venerdì
24 Aprile 2026

Bel debutto del Ballo in Maschera

Regia, cantanti e orchestra: tutti all’altezza del celebre titolo verdiano

Ballo in mascheraDomenica 8 gennaio il teatro Alighieri di Ravenna ha ufficialmente aperto la stagione operistica 2017 con un importante titolo di Giuseppe Verdi: Un ballo in maschera. Opera tra le più interessanti dell’ultima produzione del Cigno di Busseto, composta prima di una pausa creativa lunga dieci anni, il Ballo riprende una vicenda realmente accaduta a Gustavo III di Svezia nel 1792.
La scelta di ambientare sia la regìa sia i costumi nell’epoca storica indicata dal compositore dell’opera è, salvo rarissime eccezioni, una felice idea che rende lo spettatore integralmente consapevole del messaggio veicolato dall’opera d’arte che sta prendendo vita davanti ai suoi occhi: nella sua seconda vita artistica, quella da regista, Leo Nucci si sta dimostrando equilibrato nelle scelte, osando senza forzare troppo le linee guida indicate dal compositore.

Il cast completamente composto da giovani, ma già affermati, interpreti si è dimostrato da subito all’altezza dell’opera, in particolare un plauso va alla soprano Paola Leoci, interprete di Oscar, ruolo en travesti particolarmente ostico; notevole anche Susanna Branchini interprete di Amelia. Su tutti spicca, però, il baritono Mansoo Kim, valentissimo cantante coreano interprete di Renato: la sua voce molto interessante dal timbro ricco di sfumature è un biglietto da visita al quale aggiunge una sapiente cesellatura del fraseggio, unita ad una pronuncia impeccabile.

Ballo in mascheraProprio l’intellegibilità delle parola manifesta, purtroppo, qualche lacuna in gran parte del cast, specialmente il personaggio di Ulrica meriterebbe, oltre alla bellissima voce di Agostina Smimmero, anche un’adeguata chiarezza di pronuncia. Proprio questo era un punto molto caro a Verdi, il quale si scontrava sovente con i cantanti dell’epoca, rei anch’essi di non mettere la parola come priorità, subordinandola alle esigenze tecniche del momento.

Il ruolo del conte Riccardo richiede un tenore lirico leggero, tanto che due dei più importanti interpreti del ruolo sono stati certamente il cesenate Alessandro Bonci, all’epoca di Verdi, e Luciano Pavarotti, ai giorni nostri. La leggerezza, tuttavia, spesso si traduce in un pretesto per i cantanti a concentrare le energie vocali sull’acuto che, così avulso, rimane mera espressione circense senza una reale efficacia drammatica: purtroppo è questo il caso del tenore Vincenzo Costanzo che ad una certa facilità nell’acuto, non unisce uniformità vocale, soffrendo le sonorità orchestrali nel registro medio, per tacer del grave.
Un’ultima menzione meritano Mariano Buccino e Cristian Saitta, interpreti di Samuel e Tom che, nonostante le voci sgarbate quanto i ruoli interpretati regalano un’interpretazione scenica all’altezza del dramma.

Il plauso più grande, però, va al maestro Donato Renzetti che dirime la matassa verdiana con piglio sicuro e conduce la nave orchestrale in porti tranquilli. Il Coro del Teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati migliora ogni volta che si esibisce e la compagine orchestrale Luigi Cherubini formata da giovanissimi musicisti è da tempo una certezza inossidabile del panorama non solo regionale, e nemmeno italiano, ma addirittura mondiale. Ciò che tuttavia ha scaldato più il cuore in questa giornata musicale è stata la presenza del pubblico, con molti giovani, che ha riempito quasi integralmente il teatro Alighieri rendendo ancor più interessante il debutto di questa stagione operistica. L’augurio è quello di vedere sempre più appassionati di musica gremire i teatri d’Italia in modo da poter continuare a diffondere e a valorizzare le bellezze del nostro patrimonio artistico culturale.

«L’ora di religione non è obbligatoria e le scuole devono offrire l’alternativa»

La Uaar ricorda la possibilità di non iscrivere i figli entro il 6 febbraio

Si sono aperte lo scorso 16 gennaio le iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Fino al 6 febbraio sarà possibile non solo iscrivere i propri figli alla prima classe della scuola statale dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, ma anche scegliere se far loro frequentare l’insegnamento della religione cattolica.

Atei e agnostici del circolo Uaar di Ravenna – come già da alcuni anni – stanno portando avanti una campagna per fare chiarezza «su alcune false convinzioni» – si legge in un comunicato – e per promuovere l’ora alternativa.

