giovedì
23 Aprile 2026

Il vescovo scrive alle famiglie per invitarle a scegliere l’ora di religione

Il direttore dell’ufficio scolastico dell’Archidiocesi: “Non solo cattolici iscritti, ma anche alcuni allievi di altre fedi”

Mentre la Uaar come ogni anno ricorda il diritto a non avvalersi della religione cattolica a scuola e a un’attività alternativa, l’arcivescovo della Diocesi di Ravenna-Cervia Lorenzo Ghizzoni scrive una lettera ai genitori e agli studenti per invitare le famiglie a scegliere l’insegnamento della religione. Perché adesso? Perché il 6 febbraio scade il termine per le iscrizioni alle scuole statali della provincia, quando appunto alle famiglie viene chiesto se si intende o meno iscrivere I figli all’ora di religione cattolica (Irc). Secondo l’archidiocesi numerosi dati attesterebbero che l’ora di religione cattolica sarebbe frequentata anche da non cattolici secondo una recente indagine (“Una disciplina alla prova” di Sergio Cicatelli e Guglielmo Malizia), come accadrebbe anche a livello locale. “Anche qui abbiamo una percentuale piccola ma significativa di alunni di altre religioni in classe”, spiega don direttore dell’Ufficio Scolastico diocesano don Andrea Bonazzi. “Il Concordato riconosce – spiegano l’arcivescovo Ghizzoni e don Bonazzi nella lettera – che la cultura religiosa è un valore e non può essere trascurata dalla Scuola che ha proprio il fine di trasmettere e alimentare la cultura in tutte le sue dimensioni”. La percentuale in diocesi di Ravenna-Cervia degli avvalentesi l’ora di religione per l’anno scolastico 2015/2016 si attesta attorno al 79,65% nella scuola dell’infanzia, all’86,47% nella primaria, all’80,27% nelle scuole medie e al 63,76 nella secondaria di secondo grado.

Da due anni a questa parte, inoltre, l’Ufficio diocesano di Pastorale Giovanile ha coinvolto gli insegnanti di religione nel cosiddetto “Progetto Link”, che consiste nella proposta di moduli formativi da svolgere in classe durante le ore di religione, incentrati su tematiche come le relazioni, la mondialità, l’intercultura e la media education e che hanno riscosso un buon successo nello scorso anno scolastico. Circa 1200 studenti di 72 classi di varie scuole superiori e medie di Ravenna sono stati coinvolti nei laboratori proposti.

Anche per questo, cari studenti e genitori, – concludono l’arcivescovo Ghizzoni e il direttore dell’Ufficio Scolastico nella lettera – desideriamo rinnovare l’invito ad avvalervi dell’Insegnamento della Religione Cattolica, sicuri che durante queste lezioni potrete trovare docenti e compagni di classe che sapranno accompagnare voi e i vostri figli lungo un percorso di crescita umana e culturale necessario per l’oggi e per il futuro che ci sta di fronte”.

Lancia la moglie dalla finestra durante una lite: arrestato

La donna in pronto soccorso per accertamente, non è in pericolo. La coppia è residente a Bagnacavallo e vive al primo piano

Durante una furiose lite, per futili motivi, un uomo di trentotto anni ha lanciato la consorte, di 36 anni, dal balcone di casa, in centro a Bagnacavallo. I due, una coppia di nigeriani, abitano al primo piano. La donna è stata portata al pronto soccorso di Lugo per accertamenti, si sospetta una frattura, mentre il marito è stato arrestato e portato in carcere a Ravenna dai Carabinieri.

Saldi: CambieRà chiede più controlli, multe più salate e più attenzione ai social

Il movimento civico a difesa degli esercenti che seguono i regolamenti: “siano resi noti i nomi di chi viene sanzionato”  

Dopo l’operazione antitruffa svolta dalla Guardia di Finanza grazie al confronto dei prezzi nel pre e post 5 gennaio, data di inizio dei saldi invernali (vedi correlato), il Movimento civico CambieRa interviene sul tema degli sconti negli esercizi commerciali a difesa di chi rispetta le regole.

