venerdì
29 Agosto 2025

Massaggi con fattura, l’extra in nero Il centro benessere era un bordello

Locale sequestrato e titolari denunciate per sfruttamento Lavoratrici costrette a proporre prestazioni sessuali

Per il massaggio c’era regolare fattura, per la prestazione sessuale finale extra si pagava in nero. I carabinieri della compagnia di Ravenna, nella mattinata dell’11 maggio, hanno perquisito e sequestrato un centro massaggi gestito da due donne cinesi che sono state denunciate per sfruttamento della prostituzione. L’indagine dei nucleo operativo e radiomobile, andata avanti per diversi mesi partendo dalle testimonianze di alcuni clienti, ha riscontrato che le due titolari dell’attività costringevano le dipendenti a proporre prestazioni sessuali a fine massaggio per una spesa extra che i clienti pagavano in nero.

Il siparietto era sempre lo stesso: i clienti venivano ricevuti dalla titolare che accompagnava li accompagnava in una stanza dove poteva spogliarsi e sdraiarsi sul lettino in attesa della massaggiatrice che al termine della prestazioni lavorativa, già piuttosto ambigua, avanzava una proposta di natura sessuale, pagata con un extra rispetto al normale massaggio.

I militari hanno studiato la situazione societaria e fatto controlli anche di natura amministrativa, al fine di identificare le titolari e le dipendenti, soprattutto quale rapporto vi fosse tra queste persone; al momento dell’accesso al centro massaggi, è apparso evidente che le dipendenti addirittura dormissero all’interno del centro, eventualità questa da accertare che darebbe luogo a responsabilità penali ancor più gravi per le titolari.

«Bollette della Tari più leggere per ripagare i cittadini del caos rifiuti»

I sindaci della provincia ancora in pressing su Hera all’indomani della sentenza del Tar che ha salvato la gara di appalto

«Le bollette Tari dovranno essere più leggere di quelle dell’anno precedente». È il monito rivolto dai sindaci della provincia di Ravenna a Hera dopo il caos rifiuti cominciato quando è entrato in servizio il nuovo fornitore del servizio scelto dalla multiutility con un bando di gara e che ancora perdura in alcuni punti del territorio. Secondo i primi cittadini dei diciotto comuni compresi nell’area oggetti di bando Hera, l’agenzia regionale che si occupa della materia (Atersir) dovrà stabilire una penalizzazione per Hera da tramutare in un equo sconto nelle bollette della Tari.

«I Comuni della provincia di Ravenna sottolineano con forza la gravità dei gravi disservizi che si sono verificati, e che in parte sono ancora in corso, nello spazzamento e nella raccolta dei rifiuti. Questi disservizi sono inaccettabili, ancor di più se raffrontati ad una qualità abitualmente soddisfacente. Ad oggi, per ammissione della stessa Hera, il nuovo fornitore del servizio si è rivelato inadeguato per mezzi e personale. Hera deve assicurare da subito il ripristino del 100 percento dell’efficienza e della qualità del servizio».

Una sentenza del Tar di ieri, 10 maggio, ha respinto il ricorso del gruppo di cooperative che aveva chiesto l’annullamento dell’appalto al consorzio Ambiente 2.0 ma ora Hera potrà decidere se rescindere il contratto. I giudici infatti erano chiamati a pronunciarsi sulla regolarità della gara mentre la multiutility potrà decidere di interrompere il contratto qualora valutasse che vi sono gravi inadempienze. «Richiamiamo e richiameremo i dirigenti del Gruppo Hera allo spirito con cui è stata creata Hera: presidiare i territori servendoli nel modo migliore possibile e garantendo la qualità del servizio erogato agli abitanti. Hera dovrà compiere scelte radicali perché non si debbano verificare mai più disservizi, neanche temporanei, come quelli avvenuti e, in parte, ancora in corso nel territorio ravennate. È evidente che vanno predisposte gare con un diverso equilibrio fra garanzie della qualità del servizio e ribassi economici. Vanno poi assicurati meccanismi di controllo realmente efficaci, a valle della gara, ma prima dell’avvio del lavoro di nuovi fornitori, sull’effettiva corrispondenza fra i requisiti dichiarati e quelli realmente effettivi da parte dei fornitori del servizio».

Continua a sventolare la Bandiera Blu sui lidi ravennati e cervesi

In Emilia-Romagna perdono il riconoscimento Gatteo e San Mauro

Sono sette, due in meno rispetto al 2015, le bandiere blu delle quali si potrà fregiare l’Emilia-Romagna nel 2016. Gatteo Mare e San Mauro Pascoli, in provincia di Forlì-Cesena, escono dalle località rivierasche di eccellenza. Confermate, invece, Comacchio e i Lidi comacchiesi (Ferrara), Cesenatico (Forlì-Cesena), Ravenna-Lidi Ravennati e Cervia-Milano Marittima-Pinarella (Ravenna), Misano Adriatico, Cattolica e Bellaria-Igea Marina (Rimini).

Il riconoscimento internazionale assegnato dalla Foundation for Environmental Education (Fee) premia la qualità delle acque di balneazione ma anche il turismo sostenibile, l’attenta gestione dei rifiuti e la valorizzazione delle aree naturalistiche. L’iniziativa, giunta alla trentesima edizione, vede ancora sul podio la Liguria con 25 località premiate.

