalle carte di circolazione ai certificati di proprietà, rilasciati sulla base delle dichiarazioni del ravennate. L’inchiesta è ora nelle mani della Procura di Lecce, che indaga su un presunto sistema di intestazioni “schermo” finalizzato a consentire a terzi l’utilizzo di auto prive di assicurazione o non in regola con gli obblighi amministrativi.

L’operazione ha permesso di interrompere un circuito che, oltre a generare un danno amministrativo, rappresentava un rischio concreto per la sicurezza stradale. Gli inquirenti sono ora impegnati nell’individuazione degli effettivi utilizzatori dei veicoli, mentre la posizione dell’uomo, accusato di aver dichiarato il falso a pubblico ufficiale, è al vaglio dell’autorità giudiziaria.

“Festa del diritto al gioco”, il programma delle iniziative dal 10 al 28 maggio

“Giocare è un diritto non un optional”, uno slogan che, anche per la sua tredicesima edizione, è il filo conduttore del programma d’iniziative della “Festa del diritto al gioco”. Dal 10 al 28 maggio è previsto un programma di animazioni aperte a tutti e gratuite, sotto il titolo di “Maggio in gioco”, mettendo in luce le tante buone pratiche per un sano divertirsi con poco, sulla via della sostenibilità ambientale. Si tratta della seconda parte di un progetto che ha trovato, durante la prima metà dell’anno scolastico, uno sviluppo soprattutto all’interno dei Servizi educativi scolastici (scuole primarie e dell’infanzia) ed extrascolastici (centro Quake e Centro per le famiglie di Ravenna Cervia Russi) con vari percorsi educativi centrati sul “giocattolo come manufatto”.

“Giocare è un gesto semplice e profondamente umano, capace di unire generazioni diverse – afferma l’assessora a Scuola e infanzia, Francesca Impellizzeri –. Nel gioco troviamo uno spazio libero, dove incontrarsi senza barriere, creare connessioni e riscoprire il valore dello stare insieme. È lì che le relazioni prendono forma e diventano più forti. Iniziative come queste che si diffondono nella città sono importanti per rafforzare il senso della nostra comunità”.

Tra le proposte ( consultabili interamente al seguente link) si segnala “GiocOsa è Peremprunosa”, una mostra di piccoli giocattoli realizzati nei Servizi educativi, arricchita dalla mostra fotografica dal titolo “Giochi di una volta” (di Marco Botti), e da uno speciale display di giocattoli in legno fatto con le cassette (a ricordo di Giancarlo Perempruner, testimone d’eccezione della cultura ludica nazionale) e frutto del lavoro educativo con persone con disabilità, svolto all’Istituto professionale statale “Olivetti/Callegari”. Alla mostra saranno effettuate visite guidate gratuite per le scuole al mattino e per le famiglie al pomeriggio (con orario dalle 16 alle 18,30).

Si segnalano anche le due Feste del gioco, la prima il 23 maggio al parco Francesca Da Polenta (ex caserma Dante Alighieri), la seconda il 24 maggio al Parco delle Mani Fiorite (angolo tra via Nicolodi e via Eraclea) di Ravenna, entrambe dalle 15,30 alle 18,30. Infine, il 28 maggio, dalle 18,30, all’iniziativa organizzata da CittAttiva Ravenna dal titolo Ceniamo il mondo, prenderà luogo una speciale animazione ludica e cre-attiva, sia per supportare creativamente l’invito a cena conviviale e inter-etnica e sia per celebrare il World Play Day, dando appuntamento a tutti quei genitori che hanno aderito alla “Call per genitori” e che hanno a cuore una città più amiche di bimbe e bimbi sostenuta da un’insieme di associazioni locali.

Il progetto della “Festa del diritto al gioco” di Ravenna mira alla promozione e pratica del gioco tutto l’anno, al di là di ogni differenza, contro ogni discriminazione, riconoscendo il valore, il senso e l’importanza dell’Articolo 31 della Convenzione dei diritti dell’infanzia/adolescenza. Un progetto sostenuto dal Comune di Ravenna e che ha come capofila l’associazione Lucertola Ludens APS, aderendo al progetto conCittadini dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Maggiori informazioni si possono trovare sul sito internet https://dirittoalgioco.it/

Polis guarda a Nord, con il focus della nona edizione sulle produzioni baltiche e scandinave

Il teatro contemporaneo internazionale si prepara a tornare a Ravenna, facendosi largo tra le gallerie a cielo aperto, i magazzini della Darsena, le sale del Museo e i palchi di Rasi e Socjale. La nona edizione di Polis Teatro Festival, la rassegna diretta da Davide Sacco e Agata Tomšič (ErosAntEros), tornerà in citt dal 5 al 10 maggio, con anteprime e eventi collaterali dal 28 aprile al 19 maggio. Il cuore della rappresentazione di quest’anno sarà il “Nordic Focus”, incentrato sulla produzione contempornea di Paesi baltici e scandinavi, rappresentato in locandina con l’illustrazione firmata da Gianluca Costantini di una giovane Greta Thunberg in compagnia di un orso polare. «Il focus internazionale diventa per noi ogni anno occasione di ricerca e fonte di nutrimento – commenta Tomšič -. in un’edizione di confine, tra i festeggiamenti dei 15 anni e la vigilia della decima edizione del Festival, continuiamo a indagare l’attualità alla ricerca di nuovi spunti».

Il festival prenderà il via il 30 aprile alle 18, con l’inaugurazione ufficiale della mostra di Gianluca Costanini Shieldmaiden. Versi che combattono il silenzio (visitabile già da martedì 28) all’Open-air gallery di via Zirardini. Per l’occasione, sarà disponibile anche un catalogo autografato in edizione limitata realizzato in collaborazione con Tiratura.

Martedì 5 maggio sono in programma tre appuntamenti al Teatro Rasi: si parte alle 20, dal ridotto, con la prima nazionale di Ismene per sempre (selezione Visionari) di Adexo Arti Creative. Alle 21.30, sul palco principale andrà in scena Capelli – M. si desta un mattino da sogni inquieti (sempre della selezione Visionari) di Sante di Lana. Alle 22.30 ci sposterà nella saletta Mandiaye N’Diaye per l’incontro con le compagnie e il gruppo Visionar*.