“Il problema è parecchio noto tra i commercianti cittadini che ricadono nella “squadra” degli onesti – scrivono in una nota – tant’è che diversi di questi, solo un mese fa, segnalarono proprio a noi del Movimento Civico CambieRà quanto fosse semplice aggirare la delibera regionale n. 1804 del 9 novembre 2016, la quale stabilisce che “non possano essere effettuate, nei 30 giorni antecedenti i periodi delle vendite di fine stagione, le vendite promozionali dei seguenti prodotti: abbigliamento, calzature, biancheria intima, accessori di abbigliamento, pelletteria e tessuti per abbigliamento ed arredamento”. Tale delibera, a noi piuttosto chiara a livello interpretativo, venne tranquillamente ignorata da diversi commercianti, semplicemente utilizzando l’escamotage della rete sfruttando la vetrina sul social Facebook per invitare i clienti a visitare il negozio, promettendo scontistiche su tutta la merce proprio durante il periodo di divieto. La realtà virtuale, che oramai è divenuta parte del nostro quotidiano, non viene legalmente considerata una normale vetrina e quindi eventuali “cartelli promozionali” sulle pagine social dell’azienda, magari addirittura sponsorizzate con vere e proprie campagne marketing a pagamento, non costituiscono comportamento perseguibile dalle autorità competenti seppur, di fatto, violino esplicitamente il divieto contenuto nella Delibera Regionale. Oggi apprendiamo inoltre che ben 3 negozianti del Centro sono stati multati per aver gonfiato i prezzi al fine di non applicare alcuno sconto sulla merce, violando ogni regola non solo oggettiva, ma anche morale, e quindi di fatto truffando la propria clientela. La multa che ne è conseguita è di poco superiore ai 3mila euro: una cifra irrisoria che non solo non rappresenta assolutamente un valido deterrente, ma che anzi rischia unicamente di far aumentare il numero di furbetti che tentano la sorte”. Il tutto, spiegano da CambieRà a discapito di quei commercianti che “scontano davvero la merce nel periodo dei saldi e che spesso rischiano di trovarsi costretti a chiudere definitivamente la serranda perché strozzati dalle burocrazie”.

Da qui la richiesta alla Regione che secondo la formazione politica ravennate, presente in consiglio comunale con tre consiglieri, a cui si chiede che regolamenti “in maniera più specifica ed approfondita la comunicazione multimediale”. Inoltre, dicono: “la GdF e la Polizia Municipale dovrebbero essere molto più presenti sul territorio per effettuare questi controlli: 15 negozi indagati su centinaia non è una cifra sufficiente alla tutela dell’onestà e della legalità. Inoltre se consideriamo che su 15 negozi ben il 20% è risultato irregolare è semplice fare un conto ipotetico delle possibili irregolarità sull’intero territorio cittadino. Infine, in caso di irregolarità, sarebbe opportuno rendere pubblici i nomi di chi volutamente ha deciso di ignorare le leggi e lucrare sulla clientela; non tanto per creare una sorta di gogna mediatica, spesso inutile ed esecrabile, ma semplicemente per consentire al consumatore di effettuare acquisti consapevoli e, non ultimo, per tutelare e valorizzare l’immagine di coloro che invece, di contro, lavorano nel pieno rispetto delle regole.Ci complimentiamo comunque con la Guardia di Finanza per il lavoro svolto e per aver messo luce su questo problema che danneggia enormemente chi invece, tutti i giorni, evita di intraprendere le strade più facili: quelle che ben poco hanno a che fare con l’onestà.”

Nel 2017 oltre cento progetti tra città e forese: corsi, incontri e laboratori

L’assessore Baroncini sottolinea l’importanza della partecipazione di volontari e associazioni nella progettazione

Sono più di cento cento progetti, per la precisione 106, i progetti per il 2017 che fanno riferimento al cosiddetto Decentramento del Comune di Ravenna e che possono essere trasversali a più realtà territoriali o riguardare singoli quartieri cittadini e centri del forese. Non a caso il documento, recentemente approvato dalla giunta su proposta dell’assessore Gianandrea Baroncini che li raccoglie tutti si intitola “Abitare il territorio”.