Continua a sventolare la Bandiera Blu sui lidi ravennati e cervesi

In Emilia-Romagna perdono il riconoscimento Gatteo e San Mauro

Sono sette, due in meno rispetto al 2015, le bandiere blu delle quali si potrà fregiare l’Emilia-Romagna nel 2016. Gatteo Mare e San Mauro Pascoli, in provincia di Forlì-Cesena, escono dalle località rivierasche di eccellenza. Confermate, invece, Comacchio e i Lidi comacchiesi (Ferrara), Cesenatico (Forlì-Cesena), Ravenna-Lidi Ravennati e Cervia-Milano Marittima-Pinarella (Ravenna), Misano Adriatico, Cattolica e Bellaria-Igea Marina (Rimini).

Il riconoscimento internazionale assegnato dalla Foundation for Environmental Education (Fee) premia la qualità delle acque di balneazione ma anche il turismo sostenibile, l’attenta gestione dei rifiuti e la valorizzazione delle aree naturalistiche. L’iniziativa, giunta alla trentesima edizione, vede ancora sul podio la Liguria con 25 località premiate.

Una mappa mentale per il programma partecipato di Ravenna in Comune

La lista di sinistra alternativa al Pd che candida Sutter presenta
il progetto. In caso di vittoria due vicensindaci: Manzoli e Casalino

C’è stato anche un momento rap, con il più giovane candidato in lista Desiderio Basile (classe 1995) a inneggiare (trattasi infatti dell’inno ufficiale della lista) a Ravenna in Comune. Ma gran parte della serata del 10 maggio all’hotel Cube per la lista che candida Raffaella Sutter a sindaco è stata dedicata al programma. Una presentazione che è partita dalla forma e dai metodi che hanno dato forma ai contenuti, in coerenza con quanto dichiarato dall’ex dirigente comunale fin dalla sua candidatura a sindaco per le prossime amministrative, il novembre scorso.

Sutter ha infatti ribadito come l’esito sia stato il frutto di un lungo percorso partecipato di tavoli di lavoro a cui hanno preso parte decine e decine di soggetti tra persone, associazioni e partiti del territorio, per arrivare «non a una semplice mediazione ma a una sintesi». Metodo orizzontale, dunque, per “dar voce” e non rappresentare gerarchicamente, che prende la forma di una “mappa mentale” in cui i temi si interconnettono tra loro per rendere conto «della complessità delle questioni e delle interconnessioni anche nella città», ha spiegato la candidata prima di lasciare la parola ai due portavoce dell’assemblea degli aderenti alla lista civica Massimo Manzoli e Dora Casalino. I due trentenni (senza precedenti appartenenze partitiche) che, ha anticipato Sutter, saranno in caso di vittoria entrambi i suoi vice. «Dovremo anche in questo caso prevedere qualche cambiamento di regolamento, ma crediamo sia importante anche in un’ottica di genere». Ottica di genere del resto che, verrà detto poi dalla stessa Casalino, non ha un capitolo a parte perché attraversa tutto il programma.

Programma appunto articolato in capitoli ma con un andamento rizomatico più che ad albero secondo quattro tematiche fondamentali che guidano anche i due portavoce nella breve introduzione: ambiente e territorio, cultura e turismo, welfare, sanità e istruzione, lavoro e industria.

È Massimo Manzoli, ingegnere noto per il suo impegno sia sul tema della lotta alla mafia che al gioco d’azzardo e per la sua appartenenza al Gruppo dello Zuccherificio, a  cominciare dal tema del lavoro. Da lì si comincia e non dalle promesse per nuovo lavoro, ma dalla tutela dei diritti dei lavoratori attraverso il sistema degli appalti, per esempio. Il Comune visto come elemento guida in questa tutela attraverso una serie di azioni concrete (per esempio una nuova regolamentazione di appalti che non solo non devono essere al massimo ribasso, ma nemmeno semplicemente secondo la logica della “offerta più conveniente”, o la dichiarazione prima di eventuali subappalti). E in questa unione a sinistra di anime diverse la difesa di comparti storici e strategici come l’industria, a cominciare dalla chimica, e l’edilizia si combinano con un programma di forte spinta e attenzione ambientalista dove si parla di qualità dell’aria, di mobilità sostenibile, di nuova urbanistica, di rigenerazione. E qui le linee si intrecciano con la necessità di ridare identità appunto alle frazioni all’idea di recuperare un luogo almeno in ogni ex circoscrizione da dare in mano ai giovani per offrire nuova linfa al territorio e un’alternativa al modello di relazione imperante dentro contenitori standardizzati come il Cinemacity. E anche con la necessità di reinventare un modello di welfare che non può prescindere dal diritto alla casa, secondo un modello completamente nuovo che passa dall’abolizione di Asp e Acer, e da quel reddito minimo comunale che deve servire principalmente a “prevenire” nuove povertà. È Dora Casalino, nota operatrice del sociale, a spiegare le idee fondanti di servizi sociali (la parte più facile, ammette, da redigere insieme) che parla per esempio di progetti di microaccoglienza per i migranti e di uno “sfruttamento” in senso positivo delle competenze di cui queste persone sono portatrici. Per esempio, dice Casalino, nel recupero di quei vecchi mestieri che in realtà ora rappresentano un futuro anche qui, a cominciare per esempio dall’agricoltura. E qui il passo è breve per un’idea di turismo ecosostenibile, ciclabile, che raccoglie per esempio progetti sostenuti da Legambiente come i parchi fluviali che deve vivere accanto a quello dei lidi (e qui c’è l’ennesimo no alle ordinanze che in questi anni hanno caratterizzato i mandati di Matteucci) e quello della città d’arte, con un centro che dovrà progressivamente essere pedonalizzato, dicono da Ravenna in Comune senza tergiversare ma parlando anche di parcheggi e mobilità alternativa tra autobus, bike sharing, mezzi a chiamata. Tutto collegato anche a un’idea di cultura che generi lavoro vero, come più volte affrontato e ribadito dalla lista in questi mesi.

