Il 6 febbraio l’associazione Cuore e Territorio organizza una tavola rotonda con l’intervento di diversi esperti. Una madre: «Dobbiamo dedicare tempo ai figli»
È vero che il contrasto al bullismo non c’entra con la prevenzione cardiovascolare, che è la missione dell’associazione Cuore e Territorio di Ravenna, ma di fronte alle richieste di un gruppo di genitori non si poteva fare finta di niente: «Ci siamo detti che sarebbe un po’ assurdo ritrovarci con giovani che conoscono l’importanza di un’alimentazione equilibrata e dell’attività fisica per uno stile di vita sano e magari si comportano come bulli con i coetanei – riassume Giovanni Morgese, presidente dell’associazione –. Non si può avere uno stile di vita sano se si vive un disagio». E così è nato l’incontro “Bullismo e cyberbullismo, come riconoscerli e come combatterli” in programma il 6 febbraio a Classe (alle 20 alla sala di via Classense 88).
«Ci fa molto piacere quando la comunità si muove per conoscere i temi con cui devono fare i conti le famiglie. Sarà una serata aperta a tutti con l’intervento di alcuni relatori e poi spazio alle domande». Interverranno il sostituto procuratore Cristina D’Aniello, il comandante della polizia postale Ivano Stasi e la psicoterapeuta Agata Manfredi. «Ognuno metterà a disposizione le sue competenze specifiche per affrontare il tema bullismo da vari punti di vista e capirlo». Un fenomeno delicato e difficile da affrontare, come sa bene lo stesso Morgese, luogotenente dei carabinieri in servizio a Forlì, che in questa iniziativa agisce come presidente di un’associazione senza fini di lucro ma quando parla del tema lo fa con la consapevolezza di un bagaglio di conoscenze che derivano anche da indagini e attività sul campo. «Il terreno è difficile perché gli episodi coinvolgono ragazzi attorno all’età dei 14 anni che è una soglia importante: sopra ci sono risvolti penali a tutti gli effetti mentre sotto non c’è imputabilità ma restano comunque i rischi di risarcimenti civili».
L’appuntamento di Classe rientra nelle iniziative di prevenzione ma in alcuni casi è necessario intervenire per reprimere: «L’ambiente in cui molti casi avvengono è quello scolastico e lì devono essere attenti professori e dirigenti per segnalare ai servizi sociali le situazioni che possono nascondere disagi. Questo è il primo passo. Purtroppo non sempre la scuola sa essere trasparente quando deve guardare se stessa, come fanno quasi tutte le istituzioni».
La tavola rotonda, come detto, nasce per iniziativa dell’associazione genitori di Classe e Fosso Ghiaia. In particolare dalla proposta di Arianna Bigi, madre di due alunni che frequentano le elementari all’ombra della Basilica: «I nostri figli sono alla scuola primaria ma credo che già a quell’età ci possano essere dei comportamenti che sono un campanello di allarme di un disagio nascosto. E noi genitori dobbiamo essere capaci di riconoscere quei segnali». Bigi lavora in un asilo nido comunale e studia Scienza del comportamento: «Il bambino o il ragazzino che si comporta da bullo non è una persona cattiva ma lo fa molto spesso come reazione a un disagio che vive in famiglia. Noi genitori dobbiamo ascoltare e dedicare tempo ai figli ma la scuola deve avere gli strumenti per intervenire».
A pochi giorni dalla denuncia di un 18enne che aveva minacciato con il coltello due compagni di classe, un altro caso di violenza tra ragazzi nelle scuole del Faentino. Come riporta il Carlino Ravenna in edicola oggi, lunedì 6 febbraio, nei giorni scorsi infatti un 15enne è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dopo essere stato aggredito da un suo coetaneo, compagno di classe, poco dopo l’uscita. I due avevano litigato a scuola, poi la lite è degenerata all’esterno, dove uno dei due ragazzini avrebbe preso per il collo il compagno, facendolo cadere a terra e colpendolo più volte al viso. Il referto del pronto soccorso parla infatti di ecchimosi e traumi al volto, giudicati guaribili in dieci giorni.
«Per la repressione dei fenomeni inclusi nella cornice del bullismo credo che sarebbe auspicabile un intervento del legislatore per una norma unitaria che riunisca le leggi che riguardano singoli reati, sul modello di quanto fatto per lo stalking». La pensa così Cristina D’Aniello, sostituto procuratore al tribunale di Ravenna con una breve esperienza anche alla procura dei minori. Sarà la prima nella scaletta dei relatori che interverranno a Classe a un incontro dedicato proprio a bullismo e cyberbullismo (il 6 febbraio alle 20 alla sala di via Classense 88). Un appuntamento nell’ambito della prevenzione, «magari per ridurre la necessità di interventi repressivi che sono quelli di competenza della magistratura: sono vicende che non dovrebbero arrivare a noi, quando accade significa che siamo di fronte a una frattura sociale, significa che qualcosa prima di noi non ha funzionato». Fenomeni sociali che possono avere risvolti giudiziari.
È nata definendola «un’idea un po’ folle ma bellissima» e in venti giorni da semplice post su Facebook, con centinaia di commenti e oltre un migliaio di like, è diventata una serata a numero chiuso: il 7 aprile a Milano Marittima il raduno dei fan della ravennate Luce Caponegro, l’ex pornostar Selen che chiusa la carriera hard nel 1999 ha proseguito nel mondo artistico tra cinema, teatro e radio e oggi gestisce un centro benessere.