Si torna al Rasi anche il 6 maggio, con la conferenza-spettacolo Tremolo, di Laura Kutkaitė / Mmlab theatre, una riflessione sul piacere e sul corpo femminile, tra politicizzazione e lotta al patriarcato, replicata anche in matinée per le scuole la mattina successiva. All’interno dello spettacolo è previsto un dibattito tra le artiste e Giulia Blasi, scrittrice e formatrice, in collaborazione con Casa delle Donne di Ravenna. Tremolo fa parte del programma Cultura Lituana in Italia 2025–2026, realizzato dall’Istituto di Cultura Lituano e dall’Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana. Alle 21 all’Almagià il concerto di Demetrio Castellucci Tracking Satyrs into Morse, nato dal recupero di frammenti dell’opera sui satiri di Sofocle tradotta prima in codice Morse poi in musica. Venerdì 8 maggio al ridotto del Rasi tornerà Materiale per Medea, di Agata Tomšič (ore 20), spettacolo nato in occasione dei 15 anni della compagnia (ricorsi lo scorso autunno) che richiama l’immaginario delle femme fatale di Klimt e delle tele di Burri. Lo spettacolo torna in scena con il sostegno di ACIT – Ass. Cult. Italo-Tedesca e Goethe-Institut Mailand e nell’ambito delle Celebrazioni Teodoriciane 2026-2027. Sempre al Rasi, alle 21.30, sarà la volta di Stina Force, di Stina Fors, la one-woman punk band fruibile unicamente dal vivo, della quale non esistono registrazioni e concerti “duplicati”. Il 9 maggio Polis fa incursione al Mar dalle 10 alle 17.30, con Je suisse (or not) di Camilla Parini / Collettivo Treppenwitz, una performance per due spettatori alla volta, con repliche alle ore 10, 10.30, 11, 12, 12.30, 13, 14, 14.30, 15, 16, 16.30, 17. Alle 11 l’appuntamento è alla saletta Mandiaye N’Diaye del Rasi, con la diretta streaming dellla tavola rotonda Il teatro contemporaneo del Nord Europa – una prospettiva di genere. Il dialogo coinvolgerà Maija Pavlova, Kristė Agota Savė, Kirsten Simmo, Ingeborg Zackariassen, Tiff Tian Zhang; e sarà coordinato da Agata Tomšič, in collaborazione con Centro Europe Direct della Romagna e Ravenna Welcomes Talents
Alle 16.30 si torna al Mar con Siim Tõniste – Tivoli progetto sostenuto da European Festivals Fund for Emerging Artist in prima nazionale. Alle 18, al ridotto, secondo appuntamento con Materiale per Medea. Spostandosi all’Almagià, alle 20 si potrà assistere a Operomanija – Radvila Darius, figlio di Vytautas, un’altra prima nazionale, anche questa Lituana, firmata da Karolis Kaupinis e parte del programma Cultura Lituana in Italia 2025–2026. Lo spettacolo sarà seguito dalla tavola rotonda Vivere l’Europa a Nord e a Est: incognite e opportunità (21.30), un dialogo con Karolis Kaupinis, Michele Marchi, Sofia Ventura, coordinato da Emanuela Medeghini.

A mezzogiorno di domenica 10 torna la formula “spettacolo e cappelletti” al Teatro Socjale di Piangipane, con l’anteprima di Carullo-Minasi – la donna che fa parlare la storia di Asja Lacis. Alle 15 terza alzata di sipario per Materiale per Medea al Teatro Rasi e, dalle 15.30, secondo appuntamento al Mar con Je suisse (or not). Alle 16.30 torna anche Tivoli. Alle 18 si torna al Rasi, nella saletta Mandiaye N’Diaye per la presentazione del libro Regia Eretica. Il Novecento teatrale e i suoi doppi con Marco De Marinis, Lorenzo Donati, Raul Iaiza, Silvia Mei, Maria Dolores Pesce, Agata Tomšič. Alle 20, sul palco principale, Eugenio Sideri e MaMiMò daranno vita alla prima nazionale di Due parole su Ulla, mise en espace del testo di Eeva Turunen (in collaborazione con PAV e Fabulamundi Playwriting Europe). Alle 21.30 seguirà Qualcosa di reale, prima nazionale di Studio Doiz sul testo di Martin Algus, in collaborazione con Estonian Theatre Agency.

Nelle serate dell’8, 9 e 10 maggio torna anche il “Dopo-polis”, feat. Waste Festival. Musica dal vivo, djset e eventifino a mezzanotte ai Giardini Pubblici di Ravenna, a cura di Spotted e Dedalo.

«Come amministrazione siamo felici di essere al fianco di Polis fin dalla sua nascita, e di continuare a esserlo – commenta l’assessore alla cultura Fabio Sbaraglia -. in un periodo storico dove l’arte, soprattutto quella teatrale, fa i conti limitazioni e tagli ministeriali, è importante restare al fianco di realtà come questa, gestite da poche persone ma piene di passione, che offrono alla città un’importante occasione per fare rete».

A Ravenna sei nuovi “primari”. Preoccupano dipendenze e disagio giovanile

Sei nuovi direttori di unità operativa per rafforzare la sanità ravennate e rispondere a sfide sempre più complesse, dall’invecchiamento della popolazione al disagio giovanile. L’Ausl Romagna ha ufficializzato le nomine in questi giorni, in gran parte stabilizzando incarichi già ricoperti. I nuovi primari sono Riccardo Bertaccini (Neuropsichiatria infantile), Manuela Ricci (Dipendenze patologiche), Giulia Silvestrini (Igiene pubblica), Gianluca Danesi (Cronicità pneumologica), Elisa Montanari (Igiene alimenti) e Maria Grazia Piscaglia (Neurologia).

Tra le priorità, il rafforzamento dell’integrazione tra ospedale e territorio e la gestione della cronicità. Ma a preoccupare è soprattutto il fronte delle dipendenze e del disagio giovanile. «In dieci anni l’uso della cocaina è passato dal 24% al 40% dei casi», spiega la direttrice delle Dipendenze Manuela Ricci, evidenziando come il fenomeno riguardi sempre più persone inserite nel mondo del lavoro. Crescono anche le dipendenze comportamentali: «Il gaming può iniziare già a 8-11 anni e compromettere socialità e sviluppo». Da qui la spinta sulla prevenzione nelle scuole e su percorsi condivisi tra servizi sanitari.

Pubblichiamo qui di seguito una breve descrizione di ogni professionista, fornite dall’Ausl.

