domenica
26 Aprile 2026

Oltre 400 grammi di droga nascosta tra le siepi degli Speyer e del Fagiolo

Mariuana e hashish rinvenuti dalla Guardia di Finanza grazie all’ausilio delle unità cinofile durante una settimana di controlli

La zona della stazione, I giardini Speyer e il parco Fagiolo di via Zalamella sono stati nuovamente passati al setaccio alla ricerca di sostanze stupefacenti da parte della Guardia di Finanza di Ravenna. Nel corso di questa settimana le unità cinofile delle Fiamme Gialle ed i Baschi Verdi hanno intensificato i controlli e hanno individuato 60 grammi tra hashish, marijuana ed eroina nell’area verde di viale Farina, droga abilmente occultata che è stato possibile rinvenire grazie al fiuto dei cani antidroga.

Al Parco Fagiolo di Via Zalamella tra le siepi, sono stati invece individuati e sequestrati 245 grammi di hashish e 128 grammi di marijuana la quale, in parte, era già stata confezionata in singole dosi. Inoltre, sempre nel corso dei servizi antidroga effettuati nel corso di questa settimana, le Fiamme Gialle hanno segnalato all’Autorità Prefettizia tre giovani trovati in possesso di un minore quantitativo di droga ed hanno proceduto all’identificazione di diversi soggetti, tra cui un cittadino tunisino risultato non regolare sul territorio dello Stato, che è stato pertanto denunciato all’Autorità Giudiziaria per violazione della legge sull’immigrazione.

A Castiglione, corsi per donne e uomini su dinamiche tra i generi e sentimenti

Martedì 29 una conferenza e la presentazione dell’iniziativa

Martedì 29 novembre alle  21 a Castiglione di Ravenna nella Sala Tamerice di via Vittorio Veneto, 21 si svolgerà la conferenza pubblica dal titolo “Dinamiche di potere fra donne e uomini. Alternative alla violenza: fiducia, riconoscimento, gratitudine”. L’incontro sarà condotto dalla psicoterapeuta Giancarla Tisselli.

Nel corso dell’incontro verranno presentati anche i corsi gratuiti volti a promuovere l’equilibrio e l’armonia nelle relazioni fra uomo e donna, che si svolgeranno sempre a Castiglione.
Si tratta di due tipologie di corsi. Il primo, “Dinamiche di potere fra i generi”, è rivolto alle donne che desiderano acquisire consapevolezza di ciò che sta dietro alle dinamiche domestiche, ed acquisire tecniche per rispondervi adeguatamente; sarà condotto dalle psicoterapeute Giancarla Tisselli e Marilù Amoroso, ogni martedì dal 10 gennaio al 6 febbraio 2017 alle ore 21.

Il secondo, “I sentimenti degli uomini” è rivolto a tutti gli uomini che vogliono uscire da certe logiche per esplorare invece le proprie emozioni; sarà condotto da Fulvio Zanella e Giancarla Tisselli e avrà luogo tutti i lunedì dal 13 marzo al 10 aprile 2017 alle ore 21.

Per iscrizioni inviare email a: cfabbri@comune.ra.it o ufficio decentrato di Castiglione di Ravenna 0544/950116

«Una riforma orientata alla logica del comando»

Il deputato Giovanni Paglia di Sinistra Italiana: «Imbarazzato a votare come la Lega? Lo sarei se avessi scritto la riforma con Berlusconi»

