sabato
25 Aprile 2026

Brunch e tombole per le feste anche in carcere. E Babbo Natale è un detenuto

Emozionante appuntamento per i bambini che hanno potuto incontrare i propri padri nella casa circondariale di Ravenna

Come ogni anno, Babbo Natale ha fatto visita anche al carcere di Ravenna, per un’iniziativa organizzata dalla direttrice Carmela De Lorenzo in particolare per i figli minori dei detenuti. Numerosi bimbi e mamme hanno incontrato i loro famigliari in un clima di grande emozione, animato dall’associazione “Magicamenteclown” di Ravenna. A travestirsi da Babbo Natale proprio un detenuto, con il carretto dei doni e il contributo dei volontari di Mistral. Una ricca merenda è stata invece offerta per l’occasione dal comitato Pro Detenuti e Famiglie, dall’associazione “Sant’Antonio per la Solidarietà” e dai Lions Club Ravenna-Cervia.

Da segnalare anche nei giorni precedenti il brunch con istituzioni e rappresentanti di cooperative, associazioni di volontariato e privati che da tempo collaborano con la direzione della casa circondariale al fine di creare opportunità formative e di migliorare le condizioni di vita all’interno della struttura. All’evento hanno partecipato i ristretti della sezione piano terra, dove è stato realizzato il brunch, e i detenuti “lavoranti” che con il loro impegno hanno concretamente collaborato all’allestimento e alla preparazione del rinfresco.

Il 20 dicembre, infine, tutti i detenuti hanno partecipato al Pranzo di Natale organizzato dalla direzione in collaborazione con la maestra di cucina Giorgia Lagosti e la partecipazione dell’azienda Pastificio Felicetti della provincia di Trento, di alcuni chef, dell’associazione Mistral e dell’Osteria Madai di Ravenna che hanno preparato e servito il pranzo allietato con musica dal vivo dall’associazione “Spiagge Soul” di Ravenna. L’Azienda Felicetti ha inoltre offerto ad ogni detenuto un pacco dono contenente generi alimentari non deperibili e prodotti per l’igiene personale. Stesso contenuto dei sacchetti premio per le tombolate organizzate dal 12 al 19 dicembre grazie al contributo della Caritas, dell’associazione Auser e del maestro del corso di alfabetizzazione.

Per la realizzazione del brunch e del pranzo di Natale la direzione ringrazia inoltre la Consulta del Volontariato, la Bambini Srl di Marina di Ravenna, il Comitato Cittadino Antidroga e l’Associazione Life.

Il 25 dicembre l’arcivescovo di Ravenna e Cervia celebrerà la messa di Natale nella cappella interna del carcere.

La solidarietà di Confcooperative al figlio del ministro Poletti

«Attacchi personali immotivati: i contributi pubblici per l’editoria
esistono da ben prima che il padre diventasse ministro…»

«Siamo sconcertati e avviliti per quanto accaduto in queste ore intorno alla persona di Manuel Poletti, presidente della cooperativa di giornalisti Media Romagna. Gli attacchi personali, immotivati e spesso violenti apparsi sui social network ma anche (purtroppo) su testate on line di rilievo nazionale, non hanno niente a che vedere con la gestione della cooperativa e il lavoro svolto quotidianamente dallo stesso Manuel Poletti e dai redattori e dai collaboratori della testata Setteserequi». Dopo la difesa di Legacoop Romagna, arriva anche la nota di Confcooperative Ravenna sul caso che ha coinvolto suo malgrado il figlio del ministro Giuliano Poletti (vedi articoli tra i correlati).

«I contributi pubblici all’editoria – continua la nota di Confcooperative – fanno parte della storia del nostro Paese ed esistono da molto prima che Manuel diventasse direttore di Setteserequi o che il padre Giuliano Poletti fosse nominato Ministro della Repubblica. Certo, si possono aprire dibattiti sull’opportunità o meno della scelta di prevedere contributi all’editoria, peraltro in questo momento cosa legittima, ma non si può accusare il figlio di un ministro che ha l’unica colpa di lavorare in un settore che, come molti altri, viene considerato di interesse pubblico. Senza tener conto del fatto che ci troviamo in un momento storico in cui crediamo ci sia ancora la necessità di sostenere, ovviamente su basi di equità e professionalità, il diritto di tutti a una stampa libera. Ad ogni modo crediamo sia compito esclusivo del legislatore operare valutazioni cercando, al limite, di sollevare discussioni costruttive e democratiche e non attaccando, a titolo completamente gratuito, l’ennesimo capro espiatorio. A Manuel Poletti, alla sua famiglia e a tutti i dipendenti e i collaboratori della cooperativa Media Romagna intendiamo esprimere la nostra solidarietà e vicinanza».

