giovedì
23 Aprile 2026

«Bullismo, la scuola deve essere attenta ai segnali di disagio»: a Classe un incontro con i genitori delle elementari

Il 6 febbraio l’associazione Cuore e Territorio organizza una tavola rotonda con l’intervento di diversi esperti. Una madre: «Dobbiamo dedicare tempo ai figli»

È vero che il contrasto al bullismo non c’entra con la prevenzione cardiovascolare, che è la missione dell’associazione Cuore e Territorio di Ravenna, ma di fronte alle richieste di un gruppo di genitori non si poteva fare finta di niente: «Ci siamo detti che sarebbe un po’ assurdo ritrovarci con giovani che conoscono l’importanza di un’alimentazione equilibrata e dell’attività fisica per uno stile di vita sano e magari si comportano come bulli con i coetanei – riassume Giovanni Morgese, presidente dell’associazione –. Non si può avere uno stile di vita sano se si vive un disagio». E così è nato l’incontro “Bullismo e cyberbullismo, come riconoscerli e come combatterli” in programma il 6 febbraio a Classe (alle 20 alla sala di via Classense 88).

«Ci fa molto piacere quando la comunità si muove per conoscere i temi con cui devono fare i conti le famiglie. Sarà una serata aperta a tutti con l’intervento di alcuni relatori e poi spazio alle domande». Interverranno il sostituto procuratore Cristina D’Aniello, il comandante della polizia postale Ivano Stasi e la psicoterapeuta Agata Manfredi. «Ognuno metterà a disposizione le sue competenze specifiche per affrontare il tema bullismo da vari punti di vista e capirlo». Un fenomeno delicato e difficile da affrontare, come sa bene lo stesso Morgese, luogotenente dei carabinieri in servizio a Forlì, che in questa iniziativa agisce come presidente di un’associazione senza fini di lucro ma quando parla del tema lo fa con la consapevolezza di un bagaglio di conoscenze che derivano anche da indagini e attività sul campo. «Il terreno è difficile perché gli episodi coinvolgono ragazzi attorno all’età dei 14 anni che è una soglia importante: sopra ci sono risvolti penali a tutti gli effetti mentre sotto non c’è imputabilità ma restano comunque i rischi di risarcimenti civili».

L’appuntamento di Classe rientra nelle iniziative di prevenzione ma in alcuni casi è necessario intervenire per reprimere: «L’ambiente in cui molti casi avvengono è quello scolastico e lì devono essere attenti professori e dirigenti per segnalare ai servizi sociali le situazioni che possono nascondere disagi. Questo è il primo passo. Purtroppo non sempre la scuola sa essere trasparente quando deve guardare se stessa, come fanno quasi tutte le istituzioni».

La tavola rotonda, come detto, nasce per iniziativa dell’associazione genitori di Classe e Fosso Ghiaia. In particolare dalla proposta di Arianna Bigi, madre di due alunni che frequentano le elementari all’ombra della Basilica: «I nostri figli sono alla scuola primaria ma credo che già a quell’età ci possano essere dei comportamenti che sono un campanello di allarme di un disagio nascosto. E noi genitori dobbiamo essere capaci di riconoscere quei segnali». Bigi lavora in un asilo nido comunale e studia Scienza del comportamento: «Il bambino o il ragazzino che si comporta da bullo non è una persona cattiva ma lo fa molto spesso come reazione a un disagio che vive in famiglia. Noi genitori dobbiamo ascoltare e dedicare tempo ai figli ma la scuola deve avere gli strumenti per intervenire».

Picchiato da un compagno di classe fuori dalla scuola, 15enne all’ospedale

Un litigio scoppiato in aula degenera per strada

A pochi giorni dalla denuncia di un 18enne che aveva minacciato con il coltello due compagni di classe, un altro caso di violenza tra ragazzi nelle scuole del Faentino. Come riporta il Carlino Ravenna in edicola oggi, lunedì 6 febbraio, nei giorni scorsi infatti un 15enne è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dopo essere stato aggredito da un suo coetaneo, compagno di classe, poco dopo l’uscita. I due avevano litigato a scuola, poi la lite è degenerata all’esterno, dove uno dei due ragazzini avrebbe preso per il collo il compagno, facendolo cadere a terra e colpendolo più volte al viso. Il referto del pronto soccorso parla infatti di ecchimosi e traumi al volto, giudicati guaribili in dieci giorni.

