venerdì
24 Aprile 2026

Tutti gli appuntamenti dell’Epifania dalle piazze ai palcoscenici

La Befana per i più piccoli tra feste, laboratori e spettacoli

Le festività di fine e inizio anno volgono al termine con gli appuntamenti legati all’Epifania, iniziative dedicate soprattutto ai più piccoli ma anche per un pubblico più adulto. Il calendario degli eventi parte già dalla vigilia, domani 5 gennaio. Ecco un riassunto delle principali occasioni offerte.

Il 5 alle 10 al museo Natura (via Rivaletto 25 a Sant’Alberto) si svolgerà la “Caccia al tesoro della Befana”, una mattina nel museo per aiutare la Befana a ritrovare la sua scopa. L’attività è dedicata ai bambini dai 5 anni in sù. Il costo è di 4 euro a partecipante e la prenotazione va fatta allo 0544/528710. Festa della Befana al museo anche il giorno seguente dalle 14.30 (ingresso libero).

E se è vero che la Befana arriva volando su una scopa allora forse potranno intercettarla gli astrofili del Planetario di Ravenna che organizzano una osservazione pubblica gratuita della Luna: il 5 gennaio dalle 18 alle 20 chiunque potrà utilizzare i numerosi telescopi astronomici predisposti in piazza Unità d’Italia, vicino all’ingresso del Bar Nazionale. Gli astrofili presenti saranno a disposizione del pubblico per agevolare l’osservazione e per fornire spiegazioni e chiarimenti. È la prima iniziativa pubblica del programma 2017 del Planetario di Ravenna che vuole portare l’astronomia nelle vie della città e regalare a tutti un’immagine, un’emozione o far nascere una curiosità. Per informazioni: 0544-62534, www.arar.it, info@arar.it. Sempre al Planetario ma alle 15 del 5 l’appuntamento “La Befana vien di notte… un giro nel cielo d’inverno” (ingresso libero) per coinvolgere bambini a partire dai sei anni di età.dal territorio ravennate.

Alle 20.30 nella frazione di San Patrizio di Conselice, nei locali dell’ex scuola elementare, ci sarà la festa della Befana con lo spettacolo “Per fortuna che c’è Pollicino”, a cura dell’associazione Entelechia; a tutti i bambini che parteciperanno sarà donata una calza messa a disposizione dall’associazione Sagra del tortellone sanpatriziese e dalla parrocchia di San Patrizio.

Sempre alle 20.30 ma ad Alfonsine, all’auditorium delle scuole medie in via Murri, lo spettacolo teatrale per bambini “Cenerentola 2.0”, libera interpretazione della fiaba a cura del gruppo teatrale “Uno, Tanti, Tuttinsieme”. Lo spettacolo sarà replicato anche venerdì 6 gennaio alle 16, sempre all’auditorium. Al termine degli spettacoli verrà regalata una calzetta della Befana a tutti i bambini, offerta da Avis e dall’associazione “Amare Alfonsine!”. Inoltre, il 5 gennaio saranno premiate le letterine scritte a Babbo Natale e il 6 gennaio ci sarà l’estrazione della lotteria, offerta sempre da Avis e Amare Alfonsine.

Il 6 gennaio la ricorrenza entra nel vivo: alle 10.30 in municipio a Ravenna è in programma la “Festa della Befana” promossa dal Cral del Comune per i figli dei dipendenti, nel corso della quale saranno consegnate anche le borse di studio. La festa sarà allietata dal mago Diditì che coinvolgerà i giovani spettatori e gli adulti presenti con magie comiche.

Alle 11 in piazza Foresti a Conselice la sacra rappresentazione dei magi, con a seguire santa messa solenne e presepe a cura della parrocchia di Conselice. Alle 15 nel Teatro comunale festa della Befana con lo spettacolo “Biancamerla”, a cura dell’associazione Entelechia e calza per tutti i bambini a cura della Pro Loco Conselice e con il contributo delle associazioni locali.

Al centro sociale la Quercia (piazza Medaglie d’oro 4 a Ravenna) sono in programma dalle 14.30 alle 17 laboratori creativi per bambini e ragazzi; alle 15.30 la lettura di una fiaba e alle 16.30 distribuzione delle calze della Befana.

La Befana farà visita alle 14.30 a Lido Adriano, in piazza Vivaldi, dove ci saranno un pony con il calesse, animazione musicale e tante altre Befane che regaleranno caramelle e dolciumi, ma anche il temuto carbone. Sarà possibile divertirsi con i gonfiabili e girovagare tra le bancarelle natalizie. A grandi e piccini verrà offerta cioccolata in tazza. L’evento è a cura della pro loco di Lido Adriano e l’ingresso è libero.