La solidarietà di Confcooperative al figlio del ministro Poletti

«Attacchi personali immotivati: i contributi pubblici per l’editoria
esistono da ben prima che il padre diventasse ministro…»

«Siamo sconcertati e avviliti per quanto accaduto in queste ore intorno alla persona di Manuel Poletti, presidente della cooperativa di giornalisti Media Romagna. Gli attacchi personali, immotivati e spesso violenti apparsi sui social network ma anche (purtroppo) su testate on line di rilievo nazionale, non hanno niente a che vedere con la gestione della cooperativa e il lavoro svolto quotidianamente dallo stesso Manuel Poletti e dai redattori e dai collaboratori della testata Setteserequi». Dopo la difesa di Legacoop Romagna, arriva anche la nota di Confcooperative Ravenna sul caso che ha coinvolto suo malgrado il figlio del ministro Giuliano Poletti (vedi articoli tra i correlati).

«I contributi pubblici all’editoria – continua la nota di Confcooperative – fanno parte della storia del nostro Paese ed esistono da molto prima che Manuel diventasse direttore di Setteserequi o che il padre Giuliano Poletti fosse nominato Ministro della Repubblica. Certo, si possono aprire dibattiti sull’opportunità o meno della scelta di prevedere contributi all’editoria, peraltro in questo momento cosa legittima, ma non si può accusare il figlio di un ministro che ha l’unica colpa di lavorare in un settore che, come molti altri, viene considerato di interesse pubblico. Senza tener conto del fatto che ci troviamo in un momento storico in cui crediamo ci sia ancora la necessità di sostenere, ovviamente su basi di equità e professionalità, il diritto di tutti a una stampa libera. Ad ogni modo crediamo sia compito esclusivo del legislatore operare valutazioni cercando, al limite, di sollevare discussioni costruttive e democratiche e non attaccando, a titolo completamente gratuito, l’ennesimo capro espiatorio. A Manuel Poletti, alla sua famiglia e a tutti i dipendenti e i collaboratori della cooperativa Media Romagna intendiamo esprimere la nostra solidarietà e vicinanza».

Feste a Ravenna: ecco la tombola umana e il videomapping sui monumenti

A Palazzo Rasponi inaugura una mostra sulla street art

Entrano nel vivo gli appuntamenti dedicati alle festività natalizie a Ravenna, con tante proposte dal 23 dicembre fino al giorno di Santo Stefano e poi ancora nei giorni successivi, fino all’arrivo del nuovo anno e dell’Epifania.

Piazza del Popolo, colorata dai Capanni del Natale, ospita venerdì 23 dicembre, dalle 18 alle 20, la tombola umana gigante; condurrà il comico e intrattenitore tv Giampiero Pizzol, con la collaborazione di Fondazione Dopo di Noi, Unicef, Linea Rosa e del Centro Professionale Danza diretto da Antonella Bergonzoni (l’appuntamento sarà replicato sabato 7 gennaio dalle 15 alle 17).

Sempre domani, 23 dicembre, alle 19 a palazzo Rasponi dalle Teste sarà inaugurata la mostra “Surface street art exhibition”, nell’ambito di Art X Mas, la manifestazione (dettagli tra i correlati) a cura di Bonobolabo sulla street art che accompagna tutte le feste fino all’8 gennaio con live paintings, installazioni, mostre, laboratori e workshop. In particolare, in mostra ci sarà la collezione personale di Bonobolabo, che in questi anni di attività ha raccolto opere di vari artisti come Ericailcane, Basik, Dissenso Cognitivo, Pixel Pancho. La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino all’otto gennaio tutti i giorni dalle 15 alle 19.

E poi prenderanno il via le “Visioni di Eterno” proposte dal visual artist Andrea Bernabini e dal suo staff sulle pareti del mausoleo di Galla Placidia e del battistero Neoniano. Le proiezioni architetturali di “Galla Placidia Shines On” e “Battistero Neoniano – Luce d’Oriente” cominceranno rispettivamente alle 18 e alle 19 e continueranno fino alle 22. Proseguiranno poi nei giorni successivi con il seguente calendario: sabato 24, domenica 25, lunedì 26 dicembre dalle 20 alle 22; martedì 27, mercoledì 28, giovedì 29, venerdì 30 dicembre dalle 18 alle 22; sabato 31 dicembre e domenica 1 gennaio dalle 20 alle 22; lunedì 2, martedì 3 e mercoledì 4 gennaio dalle 18 alle 22; giovedì 5 e venerdì 6 gennaio dalle 20 alle 22; sabato 7 e domenica 8 gennaio dalle 18 alle 22.

Nel pomeriggio del giorno di Natale piazza del Popolo sarà animata dallo spettacolo “Circus Off” di Skizzo e Jf. Sempre il 25 dicembre, alle 21 alle Artificerie Almagià ci sarà il concerto Rock’n’ Roll Xmas Ball, con The Good Fellas e special guest Rachel Doe e Robbie D.

Il pomeriggio di Santo Stefano, dalle 16 in piazza del Popolo ci sarà lo spettacolo “Magia comica, Micromagia”, con giocolieri, trampolieri, maghi e bolle di sapone; e alle 15 al teatro Rasi “La Rumagna inte tu còr”, spettacolo di canti tradizionali del folklore romagnolo del Gruppo Corale Pratella-Martuzzi – Società Canterini Romagnoli.