Una mappa di cui seguire i fili, dove fermarsi per approfondimenti sul sito, essendo interattiva e contenendo documenti di approfondimento in parte definiti in parte ancora in progress e che in progress, dice Sutter, «continueranno a essere anche dopo che avremo vinto le elezioni». Una mappa “trasparente” di cui chiunque vorrà potrà seguire l’evolversi e realizzata grazie al contributo di Roberto Fiorini a cui Sutter riserva un ringraziamento particolare. Per chi amasse poi un metodo più tradizionale di consultazione del programma, sarà disponibile anche una versione tradizionale e più discorsiva.

Dentro, che sia una o l’altra forma, oltre ai principi ispiratori e a un’analisi dell’oggi, anche idee e spunti più concreti, progetti, rimandi a esperienze ritenute virtuose a cui ispirarsi (di certo non si può contestare a Sutter & Co. una mancanza di studio di ciò che avviene altrove). Per chi volesse approfondire è tutto on line all’indirizzo: www.ravennaincomune.it.

Se della sinistra tradizionalmente intesa alcune parti mantengono forse un’eccessiva verbosità (che scompare tuttavia nella mappa), la forma rappresenta sicuramente una piccola innovazione comunicativa che rende giustizia a un percorso di mesi che, almeno per il momento, è riuscito a tenere insieme anime civiche e politiche del frammentato e composito mondo della sinistra alternativa al Pd. Un’impresa, comunque la si voglia vedere, non proprio scontata.

Corsi di fotografia e rap, feste e rassegne di cinema nella piazzetta universitaria

Assegnato il bando per realizzare attività culturali e ricreative
al palazzo dei congressi: «Cuore pulsante della nostra cittadella»

Sono UniversiRà, Centro culturale di aggregazione Giovanile Cisim e Ravenna Cinema, le associazioni cittadine e studentesche vincitrici del bando promosso da Fondazione Flaminia in collaborazione con Campus di Ravenna per realizzare (a fronte di un corrispettivo complessivo di 10mila euro) attività culturali e ricreative da realizzare al Punto Ristoro di palazzo dei Congressi e nella piazzetta Universitaria di palazzo Corradini.

«Obiettivo del bando – spiega Elena Maranzana, responsabile del progetto per Fondazione Flaminia – è animare quest’area e rendere il cuore pulsante della cittadella universitaria un luogo da cui la cultura universitaria e giovanile si irradia a tutta la città».

I progetti vincitori che si rivolgono prioritariamente agli studenti universitari, ma anche ad un pubblico giovanile più ampio, contemplano varie forme artistiche e culturali-ricreative – dal cinema alla danza, dalla fotografia alla street art – e in alcuni casi prevedono sinergie di più associazioni e realtà culturali del territorio.

«L’integrazione degli studenti con il tessuto urbano cittadino – ha precisato Maranzana – è una delle leve principali del bando che rientra nel progetto ‘Cittadella Universitaria’, promosso da Campus di Ravenna dell’Università di Bologna, Fondazione Flaminia, Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori della Regione Emilia-Romagna (ER.GO) e Comune di Ravenna, e ha già visto l’apertura serale della Biblioteca centrale di Campus, sede di palazzo Corradini, e l’attivazione del Punto Ristoro di palazzo dei Congressi».

«Un progetto, quello della Cittadella universitaria, che – ha aggiunto il direttore di Fondazione Flaminia Antonio Penso – partito nel 2011, ha restituito spazi preziosi, come la piazzetta tra palazzo Corradini e palazzo dei Congressi, la biblioteca di Campus e il punto Ristoro, oggi a disposizione di tutti gli studenti. Il bando è poi un ulteriore importante passo avanti per rendere vivo questo luogo che intende diventare il contesto di riferimento di tutte le sedi universitarie cittadine».

Anche Lanfranco Gualtieri, presidente di Fondazione Flaminia, ha espresso soddisfazione per quanto realizzato in questi anni nella struttura di palazzo dei Congressi: «Era un luogo abbandonato e ora, grazie all’impegno di Fondazione Flaminia, è diventato invece un bene della e per la città, dove si tengono eventi e iniziative per tutti i ravennati, oltre a essere un luogo di incontro, accoglienza, e in sostanza un servizio offerto agli studenti del Campus di Ravenna».

