Quattordicesima edizione della manifestazione dedicata al Sangiovese e ai vini di Romagna. Dal 21 ottobre spazio anche al mangiare
Non solo vino ma anche cibo, non più solo in una piazza ma in sei: la quattordicesima edizione di Giovinbacco, manifestazione enologica dedicata al Sangiovese e agli altri vini romagnoli, come nel 2015 si svolgerà nel centro storico di Ravenna (dal 21 al 23 ottobre) ma in una versione ampliata, sia negli spazi occupati che nell’offerta enogastronomica.
Dove si beve? Ricordando le difficoltà dell’anno scorso quando i visitatori assaltarono il piccolo stand in piazza del Popolo, quest’anno le degustazioni di vino si terrano anche nell’adiacente piazza Garibaldi: «L’allestimento – spiegano gli organizzatori – sarà diverso dalla passata edizione e lo spazio a disposizione del pubblico e delle cantine sarà più ampio: in questo modo la degustazione sarà facilitata e il contatto fra pubblico, produttori e sommelier sarà più agevole».
Dove si mangia? Il cibo invece troverà spazio in piazza Garibaldi e altre quattro aree del centro: piazza dell’Unità d’Italia, piazza XX Settembre, piazza Einaudi e piazza San Francesco. Questa l’offerta a disposizione dei visitatori: in piazza Garibaldi l’alleanza Slow Food dei Cuochi con la presenza di tre ristoranti (Osteria del Gran Fritto, la Campanara e I Passatelli del Mariani); in piazza XX settembre i chioschi con le piadine di Ravenna, Rimini e Cesenatico (tre maniere differenti di interpretare il cibo di strada per eccellenza della Romagna) e quelli con le birre artigianali; in piazza Unità d’Italia gli stand di Slow Food e dell’Associazione Il Lavoro dei Contadini con prodotti, incontri, laboratori, degustazioni, artigianato artistico e piatti cucinati al momento; in piazza Einaudi gli stand per la degustazione del cibo di strada di qualità con Osteria L’Acciuga, Ristorante Casa di Mare, Casa Spadoni, Per Te Catering e Borgo dei Guidi; in piazza San Francesco lo stand della Pasticceria Palumbo propone per tre giorni le panelle, gli arancini di Sicilia e altre specialità. Anche quest’anno sabato e domenica appuntamento con Madra, il mercato agricolo domenicale di Ravenna nelle vie Gordini e Corrado Ricci.
Quanto costa? L’ingresso in tutti gli spazi e stand è libero. Per gli assaggi di vino sono a disposizione carnet di tagliandi per le degustazioni (4, 6 e 10), che si acquistano in Piazza del Popolo e in Piazza Garibaldi con un costo da 8 euro a 15 euro con il calice e da 6 a 13 euro senza calice. Per alcune degustazinoi particolari sono necessari due tagliandi. I biglietti per l’assaggio del cibo di strada si acquistano nei singoli stand o chioschi e gli acquisti alle bancarelle del mercato agricolo e artigianale si fanno direttamente al banco vendita. Novità di quest’anno la possibilità di pagare con la app di Satispay usufruendo di agevolazioni e sconti sulle consumazioni con il semplice utilizzo di un cellulare.
Chi organizza? L’evento è realizzato con il patrocinio e la compartecipazione del Comune nonché con la collaborazione di numerosissimi soggetti pubblici e privati. Alla presentazione dell’evento in municipio c’erano l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini, l’assessore al Commercio e alle attività produttive del Comune Massimo Cameliani, il presidente dell’agenzia Tuttifrutti Nevio Ronconi e alcuni rappresentanti della Condotta Slow Food di Ravenna. Con loro anche il sindaco Michele de Pascale: «Con questo evento Ravenna diventa vetrina di eccellenze enogastronomiche di tutta la Romagna. Questo è molto importante nell’ottica di concepire la Romagna come unica grande destinazione turistica». Per ogni ulteriore informazione anche sul calendario di iniziative ed eventi collaterali è possibile consultare il sito web www.giovinbacco.it.
«In provincia di Ravenna, nel corso dell’anno il fatturato abusivo delle sagre nel mercato della ristorazione è di oltre 37 milioni di euro». Lo afferma uno studio della Confcommercio. Che così descrive la distorsione del fenomeno: «Si presentano come sagre ma in realtà sono vere e proprie attività commerciali, una sorta di somministrazione parallela che poco o nulla ha a che fare con le sagre propriamente dette».
Caricate i telefonini e allenate le falangi: è tutto pronto per una battuta di caccia al Pokemon. Appuntamento alla multisala Cinemacity di Ravenna sabato 24 settembre dalle 17 alle 21 con il primo “Pokémon Go Day”: quattro ore dedicate al celebre videogioco basato sulla realtà aumentata in cui si potranno catturare i mostriciattoli attirati dalle esche attivate dagli organizzatori nei due pokestop ma anche chiedere consigli e trucchi a Loris Pagano, il 27enne ravennate che per primo in Italia ha cominciato a fare l’allenatore di Pokemon a pagamento per conto di altri. Appuntamento per gli appassionati nella hall del Cinemacity, ingresso bowling.
Nell’ambito dei lavori di riqualificazione di piazza Kennedy, è in programma la riasfaltatura di via D’Azeglio tra via Gioacchino Rasponi e via Luca Longhi: i lavori si svolgeranno dalle 9 di venerdì 23 settembre alle 6 di sabato 24, anche nelle ore notturne. Per via del cantiere la viabilità subirà delle modifiche.