Inoltre in piazza San Francesco tutti i giorni fino al 6 gennaio dalle 14 alle 19 c’è “Il Villaggio di Natale” a cura dei volontari Advs – Fidas: panettone, vin brulè, thè caldo, dolci, palloncini e gadget.
E piazza Garibaldi è “La piazza della solidarietà”, con varie associazioni che si alternano e la animano, coordinate dall’associazione per gli Altri – Centro di Servizio per il Volontariato di Ravenna.

Per il calendario completo di tutti gli appuntamenti delle feste www.turismo.ra.it.

Si ricorda poi che fino al 5 gennaio, dalle 16 in poi tutti i parcheggi sono gratuiti. E che nelle giornate di domani, venerdì 23, e sabato, 24 dicembre, le linee urbane e del litorale di Ravenna saranno gratuite.

Feste a Ravenna: ecco la tombola umana e il videomapping sui monumenti

A Palazzo Rasponi inaugura una mostra sulla street art

Entrano nel vivo gli appuntamenti dedicati alle festività natalizie a Ravenna, con tante proposte dal 23 dicembre fino al giorno di Santo Stefano e poi ancora nei giorni successivi, fino all’arrivo del nuovo anno e dell’Epifania.

Piazza del Popolo, colorata dai Capanni del Natale, ospita venerdì 23 dicembre, dalle 18 alle 20, la tombola umana gigante; condurrà il comico e intrattenitore tv Giampiero Pizzol, con la collaborazione di Fondazione Dopo di Noi, Unicef, Linea Rosa e del Centro Professionale Danza diretto da Antonella Bergonzoni (l’appuntamento sarà replicato sabato 7 gennaio dalle 15 alle 17).

Sempre domani, 23 dicembre, alle 19 a palazzo Rasponi dalle Teste sarà inaugurata la mostra “Surface street art exhibition”, nell’ambito di Art X Mas, la manifestazione (dettagli tra i correlati) a cura di Bonobolabo sulla street art che accompagna tutte le feste fino all’8 gennaio con live paintings, installazioni, mostre, laboratori e workshop. In particolare, in mostra ci sarà la collezione personale di Bonobolabo, che in questi anni di attività ha raccolto opere di vari artisti come Ericailcane, Basik, Dissenso Cognitivo, Pixel Pancho. La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino all’otto gennaio tutti i giorni dalle 15 alle 19.

E poi prenderanno il via le “Visioni di Eterno” proposte dal visual artist Andrea Bernabini e dal suo staff sulle pareti del mausoleo di Galla Placidia e del battistero Neoniano. Le proiezioni architetturali di “Galla Placidia Shines On” e “Battistero Neoniano – Luce d’Oriente” cominceranno rispettivamente alle 18 e alle 19 e continueranno fino alle 22. Proseguiranno poi nei giorni successivi con il seguente calendario: sabato 24, domenica 25, lunedì 26 dicembre dalle 20 alle 22; martedì 27, mercoledì 28, giovedì 29, venerdì 30 dicembre dalle 18 alle 22; sabato 31 dicembre e domenica 1 gennaio dalle 20 alle 22; lunedì 2, martedì 3 e mercoledì 4 gennaio dalle 18 alle 22; giovedì 5 e venerdì 6 gennaio dalle 20 alle 22; sabato 7 e domenica 8 gennaio dalle 18 alle 22.

Nel pomeriggio del giorno di Natale piazza del Popolo sarà animata dallo spettacolo “Circus Off” di Skizzo e Jf. Sempre il 25 dicembre, alle 21 alle Artificerie Almagià ci sarà il concerto Rock’n’ Roll Xmas Ball, con The Good Fellas e special guest Rachel Doe e Robbie D.

Il pomeriggio di Santo Stefano, dalle 16 in piazza del Popolo ci sarà lo spettacolo “Magia comica, Micromagia”, con giocolieri, trampolieri, maghi e bolle di sapone; e alle 15 al teatro Rasi “La Rumagna inte tu còr”, spettacolo di canti tradizionali del folklore romagnolo del Gruppo Corale Pratella-Martuzzi – Società Canterini Romagnoli.

Inoltre in piazza San Francesco tutti i giorni fino al 6 gennaio dalle 14 alle 19 c’è “Il Villaggio di Natale” a cura dei volontari Advs – Fidas: panettone, vin brulè, thè caldo, dolci, palloncini e gadget.
E piazza Garibaldi è “La piazza della solidarietà”, con varie associazioni che si alternano e la animano, coordinate dall’associazione per gli Altri – Centro di Servizio per il Volontariato di Ravenna.

Per il calendario completo di tutti gli appuntamenti delle feste www.turismo.ra.it.

Si ricorda poi che fino al 5 gennaio, dalle 16 in poi tutti i parcheggi sono gratuiti. E che nelle giornate di domani, venerdì 23, e sabato, 24 dicembre, le linee urbane e del litorale di Ravenna saranno gratuite.

Feste a Ravenna: ecco la tombola umana e il videomapping sui monumenti

A Palazzo Rasponi inaugura una mostra sulla street art

Entrano nel vivo gli appuntamenti dedicati alle festività natalizie a Ravenna, con tante proposte dal 23 dicembre fino al giorno di Santo Stefano e poi ancora nei giorni successivi, fino all’arrivo del nuovo anno e dell’Epifania.