Riccardo Bertaccini, direttore unità operativa Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza. Forlivese, cinquantun anni, si è laureato in Psicologia, per poi specializzarsi in Psicoterapia Cognitiva presso la Scuola Quadriennale di Psicoterapia Cognitiva del Centro Clinico Crocetta di Torino. Il suo percorso professionale all’interno dei servizi sanitari romagnoli ha inizio nel 2011 nel territorio di Forlì-Cesena, dove ha operato come dirigente psicologo in forza all’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile ricoprendo l’incarico qualificato sui “Percorsi clinici per Psicopatologia Adolescenza”. La sua attività si è concentrata sui disturbi della nutrizione, sul fenomeno del ritiro sociale e sulla gestione degli adolescenti a rischio psicopatologico evolutivo, sulla presa in carico di minori con disabilità e problematiche dello sviluppo, lavorando costantemente in sinergia con i Servizi Sociali e l’Autorità Giudiziaria per la tutela dei più giovani. Nel 2025 il suo percorso lo ha portato a Rimini, dove ha assunto il ruolo di Dirigente Psicologo responsabile della struttura semplice di Psicologia Clinica e Psicopatologia, con funzioni di coordinamento delle attività del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche riminese.
In una ottica biopsicosociale intende lavorare per l’implementazione e il rafforzamento di risposte all’emergenza del disagio psichico adolescenziale e preadolescenziale. Il suo obiettivo è volto al consolidamento e al miglioramento continuo della rete di cura, in stretta sinergia con gli altri servizi sanitari e sociosanitari rivolti ai minori e alle loro famiglie nell’ambito delle problematiche dello sviluppo psicofisico, di condizione di disabilità e disagio psicosociale.

Gianluca Danesi, direttore unità operativa Governo dei Percorsi per la cronicità a vocazione pneumologica. Nato a Cesena, cinquantasette anni, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia a Bologna ha maturato una solida preparazione specialistica conseguendo il diploma nazionale in Ultrasonografia e tre diverse specializzazioni in Medicina Interna (Università di Bologna), Cardiologia (Università di Ferrara) e Malattie dell’Apparato Respiratorio (Università di Modena e Reggio Emilia). Il suo percorso accademico si è poi ulteriormente arricchito con un Master di II Livello in Pneumologia Interventistica e un perfezionamento in Broncoscopia Rigida conseguito nel 2023 presso l’Università di Firenze. La sua carriera professionale ha preso avvio nel 2000 come dirigente medico presso la Medicina d’Urgenza dell’Ospedale di Ravenna, fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di direttore facente funzione della stessa unità operativa che oggi guida tra Ravenna e Lugo.
Tra i suoi obiettivi principali figurano il consolidamento dei percorsi di pneumologia interventistica presso il presidio ospedaliero ravennate e il proseguimento del percorso di qualificazione dell’attività ambulatoriale in un contesto di trasversalità tra ospedale e territorio, con particolare riguardo alle patologie ostruttive come asma e BPCO. Altra sua priorità, una presa in carico che accompagni il paziente in ogni fase del percorso terapeutico.

Elisa Montanari, direttrice unità operativa Igiene Alimenti di Origine Animale. Nata a Faenza, cinquantasei anni, ha conseguito la Laurea in Medicina Veterinaria all’Università degli Studi di Bologna, specializzandosi poi in Sanità Pubblica Veterinaria all’Università degli Studi di Parma. La sua carriera ha avuto inizio con incarichi libero-professionali in qualità di medico veterinario convenzionato presso le Aziende USL di Ravenna e Ferrara, ricoprendo il ruolo di ispettore degli alimenti di origine animale. Successivamente, è entrata stabilmente nell’organico aziendale come dirigente veterinario, operando inizialmente nel territorio cesenate. Nel 2022 diviene responsabile della struttura semplice dell’Area Veterinaria di Lugo-Faenza e nel febbraio 2024 ricopre il ruolo di direttore facente funzione dell’U.O Igiene Alimenti Origine Animale di Ravenna.
I suoi obiettivi principali si concentrano sulla garanzia della sicurezza alimentare in una ottica di integrazione con le unità operative Veterinarie e i servizi di Igiene degli Alimenti e Nutrizione. Intende migliorare i percorsi integrati con le strutture organizzative dipartimentali coinvolte nella gestione delle malattie trasmesse da alimenti e delle emergenze, siano esse epidemiche o di altra natura, per assicurare una risposta tempestiva ed efficace a tutela della salute pubblica.

Maria Grazia Piscaglia, direttrice unità operativa Neurologia. Nata a Ravenna, sessantasei anni, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, ha ottenuto la specializzazione in Neurologia. I primi passi come dirigente medico l’hanno vista impegnata all’Ospedale Infermi di Rimini, dove ha consolidato le proprie competenze nell’ambito della neurofisiopatologia e nello studio delle malattie neuromuscolari, neurodegenerative e neuroimmuni. Successivamente, l’esperienza professionale l’ha portata all’IRCCS di Roma, a dirigere un’unità operativa dedicata alle patologie neuromotorie dell’età adulta. Il 2016 segna il suo ingresso nella Neurologia di Ravenna, reparto in cui, dal febbraio 2023, ricopre l’incarico di Responsabile del Centro Sclerosi Multipla e malattie Neurodegenerative. Da giugno 2024 ha ricoperto l’incarico di direttrice facente funzione della U.O. Neurologia di Ravenna.
Nel suo nuovo mandato come direttore si pone obiettivi incentrati sul rafforzamento della Stroke Unit e della Rete Stroke Romagna, sul potenziamento degli ambulatori di alta specialità, (Centro Sclerosi Multipla, Parkinson, Malattie Rare, Sla, Malattie neuromuscolari, Epilessia, Centro Cefalee, Tossina Botulinica, Centro Disturbi Cognitivi e Demenze-CDCD), sulla continuità assistenziale e cure di prossimità negli ospedali distrettuali, sull’implementazione della ricerca in rete con l’Università e sull’applicazione di sistemi di Digital Health. Punta a una evoluzione del reparto ospedaliero a nodo clinico per garantire cure di prossimità e il governo dei percorsi clinici complessi, ponendo l’innovazione tecnologica al servizio del paziente.

Manuela Ricci, direttrice unità operativa Dipendenze Patologiche. Nata in Germania, ha cinquantanove anni. Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Bologna, ha conseguito nello stesso ateneo la specializzazione in Psichiatria, arricchendo il proprio percorso con borse di studio nei Paesi Bassi e in Spagna.  Dopo aver ricoperto diversi incarichi clinici in ambito regionale, nel 2000 è entrata in forza presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Ravenna come dirigente medico, maturando una solida esperienza nei programmi di cura, nella gestione del rischio clinico, nella formazione e nel tutoraggio. Già referente aziendale per i percorsi dedicati all’adolescenza e ai minori ha anche svolto attività clinica, didattica e di ricerca presso l’Istituto di Psichiatria dell’Università di Bologna sui disturbi dell’umore, ansia, sonno, psicogeriatria e trial clinici.
In qualità di direttore intende orientare il suo lavoro verso lo sviluppo di trattamenti innovativi sulle nuove sostanze di abuso, in particolare sugli psicostimolanti, attraverso un approccio multidisciplinare e intersettoriale, il contrasto allo stigma, per favorire una adesione consapevole e partecipata dei pazienti al percorso di cura. Punta all’integrazione con i servizi di interfaccia (Pronto Soccorso, Ospedale e Cure Primarie), alla medicina di genere, alla promozione della salute e all’intercettazione precoce del disagio giovanile attraverso azioni di prevenzione e “peer education” nelle scuole e nei contesti di aggregazione giovanile più caratterizzati da marginalità ed esclusione sociale, oltre allo sviluppo di interventi di riduzione del danno finalizzati al contenimento dei costi sociali e sanitari legati all’uso di sostanze psicoattive.