«L’ora di religione non è obbligatoria – sottolinea la Uaar –, è un insegnamento opzionale previsto dalla scuola statale dell’infanzia fino alle scuole superiori. I docenti dell’ora di religione devono per legge ottenere l’idoneità del vescovo locale ma sono stipendiati dallo Stato italiano. I programmi di insegnamento sono concordati dalla Conferenza Episcopale Italiana e dal Ministero dell’Istruzione. Quel che viene proposto è un punto di vista esclusivamente cattolico. Chi ha scelto al primo anno l’ora di religione non è obbligato a mantenere questa decisione fino alla fine del ciclo scolastico. Entro il termine delle iscrizioni, quindi entro il 6 febbraio, può optare per l’ora alternativa e comunicarlo in forma scritta alla segreteria scolastica».

La Uaar ricorda poi che il Comune di Ravenna – come già altri Comuni – per la scuola primaria riconosce anche ai bambini della scuola primaria, frequentanti l’ora alternativa, la fornitura gratuita di un libro di testo, esattamente come avviene per i bambini che frequentano l’ora di religione.

«I genitori, credenti e non credenti – continua la nota di atei e agnostici –, che ritengono la scuola uno spazio di laicità, possono scegliere al momento dell’iscrizione di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica e impegnare questo tempo scuola nelle attività didattiche e formative, conosciute come l’Ora Alternativa. Sarà possibile svolgere lezioni sul confronto e conoscenza fra culture, sul rispetto della diversità fra esseri umani e popoli, sull’educazione alla legalità, sui diritti dei bambini. I dirigenti scolastici sono obbligati per legge a nominare un insegnante per l’ora alternativa, anche in presenza di un solo studente esattamente come sono tenuti a garantire il docente di religione nel caso sia richiesto questo insegnamento. Gli eventuali costi non pesano sul bilancio della scuola ma del Ministero dell’Economia. Occorre comunque ricordare che gli insegnanti di religione hanno un costo stimato per lo Stato di almeno 500 milioni di euro per anno come riportava repubblica.it qualche tempo fa». Va ricordato che è anche prevista la possibilità di lasciare i propri figli a casa nelle ore di religione in caso si decidesse di non avvalersi del suo insegnamento.

Disoccupati ma con 45mila euro in contanti in casa: pusher in manette

I carabinieri trovano anche campioni di cocaina ed eroina:
il capofamiglia ai domiciliari, denunciati la moglie e il fratello

I carabinieri hanno notato uno strano viavai in un appartamento di Lido Adriano e dopo avere monitorato i movimenti dei possibili clienti dei pusher ne hanno fermato alcuni, che non hanno potuto far altro che ammettere di aver appena acquistato della droga.

I militari hanno così deciso di irrompere nell’abitazione, dove hanno trovato, ben nascoste, diverse mazzette di denaro contante per un ammontare complessivo di 45mila euro. Denaro sequestrato in quanto considerato frutto di un’attività illecita, dichiarandosi i tre padroni di casa disoccupati. A finire in manette – dopo che i carabinieri hanno trovato anche due dosi di eroina e cocaina, considerate come una sorta di campioni da mostrare ai clienti, oltre a materiale per il frazionamento e il confezionamento – il capofamiglia mentre sono stati denunciati in concorso la moglie e il fratello che vivono con lui.

Il tribunale ha confermato l’arresto, disponendo per l’uomo gli arresti domiciliari.

In casa con la mamma, 22enne costretto a consegnare la droga alla polizia

Arrestato per spaccio un ragazzo ravennate incensurato

Hanno bussato alla sua porta per cercare conferma ai loro sospetti. Lui, un ragazzo italiano di 22 anni, incensurato, vistosi alle stretta ha consegnato ai poliziotti diversi contenitori nascosti nell’armadio della sua camera da letto contenenti oltre due etti di marijuana, bilancini di precisione e la somma di 440 euro frutto dell’attività di spaccio. Il tutto di fronte alla madre, che era in casa con lui all’arrivo dei poliziotti.

Il tribunale ha convalidato l’arresto, disponendo per il ragazzo l’obbligo di firma in questura in attesa del processo dei prossimi giorni.

Allerta neve nel comune di Ravenna Previsti accumuli fino a 5 centimetri

Trenta ore di attenzione da parte dell’agenzia della protezione civile

Dalle 18 di oggi, lunedì 16 gennaio, alla mezzanotte di domani, martedì 17 (30 ore) sarà attiva l’allerta numero 7 dell’Agenzia regionale di protezione civile, per neve, di livello 1 – fase di attenzione (tale allerta si sovrappone parzialmente alla numero 6, valida fino alla mezzanotte di mercoledì 18 gennaio, per vento e stato del mare, vedi articolo tra i correlati).