ddddGiovanni Paglia è un deputato ravennate eletto nelle file di Sel quando era in coalizione con il Pd e che ora si trova all’opposizione di Matteo Renzi, in prima fila nella costruzione di un nuovo soggetto alternativo al Pd: Sinistra Italiana. E in prima linea ora nella battaglia per il No al referendum del 4 dicembre.
Dica la verità, quanto conta nel suo no la speranza di mandare a casa Renzi e quanto il merito della riforma?
«Questa domanda andrebbe rovesciata. Nessuno è in grado di difendere il merito della riforma, che appare oggettivamente mal scritta e pericolosa. Vedo invece molti che propendono per il sì per salvaguardare il governo. Spero capiscano che la Costituzione vale più di Renzi».
Cosa proprio non le piace della riforma Boschi? Il bicameralismo non è da superare?
«Tutta la Riforma è orientata a superare la logica della partecipazione democratica, per favorire quella del comando. Il Senato diventa non elettivo, così come le Province, e Regioni ed Enti Locali esautorati. Così saranno in pochi a prendere le decisioni lontani da qualsiasi disturbo. Il bicameralismo poteva essere superato nella fiducia al Governo, ma è assurdo pensare che una legge che decida ad esempio della libertà delle persone possa essere pensata e approvata in tre giorni, come accadrebbe con la riforma».
 Se ora passa il no, il rischio non è che per altri trent’anni almeno tutto resterà bloccato?
«Questa domanda non ha alcun senso. Cosa sarebbe stato bloccato in questi ultimi 30 anni? O in quelli precedenti? L’Italia ha vissuto una straordinaria stagione di progresso negli anni dei grandi movimenti sociali, grazie a una Costituzione che rendeva le istituzioni permeabili alle richieste che provenivano dal basso. Allo stesso modo ha avuto poi una lunga fase di cambiamento inverso, in cui abbiamo perso diritti e libertà prima conquistate. Certamente non si può dire che ci sia stato immobilismo».
La imbarazza votare come Grillo e la Lega Nord?
«Mi imbarazzerebbe aver scritto con Berlusconi la riforma costituzionale, per poi approvarla con Verdini, rifiutando a priori qualsiasi ipotesi di dialogo con le altre forze dell’opposizione. Questo è infatti ciò che è accaduto».
C’è anche chi vota sì per il timore di ciò che potrebbe accadere dopo se vincesse il no, sia dal punto di vista politico sia economico…
«Se vince il No succede che ci teniamo una Costituzione che ha dato in quasi 70 anni ottima prova di sè, permettendo alle nostre istituzioni di affrontare sfide molto difficili. Non credo che Renzi dovrebbe dimettersi per questo. Si aprirà certamente una fase di confronto fra le forze politiche per scrivere una legge elettorale finalmente condivisa e poi si voterà. Che questo accada a marzo 2018 o sei mesi prima non mi sembra molto rilevante. Certo è che se il premier dimostrerà senso di responsabilità non ci saranno conseguenze negative sulla nostra economia».

Nessuna offerta per il bando di Hera per la raccolta dei rifiuti in provincia

Cgil: «Base d’asta di 18 milioni annui troppo bassa o c’è altro?»
La multiutility replica: «Cifra era superiore alle offerte precedenti»

Nessuna impresa o consorzio ha presentato un’offerta economica al bando di Hera per la raccolta rifiuti nella provincia di Ravenna. Lo rende noto il sindacato Cgil che dice di guardare con preoccupazione all’evoluzione di una vicenda che nei mesi scorsi è stata al centro delle cronache locali per i disagi sorti al momento del precedente cambio di appalto.

Riassunto delle puntate precedenti: a metà aprile il servizio è passato dal gruppo Ciclat al consorzio lombardo Ambiente 2.0 (guidato dalla Aimeri del gruppo Biancamano, vedi tra i correlati maggiori info) che si era aggiudicato la gara pubblica bandita dalla multiutility piazzandosi in graduatoria proprio sopra al raggruppamento romagnolo. Tutto da capo nemmeno un mese più tardi: alla luce di inadempienze emerse nell’attività di raccolta è arrivata la risoluzione consensuale tra Ambiente 2.0 e Hera e quest’ultima ha poi proceduto con un affidamento provvisorio con urgenza con trattativa privata al gruppo Ciclat mentre la multiutility predisponeva il nuovo bando. E l’8 settembre scorso è scaduto il termine per la presentazione delle domande del nuovo bando che aveva una durata di dodici mesi (rinnovabile per altri dodici) con un costo di 18,5 milioni di euro e a differenza del precedente prevedeva un peso maggiore per l’offerta tecnica nella valutazione dei concorrenti: 70 punti su 100 all’aspetto tecnico e 30 all’offerta economica, con l’intento di ridurre lo spessore del minimo ribasso.

In uno scenario in cui la gara è andata deserta, Cgil dice di avere una sola certezza: «Fino ad ora ci hanno rimesso i lavoratori. C’è chi ha perso l’impiego, chi è tornato a contratti part time, chi ancora non si vede riconosciuti tutti i diritti maturati e tutte le competenze economiche del contratto nazionale da applicare». Il sindacato aveva già sollevato molte perplessità in merito alla base d’asta scesa dai 22 milioni di euro di febbraio 2016 ai 18 attuali: «La multiutility giustificò questa diminuzione della base d’asta con lo scorporo della pulizia dell’arenile dalla gara».

Il segretario provinciale della Cgil, Costantino Ricci, si chiede cosa ci sia dietro una gara andata deserta: «È legittimo ipotizzare che il bando di gara sia andato deserto perché la base d’asta è stata ritenuta troppo esigua rispetto alla mole di lavoro da svolgere e garantire? Se così fosse, riteniamo che Hera debba assumersi in pieno la responsabilità di questa situazione e che debba trovare una soluzione per non mettere in difficoltà le comunità della nostra provincia e i lavoratori. Se invece le motivazioni dovessero essere altre, sarebbe ancora più grave. Hera è concessionaria del servizio che gli enti locali le hanno affidato, ne ha la responsabilità, quindi svolga il servizio direttamente se non è in grado di subaffidarlo».

