giovedì
23 Aprile 2026

Grandi ospiti al ciclo Scritture di frontiera tra integrazione, guerre e terrorismo

Due anteprime italiane a Ravenna. Atteso anche Tahar Ben Jelloun

Scrittura Festival presenta il ciclo “Scritture di Frontiera”, nato dalla collaborazione con l’assessorato all’Immigrazione del Comune di Ravenna. «Un ciclo di incontri – si legge in una nota degli organizzatori – per raccontare i nostri giorni ai giovani e agli adulti». Saranno due le anteprime italiane in programma. Tahar Ben Jelloun, il più importante scrittore nordafricano, terrà per la prima volta in Italia un incontro sul terrorismo ispirato al suo libro di prossima pubblicazione “Il terrorismo spiegato ai nostri figli” (La Nave di Teseo). L’altra anteprima è con Gael Faye, scrittore e musicista francese di origini rouandesi, mentre a concludere la rassegna è il giornalista Domenico Quirico con un incontro sulle migrazioni.

«La nostra epoca è segnata da forti mutamenti sociali e geografici difficili da comprendere – dice Matteo Cavezzali, curatore del progetto –. Per questo crediamo sia importante confrontarsi su questioni così rilevanti per il nostro futuro, con chi ha dedicato la vita a conoscere e tentare di raccontare queste storie. Siamo lieti che alcune tra le personalità più autorevoli nel panorama mondiale su queste tematiche abbiano accettato il nostro invito a Ravenna».

«Sosteniamo con convinzione – afferma Valentina Morigi, assessora all’Immigrazione – il programma presentato quest’anno da Scrittura Festival, perché siamo certi che riflettere insieme a esperti, giornalisti e scrittori sul tema attualissimo delle frontiere e delle migrazioni potrà consentire ai giovani, ma anche alle coscienze degli adulti, di aprire sempre di più la propria visione del mondo, smontare i pregiudizi, sconfiggere le paure, riscoprire i valori di solidarietà, accoglienza, amicizia. Se è vero che le frontiere rappresentano confini geografici o politici, è importante considerarle anche per quello che sono dal punto di vista umano e cioè semplici linee immaginarie, che possono restare tali ma non devono mai diventare barriere mentali e fisiche o addirittura muri».

Ecco i dettagli del programma i cui eventi sono totalmente gratuiti.

– Giovedì 9 febbraio Gael Faye, autore di “Piccolo paese” (Bompiani), discuterà di integrazione e guerra con la giornalista del Corriere della Sera Roberta Scorranese alle 18.30 a Palazzo Rasponi delle Teste.
Gaël Faye nasce in Burundi nel 1982, da madre ruandese e padre francese, nel 1995 allo scoppio della guerra civile in Rwanda si trasferisce in Francia, dove scopre il rap. Dopo gli studi di economia e un master in finanza, lavora a Londra per un fondo d’investimento per alcuni anni, prima di lasciare la City e dedicarsi alla scrittura e alla musica. Come musicista ha collaborato con numerosi altri artisti, principalmente d’origine africana, e ha ricevuto il Prix Charles Cros nel 2014. Piccolo paese è il suo primo romanzo. Vincitore del Prix Goncourt des Lycéens 2016.

– Giovedì 16 febbraio Tahar Ben Jelloun sarà a Ravenna per un doppio appuntamento ispirato al suo libro “Il terrorismo spiegato ai nostri figli” (La Nave di Teseo) alle 11.30 incontrerà trecento ragazzi delle scuole superiori, alle 18 invece sarà protagonista di un incontro aperto al pubblico a Palazzo dei Congressi il Largo Firenze 1.
Tahar Ben Jelloun è nato a Fès (Marocco), ma ha trascorso la sua adolescenza a Tangeri e ha compiuto gli studi di filosofia a Rabat. Ha insegnato in un liceo a Tétouan e a Casablanca ed è stato collaboratore del Magazine “Souffles”. Nel 1971 si trasferisce a Parigi dove si iscrive a sociologia laureandosi dopo tre anni con una tesi sulla confusione mentale degli immigrati ospedalizzati. Nel frattempo scrive, collabora regolarmente al giornale Le Monde e nel 1972 pubblica una raccolta di poesie. É molto noto in Italia per i suoi numerosi romanzi e per i suoi articoli che appaiono di frequente su La Repubblica. Con il Premio Goncourt assegnatogli per La Nuit sacrée nel 1987, diventa lo scrittore francofono più conosciuto della Francia. Interviene con dibattiti e articoli sui problemi della società, soprattutto sul problema della periferia urbana e del razzismo. Con il libro Il razzismo spiegato a mia figlia e per il suo profondo messaggio gli è stato conferito dal segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il “Global Tolerance Award”.