Piazza del Popolo, colorata dai Capanni del Natale, ospita venerdì 23 dicembre, dalle 18 alle 20, la tombola umana gigante; condurrà il comico e intrattenitore tv Giampiero Pizzol, con la collaborazione di Fondazione Dopo di Noi, Unicef, Linea Rosa e del Centro Professionale Danza diretto da Antonella Bergonzoni (l’appuntamento sarà replicato sabato 7 gennaio dalle 15 alle 17).

Sempre domani, 23 dicembre, alle 19 a palazzo Rasponi dalle Teste sarà inaugurata la mostra “Surface street art exhibition”, nell’ambito di Art X Mas, la manifestazione (dettagli tra i correlati) a cura di Bonobolabo sulla street art che accompagna tutte le feste fino all’8 gennaio con live paintings, installazioni, mostre, laboratori e workshop. In particolare, in mostra ci sarà la collezione personale di Bonobolabo, che in questi anni di attività ha raccolto opere di vari artisti come Ericailcane, Basik, Dissenso Cognitivo, Pixel Pancho. La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino all’otto gennaio tutti i giorni dalle 15 alle 19.

E poi prenderanno il via le “Visioni di Eterno” proposte dal visual artist Andrea Bernabini e dal suo staff sulle pareti del mausoleo di Galla Placidia e del battistero Neoniano. Le proiezioni architetturali di “Galla Placidia Shines On” e “Battistero Neoniano – Luce d’Oriente” cominceranno rispettivamente alle 18 e alle 19 e continueranno fino alle 22. Proseguiranno poi nei giorni successivi con il seguente calendario: sabato 24, domenica 25, lunedì 26 dicembre dalle 20 alle 22; martedì 27, mercoledì 28, giovedì 29, venerdì 30 dicembre dalle 18 alle 22; sabato 31 dicembre e domenica 1 gennaio dalle 20 alle 22; lunedì 2, martedì 3 e mercoledì 4 gennaio dalle 18 alle 22; giovedì 5 e venerdì 6 gennaio dalle 20 alle 22; sabato 7 e domenica 8 gennaio dalle 18 alle 22.

Nel pomeriggio del giorno di Natale piazza del Popolo sarà animata dallo spettacolo “Circus Off” di Skizzo e Jf. Sempre il 25 dicembre, alle 21 alle Artificerie Almagià ci sarà il concerto Rock’n’ Roll Xmas Ball, con The Good Fellas e special guest Rachel Doe e Robbie D.

Il pomeriggio di Santo Stefano, dalle 16 in piazza del Popolo ci sarà lo spettacolo “Magia comica, Micromagia”, con giocolieri, trampolieri, maghi e bolle di sapone; e alle 15 al teatro Rasi “La Rumagna inte tu còr”, spettacolo di canti tradizionali del folklore romagnolo del Gruppo Corale Pratella-Martuzzi – Società Canterini Romagnoli.

Inoltre in piazza San Francesco tutti i giorni fino al 6 gennaio dalle 14 alle 19 c’è “Il Villaggio di Natale” a cura dei volontari Advs – Fidas: panettone, vin brulè, thè caldo, dolci, palloncini e gadget.
E piazza Garibaldi è “La piazza della solidarietà”, con varie associazioni che si alternano e la animano, coordinate dall’associazione per gli Altri – Centro di Servizio per il Volontariato di Ravenna.

Per il calendario completo di tutti gli appuntamenti delle feste www.turismo.ra.it.

Si ricorda poi che fino al 5 gennaio, dalle 16 in poi tutti i parcheggi sono gratuiti. E che nelle giornate di domani, venerdì 23, e sabato, 24 dicembre, le linee urbane e del litorale di Ravenna saranno gratuite.

I bagnini vogliono la spiaggia chiusa di notte dalle 2 alle 5

Le repliche della coop Spiagge alla bozza di ordinanza comunale che propone apertura 24 ore su 24

«Per evitare complicazioni nella gestione e nel controllo dell’ordine pubblico, sarebbe opportuno reintrodurre la regola già prevista a livello regionale di divieto di accesso in spiaggia dalle 2 alle 5». È la contro proposta della cooperativa Spiagge, che associa i circa duecento stabilimenti balneari dei nove lidi ravennati, alla bozza della nuova ordinanza comunale che andrà a regolamentare l’attività dei bagni per i prossimi tre anni prevedendo tra le principali novità l’apertura 24 ore su 24 per tutto l’anno. La volontà di restringer l’apertura del Comune «eviterebbe che passi un concetto di totale deregulation che non esiste nel testo ma che alcune letture superficiali potrebbero indurre a pensare».

Le riflessioni della coop, per bocca del presidente Maurizio Rustignoli fresco di rinnovo dell’incarico, affrontano anche gli altri aspetti della regolamentazione: «In un’ottica di chiarezza e semplificazione sarebbe utile che anche nelle serate del venerdì e del sabato fosse prevista la possibilità di effettuare pubblico spettacolo fino all’1, anche in considerazione del fatto che, rispetto alla scorsa stagione, non ci sono più le cinque serate festive e prefestive in deroga di apertura fino all’1 e tre serate di deroga di apertura fino alle 3 (diventerebbero 5 in luogo delle 8 del 2016). Giova ricordare che l’apertura all’una da lunedì a giovedì e nelle serate in deroga, introdotta ormai da qualche anno, a dispetto degli iniziali timori, ha indubbiamente generato nelle località balneari una maggiore frequentazione e, cosa non secondaria, un forte apprezzamento da parte dei turisti».