A distanza di poche ore è arrivata la replica di Hera che non smentisce la circostanza della gara andata deserta: «Per quanto concerne l’importo posto a base d’asta, si evidenzia che risulta superiore al valore offerto da entrambi i concorrenti della precedente gara, a parità di perimetro di attività. Hera non entra nel merito delle scelte operate dall’attuale fornitore e/o di altri potenziali». A proposito invece delle tutele per i lavoratori, la società fa sapere di aver sottoscritto, proprio con la stessa Cgil e le altre organizzazioni sindacali nazionali di categoria, un apposito protocollo per convenire le regole di piena applicazione delle norme previste dal nuovo codice degli appalti, incluso l’obbligo di adozione del contratto collettivo nazionale di lavoro, coerente con il settore di attività (nella fattispecie Fise/Utilitalia – Servizi Ambientali).

Nessuna offerta per il bando di Hera per la raccolta dei rifiuti in provincia

Cgil: «Base d’asta di 18 milioni annui troppo bassa o c’è altro?» La multiutility replica: «Cifra era superiore alle offerte precedenti»

Nessuna impresa o consorzio ha presentato un’offerta economica al bando di Hera per la raccolta rifiuti nella provincia di Ravenna. Lo rende noto il sindacato Cgil che dice di guardare con preoccupazione all’evoluzione di una vicenda che nei mesi scorsi è stata al centro delle cronache locali per i disagi sorti al momento del precedente cambio di appalto.

Riassunto delle puntate precedenti: a metà aprile il servizio è passato dal gruppo Ciclat al consorzio lombardo Ambiente 2.0 (guidato dalla Aimeri del gruppo Biancamano, vedi tra i correlati maggiori info) che si era aggiudicato la gara pubblica bandita dalla multiutility piazzandosi in graduatoria proprio sopra al raggruppamento romagnolo. Tutto da capo nemmeno un mese più tardi: alla luce di inadempienze emerse nell’attività di raccolta è arrivata la risoluzione consensuale tra Ambiente 2.0 e Hera e quest’ultima ha poi proceduto con un affidamento provvisorio con urgenza con trattativa privata al gruppo Ciclat mentre la multiutility predisponeva il nuovo bando. E l’8 settembre scorso è scaduto il termine per la presentazione delle domande del nuovo bando che aveva una durata di dodici mesi (rinnovabile per altri dodici) con un costo di 18,5 milioni di euro e a differenza del precedente prevedeva un peso maggiore per l’offerta tecnica nella valutazione dei concorrenti: 70 punti su 100 all’aspetto tecnico e 30 all’offerta economica, con l’intento di ridurre lo spessore del minimo ribasso.

In uno scenario in cui la gara è andata deserta, Cgil dice di avere una sola certezza: «Fino ad ora ci hanno rimesso i lavoratori. C’è chi ha perso l’impiego, chi è tornato a contratti part time, chi ancora non si vede riconosciuti tutti i diritti maturati e tutte le competenze economiche del contratto nazionale da applicare». Il sindacato aveva già sollevato molte perplessità in merito alla base d’asta scesa dai 22 milioni di euro di febbraio 2016 ai 18 attuali: «La multiutility giustificò questa diminuzione della base d’asta con lo scorporo della pulizia dell’arenile dalla gara».

Il segretario provinciale della Cgil, Costantino Ricci, si chiede cosa ci sia dietro una gara andata deserta: «È legittimo ipotizzare che il bando di gara sia andato deserto perché la base d’asta è stata ritenuta troppo esigua rispetto alla mole di lavoro da svolgere e garantire? Se così fosse, riteniamo che Hera debba assumersi in pieno la responsabilità di questa situazione e che debba trovare una soluzione per non mettere in difficoltà le comunità della nostra provincia e i lavoratori. Se invece le motivazioni dovessero essere altre, sarebbe ancora più grave. Hera è concessionaria del servizio che gli enti locali le hanno affidato, ne ha la responsabilità, quindi svolga il servizio direttamente se non è in grado di subaffidarlo».

A distanza di poche ore è arrivata la replica di Hera che non smentisce la circostanza della gara andata deserta: «Per quanto concerne l’importo posto a base d’asta, si evidenzia che risulta superiore al valore offerto da entrambi i concorrenti della precedente gara, a parità di perimetro di attività. Hera non entra nel merito delle scelte operate dall’attuale fornitore e/o di altri potenziali». A proposito invece delle tutele per i lavoratori, la società fa sapere di aver sottoscritto, proprio con la stessa Cgil e le altre organizzazioni sindacali nazionali di categoria, un apposito protocollo per convenire le regole di piena applicazione delle norme previste dal nuovo codice degli appalti, incluso l’obbligo di adozione del contratto collettivo nazionale di lavoro, coerente con il settore di attività (nella fattispecie Fise/Utilitalia – Servizi Ambientali).

Ravenna Festival trasfigura Dante

Con il teatro delle Albe, la danza di Dubois e giovani artisti. Sabato 26, alle 11, al Centro Congressi di Largo Firenze, presentazione pubblica del cartellone 2017 del festival

Dante ChiostroFin dagli esordi negli anni ‘90 il Ravenna Festival ha accolto nei sui programmi produzioni originali ed eventi dedicati a Dante e alla Commedia, esaltando questo storico rapporto nel 2015 con un’edizione interamente dedicata al Poeta col titolo L’amor che move il sole e l’altre stelle, e lo scorso anno con la prima rassegna di performance pluridisciplinari e multimediali “Giovani artisti per Dante”. Dal 2017 questa affinità fra il festival e l’opera dantesca è destinata a proseguire e intensificarsi verso le celebrazioni del VII centenario della morte di Dante, nel 2021, affiancando le molteplici manifestazioni in via di definizione da parte del Comune di Ravenna e altre istituzioni e associazioni culturali locali e nazionali.
La presentazione delle iniziative in cartellone per il Ravenna Festival 2017 è avvenuta recentemente a Roma nel rinascimentale Palazzo Firenze, ricco di testimonianze artistiche e prestigiosa sede della Società Dante Alighieri, l’istituzione culturale nazionale con oltre 400 comitati diffusi nel mondo per tutelare e diffondere la lingua  e la cultura italiana a livello internazionale. All’incontro, oltre al segretario generale della Dante Alighieri, Alessandro Masi erano presenti il sovrintendente del festival Antonio De Rosa, il condirettore artistico Franco Masotti, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale e l’autore e regista teatrale Marco Martinelli che ha illustrato il pluriennale progetto di messa in scena delle tre cantiche dantesche – Inferno nel 2017, Purgatorio nel 2019, Paradiso nel 2021 – commissionate dal Ravenna Festival.       

Sala Dante«Da sempre io e Ermanna Montanari con le Albe immaginavamo questa impresa ardua eppure da affrontare – ha commentato Martinelli –: trasformare in teatro il capolavoro che ha dato origine alla lingua e alla letteratura italiana. Altri hanno tentato, magari cercando di rivestire di immagini sceniche i canti danteschi, il nostro intento è estrarne l’intima “natura” teatrale. Dante si è veramente “alzato al paro di Eschilo e di Shake­speare”, come scrive Giambattista Broc­chi, nelle sue Lettere sopra Dante nel 1797: siamo convinti che le sue migliaia di endecasillabi ripartiti in terzine sono uno stupefacente congegno teatrale. Per questo vogliamo misurarci con quella poesia vertiginosa senza tradirla e senza rimanerne schiacciati. E prendere sul serio l’intento dell’autore quando dice, nell’Epistola XIII a Cangrande della Scala, che scopo della Commedia è addirittura quello confortare il lettore: “liberare i viventi in questa vita dallo stato di miseria e condurli alla felicità”. Siamo così abituati a sentire e risentire i versi danteschi in mille letture – ha puntualizzato il regista – che il carattere sulfureo, incendiario di quei versi ci passa spesso sulla pelle senza toccarci: riti evocativi ma svuotati di energia vitale. Invece l’universo dantesco è un umanesimo integrale, un trasumanar con cui Dante ci provoca a distanza di sette secoli, che parla a tutti, oltre le fedi e le culture. La nostra Divina Commedia per questo sarà un “cantiere aperto”, ispirato alle sacre rappresentazioni medievali per coinvolgere tutti gli spazi urbani di Ravenna, le strade e le piazze, le chiese e i teatri, le archeologie industriali e le pinete… Ma soprattutto chiamerà a partecipare a questo rito teatrale, oltre a maestri di cerimonia e giullari, tutti i cittadini, di ogni generazione, in un corto circuito fra attori e spettatori. Nel 2017, per la messa in scena dell’Inferno utilizzeremo un teatro Rasi “svuotato” in tutti i sui spazi  per allestire un labirinto dove ogni spettatore non potrà che essere un viaggiatore nei panni di Dante, avviato a un percorso iniziatico, accompagnato dalle guide del Teatro delle Albe, Virgilio e Beatrice che siano. Chi entrerà in questo misterioso luogo di pensieri e sentimenti sarà chiamato a districarsi nei meandri della più attuale “selva oscura” per ritrovare un Dante sciamano, guaritore e artista, ma anche per rispecchiarsi nell’ everyman evocato da Ezra Pound, ovvero quel “ognuno di noi” in cerca di un senso della vita, a mirare la compassione e la salvezza, verso un mondo di felicità e di bellezza».
L’allestimento di Inferno del Teatro delle Albe al Rasi coinvolgerà il pubblico per più di trenta giorni consecutivi, dal 25 maggio al 2 luglio.

Sempre in questo periodo, in tarda mattinata ai Chiostri francescani della zona dantesca, ogni giorno saranno in programma le performance ideate per la seconda edizione del bando internazionale “Giovani artisti per Dante”, rivolto alla nuova generazione di creativi e appassionati di Dante che attraverso un collettivo artistico – la maggioranza dei componenti  dei gruppi partecipanti deve avere meno di 30 anni – è chiamata ad applicare tutti i linguaggi performativi nel progettare spettacoli della durata massima di 40 minuti. Le proposte selezionate comporranno il calendario di quella che è, vista l’ampiezza del calendario (da fine maggio ai primi di luglio) e l’originalità delle produzioni, un piccolo festival nel festival.

DuboisNon da meno è l’opera coreografica ideata da Olivier Dubois, direttore del Centre Choréographique National de Roubaix / Ballet du Nord, che torna al festival con Les mémoires d’un seigneur (in cartellone l’8 giugno al Pala De Andrè), una creazione che – attraverso l’incontro sul palco fra un solo danzatore (Sébastien Perrault) e 40 non professionisti selezionati attraverso un workshop – esplora le nozioni del potere e della tentazione, fino a trasformarsi in un caravaggesco ritratto d’inferno. Il racconto in tre parti de Les Mémoires – quasi un’epica della solitudine che si dipana fra lotte e trionfi in tre “epoche”: La Gloria, La Caduta, L’Addio – si presta così a prologo di un progetto dedicato alla Divina Commedia che impreziosirà con la firma di Dubois il percorso del festival verso il 2021.

Infine, sempre a proposito di grandi firme dello spettacolo e di progetti danteschi, va segnalata l’intenzione, più che una promessa, del compositore Premio Oscar, Michele Piovani – presente all’incontro a Roma – di tornare sulle tracce di Dante con una nuova opera da portare in scena nelle prossime edizioni del Ravenna Festival, come già avvenuto nel 2015 con la produzione de La vita nuova, con la voce recitante di Elio Germano e lo stesso maestro Piovani al piano alla guida di un’orchestra da camera.

Anteprima. Incontro pubblico sull’edizione 2017 del Ravenna Festival
Sabato 26 novembre, alle ore 11, si tiene nel Palazzo dei Congressi di Largo Firenze, la presentazione pubblica del programma della XVIII edizione del Ravenna Festival.
L’incontro – che vedrà la partecipazione di Cristina Mazzavillani Muti, dei condirettori artistici, del Sovrintendente della manifestazione, dell’Assessore comunale alla cultura e del Sindaco di Ravenna – sarà condotto dal giornalista Massimo Bernardini. Come è avvenuto lo scorso anno, oltre all’illustrazione e al commento dei temi e degli eventi in cartellone, sono previste anche esibizioni a sorpresa di artisti ospiti dell’edizione 2017 del festival.    

Ravenna Festival trasfigura Dante

Con il teatro delle Albe, la danza di Dubois e giovani artisti. Sabato 26, alle 11, al Centro Congressi di Largo Firenze, presentazione pubblica del cartellone 2017 del festival

Dante ChiostroFin dagli esordi negli anni ‘90 il Ravenna Festival ha accolto nei sui programmi produzioni originali ed eventi dedicati a Dante e alla Commedia, esaltando questo storico rapporto nel 2015 con un’edizione interamente dedicata al Poeta col titolo L’amor che move il sole e l’altre stelle, e lo scorso anno con la prima rassegna di performance pluridisciplinari e multimediali “Giovani artisti per Dante”. Dal 2017 questa affinità fra il festival e l’opera dantesca è destinata a proseguire e intensificarsi verso le celebrazioni del VII centenario della morte di Dante, nel 2021, affiancando le molteplici manifestazioni in via di definizione da parte del Comune di Ravenna e altre istituzioni e associazioni culturali locali e nazionali.
La presentazione delle iniziative in cartellone per il Ravenna Festival 2017 è avvenuta recentemente a Roma nel rinascimentale Palazzo Firenze, ricco di testimonianze artistiche e prestigiosa sede della Società Dante Alighieri, l’istituzione culturale nazionale con oltre 400 comitati diffusi nel mondo per tutelare e diffondere la lingua  e la cultura italiana a livello internazionale. All’incontro, oltre al segretario generale della Dante Alighieri, Alessandro Masi erano presenti il sovrintendente del festival Antonio De Rosa, il condirettore artistico Franco Masotti, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale e l’autore e regista teatrale Marco Martinelli che ha illustrato il pluriennale progetto di messa in scena delle tre cantiche dantesche – Inferno nel 2017, Purgatorio nel 2019, Paradiso nel 2021 – commissionate dal Ravenna Festival.       

Sala Dante«Da sempre io e Ermanna Montanari con le Albe immaginavamo questa impresa ardua eppure da affrontare – ha commentato Martinelli –: trasformare in teatro il capolavoro che ha dato origine alla lingua e alla letteratura italiana. Altri hanno tentato, magari cercando di rivestire di immagini sceniche i canti danteschi, il nostro intento è estrarne l’intima “natura” teatrale. Dante si è veramente “alzato al paro di Eschilo e di Shake­speare”, come scrive Giambattista Broc­chi, nelle sue Lettere sopra Dante nel 1797: siamo convinti che le sue migliaia di endecasillabi ripartiti in terzine sono uno stupefacente congegno teatrale. Per questo vogliamo misurarci con quella poesia vertiginosa senza tradirla e senza rimanerne schiacciati. E prendere sul serio l’intento dell’autore quando dice, nell’Epistola XIII a Cangrande della Scala, che scopo della Commedia è addirittura quello confortare il lettore: “liberare i viventi in questa vita dallo stato di miseria e condurli alla felicità”. Siamo così abituati a sentire e risentire i versi danteschi in mille letture – ha puntualizzato il regista – che il carattere sulfureo, incendiario di quei versi ci passa spesso sulla pelle senza toccarci: riti evocativi ma svuotati di energia vitale. Invece l’universo dantesco è un umanesimo integrale, un trasumanar con cui Dante ci provoca a distanza di sette secoli, che parla a tutti, oltre le fedi e le culture. La nostra Divina Commedia per questo sarà un “cantiere aperto”, ispirato alle sacre rappresentazioni medievali per coinvolgere tutti gli spazi urbani di Ravenna, le strade e le piazze, le chiese e i teatri, le archeologie industriali e le pinete… Ma soprattutto chiamerà a partecipare a questo rito teatrale, oltre a maestri di cerimonia e giullari, tutti i cittadini, di ogni generazione, in un corto circuito fra attori e spettatori. Nel 2017, per la messa in scena dell’Inferno utilizzeremo un teatro Rasi “svuotato” in tutti i sui spazi  per allestire un labirinto dove ogni spettatore non potrà che essere un viaggiatore nei panni di Dante, avviato a un percorso iniziatico, accompagnato dalle guide del Teatro delle Albe, Virgilio e Beatrice che siano. Chi entrerà in questo misterioso luogo di pensieri e sentimenti sarà chiamato a districarsi nei meandri della più attuale “selva oscura” per ritrovare un Dante sciamano, guaritore e artista, ma anche per rispecchiarsi nell’ everyman evocato da Ezra Pound, ovvero quel “ognuno di noi” in cerca di un senso della vita, a mirare la compassione e la salvezza, verso un mondo di felicità e di bellezza».
L’allestimento di Inferno del Teatro delle Albe al Rasi coinvolgerà il pubblico per più di trenta giorni consecutivi, dal 25 maggio al 2 luglio.

Sempre in questo periodo, in tarda mattinata ai Chiostri francescani della zona dantesca, ogni giorno saranno in programma le performance ideate per la seconda edizione del bando internazionale “Giovani artisti per Dante”, rivolto alla nuova generazione di creativi e appassionati di Dante che attraverso un collettivo artistico – la maggioranza dei componenti  dei gruppi partecipanti deve avere meno di 30 anni – è chiamata ad applicare tutti i linguaggi performativi nel progettare spettacoli della durata massima di 40 minuti. Le proposte selezionate comporranno il calendario di quella che è, vista l’ampiezza del calendario (da fine maggio ai primi di luglio) e l’originalità delle produzioni, un piccolo festival nel festival.

DuboisNon da meno è l’opera coreografica ideata da Olivier Dubois, direttore del Centre Choréographique National de Roubaix / Ballet du Nord, che torna al festival con Les mémoires d’un seigneur (in cartellone l’8 giugno al Pala De Andrè), una creazione che – attraverso l’incontro sul palco fra un solo danzatore (Sébastien Perrault) e 40 non professionisti selezionati attraverso un workshop – esplora le nozioni del potere e della tentazione, fino a trasformarsi in un caravaggesco ritratto d’inferno. Il racconto in tre parti de Les Mémoires – quasi un’epica della solitudine che si dipana fra lotte e trionfi in tre “epoche”: La Gloria, La Caduta, L’Addio – si presta così a prologo di un progetto dedicato alla Divina Commedia che impreziosirà con la firma di Dubois il percorso del festival verso il 2021.

Infine, sempre a proposito di grandi firme dello spettacolo e di progetti danteschi, va segnalata l’intenzione, più che una promessa, del compositore Premio Oscar, Michele Piovani – presente all’incontro a Roma – di tornare sulle tracce di Dante con una nuova opera da portare in scena nelle prossime edizioni del Ravenna Festival, come già avvenuto nel 2015 con la produzione de La vita nuova, con la voce recitante di Elio Germano e lo stesso maestro Piovani al piano alla guida di un’orchestra da camera.

Anteprima. Incontro pubblico sull’edizione 2017 del Ravenna Festival
Sabato 26 novembre, alle ore 11, si tiene nel Palazzo dei Congressi di Largo Firenze, la presentazione pubblica del programma della XVIII edizione del Ravenna Festival.
L’incontro – che vedrà la partecipazione di Cristina Mazzavillani Muti, dei condirettori artistici, del Sovrintendente della manifestazione, dell’Assessore comunale alla cultura e del Sindaco di Ravenna – sarà condotto dal giornalista Massimo Bernardini. Come è avvenuto lo scorso anno, oltre all’illustrazione e al commento dei temi e degli eventi in cartellone, sono previste anche esibizioni a sorpresa di artisti ospiti dell’edizione 2017 del festival.    

Video hard scaricati dal web e Viagra importato dall’estero senza autorizzazioni: denunciato il titolare di un sexy shop

Controlli dei carabinieri: oltre mille pillole di Viagra. Denunciato il titolare

Tra i cd masterizzati con video porno scaricati dal web c’erano un migliaio fra pillole e bustine di farmaci vari, tutti di importazione estera ma sprovvisti di autorizzazione per l’immissione in commercio, contenenti il principio attivo del Viagra: nel corso della serata di ieri, 24 novembre, i carabinieri della stazione di Milano Marittima hanno perquisito un sexy shop della località costiera di proprietà di un 50enne. Dopo aver sequestrato la merce, l’uomo è stato denunciato per somministrazione abusiva di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica e importazione di medicinali senza autorizzazione.

Negli scatti di Zanni un viaggio nella Ravenna post-Deserto Rosso

In uscita Cosa Resta: il libro del blogger di R&D disponibile dal 27 novembre all’inaugurazione della mostra al Mar nel festival Transmissions

Cosa resta a Ravenna, a mezzo secolo di distanza dall’uscita di Deserto Rosso, del corpo di quei luoghi di produzione, che all’epoca di Antonioni simboleggiavano in qualche modo l’evoluzione del contemporaneo? È la domanda che si pone Adriano Zanni nell’introduzione del suo libro Cosa Resta (racconti d’osservazione) e la risposta sta nella settantina di foto che riempiono le 84 pagine del volume in uscita in questi giorni per le edizioni Reclam (15 euro).

È una raccolta in bianconero che racconta la Ravenna post-Deserto Rosso (con testi introduttivi di Elettra Stamboulis, Walter Pretolani e Davide Reviati), tratta dal lavoro che Zanni da anni conduce sul suo blog “Fulmini&Saette” ospitato sulle pagine del nostro sito. Una nuova tappa di un lavoro di ricerca che Zanni conduce su queste tematiche e che mostrano il nostro territorio sotto un’angolazione inedita e lontana da qualsiasi patina. Il volume sarà disponibile a partire da domenica 27 novembre quando inaugura l’omonima mostra al Museo d’Arte della città di Ravenna all’interno del festival Transmissions a partire dalle 16 (ingresso gratuito). La mostra resterà visitabile fino all’8 gennaio.

Così l’autore, in un passaggio dell’introduzione al libro, racconta il suo lavoro: «Un’esplorazione fotografica del territorio in cui viviamo, una ricerca sul paesaggio urbano, vedute delle città e dei suoi aspetti meno noti ed esplorati. Un viaggio durato anni seguendo itinerari non segnalati dalle guide turistiche».

Negli scatti di Zanni un viaggio nella Ravenna post-Deserto Rosso

In uscita Cosa Resta: il libro del blogger di R&D disponibile dal 27 novembre all’inaugurazione della mostra al Mar nel festival Transmissions

Cosa resta a Ravenna, a mezzo secolo di distanza dall’uscita di Deserto Rosso, del corpo di quei luoghi di produzione, che all’epoca di Antonioni simboleggiavano in qualche modo l’evoluzione del contemporaneo? È la domanda che si pone Adriano Zanni nell’introduzione del suo libro Cosa Resta (racconti d’osservazione) e la risposta sta nella settantina di foto che riempiono le 84 pagine del volume in uscita in questi giorni per le edizioni Reclam (15 euro).