Giulia Silvestrini, direttrice unità operativa Igiene e Sanità Pubblica. Quarantadue anni, nata a Urbino, si è laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata per poi specializzarsi in Igiene e Medicina Preventiva alla Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Il suo percorso lavorativo ha avuto inizio presso la Struttura Complessa del Servizio Sovrazonale di Epidemiologia dell’ASL Torino 3. In qualità di medico epidemiologo, ha maturato un’importante esperienza lavorando a progetti di respiro nazionale e internazionale focalizzati sul contrasto alle disuguaglianze di salute. Dal 2017 presta la sua attività all’interno dell’Igiene Pubblica di Ravenna, ricoprendo il ruolo di dirigente medico e occupandosi attivamente della gestione degli ambulatori vaccinali, della profilassi delle malattie infettive e di interventi mirati alla prevenzione e promozione della salute. A partire dal 2024, ha assunto l’incarico di Responsabile della struttura semplice dipartimentale “Sorveglianza delle malattie e dei fattori di rischio”. Da luglio 2024 ha ricoperto l’incarico di direttrice facente funzione della U.O. “Igiene e Sanità Pubblica” Ravenna.
La sua missione è orientata alla tutela della salute pubblica attraverso interventi che comprendono la promozione della salute, la sicurezza di ambienti di vita, la vigilanza, il controllo dei rischi per la salute e la prevenzione delle patologie infettive. Un impegno che si realizza attuando tutte le misure preventive a disposizione come le vaccinazioni, i percorsi di miglioramento degli stili di vita, la sorveglianza e il controllo delle malattie infettive. Crede fortemente nel lavoro di squadra dove punta a sviluppare competenze capaci di garantire la sicurezza e la qualità dei servizi. Il suo obiettivo è rafforzare il legame del servizio con il territorio, le istituzioni e i cittadini, promuovendo una corretta identificazione dei bisogni di salute e interventi efficaci, basati su evidenze scientifiche e volti a incrementare la sicurezza riducendo quanto più possibile i rischi per la salute.

Basket: l’Orasì Ravenna esonera Auletta prima dei playout, al suo posto Andrea Paccariè

In vista dei playout contro Fiorenzula, l’OraSì Basket Ravenna comunica di aver sollevato dall’incarico di capo allenatore il coach Andrea Auletta e, contemporaneamente, di aver affidato la guida tecnica a coach Andrea Paccariè.  «Una decisione non semplice, maturata a seguito dell’andamento del campionato e degli ultimi risultati che hanno portato alla conclusione della stagione regolare con l’approdo ai play-out – dichiara l’Orasì Basket Ravenna tramite una nota stampa – . La società desidera ringraziare Andrea per il lavoro svolto, per la professionalità e la dedizione mostrate in ogni momento della sua permanenza sulla panchina giallorossa. A lui va il più sincero ringraziamento di tutta la famiglia OraSì e i migliori auguri per il proseguimento della carriera e per il suo futuro».

Ad Andrea Paccariè l’arduo compito di mantenere il Ravenna in B Nazionale. I giallorossi sono reduci da una striscia di risultati preoccupante (solo una vittoria nelle ultime 11 partite), che in meno di due mesi ha portato Dron e soci da possibile spauracchio nei play-in ad una salvezza da giocarsi ai playout con il fattore campo a sfavore. Paccariè esordirà sulla panchina Orasì venerdì 8 maggio a Fiorenzula per Gara 1.

Nato a Bari nel 1961, Paccariè vanta una carriera da allenatore iniziata nel 1978 e costruita a tutti i livelli del basket italiano e internazionale. Nella sua lunga esperienza ha guidato club in Italia e Malta, occupando diversi ruoli e accumulando ottime stagioni e risultati positivi. In Italia ha rivestito il ruolo di capo allenatore a Olbia e quello di assistente allenatore in Serie A1 a Scafati. L’esperienza che lo caratterizza maggiormente è sicuramente quella decennale alla guida della LUISS Roma che ha condotto dal 2015 in Serie B fino alla promozione in Serie A2 nella stagione 2022/2023, stagione dove ha vinto anche il premio come miglior allenatore della Serie B Nazionale. Paccariè è rimasto alla guida della società capitolina fino alla stagione 2024/2025, terminata con il settimo posto. Anche sul fronte delle nazionali, il suo palmares è di assoluto rilievo: ha guidato la Nazionale Italiana alle Universiadi 2019, è stato per molti anni alla guida della Nazionale Militare Italiana in numerosi Campionati del Mondo.

Mancano agenti di polizia penitenziaria in carcere a Ravenna: «Carenza del 20 percento, personale allo stremo»

La Fp Cgil denuncia il progressivo deterioramento del sistema penitenziario italiano, definito ormai “al limite del collasso” a causa di sovraffollamento e carenza cronica di personale di polizia penitenziaria. Tra le situazioni definite più gravi quella della casa circondariale di Ravenna: a fronte di 93 unità previste, solo 59 agenti risultano effettivamente in servizio. Una carenza del 20%, superiore alla media regionale, che costringe il personale a turni prolungati, riposi ridotti e mansioni aggiuntive, con elevato stress psicofisico.

«Il personale è allo stremo», denuncia la Fp Cgil, che parla di uno stato di emergenza permanente. Il sindacato chiede un piano straordinario di assunzioni, interventi contro il sovraffollamento e misure urgenti per migliorare sicurezza e condizioni di lavoro, con un focus specifico su Ravenna. Secondo la Cgil, le politiche basate sull’inasprimento delle pene hanno aggravato la pressione sul sistema senza risolverne le criticità strutturali. «La situazione è indegna di un Paese civile», conclude il sindacato, invocando un confronto immediato.

Mesotelioma maligno: il 73,4 percento dei casi in 30 anni è per esposizione all’amianto sul lavoro

Nel periodo 1996-2024 risultano 374 casi di mesotelioma maligno (Mm) tra i residenti in provincia di Ravenna  al momento della diagnosi. Il dato proviene dal Registro mesoteliomi (Rem) dell’Emilia-Romagna attivo dal 1996 e sono divulgati dall’Osservatorio nazionale amianto (Ona) in occasione della giornata mondiale vittime dell’amianto che ricorre il 28 aprile per ricordare chi ha perso la vita a causa dell’esposizione a una delle sostanze più pericolose e diffuse del Novecento. Il mesotelioma, infatti, è un tumore raro ma di grande interesse scientifico per la documentata correlazione con un’esposizione professionale e/o ambientale ad amianto e per l’aumento dell’incidenza registrato negli ultimi anni in Italia e in molti altri Paesi industrializzati. Nel mondo, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sono oltre duecentomila le vittime ogni anno causate dall’amianto.