E sulla proposta dell’amministrazione comunale relativa alla durata annuale dell’apertura degli stabilimenti, i bagnini valutano «che andrebbe precisato come non debba essere indiscriminata, ma legata ad una verifica della qualità dei servizi offerti, che non può evidentemente prescindere da una sostanziale parificazione alle altre attività economiche, in particolare degli oneri conseguenti in capo alle strutture balneari che intendano sviluppare questa opportunità, a partire dal rispetto delle normative igienico sanitarie e urbanistico edilizie. Positivo è il mantenimento della possibilità di destagionalizzare, attraverso un calendario di eventi, l’apertura oltre la stagione balneare con il vincolo della chiusura alle 19».

Un’ultima considerazione sul tema del rispetto delle regole e dei controlli: «L’idea di inasprire le sanzioni per chi non rispetta la normativa ci vedono pienamente d’accordo, così come la dichiarata possibilità di intervento sui casi specifici; in questo modo eviteremo di colpevolizzare indiscriminatamente la categoria e andremo nello specifico a colpire chi infrange le regole. In questo contesto chiediamo che l’obbligo di dotazione di impianti di rilevazione dei livelli sonori venga previsto inizialmente per le strutture autorizzate al pubblico spettacolo, con la possibilità di estendere la dotazione ad altre attività, non solo stabilimenti balneari, che dovessero non rispettare i limiti previsti dalle valutazioni di impatto acustico».

Il Ravenna Festival invitato a Teheran

Una delegazione in Iran a gennaio. In occasione del ventennale dei viaggi dell’Amicizia lo sguardo del Festival potrebbe volgere nuovamente a Oriente

In occasione del ventennale dei viaggi dell’Amicizia – pellegrinaggi laici che toccano città ferite, riallacciano antichi legami con luoghi che hanno fatto la storia, costruiscono ponti di fratellanza – lo sguardo del Ravenna Festival potrebbe volgere nuovamente a Oriente: una delegazione del Festival è stata infatti invitata a Teheran dalla Fondazione Roudaki e dall’Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran di Roma, che dipende direttamente dal ministero iraniano della Cultura e ha il compito di far conoscere la cultura iraniana e contribuire all’approfondimento dei legami di amicizia fra Italia e Iran. A gennaio la delegazione del Festival sarà accolta e guidata nei sopralluoghi e negli incontri dall’Ambasciatore d’Italia Mauro Conciatori e dall’attaché culturale Carlo Cereti.

Da tempo l’Iran è uno dei territori a cui il Festival ha guardato con grande attenzione, in attesa che maturassero le circostanze favorevoli a farne una nuova meta dei Viaggi dell’Amicizia. La visita a Teheran del Festival arriva a meno di due anni dalla ricostituzione dell’Orchestra Sinfonica di Teheran, formazione i cui ottant’anni di storia hanno accompagnato le vicende del Paese e che ha collaborato con musicisti del calibro di Yehudi Menuhin e Isaac Stern. Nell’aprile 2015, l’Orchestra ha eseguito a Teheran la Nona di Beethoven: l’inno alla gioia e la standing ovation del pubblico sono le note promettenti con cui è stato salutato il ritorno sulla scena dell’Orchestra che, per Ravenna Festival, potrebbe unirsi all’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e a musicisti delle principali orchestre italiane, nel migliore spirito de Le Vie dell’Amicizia.

Dal 1997, anno del primo storico concerto a Sarajevo, i passi di Ravenna Festival si intrecciano a quelli de Le Vie dell’Amicizia. A guidare questi viaggi, ambasciatore di cultura nel mondo, è da sempre Riccardo Muti alla guida di orchestre e cori che, nello spirito di fratellanza che anima il progetto e a testimonianza dell’universalità del linguaggio musicale, in ogni occasione accolgono tra le proprie fila musicisti della città meta del viaggio e danno vita ad appuntamenti indimenticabili in luoghi simbolo della storia antica e contemporanea come Beirut, Gerusalemme, Mosca, Erevan e Istanbul, New York, Il Cairo, Damasco, Nairobi, Redipuglia, fino all’ultimo a Tokyo in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’amicizia Italia-Giappone.

Il Ravenna Festival invitato a Teheran

Una delegazione in Iran a gennaio. In occasione del ventennale dei viaggi dell’Amicizia lo sguardo del Festival potrebbe volgere nuovamente a Oriente

In occasione del ventennale dei viaggi dell’Amicizia – pellegrinaggi laici che toccano città ferite, riallacciano antichi legami con luoghi che hanno fatto la storia, costruiscono ponti di fratellanza – lo sguardo del Ravenna Festival potrebbe volgere nuovamente a Oriente: una delegazione del Festival è stata infatti invitata a Teheran dalla Fondazione Roudaki e dall’Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran di Roma, che dipende direttamente dal ministero iraniano della Cultura e ha il compito di far conoscere la cultura iraniana e contribuire all’approfondimento dei legami di amicizia fra Italia e Iran. A gennaio la delegazione del Festival sarà accolta e guidata nei sopralluoghi e negli incontri dall’Ambasciatore d’Italia Mauro Conciatori e dall’attaché culturale Carlo Cereti.