Il calendario di eventi approvato parte sabato 14 maggio con il primo di quattro incontri dedicati al laboratorio di fotografia ‘A portata di click’ realizzato da UniversiRà con la partecipazione di un fotografo professionista. L’iniziativa terminerà con una esposizione delle opere prodotte in occasione della Giornata dell’arte universitaria organizzata mercoledì 8 giugno dall’associazione V!RA – Nuove Rotte della Cultura sempre nella piazzetta universitaria di palazzo Corradini e al Punto Ristoro.

UniversiRà organizzerà, inoltre, ma a ottobre, ALMAFEST, festa delle matricole del Campus di Ravenna che tutti gli anni si tiene a palazzo dei Congressi.

Verranno invece spalmati nell’arco dell’intero anno accademico fino alla prossima primavera gli eventi proposti per la cittadella universitaria da Ravenna Cinema. Si tratta di: ‘Sono nato imparato’, sequenze tratte da film dedicate alla rappresentazione della figura dello studente nel cinema italiano; ‘Cinema e musica’, incontro con cineasti e musicisti sull’importanza e l’influenza della musica nel cinema con sessione musicale dal vivo; ‘Sport al cinema’, allestimento spazio gioco e proiezione film a tema sportivo in occasione di Ravenna città europea dello sport 2016; ‘Street art Subsidenze’, incontro sulla street art ravennate.

È programmato invece a fine ottobre il laboratorio di rap proposto dal centro culturale Cisim di Lido Adriano che prevede una decina di incontri in cui due esperti coordineranno il lavoro dei partecipanti: dal fondamento della musica rap, il ritmo, l’ascolto, fino alla scrittura di testi veri e propri e all’elaborazione di brani oggetto di una esibizione finale durante una serata conclusiva di intrattenimento, djset, aperitivo e live painting.

L’iniziativa è stata possibile grazie ad un finanziamento al progetto della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna messo a disposizione come contributo alle associazioni vincitrici da Fondazione Flaminia.

Corsi di fotografia e rap, feste e rassegne di cinema nella piazzetta universitaria

Assegnato il bando per realizzare attività culturali e ricreative al palazzo dei congressi: «Cuore pulsante della nostra cittadella»

Sono UniversiRà, Centro culturale di aggregazione Giovanile Cisim e Ravenna Cinema, le associazioni cittadine e studentesche vincitrici del bando promosso da Fondazione Flaminia in collaborazione con Campus di Ravenna per realizzare (a fronte di un corrispettivo complessivo di 10mila euro) attività culturali e ricreative da realizzare al Punto Ristoro di palazzo dei Congressi e nella piazzetta Universitaria di palazzo Corradini.

«Obiettivo del bando – spiega Elena Maranzana, responsabile del progetto per Fondazione Flaminia – è animare quest’area e rendere il cuore pulsante della cittadella universitaria un luogo da cui la cultura universitaria e giovanile si irradia a tutta la città».

I progetti vincitori che si rivolgono prioritariamente agli studenti universitari, ma anche ad un pubblico giovanile più ampio, contemplano varie forme artistiche e culturali-ricreative – dal cinema alla danza, dalla fotografia alla street art – e in alcuni casi prevedono sinergie di più associazioni e realtà culturali del territorio.

«L’integrazione degli studenti con il tessuto urbano cittadino – ha precisato Maranzana – è una delle leve principali del bando che rientra nel progetto ‘Cittadella Universitaria’, promosso da Campus di Ravenna dell’Università di Bologna, Fondazione Flaminia, Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori della Regione Emilia-Romagna (ER.GO) e Comune di Ravenna, e ha già visto l’apertura serale della Biblioteca centrale di Campus, sede di palazzo Corradini, e l’attivazione del Punto Ristoro di palazzo dei Congressi».

«Un progetto, quello della Cittadella universitaria, che – ha aggiunto il direttore di Fondazione Flaminia Antonio Penso – partito nel 2011, ha restituito spazi preziosi, come la piazzetta tra palazzo Corradini e palazzo dei Congressi, la biblioteca di Campus e il punto Ristoro, oggi a disposizione di tutti gli studenti. Il bando è poi un ulteriore importante passo avanti per rendere vivo questo luogo che intende diventare il contesto di riferimento di tutte le sedi universitarie cittadine».

Anche Lanfranco Gualtieri, presidente di Fondazione Flaminia, ha espresso soddisfazione per quanto realizzato in questi anni nella struttura di palazzo dei Congressi: «Era un luogo abbandonato e ora, grazie all’impegno di Fondazione Flaminia, è diventato invece un bene della e per la città, dove si tengono eventi e iniziative per tutti i ravennati, oltre a essere un luogo di incontro, accoglienza, e in sostanza un servizio offerto agli studenti del Campus di Ravenna».

Il calendario di eventi approvato parte sabato 14 maggio con il primo di quattro incontri dedicati al laboratorio di fotografia ‘A portata di click’ realizzato da UniversiRà con la partecipazione di un fotografo professionista. L’iniziativa terminerà con una esposizione delle opere prodotte in occasione della Giornata dell’arte universitaria organizzata mercoledì 8 giugno dall’associazione V!RA – Nuove Rotte della Cultura sempre nella piazzetta universitaria di palazzo Corradini e al Punto Ristoro.