Scritture di Frontiera proseguirà il 7 marzo con Domenico Quirico, “Esodo. Storia del nuovo millennio”, a Palazzo Rasponi dialogando con Matteo Cavezzali.
Domenico Quirico è reporter per il quotidiano torinese «La Stampa» e caposervizio esteri. È stato corrispondente da Parigi e inviato di guerra. Si è interessato fra l’altro degli avvenimenti sorti a partire dal 2010-2011 e noti come “Primavera araba”. Il 9 aprile 2013, mentre si trovava in Siria come corrispondente, è stato rapito. Viene liberato l’8 settembre dello stesso anno, in seguito ad un intervento dello Stato italiano.
Tra i suoi molti libri, Naja. Storia del servizio di leva in Italia (Mondadori, 2008), Primavera araba. Le rivoluzioni dall’altra parte del mare (Bollati Boringhieri, 2011), Gli ultimi. La magnifica storia dei vinti (Neri Pozza, 2013), Il paese del male. 152 giorni in ostaggio in Siria (Neri Pozza, 2013), Il grande califfato (Neri Pozza, 2015), Esodo. Storia del nuovo millennio (Neri Pozza, 2016).

Anche il ministro del Petrolio dell’Egitto all’Omc di Ravenna il 29 marzo

Parlerà di energia sostenibile. Gli organizzatori: «Il gas guiderà la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio»

Il ministro del Petrolio e delle Risorse minerarie dell’Egitto, Tarek El Molla, ha accettato l’invito di Innocenzo Titone, chairman di Omc 2017, a partecipare il 29 marzo a Ravenna alla sessione plenaria di apertura della più prestigiosa vetrina internazionale dell’oil&gas, l’Offshore Mediterranean Conference (in programma dal 29 al 31 marzo).

È stato lo stesso ministro egiziano a confermare, nell’incontro avuto in Egitto con Titone, la sua presenza in Italia all’Omc. Tarek El Molla, oltre a intervenire nella cerimonia inaugurale e nell’opening plenary sul tema “Transizione verso un mix energetico sostenibile: il contributo dell’industria dell’Oil&gas”, parteciperà a una delle sessioni speciali dedicate al Mediterraneo, nuovo hub del gas per l’Europa, anche alla luce delle importanti scoperte effettuate e dei futuri programmi di esplorazione.

«Il gas, combustibile fossile più sostenibile – ha sottolineato Titone – guiderà la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. E alla luce dell’aumento di consumi in Europa e Asia, l’innovazione nell’industria energetica è fondamentale per affrontare le sfide ambientali e ottimizzare i costi di sviluppo».

Presente all’incontro anche il managing director IEOC (International Egyptian Oil Company), Fabio Cavanna.

Anche il ministro del Petrolio dell’Egitto all’Omc di Ravenna il 29 marzo

Parlerà di energia sostenibile. Gli organizzatori: «Il gas guiderà la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio»

Il ministro del Petrolio e delle Risorse minerarie dell’Egitto, Tarek El Molla, ha accettato l’invito di Innocenzo Titone, chairman di Omc 2017, a partecipare il 29 marzo a Ravenna alla sessione plenaria di apertura della più prestigiosa vetrina internazionale dell’oil&gas, l’Offshore Mediterranean Conference (in programma dal 29 al 31 marzo).

È stato lo stesso ministro egiziano a confermare, nell’incontro avuto in Egitto con Titone, la sua presenza in Italia all’Omc. Tarek El Molla, oltre a intervenire nella cerimonia inaugurale e nell’opening plenary sul tema “Transizione verso un mix energetico sostenibile: il contributo dell’industria dell’Oil&gas”, parteciperà a una delle sessioni speciali dedicate al Mediterraneo, nuovo hub del gas per l’Europa, anche alla luce delle importanti scoperte effettuate e dei futuri programmi di esplorazione.