Festival delle Pasquelle il 6 gennaio in piazza Garibaldi a Cervia dalle 14.30 alle 18.30: vestiti con i caratteristici costumi, i Pasqualotti intoneranno le antiche cante augurali della Pasquella, donando caramelle e dolci ai bambini.

Ma a Cervia il giorno dell’Epifania è anche quello in cui si dà il benvenuto al nuovo anno con una nuotata in mare. A Pinarella all’altezza di via Lazio si festeggia sulla spiaggia dalle 9 al tramonto con tuffo in mare alle 15: il comitato “il Tuffo della Befana” (in collaborazione con  Cna, Coop Bagnini, Associazione Cervia volante,  Aquilotti,  Nordic wolking  Ravenna) ha organizzato iniziative per grandi e piccini, buffet con salsiccia, pancetta e vin brulé per tutti, con l’arrivo della Befana e doni per i bambini. Quest’anno il tradizionale tuffo della Befana si arricchisce della Pedalata e della Camminata della Befana in programma alle 9 con partenza e arrivo dalla spiaggia all’altezza di via Lazio.

Alle 15 invece in piazza del Popolo a Ravenna la Befana lascia la scopa e arriva in Vespa: l’appuntamento giunto ormai alla 17esima edizione vedrà i vespisti del Vespa club Romagna, in sella al mitico scooter Piaggio, distribuire dolciumi e regali a tutti gli intervenuti. Un’Ape-fana, appositamente attrezzata, farà ballare e cantare tutta la piazza, che successivamente si trasformerà nel palco della tradizionale esibizione della Befana “sciucarena”.

Alle 15 in piazza San Francesco l’estrazione della lotteria della Befana nel villaggio di Natale di Advs-Fidas, con panettone, vin brulè, tè caldo, dolci, palloncini e gadget. L’iniziativa, con ingresso libero, è a cura di Advs-Fidas Ravenna.

Alle 15.30 si aprono le porte alle Artificerie Almagià con il gioco dello scambio di regali con pesca a sorpresa e alle 16.30 lo spettacolo di teatro di figura di Accademia Perduta “Sotto la neve, minuetto d’inverno”, dedicato ai bambini dai 3 anni. A seguire è prevista una merenda, con arrivo della Befana e festa danzante per tutti. L’evento è a cura di Teatro del Drago, il costo è di 7 euro per gli adulti, 5 euro per i bambini, 20 euro è invece il prezzo del biglietto per le famiglie (2 adulti e 2 bambini) mentre è gratuito per i bambini sotto i 3 anni. Per informazioni telefonare al 392-6664211.

A Milano Marittima il 6 gennaio la Befana arriva alle 15.30 con la parata dei personaggi e degli amici di Mima On Ice, l’apertura della Calza Gigante, musica e balli con “Pasquaroli” alla Casetta di Babbo Natale in Viale Gramsci e poi la corsa delle scope. Alle 16 nella 1 Traversa da Italia’s Got Talent le performance di Quad Evolution di Cervia con il campione Roberto Poggiali.

Il 6 e 7 gennaio dalle 12 alle 20 la pro loco di Punta Marina organizza una due giorni con animazione, spettacoli, musica dal vivo, giochi per bambini, bancarelle artigianali e gastronomiche. Viale dei Navigatori sarà chiuso al traffico per l’occasione e ospiterà numerose bancarelle con prodotti provenienti da diverse parti d’Italia, lo stand della pro loco proporrà un menù con cappelletti, pasta e fagioli, polenta al ragù, assicurando anche un servizio da asporto. Inoltre musica, giochi e giostre per i più piccoli ed anche per i più grandi, con la presenza costante delle oramai più che famose ”befane di Punta Marina”. Saranno distribuite gratuitamente a tutti i bambini presenti, ricche calze. Sabato pomeriggio merenda gratuita per piccoli e grandi con un lunghissimo panino farcito con nutella. Nella giornata di venerdì, in collaborazione con l’associazione Agebo Onlus, verrà portata ai bambini ricoverati al reparto di Pediatria dell’Ospedale di Ravenna una calza della Befana.

Il 7 gennaio la Befana diventa rock al Caffè Centrale di Villanova di Bagnacavallo: a esibirsi alle 22 sarà il trio Tirincanti-Capiozzo-Cicognani con le loro sonorità soul, blues, pop, rock e jazz. Ingresso gratuito.

Alle 22 a Milano Marittima Ice Galà 2017: performance artistica su ghiaccio con la partecipazione straordinaria degli atleti della Nazionale Italiana e delle atlete dello Sporting ghiaccio artistico di Pinzolo, in collaborazione con Madonna di Campiglio.