Nella provincia di Ravenna, sui 374 casi complessivi, il Rem indica 234 esposizioni professionali, 8 familiari, 3 ambientali e 6 extraprofessionali. Risultano inoltre 24 casi con esposizione improbabile, 44 con esposizione ignota, 49 ancora da definire e 6 non classificabili. Considerando solo i casi già definiti, Ravenna presenta quindi 251 casi con esposizione ad amianto individuata tra professionale, familiare, ambientale ed extraprofessionale. Il peso dell’esposizione professionale resta nettamente prevalente: i 234 casi professionali rappresentano circa il 62,6 percento di tutti i casi provinciali e circa il 73,4 percento dei casi già definiti.

La serie storica per Ravenna mostra una presenza costante di casi lungo tutto il periodo di osservazione. Negli anni più recenti risultano 17 casi nel 2018, 21 nel 2019, 16 nel 2020, 13 nel 2021, 19 nel 2022, 15 nel 2023 e 11 nel 2024. Il Rem precisa che l’incidenza può considerarsi pressoché completa fino al 2022, mentre per il periodo successivo la rilevazione dei nuovi casi è ancora in corso.

Il dato di 374 casi colloca Ravenna dopo Bologna, Reggio Emilia, Parma, Modena nella distribuzione regionale per provincia di residenza. Va ricordato che le quattro province hanno tutte una popolazione residente superiore a quella ravennate. Il registro regionale segnala che, nel periodo 2018-2022, i tassi standardizzati di incidenza risultano superiori alla media regionale per Ravenna nei soli uomini. Il dato è collegato alla presenza storica di attività produttive del settore conserviero-alimentare e, per Ravenna, anche del settore petrolchimico.

Nel quadro regionale complessivo, il Rem registra 3.650 casi incidenti tra il 1996 e il 2024. Di questi, 3.132 sono classificati come certi, 181 probabili e 337 possibili. La sede prevalente è la pleura, con 3.351 casi, pari a circa il 91,8 percento del totale regionale. Seguono il peritoneo con 264 casi, il testicolo con 24 e il pericardio con 11. In Emilia-Romagna, si registrano circa 650 decessi l’anno legati a patologie asbesto-correlate, confermando la regione tra le più colpite a livello nazionale.

A livello regionale, i settori più coinvolti nell’esposizione professionale ad amianto sono le costruzioni edili, con 309 casi, la costruzione e riparazione di rotabili ferroviari, con 218 casi, l’industria metalmeccanica, con 197 casi, gli zuccherifici e altre industrie alimentari, con 178 casi, la produzione di manufatti in cemento-amianto, con 142 casi, e la produzione di prodotti chimici e materie plastiche, con 120 casi.

Regione Emilia-Romagna indica tra i principali effetti sanitari dell’amianto le placche pleuriche, gli ispessimenti pleurici diffusi, l’asbestosi, il carcinoma polmonare e il mesotelioma. Le placche pleuriche sono indicate come la manifestazione più comune dell’esposizione inalatoria ad amianto, mentre l’asbestosi è descritta come una malattia cronica non oncologica del polmone, oggi diagnosticata in rari casi, legata a una prolungata e massiccia inalazione di fibre.

Sempre la Regione Emilia-Romagna riferisce che, negli ambulatori ex esposti amianto delle Ausl regionali, tra gennaio 2019 e novembre 2025 sono stati effettuati 984 accessi, tra prime visite e controlli periodici, e 1.323 accertamenti diagnostici. Nello stesso periodo sono state comunicate all’Inail 87 malattie asbesto-correlate, tra nuove segnalazioni e aggravamenti di patologie già note; nel 60 percento dei casi si tratta di placche pleuriche.

Per il quadro assicurativo nazionale, Inail ricorda che l’asbestosi è stata la prima malattia professionale amianto-correlata riconosciuta dall’Istituto; dal 1994 sono tabellati anche il mesotelioma pleurico, pericardico e peritoneale e il carcinoma polmonare. INAIL segnala inoltre che in Italia si registrano ancora oltre mille casi ogni anno di nuove diagnosi professionali asbesto-correlate.

Per l’Emilia-Romagna, Inail indica 183 rendite di inabilità permanente da malattie asbesto-correlate in vigore al 31 dicembre 2024. Sempre alla stessa data risultano 1.030 rendite a superstiti per malattie asbesto-correlate. Questi dati sono regionali, non provinciali, ma sono utili per completare il quadro sulle conseguenze sanitarie e previdenziali dell’esposizione ad amianto.

«L’amianto non è un problema del passato – spiega l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona –. È una presenza ancora attuale e diffusa, un’emergenza silenziosa, ma ancora profondamente radicata nel nostro quotidiano. Materiali contenenti amianto sono ancora oggi presenti nelle abitazioni, nelle scuole, negli ospedali, nelle biblioteche, nelle strutture sportive, fino alle tubature dell’acqua, così come in numerosi siti produttivi e contesti industriali, e anche ambiti istituzionali e operativi, comprese le forze armate senza escludere altri corpi dello Stato. Una presenza invisibile ma pervasiva, che espone ancora oggi milioni di cittadini a un rischio concreto e quotidiano».

Bonanni riconosce che negli anni l’Emilia-Romagna ha sviluppato un approccio avanzato, fondato su programmi di sorveglianza sanitaria, registri tumori e monitoraggio epidemiologico, mappatura dei siti contaminati, interventi strutturati di bonifica: «Un sistema che rappresenta un modello organizzativo a livello nazionale, capace di integrare prevenzione, diagnosi e intervento. Eppure, il dato resta invariato. La stabilità dei numeri dimostra che l’emergenza non è superata. Organizzazione e strumenti sono fondamentali, ma non sufficienti se non accompagnati da un’accelerazione decisa nelle bonifiche».

L’Ona offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800-034294 e il sito www.osservatorioamianto.it.

Un secolo fa nasceva il museo Baracca: ora nuovi spazi e un calendario di eventi

A cento anni dalla nascita del museo di Lugo dedicato al concittadino Francesco Baracca (morto nel 1918), medaglia d’oro al valor militare e principale asso dell’aviazione italiana durante la prima guerra mondiale nel corso della quale gli vennero attribuiti 34 abbattimenti di aerei nemici (il numero più alto mai raggiunto da un aviatore dell’Aeronautica italiana), la città natale del pilota organizza un calendario di concerti, mostre, spettacoli, convegni e cerimonie da maggio per tutto il resto del 2026.