“Sono stati accolti – sottolinea Baroncini – tutti i progetti elaborati dalle commissioni e dai gruppi territoriali e fatti propri dai singoli consigli. Ci tengo a evidenziarlo perché queste attività costituiscono una importantissima occasione di partecipazione non solo quando vengono fruite dai cittadini ai quali sono dedicate, ma anche nel momento della loro stessa progettazione e organizzazione.

L’unità organizzativa Decentramento del Comune, con i suoi operatori culturali e i consigli territoriali, costituisce il referente principale per quanto riguarda la programmazione delle iniziative, che però non si potrebbero assolutamente realizzare senza il contributo delle molteplici istituzioni, associazioni, soggetti che vi sono coinvolti, compresi tanti singoli volontari. Ciò che le unisce tutte è il legame tra volontariato e territorio, un territorio che si vuole conoscere e far conoscere, vivere, condividere, raccontare e valorizzare”.

 

Tra i primi appuntamenti dell’anno ci sono naturalmente quelli dedicati al Giorno della Memoria, con letture e spettacoli teatrali per gli studenti, poi naturalmente ci saranno “Lavori in Comune”, dedicato agli adolescenti, i laboratori di informatica per gli over 60, le iniziative sulla valorizzazione delle tradizioni e del dialetto, sulla salute e l’ambiente, le letture per i bambini, incontri che metteranno al centro l’amore per la musica, per l’arte e per la scrittura, momenti dedicati alla conoscenza e allo scambio tra generazioni e culture diverse, iniziative benefiche e di promozione dell’educazione civica, solo per fare alcuni esempi sulla base anche di quanto accaduto negli anni passati.

 

 

 

32mila auto controllate nel 2016 dalle Polizie municipali

A Cervia 30mila multe per eccesso di velocità. A Ravenna calano le sanzioni per la mancanza delle cinture e l’uso del telefono alla guida

Sono stati in totale 32mila i veicoli controllati sulle strade nel 2016 dalle polizie municipali di Ravenna, della Bassa Romagna e di Cervia. È un dato che emerge dal consuntivo dell’attività dei tre corpi diffuso il 20 gennaio, in occasione delle celebrazioni per San Sebastiano, patrono di tutte le polizie locali.

Bassa Romagna
Il corpo unico di polizia municipale dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna è composto da 67 addetti in servizio e ha in dotazione un parco mezzi composto da 26 autoveicoli, un ufficio mobile, dieci motoveicoli e ventitrè velocipedi. Principale è l’attività di controllo della circolazione stradale: nel 2016 la Municipale ha controllato 7.510 veicoli con relativo conducente ed elevato 12.039 verbali per violazioni al codice della strada. I controlli con postazione fissa sono stati invece 894 (turni nei quali vengono utilizzati anche i targa system, per il controllo dei veicoli rubati, privi di assicurazione o sprovvisti di revisione). Per quanto riguarda il traffico pesante, 65 mezzi controllati e 42 violazioni accertate. Gli incidenti rilevati dalla Pm della Bassa Romagna sono stati invece 358, 6 i veicoli rubati rinvenuti. In ambito edile, sono stati fatti 120 controlli che hanno portato all’accertamento di 25 abusi edilizi, mentre i controlli ambientali sono stati 213.