Da tempo l’Iran è uno dei territori a cui il Festival ha guardato con grande attenzione, in attesa che maturassero le circostanze favorevoli a farne una nuova meta dei Viaggi dell’Amicizia. La visita a Teheran del Festival arriva a meno di due anni dalla ricostituzione dell’Orchestra Sinfonica di Teheran, formazione i cui ottant’anni di storia hanno accompagnato le vicende del Paese e che ha collaborato con musicisti del calibro di Yehudi Menuhin e Isaac Stern. Nell’aprile 2015, l’Orchestra ha eseguito a Teheran la Nona di Beethoven: l’inno alla gioia e la standing ovation del pubblico sono le note promettenti con cui è stato salutato il ritorno sulla scena dell’Orchestra che, per Ravenna Festival, potrebbe unirsi all’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e a musicisti delle principali orchestre italiane, nel migliore spirito de Le Vie dell’Amicizia.

Dal 1997, anno del primo storico concerto a Sarajevo, i passi di Ravenna Festival si intrecciano a quelli de Le Vie dell’Amicizia. A guidare questi viaggi, ambasciatore di cultura nel mondo, è da sempre Riccardo Muti alla guida di orchestre e cori che, nello spirito di fratellanza che anima il progetto e a testimonianza dell’universalità del linguaggio musicale, in ogni occasione accolgono tra le proprie fila musicisti della città meta del viaggio e danno vita ad appuntamenti indimenticabili in luoghi simbolo della storia antica e contemporanea come Beirut, Gerusalemme, Mosca, Erevan e Istanbul, New York, Il Cairo, Damasco, Nairobi, Redipuglia, fino all’ultimo a Tokyo in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’amicizia Italia-Giappone.

Il sindaco sceglie la prof Romagnoli per il comitato di gestione del porto

La docente di Diritto della Navigazione tra i tre membri del nuovo board in Autorità portuale. De Pascale: «Competente e indipendente»

Il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, ha designato Alessandra Romagnoli, professoressa associata in Diritto della Navigazione alla Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, con cattedra al campus di Ravenna, come rappresentante del Comune nel comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro-settentrionale (già Autorità portuale di Ravenna).

Il primo cittadino ringrazia la professoressa Romagnoli per la sua disponibilità: «Porterà nell’ente una delle più alte competenze presenti nell’Università di Bologna nell’ambito del diritto della navigazione e dei trasporti. La professoressa possiede grande esperienza nel settore (dal link in fondo alla pagina il pdf con il curriculum completo, ndr), comprovata anche dalle numerose pubblicazioni riguardo agli aspetti più salienti di azione dell’Autorità portuale. Questa nomina intende anche andare nella direzione di rafforzare il legame tra territorio, Università di Bologna e Autorità portuale». De Pascale conclude descrivendo Romagnoli come «una figura che unisce competenza, professionalità e soprattutto indipendenza, a tutela esclusiva dell’interesse generale della comunità portuale ravennate».

La 43enne docente farà quindi parte del board di tre membri (la nomina degli altri due spetta a Regione e capitaneria) che guiderà l’ente in concerto con il presidente, andando a sostituire il vecchio comitato portuale che contava una ventina di componenti. Secondo quanto riporta Il Resto del Carlino oggi sarà il contrammiraglio Giuseppe Meli, reduce dai dieci mesi da commissario straordinario, a rappresentare la capitaneria di porto.

Si attendono le reazioni delle forze politiche di opposizione che, in un ordine del giorno respinto in consiglio comunale il 13 dicembre, chiedevano per la nomina del Comune un profilo dotato di comprovata esperienza e qualificazione personale nell’economia dei trasporti e portuale.

«La coop di cui è presidente il figlio del ministro Poletti è in regola con il sistema di contributi all’editoria»  

Legacoop tutelerà le associate: «Ci sorprende negativamente la notizia che il segretario provinciale della Lega Nord presenterà un esposto»

«Manuel Poletti è il presidente di una cooperativa di giornalisti da ben prima che suo padre Giuliano diventasse ministro. Per quanto ci risulta la cooperativa Media Romagna rispetta le normative, i contratti di lavoro e tutte le regole del sistema italiano di sostegno all’editoria». Nella bufera attorno ai contributi pubblici erogati al settimanale ravennate Settesere Qui diretto da Manuel Poletti, e scoppiata dopo le dichiarazioni del ministro del Lavoro a proposito dei giovani che si trasferiscono all’estero, interviene Legacoop Romagna attraverso una nota della presidenza: «A Manuel e ai suoi soci va tutta la nostra solidarietà». Per questo intendono tutelare in tutte le sedi l’onorabilità delle nostre associate, di Legacoop Romagna e in generale del mondo della cooperazione, «parte fondamentale del sistema economico e occupazionale di questo Paese».