Paglia (Si) in visita al Cpa di Conetta «Modello fallimentare di accoglienza»

Il deputato ravennate di Sinistra Italiana dentro alla struttura per migranti, teatro di disordini dopo il decesso di una 25enne

«L’ospitalità è un dovere civile e respingiamo al mittente ogni farneticazione come quella indegna, guarda caso di parte leghista, di equiparare lo smaltimento dei rifiuti all’accoglienza dei migranti». È il messaggio indirizzato alle destre emiliano-romagnole da alcuni esponenti di Sinistra Italiana, tra cui il deputato ravennate Giovanni Paglia, a proposito del trasferimento nei centri di accoglienza dell’Emilia Romagna di cento migranti presenti fino a ieri nel centro di prima accoglienza di Conetta (Venezia), noto alle cronache in questi giorni a seguito della rivolta scoppiata dopo la morte di una 25enne ivoriana richiedente asilo e visitato proprio oggi, 4 gennao, da Paglia e il collega Nicola Fratoianni.

«La nostra terra, l’Emilia Romagna – dicono ancora i rappresentanti di Si – è chiamata a far fronte all’emergenza migranti generata dalla mancata disponibilità della maggior parte dei comuni del Veneto, amministrati dalla Lega Nord, di far fronte alle proprie responsabilità».

Ed ecco le considerazioni dopo la visita al Cpa: «Abbiamo potuto riscontrare in prima persona, e non era certo la prima volta, come l’esperienza di Conetta rappresenti lo specchio di un modello fallimentare di accoglienza, basato sui grandi campi e su una logica solo emergenziale. Quel che nel nostro Paese e nella nostra regione continua a mancare è un piano nazionale di accoglienza diffusa, modello suggerito dalle tante associazioni che tentano di tutelare i diritti dei migranti e dei rifugiati. La soluzione al problema deve essere strutturale e orientata da un approccio solidale, non determinato dal profitto per pochi». La possibile riapertura dei Cie (centri di identificazione ed espulsione) – come prospettato dal ministro dell’Interno – per la velocizzazione delle procedure di rimpatrio secondo Sinistra Italiana è agli antipodi rispetto ad una proposta di sinistra e progressista.

La notizia del trasferimento dei cento migranti in Emilia Romagna è al centro di un’interrogazione dei consiglieri regionali Galeazzo Bignami e Enrico Aimi (Forza Italia) che chiedono alla Giunta Bonaccini per quali motivi non si sia opposta a questa decisione: «L’Emilia Romagna ha da tempo superato i limiti delle quote di accoglienza assegnate: già a fine novembre la Commissione parlamentare di inchiesta riportava che la ‘capienza’ della regione dovrebbe essere di 8376 posti (suddivisi su 774 strutture) mentre le presenze accertate di migranti sono 10.402». I consiglieri vogliono anche sapere in quali strutture saranno ospitate queste persone, a quanto ammonteranno i costi e a carico di quali soggetti.

Dalla Regione 15 milioni per imprese turistiche, commerciali e culturali

Dal 10 gennaio le domande per il bando che assegna risorse per la riqualificazione. Spazio anche ai musei d’impresa

Dal 10 gennaio al 28 febbraio si possono presentare le domande per il bando della Regione Emilia Romagna che stanzia quasi 15 milioni di euro per progetti innovativi di riqualificazione turistica, commerciale e culturale di imprese. Si tratta di risorse della comunità europea dedicate alla competitività delle imprese e del tessuto produttivo. «Per la prima volta il bando mette insieme turismo, commercio e cultura – scrive la Regione in una nota – e produrrà oltre 43 milioni di investimenti nei prossimi due anni. Filo conduttore è l’innovazione».

I progetti dovranno contribuire a creare nuove opportunità di sviluppo e di occupazione qualificata in attività turistico/culturali per la valorizzazione del territorio. Approvato dalla Giunta regionale il 17 ottobre 2016, il bando prevede tre misure di sostegno: una per il settore ricettivo con 7,5 milioni di euro; la seconda per il commercio e i pubblici esercizi con 4 milioni; la terza per il settore cultura con 2,891 milioni rivolta a progetti relativi a luoghi adibiti a rappresentazioni cinematografiche, teatrali e musicali. Nell’ambito di quest’ultima misura, per la prima volta si finanzia anche la nascita dei musei d’impresa, intesi come quei percorsi o spazi-mostra voluti dalle aziende per trasmettere il valore della cultura produttiva dell’Emilia Romagna e in grado di creare anche una ricaduta economica sul territorio.

Le domande per tutte le misure dovranno essere presentate dalle 10 del 10 gennaio alle 17 del 28 febbraio esclusivamente per via telematica, tramite l’applicazione web Sfinge2020. In fondo alla pagina un video con una infografica che riassume i dettagli.