Ravenna
L’attività di pattugliamento su strada ha consentito di controllare 22.334 veicoli ed altrettante persone; per quanto riguarda le violazioni alle principali norme di comportamento sancite dal Codice della Strada, risultano in calo quelle per omesso utilizzo delle cinture di sicurezza e/o sistemi di ritenuta (167 contro le 240 del 2015) e quelle riferite all’uso del cellulare durante la guida (192 contro 231). In totale sono 953 i sinistri rilevati (3 percento in più rispetto al 2015) di cui il 66 percento con lesioni, in conseguenza dei quali si sono, purtroppo, registrati 9 decessi (contro i 12 dell’anno precedente). Significativa l’attività di contrasto all’abusivismo commerciale con oltre 500 servizi, grazie anche all’assunzione mirata di una ventina di agenti a tempo determinato a ciò dedicati. In particolare i servizi effettuati hanno consentito di effettuare 51 sequestri e 60 recuperi di merce abbandonata. Rilevante il numero dei fermi per identificazione e fotosegnalamenti effettuati (circa 60), nonché dei documenti falsi sequestrati (25); sono stati inoltre 8 gli arresti effettuati. In merito al fenomeno dei veicoli in stato di abbandono sono 168, tra biciclette e autovetture, quelli rinvenuti, e 3.718 gli accertamenti effettuati in materia ambientale dai preposti uffici. Altro dato indicativo emerso è l’incremento delle sanzioni accertate, anche grazie all’ausilio della strumentazione Targa System, riferite ai mezzi non assicurati in circolazione (2 percento in più) e non revisionati (18 percento in più). A tal proposito, infatti, i verbali contestati risultano 347 contro i 342 del 2015 e 736 contro i 601 del 2015. I veicoli sottoposti a sequestro/fermo amministrativo sono stati 474. Le patenti ritirate nel 2016 sono state 320 (17 percento in meno rispetto al 2015). Per quanto attiene il contrasto alla guida in stato di ebbrezza sono 114 in totale le violazioni contestate (15 percento rispetto al 2015), 79 delle quali con conseguenze penali per i trasgressori. Inoltre sono state accertate anche 8 guide sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e/o psicotrope.

Cervia
La polizia municipale ha controllato 2.971 veicoli su strada. In totale ha staccato 46.207 verbali per violazioni al codice della strada di cui 30mila per mancato rispetto ai limiti di velocità (la quasi totalità sono dagli autovelox fissi sulla statale Adriatica). In totale rilevati 147 incidenti stradali: uno solo con esito mortale, 90 con feriti, in 15 casi il conducente è risultato positivo ai test tossicologici o etilometro.

Tenta di strangolare la compagna: arrestato Nel garage trovati droga e sei bici rubate

Le urla della donna hanno spaventato il vicino di casa che ha chiamato il 112: da tempo l’uomo la maltrattava

Le urla della donna hanno spaventato il vicino di casa che ha chiamato il 112 e quando i carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento hanno trovato un uomo che stava tentando di strangolare la compagna al culmine di una lite scoppiata perché lei aveva tentato di cacciarlo di casa: i carabinieri del radiomobile della compagnia di Ravenna hanno arrestato un 30enne tunisino. La compagna italiana se la caverà con qualche giorno di riposo.

Nel garage in uso all’uomo sono stati trovati 15 grammi di eroina e 10 di cocaina, un bilancino nonché materiale per il frazionamento ed il confezionamento delle dosi. Inoltre il tunisino, disoccupato, disponeva di una somma di 1.500 euro, frutto di attività illecita, ed occultava, tra materiale vario, sei biciclette in ottime condizioni, alcune anche di valore, di cui non sapeva fornire la provenienza e che appaiono oggetto di furto. Difronte alle evidenze raccolte il 30enne è stato dichiarato in stato di arresto e dovrà rispondere di tutti i maltrattamenti perpetrati nel tempo ai danni della compagna ma anche del reato di detenzione ai fini di spaccio e ricettazione; condotto in carcere è in attesa di giudizio.

Nell’ex Museo dell’arredo apre anche un ristorante accanto alla disco Onyx

Avrà 80 coperti. Gli investitori puntano ad aggiungere nello stesso complesso una palestra con centro benessere entro la fine del 2017

A distanza di un anno dall’inaugurazione della discoteca Onyx, si aggiunge anche un ristorante negli spazi che una volta ospitavano il Museo dell’arredo contemporaneo a Godo di Russi, sulla statale San Vitale. L’inaugurazione di quello che si chiamerà Civico 1 è in programma per la sera del 26 gennaio. Ed è già fissata la prossima tappa dell’evoluzione dell’ex museo: gli investitori puntano ad aprire una palestra con centro benessere per la fine del 2017.