Allerta meteo per 30 ore Attesi pioggia e vento forte 

Fino alla mezzanotte del 6 febbraio

Fino alla mezzanotte del 6 febbraio sarà attiva l’allerta meteo della protezione civile per pioggia, vento e stato del mare: le autorità raccomandano di non accedere agli argini dei corsi d’acqua e di seguire attentamente le indicazioni delle autorità preposte riguardanti l’attraversamento dei ponti. Si raccomanda ai gestori di attività all’aperto di sistemare e fissare gli oggetti sensibili agli effetti del vento o suscettibili d’essere danneggiati. Si raccomanda inoltre a tutti di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione.

«Per reprimere il bullismo sarebbe utile una legge unitaria sul modello stalking» 

Il pm D’Aniello e il quadro giudiziario: «Minori di 14 anni non imputabili ma famiglie e scuole hanno responsabilità»

«Per la repressione dei fenomeni inclusi nella cornice del bullismo credo che sarebbe auspicabile un intervento del legislatore per una norma unitaria che riunisca le leggi che riguardano singoli reati, sul modello di quanto fatto per lo stalking». La pensa così Cristina D’Aniello, sostituto procuratore al tribunale di Ravenna con una breve esperienza anche alla procura dei minori. Sarà la prima nella scaletta dei relatori che interverranno a Classe a un incontro dedicato proprio a bullismo e cyberbullismo (il 6 febbraio alle 20 alla sala di via Classense 88). Un appuntamento nell’ambito della prevenzione, «magari per ridurre la necessità di interventi repressivi che sono quelli di competenza della magistratura: sono vicende che non dovrebbero arrivare a noi, quando accade significa che siamo di fronte a una frattura sociale, significa che qualcosa prima di noi non ha funzionato». Fenomeni sociali che possono avere risvolti giudiziari.

E questo sarà il fulcro del suo intervento: inquadrare le conseguenze penali a cui vanno incontro gli autori dei gesti. «Partiamo dicendo che il bullismo prevede una reiterazione dei comportamenti ma quando si ha più di 14 anni può bastare un singolo episodio per essere chiamati a rispondere di reati veri e propri. Anche se a volte siamo in bilico tra attività penalmente lecita e non, perché ad esempio l’ingiuria è stata depenalizzata». Bisogna avere chiaro che il compimento del 14esimo anno è uno spartiacque: «Prima non si è imputabili ma non è la terra di nessuno: vale sempre la legge civilistica e in tribunale può anche essere stabilita la responsabilità con un risarcimento a carico della scuola o dei genitori se un ragazzo fa del male a un altro. E sopra i 14 si è indagabili a tutti gli effetti dalla procura dei minori». Tenendo presente che le conseguenze per padri e madri possono essere anche di altra natura: «Soprattutto per i casi di cyberbullismo, i giovani usano computer o cellulari che sono intestati ai genitori. Non sono così rari i casi di perquisizioni perché dal computer di casa partivano foto di un certo tipo: il minorenne che invia la foto di un coetaneo in circostanze a sfondo sessuale commette il reato di pedopornografia».

La casistica delle indagini dice che i telefonini sono sempre più protagonisti: «Ormai i giovani nascono maneggiando questi strumenti ma non hanno la percezione delle conseguenze. È una battaglia dura far capire che quando pubblichi una foto su un social network o la invii a qualcuno non è più solo tua, non è più come guardarla con gli amici in una stanza. Ma non c’è da stupirsi che sia una battaglia persa vedendo quanti genitori a tavola passano il tempo a fare foto ai piatti invece di seguire i figli…». D’Aniello non risparmia critiche alle figure educative: «So che non piace quando lo dico ma devo essere sincera. Considero sempre poco credibile lo scenario in cui tutto succede all’improvviso. Mi risulta difficile immaginare che davvero un ragazzo si comporti in maniera opposta tra casa e scuola».

L’esperienza consente di abbozzare un profilo del bullo: «Di solito ragazzini a cui non mancano le disponibilità, poco seguiti da genitori, portatori di un linguaggio in cui si capisce che manca il valore dell’altro. Dalle famiglie disastrate è più facile che vengano reati di sopravvivenza ma i reati più brutti, quelli davvero più feroci, li ho visti dai ragazzi delle famiglie più agiate». Le prime antenne a captare i segnali di rischio devono essere dentro la scuola: «Purtroppo non sempre c’è la capacità di ascoltare. Mi è capitato di fare un intervento in una scuola e c’è stato un ragazzino che si è fatto avanti dicendo che veniva picchiato spesso e lo aveva già detto più volte ma nessuno gli aveva mai dato la dovuta attenzione ». Gli episodi non mancano anche a Ravenna ma il panorama dal punto di osservazione del palazzo di giustizia appare sereno: «La città non è grande e mi pare funzioni una rete di assistenza in grado di fare la propria parte».