UniversiRà organizzerà, inoltre, ma a ottobre, ALMAFEST, festa delle matricole del Campus di Ravenna che tutti gli anni si tiene a palazzo dei Congressi.

Verranno invece spalmati nell’arco dell’intero anno accademico fino alla prossima primavera gli eventi proposti per la cittadella universitaria da Ravenna Cinema. Si tratta di: ‘Sono nato imparato’, sequenze tratte da film dedicate alla rappresentazione della figura dello studente nel cinema italiano; ‘Cinema e musica’, incontro con cineasti e musicisti sull’importanza e l’influenza della musica nel cinema con sessione musicale dal vivo; ‘Sport al cinema’, allestimento spazio gioco e proiezione film a tema sportivo in occasione di Ravenna città europea dello sport 2016; ‘Street art Subsidenze’, incontro sulla street art ravennate.

È programmato invece a fine ottobre il laboratorio di rap proposto dal centro culturale Cisim di Lido Adriano che prevede una decina di incontri in cui due esperti coordineranno il lavoro dei partecipanti: dal fondamento della musica rap, il ritmo, l’ascolto, fino alla scrittura di testi veri e propri e all’elaborazione di brani oggetto di una esibizione finale durante una serata conclusiva di intrattenimento, djset, aperitivo e live painting.

L’iniziativa è stata possibile grazie ad un finanziamento al progetto della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna messo a disposizione come contributo alle associazioni vincitrici da Fondazione Flaminia.

Rifiuti, il Tar respinge il ricorso Ciclat L’appalto resta al gruppo Biancamano

Dichiarato inammissibile dai giudici. Ora Hera deciderà se rescindere
o proseguire con Ambiente 2.0 dopo i disagi dall’entrata in servizio

Il tribunale amministrativo regionale dell’Emilia Romagna ha respinto il ricorso del raggruppamento di imprese guidato dalla cooperativa Ciclat di Ravenna che chiedeva l’annullamento dell’assegnazione del servizio raccolta rifiuti in provincia al consorzio milanese Ambiente 2.0, risultato vincitore sui ravennati nella gara d’appalto bandita da Hera. Il Tar ha dichiarato il ricorso inammissibile, le motivazioni verranno depositate tra una ventina di giorni.

Fornitori del servizio nei diciotto comuni (appalto biennale da 40 milioni di euro in totale) restano quindi i lombardi, controllati dal gruppo Biancamano fondato dai fratelli Pizzimbone (vedi correlati), operativi dal 16 aprile e cioè da quando sono cominciati i disservizi testimoniati dai cumuli di immondizia attorno ai cassonetti e nei ritardi del ritiro. Ora sarà la multiutility a dover prendere una decisione: dopo aver avviato la procedura per le presunte mancanze nel servizio, dovrà decidere se queste sono da ritenersi sufficienti per la rescissione del contratto. Nei prossimi giorni è in programma l’esame del piano di riordino presentato da Ambiente 2.0.

La motivazione del ricorso presentato da Ciclat riguardava i requisiti richiesti dal codice degli appalti. Secondo la coop Ciclat, Ambiente 2.0 avrebbe falsamente dichiarato di averli. Fulcro di tutto è il comma di un articolo del codice appalti in cui si specifica che possono partecipare al bando solo società che non hanno già subito rescissioni in danno in altri appalti. Nel modulo ufficiale definito dalle leggi il consorzio Ambiente 2.0 non ne menziona alcuna. Salvo poi allegare una nota integrativa (non richiesta) firmata dal presidente Francesco Maltoni in cui si elencano dodici circostanze di rescissione (di cui nove in danno) nel triennio 2012-14 in cui ha svolto oltre 400 servizi. In alcuni dei casi è stata fatta anche segnalazione all’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. Maltoni dice di comunicare questi casi «con spirito di collaborazione e trasparenza» ma siccome a suo giudizio si tratta di «gravi inadempimenti delle amministrazioni committenti», ritiene che «nessuno possa essere considerato grave errore professionale» quindi «non incidono sul possesso del requisito» e per questo «non andavano dichiarate nelle forme solenni del Dpr 445/2000».

A questo punto Ciclat e le altre tre aziende raccolte nel raggruppamento temporaneo (Astra di Faenza, Csr di Rimini e Formula Ambiente di Cesena) potranno fare ricorso al Consiglio di Stato. La decisione verrà valutata dai consulenti legati del gruppo anche sulla base delle decisioni che adotterà Hera.

Rifiuti, il Tar respinge il ricorso Ciclat L’appalto resta al gruppo Biancamano

Dichiarato inammissibile dai giudici. Ora Hera deciderà se rescindere o proseguire con Ambiente 2.0 dopo i disagi dall’entrata in servizio

Il tribunale amministrativo regionale dell’Emilia Romagna ha respinto il ricorso del raggruppamento di imprese guidato dalla cooperativa Ciclat di Ravenna che chiedeva l’annullamento dell’assegnazione del servizio raccolta rifiuti in provincia al consorzio milanese Ambiente 2.0, risultato vincitore sui ravennati nella gara d’appalto bandita da Hera. Il Tar ha dichiarato il ricorso inammissibile, le motivazioni verranno depositate tra una ventina di giorni.