A sostenere l’investimento per la realizzazione del ristorante (in affitto nell’immobile tutt’ora di proprietà della famiglia Biagetti) è una società costituita da Alessandro Gioia e Massimiliano Vignali, entrambi alla prima esperienza nella ristorazione: il primo lavora nel mondo dei locali notturni mentre il secondo nel settore dell’autotrasporto. Un progetto ambizioso come raccontato dai numeri: 8 dipendenti, 80 coperti, aperto tutti i giorni a pranzo e cena, nel menù carne, pesce e pizza.

Il 25enne Gioia, origini calabresi ma residente a Russi da quindi canni, racconta come è nato tutto: «Faccio parte dello staff che gestisce l’Onyx. Dalla prima serata fatta il 31 dicembre 2015 abbiamo organizzato alcune serate con cena prima della discoteca affidandoci a catering esterni ed è nata l’idea di avviare un ristorante aperto non solo con il club. Sarà un locale di qualità ma accessibile a tutti». Sono serviti sei-sette mesi di lavori per attrezzare i locali: «Non c’era nulla, abbiamo fatto tutto da zero, così come avevamo fatto anche per allestire la discoteca. Un investimento molto importante».

Trova 6.150 euro per strada e li consegna alla polizia municipale

Un assegno circolare e 1.750 euro in contanti smarriti da una 45enne che si era subito rivolta ai carabinieri  

Per strada ha trovato 6.150 euro, un assegno circolare da 4.400 e 1.750 in contanti, e li ha riconsegnati alla polizia municipale. È successo a Faenza. Il denaro, stretto da una graffetta, era a terra in via Marescalchi ed era stato smarrito poco prima da una 45enne faentina che aveva subito fatto denuncia ai carabinieri informando allo stesso tempo la filiale della banca che aveva emesso l’assegno. La polizia municipale, una volta contattato l’istituto di credito, è riuscita a recuperare il contatto della proprietaria e a riconsegnarle l’intera somma perduta. Il sindaco Giovanni Malpezzi commenta così: «Si tratta di un episodio concluso al meglio e di un gesto ad alto senso civico al quale guardare con ammirazione».

Foto a 15 vetrine prima e dopo i saldi: «Un negozio su cinque trucca gli sconti»

Operazione della guardia di finanza: scarpe da 110 euro vendute con un ribasso della metà ma a dicembre costavano 55 euro

Su un totale di quindi negozi controllati, in tre casi il prezzo base dei prodotti indicato a gennaio, dopo l’avvio di saldi, è risultato gonfiato rispetto a quello che era stato esposto nel mese di dicembre, con l’effetto di vanificare lo sconto. È il risultato dell’operazione Saldi Sicuri condotta dalla guardia di finanza in provincia di Ravenna con una serie di controlli negli esercizi commerciali per verificare il rispetto della normativa nazionale e regionale in materia di commercio e vendite promozionali.

Nel periodo prenatalizio i Finanzieri hanno scattato alcune fotografie alle vetrine dei negozi e dopo il 5 gennaio sono nuovamente passati davanti alle stesse vetrine controllando i prezzi esposti e le percentuali di sconto applicate. In un caso un paio di scarpe che a dicembre era venduto a 55 euro, con i saldi di gennaio è risultato avere un prezzo di partenza di 110 euro ed uno sconto del 50 percento: il prezzo finale delle scarpe era dunque sempre lo stesso (55 euro) e lo sconto dichiarato era inesistente. In altri casi, invece, lo sconto è stato semplicemente limato, rendendo il prezzo finale di acquisto dell’articolo appena più basso di quello pre-saldi, ma comunque superiore a quello che sarebbe dovuto essere se il saldo fosse stato reale.