Export, terzo trimestre in crescita Germania e Francia mete principali

Statistiche provinciali: in totale nei primi nove mesi del 2016 ancora segno meno rispetto al 2015

Le esportazioni della provincia di Ravenna nel terzo trimestre 2016 registrano un aumento del 4,2 percento rispetto al terzo trimestre 2015. A diffondere il dato è la Camera di Commercio che alla luce di questa variazione positiva spera in una inversione di tendenza rispetto ai primi nove mesi che hanno registrato invece una flessione: -87,6 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2015, pari al -3,2 percento in termini relativi. Il dato negativo di gennaio-settembre 2016 è determinato in grande parte da un primo trimestre negativo (-10,5 percento), confermata una ripresa nel secondo trimestre (-2,5 percento) poi la virata in segno tendenziale positivo dei dati (al link in fondo alla pagina un pdf con i grafici riassuntivi dell’export ravennate).

La graduatoria
A livello regionale e nazionale, nella media dei primi nove mesi, crescono lievemente le esportazioni dell’Italia (0,2 percento) e in misura maggiore quelle dell’Emilia Romagna (1,5) rispetto allo stesso periodo del 2015. Con lo 0,87 percento del totale nazionale, Ravenna occupa il 40esimo posto in Italia (recuperando due posizioni rispetto al secondo trimestre).

Le principali destinazioni
La Germania rimane il mercato più importante per le imprese ravennati, assorbendo il 13,9 percento delle vendite all’estero, nonostante gli scambi continuino a registrare una flessione (-7 percento). Segue la Francia a cui è destinato il 10 percento dell’export provinciale e che segna un aumento del 13,6 percento rispetto ai primi nove mesi del 2015. Il terzo paese per importanza è la Spagna che registra una crescita del 26,1 percento. Rilevante anche la crescita dei traffici diretti in Cina (56 percento). Con il segno più anche le esportazioni verso il Regno Unito (24,7 percento). In flessione gli scambi con gli Stati Uniti (meno 10,1 percento).

I prodotti esportati
Nella classifica dei principali settori di esportazione delle imprese di Ravenna, nel periodo considerato, il primo posto va ai prodotti chimici che sono in crescita del 3,1 percento e rappresentano il 20,4 percento delle esportazioni provinciali, seguiti dai macchinari e apparecchiature generiche che rappresentano il 19,9 percento.

Comune e prefettura al lavoro per organizzare i gruppi Whatsapp

Il vicesindaco: «Le chat spontanee per il controllo del vicinato possono essere occhi in più per le forze dell’ordine»

Il Comune e la prefettura di Ravenna stanno affrontando un percorso per arrivare a un riconoscimento istituzionale per i gruppi di chat Whatsapp creati dai cittadini come supporto alle attività delle forze dell’ordine. Lo ha reso noto il vicesindaco Eugenio Fusignani, con deleghe a Sicurezza e Polizia Municipale, al termine di un incontro avvenuto nella mattinata del 4 gennaio con il prefetto Francesco Russo.

«Riteniamo che la costituzione di gruppi Whatsapp possa fornire un supporto importantissimo alle azioni di tutte le forze dell’ordine a tutela della sicurezza – ha detto Fusignani – nei campi della prevenzione, della repressione e delle indagini. Ma affinché tutti questi effetti positivi si realizzino al meglio è importante che tali gruppi siano istituzionalizzati, cioè strutturati e gestiti in coordinamento, di concerto con l’amministrazione comunale e la polizia municipale».

Le modalità di organizzazione e gestione di tali gruppi saranno messe a punto attraverso un confronto con il prefetto e tutti i soggetti che fanno parte del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. A metà dicembre si è svolta una prima riunione sul tema, con l’assessore al Decentramento Gianandrea Baroncini e i presidenti dei consigli territoriali, «solo il primo di una serie di incontri che porteremo avanti in tutto il territorio, composto da ben 53 frazioni e 9 lidi».

Il numero due di Palazzo Merlato dice di apprezzare moltissimo lo spirito positivo e costruttivo con il quale numerosi cittadini stanno spontaneamente costituendo dei gruppi di controllo di vicinato, ma ci tiene a sottolineare che «tali forme di cittadinanza attiva non possono essere sostitutive delle azioni svolte dalle forze dell’ordine, quelli dei cittadini possono e devono essere preziosi occhi in più puntati sul territorio».

Aperti i bandi per riqualificare il Darsena e il Kursaal a Cervia

Il primo dovrà avere attività di respiro internazionale
Il secondo più orientato all’intrattenimento turistico

Si apre la finestra di tempo per presentare progetti di riqualificazione e rigenerazione del Magazzino Darsena e del Kursaal Lido a Cervia, due importanti strutture della località costiera, una simbolo della civiltà del sale e l’altra dell’intrattenimento e dello sviluppo turistico. Il bando del Comune per il Darsena scade il 29 marzo mentre quello per il Kursaal il 27 febbraio.