La lega delle cooperative «invita tutti coloro che in queste ore si stanno accanendo su un giornalista, la cui unica responsabilità è essere figlio di un ministro, a ripensare toni e modi del dibattito politico. È un ben triste Paese quello che per colpire i padri si accanisce sui figli». Legacoop coglie l’occasione per affrontare la situazione del settore giornalistico-editoriale: «Gli attacchi a cui sono sottoposti provengono spesso da altri giornalisti: persone che si chiamano tra di loro colleghi e conoscono le difficoltà dell’editoria, non solo quella piccola e non profit. I soci delle cooperative di giornalisti stanno subendo in questi anni i rigori della crisi, come molti loro colleghi purtroppo, con contratti di solidarietà, sacrifici, riduzioni dell’orario di lavoro e dolorose scelte di bilancio. La cooperazione tra giornalisti si è dimostrata un modo per fare impresa credibile, in un momento in cui tutto il settore sta subendo tagli pesantissimi. Superare il limite del diritto di cronaca, sfociando nella mera speculazione politica, non ci sembra di nessun aiuto».

Secondo la presidenza «cavalcando l’onda si rischia spesso di cadere nel ridicolo. Ci sorprende negativamente, ad esempio, la notizia che il segretario provinciale di Ravenna, Samantha Gardin, abbia annunciato un’azione giudiziaria per cavalcare l’onda della polemica. È inutile che ricordiamo che per 17 anni, la Padania, organo di informazione del Carroccio, ha percepito 300mila euro al mese, incassando dallo Stato italiano oltre 60 milioni di euro. Il problema non sono e non possono essere i contributi pubblici all’editoria. Come abbiamo avuto modo di ricordare di recente in un convegno nazionale con Mediacoop, la legge per l’editoria recentemente approvata è un valore per tutto il Paese, perché riconosce la funzione pubblica dell’informazione. Non parliamo di una merce come tutte le altre, ma di qualcosa che è strettamente connaturato al concetto stesso di democrazia».

Infine alcune spiegazioni sul contratto di rete Treseiuno da molti citato: «Manuel Poletti è presidente a titolo completamente gratuito, è un esempio positivo di aggregazione per trovare nuove forme di competitività, unendo competenze e professionalità della carta, del digitale e del web. Non ha nulla a che vedere con la vicenda del Ministro Poletti».

«I pali della luce in piazza Kennedy sarebbero più adatti a un’area di servizio»

La nuova illuminazione offre lo spunto agli architetti di Nuovostudio per una riflessione a 360 gradi: «Ha lavorato chi non aveva merito»

Il percorso di riqualificazione di piazza Kennedy, da parcheggio da 130 posti a zona pedonale, ha scatenato un acceso dibattito nell’opinione pubblica. Con l’intenzione di dare spazio alle voci più qualificate, pubblichiamo volentieri la corposa riflessione ricevuta da Emilio Rambelli e Gianluca Bonini, architetti titolari di Nuovostudio che ha curato la progettazione di importanti interventi non solo a Ravenna. Lo spunto per l’intervento che potete leggere sotto viene dalla recente installazione dell’illuminazione della piazza (la fila dei lampioni simili a quelli di via Cavour è visibile nella foto sopra) ma abbraccia tutto il lavoro a monte del cantiere aperto a giugno 2015 e ormai in fase di ultimazione.

Ci eravamo riproposti di non intervenire pubblicamente sul dibattuto tema di Piazza Kennedy, tralasciando ogni considerazione anche quando apparve il criticatissimo manufatto dei bagni pubblici. Tuttavia dopo aver visto la messa in opera dei pali che andranno a realizzare l’illuminazione pubblica della piazza la misura ci è apparsa colma e una riflessione è divenuta d’obbligo, per rispetto alla professione cui stiamo dedicando un’esistenza, per la città e per i suoi cittadini.

Il ragionamento parte inevitabilmente dal progetto nel suo complesso, purtroppo a nostro avviso non riuscito, e inevitabilmente si allarga a tutta la “cosa” pubblica, prendendo le mosse dal significato della parola “merito”. Tutto, infatti, semplicemente si racchiude in questa piccola parola, merito, il cui significato sembra aver perso importanza soprattutto per chi deve dare un indirizzo etico e programmatico alla nostra società, che è proprio il soggetto pubblico, e che ha per questo una doppia responsabilità.

Il progetto di Piazza Kennedy è stato il frutto di una serie di decisioni discutibili che ha portato lo stesso a diventare la somma indefinita di esigenze, che sono probabilmente mutate nel tempo, condotte da una compagine di soggetti che invece di fare sintesi hanno fatto purtroppo confusione, a causa soprattutto della mancanza, alla base, di un progettista o gruppo di progettisti all’altezza del compito.

Non vogliamo certo puntare il dito contro i progettisti dei lavori pubblici che hanno ideato i famigerati bagni pubblici, ed ora il lay-out dei pali dell’illuminazione (che è al limite accettabile solo per un’area di servizio autostradale e non certo per una piazza del centro storico di Ravenna): loro sono incolpevoli! La responsabilità è come sempre, e purtroppo spiace rimarcarlo, della politica (e in particolare dell’amministrazione precedente) che è arrivata, dopo un iter assai frastagliato, a demandare l’incarico progettuale di un ambito tanto delicato e complesso dal punto di vista artistico/architettonico a chi non ha né titoli né competenza.