Per quanto riguarda il territorio del comune di Ravenna, come si legge nell’allerta, le precipitazioni dovrebbero essere principalmente di pioggia mista a neve e solo occasionalmente diventare nevose, ma con accumuli non significativi (2-5 centimetri).

Il Comune raccomanda di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione: in particolare, di informarsi sulle condizioni di circolazione stradale e comunque privilegiare i trasporti pubblici; di limitare/evitare gli spostamenti e comunque, qualora questi fossero necessari, di prestare la massima attenzione alla guida e alla segnaletica stradale, anche temporanea, nonché di accertarsi dell’adeguatezza delle dotazioni del veicolo.
Per eventuali aggiornamenti si possono consultare le “Allerte di protezione civile” al link http://bit.ly/allerte-emilia-romagna e il sito del Comune www.comune.ra.it.

Spaccio al parco Fagiolo nel weekend: pusher in manette dopo un inseguimento

Nel corso del weekend appena trascorso, i baschi verdi della guardia di finanza hanno arrestato un cittadino albanese sorpreso a vendere marijuana al parco “Fagiolo” di via Zalamella, a Ravenna.

Il pusher era già noto ai finanzieri, che qualche tempo prima lo aveva trovato in possesso di un piccolo quantitativo di droga e, per questo, era tenuto sotto osservazione.

L’uomo è stato arrestato dopo un breve inseguimento e la finanza ha sequestrato il denaro che aveva appena incassato e la dose di marijuana (3,5 grammi) appena ceduta.

La successiva perquisizione dell’abitazione ha consentito ai militari di avere conferma della continuativa e abituale attività di spacciatore dell’albanese. Infatti, a casa sono state trovate ulteriori dosi non solo di marijuana ma anche di cocaina, già singolarmente confezionate e pronte ad essere smerciate, oltre ad un bilancino di precisione.

A Elena Bucci anche il Premio Ubu come miglior attrice del 2016

La ravennate aveva già ricevuto il Duse

Dopo il premio Duse (vedi articoli correlati qui sotto, dove c’è anche una nostra recente intervista), la ravennate Elena Bucci – fondatrice e autrice con Marco Sgrosso della compagnia Le Belle Bandiere di Russi – ha vinto il Premio Ubu 2016 come miglior attrice per gli spettacoli La locandiera, La Canzone di Giasone e Medea, Macbeth Duo, Bimba. Inseguendo Laura Betti

«Un po’ stordita dalla mia fortuna e tra qualche capriola di gioia – è la dichiarazione di Elena Bucci inviata alla stampa –, ringrazio con tutto il cuore chi ha voluto darmi questo Premio, che mi incoraggia a future ardite visioni e allo stesso tempo mi evoca personalità, volti, spettacoli, progetti che sono emozionanti memorie e storie del teatro. Mi parla del mistero e della grazia del nostro mestiere e del suo gioco che sempre con stupore si rinnova mentre si innesta in una tradizione antica che si perde nel tempo. Riporta in luce il desiderio di incontrarsi e lavorare insieme in nome del valore e del piacere dell’arte nella vita di tutti e di ogni giorno. Lo dedico quindi, grata a chi mi ha concesso di trovarmi in tanto straordinaria compagnia, a chi non c’è più ma resta nella maestria, a chi mi ha accompagnato e sostenuto fino a qui con qualità e dedizione, a chi lavora con coraggio e passione nella luce e in ombra e a chi ancora non c’è, ma porterà con sé il teatro del futuro».

La premiazione della trentanovesima edizione dei Premi Ubu, curata dall’Associazione Ubu per Franco Quadri ubuperfq.it, si è svolta sabato a Milano, negli studi Rai di Piazza Verdi, a cura di Elio Sabella. I premi sono stati decretati dai voti di una giuria di 59 referendari, tra critici e studiosi teatrali e abbracciano diversi ruoli del teatro, dalla regia agli attori e attrici, dalla scenografia alla drammaturgia contemporanea, fino allo spettacolo dell’anno e ai ‘premi speciali’, destinati a segnalare realtà trasversali, non contemplate dalle altre categorie.

Elena Bucci è attualmente impegnata nelle repliche di Prima della pensione di Thomas Bernhard all’Arena del Sole di Bologna, progetto curato con Marco Sgrosso per Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con la compagnia Le Belle Bandiere – in scena fino al 22 gennaio all’Arena del Sole di Bologna, dal 24 gennaio al 5 febbraio al Teatro Passioni di Modena, dal 21 al 26 febbraio al Teatro Elfo Puccini di Milano, l’1 marzo all’Auditorium Rita Levi Montalcini di Mirandola (Bologna), dal 17 al 19 marzo al Teatro Era di Pontedera (Pisa), dal 23 al 25 marzo al Teatro Studio Scandicci (Firenze), dal 30 marzo al 1 aprile al Teatro Bonci di Cesena.