«Il gas, combustibile fossile più sostenibile – ha sottolineato Titone – guiderà la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. E alla luce dell’aumento di consumi in Europa e Asia, l’innovazione nell’industria energetica è fondamentale per affrontare le sfide ambientali e ottimizzare i costi di sviluppo».

Presente all’incontro anche il managing director IEOC (International Egyptian Oil Company), Fabio Cavanna.

Una rassegna di film e anche un corso universitario sull’accoglienza dei migranti

Proiezioni al palazzo dei congressi a ingresso gratuito

Al via a Ravenna una rassegna di cinema sul tema dell’immigrazione e dell’accoglienza dello straniero, organizzata dall’Università di Bologna in collaborazione con Fondazione Flaminia e Ravenna Cinema, a ingresso libero e con degustazione di prodotti equo e solidali a cura di Villaggio Globale.

Le proiezioni (sempre alle 20) partono questa sera, martedì 7 febbraio, con “Il cammino della speranza” di Pietro Germi per poi proseguire il 14 febbraio con “Il villaggio di cartone” di Ermanno Olmi e il 21 febbraio con “Miracolo a Le Havre” di Aki Kaurismaki. L’appuntamento è al palazzo dei congressi di Largo Firenze e la visione sarà accompagnata dal commento di Andrea Panzavolta, autore di numerosi saggi sul cinema.

«Il processo migratorio – spiegano gli organizzatori in una nota inviata alla stampa – ha assunto dimensioni talmente imponenti da esigere un’attenzione responsabile e diffusa. Allo scopo di far prevalere un approccio razionale, senza rimanere ostaggio di provocazioni emotive o meramente propagandistiche, si è pensato a un’iniziativa che possa sollecitare una più attenta riflessione. La particolare efficacia del linguaggio cinematografico dovrebbe aiutare a comprendere l’inarrestabilità di un fenomeno che ha attraversato la storia e che ci costringe a uscire da una logica puramente emergenziale».

La rassegna sarà l’occasione anche per presentare il nuovo corso di formazione universitaria “Pratiche sociali e giuridiche di accoglienza ed integrazione dei migranti” diretto dalla professoressa Francesca Curi dell’Università di Bologna, il cui bando si chiuderà il 23 febbraio.

Per tutti i dettagli sui contenuti didattici e le modalità di iscrizione al Corso si rinvia a: cfpimmigrazione.wordpress.com

Una rassegna di film e anche un corso universitario sull’accoglienza dei migranti

Proiezioni al palazzo dei congressi a ingresso gratuito

Al via a Ravenna una rassegna di cinema sul tema dell’immigrazione e dell’accoglienza dello straniero, organizzata dall’Università di Bologna in collaborazione con Fondazione Flaminia e Ravenna Cinema, a ingresso libero e con degustazione di prodotti equo e solidali a cura di Villaggio Globale.

Le proiezioni (sempre alle 20) partono questa sera, martedì 7 febbraio, con “Il cammino della speranza” di Pietro Germi per poi proseguire il 14 febbraio con “Il villaggio di cartone” di Ermanno Olmi e il 21 febbraio con “Miracolo a Le Havre” di Aki Kaurismaki. L’appuntamento è al palazzo dei congressi di Largo Firenze e la visione sarà accompagnata dal commento di Andrea Panzavolta, autore di numerosi saggi sul cinema.

«Il processo migratorio – spiegano gli organizzatori in una nota inviata alla stampa – ha assunto dimensioni talmente imponenti da esigere un’attenzione responsabile e diffusa. Allo scopo di far prevalere un approccio razionale, senza rimanere ostaggio di provocazioni emotive o meramente propagandistiche, si è pensato a un’iniziativa che possa sollecitare una più attenta riflessione. La particolare efficacia del linguaggio cinematografico dovrebbe aiutare a comprendere l’inarrestabilità di un fenomeno che ha attraversato la storia e che ci costringe a uscire da una logica puramente emergenziale».

La rassegna sarà l’occasione anche per presentare il nuovo corso di formazione universitaria “Pratiche sociali e giuridiche di accoglienza ed integrazione dei migranti” diretto dalla professoressa Francesca Curi dell’Università di Bologna, il cui bando si chiuderà il 23 febbraio.