Il momento più atteso è fissato per il 13 giugno: alle 11 il museo inaugurerà i suoi nuovi spazi, con apertura straordinaria e continuata fino alle 23. La giornata sarà animata da concerti da camera, visite guidate, la mostra “Due aeropittori futuristi nella Casa Museo Francesco Baracca” con opere di Tato e Alessandro Bruschetti, nonché l’ingresso gratuito.

L’inaugurazione partirà dalla sala Baracca della Rocca estense, la prima sede del museo nel 1926, per poi proseguire in corteo fino alla sede attuale, ossia la casa natale di Francesco al civico 65 dell’omonima via, dove il museo si trova dagli anni Novanta, per rispettare la volontà testamentaria dei genitori dell’asso, che avevano donato l’edificio al Comune di Lugo.

Nel pomeriggio, alle 18 nel giardino del museo, si inserirà un appuntamento con Scrittura festival in dialogo con Giorgio Zanchini. Domenica 14 giugno il museo proporrà nuove visite guidate e laboratori con ingresso gratuito, e alle 11 nel giardino si terrà il concerto di Federico Emanuele Babini con il violoncello che apparteneva a Baracca, accompagnato al pianoforte da Giulio Giurato su musiche di Pratella, Bach, Paganini e Rossini, in collaborazione con la scuola di musica Malerbi.

Il 2026 è anche l’anno dei lavori di restauro e ampliamento del museo Baracca (costo degli interventi 300mila euro, finanziati con risorse comunali). Sono state restaurate le prime porzioni delle due ali laterali del museo, che si affacciano sulla corte interna e che sono collegate a casa Baracca, nonché la corte interna stessa.

Sul lato nord, adiacente alla sala dello Spad, è stato demolito il solaio per creare un unico spazio a sviluppo verticale, dal piano terra al primo piano: qui saranno raccolti ed esposti tutti i reperti del velivolo da ricognizione tedesco Dfw C.V che Baracca abbatté nel 1917 e che sono ora esposti in maniera diffusa all’interno del museo. Sul soffitto verrà restaurato il dipinto murale a tempera trompe-l’œil di inizio Novecento e raffigurante un cielo terso (restauro a cura di Paolo D’Andrea della Galileo Restauri di Ravenna). La nuova sala sarà visitabile sia dal pian terreno, con ingresso dalla sala dello Spad, sia dal primo piano, grazie a una passerella sospesa che darà l’impressione del volo. I rottami del velivolo avversario abbattuto saranno in contrapposizione allo Spad integro della prima sala, l’aereo della trentesima vittoria di Baracca.

Sul lato sud l’intervento riguarda un locale posto al primo piano dell’ala (al piano terra sono già presenti i servizi igienici): qui verrà ospitata la collezione del fondo Baldini di cartoline di propaganda della Grande guerra. Le cartoline in tutto sono 2905: non saranno visibili nella loro totalità, ma inserite in un nuovo allestimento e spazio che permetterà di ampliare il numero di quelle esposte, grazie alla ristrutturazione di una sala interamente dedicata alla valorizzazione della collezione.

Lo spazio ricavato dal ricollocamento della collezione (che al momento si trova all’interno degli spazi tradizionali del museo) consentirà di creare una sezione dedicata all’Aeronautica militare, e nello specifico al «cavallino ancora in volo», ovvero ai numerosi riferimenti e omaggi ancora oggi presenti sui velivoli dell’arma azzurra, dalle Frecce tricolori al 4° Stormo caccia di Grosseto.

Anche la corte interna si prepara a cambiare volto: la grossa ghiaia presente nel cortile verrà sostituita con materiali più consoni al calpestamento e il ponteggio a sostegno di porzione dell’ala destra dell’edificio sarà abbellito con gigantografie di tutti gli aerei che attraverso un secolo di storia hanno portato sulle proprie insegne il cavallino di Baracca. Si tratterà di un allestimento temporaneo in attesa di una complessiva riqualificazione degli spazi.

Sarà infine restaurata la facciata esterna di casa Baracca che si affaccia sul cortile, con il ripristino del colore rosso: recenti sondaggi hanno infatti provato che la parete, ora gialla, era in origine dello stesso colore di quella che si affaccia su via Baracca.

I lavori saranno ultimati per il 16 giugno 2026, data che rappresenta il centenario della nascita del museo. Quel giorno il museo e la sua corte interna ospiteranno alle 20.15 una visita guidata seguita alle 21.30 dal concerto di Filippo Gorini per Ravenna Festival. Il giorno successivo, mercoledì 17 giugno, il giardino del museo accoglierà alle 18 la presentazione del libro di Maria Luisa Suprani Querzoli “Ritratto di Francesco Baracca”, dedicato al monumento di Domenico Rambelli. La serata proseguirà alle 21 con lo spettacolo “Sotto di me il vuoto”, scritto e interpretato da Elena Bucci con le Belle bandiere, in coproduzione con il teatro Rossini di Lugo.

Venerdì 19 giugno sarà la giornata del ricordo e del dibattito storico. Al monumento di piazza Baracca è prevista una cerimonia con deposizione di corone alla presenza di autorità civili e militari, con il sorvolo degli aerei storici di Giancarlo Zanardo e la partecipazione del Piemonte Cavalleria in uniforme storica. La serata si sposterà alla corte della Rocca (o al salone Estense in caso di maltempo) dove alle 21 si terrà il convegno “19 giugno 1918, ore 18.40. Com’è morto Francesco Baracca?”, che riunisce per la prima volta le principali ipotesi sulla morte dell’aviatore; con Mauro Antonellini, Stefano Lugli e Daniele Filippi, introdotto da Massimiliano Fabbri e moderato da Giulia Garuffi, con conclusioni di Paolo Varriale.

Il fine settimana del centenario si concluderà sabato 20 giugno all’aeroclub Francesco Baracca di Villa San Martino, con una mostra statica ed esibizioni degli aerei storici di Zanardo.

Entro giugno sarà ultimata la progettazione degli ulteriori ampliamenti del museo, che porteranno non solo al completamento delle due ali della corte interna, ma anche all’inclusione di palazzo Tamba nella struttura museale con i suoi oltre mille mq di spazi. Questo consentirà di creare un’aula da dedicare alla didattica e uno spazio per le mostre temporanee (nell’ala destra della corte interna), mentre a palazzo Tamba sorgerà un centro studi su Francesco Baracca in cui saranno raccolti tutti i depositi e fondi attualmente ospitati alla biblioteca Trisi, nonché il museo della città. Non mancheranno, infine, ambienti multimediali che amplieranno la narrazione sul mito di Baracca tra volo, cavalli, storia, sport, arti visive, musica e cinema.