Rock band ravennate derubata in tour a Caserta. «Perso il frutto di una vita»  

Rubati gli strumenti agli Amycanbe e danneggiata l’auto, «tanto da non permetterci di tornare a casa nell’immediato»

Sabato sera gli Amycanbe, band ravennate di rock alternativo di fama nazionale, è stata derubata a Caserta durante un mini-tour di concerti. I ladri hanno danneggiato la loro auto e rubato tutti gli strumenti musicali che erano a bordo (in particolare amplificatori, pedali, batteria elettronica, sintetizzatore, campionatore, mixer e altro, l’elenco completo con tanto di numero di serie a questo link).

«Si tratta di un danno enorme, strumenti costosi e frutto di una vita di lavoro, concerti, sudore» scrive un membro della band su Facebook, che poi invita gli addetti ai lavori a segnalare alla band eventuali informazioni o ritrovamenti di alcuni strumenti in mercatini vari.

L’automobile della band è stata danneggiata – continuano i musicisti sul social network – «in modo abbastanza serio da non poterci permettere di tornare a casa nell’immediato».

I concerti di questi giorni sono stati ovviamente cancellati «con un cospicuo danno economico e morale», scrivono gli Amycanbe.

De Pascale 63esimo nella classifica dei sindaci più amati d’Italia del Sole 24 Ore

Ottiene il 52,5 percento dei consensi nelle interviste di Ipr Marketing, in crescita rispetto a Matteucci ma in calo rispetto al ballottaggio

Il Primo cittadino di Ravenna Michele de Pascale è al 63esimo posto tra i sindaci più amati d’Italia (su 104 complessivamente presi in considerazione) secondo la classifica stilata dall’Istituto Ipr Marketing per il Sole 24 Ore. Si tratta della cosiddetta Governance Poll: non una classifica del consenso elettorale, specifica il quotidiano economico, ma un’analisi del gradimento della figura del sindaco basata su diversi fattori.

De Pascale può contare su un consenso del 52,5 percento, in calo di quasi un punto (0,8 percento) rispetto al giorno delle elezioni, dopo il ballottaggio dello scorso giugno (che vinse con il 53,3 percento contro il candidato del centrodestra Alberghini). Le interviste sono state invece realizzate tra novembre e dicembre: il campione è di 600 elettori per ogni comune disaggregati per sesso, età e area di residenza. La domanda posta agli intervistati era: “Le chiedo un giudizio complessivo sull’operato del sindaco. Se domani ci fossero le elezioni, lei voterebbe contro o a favore dell’attuale sindaco?”.

Il suo predecessore Matteucci chiuse invece il suo mandato, nella classifica di un anno fa, con solo il 50 percento del consenso, al 77esimo posto, mai così indietro nei suoi dieci anni di governo, quando era riuscito a entrare anche nella top ten nazionale (il miglior risultato per lui è stato l’ottavo posto del 2008 con il 65 percento).

La classifica a livello nazionale quest’anno è stata vinta da Chiara Appendino, sindaca del Movimento 5 Stelle di Torino davanti a Dario Nardella (Pd) di Firenze e a Federico Pizzarotti, ex 5 Stelle alla guida di Parma.

Per quanto riguarda i governatori, buona performance del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, quinto in Italia con il 52 percento e in crescita di 3 punti percentuali rispetto a un anno fa. In questo caso al comando c’è il leghista Luca Zaia (Veneto) davanti al piddino Enrico Rossi (Toscana) e all’altro leghista Roberto Maroni (Lombardia).

De Pascale 63esimo nella classifica dei sindaci più amati d’Italia del Sole 24 Ore

Ottiene il 52,5 percento dei consensi nelle interviste di Ipr Marketing, in crescita rispetto a Matteucci ma in calo rispetto al ballottaggio

Il Primo cittadino di Ravenna Michele de Pascale è al 63esimo posto tra i sindaci più amati d’Italia (su 104 complessivamente presi in considerazione) secondo la classifica stilata dall’Istituto Ipr Marketing per il Sole 24 Ore. Si tratta della cosiddetta Governance Poll: non una classifica del consenso elettorale, specifica il quotidiano economico, ma un’analisi del gradimento della figura del sindaco basata su diversi fattori.

De Pascale può contare su un consenso del 52,5 percento, in calo di quasi un punto (0,8 percento) rispetto al giorno delle elezioni, dopo il ballottaggio dello scorso giugno (che vinse con il 53,3 percento contro il candidato del centrodestra Alberghini). Le interviste sono state invece realizzate tra novembre e dicembre: il campione è di 600 elettori per ogni comune disaggregati per sesso, età e area di residenza. La domanda posta agli intervistati era: “Le chiedo un giudizio complessivo sull’operato del sindaco. Se domani ci fossero le elezioni, lei voterebbe contro o a favore dell’attuale sindaco?”.