Fornitori del servizio nei diciotto comuni (appalto biennale da 40 milioni di euro in totale) restano quindi i lombardi, controllati dal gruppo Biancamano fondato dai fratelli Pizzimbone (vedi correlati), operativi dal 16 aprile e cioè da quando sono cominciati i disservizi testimoniati dai cumuli di immondizia attorno ai cassonetti e nei ritardi del ritiro. Ora sarà la multiutility a dover prendere una decisione: dopo aver avviato la procedura per le presunte mancanze nel servizio, dovrà decidere se queste sono da ritenersi sufficienti per la rescissione del contratto. Nei prossimi giorni è in programma l’esame del piano di riordino presentato da Ambiente 2.0.

La motivazione del ricorso presentato da Ciclat riguardava i requisiti richiesti dal codice degli appalti. Secondo la coop Ciclat, Ambiente 2.0 avrebbe falsamente dichiarato di averli. Fulcro di tutto è il comma di un articolo del codice appalti in cui si specifica che possono partecipare al bando solo società che non hanno già subito rescissioni in danno in altri appalti. Nel modulo ufficiale definito dalle leggi il consorzio Ambiente 2.0 non ne menziona alcuna. Salvo poi allegare una nota integrativa (non richiesta) firmata dal presidente Francesco Maltoni in cui si elencano dodici circostanze di rescissione (di cui nove in danno) nel triennio 2012-14 in cui ha svolto oltre 400 servizi. In alcuni dei casi è stata fatta anche segnalazione all’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. Maltoni dice di comunicare questi casi «con spirito di collaborazione e trasparenza» ma siccome a suo giudizio si tratta di «gravi inadempimenti delle amministrazioni committenti», ritiene che «nessuno possa essere considerato grave errore professionale» quindi «non incidono sul possesso del requisito» e per questo «non andavano dichiarate nelle forme solenni del Dpr 445/2000».

A questo punto Ciclat e le altre tre aziende raccolte nel raggruppamento temporaneo (Astra di Faenza, Csr di Rimini e Formula Ambiente di Cesena) potranno fare ricorso al Consiglio di Stato. La decisione verrà valutata dai consulenti legati del gruppo anche sulla base delle decisioni che adotterà Hera.

Ausl: «Il progetto autismo è in fase di transizione ma si è scelta la qualità»

Le spiegazioni della responsabile di neuropsichiatria infantile Diagnosi in aumento del 10 percento l’anno, anche per quelle precoci

Un momento di passaggio che per alcuni utenti del servizio del progetto autismo ha significato discontinuità e difficoltà. Non nega quanto successo nei mesi scorsi Valeria Savoia, responsabile della neuropsichiatria infantile di Ravenna che spiega: «Stiamo lavorando per cercare di uniformare i trattamenti dei pazienti tra i vari territori confluiti nell’Ausl unica della Romagna ed è vero che l’anno scorso si è deciso di stabilizzare il personale dedicato al progetto autismo che per anni aveva lavorato con contratti di libera professione. È stato quindi bandito un concorso e i contratti che man mano andavano scadendo non sono stati rinnovati». Il concorso si è svolto a gennaio, ma le famiglie lamentano di essere rimaste comunque senza punti di riferimenti per mesi.

Ci sono bambini che sono rimasti oltre sei mesi senza terapia, che hanno dovuto affrontare l’ingresso a scuola senza il proprio terapeuta. «Mi rendo conto che per alcuni pazienti possano esserci state delle difficoltà: abbiamo cercato di fare il possibile, per esempio chiedendo alle logopediste di fare da collegamento con la scuola o al neuropsichiatra per assicurare al bambino una figura nota. Sono stati mesi di passaggio ma abbiamo optato per una scelta di qualità e una volta assunto il nuovo personale abbiamo iniziato una fase intensiva di formazione con personalità anche di fama nazionale». Sul fatto che quasi tutto il personale neoassunto, in tutto quattro persone, sia “nuovo” e non vi sia quindi continuità con l’esperienza precedente Savoia commenta dicendosi dispiaciuta: «Si tratta di persone con cui avevamo lavorato e molto preparate, ma per molte si è trattato di scelte personali o di requisiti richiesti dal bando su cui purtroppo non potevamo fare nulla».

L’idea dell’internalizzazione è quella di dare anche maggiore continuità agli utenti, per quanto i contratti siano a tempo determinato, ma rinnovabili, ci spiega Savoia dicendo anche che al momento le ore di terapia prevista fino ai 6 anni resteranno le due già previste: una di logopedia e una di terapia psicoeducativa (o a seconda delle necessità due di logopedia o due di terapia, mai comunque più di due) e che sì, per il futuro si sta pensando anche, sempre sulla spinta delle linee dettate dalla Regione, di attivare terapia di gruppo anche per la fascia 7-11 anni per cui al momento non è previsto nulla se non appunto la presenza dello piscologo come figura di continuità e di riferimento per la scuola. Sarà aumentato il personale? Questo al momento non è dato saperlo, ma intanto la diagnosi di spettro autistico (molto vasta come si diceva, si va dal bambino che non parla, non guarda negli occhi e non si lascia toccare a forme molto lievi cosiddette “ad alto funzionamento”) riguarda 185 minori seguiti dall’Ausl con un trend di crescita del 10 percento, tra i più alti registrati, anche in virtù di diagnosi sempre più precoci, già ai 18 mesi di età grazie alla collaborazione con i pediatri di base che monitorano i bambini in cerca di possibili sintomi nei controlli di routine.