Per tutti i dettagli sui contenuti didattici e le modalità di iscrizione al Corso si rinvia a: cfpimmigrazione.wordpress.com

La storia del cinema d’animazione: un incontro con il grande esperto, il critico ravennate Giannalberto Bendazzi

Venerdì 10 febbraio, alle 17.30 alla sala Muratori della biblioteca Classense di Ravenna si svolgerà un incontro sul tema del cinema d’animazione dal titolo “Animation a World History – Dal mosaico al fotogramma e ritorno”, tenuto dal ravennate Giannalberto Bendazzi, giornalista, storico e critico del cinema.

Considerato tra i massimi esperti mondiali di animazione, Bendazzi ha indagato filmografie anche geograficamente lontane e di nicchia, pubblicando negli anni Ottanta un primo saggio critico dal titolo “Cartoons”, tradotto nelle principali lingue del mondo. Nella sua recente opera in tre volumi, edita in lingua inglese, “Animation: A World History” (Focal press, 2016) Bendazzi tratta in forma enciclopedica la storia del cinema d’animazione quale forma d’arte. Nel libro l’autore va oltre Disney, offre ai lettori scorci dell’animazione di Russia, Africa, America Latina e altre aree spesso dimenticate e introduce più di cinquanta artisti precedentemente sconosciuti. A partire dall’epoca d’oro di questa forma d’arte, l’autore riprende i classici più famosi, come “Steamboat Willie”, insieme alla meno conosciuta produzione egiziana e della Germania nazista; ripercorre poi i tempi più incerti in cui le serie televisive mettevano in ombra il cinema e l’arte era influenzata dall’incalzante Guerra Fredda, fino alla comparsa delle nuove tecnologie che misero in crisi i metodi tradizionali dell’animazione. La ricerca si conclude con una disamina dello sviluppo di questa forma d’arte dal 1991 al presente, spaziando da Nickelodeon a Pixar fino alla moderna animazione estone.

Sabato 11 febbraio alle 11 il professore si è reso disponibile a incontrare gli studenti del liceo artistico Nervi – Severini, per i quali terrà in via esclusiva una master class.

La storia del cinema d’animazione: un incontro con il grande esperto, il critico ravennate Giannalberto Bendazzi

Venerdì 10 febbraio, alle 17.30 alla sala Muratori della biblioteca Classense di Ravenna si svolgerà un incontro sul tema del cinema d’animazione dal titolo “Animation a World History – Dal mosaico al fotogramma e ritorno”, tenuto dal ravennate Giannalberto Bendazzi, giornalista, storico e critico del cinema.

Considerato tra i massimi esperti mondiali di animazione, Bendazzi ha indagato filmografie anche geograficamente lontane e di nicchia, pubblicando negli anni Ottanta un primo saggio critico dal titolo “Cartoons”, tradotto nelle principali lingue del mondo. Nella sua recente opera in tre volumi, edita in lingua inglese, “Animation: A World History” (Focal press, 2016) Bendazzi tratta in forma enciclopedica la storia del cinema d’animazione quale forma d’arte. Nel libro l’autore va oltre Disney, offre ai lettori scorci dell’animazione di Russia, Africa, America Latina e altre aree spesso dimenticate e introduce più di cinquanta artisti precedentemente sconosciuti. A partire dall’epoca d’oro di questa forma d’arte, l’autore riprende i classici più famosi, come “Steamboat Willie”, insieme alla meno conosciuta produzione egiziana e della Germania nazista; ripercorre poi i tempi più incerti in cui le serie televisive mettevano in ombra il cinema e l’arte era influenzata dall’incalzante Guerra Fredda, fino alla comparsa delle nuove tecnologie che misero in crisi i metodi tradizionali dell’animazione. La ricerca si conclude con una disamina dello sviluppo di questa forma d’arte dal 1991 al presente, spaziando da Nickelodeon a Pixar fino alla moderna animazione estone.

Sabato 11 febbraio alle 11 il professore si è reso disponibile a incontrare gli studenti del liceo artistico Nervi – Severini, per i quali terrà in via esclusiva una master class.

Rapinatori in banca con un coltello costretti a scappare a mani vuote

A Santerno l’impiegato non ha potuto consegnare loro i soldi per via dei sistemi di sicurezza. Indagano i carabinieri

Sono entrati in banca in due. Uno, con un coltello da cucina, ha minacciato un impiegato di cassa, chiedendogli i soldi. Ma questi ha spiegato che non era possibile, per via dei sistemi di sicurezza delle casse. I due rapinatori, così, sono scappati a mani vuote, senza ferire nessuno.