Il suo predecessore Matteucci chiuse invece il suo mandato, nella classifica di un anno fa, con solo il 50 percento del consenso, al 77esimo posto, mai così indietro nei suoi dieci anni di governo, quando era riuscito a entrare anche nella top ten nazionale (il miglior risultato per lui è stato l’ottavo posto del 2008 con il 65 percento).

La classifica a livello nazionale quest’anno è stata vinta da Chiara Appendino, sindaca del Movimento 5 Stelle di Torino davanti a Dario Nardella (Pd) di Firenze e a Federico Pizzarotti, ex 5 Stelle alla guida di Parma.

Per quanto riguarda i governatori, buona performance del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, quinto in Italia con il 52 percento e in crescita di 3 punti percentuali rispetto a un anno fa. In questo caso al comando c’è il leghista Luca Zaia (Veneto) davanti al piddino Enrico Rossi (Toscana) e all’altro leghista Roberto Maroni (Lombardia).

Basket: oltre cinquecento tifosi ravennati in festa al palazzetto di Forlì

E dopo la vittoria nel derby al Pala De André arriva la Fortitudo

Oltre cinquecento tifosi ravennati hanno affollato domenica il palazzetto di Forlì per il derby di basket tra i padroni di casa dell’Unieuro e l’OraSì Ravenna. Una passione crescente, quella per la pallacanestro in città, con la squadra giallorossa che ha ottenuto a Forlì l’undicesima vittoria stagionale (62-70) e ora occupa la terza posizione nella classifica del campionato di serie A2 nazionale.

«Andiamo a letto con il sorriso – è stato il commento postato su Facebook dalla società, Basket Ravenna Piero Manetti –, contenti per quello che i nostri leoni ci hanno regalato. Ma ancora di più siamo orgogliosi e con il cuore gonfio di gioia per il tifo che oggi abbiamo sentito al Palafiera. Leoni veri! Coreografie belle e quei cori che non si sono mai fermati…».

Ora l’attesa è tutta per la partita di domenica prossima al Pala De André di Ravenna dove arriveranno anche le telecamere di Sky (diretta dalle 14.15 su Sky Sport 2) per la sfida contro una delle nobili decadute del campionato, la Fortitudo Bologna (che insegue Ravenna con 4 punti in meno in classifica mentre i cugini della Virtus guardano tutti dall’alto in prima posizione).

Quella telefonata innocente fra Sindaco e Sovrintendente

Intercettazione epifanica immaginaria su Piazza Kennedy
e i beni culturali di Ravenna. Il dialogo satirico di Ivan Simonini

piazza kennedyRiceviamo e volentieri ospitiamo un intervento del noto editore e intellettuale ravennate Ivan Simonini.

Sindaco Architetto illustrissimo buongiorno! Volevo farti di persona gli auguri per la Befana…
Sovrintendente Porta male far auguri per il ‘17 nel ‘17: non la voglio la tua calza piena di carbone. E poi, chi ti ha dato il mio nuovo numero? Dal novembre scorso è la prima chiamata che ricevo nella beata solitudine del mio ufficio deserto. Solo tu non ti sei accorto che la Sovrintendenza è stata abolita.
Sindaco Abolita da chi?
Sovrintendente Da me!
Sindaco E perché?
Sovrintendente Se proprio lo vuoi sapere, per protesta contro di te.
Sindaco Cosa ancora ho mai fatto senza accorgermene!?
Sovrintendente Non dovevi dichiarare che i bagni saranno tolti dalla piazza, anzi che farai piazza pulita e toglierai tutto!
Sindaco Era solo la mia prima modesta impressione…
Sovrintendente Appunto, modestissima! Ma chi ti credi di essere tu che non sei neanche laureato per sentenziare in materia di urbanistica e di estetica!?
Sindaco Chiedo scusa se ho urtato la tua sensibilità.
Sovrintendente Troppo tardi. In un sol colpo hai mangiato la faccia del Sindaco tuo predecessore, di ben due Sovrintendenti e dei tuoi tecnici, oltre che del venerabile progettista bolognese che ben avea compreso che quella non è mai stata una piazza storica.
Sindaco Se stai parlando di Pier Luigi Cervellati, guarda che già la Giunta precedente aveva bocciato i suoi archetti a forma di forca …
Sovrintendente Altro imperdonabile pentimento. Quegli archetti ci starebbero divinamente a ornamento delle toilettes. Ti sfido comunque a scovare una sola firma di Cervellati sui progetti esecutivi per la piazza: sarà vecchietto ma è ancor furbetto e, conoscendovi, le firme le ha fatte fare tutte ai tuoi uffici.
Sindaco In ogni caso, sia le forche sia i cessi (perdonami il termine, Architetto, ma io non sono neanche laureato) hanno scatenato una sollevazione popolare di cui non potevo non tener conto, perché incombeva il referendum e se il NO vinceva anche a Ravenna Matteo Renzi ci avrebbe massacrati al prossimo congresso del partito.
Sovrintendente Ma quale sollevazione popolare!? Non eri nato quando le prime Giunte di sinistra pedonalizzarono Via Cavour: nell’immediato i commercianti fecero le barricate, dopo si resero conto che l’afflusso dei pedoni era un business e ora non tornerebbero indietro nemmeno coi carri armati. E adesso non sono gli esercenti che si ribellano (le latrine anzi le han chieste loro) ma qualche finto intellettuale senza arte né parte e senza competenza alcuna sull’argomento.
Sindaco Non sono solo intellettuali. E non sono così incompetenti.