Ma cosa succederà a questi pazienti quando diventeranno maggiorenni? Cosa ne pensa la responsabile del servizio di neuropsichiatria della decisione da molti criticata di scorporare il suo servizio da quello del Dipartimento di Salute Mentale? «Capisco lo sconcerto per una scelta che è parsa piuttosto controtendenza ma sono sicura che con la buona volontà di tutti si potrà assicurare continuità assistenziale. Ci sono già due tavoli che stanno lavorando e dialogando su questo tema e sono sicure che troveremo il modo di dare risposte adeguate, l’azienda è perfettamente consapevole della questione».

Dal beach stadium al no alle Ztl Le idee dei candidati per il commercio

Confronto fra i cinque aspiranti sindaci organizzato da Confesercenti
Tutti concordi su regole più snelle e tariffa rifiuti più bassa

Tre ore per ascoltare le visioni e le proposte dei cinque candidati sindaco sui temi sottoposti loro da Confesercenti in un incontro al Bronson condotto dal presidente comunale Gianluca Gasperoni e introdotto da un bel video dove alcuni commercianti, ristoratori e un bagnino raccontano le difficoltà quotidiane di un lavoro sempre più difficile. Tasse locali (in particolare sotto accusa la Tari), regolamenti comunali troppo vincolanti, eccesso di burocrazia, ordinanze, centro storico, ampliamento dei centri commerciali, turismo della città d’arte e dei lidi i temi messi sul tappeto da Gasperoni stesso e da tre operatori intervenuti a sottoporre questioni molto concrete agli ospiti. Quattro minuti per tre domande, due per le altre tre (ma la sensazione è che il timer non sia stato sempre implacabile).

Difficile in questo caso fare una classifica tra i concorrenti, di certo la sensazione è che rispetto al primo confronto pubblico dell’1 aprile tutti i candidati fossero più a proprio agio con la modalità dell’incontro e allenati al discorso pubblico. A differenza dell’altro incontro, mancava Gian Battista Neri, che come noto ha rinunciato alla corsa, mentre c’era Michela Guerra del Movimento Civico Cambierà che, come altrettanto noto, raccoglie il testimone del meetup del Movimento 5 Stelle che non ha ricevuto la certificazione dallo staff di Milano.

Pensare di raccontare tre ore di incontro è impresa impossibile e forse inutile, abbiamo quindi scelto di raccontarvi per ogni candidato la proposta o l’idea che più si è distinta da quella degli altri e rendere un’idea di come hanno impostato il proprio discorso. Ma prima va sottolineato come tutti hanno concordato su alcune questioni cruciali: la necessità di snellire regolamenti e ordinanze per permettere agli esercenti di lavorare meglio, la necessità di rivedere la tariffa sui rifiuti facendo pagare per quanto effettivamente prodotto (e non come ora in base ai metri quadri che penalizza soprattutto i ristoranti più grandi), la necessità di rivitalizzare centro storico, rilanciare il turismo e i lidi (sebbene qui le ricette siano più o meno articolate, più o meno originali). Eccoli dunque nell’ordine alfabetico in cui erano disposti in sala e in cui hanno risposto alla prima domanda.

Massimiliano Alberghini (candidato di Lista per Ravenna, Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia). Entrato nella parte, più disinvolto e a suo agio rispetto alle prime uscite pubbliche, un po’ più all’attacco del governo Pd che per 44 anni è rimasto moderato nelle proposte e nelle promesse: «Meno tasse con sgravi in particolare per il forese, meno burocrazia, un’opera pubblica da realizzare in ogni lido che va valorizzato secondo la propria vocazione, un centro storico meno inaccessibile alle auto. Tutti i punti presentati nella stessa mattinata all’interno del proprio programma» (vedi correlati).

Maurizio Bucci (candidato de La Pigna) gioca più o meno in casa (se non per il dettaglio che in lista ha candidato l’ex responsabile locale dell’Ascom) perché da imprenditore del turismo vive sulla propria pelle tutti i problemi concreti esposti dagli esercenti. In forma smagliante «grazie a due ore di sonno nel pomeriggio», come al solito è quello che picchia i fendenti più duri contro l’avversario Pd (e corregge anche un paio di cifre ad Alberghini) e quello che esce più spesso dallo steccato del tema per allargare il discorso alla necessità di un ricambio della classe politica, a guardarsi intorno su ciò che è stato tante volte detto e mai fatto, l’unico che davvero riesce a puntare il dito contro il cosiddetto poltronificio (sul caso Hera e la Tari). È l’unico che riesce a strappare qualche sorriso con il suo eloquio brillante e la battuta pronta e offre ricette per il rilancio basato su emozioni e suggestioni come il Guidarello e un museo di Dante nel palazzetto dell’ex anagrafe.