Il Magazzino Darsena sarà recuperato con un’opera pubblica del valore di 4,8 milioni di euro, grazie anche a un importante contributo della Regione Emilia Romagna: «L’obiettivo – si legge nella nota diffusa dal Comune – è farne una vera e propria piazza coperta della città, luogo di aggregazione con attività economiche di respiro non solo locale, ma internazionale, che contribuiscano a stimolare l’economia turistica cervese tutto l’anno. Dominante, assieme al tema della cultura, il tema del benessere, da intendersi come stile di vita in coerenza col tema della città slow, della salute del vivere bene e dello sport». In seguito al bando, sulla base del progetto vincitore, saranno effettuate le gare per il lavori di ristrutturazione che dovranno essere completati entro il 2019. La durata della concessione è di 9 anni più 3 e il canone di concessione a base d’asta è di 50mila euro annui per i primi tre anni e di 75mila per la quarta annualità e successive. Il 10 gennaio alle 18.30 alla Torre San Michele si terrà un incontro pubblico di presentazione tecnica del bando di gestione. All’incontro potranno partecipare sia associazioni, che professionisti ed operatori eventualmente interessati a concorrere.

Il Kursaal Lido sarà dato in concessione con un bando che prevede un progetto per promuovere e riqualificare la struttura come luogo di aggregazione e turismo, sviluppando in maniera innovativa e attuale una serie di servizi quali: la somministrazione di alimenti e bevande, attività ludiche, ricreative e di intrattenimento. «La concessione prevede un canone annuo di base pari a 65.900 euro e la durata della concessione parte da un minimo di 12 anni per un investimento di 150mila euro fino ad un massimo di 20 anni per un valore di 300 mila euro e valori intermedi in proporzione per durate di 14 anni (superiore a 150 mila ed inferiore a 200 mila euro), 16 anni (superiore a 200 mila ed inferiore a 250mila euro), 18 anni (superiore a 250 mila ed inferiore ad 300 mila euro)». Nella valutazione delle offerte pervenute, i punteggi più alti saranno riservati alla qualità della ristrutturazione dell’immobile, alla valorizzazione dell’area demaniale e agli aspetti socio-culturali.

Aperti i bandi per riqualificare il Darsena e il Kursaal a Cervia

Il primo dovrà avere attività di respiro internazionale Il secondo più orientato all’intrattenimento turistico

Si apre la finestra di tempo per presentare progetti di riqualificazione e rigenerazione del Magazzino Darsena e del Kursaal Lido a Cervia, due importanti strutture della località costiera, una simbolo della civiltà del sale e l’altra dell’intrattenimento e dello sviluppo turistico. Il bando del Comune per il Darsena scade il 29 marzo mentre quello per il Kursaal il 27 febbraio.

Il Magazzino Darsena sarà recuperato con un’opera pubblica del valore di 4,8 milioni di euro, grazie anche a un importante contributo della Regione Emilia Romagna: «L’obiettivo – si legge nella nota diffusa dal Comune – è farne una vera e propria piazza coperta della città, luogo di aggregazione con attività economiche di respiro non solo locale, ma internazionale, che contribuiscano a stimolare l’economia turistica cervese tutto l’anno. Dominante, assieme al tema della cultura, il tema del benessere, da intendersi come stile di vita in coerenza col tema della città slow, della salute del vivere bene e dello sport». In seguito al bando, sulla base del progetto vincitore, saranno effettuate le gare per il lavori di ristrutturazione che dovranno essere completati entro il 2019. La durata della concessione è di 9 anni più 3 e il canone di concessione a base d’asta è di 50mila euro annui per i primi tre anni e di 75mila per la quarta annualità e successive. Il 10 gennaio alle 18.30 alla Torre San Michele si terrà un incontro pubblico di presentazione tecnica del bando di gestione. All’incontro potranno partecipare sia associazioni, che professionisti ed operatori eventualmente interessati a concorrere.

Il Kursaal Lido sarà dato in concessione con un bando che prevede un progetto per promuovere e riqualificare la struttura come luogo di aggregazione e turismo, sviluppando in maniera innovativa e attuale una serie di servizi quali: la somministrazione di alimenti e bevande, attività ludiche, ricreative e di intrattenimento. «La concessione prevede un canone annuo di base pari a 65.900 euro e la durata della concessione parte da un minimo di 12 anni per un investimento di 150mila euro fino ad un massimo di 20 anni per un valore di 300 mila euro e valori intermedi in proporzione per durate di 14 anni (superiore a 150 mila ed inferiore a 200 mila euro), 16 anni (superiore a 200 mila ed inferiore a 250mila euro), 18 anni (superiore a 250 mila ed inferiore ad 300 mila euro)». Nella valutazione delle offerte pervenute, i punteggi più alti saranno riservati alla qualità della ristrutturazione dell’immobile, alla valorizzazione dell’area demaniale e agli aspetti socio-culturali.