L’epiosdio è avvenuto nel pomeriggio di lunedì 6 febbraio alla filiale di Santerno della Cassa dei Risparmi di Forlì.

I carabinieri sono sulle loro tracce, grazie anche alle immagini della videosorveglianza.

Spese pazze: i consiglieri condannati dalla Corte dei Conti andranno in Appello

Anche tre ravennati dovranno risarcire migliaia di euro a metà con i rispettivi capigruppo. Il legale annuncia il ricorso  

I consiglieri regionali della nona legislatura (2010-14) dell’Emilia Romagna, tra cui anche tre ravennati, condannati dalla Corte dei Conti per una gestione scorretta dei rimborsi pubblici, faranno appello. Lo dice l’avvocato Antonio Carullo: «È intenzione dei miei assistiti far valere le loro ragioni fino in fondo, poiché considerano la sentenza di condanna immotivata ed anche in contrasto con la decisione della Corte dei Conti sezioni Riunite di Controllo Roma (luglio 2014). Le ragioni della condanna si riferiscono alla non inerenza della spesa e alla carenza di motivazioni nonostante ogni singolo scontrino sia stato adeguatamente e ampiamente rendicontato e spiegato, nonché alla mancanza di autorizzazione al consigliere da parte del capogruppo. Su questo aspetto ricordo che non vi è, e non vi era, alcuna legge regionale o regolamento o disposizione dell’ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa che prevedesse la preventiva autorizzazione scritta del capogruppo ai consiglieri per poter svolgere la loro attività politica istituzionale e, quindi, avvalersi dei rimborsi spese a carico del bilancio del gruppo assembleare. Tesi peraltro sorprendente se solo la si rapporti ad un Gruppo misto ove non vi è nemmeno omogeneità di appartenenza ad un uguale partito. Inoltre il capogruppo, chiamato a pagare il 50 percento delle somme contestate ad ognuno dei consiglieri, non può assumere il ruolo di agente contabile».

Ubriaco al volante, senza assicurazione e patente: fugge ma finisce in un cortile

Un 33enne arrestato dalla polizia: sulla volante sputi e calci contro gli agenti. Dopo una notte in carcere il tribunale l’ha rimesso in libertà

L’auto era senza assicurazione, lui era senza patente, ha rifiutato l’etilometro e al termine di un inseguimento in auto per le strade di Lido Adriano è finito nel cortile di una casa tentando un’ultima fuga a piedi scagliandosi contro i poliziotti che l’avevano raggiunto. È quantto accaduto domenica sera nella località costiera: un 33enne romeno è stato arrestato per violenza e minaccia a un pubblico ufficiale, resistenza e rifiuto di sottoporsi agli accertamenti etilometrici. Nel viaggio verso la questura la volante è stata costretta a fermarsi più volte perché l’uomo nella cella di sicurezza dell’auto si dimenava con calci e sputi all’indirizzo dei poliziotti: è servito l’intervento di un secondo equipaggio per bloccarlo. L’inseguimento era cominciato verso le 2 di notte in viale Petrarca quando la polizia ha notato un’auto che ha accellerato alla vista della pattuglia. Negli uffici della questura si è rifiutato di eseguire qualsiasi tipo test alcolmetrico, continuando a minacciare gli agenti. Terminati gli atti l’uomo è stato portato in carcere e l’autovettura sequestrata. Nel giornata odierna il tribunale di Ravenna dopo avere convalidato l’arresto ha rimesso in libertà l’imputato in attesa del processo.

Lo psicologo: «Un ragazzo su cinque è vittima di bullismo a scuola»

In un istituto di Ravenna il caso di un ragazzo «che ha pagato fino a duemila euro perché non venisse mostrata una sua foto»

Andrea Bilotto è psicologo ed esperto in materia di bullismo e cyberbullismo da diversi anni e conta, oltre a pubblicazioni sul tema, interventi in oltre 120 scuole lungo tutto la Penisola, incluso il Ravennate naturalmente, essendo Bilotto cervese. In particolare proprio alla fine del 2016 ha lavorato nelle scuole della città somministrando un migliaio di questionari ad altrettanti studenti per fotografare estensione e caratteristiche del fenomeno. Oltre agli incontri nelle scuole, Bilotto svolge numerosi incontri serali cercando di coinvolgere anche i genitori, come quello del 2 febbraio alle 20.30 nella sede comunale decentrata a Castiglione di Ravenna, in via Vittorio Veneto 21, e quello di martedì 7 febbraio a Cervia, nella sede di Scambiamenti, via Ippolito Nievo 2.

Esistono numeri percentuali per farci un’idea, dottor Bilotto?
«A livello nazionale sono circa il 15/18 percento le persone che nell’arco del proprio percorso scolastico sono state vittime di bullismo, nel Ravennate arriviamo a toccare anche il 20 percento, con grandi differenze in base alle scuole, il fenomeno è senza dubbio più diffuso nei professionali».

Quali sono le età più “a rischio” per i ragazzi?
«Si registrano episodi già alle scuole elementari, ma diciamo che il momento clou è rappresentato dalla scuola media, la seconda e la terza in particolare, e dal passaggio alla prima superiore. Poi, a partire dai 15 o 16 di solito assistiamo maggiormente a fenomeni di cyberbullismo».

Esiste un identikit della vittima?
«Di solito sono i ragazzi più timidi, più sensibili, che magari piangono facilmente, oppure ragazzi che hanno caratteristiche come disabilità, sovrappeso, difficoltà di linguaggio perché magari sono stranieri, o hanno idee personali diverse da quelle degli altri. Anche l’orientamento sessuale può essere un fattore discriminante, per quanto sia stato poco presente nei questionari che ho somministrato a livello locale».

E qual è il profilo del bullo?
«Si tratta spesso di ragazzi impulsivi, forti, che a volte hanno molta rabbia e aggressività. Sono spesso più grandi fisicamente, magari sono ripetenti e vivono in condizioni difficili dove loro stessi hanno subito situazioni di violenza e bullismo. In qualche modo vogliono cercare un riscatto, sono vittime di questo sistema, in qualche modo non escono da quello schema e rimettono in gioco quello che hanno subito su altri».

Ma non esistono anche i bravi ragazzi di buona famiglia che magari lo fanno per noia?
«Questo è più frequente nei fenomeni di cyberbullismo, dove ci si nasconde spesso dietro l’anonimato. Ecco, in quei casi saltano differenze sociali o di ambiente familiare e culturale, il bullo può essere chiunque. E spesso sono ragazze. Il 65 percento delle vittime di cyberbullismo sono ragazze vittime di altre ragazze che magari agiscono per invidia».

Tra i casi più gravi che le è capitato di vedere di recente a Ravenna?
«Direi un ricatto: a un ragazzo veniva chiesto di pagare per non mostrare una sua foto. Dieci, venti euro alla volta, si è arrivati a duemila euro. E nessuno dei compagni, che pure sapeva, ha parlato perché temeva di essere preso a sua volta di mira. Questo è un meccanismo molto frequente».

Che danni subisce una vittima di bullismo?
«Ho collaborato negli ultimi anni con il Centro di Salute mentale e psichiatria e ho visto bene i danni anche sul lungo termine. C’è chi abbandona la scuola, chi soffre di attacchi d’ansia, attacchi di panico o di depressione. Situazioni che con il tempo possono peggiorare. E come purtroppo sappiamo non sono mancati casi di suicidio (nessun caso noto tuttavia nel Ravennate, ndr)».

Chi dunque è o è stato vittima di bullismo dovrebbe seguire una terapia? E i bulli medesimi?
«Sono contrario in linea di massia alla farmacoterapia, mentre una psicoterapia ad esempio di tipo sistemica può sicuramente essere utile e in taluni casi necessaria».

Che cosa potrebbe o dovrebbe fare la scuola?
«Quello che vedo è che dove ci sono regole più rigide e una sorveglianza più rigorosa, questi episodi sono più rari. A volte mi pare invece di vedere addirittura docenti intimoriti dagli studenti e incapaci di far valere le regole».

E le famiglie?
«Certo, resta fondamentale la prevenzione, per questo sono sempre disponibile a incontri anche fuori delle scuole perché è importante che i ragazzi siano seguiti e ricevano una formazione anche sull’uso della rete e dei social».