Il calendario delle celebrazioni però prenderà il via il 9 maggio con una doppia inaugurazione. Alle 16.30 al salone estense della Rocca verrà presentata la biografia di Roberto Allegro dedicata a Baracca, “Il cavaliere dei cieli. Francesco Baracca e l’aviazione italiana nella Grande Guerra”. Alle 18 nella sala Baracca aprirà i battenti la mostra fotografica e documentaria “L’Aquila e la Corona”, a cura di Mauro Antonellini, Andrea Albonetti e della Squadriglia del Grifo, allestita per celebrare il centenario dell’apertura del museo e visitabile fino a domenica 21 giugno.

Sempre nel mese di maggio, il 28 e il 29 al centro sociale il Tondo è in programma uno spettacolo per bambini e famiglie a cura di Ravenna teatro – compagnia Drammatico vegetale, tratto dal Piccolo Principe con il linguaggio del teatro d’ombre e di figura, realizzato con la collaborazione del teatro Rossini di Lugo.

Le iniziative proseguiranno nella seconda metà del 2026 con ulteriori appuntamenti che arricchiranno il palinsesto celebrativo del centenario, spaziando tra musica, teatro, mostre d’arte, convegni e momenti di festa aperti alla cittadinanza. Il programma completo aggiornato sarà disponibile sui canali ufficiali del museo Baracca e sul sito www.comune.lugo.ra.it.

Uscite di sicurezza non segnalate e ostruite da materiale: sanzioni per un locale di intrattenimento

L’Ispettorato del lavoro ha accertato la violazione delle norme di sicurezza in un locale di intrattenimento a Faenza. Le uscite di sicurezza, oltre ad essere ostruite da materiali vari, non erano adeguatamente segnalate e una porta tagliafuoco era bloccata da una scansia che nei fatti ne alterava il corretto funzionamento. A seguito dell’ispezione avvenuta nei giorni scorsi, resa nota dall’Ispettorato, sono state impartite le prescrizioni volte a ripristinare le condizioni di sicurezza, con le relative sanzioni di legge. L’Ispettorato non ha reso noto il nome del locale. L’ispezione si è svolta con il personale della polizia di Stato e della polizia locale, nell’ambito di una serie di controlli in alcuni locali pubblici della provincia.

«Cervia deve valorizzare la cultura, frenare la frenesia edilizia e liberarsi del traffico»

Stop al consumo di suolo, riduzione del traffico e dell’accessibilità veicolare, riqualificazione degli impianti sportivi e valorizzazione della sfera culturale cittadina. Sono queste, secondo la giornalista Marisa Ostolani, le principali sfide che attendono il prossimo sindaco.

Nata e cresciuta a Cervia, Ostolani lascia la città a metà degli anni ’70 per intraprendere la carriera giornalistica prima a Bologna (per La Repubblica e La Stampa), poi a Bruxelles come corrispondente estera dell’Ansa. Chiude la sua carriera a Roma, come caporedattrice aggiunta agli Esteri dell’Ansa, prima di rientrare a Cervia nel 2022 dove fonda l’associazione culturale “Grazia Deledda, una Nobel a Cervia” di cui è presidente e attraverso cui organizza un festival letterario annuale.

«Cervia è la mia città del cuore. Gli anni di lontananza mi hanno fatto ritrovare però una realtà profondamente cambiata, caotica. Drastico il cambiamento di Milano Marittima, che ricordavo come una località verde e graziosa, piena di personalità – commenta Ostolani -. Il centro storico di Cervia paga invece il prezzo di una riqualifica incoerente e non unitaria. Borgo Saffi è terra di nessuno, lo storico cinema Europa è diventato un lotto di appartamenti di lusso. Alla soddisfazione per il recupero della Darsena del Sale si è poi accompagnata la delusione nel vederla trasformata in una spa e un ristorante sfarzoso, a fronte di una biblioteca che chiede spazi e all’assenza di una casa della cultura in città. È mancata una visione d’insieme per preservare un centro storico unico a livello storico e culturale».

La campagna elettorale in corso non sembra prospettare per il momento il cambiamento desiderato: «Siamo solo all’inizio, ma non si vedono forti differenze di carattere identitario tra i nomi in corsa – prosegue Ostolani -. Incomprensibile, e probabilmente dettata dall’ego, la scelta del centrodestra di proporre tre candidati di cui non si sente il bisogno, con programmi sostanzialmente uguali tra loro». Per quanto riguarda il centrosinistra, invece, è da condannare un approccio che sembra aver già dimenticato ciò che è successo: «Cervia ha la capacità di rimuovere gli episodi negativi dalla memoria collettiva, e ciò che è successo alla giunta Missiroli non fa eccezione. Queste elezioni anticipate potevano essere una grande occasione per dare alla città una sindaca donna, non solo in funzione delle politiche di genere, ma anche delle circostanze che hanno riportato i cervesi alle urne. Mi sarei aspettata uno sforzo maggiore dal partito principale». Tra le criticità del dibattito politico locale, anche l’esagerazione e la strumentalizzazione di alcuni temi, come la raccolta di rifiuti a ridosso delle saline e il tema della sicurezza, «che dovrebbe partire proprio dalla promozione di una cultura di genere paritaria rispettosa».

Per quanto riguarda i progetti concreti da mettere in campo, nella visione della giornalista, sarà necessario porre fine alla «frenesia edilizia» che sta colpendo soprattutto e zone residenziali di Pinarella e sostituire al cemento nuove aree verdi pensate come luogo di aggregazione per giovani e famiglie. Lo stesso ragionamento si applica agli impianti sportivi: «Fuori luogo la creazione da zero di nuovi impianti quando in città non mancano quelli da riqualificare, con circoli e strutture che hanno solo bisogno di essere valorizzati e messe in rete. In generale, dovremmo partire dal valorizzare ciò che già abbiamo».

Fondamentale anche liberare la città dalla «morsa del traffico», immaginando parcheggi ad anello ai margini della città, dotati di noleggio bici per liberare centro storico e lungomare dalle automobili: «Una cittadina piccola come la nostra non può essere ostaggio di code, traffico e parcheggio selvaggio», osserva la giornalista, richiamando anche il confronto con alcune capitali europee come Bruxelles, dove «è possibile raggiungere qualsiasi luogo in bicicletta». Infine è da rivedere l’identità culturale cittadina, troppo spesso ridotta a «qualche imbellettata di folklore o al rimestare ciò che è comfort zone».