Michele de Pascale (candidato del Pd, Pri, Idv, Ixc, Ravviva Ravenna, Ama Ravenna, Sinistra per Ravenna) quando parla di turismo ha pochi competitor. Ribadisce l’idea del grande calendario di livello europeo per il centro storico tra l’8 dicembre e il 6 gennaio e del più grande beach stadium europeo da realizzare a Marina, in un contesto di promozione internazionale affidata a professionisti del settore in grado di interpretare e intercettare i flussi internazionali. Parla di una Ravenna come una Central park di una Romagna in versione metropoli, in un sistema turistico della costa integrato anche con Comacchio. Una condanna alla stagione passata in cui si è «demonizzato il divertimento», ma la differenza rispetto a Matteucci su questo tema è ormai cosa nota. Meno forte il segnale e il messaggio di discontinuità risulta invece su altri temi, per quanto abbia ribadito la necessità di semplificare la norme (è l’unico a non dimenticarsi di citare però la presenza della Sovrintendenza), di riformulare la Tari per abbassarla ai ristoratori (senza escludere di ridistribuire la differenza sulla collettività), di semplificare per quanto possibile i regolamenti, di ribadire come gli ampliamenti dei centri commerciali siano state scelte fatte in altri tempi. Più vago sul traffico dove ha soprattutto tenuto a placare gli animi sottolineando come tutte le scelte saranno da prendere in futuro e in modo complessivo e come non siano all’ordine del giorno nuove Ztl a spot o chiusure del centro. Conferma l’ex caserma come luogo per un possibile parcheggio.

Michela Guerra (Cambierà), è ai primi confronti pubblici. Voce fresca e chiara, volto oggettivamente nuovissimo, potrebbe forse essere più concreta soprattutto sul tema turismo che è al centro del loro programma e su cui parla per grandi linee come la necessità di una maggiore promozione, messa in rete, valorizzazione delle varie bellezze del territorio. Non risparmia stoccate al governo Pd passato – «Lo sport a Marina? Ce lo avevamo, ma è stato disperso…» – e sorprende soprattutto per una proposta su Ztl e piano del traffico: «No alle Ztl, vorrei carreggiate più strette per una sola auto alla volta, marciapiedi ampi per pedoni, disabili, passeggini, molti passaggi pedonali per costringere le auto a rallentare ma permettere comunque loro di arrivare vicino negli esercizi commerciale». Altra idea, in parte presente anche nella proposta di De Pascale, riguarda gli incentivi a raggruppamenti di piccoli negozi premiando magari chi tra loro si prende l’onere di coordinarli per contribuire alla nascita di piccoli centri commerciali naturali.

Raffaella Sutter (candidata sindaco di Ravenna in Comune), è stata di nuovo l’unica a ragionare in termini di centro storico da rianimare non solo in virtù di un maggior numero di turisti ma anche di ravennati. «Togliere i servizi comunali dal centro, per esempio, è stato un grave errore perché ha innescato un meccanismo di svuotamento poi di professioni e negozi». E sul traffico è l’unica a parlare di una maggiore pedonalizzazione del centro (no a nuove Ztl) per incentivare una mobilità alternativa articolata gratuita e a pensare a veri e propri incentivi per nuove apertura secondo quanto starebbe studiando la stessa Anci per varie altre zone d’Italia e cita la possibilità di accedere a fondi europei. Cicloturismo al centro dell’attenzione e turismo ambientale da integrare e promuovere con la convinzione che un buon marketing possa contribuire anche a superare le difficoltà (oggettive) di collegamenti. L’unica a sfiorare il tema dell’erosione e a parlare diffusamente dell’urgenza di intervenire sui troppi luoghi abbandonati e quindi focolai di degrado proprio nelle località marittime. A chiudere l’incontro il tema “macigno” della Bolkstein: tutti d’accordo nel condannare la politica nazionale di ogni colore per la gestione della partita. Tutti d’accordo a fare la propria parte, fino all’idea di sdemanializzare le aree a ridosso della pineta (come chiesto dagli stessi bagnini), se non dovessero trovarsi soluzioni alternative a breve.

Con il TeatrOnnivoro si ride della disoccupazione in “Fuori fuoco”

Il TeatrOnnivoro. dopo essere stato ospite su Rai Radio2 a Caterpillar per la giornata dedicata a Shakespeare nei 400 anni dalla sua scomparsa, con il monologo “Nonessere”, torna a Ravenna con una nuova edizione di “fuori fuoco” martedì 10 a mercoledì 11 maggio alle 21 al Valtorto (via Faentina 216).

“fuori fuoco” è una commedia sulla disoccupazione scritta da Matteo Cavezzali e allestita per la prima volta nel 2013. La surreale storia dei due disoccupati Boris e Vorto ritorna in scena con Antonio Maiani e Massimiliano Rassu, interpreti della prima versione e protagonisti anche di “Operazione Atarax”. Accanto a loro Marco Focaccia, già interprete in altri lavori del TeatrOnnivoro come “Viva la muerte”, e la giovanissima Viola Casadei, cresciuta in uno dei laboratori della non-scuola del Teatro delle Albe condotto da Matteo Cavezzali e Massimiliano Rassu.

Oggi il 39% dei giovani è disoccupato. Cosa sono disposti a fare per trovare un lavoro?

Ingresso con contributo di 5 euro riservato ai soci Onnivoro (rinnovo tessera 2 euro), è possibile fare domanda di iscrizione alla associazione e prenotare a info@onnivoro.org – 328.4589685

www.onnivoro.org

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi