sabato
25 Aprile 2026

Danno erariale: Errani e la sua ex giunta devono risarcire 100mila euro

La condanna della Corte dei Conti per i premi assegnati ai dirigenti nel periodo 2007-09. Secondo la difesa fu un risparmio

La Corte dei Conti condanna l’ex giunta regionale presieduta dal ravennate Vasco Errani, oggi commissario straordinario per il terremoto, al pagamento di 100mila euro di danni erariali per i premi assegnati a dieci dirigenti della Regione nel triennio 2007-09. Tra i nove componenti di quella giunta altri due ravennati: Guido Pasi e Anna Maria Dapporto. Condannato anche il direttore generale. I 100mila euro andranno quindi suddivisi tra i dieci amministratori. La notizia è riportata da Il Resto del Carlino in edicola oggi, 13 dicembre.

La sentenza è della terza sezione d’appello che ha accolto parzialmente il ricorso presentato dopo la condanna del 2014 che fissava il pagamento di 150mila euro, la somma sborsata ai dirigenti. I premi furono elargiti per indennità di coordinamento ma secondo la procura della Corte dei Conti non andavano assegnati perché erano una paga aggiuntiva per una funzione già inserita nelle competenze dei premiati.

Al tempo la giunta Errani, e lo stesso ex presidente di nuovo nelle ultime ore, sottolineò che in realtà ci fu un risparmio complessivo per l’ente perché si passò da 14 a 10 dirigenti assegnando a questi ultimi anche il compito di coordinamento di macro aree.

Dai film di Sorrentino a Man Ray La musica (e la politica) secondo il compositore Teho Teardo

I più distratti lo potrebbero aver scoperto solo nel 2008 per le musiche de Il Divo, capolavoro di Paolo Sorrentino, per le quali ha vinto anche il David di Donatello l’anno seguente. Ma Teho Teardo – 50enne compositore friulano, da una decina d’anni ormai di stanza a Roma – fa musica fin dagli anni ottanta, prima nella scena post-industriale e avanguardistica italiana, poi con vari progetti (tra cui i Meathead) e collaborando con molti artisti di culto e fama internazionale come Cop Shoot Cop e Lydia Lunch (per citare i primi di una lunghissima serie che prosegue tuttora).

Oggi è uno dei musicisti più richiesti dal mondo del cinema (in un’intervista a “Repubblica”, tanto per intenderci, parla di 150 aerei all’anno…), compone musiche per il teatro e non disdegna incursioni nel campo dell’arte, come quando, due anni fa, venne invitato a Villa Manin a musicare dal vivo tre film di Man Ray in occasione della mostra dedicata al grande fotografo, pittore e scultore dadaista. Da quel progetto è nato anche un disco acclamato dalla critica, Le retour à la raison. Musique pour trois films de Man Ray, e il progetto continua a essere replicato anche dal vivo, con tanto di decine di chitarristi, di volta in volta diversi, chiamati a suonare il pezzo finale del concerto. Come accadrà anche a Cotignola, dove Teardo chiuderà il 14 dicembre la rassegna “Radici” al teatro Binario. Lo abbiamo intervistato.

Come ha lavorato sui film d’arte di Man Ray?
«La colonna sonora non combacia con l’idea di cinema dell’Uomo Raggio. Ho pensato fosse meglio un altro tipo di avvicinamento, di natura emotiva, fino quasi ad allinearsi con quel mondo, ma senza commentarlo, senza imitarlo, evitando di ribadire quanto già detto nella pellicola. In fondo è quanto ho perseguito in questi anni nel mio rapporto con il cinema».
Come nasce questo rapporto?
«Innanzitutto dal pensiero che la musica debba per forza cercare elementi di modernità interagendo con altri campi, come il teatro o il cinema».
E come è nata la sua prima collaborazione?
«Casualmente, come capita spesso. Tramite il compositore Federico De Robertis ho iniziato lavorando con Gabriele Salvatores (il film in questione è Denti, del 2000, ndr). Il mondo del cinema è molto chiuso e circoscritto, una cerchia nella quale è molto difficile entrare…».
Ma da dove pare sia anche difficile uscire: continua a essere richiestissimo…
«Quest’anno è stato molto intenso in effetti, è uscito da poco anche il nuovo film di Roberto Faenza con le mie musiche, quello sulla sparizione di Sabina Orlandi (e portano la firma di Teardo anche altri due film presentati all’ultima edizione del festival di Venezia, Il più grande sogno di Michele Vannucci e Caffè di Cristiano Bortone, ndr)».
Come si lavora a una colonna sonora?
«Spesso nasce ancor prima di vedere le immagini, dalla sceneggiatura, cercando di sperimentare. Poi si lavora insieme al regista, ognuno con un approccio differente».
Come è stato lavorare con un regista ormai sulla bocca di tutti come Paolo Sorrentino?
«Sono state esperienze costruttive, per me e credo anche per lui, che ha cambiato il suo modo di lavorare negli anni. Io sono rimasto molto soddisfatto e come sempre, quel lavoro mi ha poi aiutato ad andare altrove…».
C’è qualche regista con cui le piacerebbe lavorare?
«Uno dei miei miti in assoluto è David Cronenberg e sì, ecco, cullo il sogno un giorno se non di poterci lavorare, almeno di poterci prendere un caffè…».
Cinema a parte, quest’anno è uscito Nerissimo, secondo album realizzato insieme a Blixa Bargeld degli Einstürzende Neubauten dopo il debutto del 2013 con Still smiling. Si tratta quindi ormai di una collaborazione stabile? Come è nata?
«Ci siamo conosciuti in occasione di Ingiuria, lo spettacolo della Socìetas Raffaello Sanzio a cui abbiamo collaborato insieme. Musicalmente ci siamo trovati molto bene e ora siamo un duo a tutti gli effetti, dal prossimo anno saremo in tour anche in Italia. Il segreto, tra di noi, è stato quello di cercare di sorprenderci continuamente a vicenda, di creare degli imprevisti, per non essere appunto prevedibili…».
Qual è lo stato di salute della musica, in Italia?
«È un momento naturalmente molto difficile, in cui si riduce tutto. Si riduce il pubblico ai concerti, si riducono le vendite di dischi, si riducono i budget… Non so cosa accadrà, ma il rischio estinzione per molti è elevato. Il problema di chi fa musica, poi, in Italia, è che cerca spesso di assomigliare a qualcun altro. L’aspetto fondamentale è quello di cercare invece di creare un proprio linguaggio, in musica, senza poi fermarsi ai confini geografici. In questo senso proprio da voi in Romagna il progetto Sacri Cuori è emblematico, conosco Antonio (Gramentieri, leader dei Sacri Cuori, ndr) e mi pare abbia suonato in oltre cento concerti all’estero, nell’ultimo anno…».
Cosa ascolta ultimamente Teho Teardo?
«Dunque, vediamo (guarda tra gli ultimi dischi acquistati, ndr)… Mi è piaciuto il nuovo disco di Tom Brosseau (folksinger americano, ndr), sto ascoltando Goldmund (progetto ambient-elettronico dell’americano Keith Kenniff, ndr), mi piacciono l’ultimo singolo di Sharon Van Etten (cantautrice americana, ndr) e Biosphere (elettronica norvegese, ndr)…».
E gli artisti che l’hanno ispirato nel corso della sua carriera?
«Moltissimi, non saprei davvero da che parte cominciare».
Seguendola sui social network, traspare un certo interesse anche verso la “società civile”: crede che un artista debba fare, in qualche modo, anche politica?
«Prima di essere artisti, siamo esseri umani e come tali “animali politici”, no? Credo quindi che un artista debba fare politica, anche se non in modo esplicito, piuttosto portando l’ascoltatore a riflettere… Senza dichiarazioni interessate o appelli, come se ne leggono in questi giorni (il riferimento è alla campagna elettorale pre referendum del 4 dicembre, ndr), per cui provo un senso di pena. Anzi, i musicisti credo non dovrebbero neppure rilasciare interviste: per loro, per noi, dovrebbe parlare solo la musica…».
E cosa pensa della situazione di Roma, da romano adottivo?
«La città è decisamente peggiorata. Le cause sono certo da ricondurre anche alla poca civiltà dei cittadini, ma Roma è stata anche completamente abbandonata in maniera indegna dal governo italiano, volutamente, dopo le ultime Amministrative (vinte come noto dal Movimento 5 Stelle, ndr)…».

Il presidente dell’Emilia-Romagna a capo dei Comuni e delle Regioni d’Europa

Bonaccini è il primo italiano a essere eletto alla guida del Ccre

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, è stato eletto a Maastricht, in Olanda, presidente del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE), la maggiore associazione europea tra enti territoriali. Il modenese Bonaccini è stato preferito a Yvan Mayeur, borgomastro di Bruxelles.

«Sarò Presidente nel segno dell’unità e della trasparenza – ha detto Bonaccini –. L’Unione europea sta attraversando una delle fasi più difficili della sua storia, lo stesso processo di integrazione europea sembra essersi bruscamente arrestato: per l’Europa c’è bisogno di un progetto forte e condiviso e, soprattutto, di una nuova linfa vitale che può e deve essere fornita dagli enti locali e regionali. L’Unione europea deve superare l’idea che rigore ed austerità portino a recuperare fiducia tra i cittadini».

Stefano Bonaccini è il primo italiano ad assumere la carica di presidente del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa. Rappresenterà circa 130mila governi locali e regionali di 42 Paesi.

Botte e coltelli tra gruppi rivali in centro Feriti in ospedale, ora indaga la polizia

Sabato notte di violenza in zona stazione dopo un diverbio cominciato in un locale. Uno dei feriti è stato operato d’urgenza

La squadra mobile della questura di Ravenna indaga sulla rissa scoppiata tra due gruppi all’alba di domenica in zona stazione: botte e coltellate tra nord africani e albanesi per uno scontro cominciato in un locale della zona probabilmente per alcuni apprezzamenti rivolti ad alcune ragazze. Al pronto soccorso si sono presentati diversi albanesi con ferite da arma da taglio: uno di loro è stato operato d’urgenza per un taglio al collo probabilmente causato da un coccio di bottiglia. Nessuno dei feriti risulta in pericolo di vita.

Proprio quel giorno a partire dalla mattina, su disposizione del questore di Ravenna, sono stati effettuati una serie di controlli straordinari che hanno interessato il centro città: i giardini Speyer, la stazione ferroviaria, la Rocca Brancaleone e le vie adiacenti. Nel corso dell’operazione, che ha visto impegnate anche diverse pattuglie del reparto prevenzione crimine “Emilia Romagna”, sono state identificate 64 persone e controllate 98 autovetture. I servizi continueranno con cadenza quotidiana.

Ecco i capanni natalizi. E l’Advs dopo 20 anni costretta a traslocare: «Peccato»

I donatori, “sfrattati” in piazza San Francesco, non organizzeranno
eventi. «Il prossimo anno speriamo di poter collaborare col Comune»

Mentre sono in fase di allestimento i nuovi capanni natalizi di piazza del Popolo (vedi foto e articoli correlati), in centro a Ravenna ha inaugurato giovedì scorso il tradizionale villaggio di Natale di Advs Fidas, che quest’anno si è spostato in piazza San Francesco.

Fino al 6 gennaio i donatori di sangue saranno presenti tutti i pomeriggi con le loro tradizionali baite di legno. «Questo è un anno di cambiamenti per il Natale della nostra città – spiega Flavio Vichi, segretario organizzativo di Advs Fidas Ravenna – e cambia anche il nostro Villaggio di Natale. Dopo oltre 20 anni che animavamo Piazza del Popolo per le festività natalizie, quest’anno il Comune non ci ha concesso l’utilizzo della piazza, in previsione dei grandi eventi gestiti dalla stessa Amministrazione. Abbiamo quindi dovuto trovare una alternativa, che abbiamo individuato in Piazza San Francesco. E vorrei ringraziare fin da ora la Curia della Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, in particolare Don Ennio, che ci ha accolto».

Al Villaggio di Advs ci sono come sempre vin brulé, té caldo, panettoni, dolcetti e gadget per tutti, sempre a offerta libera. E per i più piccoli ogni giorno mille palloncini colorati e nei weekend laboratori dedicati. A differenza degli scorsi anni non è previsto però nessun calendario di eventi mentre rimane invece confermata la Lotteria di Beneficenza della Befana con in palio come primo premio una Ford Fiesta.

«Questo improvviso cambiamento – continua Flavio Vichi – non ci ha permesso di realizzare gli spettacoli e gli eventi che da tanti anni Advs organizzava in Piazza del Popolo e che sosteneva economicamente per intero. Era un nostro modo per offrire qualcosa di bello alla nostra città e allo stesso tempo avvicinare le persone alla donazione del sangue. Tante iniziative che purtroppo quest’anno non ci saranno. Per noi è un vero peccato. Ma siamo positivi e speriamo che l’anno prossimo ci sia una maggiore collaborazione con il Comune, che ci permetta magari di concordare un calendario eventi insieme».

La giornata conclusiva del Villaggio di Natale di Advs sarà il giorno dell’Epifania, nel pomeriggio di venerdì 6 gennaio, in diretta su Radio Studio Delta sempre da Piazza San Francesco. Alle ore 15 ci sarà l’estrazione dei premi della lotteria.

Ecco i capanni natalizi. E l’Advs dopo 20 anni costretta a traslocare: «Peccato»

I donatori, “sfrattati” in piazza San Francesco, non organizzeranno eventi. «Il prossimo anno speriamo di poter collaborare col Comune»

Mentre sono in fase di allestimento i nuovi capanni natalizi di piazza del Popolo (vedi foto e articoli correlati), in centro a Ravenna ha inaugurato giovedì scorso il tradizionale villaggio di Natale di Advs Fidas, che quest’anno si è spostato in piazza San Francesco.

Fino al 6 gennaio i donatori di sangue saranno presenti tutti i pomeriggi con le loro tradizionali baite di legno. «Questo è un anno di cambiamenti per il Natale della nostra città – spiega Flavio Vichi, segretario organizzativo di Advs Fidas Ravenna – e cambia anche il nostro Villaggio di Natale. Dopo oltre 20 anni che animavamo Piazza del Popolo per le festività natalizie, quest’anno il Comune non ci ha concesso l’utilizzo della piazza, in previsione dei grandi eventi gestiti dalla stessa Amministrazione. Abbiamo quindi dovuto trovare una alternativa, che abbiamo individuato in Piazza San Francesco. E vorrei ringraziare fin da ora la Curia della Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, in particolare Don Ennio, che ci ha accolto».

Al Villaggio di Advs ci sono come sempre vin brulé, té caldo, panettoni, dolcetti e gadget per tutti, sempre a offerta libera. E per i più piccoli ogni giorno mille palloncini colorati e nei weekend laboratori dedicati. A differenza degli scorsi anni non è previsto però nessun calendario di eventi mentre rimane invece confermata la Lotteria di Beneficenza della Befana con in palio come primo premio una Ford Fiesta.

«Questo improvviso cambiamento – continua Flavio Vichi – non ci ha permesso di realizzare gli spettacoli e gli eventi che da tanti anni Advs organizzava in Piazza del Popolo e che sosteneva economicamente per intero. Era un nostro modo per offrire qualcosa di bello alla nostra città e allo stesso tempo avvicinare le persone alla donazione del sangue. Tante iniziative che purtroppo quest’anno non ci saranno. Per noi è un vero peccato. Ma siamo positivi e speriamo che l’anno prossimo ci sia una maggiore collaborazione con il Comune, che ci permetta magari di concordare un calendario eventi insieme».

La giornata conclusiva del Villaggio di Natale di Advs sarà il giorno dell’Epifania, nel pomeriggio di venerdì 6 gennaio, in diretta su Radio Studio Delta sempre da Piazza San Francesco. Alle ore 15 ci sarà l’estrazione dei premi della lotteria.

Al via i lavori all’ex zuccherificio di Russi A San Giacomo un centro di ricerca?

La tanto discussa centrale a biomasse sarà operativa nel 2018

Nella nostra panoramica su luoghi abbandonati recuperati o da recuperare nel Ravennate e nel Cervese (vedi articoli tra i correlati), merita una menzione a parte il comune di Russi, che può vantare il restauro dell’ex macello, che oggi ospita la biblioteca e il centro giovani, mentre l’ex zuccherificio Eridania, tra i simboli della città, continuerà a operare in ambito industriale. Dovrebbero infatti partire entro il 2016 (e con alcuni anni di ritardo) i lavori per la costruzione della tanto discussa centrale Powercrop per la produzione di energia elettrica dalla combustione di biomasse. L’avvio dell’attività è programmato per giugno 2018. Un investimento da 130 milioni di euro nell’ambito della riconversione dello zuccherificio e che prevede anche una compensazione da 1,5 milioni che il Comune utilizzerà – ci assicura il sindaco Sergio Retini al telefono – per il recupero di Palazzo San Giacomo, per la cui manutenzione – sottolinea sempre il Primo cittadino – negli ultimi 20 anni il Comune ha speso tra i 4 e i 5 milioni di euro (rendendolo disponibile per visite guidate o mostre temporanee nei periodi estivi), senza però riuscire negli ultimi tempi in particolare a intervenire in maniera sufficiente (la Lega Nord in particolare è stata molto critica sul tema).

«Stiamo pensando – sono le parole del sindaco – di procedere così come prevedeva l’accordo con Powercrop e utilizzare quel milione e mezzo per il restauro e la creazione a San Giacomo di un centro di ricerca universitario sulle energie rinnovabili».

Al via i lavori all’ex zuccherificio di Russi A San Giacomo un centro di ricerca?

La tanto discussa centrale a biomasse sarà operativa nel 2018

Nella nostra panoramica su luoghi abbandonati recuperati o da recuperare nel Ravennate e nel Cervese (vedi articoli tra i correlati), merita una menzione a parte il comune di Russi, che può vantare il restauro dell’ex macello, che oggi ospita la biblioteca e il centro giovani, mentre l’ex zuccherificio Eridania, tra i simboli della città, continuerà a operare in ambito industriale. Dovrebbero infatti partire entro il 2016 (e con alcuni anni di ritardo) i lavori per la costruzione della tanto discussa centrale Powercrop per la produzione di energia elettrica dalla combustione di biomasse. L’avvio dell’attività è programmato per giugno 2018. Un investimento da 130 milioni di euro nell’ambito della riconversione dello zuccherificio e che prevede anche una compensazione da 1,5 milioni che il Comune utilizzerà – ci assicura il sindaco Sergio Retini al telefono – per il recupero di Palazzo San Giacomo, per la cui manutenzione – sottolinea sempre il Primo cittadino – negli ultimi 20 anni il Comune ha speso tra i 4 e i 5 milioni di euro (rendendolo disponibile per visite guidate o mostre temporanee nei periodi estivi), senza però riuscire negli ultimi tempi in particolare a intervenire in maniera sufficiente (la Lega Nord in particolare è stata molto critica sul tema).

«Stiamo pensando – sono le parole del sindaco – di procedere così come prevedeva l’accordo con Powercrop e utilizzare quel milione e mezzo per il restauro e la creazione a San Giacomo di un centro di ricerca universitario sulle energie rinnovabili».

Cambio nel Pd in consiglio comunale a Ravenna: esce Taddei, entra Minzoni

La consigliera si dimette dopo l’incarico in Acer

Nella seduta di martedì scorso (per chi volesse rivederla http://bit.ly/29AVl60) il consiglio comunale di Ravenna ha approvato la surroga della consigliera comunale dimissionaria (essendo stata nominata nel consiglio di amministrazione di Acer, l’azienda pubblica che si occupa in particolare delle case popolari) Lina Taddei (Pd) con Raoul Minzoni, sempre del Partito democratico. Hanno votato a favore 24 consiglieri (gruppi di maggioranza, Cambierà, Lista per Ravenna, La Pigna, Ravenna in Comune); astenuti 4 (Lega nord e Forza Italia).

Sono intervenuti la consigliera Samantha Gardin (Lega nord), il sindaco Michele de Pascale, i consiglieri Michela Guerra (Cambierà), Maurizio Bucci (La Pigna), Alessandro Barattoni (Pd) e Alberto Ancarani (Forza Italia).

I gruppi Lega nord e Forza Italia hanno motivato l’astensione a partire dalle loro riserve sulla nomina di Lina Taddei a componente del consiglio di amministrazione di Acer. Riserve condivise anche dalla Pigna, che però ha votato a favore tenendo a riferimento soltanto l’oggetto della delibera, cioè la surroga. Anche il gruppo Cambierà ha messo in evidenza che il tema della delibera era solo quello della surroga, aggiungendo una valutazione positiva sulla nomina della Taddei, ribadita dal gruppo Pd, che ha anche precisato come la nomina sia avvenuta sulla base delle linee di indirizzo approvate dal consiglio.

Il sindaco Michele de Pascale, sollecitato a intervenire dal gruppo Lega nord, ha detto di ritenere la Taddei competente e sottolineato che la sua nomina è avvenuta con il voto unanime di tutti i 18 sindaci della provincia.

Qualità della vita: Ravenna prima, ma solo per furti in casa

La nostra provincia complessivamente 12esima secondo il Sole 24 Ore e 39esima per Italia Oggi. In entrambe le indagini male in sicurezza

La provincia di Ravenna esce dalla top ten della classifica secondo la tradizionale indagine sulla qualità della vita del Sole 24 Ore, pubblicata con il giornale di oggi, lunedì 12 dicembre. A vincere è Aosta, davanti a Milano e Trento. Ravenna è al dodicesimo posto – seconda provincia della regione dopo Bologna (all’ottava posizione) – contro il decimo dell’anno scorso, mentre due anni fa conquistò addirittura il primo posto.

Andando a consultare i dettagli della classifica di quest’anno del Sole 24 Ore, Ravenna sale sul podio (terza) nel segmento degli asili nido ed è la seconda provincia in Italia per partecipazione agli spettacoli culturali. A spiccare è poi ancora una volta la scarsa performance nell’ambito della sicurezza, con l’ultimo posto (e quindi, ribaltando il concetto, prima in Italia) per furti in casa denunciati.

Un risultato, quello sui furti in abitazione, confermato anche nell’altra classifica sulla qualità della vita diffusa ogni anno in questo caso dal quotidiano economico Italia Oggi e realizzata in collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma, e che mette Ravenna tra gli ultimi posti in tutti i vari ambiti legati alla sicurezza e criminalità. Complessivamente, invece, la classifica di Italia Oggi vede la nostra provincia alla 39esima posizione, in salita rispetto alla 58esima di un anno fa.

Multati i furbetti del contrassegno per disabili In un caso il titolare era morto…

Il dieci per cento circa di una settantina di conducenti di veicoli con il contrassegno per disabili controllati dalla Municipale di Ravenna è risultato farne un uso improprio.