Selen raduna i suoi fan il 7 aprile a Milano Marittima: «Conoscervi sarà un piacere immenso»

L’ex pornostar ha lanciato l’idea da Facebook e ora sta organizzando la serata a numero chiuso in un ristorante «con la gente che mi vuole bene»

È nata definendola «un’idea un po’ folle ma bellissima» e in venti giorni da semplice post su Facebook, con centinaia di commenti e oltre un migliaio di like, è diventata una serata a numero chiuso: il 7 aprile a Milano Marittima il raduno dei fan della ravennate Luce Caponegro, l’ex pornostar Selen che chiusa la carriera hard nel 1999 ha proseguito nel mondo artistico tra cinema, teatro e radio e oggi gestisce un centro benessere.

Proprio ieri 4 febbraio dalla pagina di Selen – che a dicembre ha tagliato il traguardo dei 50 anni – l’annuncio ufficiale: «Care amiche e cari amici, con un pizzico di emozione, vi annuncio che abbiamo deciso di organizzare la cena (anzi la serata) con i fans. O meglio, con la gente che mi vuol bene. Stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli, ma intanto tenetevi liberi venerdì 7 aprile a Milano Marittima. Sarà a numero chiuso, per ovvie esigenze del ristorante, iniziate per cui a dare le prime adesioni. A quanto pare saremo parecchi e non vedo l’ora. Per me conoscervi di persona sarà davvero un piacere immenso».

«Appalti al ribasso pesano sui lavoratori Anche il caso Copura-Ausl lo conferma»

Solidarietà di Sutter (Ric) ai 18 in sciopero per le condizioni di assunzione dalla coop che ha vinto la gara per il trasporto sangue

«Ci troviamo di fronte all’ennesimo caso di una gara d’appalto di un servizio pubblico pensata principalmente per ottenere un risparmio e le scelte del committente si scaricano pesantemente sui lavoratori». La consigliera comunale Raffaella Sutter (Ravenna in Comune) esprime solidarietà ai lavoratori del trasporto sangue che saranno in sciopero lunedì 6 febbraio: «Le tre sigle di categoria Filcams, Fisascat e Uiltrasporti hanno rilevato la scorrettezza di Copura che ha vinto l’appalto per il comprensorio ravennate dell’Ausl Romagna e che è imputabile di modalità di assunzione dei lavoratori non permessa dal codice degli appalti: modifica del tipo di contratto, forte riduzione del montante salariale e contributivo».

Sutter ricorda che per ritrovarsi conseguenze distorte non è necessario che la gara sia al massimo ribasso: «In questo caso prevedeva una selezione sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. Una riduzione della base d’asta del servizio messo a bando e modalità di assegnazione dello stesso provocano una forte competizione economica al ribasso».

Infine l’attenzione dell’ex candidata sindaca con una lista che riuniva diverse formazione di sinistra, pone l’attenzione sul ruolo della committenza: «Credo sia importante che il sindacato apra un tavolo di confronto complessivo sulle condizioni degli appalti con l’Asul Romagna e non solo. Anche col Comune di Ravenna per definire un protocollo d’intesa in materia di appalti che garantisca trasparenza, legalità e dignità del lavoro. È necessario riportare al centro del dibattito la responsabilità della committenza».

Gli appalti e la loro regolamentazione sono anche al centro dei quesiti referendari promossi di Cgil: «Il caso Copura rende evidente l’importanza del quesito approvato dalla Corte Costituzionale sul tema degli appalti, che chiede di abolire l’articolo 29 del decreto legislativo 10 settembre 2003, cioè chiede il ripristino della responsabilità dell’azienda appaltatrice, oltre che di quella che vince l’appalto, norma cancellata dalla legge Biagi e dalle successive modifiche della legge Fornero».