piazza kennedy bagniSovrintendente Nullafacenti e ignoranti. Infatti ignorano completamente l’arte del ’900. Accecati dal loro narcisismo, non percepiscono la purezza delle linee Stile Razionalista dei manufatti installati, i quali peraltro si ispirano chiaramente ai due gabbiotti degli operai muratori Stile Realismo Socialista. I tre elementi architettonici (e i gabbiotti mi paion perfin meglio delle latrine) sono un evidente omaggio a grandi artisti del ‘900 come Fernand Léger (il pittore dei cantieri), Marcel Duchamp (quello dell’orinatoio) e Piero Man­zoni (quello della merda d’artista), per non parlare del costruttivismo russo, che questi contestatori da strapazzo manco sanno che sia. A costoro non gli ha insegnato niente Sol Lewitt che faceva distruggere le sue opere dopo averle realizzate ed esposte, affinché nel ricordo collettivo rimanesse solo la loro “apparizione” fuggitiva; nè il bulgaro Christo, che i monumenti li impacchetta e li nasconde alla vista di chi guarda, cosicché, sottratti agli occhi corporali, noi ce li possiamo raffigurare mentalmente con i più perspicaci occhi dello spirito. Fattene pure una ragione: l’opera d’arte in quanto tale è destinata a sparire, è lo Stile Container lo stile del futuro, la vera avanguardia. Non è chi non veda che sia i gabbiotti sia i bagni sia le panchine ri­prendono apertamente la struttura rettangolare della scultura di Nicola Carrino da tempo alla base del Palazzo del Mutilato. Tutte queste presenze modulari, apparentemente eterogenee, vengono così a formare, assieme, un unicum irripetibile che definisce alla perfezione l’identità della piazza e la sua geometrica po­tenza armonica per i prossimi secoli.
Sindaco Quindi tu lasceresti anche i gabbiotti!?
Sovrintendente Ovvio! Rimetterei pure quello che hai già fatto togliere.
Sindaco A questo punto, tanto vale rimettere pure le auto: son tutte rettangolari.
Sovrintendente Sarebbe l’ideale. Macchine e gabbiotti. In tal modo la piazza darà l’ultraterrena celestiale sensazione proprio di quel motore immobile sapientemente descritto nel Paradiso di Dante. Una maniera geniale di celebrare il settimo centenario del Sommo Poeta. Ma lasciami sognar: questo ancestrale concetto della staticità del movimento assomiglia molto alla linea curva come linea più breve di Albert Einstein, al fermo-azione di Michelangelo Antonioni in Blow up e alla musica senza rumori di John Cage.
Sindaco Accostamenti arditi…
Sovrintendente Fu John Cage a portare a Ra­ven­na il suono sublime del treno silente. Non ricordi quel mitico giorno alla stazione? Il rivoluzionario musicista americano scese dal convoglio, uscì sul viale e ci chiese sbalordito cosa mai stesse facendo Luigi Carlo Farini seduto a quel modo sul piedistallo di marmo. La stessa domanda ha avuto la sua degna risposta dal più famoso artista romagnolo vivente, Maurizio Cattelan, la cui ultima opera è un water closed d’oro massiccio. Non credi?
Sindaco Sì!? No! Però concedimi: la scultura di Carrino arricchisce la piazza senza impedire la visione dei palazzi circostanti che è preferibile vedere anche con gli occhi del corpo oltre che con gli occhi della mente.
Sovrintendente Non stiamo parlando della Reg­gia di Caserta. Sono palazzi di valore non inestimabile. Poco più dei resti di S. Agnese che abbiamo appena riseppellito, ma con tutti gli onori del caso, grazie a quella sofisticata linea bianca in pietra Apricena di Puglia che ricrea sulla piazza la planimetria della chiesa sotterrata. Lungo l’ampio tracciato dell’elegante disegno, quei triangoli e triangolini di sampietrini richiamano gli elementi architettonici interni di Sant’Agnese, così come le tre file rettilinee di panchine lunghe Stile Muretto tra Palazzo Rasponi e Monte dei Paschi (ognuna di altezza diversa per adattarsi democraticamente alle gambe diversamente lunghe dei tanti utenti previsti) richiamano orizzontalmente la verticalità delle colonne della Casa del Mutilato, le une e le altre – colonne e panchine – mirabilmente congiunte dalla preziosa silhouette pavimentale della basilica, la cui antica piantina è stata fornita al Comune proprio dalla Sovrintendenza. Dovresti solo ringraziarmi!