Vaccini: dal 2017/18 obbligo al nido anche per iscritti dopo il primo anno

La nuova legge regionale riguarda tutti i servizi educativi 0-3 anni. Ecco le info per i genitori in Emilia Romagna

L’obbligo di vaccinazione recentemente introdotto dalla Regione Emilia Romagna per l’accesso ai servizi educativi pubblici e privati da zero a tre anni sarà in vigore dall’anno scolastico 2017/18 non solo per i bimbi che accedono per la prima volta ma anche per quelli che già frequentano questi servizi: l’asilo nido (micronidi, nidi part-time, tempo lungo, ecc.), i servizi integrativi (spazio bambini, servizi domiciliari, centro per bambini e famiglie, ecc.) e i servizi puramente ricreativi. A un mese dalla approvazione della legge sui servizi educativi per i bambini da 0 a 3 anni, la Regione emana quindi le linee guida relative all’obbligo vaccinale.

Ecco cosa dovranno fare i genitori di chi si iscrive per la prima volta: dopo aver scelto la struttura pubblica o privata alla quale intendono iscrivere il proprio figlio dovranno presentare la certificazione delle vaccinazioni effettuate che dovrà essere consegnata ai gestori dei servizi educativi e che sarà rilasciata dalle Ausl, oppure autorizzare la direzione della struttura educativa ad acquisire l’idoneità alla frequenza direttamente dall’Ausl di competenza. Per ottenere la certificazione sarà necessario che il bambino, per quanto riguarda i vaccini obbligatori (antipolio, antidifterica, antitetanica, antiepatite B) abbia eseguito una dose se ha fino a 6 mesi di vita, due dosi entro il primo anno, tre dosi entro 18 mesi.

Per chi iscrive direttamente al secondo e terzo anno un bambino che non è mai stati vaccinato è previsto l’obbligo di iniziare il ciclo vaccinale ed effettuare almeno le prime due dosi di ciascuna vaccinazione obbligatoria prima di accedere ai servizi. Dovranno poi completare il ciclo vaccinale, con la terza dose, prima di iscriversi all’anno successivo.

Per i bimbi di età inferiore a 6 mesi il provvedimento assunto dalla Regione prevede l’ammissione ai servizi educativi con riserva, con l’impegno da parte dei genitori di vaccinare il figlio (prima dose) entro il compimento del sesto mese di vita.

Nei casi in cui la vaccinazione deve essere omessa o differita, l’esonero per motivi sanitari debba essere certificato dal pediatra di libera scelta e autorizzato dai servizi vaccinali delle Ausl.

«È un impegno che avevamo preso – spiega Sergio Venturi, assessore regionale alla Salute – per far sì che la legge potesse essere resa pienamente operativa. Lo ripeto, ancora una volta: i vaccini sono una delle più importanti scoperte scientifiche nella storia della medicina. Sono uno strumento efficace e sicuro per proteggere le persone, in particolare i bambini. E il nostro impegno è finalizzato a raggiungere questo obiettivo, perché non solo noi, ma la comunità scientifica internazionale, ha da tempo ribadito il ruolo essenziale dei vaccini per la prevenzione. Per questo non potevamo rimanere indifferenti al dato secondo il quale in Emilia Romagna si è scesi, da almeno un paio d’anni, sotto la soglia di sicurezza del 95% delle vaccinazioni. Era, ed è, nostro dovere fare ciò che è possibile per riportare questo dato nei margini di sicurezza: lo stiamo facendo, perchè vaccinare i bambini vuol dire proteggerli».

Vaccini: dal 2017/18 obbligo al nido anche per iscritti dopo il primo anno

La nuova legge regionale riguarda tutti i servizi educativi 0-3 anni. Ecco le info per i genitori in Emilia Romagna

L’obbligo di vaccinazione recentemente introdotto dalla Regione Emilia Romagna per l’accesso ai servizi educativi pubblici e privati da zero a tre anni sarà in vigore dall’anno scolastico 2017/18 non solo per i bimbi che accedono per la prima volta ma anche per quelli che già frequentano questi servizi: l’asilo nido (micronidi, nidi part-time, tempo lungo, ecc.), i servizi integrativi (spazio bambini, servizi domiciliari, centro per bambini e famiglie, ecc.) e i servizi puramente ricreativi. A un mese dalla approvazione della legge sui servizi educativi per i bambini da 0 a 3 anni, la Regione emana quindi le linee guida relative all’obbligo vaccinale.