Tra magia, psicologia ed emozione

In scena  “il gioco” del mentalista Tesei

Mentalista«Se torno a casa bagnato fradicio è perché si è messo a piovere o perché non avevo portato un ombrello? In fondo il vero problema non era che piovesse ma che io mi sia bagnato, no? Penso che una delle più grandi illusioni che la mente opera sia quella di confondere ciò che è indipendente da noi con ciò di cui abbiamo responsabilità personale.
 L’esempio della pioggia è banale, ma questo principio vale anche per questioni più complesse, fino a quelle imponderabili per definizione come ad esempio la fortuna».

Il mentalista Francesco Tesei torna a Ravenna, dopo il grande successo del precedente spettacolo, con  The Game, in scena al Teatro Alighieri di Ravenna, lunedì 6 febbraio alle 21, per un fuori abbonamento della stagione di Comico.

Il suo spettacolo si intitola The Game, il gioco, quali sono le regole di questo gioco?
«La regola è essere pronti a mettere in gioco sé stessi. È uno spettacolo molto interattivo in cui il pubblico è invitato a ragionare e partecipare. L’idea mi è venuta dal fatto che molti spettatori dopo le mie esibizioni mi chiedevano “se sei così bravo a prevedere il futuro mi dici che numeri usciranno alla lotteria?” Il gioco parte da questa provocazione per parlare della fortuna e del modo in cui condiziona le nostre vite».

La fortuna esiste o non esiste? Fino a che punto si può controllare?
«La fortuna viene descritta spesso come “dea bendata”, ovvero una cosa su cui non abbiamo influenza. È qualcosa che capita a prescindere dalla nostra volontà. Spesso invece non abbiamo coscienza della responsabilità delle nostre scelte e chiamiamo fortuna ciò che possiamo controllare. Abbiamo molta più influenza sugli eventi di quello che crediamo».

Nel quotidiano le persone controllano le proprie scelte o questo controllo sfugge di mano?
«È bello avere il controllo dei propri pensieri e delle proprie abitudini. Tutti sono convinti di averlo, ma non è così. Siamo tutti più irrazionali di quello che crediamo. È una grande illusione sentirsi razionali. Ci si pensa immuni alla persuasione e al condizionamento, ma è un’illusione. Prevedibilmente irrazionali di Dan Ariely spiega come siamo emotivi nelle nostre scelte e come la nostra mente per una sorta di istinto protettivo ci dica “sì ho scelto da solo, razionalmente”, quando in realtà sappiamo che è una menzogna».

Quanto c’è di psicologia e quanto di “magia” nei suoi spettacoli?
«C’è un po’ di entrambi. Mi baso sul lavoro dello psicologo Richard Wiseman autore di The luck factor e ho trasformato le sue teorie sulla fortuna in uno spettacolo. La differenza tra un mentalista e un illusionista è che l’illusionista lascia lo spettatore a bocca aperta con un trucco, io amo stupire le persone, ma lasciando in loro delle suggestioni su cui riflettere. Quello che faccio io è non è solo un bell’inganno, ma una metafora per cambiare un po’ la prospettiva sui propri atteggiamenti. Il filosofo francese Fabrice Hadjadj ha scritto “L’uo­mo prima si emoziona e poi si muove”».

Tra magia, psicologia ed emozione

In scena  “il gioco” del mentalista Tesei

Mentalista«Se torno a casa bagnato fradicio è perché si è messo a piovere o perché non avevo portato un ombrello? In fondo il vero problema non era che piovesse ma che io mi sia bagnato, no? Penso che una delle più grandi illusioni che la mente opera sia quella di confondere ciò che è indipendente da noi con ciò di cui abbiamo responsabilità personale.
 L’esempio della pioggia è banale, ma questo principio vale anche per questioni più complesse, fino a quelle imponderabili per definizione come ad esempio la fortuna».

Il mentalista Francesco Tesei torna a Ravenna, dopo il grande successo del precedente spettacolo, con  The Game, in scena al Teatro Alighieri di Ravenna, lunedì 6 febbraio alle 21, per un fuori abbonamento della stagione di Comico.

Il suo spettacolo si intitola The Game, il gioco, quali sono le regole di questo gioco?
«La regola è essere pronti a mettere in gioco sé stessi. È uno spettacolo molto interattivo in cui il pubblico è invitato a ragionare e partecipare. L’idea mi è venuta dal fatto che molti spettatori dopo le mie esibizioni mi chiedevano “se sei così bravo a prevedere il futuro mi dici che numeri usciranno alla lotteria?” Il gioco parte da questa provocazione per parlare della fortuna e del modo in cui condiziona le nostre vite».