I commercianti che hanno truccato i prezzi ed applicato saldi taroccati – i cui nomi non sono stati diffusi dalle Fiamme Gialle – sono stati multati dalla Finanza e dovranno corrispondere una sanzione amministrativa, da versare nelle casse del Comune ove ha sede l’attività commerciale, fino ad un massimo di 3.098 euro.

Foto a 15 vetrine prima e dopo i saldi: «Un negozio su cinque trucca gli sconti»

Operazione della guardia di finanza: scarpe da 110 euro vendute con un ribasso della metà ma a dicembre costavano 55 euro

Su un totale di quindi negozi controllati, in tre casi il prezzo base dei prodotti indicato a gennaio, dopo l’avvio di saldi, è risultato gonfiato rispetto a quello che era stato esposto nel mese di dicembre, con l’effetto di vanificare lo sconto. È il risultato dell’operazione Saldi Sicuri condotta dalla guardia di finanza in provincia di Ravenna con una serie di controlli negli esercizi commerciali per verificare il rispetto della normativa nazionale e regionale in materia di commercio e vendite promozionali.

Nel periodo prenatalizio i Finanzieri hanno scattato alcune fotografie alle vetrine dei negozi e dopo il 5 gennaio sono nuovamente passati davanti alle stesse vetrine controllando i prezzi esposti e le percentuali di sconto applicate. In un caso un paio di scarpe che a dicembre era venduto a 55 euro, con i saldi di gennaio è risultato avere un prezzo di partenza di 110 euro ed uno sconto del 50 percento: il prezzo finale delle scarpe era dunque sempre lo stesso (55 euro) e lo sconto dichiarato era inesistente. In altri casi, invece, lo sconto è stato semplicemente limato, rendendo il prezzo finale di acquisto dell’articolo appena più basso di quello pre-saldi, ma comunque superiore a quello che sarebbe dovuto essere se il saldo fosse stato reale.

I commercianti che hanno truccato i prezzi ed applicato saldi taroccati – i cui nomi non sono stati diffusi dalle Fiamme Gialle – sono stati multati dalla Finanza e dovranno corrispondere una sanzione amministrativa, da versare nelle casse del Comune ove ha sede l’attività commerciale, fino ad un massimo di 3.098 euro.

Insulti e strattoni alle infermiere che li avevano invitati a fare la fila

Due fratelli e il padre denunciati per violenza privata e interruzione di pubblico servizio: sostenevano che il genitore fosse grave

Volevano più attenzione dal personale del pronto soccorso, che invece aveva valutato il caso non urgente, e hanno cominciato con gli insulti arrivando a una lite che ha danneggiato la tastiera di un computer dell’ospedale e ha richiesto l’intervento della polizia. Due fratelli e il loro padre, senegalesi con cittadinanza italiana e tutti con precedenti, sono stati denunciati per interruzione di pubblico servizio, violenza privata e danneggiamento.

Secondo la ricostruzione degli agenti, i tre erano giunti con la propria auto salendo la rampa ad alta velocità rischiando anche di investire le persone in transito e il personale sanitario che li invitava a gesti a moderare la velocità. Alla guida uno dei figli: sceso dal mezzo chiedeva aiuto ai sanitari urlando perché il padre, a suo dire, stava male. L’immediato intervento del personale medico ha fatto emergere che l’uomo non era in gravi condizioni e i tre venivano invitati ad attendere il loro turno all’accettazione. Uno dei due figli avrebbe quindi reagito con insulti rivolti alle infermiere. Le parole usate, secondo quanto riporta la polizia, sarebbero: «Puttane, stronze sempre sedute a non fare nulla». Al tentativo di chiamare le forze di polizia per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, i tre, padre infermo compreso, si portavano nell’area riservata al personale medico tentando di impedire la telefonata afferrando per un braccio una infermiera. Nella concitazione seguita si danneggiava la tastiera di un computer.

Solarolo e Castel Bolognese studiano la fusione: referendum nel 2018?