piazza kennedy bagni 2Sindaco Grazie infinite, Architetto! Però consentimi: Palazzo Rasponi delle Teste non sarà la Reggia di Versailles ma mi pare bello, poderoso e storico …
Sovrintendente Ho letto che ci vorrebbero mettere l’Accademia al piano terra e il Museo dell’Arredo di Biagetti ai piani nobili. Te li immagini tu studenti, studiosi e visitatori che salgono e scendono per quel traballante scalone che dà le vertigini al sol pensarci!? Metti pure nel conto un infortunio al giorno come minimo sindacale. E spera non sia mortale.
Sindaco È solo un’ipotesi e ci sono gli ascensori. Ma danno sulla piazza anche Palazzo Rasponi Murat che conserva un appartamento Stile Impero di epoca napoleonica che, per come è conservato, non ha eguali in Europa e la Casa del Mutilato da te citata alle cui pareti c’è il ciclo di mosaici parietali più significativo dopo i cicli dell’Arcivescovado, di San Vitale e S. Apollinare. E anche gli altri palazzi (come il Palazzo Della Torre e quello delle 22 corna) sono prestigiosi. Più storica di così una piazza non potrebbe essere. L’unica piazza di Ravenna con ben tre palazzi dei Rasponi (Delle Teste, Murat, Dal Corno), una famiglia che ha fatto nel bene e nel male la storia della città.
Sovrintendente Ti sei scordato di citare il Giardino delle Erbe Dimenticate, lì dietro l’angolo delle corna, e all’angolo opposto il Museo delle Bambole. Ma, di grazia, chi ti ha detto tutte queste cose in una volta sola!?
Sindaco Mi sono documentato. E me le ha confermate anche l’Assessore alla Cultura.
Sovrintendente Non ti fidare. Lo sapevo che punta a fare lei l’uomo forte della Giunta! Io ci ho messo trent’anni a liberarmi delle Sovrintendenti donne e adesso sto da Dio nella mia torre adorata d’avorio.
Sindaco Sono contento per te. Ma io di chi dovrei fidarmi, di grazia!?
Sovrintendente Fidati piuttosto dell’Assessore alla Mobilità. È giovane, anche lui determinato, ha fatto il Liceo Artistico Nervi-Severini, possiede basi culturali solidissime, oserei dire rettangolari e inscalfibili. Ha compreso al volo che bisogna tirar dritto coi lavori e che basterà avere pazienza, molta pazienza, tantissima pazienza, una pazienza mostruosa e sovraumana e, dopo, come per incanto, piano piano, i cittadini si abitueranno e diventeranno entusiasti dei bagni e persino dei gabbiotti. Bisogna viverla l’architettura. Spero tu abbia bleffato davvero prima del referendum perché, appena le toilettes saranno agibili, il Sindaco dovrebbe essere il primo ad usarle per dare il buon esempio alla città e ai suoi ospiti. I clienti del nuovo ristorante sushi, ad esempio, già hanno una vista mozzafiato sui bagni e peccato che non possano ammirare, sui tetti delle latrine, la delicata decorazione Stile Minimalista dei comignoli sfiatatoio, peraltro godibili dall’alto dei palazzi circostanti. Dall’altra parte dei bagni, trovo eccellente l’idea di mettere un lampione turistico proprio sulla scritta “toilettes”: dall’aereo non si vedrebbe se non fosse ben illuminata. Raffinatissima infine l’idea di allestire dentro le toilettes un mini asilo nido.
Sindaco Chi ti ha svelato questo segreto che doveva essere una sorpresa? Non è un asilo nido ma una cameretta delle coccole dove ogni mamma potrà pulire il culetto del suo pargoletto e inondarlo di attenzioni, tenerezze, bacetti e baciotti. Me l’hanno venduta come una gran figata. Andiamo oltre. Provo a sintetizzarti il nodo fondamentale. Quella è destinata a diventare la piazza più importante della città, il centro simbolico dell’intero sistema delle piazze urbane. Quando, negli anni ’30, maturò il progetto di fare quella piazza, era ancora vivo il fondatore delle Sovrintendenze Corrado Ricci e se fosse stato contrario lo avrebbe fatto sapere…
Sovrintendente Ma quale centro simbolico!? Mi meraviglio di te che ti proclami di sinistra. Chiedilo all’ANPI, che di conservazione se ne intende, chi erano questi qui. Fascisti! Una manica di fascisti! Quanto a Corrado Ricci – lasciamelo dire visto che io vengo di lì – l’idea delle Sovrintendenze fu, col senno di poi, un’idea, ahimè, infelicissima. E io ti dico anche che questa città, sede della prima Sovrintendenza, è la prima città ad aver soppresso la Sovrintendenza. È la nemesi storica, bellezza!
Sindaco No, dai, abbiamo molte cose da fare insieme.
Sovrintendente Non faremo proprio un bel nulla. Ti ripeto: io non esisto! Come Sovrintendente mi puoi considerare… cessato. Potevi essere il Sindaco della prima città al mondo ad avere in piazza maggiore mega servizi igienici autopulenti installati come sculture a tutto tondo, anzi a tutto quadro. E li hai disprezzati. La tua città non merita di avere una Sovrin­tendenza.
Sindaco Un Sovrintendente autorottamatore. Porca Eva!. Mi sento quasi in obbligo morale di segnalarti a Renzi. Ma glielo hai detto con il Ministro Dario Franceschini che ti sei abolito?