«Ci troviamo di fronte all’ennesimo caso di una gara d’appalto di un servizio pubblico pensata principalmente per ottenere un risparmio e le scelte del committente si scaricano pesantemente sui lavoratori». La consigliera comunale Raffaella Sutter (Ravenna in Comune) esprime solidarietà ai lavoratori del trasporto sangue che saranno in sciopero lunedì 6 febbraio: «Le tre sigle di categoria Filcams, Fisascat e Uiltrasporti hanno rilevato la scorrettezza di Copura che ha vinto l’appalto per il comprensorio ravennate dell’Ausl Romagna e che è imputabile di modalità di assunzione dei lavoratori non permessa dal codice degli appalti: modifica del tipo di contratto, forte riduzione del montante salariale e contributivo».
«Se torno a casa bagnato fradicio è perché si è messo a piovere o perché non avevo portato un ombrello? In fondo il vero problema non era che piovesse ma che io mi sia bagnato, no? Penso che una delle più grandi illusioni che la mente opera sia quella di confondere ciò che è indipendente da noi con ciò di cui abbiamo responsabilità personale.
Al via a suon di sax, domenica mattina 5 febbraio, la nuova stagione di “Mikrokosmi”, sotto la direzione artistica di Barbara Valli della scuola di musica ravennate Mikrokosmos. Quest’anno i concerti, nonostante la crisi economica ancora perdurante, aumentano rispetto alle scorse edizioni arrivando a dieci incontri musicali, in scena nella sala Corelli dell’Alighieri di Ravenna tutte le domeniche (sempre alle ore 11) fino al 9 aprile.
Il 19 marzo il celebre pianista Nazzareno Carusi dividerà il bravo Trio di Imola, duettando a turno con tutte e tre le sue allieve imolesi, ricalcando le orme dei suoi maestri, Weissenberg e Merzhanov, i quali asserivano che «un artista non è pienamente tale se nulla fa per i giovani».
«Per le iniziative di animazione del centro città nel periodo di Natale sono stati spesi dal Comune di Ravenna almeno 185mila euro e l’amministrazione De Pascale ha vantato un aumento del 2,72 percento degli arrivi e del 4,2 delle presenze nel mese di dicembre mentre la Regione ha comunicato che nel 2016 le proprie città d’arte hanno registrato rispettivamente più 4 percento e più 8,2». Le critiche per la resa della spesa pubblica arrivano dai consiglieri comunali Alvaro Ancisi e Alberto Ancarani, rispettivamente di Lpr e Forza Italia. Già all’inizio di dicembre su queste pagine pubblicammo una parte degli impegni di spesa per il Natale (vedi correlati): all’epoca si parlò di 145mila euro perché non vennero conteggiate alcune cifre che i due consiglieri hanno valutato invece opportuno inserire.
«Perché lo faccio? Perché nella malattia ho trovato tanti amici che quotidianamente aiutano me, i miei figli, la mia famiglia. Amici conosciuti nel mondo del calcio, praticando questo sport. A tutti loro devo una parte del mio tempo, che voglio usare per dare a tanti ragazzi e adulti la possibilità di essere fortunati come lo sono stato io, la possibilità di essere circondati da persone magnifiche». Alla fine della presentazione nella sala preconsiliare del municipio di Ravenna, è il messaggio di Fabio Bazzocchi a sintetizzare quello che c’è dietro tutta l’operazione, che è di una semplicità disarmante: l’amicizia e la passione per il calcio. D’altronde Fabio ha giocato per buona parte della sua vita, allenando inoltre anche i bambini. Nel Low Ponte, la società di Ponte Nuovo (nata sulle ceneri dello storico Low Street di Ravenna) che negli ultimi anni, dopo stagioni importanti nelle categorie dilettantistiche, ha attraversato una fase molto difficile a causa della crisi economica, rischiando di scomparire. Ora il rilancio, grazie soprattutto alla volontà di Fabio, 46 anni il prossimo aprile, dal 2010 costretto a convivere con la Sla (
Il Low Ponte ripartirà grazie a tante persone qualificate che hanno risposto all’appello di Fabio (nominato presidente onorario), che lo hanno conosciuto sul campo e che vogliono contribuire a riportare la società ai fasti di un tempo. Il presidente sarà Piero Valentini, figura storica ed ex custode, al Low Street sin dalla sua nascita negli anni Settanta. La filosofia sarà quella di collaborare con tutte le società dei dintorni senza preclusioni (compreso il Ravenna, attaccato invece in passato per la decisione di aprire una franchigia per i giovani), puntando tutto sul settore giovanile (ma ci sarà di nuovo anche la prima squadra) e all’insegna dei principi della Carta dei diritti del bambino, come ha spiegato il preparatore e responsabile dell’area tecnica Andrea Zavatta.
Hanno parlato di Fabio come un esempio anche gli altri due allenatori professionisti ravennati presenti in municipio per l’occasione, Davide Ballardini e Andrea Mandorlini. Il primo ha rivelato di essere diventato amico di Fabio al mare, dove ha conosciuto anche moglie e i suoi due bambini («Lui incarna tante belle cose dello sport – ha detto Ballardini –, la tenacia e il rispetto delle regole in primis»), Mandorlini invece ha ricordato anche i suoi primi passi calcistici proprio al Low Street, prima poi di arrivare a vincere anche uno scudetto con l’Inter e di allenare in serie A.