Presentata l’analisi di fattibilità per l’unione dei due Comuni faentini Previsti risparmi a regime per circa mezzo milione di euro all’anno

Nella Sala “Bcc Città e Cultura” del Credito Cooperativo Ravennate e Imolese di Faenza, è stato ufficialmente presentato giovedì 19 gennaio lo studio di fattibilità per la fusione dei Comuni di Solarolo e Castel Bolognese, realizzato grazie alla borsa di studio per soci BCC erogata dalla Fondazione Dalle Fabbriche e dal Credito Cooperativo Ravennate ed Imolese.

Per Andrea Piazza, il curatore dello studio, la fusione ha una fattibilità tecnica ed organizzativa alta. Solarolo e Castel Bolognese, pur in presenza di alcune specificità territoriali dovute alla storia amministrativa dei due enti, presentano infatti secondo lo studio una serie di caratteristiche che escludono nettamente gravi impedimenti alla fusione fra le due amministrazioni. Eccoli sintetizzate.

1. Entrambi i Comuni fanno parte degli stessi distretti (distretto socio-sanitario ed ambito ottimale per le funzioni fondamentali), e di conseguenza si collocano nella stessa Unione di Comuni (della Romagna Faentina). Inoltre dal punto di vista geografico si situano allo stesso livello altimetrico, essendo entrambi due Comuni di pianura: non ci sono squilibri dovuti a presenza di dissesto idrogeologico collegato alla montanità di un solo ente, nessuno dei due enti appare marginalizzato a livello logistico.
2. Entrambi i Comuni presentano una situazione demografica positiva. Non vi sono sbilanciamenti nella piramide demografica verso le classi più anziane e le prospettive sono buone per entrambi; la distribuzione della popolazione sul territorio si aggrega attorno ai due centri maggiori e non vi sono frazioni periferiche che potrebbero essere marginalizzate da una fusione;
3. I due Comuni non hanno situazioni emergenziali di carenza di personale che possano minare l’attività istituzionale di uno dei due enti. Pur in presenza di organico sotto-dimensionato, non si sono registrate esternalizzazioni di servizi dovute alla mancanza di personale interno;
4. Entrambi gli enti hanno una buona sostenibilità a livello finanziario (valori pro capite inferiori alla media provinciale ed al dato della classe demografica di appartenenza a livello regionale; vi è in atto un processo di estinzione del debito residuo di Solarolo) e le disomogeneità delle entrate sono di entità contenuta (entrambi i Comuni si situano sotto la media provinciale e regionale per pressione finanziaria e tributaria, le aliquote più alte presenti a Solarolo potrebbero essere abbassate al livello di Castel Bolognese con un onere da parte del nuovo ente non gravoso).
5. Solarolo e Castel Bolognese hanno in essere una gestione associata di servizi e funzioni a livello estremamente avanzato, che ha portato le due amministrazioni a collaborare sempre in modo più stretto nell’ambito dell’Unione dei Comuni della Romagna Faentina, con conseguente armonizzazione di regolamenti ed applicativi software in uso nei Comuni.

Queste invece le principali opportunità della fusione secondo lo studio.
1. Creazione di un unico ente di dimensioni maggiori. Un unico Comune attorno ai 14.000 abitanti (con la prospettiva entro il 2020 di passare i 15.000 e divenire un “Comune superiore”) offre la possibilità di conseguire economie di scala importanti nell’ambito delle spese per segreteria generale. In particolare, razionalizzando le spese per la segreteria, la gestione economica e il servizio elettorale, si è calcolato di poter conseguire a regime un risparmio superiore ai 500.000 euro annui. Inoltre passare il limite dei 5.000 abitanti svincolerebbe Solarolo dall’obbligo di gestione associata di tutti i servizi fondamentali, cosa invece prevista dalla legge per gli enti più piccoli.
2. Portare ad una maggiore omogeneità dei territori. La fusione consentirebbe di parificare al ribasso la tassazione dei due enti, estendendo le aliquote più basse presenti a Castello anche a Solarolo (impatto sul bilancio e sgravio sui cittadini pari a 132.000 euro), mentre il debito residuo di Solarolo si potrebbe estinguere in tempi rapidi. La gestione comune del territorio consentirebbe alla nuova amministrazione di poter seguire in modo più organico i progetti che al momento si presentano a cavallo dei due enti: il nuovo casello autostradale in località Castelnuovo e la valorizzazione del fiume Senio come “asset” strategico.
3. La fusione porta con sé importanti incentivi straordinari da parte dello Stato e della Regione. Essi sono quantificabili in 1.368.024 euro annui per 10 anni di erogazione (quindi in totale oltre 13 milioni), pari al 14,2% in più di risorse rispetto al totale delle spese correnti 2015. Ciò consentirebbe la realizzazione di investimenti rilevanti per il territorio, la cui definizione potrebbe essere oggetto di un piano strategico realizzato in accordo con le associazioni di categoria, i sindacati e le associazioni di volontariato.