Sul bancone del bar è rimasto il segno della punta del coltello piantata nel ripiano: è il biglietto da visita con cui un operaio 51enne si è presentato nel locale dove lavora una 40enne per convincerla a lasciare il marito e riprendere la relazione sentimentale che avevano cominciato due mesi prima. È finita con l’arresto dell’uomo per stalking e porto d’arma bianca: il giudice ha convalidato l’arresto e disposto il divieto di avvicinamento alla donna. Fondamentale per l’esito della vicenda, come riconoscono gli stessi carabinieri che sono intervenuti, è stata la prontezza e il coraggio della barista che si è chiusa nella saletta delle slotmachine e da lì ha chiamato il 112.
«Da novanta giorni Ravenna ha una nuova amministrazione in carica ma la città è ferma al palo. Cosa ha prodotto l’amministrazione in carica in questo arco temporale di tre mesi? Cosa ne è stato delle sfavillanti promesse elettorali?». Il giudizio impietoso sull’operato della giunta De Pascale viene dal consigliere comunale Massimiliano Alberghini, entrato a Palazzo Merlato dopo aver perso il ballottaggio con l’ex segretario provinciale del Pd.
A Ravenna una casa su quattro è sfitta: è il primo comune a livello nazionale per la case vuote (28,37 percento per 27.118 immobili). Precede di poco Reggio Calabria (27,3 percento e 26.214 immobili). La media regionale è del 20,4 e quella nazionale del 22,6. È quanto emerge da un’analisi sulle abitazioni di Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato nella locazione con 340 agenzie.
Scuole dove calano iscritti e si chiudono sezioni e dall’altra parte scuole che vedono crescere il numero di studenti e il numero di classi. La fotografia dell’anno che arriva conferma un trend, a Ravenna città, che vede come punti particolarmente in difficoltà il centro storico e la darsena. In particolare la scuola Mordani, quella più centrale, aprirà anche quest’anno solo due sezioni con pochi bambini ognuna e anche la media collegata, la Damiano Novello, per tanto tempo considerata in passato il fiore all’occhiello delle scuole medie, vede calare il numero di prime attivate. C’è chi, per spiegare in particolare il calo della Mordani, punta il dito sulla chiusura di piazza Kennedy alle auto e la conseguente difficoltà per i genitori di portare a scuola i figli. «In realtà – dice l’assessore all’istruzione Ouidad Bakkali a cui si deve peraltro la recente riorganizzazione degli istituti comprensivi della città – questa è una semplificazione che non fotografa una realtà ben più complessa che ha molto a che fare invece su come e dove si insediano le nuove famiglie. Il centro storico è in sofferenza su questo fronte ed è un tema che deve essere affrontato globalmente a livello di giunta, un tema che già molte altre città si stanno ponendo. E si tratta di una tendenza che avevamo previsto, anche per questo l’anno scorso abbiamo rivisto lo stradario e cercato di ampliare quello afferente alla Guido Novello, proprio perché questo calo era prevedibile. Ed è sempre per questo che ci sono state rigidità alle richieste di spostamento di alcune famiglie, per evitare svuotamenti. Ma in generale le scuole sono sempre una cartina di tornasole di come cambiano gli insediamenti». Non a caso a crescere sono invece scuole più periferiche, a sud, dove apre la nuova media Randi (vedi pagina 17) e anche nell’Istituto San Biagio dove sia la primaria Camerani attiverà una prima in più rispetto allo scorso anno sia la media Don Minzoni. Altra scuola in difficoltà per numero di iscritti è la primaria Pasini. Qui più che l’aspetto legato alle residenza è la scelta di molte famiglie di iscrivere i figli altrove, temendo l’alta percentuale di bambini figli di stranieri che abitano nella zona della darsena e frequentano la scuola. «Su questo invece vorrei lavorare e fare la parte che può compotere al Comune per far diventare questo presunto punto debole un punto di forza, farla diventare un luogo di sperimentazione avanzata proprio sul tema dell’intercultura. Uno degli elementi su cui vogliamo insistere di più in generale, voglio infatti chiamare esperti e studiosi di fama nazionale per lavorare su questo fronte». Che si tratti di un tema ancora molto sentito dalle famiglie italiane di nascita lo ha dimostrato anche il recente allarme sollevato da Alberto Ancarani (Forza Italia) rispetto a presunte “classi ghetto” alla Don Minzoni. «In quel caso tuttavia si trattava di una polemica infondata, come mi ha assicurato la dirigente». E però resta vero che a guardare le composizioni delle prime nelle sezioni A, B e C di cognomi stranieri quasi non se ne vedono e la distribuzione non è comunque omogenea. «Io non so quali criteri siano stati attuati, chi può escludere che i bambini con quei cognomi siano per esempio i primi delle classe? Piuttosto c’è da chiedersi perché per esempio corsi come il musicale (la sezione A) o quello con il potenziamento sulla seconda lingua (la B) non ricevano richieste da stranieri. Per esempio, le famiglie sono state adeguatamente informate?».
Alla pattuglia dei carabinieri di passaggio per strada ha detto che stava solo litigando con la moglie ma i segni sul volto della donna, e le passate richieste di aiuto fatte da lei al 112, dicevano altro: i militari della compagnia di Ravenna, nel pomeriggio del 20 settembre in via Travaglini, hanno arrestato un 37enne albanese per maltrattamenti in famiglia.
Matteo Cagnoni «ha risposto a tutte le domande del giudice e si è professato innocente». Così l’avvocato Giovanni Trombini, difensore del dermatologo fiorentino accusato di aver ucciso la moglie Giulia Ballestri, all’uscita dal carcere fiorentino dopo l’interrogatorio davanti al gip di 4 ore. Giudice che ha poi convalidato il fermo e disposto per Cagnoni la misura della custodia cautelare in carcere.