La fortuna esiste o non esiste? Fino a che punto si può controllare?
«La fortuna viene descritta spesso come “dea bendata”, ovvero una cosa su cui non abbiamo influenza. È qualcosa che capita a prescindere dalla nostra volontà. Spesso invece non abbiamo coscienza della responsabilità delle nostre scelte e chiamiamo fortuna ciò che possiamo controllare. Abbiamo molta più influenza sugli eventi di quello che crediamo».

Nel quotidiano le persone controllano le proprie scelte o questo controllo sfugge di mano?
«È bello avere il controllo dei propri pensieri e delle proprie abitudini. Tutti sono convinti di averlo, ma non è così. Siamo tutti più irrazionali di quello che crediamo. È una grande illusione sentirsi razionali. Ci si pensa immuni alla persuasione e al condizionamento, ma è un’illusione. Prevedibilmente irrazionali di Dan Ariely spiega come siamo emotivi nelle nostre scelte e come la nostra mente per una sorta di istinto protettivo ci dica “sì ho scelto da solo, razionalmente”, quando in realtà sappiamo che è una menzogna».

Quanto c’è di psicologia e quanto di “magia” nei suoi spettacoli?
«C’è un po’ di entrambi. Mi baso sul lavoro dello psicologo Richard Wiseman autore di The luck factor e ho trasformato le sue teorie sulla fortuna in uno spettacolo. La differenza tra un mentalista e un illusionista è che l’illusionista lascia lo spettatore a bocca aperta con un trucco, io amo stupire le persone, ma lasciando in loro delle suggestioni su cui riflettere. Quello che faccio io è non è solo un bell’inganno, ma una metafora per cambiare un po’ la prospettiva sui propri atteggiamenti. Il filosofo francese Fabrice Hadjadj ha scritto “L’uo­mo prima si emoziona e poi si muove”».

Al via coi sax la nuova stagione di “Mikrokosmi”

Ecco tutti i concerti in calendario

Sassofoni AccademiaAl via a suon di sax, domenica mattina 5 febbraio, la nuova stagione di “Mikrokosmi”, sotto la direzione artistica di Barbara Valli della scuola di musica ravennate Mikro­kosmos. Quest’anno i concerti, nonostante la crisi economica ancora perdurante, aumentano rispetto alle scorse edizioni arrivando a dieci incontri musicali, in scena nella sala Corelli dell’Alighieri di Ravenna tutte le domeniche (sempre alle ore 11) fino al 9 aprile.

La serie di concerti si apre quindi col Quartetto di sassofoni Accademia, ensemble di primissimo piano del panorama cameristico mondiale, che farà risuonare le note di Bach insieme ai più importanti esponenti del ‘900 attento alle influenze jazz.
La pianista Luna Costantini sarà la protagonista del secondo concerto: la 17enne avezzanese, brillante studentessa del­l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola eseguirà un programma paradigma della storia della tastiera, da Bach a Debussy.
La collaborazione con l’Accademia imolese continuerà anche per il terzo concerto quando protagonista sarà il duo Faruoli-Buscemi, creatosi sulle sponde del Santerno.
Il quarto appuntamento vedrà il vincitore del concorso Van Cliburn del 2005, Davide Cabassi, eseguire alcune tra le più rappresentative tra le 32 sonate di Beethoven.
L’arpa di Floraleda Sacchi sarà sul palco nel quinto appuntamento, nel quale verrà dato spazio ad un repertorio d’avanguardia, spesso trascurato.
Il pianista ravennate Marco Santià si esibirà poi insieme alle giovani promesse quali Aleandro Mariani e Giacomo Balla tra arie da camera e chansons.

Nazzareno CarusiIl 19 marzo il celebre pianista Nazzareno Carusi dividerà il bravo Trio di Imola, duettando a turno con tutte e tre le sue allieve imolesi, ricalcando le orme dei suoi maestri, Weissenberg e Merzhanov, i quali asserivano che «un artista non è pienamente tale se nulla fa per i giovani».
Vi sarà poi il gradito ritorno di Damiana Mizzi, accompagnata dal violoncello di Roberto Mansueto e dal pianoforte di Marcos Madrigal, per un programma dal titolo Chanson d’Amour.
Il nono appuntamento sarà incentrato sulle figure di Schumann e Cajkovskij grazie alle interpretazioni della pianista Tatiana Larionova, una delle ultime allieve di Merzhanov.
La rassegna si chiude con un quartetto di tromboni, il Mascoulisse Quartet, il quale proporrà un programma che unisce la storia della musica, dal passato al presente in una sorta di viaggio di formazione come la stessa rassegna appare.

«Il Natale in centro è costato 185mila euro al Comune: soldi spesi male»

Ancarani (Fi) e Ancisi (Lpr): «Turismo natalizio impalpabile, manca chi sappia spendere bene». La tabella con il dettaglio costi

«Per le iniziative di animazione del centro città nel periodo di Natale sono stati spesi dal Comune di Ravenna almeno 185mila euro e l’amministrazione De Pascale ha vantato un aumento del 2,72 percento degli arrivi e del 4,2 delle presenze nel mese di dicembre mentre la Regione ha comunicato che nel 2016 le proprie città d’arte hanno registrato rispettivamente più 4 percento e più 8,2». Le critiche per la resa della spesa pubblica arrivano dai consiglieri comunali Alvaro Ancisi e Alberto Ancarani, rispettivamente di Lpr e Forza Italia. Già all’inizio di dicembre su queste pagine pubblicammo una parte degli impegni di spesa per il Natale (vedi correlati): all’epoca si parlò di 145mila euro perché non vennero conteggiate alcune cifre che i due consiglieri hanno valutato invece opportuno inserire.

Ancisi e Ancarani con le loro valutazioni entrano nel merito delle singole voci di spesa: «La parte del leone è toccata al video mapping, le proiezioni di luci o video su edifici storici, che ne ha richiesti 125mila (come scrivemmo due mesi fa, ndr). Ognuno può valutare quanto, tra la ventina dei finanziamenti per Natale, corrisponda a proposte strutturate o invece a contributi a pioggia, mascherati da “compartecipazioni” per evadere la legge che non li consente». Il riferimento in questo caso è ai tagli ai contributi ai lidi per il cosiddetto Mare d’Inverno giustificanto appunto con la motivazione di evitare pioggia di contributi. Infine una critica alle scelte dei destinatari: «È facile constatare che, come sempre, molti fornitori fanno parte della cartella dei “Preferiti” dal regime» (dal link in fondo alla pagina è scaricabile il pdf con la tabella riassuntiva diffusa da Ancarani e Ancisi).

La conclusione dei due consiglieri è semplice: «Questo nostro piccolo lavoro conferma all’ennesima potenza che al Comune di Ravenna non mancano i soldi, bensì chi sappia e voglia spenderli bene e correttamente».

«Il Natale in centro è costato 185mila euro al Comune: soldi spesi male»

Ancarani (Fi) e Ancisi (Lpr): «Turismo natalizio impalpabile, manca chi sappia spendere bene». La tabella con il dettaglio costi

«Per le iniziative di animazione del centro città nel periodo di Natale sono stati spesi dal Comune di Ravenna almeno 185mila euro e l’amministrazione De Pascale ha vantato un aumento del 2,72 percento degli arrivi e del 4,2 delle presenze nel mese di dicembre mentre la Regione ha comunicato che nel 2016 le proprie città d’arte hanno registrato rispettivamente più 4 percento e più 8,2». Le critiche per la resa della spesa pubblica arrivano dai consiglieri comunali Alvaro Ancisi e Alberto Ancarani, rispettivamente di Lpr e Forza Italia. Già all’inizio di dicembre su queste pagine pubblicammo una parte degli impegni di spesa per il Natale (vedi correlati): all’epoca si parlò di 145mila euro perché non vennero conteggiate alcune cifre che i due consiglieri hanno valutato invece opportuno inserire.

Ancisi e Ancarani con le loro valutazioni entrano nel merito delle singole voci di spesa: «La parte del leone è toccata al video mapping, le proiezioni di luci o video su edifici storici, che ne ha richiesti 125mila (come scrivemmo due mesi fa, ndr). Ognuno può valutare quanto, tra la ventina dei finanziamenti per Natale, corrisponda a proposte strutturate o invece a contributi a pioggia, mascherati da “compartecipazioni” per evadere la legge che non li consente». Il riferimento in questo caso è ai tagli ai contributi ai lidi per il cosiddetto Mare d’Inverno giustificanto appunto con la motivazione di evitare pioggia di contributi. Infine una critica alle scelte dei destinatari: «È facile constatare che, come sempre, molti fornitori fanno parte della cartella dei “Preferiti” dal regime» (dal link in fondo alla pagina è scaricabile il pdf con la tabella riassuntiva diffusa da Ancarani e Ancisi).