Ecco cosa dovranno fare i genitori di chi si iscrive per la prima volta: dopo aver scelto la struttura pubblica o privata alla quale intendono iscrivere il proprio figlio dovranno presentare la certificazione delle vaccinazioni effettuate che dovrà essere consegnata ai gestori dei servizi educativi e che sarà rilasciata dalle Ausl, oppure autorizzare la direzione della struttura educativa ad acquisire l’idoneità alla frequenza direttamente dall’Ausl di competenza. Per ottenere la certificazione sarà necessario che il bambino, per quanto riguarda i vaccini obbligatori (antipolio, antidifterica, antitetanica, antiepatite B) abbia eseguito una dose se ha fino a 6 mesi di vita, due dosi entro il primo anno, tre dosi entro 18 mesi.

Per chi iscrive direttamente al secondo e terzo anno un bambino che non è mai stati vaccinato è previsto l’obbligo di iniziare il ciclo vaccinale ed effettuare almeno le prime due dosi di ciascuna vaccinazione obbligatoria prima di accedere ai servizi. Dovranno poi completare il ciclo vaccinale, con la terza dose, prima di iscriversi all’anno successivo.

Per i bimbi di età inferiore a 6 mesi il provvedimento assunto dalla Regione prevede l’ammissione ai servizi educativi con riserva, con l’impegno da parte dei genitori di vaccinare il figlio (prima dose) entro il compimento del sesto mese di vita.

Nei casi in cui la vaccinazione deve essere omessa o differita, l’esonero per motivi sanitari debba essere certificato dal pediatra di libera scelta e autorizzato dai servizi vaccinali delle Ausl.

«È un impegno che avevamo preso – spiega Sergio Venturi, assessore regionale alla Salute – per far sì che la legge potesse essere resa pienamente operativa. Lo ripeto, ancora una volta: i vaccini sono una delle più importanti scoperte scientifiche nella storia della medicina. Sono uno strumento efficace e sicuro per proteggere le persone, in particolare i bambini. E il nostro impegno è finalizzato a raggiungere questo obiettivo, perché non solo noi, ma la comunità scientifica internazionale, ha da tempo ribadito il ruolo essenziale dei vaccini per la prevenzione. Per questo non potevamo rimanere indifferenti al dato secondo il quale in Emilia Romagna si è scesi, da almeno un paio d’anni, sotto la soglia di sicurezza del 95% delle vaccinazioni. Era, ed è, nostro dovere fare ciò che è possibile per riportare questo dato nei margini di sicurezza: lo stiamo facendo, perchè vaccinare i bambini vuol dire proteggerli».

«La pace si fa insieme o è impossibile» Il vescovo replica all’attacco della Lega

Il deputato Pini aveva definito Ghizzoni «un pericoloso ipocrita» per la marcia organizzata con la comunità islamica

L’annuale marcia della pace che si è svolta il 31 dicembre a Ravenna è stata organizzata dalla diocesi di Ravenna con le altre comunità religiose del territorio ed è partita dalla moschea di via Rossa perché «la pace si fa insieme o è impossibile». Parte da questa considerazione la replica dell’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni al deputato Gianluca Pini (Lega Nord) che lo aveva definito «un pericoloso ipocrita» per l’iniziativa svolta in collaborazione con il modo islamico locale e la visita iniziale al luogo di culto musulmano prima della marcia (vedi articoli correlati).

Dopo la dura critica del leghista la diocesi ha ritenuto opportuno diffondere alcune precisazioni. Che partono dalle parole di Ghizzoni pronunciate all’inizio della marcia di sabato: «Non si costruisce la pace con una sola parte ma solo se tutte le parti si mettono insieme. Se si abbandonano odii e pregiudizi: solo così si creano quei presupposti che permetteranno forse ai nostri figli e nipoti di vedere i frutti della pace che noi oggi non vediamo. Tanto più che proprio durante la marcia della pace è stata esplicita la condanna degli attentati e delle violenze che utilizzano le religioni per altri fini». La nota della diocesi poi ricorda che lo stile dell’iniziativa è stato condiviso non solo dai cattolici ma dalle istituzioni politiche cittadine e dalla prefettura, e dai rappresentanti delle religioni presenti sabato che hanno pregato sul sagrato di San Francesco al termine della marcia.

Il vescovo è convinto che pregare insieme per la pace non significhi perdere o abbandonare la propria identità religiosa cristiana ma valorizzarla: «Da credenti pensiamo di avere una chance in più e una responsabilità maggiore per disinnescare i fondamentalismi che avvelenano le comunità religiose e attirano soprattutto i giovani più in difficoltà, facili prede dei seminatori di odio. Proprio i credenti in Dio, ci siamo detti negli incontri preparatori, hanno l’autorevolezza e le giuste conoscenze delle loro religioni per indirizzare verso i sentieri del dialogo, della conoscenza reciproca, della stima per le diverse identità, della ricerca di somiglianze e complementarietà che fanno crescere la ricerca comune della giustizia sociale, della uguaglianza dei diritti della persona umana, della pace».