È una raccolta in bianconero che racconta la Ravenna post-Deserto Rosso (con testi introduttivi di Elettra Stamboulis, Walter Pretolani e Davide Reviati), tratta dal lavoro che Zanni da anni conduce sul suo blog “Fulmini&Saette” ospitato sulle pagine del nostro sito. Una nuova tappa di un lavoro di ricerca che Zanni conduce su queste tematiche e che mostrano il nostro territorio sotto un’angolazione inedita e lontana da qualsiasi patina. Il volume sarà disponibile a partire da domenica 27 novembre quando inaugura l’omonima mostra al Museo d’Arte della città di Ravenna all’interno del festival Transmissions a partire dalle 16 (ingresso gratuito). La mostra resterà visitabile fino all’8 gennaio.

Così l’autore, in un passaggio dell’introduzione al libro, racconta il suo lavoro: «Un’esplorazione fotografica del territorio in cui viviamo, una ricerca sul paesaggio urbano, vedute delle città e dei suoi aspetti meno noti ed esplorati. Un viaggio durato anni seguendo itinerari non segnalati dalle guide turistiche».

Solidarietà ai terremotati: la Fabionlus raccoglie mille euro per Accumoli

L’iniziativa dell’associazione ravennate di volontariato nata a sostegno di Fabio Bazzocchi e chi lotta contro la Sla

Un bonifico di mille euro già inoltrato in favore del Comune di Accumoli (Rieti) e una raccolta fondi che terminerà il 20 dicembre: è la risposta della Fabionlus, associazione ravennate di volontariato nata a sostegno di Fabio Bazzocchi e chi come lui combatte contro la Sla, all’appello di sostegno alle zone terremotate nel centro Italia. Tutto è stato possibile grazie ai soci della Onlus e a tutti coloro che sostengono l’associazione partecipando ai diversi eventi organizzati al sostegno della Cassa di Risparmio di Ravenna. «Mercoledì 23 novembre è stato organizzato un incontro con alcuni nostri volontari attivi e il sindaco di Accumoli Stefano Petrucci, per portare direttamente la nostra testimonianza di solidarietà sui luoghi scenario degli eventi naturali che dal 24 agosto assediano il centro Italia. Abbiamo in perfetta armonia convenuto di mantenere le relazioni durature nel tempo, sia per poter trovare altri fondi con la campagna di raccolta già messa in atto direttamente con FabiOnlus (www.fabionlus.it e www.facebook.com/fabionlus), sia con nuovi eventi per creare occasioni di incontro in ambito socio-culturale, con invito alle scolaresche a visitare la città di Ravenna appena le condizioni normalizzatesi lo permetteranno. Abbiamo portato i saluti del nostro sindaco Michele De Pascale e di tutta l’amministrazione comunale di Ravenna».

500mila euro con un “Gratta e vinci” «Il vincitore vive nella zona di Mezzano»

Il biglietto fortunato da 5 euro acquistato nella tabaccheria Dana’s in via Reale. Il titolare: «Cliente saltuario, lo conosco di vista…»

Spendendo 5 euro per acquistare un biglietto “Gratta e vinci” ha fatto il colpaccio: vincita da 500mila euro. Il ticket fortunato è stato acquistato nei giorni scorsi nella tabaccheria Dana’s in via Reale a Mezzano. I titolari, i fratelli Dino e Dana Dalfiume, hanno ricevuto oggi i ringraziamenti del vincitore: «È una persona che vive nella zona, lo conosciamo di vista, cliente saltuario. Ha chiesto di non rivelare nulla sulla sua identità».

Mezzo milione di euro è la vincita massima per i biglietti della serie Doppia Sfida. Il titolare dice: «Ogni tanto un biglietto lo compriamo quasi tutti ma personalmente mi viene sempre da chiedere dove siano quelli vincenti. Scoprire che uno è andato proprio a qualcuno che conosco e mi fa piacere».

La tabaccheria è all’interno dell’omonimo bar aperto una quindicina di anni fa. I “Gratta e vinci” invece li hanno introdotti da un paio di anni: «Si vendono e la gente li compra. Sono una buona possibilità di guadagno. Più o meno ne vendiamo una cinquantina in media al giorno». L’acquirenti abituale? «Spesso pensionati, capaci di comprare anche 20 euro alla volta. In generale quelli che comprano più biglietti sono persone che sono più in difficoltà economiche…».

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