La conclusione dei due consiglieri è semplice: «Questo nostro piccolo lavoro conferma all’ennesima potenza che al Comune di Ravenna non mancano i soldi, bensì chi sappia e voglia spenderli bene e correttamente».

Anche Arrigo Sacchi in municipio per il rilancio dello storico Low Ponte

Al via il nuovo progetto del presidente onorario Fabio Bazzocchi, ex calciatore e allenatore della società di Ponte Nuovo, malato di Sla

«Perché lo faccio? Perché nella malattia ho trovato tanti amici che quotidianamente aiutano me, i miei figli, la mia famiglia. Amici conosciuti nel mondo del calcio, praticando questo sport. A tutti loro devo una parte del mio tempo, che voglio usare per dare a tanti ragazzi e adulti la possibilità di essere fortunati come lo sono stato io, la possibilità di essere circondati da persone magnifiche». Alla fine della presentazione nella sala preconsiliare del municipio di Ravenna, è il messaggio di Fabio Bazzocchi a sintetizzare quello che c’è dietro tutta l’operazione, che è di una semplicità disarmante: l’amicizia e la passione per il calcio. D’altronde Fabio ha giocato per buona parte della sua vita, allenando inoltre anche i bambini. Nel Low Ponte, la società di Ponte Nuovo (nata sulle ceneri dello storico Low Street di Ravenna) che negli ultimi anni, dopo stagioni importanti nelle categorie dilettantistiche, ha attraversato una fase molto difficile a causa della crisi economica, rischiando di scomparire. Ora il rilancio, grazie soprattutto alla volontà di Fabio, 46 anni il prossimo aprile, dal 2010 costretto a convivere con la Sla (sclerosi laterale amiotrofica), malattia neurodegenerativa che gli impedisce qualsiasi movimento. Comunica tramite messaggi e social network grazie a un software che legge il movimento degli occhi. Mentalmente, lo si sarà capito, è lucidissimo. «Ha sicuramente più memoria di me», è stata la battuta di Arrigo Sacchi, tra gli ospiti d’eccezione della presentazione in Comune del nuovo Low Ponte, rivelando che Fabio la sera prima gli aveva ricordato che si erano già visti nel 1988.

Il Low Ponte ripartirà grazie a tante persone qualificate che hanno risposto all’appello di Fabio (nominato presidente onorario), che lo hanno conosciuto sul campo e che vogliono contribuire a riportare la società ai fasti di un tempo. Il presidente sarà Piero Valentini, figura storica ed ex custode, al Low Street sin dalla sua nascita negli anni Settanta. La filosofia sarà quella di collaborare con tutte le società dei dintorni senza preclusioni (compreso il Ravenna, attaccato invece in passato per la decisione di aprire una franchigia per i giovani), puntando tutto sul settore giovanile (ma ci sarà di nuovo anche la prima squadra) e all’insegna dei principi della Carta dei diritti del bambino, come ha spiegato il preparatore e responsabile dell’area tecnica Andrea Zavatta.

«Fabio ci sta insegnando valori importanti – è stato poi il commento di Sacchi –, in un paese come l’Italia in cui regna la confusione, in cui si vuole vincere sempre, anche tra i bambini. Fabio è un esempio formidabile di costanza, volontà, determinazione, faccio a lui e a tutti i suoi collaboratori i miei migliori auguri».

Hanno parlato di Fabio come un esempio anche gli altri due allenatori professionisti ravennati presenti in municipio per l’occasione, Davide Ballardini e Andrea Mandorlini. Il primo ha rivelato di essere diventato amico di Fabio al mare, dove ha conosciuto anche moglie e i suoi due bambini («Lui incarna tante belle cose dello sport – ha detto Ballardini –, la tenacia e il rispetto delle regole in primis»), Mandorlini invece ha ricordato anche i suoi primi passi calcistici proprio al Low Street, prima poi di arrivare a vincere anche uno scudetto con l’Inter e di allenare in serie A.

Tra il folto pubblico in municipio (in rappresentanza dell’Amministrazione ha preso la parola l’assessore allo Sport Roberto Fagnani) tanti addetti ai lavori e semplici amici di Fabio, passati anche solo per fargli un saluto.

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