E per quanto riguarda la visita iniziale al luogo di culto del centro islamico ravennate, Ghizzoni ricorda che prima di lui «vari pontefici, tra cui Giovanni Paolo II, Francesco e Benedetto XVI hanno visitato importanti moschee».

Infine due ulteriori precisazioni ribadite sempre dalla stessa diocesi. La prima: la tradizionale messa di Ringraziamento non è mai stata annullata ed è stata regolarmente celebrata dall’arcivescovo monsignor Ghizzoni sabato 31 dicembre, dopo la marcia della pace, alle 18.30, in Duomo. La seconda: la Caritas diocesana non ha alcun interesse economico nella gestione dell’accoglienza dei profughi né tanto meno dell’immigrazione illegale e ogni giorno, oltre al personale, più di 40 volontari sono impegnati nell’accoglienza, nella distribuzione di viveri e nel sostegno dei bisognosi della città senza fare distinzioni tra italiani, romagnoli o stranieri.

A Ravenna il Capodanno ha lasciato 60 tonnellate di rifiuti in piazza

I dati di Hera che ha ripulito il centro storico. Nella stessa notte anche dieci cassonetti in fiamme nel territorio comunale

I festeggiamenti per la notte di Capodanno in piazza del Popolo a Ravenna hanno lasciato a terra nel salotto buono del centro oltre 60 tonnellate di rifiuti. È il dato diffuso da Hera che nelle primissime ore del mattino del primo dell’anno ha avviato le pulizie straordinarie dispiegando tre camion più un furgone. Questo il dettaglio di quanto raccolto dagli operatori: 60mila kg di rifiuto indifferenziato/multimateriale, 190 kg di plastica, 100 kg di vetro/lattine e 250 kg di carta e cartone. Per ripristinare la situazione sono intervenuti otto operatori ecologici (sei la mattina e due il pomeriggio) e due spazzatrici notturne.

Il personale della multiutility ha dovuto anche organizzare interventi per dieci cassonetti in fiamme nel territorio comunale: quattro campane a Lido Adriano, due campane a Savarna, un cassonetto a Marina Romea, un cassonetto e due contenitori per la raccolta dell’organico a Piangipane.

Anche in provincia la multiutility ha schierato uomini e mezzi per rimettere in ordine le piazze dopo i veglioni di San Silvestro: a Faenza dalle 6 alle 12 un operatore in servizio con porter e spazzatrice ha effettuato lo spazzamento manuale e meccanizzato delle piazze del Popolo, della Libertà, dei Martiri della Libertà e dei Corsi principali, raccogliendo in totale 800 kg circa di rifiuto, compreso lo svuotamento cestini. A Lugo dalle 6 alle 8 è stata effettuata la pulizia di piazza Baracca con spazzamento manuale e meccanizzato (due operatori in manuale con porter e un operatore con spazzatrice), per un totale di 600 kg circa di rifiuto raccolto, compreso lo svuotamento dei cestini. A Massa Lombarda dalle 8 alle 9 due operatori con porter hanno effettuato la pulizia di piazza Matteotti con spazzamento manuale, raccogliendo 200 kg circa di rifiuto, compreso lo svuotamento dei cestini.

In cerca di soldi per la droga legano e rapinano l’amica in casa

I carabinieri hanno arrestato un 41enne e una 27enne trovati con la refurtiva: un portafoglio con 40 euro

Avevano bisogno di soldi per comprarsi una dose: hanno fatto visita a casa di una conoscente, tossicodipendente come loro, poi l’hanno legata a una sedia con del nastro adesivo e rapinata del portafoglio contenente 40 euro e il bancomat. Un 41enne e una 27enne di Fusignano sono stati arrestati dai carabinieri di Lugo per concorso in rapina aggravata e sequestro di persona e detenzione di sostanza stupefacente per uso personale.

L’episodio si è verificato in una abitazione di Fusignano nella tarda serata di fine dicembre ma la notizia è stata divulgata solo oggi, 3 gennaio. La vittima della rapina è una 39enne che ha aperto ai due conoscenti ignara di cosa sarebbe accaduto. Per legarla è stata colpita in maniera lieve (5 giorni di prognosi) e una volta che i due se sono andati fuggendo a bordo di uno scooter è riuscita a liberarsi e chiamare i carabinieri fornendo subito indicazioni utili. I militari hanno rintracciato la coppia in uno dei luoghi solitamente frequentati e li hanno arrestati in flagranza trovandoli in possesso della refurtiva.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi