domenica
26 Aprile 2026

Tre giorni di spettacoli con Fèsta

Le compagnie di e-production in scena

Dal 2 al 4 dicembre a dicembre si svolge la quinta edizione di Fèsta, la rassegna organizzata da E-production, che si presenta come tre giorni, dicono gli organizzatori «di gioia collettiva» in cui le compagnie Fanny & Alexander, Menoventi e gruppo nanou condividono con la città di Ravenna, con i suoi cittadini e i suoi spettatori, le attività dell’anno in dirittura d’arrivo. Per la prima volta in città andranno in scena le ultime produzioni dei tre gruppi: To be or not to be Roger Bernat di Fanny & Alexander, senza titolo per uno sconosciuto di gruppo nanou e l’ultimo episodio della serie Survivre che vede la collaborazione tra i faentini Menoventi e il gruppo francese Pardes Rimonim. Gli spettacoli si terranno alle Artificerie Almagià, ad Ardis Hall e all’Osteria del Pancotto di Gambellara (RA) nelle tre giornate di Fèsta.

Secondo l’Assessora comunale Elsa Signorino, che ha dato il patrocinio all’inizio: «Si suggella con l’edizione 2016 un percorso virtuoso che vede il Comune di Ravenna ed E-Production, insieme, con lo sguardo rivolto al mondo. Teatro, musica e danza nel segno della contemporaneità, della collaborazione e dell’internazionalizzazione costituiscono il palinsesto di una proposta che si consolida nella relazione con le giovani energie della città, profondamente radicata nel territorio e nel contempo aperta alle più lontane suggestioni. Le relazioni tra le compagnie artistiche e la forte carica creativa e appassionata dei progetti vengono messe in valore dagli spazi coinvolti, a partire  dall’Almagià, patrimonio di archeologia industriale la cui prima destinazione di impianto produttivo di zolfo, viene restituita dalla vivacità e dal forte portato partecipativo della proposta artistica. Sono grata a questa sfida performativa, inclusiva e coraggiosa che prende valore da una terra tradizionalmente chiamata alla cultura e sempre più orientata al dialogo con le nuove produzioni e pronta alla chiamata al futuro degli artisti».

Al centro dell’edizione 016 di Fèsta vi è proprio l’idea di creare un ponte tra la città e il mondo, una sorta di dialogo in grado di coniugare un’anima tradizionale della città con un cosmopolitismo globale alimentato dal respiro internazionale di questa quinta edizione. Tra gli appuntamenti in programma, sabato 3 dicembre E-production sostiene e ospita l’Associazione Ubu per Franco Quadri che dà il via a “Elementare”, ciclo di seminari patagogici internazionali sulla curatela nell’arte performativa. Il primo seminario – dal titolo Back to the sea – è tenuto da Frie Leysen, figura di riferimento del teatro europeo degli ultimi decenni, con il coordinamento di Piersandra di Matteo. Fondatrice e storica direttrice di DeSingel di Anversa e poi del Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles, Frie Leysen dialogherà con i partecipanti a partire dalla sua esperienza di creazione di contesti dedicati alla scena contemporanea, contesti che oggi rappresentano i progetti più avanzati nella produzione e promozione delle arti della scena. Al termine del seminario, nella cornice dell’Osteria del Pancotto, Menoventi presenterà lo spettacolo Perdere la faccia, giocoso intreccio tra cinema e teatro. In programma alle 16.30 di sabato 3 dicembre, l’appuntamento è ad ingresso gratuito.

Anche sul fronte dei lavori teatrali che sono nella programmazione di Fèsta vi è uno sguardo sul mondo che ci sta intorno. Fanny & Alexander presenta To be or not to be Roger Bernat, inizio di un percorso più ampio dedicato all’Amleto di Shakespeare. In questa prima tappa il gruppo ravennate ha trovato ispirazione dall’incontro e dal dialogo in costante movimento con Roger Bernat, artista e regista catalano, con cui Fanny & Alexander ha condiviso una residenza artistica a Wroclav, in Polonia.

Ospite di Fèsta anche il gruppo francese Pardes Rimonim, coautore assieme alla compagnia faentina Menoventi, di Survivre #Episodio 1: Il giudizio universale. La collaborazione tra i due i due gruppi ha dato vita a una serie di corti teatrali che incrocia la tematica della sopravvivenza con quella della copia. Domenica 4 dicembre, alle 20.30, sarà presentato al pubblico il primo episodio della serie.

Spazio anche alle sinergie cittadine: E-production conferma la propria relazione con Today To Dance, la rassegna cittadina sulle forme della danza contemporanea e d’autore, organizzata dalle realtà teatrali di Ravenna. In questa cornice sarà presentato senza titolo per uno sconosciuto, ultima produzione di gruppo nanou (in scena il 2/3/4 dicembre ad Ardis Hall).  Lo spettacolo di gruppo nanou è il primo dei cinque appuntamenti della rassegna previsti tra dicembre e aprile.

All’interno di Fèsta si conferma anche il consueto appuntamento con la musica elettronica e l’atmosfera da club. La notte del 3 dicembre si anima con Club Adriatico che porta a Ravenna direttamente dal Giappone Dj Nobu, uno dei protagonisti della techno più sofisticata degli ultimi anni. Ad aprire la serata Hazina e Nicolò, resident dj di Club Adriatico.

Questa quinta edizione di Fèsta è organizzata da E-production con il contributo di Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna e UniCredit Spa.

Il programma nel dettaglio:

Venerdì 2 dicembre
– ore 20_ senza titolo per uno sconosciuto di gruppo nanou (Ardis Hall);
– ore 21.30_ To be or not to be Roger Bernat di Fanny & Alexander (Artificerie Almagià).

Sabato 3 dicembre
– ore 10.30_ ELEMENTARE – Back to the sea con Frie Leysen, a cura dell’Associazione Ubu per Franco Quadri con il sostegno di E-production (Osteria del Pancotto di Gambellara);
– ore 16.30_ Perdere la faccia di Menoventi (Osteria del Pancotto di Gambellara, ingresso gratuito);
– ore 20_ To be or not to be Roger Bernat di Fanny & Alexander (Artificerie Almagià);
– ore 21.30_ senza titolo per uno sconosciuto di gruppo nanou (Ardis Hall);
– ore 23.45_ Club Adriatico con DJ Nobu (Artificerie Almagià);

Domenica 4 dicembre
– ore 19_ senza titolo per uno sconosciuto di gruppo nanou (Ardis Hall);
– ore 20.30_ Survivre #Episodio1: Il giudizio universale di Menoventi e Pardes Rimonim (Artificerie Almagià).

I luoghi

Ardis Hall_ Via G.S. Bondi 3 (zona Bassette, Ravenna);
Artificerie Almagià_ Via dell’Almagià 2, Ravenna;
Osteria del Pancotto_ Via Gambellara 73/A, Gambellara (RA).

Con Rinaldo Alessandrini alla scoperta dell’utopia del barocco

Intervista al grande interprete romano, direttore artistico del festival “Purtimiro” di Lugo. L’11 dicembre concerto dedicato a Shakespeare

Rinaldo Alessandrini“Purtimiro”. Prende il nome dal finale del L’Incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi il nuovo festival di musica antica al teatro Rossini di Lugo, diretto da Rinaldo Alessandrini e fortemente sognato e voluto dal sindaco in persona, Davide Ranalli. Dopo i primi due, ottimi ed apprezzati concerti in cartellone, il festival propone, domenica 11 dicembre alle 16, un omaggio ai versi di Shakespeare e alla musica che ne è stata ispirata come quella di Henry Pourcel e Maìtthew Locke. Ad eseguire questo concerto l’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone, assieme al soprano Berit Solset e alla voce recitante di Emanuela Marchesini.

Rinaldo Alessandrini, il direttore artistico e musicista romano, grandissimo interprete monteverdiano, ed raffinato conoscitore del repertorio barocco ha risposto a qualche domanda stuzzicando la curiosità verso uesta originale rassegna musicale lughese (vedi articoli correlati).

Da dove nasce l’idea “Purtimiro”? Come mai proprio a Lugo, nella cornice del teatro Rossini?
«”Purtimiro” è una logica continuazione dei presupposti che animarono 30 anni fa la riapertura del teatro Rossini, quando dopo l’eccellente restauro, il teatro venne destinato a un repertorio assolutamente inconsueto per un teatro italiano, grazie all’intuizione e alla lungimiranza di Tonino Taglioni. Impressiona però come, a distanza di 30 anni, l’idea del teatro barocco faccia parte ancora di quelle utopie totalmente irrealizzabili in larga scala in Italia».

Rinaldo AlessandriniPer lei è un ritorno a Lugo, giusto? Aveva già diretto un’opera? Come le pare il teatro a qualche anno di distanza?
«Ho avuto l’onore e la fortuna di essere a Lugo già dalla riapertura, per 3 o 4 anni, suonando in orchestra ma anche dirigendo un paio di produzioni. Il teatro mi pare intatto come l’atmosfera che si percepisce all’interno».

La programmazione della stagione spazia dal concerto all’opera, qual è il fil rouge che lega gli 8 appuntamenti in programma?
«L’idea dell’opera fa da spina dorsale a tutto il festival. Ciò nonostante, anche considerando il fatto che i nostri appuntamenti si svolgeranno in un arco di tempo limitato, abbiamo cercato, Valerio Tura ed io, di concepire un festival che, all’interno di una certa logica legata sia a un’idea programmatica che alla città, potesse offrire una grande varietà musicale. Il pubblico di Lugo sarà assai variegato, in parte non completamente familiare con l’opera barocca. Da qui la necessità di una strategia di programmazione che potesse comunque interessare ed attrarre quanti più spettatori possibile – e auspicabilmente formare un nuovo pubblico – pur rimanendo all’interno di linee guida generali che inquadrano i repertori del festival in un ambito sei-settecentesco».

Il festival si è aperto con un concerto interamente dedicato a Monteverdi. Lei è certamente uno dei più importanti interpreti del repertorio del cremonese, cos’è che la lega maggiormente al padre di Orfeo, Ulisse e Poppea? Qual è la vera forza nascosta della musica monteverdiana?
«La musica di Claudio Monteverdi ha rappresentato in tutti questi hanno uno stimolo continuo allo studio dei meccanismi che sovrintendono il rapporto tra testo e musica. Anche se legato alla cultura del suo tempo, Monteverdi illustra in modo inequivocabile la forza della parola cantata e fornisce spunti di estremo interesse sulle possibilità espressive della musica. Da qui il bisogno quasi quotidiano di rapportarsi con un compositore che sfida l’esecutore in un continuo lavoro di miglioramento e approfondimento».

Accademia BizantinaIl celebre chiasmo ariostesco è il titolo del concerto dedicato alle musiche di Händel ispirate ad episodi dell’Orlando furioso. Una scelta molto interessante, cosa si deve aspettare il pubblico?
«Si tratta di una selezione di arie e duetti (oltre alla musica strumentale) delle 3 opere di Händel di ispirazione ariostesca. Un connubio, quello tra il compositore e il poeta, che ha dato vita a veri e propri capolavori, potendo Händel attingere a piene mani nella dimensione favolistica che ha sempre dimostrato una grande funzionalità nell’idea dell’opera settecentesca».

Finalmente Lugo avrà una nuova produzione nata per il teatro Rossini, una commedia musicale di Alessandro Scarlatti che avrà ben 3 repliche a cavallo di Natale. Farete festa con i romagnolissimi cappelletti in brodo?
«Sono molto contento di questo allestimento. Alessandro Scarlatti rimane ancora uno dei grandi paradossi della cultura italiana, famosissimo in vita e ancora oggi, ma raramente considerato nelle stagioni d’opera italiane. Rimarremo a Lugo quasi tutto il mese di dicembre, ma le feste le passeremo ognuno con la nostra famiglia. Ciononostante le occasioni per un piatto di cappelletti a Lugo non mancheranno sicuramente!».

L’ultimo appuntamento sarà con La serva padrona. La sorpresa è che non sarà quella di Pergolesi, ma quella di Paisiello, che differenze ci sono tra le due composizioni?
«Principalmente la strumentazione che è molto più ricca in Paisiello. Il libretto è praticamente lo stesso. Cambia il linguaggio, ovviamente, che risente dell’intervallo temporale che passa tra Pergolesi e Paisiello. Ma anche questo intermezzo conferma, se ce ne fosse bisogno, come Napoli sia stata nel settecento una delle città più incredibilmente ricche di musica e ottimi compositori».

Qual è, concludendo, il concerto che più la intriga, che è curioso di cominciare a provare, tra quelli della rassegna?
«La sfida, se di sfida si può parlare, non si limita al singolo concerto: quindi per noi sarà essenziale poter verificare la tenuta del festival a fine dicembre, sapendo che ogni singolo evento avrà fatto parte di una idea molto più grande. Ci piacerebbe che il pubblico lughese apprezzasse l’impegno che abbiamo messo nel realizzare questo festival, soprattutto in tempi come questi, dove la cultura e la musica perdono interesse e attrattiva in chi dovrebbe gestirne le sorti. Si tratta, a mio avviso, di un gesto culturale come pochissimi in Italia e che si spera possa fare da apripista per altre mille iniziative simili».

In regione la produzione industriale cresce. A Ravenna invece rallenta 

I dati della Camera di Commercio del terzo trimestre del 2016

A partire dall’inizio del 2015 i principali indicatori dell’industria manifatturiera provinciale erano tornati positivi interrompendo una prolungata fase recessiva in atto dal 2011. I primi sei mesi del 2016 hanno confermato tale crescita. Mentre nell’ultimo trimestre la produzione, il fatturato estero e gli ordini registrano una nuova flessione. È quanto emerge dai dati della Camera di Commercio di Ravenna.

In particolare – si legge nel comunicato – nel periodo luglio-settembre 2016 la produzione industriale della nostra provincia è diminuita dello 0,3 percento rispetto allo stesso periodo del 2015. Tale risultato è in controtendenza rispetto a quanto si osserva in regione, dove continua la crescita registrata negli ultimi trimestri con un incremento della produzione dell’1,8 percento.

Il fatturato cresce dello 0,5 percento, in misura più contenuta rispetto alla media degli ultimi trimestri. Il fatturato estero, invece, risulta in flessione del 2,1 percento, un dato sorprendente considerando che negli ultimi trimestri la componente estera aveva fatto da traino per la ripresa con ritmi di crescita più sostenuti rispetto al volume d’affari totale.

Nel terzo trimestre gli ordini totali diminuiscono dello 0,8 percento rispetto al 2015 mentre continua a crescere la domanda estera, +3,7 percento.
Alla fine del periodo, sono 11,4 le settimane di produzione assicurata dichiarate dalle imprese mentre nella media dei tre mesi è del 73,8% la percentuale di utilizzo degli impianti.

Continua, infine, la flessione nel numero delle imprese attive nella provincia di Ravenna nel settore industriale. Al 30 settembre 2016 le imprese manifatturiere si attestano a quota 2.907, con una diminuzione di 20 unità (-0,7%) rispetto alla stessa data del 2015. I settori più colpiti sono quello del tessile, abbigliamento e pelle che si riduce di 11 unità (-3,5%) e quello del legno e mobili, – 7 unità (-3,3%). A seguire quelli della carta e editoria, -6 unità (-5,4%) e dei minerali non metalliferi, -6 unità (-3,8%). Perdono unità anche il settore dell’elettricità e elettronica, alimentare e delle macchine e mezzi di trasporto.
In crescita il settore dei metalli e prodotti in metallo, +7 unità (+1,0%), dell’installazione e manutenzione (+ 4 unità, +1,8%) e dell’energia (+3 unità, +3,0%) e della chimica e gomma e plastica (+1 unità, +0,9%).
Per quanto riguarda la forma giuridica, la flessione interessa le ditte individuali, -17 imprese (-1,4%) e in misura maggiore le società di persone -30 (-4,3%). Prosegue l’incremento delle società di capitali, +20 (+2,2%) e delle altre forme societarie, +7 (+17,1%).

Suoni campionati dal mondo rivivono sulla cartina in tempo reale con Antropoloops

Serata originale al Cisim di Lido Adriano con l’artista spagnolo
In apertura spazio all’hip hop

Venerdì 2 dicembre al Cisim di Lido Adriano nell’ambito della rassegna “Delikatessen” appuntamento sicuramente originale con Antropoloops, artista spagnolo che fonde il campionamento musicale alla proiezione di immagini.

Si tratta – spiega il curatore della rassegna Bruno Dorella – di una sorta di conferenza/concerto nel corso della quale su una cartina geografica del mondo vengono evidenziate le aree geografiche (con tanto di informazioni su di esse) da cui provengono i suoni campionati che vengono utilizzati per veri e propri pezzi realizzati quindi con registrazioni etnografiche provenienti da tutto il mondo (vedi foto qui sopra).

In apertura spazio all’hip hop con Rico, la mente dietro le basi degli Uochi Toki, e il rapper outsider Zona MC.

Suoni campionati dal mondo rivivono sulla cartina in tempo reale con Antropoloops

Serata originale al Cisim di Lido Adriano con l’artista spagnolo In apertura spazio all’hip hop

Venerdì 2 dicembre al Cisim di Lido Adriano nell’ambito della rassegna “Delikatessen” appuntamento sicuramente originale con Antropoloops, artista spagnolo che fonde il campionamento musicale alla proiezione di immagini.

Si tratta – spiega il curatore della rassegna Bruno Dorella – di una sorta di conferenza/concerto nel corso della quale su una cartina geografica del mondo vengono evidenziate le aree geografiche (con tanto di informazioni su di esse) da cui provengono i suoni campionati che vengono utilizzati per veri e propri pezzi realizzati quindi con registrazioni etnografiche provenienti da tutto il mondo (vedi foto qui sopra).

In apertura spazio all’hip hop con Rico, la mente dietro le basi degli Uochi Toki, e il rapper outsider Zona MC.

Allarme furti nel forese, in arrivo un sistema di controllo delle targhe

Lo annuncia il sindaco, che in prefettura ha richiesto «il massimo
impegno» alle forze dell’ordine. «Al lavoro per aumentare i vigili»

Nel corso di un incontro svoltosi in prefettura mercoledì mattina, il sindaco Michele de Pascale ha manifestato ai vertici delle forze dell’ordine «la grande preoccupazione dell’amministrazione comunale di Ravenna e di tutta la comunità per la recente escalation di furti verificatasi in particolare nel forese e ai danni di molte imprese».

Oltre al prefetto Francesco Russo erano presenti il questore Rosario Eugenio Russo, il comandante provinciale dei Carabinieri Massimo Cagnazzo, quello della Guardia di Finanza Andrea Fiducia e quello del Corpo Forestale dello Stato Giovanni Naccarato.

«Ho chiesto – spiega il sindaco in una nota – il massimo impegno per contrastare atti criminosi che mettono a repentaglio la sicurezza e il patrimonio di cittadini e imprenditori e ringrazio tutti i responsabili delle diverse forze dell’ordine, che mi hanno assicurato di avere già aumentato i controlli e i presidi nel forese e che li intensificheranno ulteriormente. Si tratta di uno sforzo ancor più apprezzabile se si considerano le insufficienti dotazioni di uomini e mezzi alle quali devono costantemente far fronte. Naturalmente a questo impegno si unisce il nostro, che stiamo concretizzando intensificando la presenza degli agenti di Polizia municipale nel territorio e lavorando per aumentare l’organico».

«Siamo altresì impegnati – termina De Pascale – a valorizzare e a mettere in rete la preziosa risorsa costituita dall’azione volontaria di numerosi cittadini, che si sono tra l’altro organizzati con gruppi di segnalazione tramite WhatsApp e l’impiego di altre tecnologie.
Inoltre stiamo lavorando a un progetto, i cui particolari saranno meglio dettagliati nelle prossime settimane, di controllo sistematico delle principali vie d’accesso alle località del forese, attraverso sistemi di verifica delle targhe dei veicoli in circolazione».

Allarme furti nel forese, in arrivo un sistema di controllo delle targhe

Lo annuncia il sindaco, che in prefettura ha richiesto «il massimo impegno» alle forze dell’ordine. «Al lavoro per aumentare i vigili»

Nel corso di un incontro svoltosi in prefettura mercoledì mattina, il sindaco Michele de Pascale ha manifestato ai vertici delle forze dell’ordine «la grande preoccupazione dell’amministrazione comunale di Ravenna e di tutta la comunità per la recente escalation di furti verificatasi in particolare nel forese e ai danni di molte imprese».

Oltre al prefetto Francesco Russo erano presenti il questore Rosario Eugenio Russo, il comandante provinciale dei Carabinieri Massimo Cagnazzo, quello della Guardia di Finanza Andrea Fiducia e quello del Corpo Forestale dello Stato Giovanni Naccarato.

«Ho chiesto – spiega il sindaco in una nota – il massimo impegno per contrastare atti criminosi che mettono a repentaglio la sicurezza e il patrimonio di cittadini e imprenditori e ringrazio tutti i responsabili delle diverse forze dell’ordine, che mi hanno assicurato di avere già aumentato i controlli e i presidi nel forese e che li intensificheranno ulteriormente. Si tratta di uno sforzo ancor più apprezzabile se si considerano le insufficienti dotazioni di uomini e mezzi alle quali devono costantemente far fronte. Naturalmente a questo impegno si unisce il nostro, che stiamo concretizzando intensificando la presenza degli agenti di Polizia municipale nel territorio e lavorando per aumentare l’organico».

«Siamo altresì impegnati – termina De Pascale – a valorizzare e a mettere in rete la preziosa risorsa costituita dall’azione volontaria di numerosi cittadini, che si sono tra l’altro organizzati con gruppi di segnalazione tramite WhatsApp e l’impiego di altre tecnologie.
Inoltre stiamo lavorando a un progetto, i cui particolari saranno meglio dettagliati nelle prossime settimane, di controllo sistematico delle principali vie d’accesso alle località del forese, attraverso sistemi di verifica delle targhe dei veicoli in circolazione».

Aumenta l’utile, calano gli occupati Così la fotografia della cooperazione

Presentato il consuntivo 2015 sulla base dei bilanci di circa 400 imprese in provincia. Il valore della produzione totale è 5,7 miliardi

ggggCresce il valore della produzione del mondo cooperativo in provincia di Ravenna passando da 5,55 miliardi di euro nel 2014 a 5,73 nel 2015 (aumento del 3,2 percento). È uno degli indicatori che emergono dalla presentazione dei dati consuntivi dello scorso anno delle circa 400 imprese associate all’Alleanza delle cooperative italiane (Aci) che raggruppa le tre centrali Agci, Confcooperative e Legacoop.

A presentare i numeri nei giorni scorsi sono stati i rispettivi responsabili delle tre associazioni di categoria: Alessandro Brunelli, Carlo Dalmonte e Mario Mazzotti.

Anche l’utile, nonostante un leggero segno negativo, è migliorato rispetto al 2014 «facendo ben sperare in una ripresa che porti a risultati positivi nei prossimi bilanci». Subiscono una piccola contrazione invece le riserve indivisibili (una tendenza che è iniziata già nel 2013): nel 2015 ammontavano a 1.612 milioni di euro (meno 3,38 percento rispetto al 2014), segno delle difficoltà nella chiusura dei bilanci negli ultimi esercizi; si incrementano invece il patrimonio netto (da 2,4 miliardi a 2,6, segnando un più 3,41 percento) e il capitale sociale, che passa da 883 milioni del 2014 ai 948 milioni del 2015, soprattutto per aumenti di singole imprese. Il prestito sociale presenta un andamento altalenante, con un incremento significativo nel 2015 rispetto al 2013 e una stabilizzazione nel 2015, passando dai 514 milioni del 2013, a 544 nel 2014 e infine a 540 nel 2015.

I dati sull’occupazione presentano una sostanziale tenuta (da 24.319 unità a 24.081), risultato però di una forte differenziazione tra i diversi settori: i settori dove si sono persi più posti sono sono stati costruzioni e logistica; in crescita invece il numero di occupati nel settore dei servizi alla persona (più 2,53 percento) e nell’agroindustria (più 1,2 percento). Gli occupati nella cooperazione sono il 14,5 percento degli occupati complessivi nella provincia di Ravenna.

In aumento le imprese associate e le posizioni associative: i soci sono passati da 287.489 a 289.506. «Questo a nostro avviso conferma ancora una volta che il modello cooperativo continua a essere visto, in un periodo di crisi economica, come uno strumento efficace per fare impresa e trovare risposte ai bisogni delle persone e delle famiglie».

Shopping in centro per Natale: in regalo due bottiglie di vino e un sabato di parcheggio gratis

HHHHHH«Un maestoso albero di Natale, sul pavimento della piazza verrà proiettato un video con personaggi del mondo delle fiabe, e sui portici superiori un gioco di luci colorate a tempo di musica». Sono le parole utilizzate dall’architetto Stefania Altieri per descrivere il progetto di cui è responsabile per la scenografia di piazza del Popolo a Faenza voluta dal Comune.
Ma oltre all’aspetto più coreografico, è stato già presentato anche un calendario di eventi e iniziative. Dal 3 dicembre all’8 gennaio pista di pattinaggio sul ghiaccio in piazza Nenni e dal 14 dicembre al 14 gennaio di fronte al Duomo sarà in funzione la giostra per i più piccoli. Negozi aperti tutte le domeniche di dicembre e per tutto il mese nei negozi Faenza C’entro, in collaborazione con Caviro, a fronte di un acquisto di minimo 20 euro i clienti riceveranno una cartolina valida per il ritiro gratuito di due bottiglie alla Caviroteca (via Convertite 12 a Faenza). Inoltre per tutto lo stesso periodo facendo acquisti nei negozi aderenti a Faenza C’entro i clienti riceveranno una cartolina che permetterà loro di scegliere un sabato intero di parcheggio gratuito in dicembre in qualsiasi area di sosta del centro. Dal 10 dicembre all’8 gennaio saranno allestiti i Giardini di Natale in diversi luoghi del centro. Le iniziative sono organizzate dal consorzio Faenza C’entro, in collaborazione con il Comune di Faenza e le associazioni di categoria, e il contributo di Camera di Commercio di Ravenna e della Banca di Credito Cooperativo Ravennate e Imolese.

IDENTITA’
Torna il temporary shop
per le ceramiche in corso Mazzini

Dopo il successo del 2015, Ente Ceramica Faenza organizza anche quest’anno il Temporary Shop della Ceramica, una mostra e vendita temporanea di ceramica faentina in occasione del Natale 2016. Dal 3 al 24 dicembre, saranno 28 i ceramisti all’interno dello spazio in Corso Mazzini 35 che rappresenteranno collettivamente l’identità ceramica faentina. L’inaugurazione sarà venerdì 2 dicembre 2016, alle ore 18.30.

 

TRADIZIONI
Il 5 gennaio si beve bisò e si brucia Annibale

La notte del 5 gennaio a Faenza i Rioni organizzano la tradizionale festa folcloristica in piazza del Popolo con il proprio stand gastronomico, dove i volontari, appartenenti alle tifoserie rionali, si adoperano per preparare polenta, piadina e bisò, il tradizionale vino brulè faentino, servito nei caratteristici gotti in ceramica.  La serata è la manifestazione conclusiva del Palio di Faenza che si svolge ogni anno nella quarta domenica di giugno. Il Niballo, grande fantoccio raffigurante Annibale, il guerriero saraceno che simboleggia le avversità, viene bruciato in un enorme falò al centro della piazza. Il Rione vincente del Palio dell’estate ha il diritto a trasportarlo e a bruciarlo.

Il pirata in fuga a piedi ha rubato dei vestiti in una casa per cambiarsi

Accertato la presenza di alcol e stupefacenti nel sangue. Carambola innescata sorpassando una colonna di auto. Grave un pedone

Durante la fuga ha provato anche a camuffarsi rubando dei vestiti da un garage ma non è bastato per sfuggire alla cattura: poco dopo l’incidente che aveva causato in via Reale a Mezzano, e da cui era fuggito a piedi, un 25enne tunisino (J. B. le iniziali) è stato arrestato dai carabinieri ed è risultato positivo ai test per la presenza di alcol e droga in corpo. Nell’incidente ad avere la peggio è stato un pedone, un 40enne nigeriano, che si trovava sul ciglio della strada ed è stato travolto dalla carambola di auto innescata dal tunisino: l’uomo è in prognosi riservata all’ospedale di Cesena. A bordo con il 25enne c’era anche una donna italiana fuggita a sua volta.

La sinergia tra carabinieri e polizia municipale ha permesso di ricostruire la presunta dinamica dell’incidente. Attorno alle 7.30 il 25enne residente a Ravenna da tempo, e noto alle forze dell’ordine per precedenti legati alla droga, percorreva via Reale verso Ravenna a bordo di una Alfa Romeo Gt e ha cominciato a sorpassare la colonna di auto che procedeva a velocità ridotta. All’altezza della traversa per la stazione ferroviaria è stato costretto a rientrare in fretta per il sopraggiungere di una autovettura nell’opposto senso di marcia e nella manovra ha toccato un paio di auto andando in testacoda fino a fermarsi sul margine della carreggiata sulla pista ciclabile dove stava passando il 40enne. Il tunisino che è in macchina con una italiana fugge lasciando l’auto sul posto.

Il pirata della strada viene rintracciato e inseguito mentre fugge attraverso le campagne circostanti. Prima si infila in un garage e ruba dei vestiti per cambiarsi e cercare di disorientare gli inseguitori ma inutilmente. Accerchiato dai militari nella zona di via Bassa, sferra pugni e calci a chi lo circonda ma viene immobilizzato e arrestato. Ora si trova in carcere.

Fuga a piedi dall’incidente stradale con un ferito grave: arrestato

Carambola fra auto con un pedone travolto sul ciglio della strada Il fuggitivo rintracciato dai carabinieri nascosto tra le case

I carabinieri hanno arrestato l’uomo che era al volante di un’auto coinvolta in un incidente avvenuto stamani in via Reale a Mezzano: dopo lo scontro con un’altra vettura in cui è rimasto gravemente ferito un pedone sul ciglio della strada, l’uomo e un’altra persona a bordo con lui sono fuggiti a piedi nei campi. Ma poche ore dopo i carabinieri sono riusciti a rintracciarlo nascosto tra le abitazioni di via Bassa. Le condizioni del pedone sono gravi ed è stato trasportato a Cesena all’ospedale Bufalini in elicottero.

Cinque giorni per celebrare i vent’anni da Patrimonio dell’Umanità per otto siti

Nel 1996 il riconoscimento dell’Unesco per i monumenti paleocristiani e bizantini di Ravenna: eventi, visite, musica dal 7 dicembre

Era il 7 dicembre di vent’anni fa quando l’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) iscrisse otto monumenti paleocristiani e bizantini di Ravenna nella lista del Patrimonio dell’Umanità «in ragione della suprema maestria artistica dell’arte del mosaico». Il ventennale verrà celebrato con un calendario di iniziative (scaricabile dal link in fondo alla pagina la versione completa) fatto di aperture straordinarie, mostre, visite guidate, concerti e una lection magistralis dal 7 all’11 dicembre.

Si comincia il 7 alle 16 a Palazzo Rasponi (piazza Kennedy) con la lectio magistralis del professor Giuliano Volpe, presidente del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici. A margine di quell’appuntamento verrà inoltre rinnovato l’accordo per la gestione, la promozione e la valorizzazione del patrimonio tra Comune, Polo Museale Emilia Romagna e Archidiocesi di Ravenna, gli stessi soggetti che hanno curato il calendario di appuntamenti avvalendosi della collaborazione Fai e dell’Opera di Religione della diocesi che metteranno a disposizione i propri giovani in veste di guide.

La filosofia di fondo degli appuntamenti vuole essere sì quella di attrarre turisti ma, come ha sottolineato l’assessore alla Cultura Elsa Signorino, anche portare i ravennati a riscoprire i gioielli della città: «Il riconoscimento Unesco è stato una grossa conquista per la nostra città, che ha dato una forte spinta agli investimenti e alle attività culturali, sull’onda emotiva di un grande moto di orgoglio nella cittadinanza, che oggi vogliamo ulteriormente risvegliare». Il sindaco Michele de Pascale ha ricordato che «siamo in attesa di risposta dall’Unesco per il riconoscimento di altri due importanti siti: la zona dantesca e la parte ravennate del Delta del Po». I monumenti già in lista invece sono: il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, il Battistero degli Ariani, la Cappella Arcivescovile, il Mausoleo di Teoderico, la Basilica di San Vitale e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

Dall’8 all’11 sarà possibile partecipare alle visite guidate in tutti i monumenti. Il weekend del 10-11 dicembre invece gli scorci a ridosso dei siti le vie di accesso diventeranno scenografie per le invasioni musicali della Corelli: note di musica classica ad accompagnare i visitatori. Ma anche in scena concerti veri e propri: l’8 dicembre alle 18.30 a Sant’Apollinare Nuovo (ingresso gratuito) il coro Ludus Vocalis, il 10 alle 18.30 alla basilica di San Vitale (ingresso gratuito) concerto per due oboi e organo. L’8 dicembre alle 21 concerto di Natale a San Giovani Battista.

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