Capiamoci bene, i titoli non sono solo quelli scolastici: quando si parla di titoli facciamo riferimento anche al “merito sul campo”, ai riconoscimenti avuti, alle pubblicazioni, ai premi ricevuti… per essere ancora più chiari, non volendo in questa sede difendere quella o questa categoria di progettisti, ricordiamo che uno dei più grandi “architetti” viventi, il giapponese Tadao Ando, non è laureato, cosi come non lo era il grande Carlo Scarpa, ma pur tuttavia hanno progettato capolavori dell’architettura che hanno segnato la storia. Altri esempi, diversi certo, ma interessante come percorso professionale sono quelli che ci forniscono Massimo Carmassi, uno dei più importanti architetti Italiani, ora docente e libero professionista, formatosi negli uffici pubblici del Comune di Pisa dal quale è partito guadagnandosi stima unanime ed incarichi prestigiosi a suon di premi, pubblicazioni e riconoscimenti ricevuti. E il giovane Mauro Crepaldi, a capo dell’ufficio tecnico di Copparo, che in pochi anni ha fatto opere pubblicate nelle principali riviste di architettura. Entrembi testimoniano come anche gli architetti impegnati nel pubblico, che la classe politica ha selezionato sulla base del merito e delle capacità, non dell’anzianità, possano portare la progettazione delle strutture tecniche comunali a livelli di eccellenza.

Un intervento di riqualificazione urbana non è un’opera di servizio (una strada, una fognatura, un marciapiede, una manutenzione ad un fabbricato scolastico), ambito nel quale gli uffici tecnici dei lavori pubblici sono sicuramente più che all’altezza. Ma è un’opera di valenza ed importanza architettonica e se vogliamo paesaggistica, dove per paesaggio intendiamo quello della città storica costruita. Le competenze solo tecniche non sono sufficienti, sono sicuramente parte del processo progettuale (controllo costi, verifiche tecnico amministrative, direzione lavori ecc.), ma sono a servizio dell’idea, della sintesi della concezione dello spazio che si vuole dare al contesto e questa parte, che sinteticamente proviamo a chiamare artistico/architettonica, deve essere competenza di chi ha merito.

Per opere di rilevanza urbana la via maestra rimane quella del concorso, con un bando chiaro e semplice in grado di esplicitare le richieste del committente, limitando magari gli ambiti dell’intervento progettuale esterno alle sole fasi preliminare e definitiva e mantenendo in capo agli uffici comunali dei lavori pubblici (che hanno grande esperienza in questo) la fase esecutiva, del controllo dei costi e anche la direzione lavori. Certo è, cosa di fondamentale importanza, che nei concorsi la giuria debba essere composta da membri di alto profilo, per merito e curricula, ma qui si torna a parlare di quanto detto prima.

In questo modo anche i giovani architetti potrebbero impegnarsi fornendo idee e contributi, potendo contare, poi, sul supporto tecnico, economico ed amministrativo degli uffici pubblici in caso di vittoria, in una sinergia pubblico/privato che valorizzerebbe entrambi i ruoli e le competenze, così come, per altro, è sempre stato nel passato. Solo in Romagna abbiamo almeno una decina, veri fuoriclasse, di giovani architetti che hanno vinto premi e riconoscimenti che purtroppo vista la stagnazione economica, che a Ravenna diventa paralisi del settore, sono costretti a sbarcare il lunario con il rischio che si arrendano e abbandonino la professione, con grave danno per loro stessi e, altrettando grave, per la nostra società.

La politica deve tornare ad avere il coraggio di fare delle scelte, di prendere decisioni, di portare dibattito costruttivo, di esprimere cioè un parlato, non balbettii che si fanno scudo degli uffici tecnici, come è stato fino ad ora, i quali hanno la sola colpa di aver accettato un compito fuori dalla loro competenza e portata culturale. La politica deve tornare ad affidare incarichi diretti, a chi ne ha il merito perche semplicemente è bravo, e ha dimostrato di esserlo.

Nel caso di piazza Kennedy occorre a nostro avviso che si affidi, per esempio, il compito di ridefinire l’illuminazione della piazza, a partire dalla valorizzazione scenografica dei bei palazzi che la incorniciano, per poi passare al tema del suo utilizzo e dei manufatti che dovranno esserci progettati a servizio, ad un concorso ad inviti (definito sulla base di un programma che dovrà essere la sintesi che la politica dovrà fare coinvolgendo tutti gli attori) rivolto a giovani e meritevoli architetti romagnoli.

Oggi Ravenna ha un nuovo e giovane sindaco, in cui nutriamo grandi aspettative, il quale per età e formazione è vicino alle nuove generazioni di professionisti, i quali siamo sicuri possano essere assolutamente adeguati al compito di darci un futuro e, di certo, una piazza migliore di quella che stiamo vedendo portarsi a compimento.

Gianluca Bonini
Emilio Rambelli
Nuovostudio

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