Sono infatti otto le sanzioni contestate ad altrettanti trasgressori per utilizzo del permesso nonostante l’assenza dell’intestatario o, in un caso, sebbene il titolare risultasse deceduto. Nel corso di uno di questi accertamenti è inoltre emerso che l’automobilista multato stava circolando con auto già sottoposta a sequestro da un altro organo di polizia, per cui sono scattati nei suoi confronti ulteriori provvedimenti.

Questo, in sintesi, il bilancio di controlli mirati effettuati nei giorni scorsi dall’ufficio Antidegrado Ambiente della Polizia Municipale, atti a verificare il corretto utilizzo delle aree di sosta riservate ai portatori di handicap e a contenere gli abusi in materia.

I controlli attuati dal 18 novembre ai primi di dicembre, con cadenza bisettimanale, hanno in particolare interessato i parcheggi adiacenti i principali centri commerciali della città: via Bussato (Iper), via Faentina (Media World, Famila, Obi) e via Travaglini (Coop).

Le sanzioni complessivamente comminate nel periodo di riferimento ammontano a circa 700 euro (importo del verbale: 85 euro, con decurtazione di 2 punti dalla patente).

Dall’inizio dell’anno – rende noto la Municipale – sono 368 le violazioni accertate per sosta abusiva in zone riservate agli invalidi.

Novità in via Cairoli: ecco il ristorante con cappelletti e tortellini «da passeggio»

Il 15 dicembre l’apertura al posto dello storico negozio Callegari
Aperto dalle 10 alle 23,30, con prodotti solo dell’Emilia-Romagna

Aveva creato un certo scalpore, la scorsa primavera, la chiusura dopo quasi trent’anni di attività dello storico negozio di casalinghi “Callegari” di via Cairoli, nel cuore di Ravenna, a pochi passi da piazza del Popolo. Un negozio che contribuiva a rendere così affascinante la piccola strada pedonale e che riaprirà ora con una nuova veste, rispettosa però del passato.

«Ho sempre amato il negozio di Callegari e quando abbiamo trovato l’accordo per il passaggio di consegne gli ho promesso che non avrei toccato la struttura, tanto che le vetrine sono ancora quelle originali e anche dentro al locale abbiamo fatto un lavoro certosino…». A parlare è Attilio Bassini, il titolare del nuovo progetto imprenditoriale in partenza al civico 19 di via Cairoli, da cui prende il nome. Si chiama infatti “Al Cairoli” il ristorante-vineria-caffetteria (per citare le locandine pubblicitarie) che aprirà i battenti giovedì, 15 dicembre. Un ristorante con circa 40 coperti, con alcune particolarità. Innanzitutto l’orario di apertura, dalle 10 alle 23.30, per un utilizzo anche da caffetteria o sala da tè, con tanto di torte e crostate fatte in casa. Poi i prodotti, «solo esclusivi dell’Emilia-Romagna – dice Bassini –, a partire dalle farine», provenienti dal molino di famiglia, nel Bolognese. Quindi massima attenzione per la pasta fatta in casa («faremo la sfoglia nel laboratorio interno, in cucina»), dai cappelletti romagnoli ai tortellini emiliani.

Terza particolarità, la più innovativa per il centro di Ravenna, è quella che il titolare (che gestirà il negozio insieme anche alla compagna) ha rinchiuso in uno slogan: “A passeggio con gusto”. Ecco quindi che i piatti tradizionali emiliano-romagnoli (anche la pasta in brodo) finiranno in un cartoccio, o comunque in un contenitore da passeggio, trasformandosi nel tanto in voga street food. «Abbiamo pensato a questa soluzione soprattutto per i turisti, che magari non vogliono stare chiusi due ore in un ristorante, ma ammirare il centro di Ravenna degustando appunto le nostre specialità», spiega ancora Bassini, bolognese, ma da sempre – ci dice – innamorato di Ravenna.

All’interno del locale (che collaborerà con Campagna Amica-Coldiretti) anche una zona in cui verranno venduti prodotti tipici.

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