Parliamo sempre di scuola, ma quanto possono essere pericolosi gli ambienti sportivi, il cosiddetto “spogliatoio”?
«Lo spogliatoio può essere pericoloso perchè c’è meno vigilanza da parte degli insegnanti e degli adulti, è forse il luogo più a rischio».

Una settimana di eventi in Romagna per conoscere il mondo delle startup

Dal 6 al 10 febbraio, eventi di apertura e chiusura a Ravenna. Ecco il calendario delle iniziative

Il mondo delle startup è al centro della seconda edizione di Startup Europe Week in programma dal 6 al 10 febbraio a livello europeo e avrà un calendario di eventi in Romagna coordinato dalla ravennate Angela Corbari: «Visto il grande interesse riscontrato nell’edizione del 2016, con due eventi realizzati a Ravenna, abbiamo deciso di espandere le iniziative nel territorio romagnolo. Grazie alla preziosa collaborazione con l’Area S3 di Aster, la società consortile dell’Emilia Romagna per l’innovazione e il trasferimento tecnologico, e con il supporto di moltissimi partner sul territorio, siamo riusciti quest’anno a pianificare ed organizzare eventi anche a Cesena e Rimini, organizzando così per la prima volta la Startup Europe Week Romagna» di cui Ravenna&Dintorni è media partner.

Questo il calendario degli eventi (tutti gratuiti previa registrazione obbligatoria).

Si inizia lunedì 6 con un incontro dalle 17 alle 19 allo spazio coworking Colabora in zona Darsena a Ravenna sul tema “Nuovi spazi e modelli di lavoro per fare impresa”: i partecipanti potranno conoscere da vicino le esperienze di startup, freelance e maker e come questi si trovano a lavorare ogni giorno in acceleratori e incubatori di impresa, spazi di coworking e fablab. Sarà inoltre l’occasione per conoscere le opportunità offerte sul territorio ravennate per chi è interessato fare impresa. L’evento è promosso in collaborazione con diverse realtà locali: Centro per l’Innovazione Flaminia, Colabora, Cresco Coworking, Piattaforma XL Meme Exchange, Kirekò, Informagiovani Ravenna, Fondazione Eni Enrico Mattei.

Mercoledì 8 dalle 18 alle 20 al Rimini Innovation Square di Rimini l’appuntamento organizzato da Rimini Innovation Square, Aster Area S3 Rimini e Figli del Mondo è dedicato all’approfondimento delle risorse di finanziamento e investimento attraverso la voce di protagonisti che racconteranno le loro storie di successo o, a volte, insuccesso in un’ottica di condivisione di informazioni e opportunità.

Giovedì 9 dalle 18.30 alle 20 a Cesena all’interno dell’incubatore d’impresa Cesenalab che, in collaborazione con Aster Area S3 Forlì-Cesena e con il supporto del Cise, azienda speciale della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, ospiterà un incontro sul tema dell’open innovation ed in particolare di come realizzare percorsi di innovazione aperta in azienda, ragionando in un’ottica di sviluppo economico locale, grazie all’esperienza di tre diverse realtà che ne stanno applicando i principi in contesti diversi.

Il 10 febbraio di nuovo a Ravenna per l’ultimo evento, organizzato da Studiomapp e dall’Area S3 di Ravenna in collaborazione con il Centro per l’Innovazione Flaminia e Innovami: al Centro Congressi dalle 9.30 alle 17.30, con il supporto di Cna e Legacoop, startup e imprese tradizionali potranno confrontarsi su come collaborare in diversi aspetti, dalle possibilità dell’innovazione aperta alle risorse di finanziamento e investimento. Imprenditori e startup racconteranno in prima persona le loro esperienze. Interverranno non solo ospiti dell’ecosistema imprenditoriale locale ma anche soggetti provenienti da istituzioni nazionali ed internazionali come l’Università Bocconi, Microsoft, Telecom Italia e Intesa Sanpaolo in prima linea nel supporto alle startup e all’imprenditorialità (i profili di alcuni dei relatori sono nel pdf scaricabile dal link in fondo alla pagina). Sarà inoltre anche l’occasione per la presentazione della Copernicus Academy in Emilia Romagna. Ai partecipanti verrà offerto un pranzo a buffet e sarà disponibile su richiesta, in collaborazione con l’Associazione Tralenuvole, un servizio di babysitting.

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