Queste invece le criticità da controllare e verificare.
1. La forte identità su base comunale. Per evitare che i cittadini percepiscano un deficit di rappresentanza e siano a prescindere contrari ad un nuovo ente, è possibile progettare prima della fusione i Municipi. Questi organi consultivi, introdotti dalla legge 56/2014 (legge Del Rio), consentono l’elezione di rappresentanti delle comunità originarie in contemporanea con l’elezione del nuovo Sindaco e Consiglio Comunale. I consiglieri di Municipio possono avere funzioni di raccordo con i cittadini delle due località principali e possono gestire in autonomia alcune risorse per finalità istituzionali come i rapporti con le associazioni e la promozione sociale / aggregativa sul territorio di competenza.
2. L’intreccio con l’Unione dei Comuni. Progettare un nuovo ente in un momento di conferimento di servizi a livello sovracomunale non è semplice. Il raccordo con le strutture tecniche dell’Unione – che continueranno ad esserci anche in caso di fusione – è estremamente necessario. Prima di prendere in considerazione l’articolazione degli uffici e dei servizi è quindi necessario attendere l’assestamento dell’Unione, di modo che l’ipotetico nuovo Comune che si propone ai cittadini tramite referendum sia coerente con l’impalcatura determinata dal conferimento di tutti i servizi all’Unione.

«Andrea Piazza è riuscito a produrre uno studio di sicuro interesse in termini generali – è la dichiarazione del sindaco di Solarolo, Fabio Anconelli –, con un’analisi rigorosa del contesto attuale e del possibile scenario di fusione. Ora verrà presentato ai due consigli comunali. Inoltre, il documento verrà diffuso alla cittadinanza, per consentire a ciascun cittadino di farsi un’opinione in merito alle opportunità e alle criticità della fusione».

«In qualità di amministratori locali – sono invece le parole del sindaco di Castel Bolognese, Daniele Meluzzi –: non possiamo accontentarci dell’esistente, ma occorre avere uno sguardo orientato verso il futuro. Lo studio della fusione va appunto in questa direzione, prendendo in esame le opportunità derivanti in particolare dall’aumento di risorse da utilizzare per investimenti, ma anche da una maggiore omogeneità per la tassazione locale a beneficio dei cittadini e delle imprese e dalla diminuzione delle spese di funzionamento dell’ente. Inoltre lo studio ci dà un quadro complessivo dei nostri territori che non avevamo, per cui sarà utile comunque».

L’iter in previsione. Nei prossimi giorni lo Studio di fattibilità verrà quindi presentato ai rispettivi consigli comunali. Sulla base delle indicazioni che arriveranno, le due amministrazioni valuteranno se proseguire il percorso, presentando una “istanza di fusione” alla Regione. La normativa prevede che la “finestra” per richiedere un’istanza di fusione si chiuda annualmente nel mese di marzo, per poi calendarizzare il referendum popolare nel successivo mese di novembre (la fusione verrebbe approvata solo se in entrambi i Comuni si superasse il 50 per cento dei voti favorevoli). Siccome le due amministrazioni comunali preferiscono che i cittadini siano adeguatamente informati e maturino una decisione consapevole, probabilmente non si forzeranno i tempi per arrivare ad un referendum già alla fine di quest’anno.

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