piazza kennedy pavimentoSovrintendente Non ci penso proprio. Quello lì è capace di ordinarmi di risorgere.
Sindaco Se così fosse e io mi orientassi a spostare sì i manufatti, ma in un altro angolo della piazza dove diano meno nell’occhio, che diresti?
Sovrintendente Cioè li togli e non li togli. Ridicolo!
Sindaco No, perché potrebbero dare sulla piazza senza essere in piazza. Ciò che dei bagni appare in superficie è facilmente rimuovibile. Tuttavia altrove non li vuole nessuno. Ho provato a piazzarli persino nei lidi, dove c’è il diffuso e giustificato timore che portino una jella pazzesca. Peggio delle mucillaggini. Se non trovassi altre soluzioni e mi orientassi a spostarli dalla piazza al cortile dell’ex Tribunale, come propone il Consigliere Daniele Perini che sostiene la mia maggioranza, potrò contare sul silenzio-assenso della Sovrintendenza?
Sovrintendente Mi opporrei fieramente. Eh, Cristo Santo! L’ex Tribunale è un palazzo storico. Non possiamo mica deturparlo con dei cessi.
Sindaco Allora mi toccherà di lasciarli lì dove sono.
Sovrintendente Questo è parlare! Ce n’è voluto per fartelo capire. Non sei vincolato al mio parere. Ma solo a spostarli spenderesti più di quello che hai speso a farli.
Sindaco Ma che figura ci faccio a rimangiarmi quello che ho detto due mesi fa!?
Sovrintendente Nessuno se ne ricorderà più: io me lo son già dimenticato.
Sindaco Tu. Ma qui hanno la memoria d’elefante. C’è una che tutti i giorni mette su facebook una piazza del mondo, fa il confronto, e Piazza Kennedy ne esce con le ossa rotte.
Sovrintendente In ogni piazza c’è sempre una pazza. Specie a Ravenna che è una città-femmina. Altro che inespugnabile come scrive qualche storico disinformato. L’hanno espugnata tutti Ravenna: Etrus­chi, Romani, Ostrogoti, Bizantini, Franchi, Ottoni, Veneziani, Ferraresi, Papalini, Francesi e infine pure gli Italiani. I ravennati sono da millenni abituati a subire il dominio altrui e oggi il “dominus” sei tu. Usa il tuo potere senza paura. Le motivazioni non ti mancano e puoi sempre dare la colpa all’Antonella Ranaldi e a Fabrizio Matteucci. Inoltre potrai dire che così hai mantenuto le dotazioni tecnologiche della piazza per non perdere l’ottimo sistema di impianti audio-elettrici sotterraneo ai bagni, sistema che è il principal pregio della piazza stessa. Anzi, quando sotto la luce degli originalissimi lampioni storti, perché astutamente innalzati dai tuoi tecnici con materiali di due ditte diverse, spunterà un bel distributore ecologico di metano per il bus, farai un figurone che neanche t’immagini. Solo le persone intelligenti cambiano idea.
Sindaco Mi spunta in testa un’idea meravigliosa: li metto in piazzale Aldo Moro.
Sovrintendente Ma fammi il piacere!! Non gli bastavan le Brigate Rosse? Che la Befana sia con te!
Ravenna, 6 gennaio 2017

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