Secondo Ostolani, «la mancanza di visione sulle politiche culturali emerge da elementi minori, come la mancanza di una linea direttrice nella programmazione dei Magazzini del Sale, fino agli errori più evidenti, come la perdita di Villa Caravella». La residenza cervese della scrittrice Deledda, premio Nobel nel 1926, infatti è stata messa in vendita negli anni ’80 senza venire acquistata dal Comune, passando così in mano a privati. Oggi, il giardino è usato come parcheggio dell’hotel adiacente. «Si dice che Cervia sia governata dalla “lobby” bagnina e alberghiera, poco attenta alla cultura. Ma l’errore è quello di non valorizzare il potenziale culturale come leva turistica, immaginando ad esempio un ponte ideale tra Sardegna e Romagna o la valorizzazione di Cervia come “Città dei Nobel”, con vincitori del premio come ospiti annuali».

“Focus Lavoro” si conclude al Mariani, con una rassegna cinematografica per riflettere su precarietà e diritti

Al Cinema Mariani arriva l’ultima sezione di “Focus Lavoro” con una rassegna di titoli sui temi di precarietà e diritti dei lavoratori firmata da Ravenna Teatro. Dal 29 aprile al 19 maggio sono in programma quattro proiezioni in lingua originale e sottotitolate, che uniscono alle questioni lavorative contemporanee l’attenzione al tema dell’immigrazione.

Il progetto Focus Lavoro è realizzato in collaborazione con Cgil Ravenna e Comune e ha attraversato l’intera Stagione 2025/2026 con spettacoli, incontri e proiezioni. La rassegna cinematorgrafica conclusiva è realizzata in collaborazione con il Festival delle Culture e Cinemaincentro.

Si comincia mercoledì 29 aprile con La storia di Souleymane di Boris Lojkine (Fra 2024, 93’), due giorni cruciali nella vita di Souleymane, giovane migrante guineano senza documenti a Parigi, tra consegne in bici e il colloquio decisivo per l’asilo. Un racconto teso e realistico che denuncia lo sfruttamento della gig economy e la fragilità di chi vive sospeso tra sopravvivenza quotidiana e diritto al riconoscimento. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto un premio ai European Film Awards, ha ottenuto 8 candidature e vinto 4 Cesar, ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Lumiere Awards. La proiezione è a ingresso gratuito. Grand Ciel di Akihiro Hata (Fra, 2026, 91’) è invece in programma martedì 5 maggio. Il film racconta di un cantiere notturno destinato a diventare una città del futuro, in cui operai precari e invisibili lavorano in condizioni sempre più dure e rischiose. Tra misteriose sparizioni e sospetti di insabbiamento, Grand Ciel si rivela un thriller sociale che svela il costo umano del progresso, tra sfruttamento e vulnerabilità dei lavoratori, soprattutto migranti.

Martedì 12 maggio è la volta di The Old Oak di Ken Loach (GB, 2023, 113′), ambientato in un ex villaggio minerario del nord dell’Inghilterra, in cui vive una comunità impoverita e divisa dall’arrivo di rifugiati siriani. Tra tensioni sociali e paure alimentate dalla precarietà, il film intreccia lavoro e immigrazione, aprendo uno spazio di solidarietà possibile tra chi condivide la stessa fragilità. La rassegna si chiude martedì 19 maggio con Anywhere Anytime di Milad Tangshir (Ita 2024, 82’), una seconda proiezione a ingresso gratuito che segue la lotta quotidiana di Issa, un giovane migrante senza documenti nella Torino contemporanea. Un racconto secco e profondamente umano sullo sfruttamento contemporaneo, dove il lavoro non offre integrazione ma produce nuova fragilità e marginalizzazione.

Tutti i film sono in programma alle 21. I biglietti sono prenotabili o acquistabili su cinemaincentro.com o direttamente al Cinema Mariani.

Fondo di 80mila euro per contributi a chi ha avuto cali di fatturato per la chiusura del ponte sul Montone

Le attività economiche di San Pancrazio, frazione di Russi, che hanno registrato un calo del fatturato di almeno il 10 percento durante la chiusura del ponte sul fiume Montone per i lavori di rifacimento, potranno accedere a un fondo di sostegno di 80mila euro istituito dal Comune con risorse interamente comunali attraverso una variazione al bilancio (deliberazione del consiglio comunale del 17 dicembre 2025). Le domande vanno presentate entro il 27 maggio 2026.

Come noto, il cantiere è cominciato il 7 ottobre 2024 con la previsione di concludersi nella primavera del 2025 e invece la riapertura al traffico della strada provinciale 5 “Roncalceci” è arrivata solo il 7 dicembre 2025.

Il fondo prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto, non rimborsabili, a favore delle attività economiche che abbiano subito un calo di fatturato riconducibile ai disagi infrastrutturali sopra descritti. Possono presentare domanda di contributo le attività economiche con sede legale o unità locale operante nella frazione di San Pancrazio, attive e operative in via continuativa nel periodo compreso tra l’1 maggio 2024 e il 30 novembre 2025, e che hanno registrato una riduzione del fatturato pari o superiore al 10% nel periodo di osservazione (luglio-novembre 2025) rispetto al periodo di confronto (maggio-settembre 2024). Il contributo è erogato in misura proporzionale alla percentuale di calo del fatturato, registrata nel periodo di osservazione rispetto al periodo di confronto.

«Si è trattato di un cantiere fondamentale per la sicurezza – sottolinea la sindaca Valentina Palli -, , ma siamo consapevoli che la prolungata chiusura del ponte, dovuta al protrarsi del cantiere, e le conseguenti limitazioni alla circolazione veicolare hanno compromesso l’accessibilità e la visibilità commerciale delle attività della frazione di San Pancrazio, causando una riduzione della clientela e un danno economico. Abbiamo quindi scelto di mettere a disposizione questo fondo per offrire un sostegno concreto alle imprese, agli artigiani, alle aziende agricole e ai professionisti che in questi mesi hanno affrontato con grande senso di responsabilità il protrarsi della chiusura oltre i termini inizialmente definiti. È un intervento straordinario con cui vogliamo dare un segnale di vicinanza al tessuto economico locale e contribuire alla ripartenza della frazione, valorizzando il ruolo fondamentale che queste attività svolgono per la comunità».

Le domande di contributo devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica, tramite posta elettronica certificata (Pec) all’indirizzo pg.comune.russi.ra.it@legalmail.it, utilizzando obbligatoriamente l’apposito modulo di domanda allegato alla notizia pubblicata sul sito del Comune di Russi, da inviare debitamente compilato e sottoscritto entro le 12 del 27 maggio 2026. Per informazioni: Ufficio Sportello Unico per le Attività Produttive e per l’Ambiente, 0544 587633, email: suap@comune.russi.ra.it.

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