sabato
02 Maggio 2026

Lascia il cane in macchina al sole e va in spiaggia: 23enne denunciata

Rischia un’ammenda fino a 10mila euro per maltrattamento L’animale sta bene: è sotto sequestro affidato al canile municipale

Ha lasciato il cane, un meticcio di piccola taglia, nell’auto parcheggiata al sole ed è andata in spiaggia con i familiari. La polizia municipale ha denunciato una 23enne straniera per maltrattamento di animali. L’episodio risale a domenica 31 luglio. Il cane è stato sottoposto a sequestro e affidato al canile municipale, in attesa delle disposizioni dell’autorità giudiziaria. Il reato contestato alla donna è punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda fino a 10mila euro. La norma prevede tale sanzione per chi abbandona animali o comunque ne provoca gravi sofferenze.

Coinvolto in un assalto in villa finito con un morto: arrestato a Mirabilandia

Rapina sedici anni fa, deve scontare 9 anni di carcere. Era nella località omonima al parco giochi. Con lui altri tre: 133 identità diverse

Per un assalto in villa a Monselice avvenuto sedici anni fa, finito con un imprenditore ferito da un colpo di pistola e un rapinatore uccido da una fucilata, è stato condannato nel 2014 a quasi nove anni di carcere con un mandato di arresto europeo per la estradizione: i carabinieri l’hanno trovato a bordo di un’Alfa Romeo 156 nel parcheggio del McDonald’s nella località Mirabilandia che prende il nome dal parco divertimenti in zona. A bordo con il 35enne c’erano altri tre uomini: in totale il gruppo ha più identità diverse che anni. Infatti i quattro hanno 128 anni e 133 alias.

I militari del Radiomobile della compagnia di Cervia Milano Marittima, nel corso di servizio perlustrativo per il controllo del territorio finalizzato alla verifica dei nomadi in transito, hanno proceduto al controllo di alcuni mezzi in sosta nel parcheggio del fastfood. Con gli accertamenti fotodattiloscopici in caserma sono stati identificati: gli italiani M.M. (38enne, 53 alias) e M.V. (18enne, 11 alias) e i croati I.D. (17enne, 12 alias) e il 35enne già ricordato (57 alias). I primi tre sono nomadi stanziali nei campi dell’hinterland milanese (Muggiano e Baranzate di Bollate).

Per il quarto, come ricordato, pende un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso nel 2014 dall’ufficio esecuzioni penali della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Venezia, dovendo espiare la pena di otto anni di reclusione per concorso nei reati di tentata rapina aggravata, tentato omicidio, lesioni personali aggravate e ricettazione di armi, commessi nelle province di Padova e Rovigo nel 2000.

Il 12 marzo di sedici anni fa a casa Carturan ci sono Walter, imprenditore tessile, con la moglie Mirella Bianchi, suo fratello Flavio e la cognata in attesa di ospiti per la cena. All’assalto di un commando ne nasce un conflitto a fuoco tra malviventi e il padrone di casa armato di fucile da caccia. A terra resta uno dei rapinatori, gli altri scappano e uno viene abbandonato ferito al pronto soccorso.

Nomine cda Sapir: Confindustria contro la scelta della Camera di Commercio

L’ente camerale era solito indicare un Industriale ma questa volta metterà un suo dirigente. Si scalda il clima per la riunione dei soci

Il rinnovo del consiglio di amministrazione di Sapir, società terminalista a maggioranza pubblica operativa nel porto di Ravenna dove possiede vaste aree di superficie e immobili, diventa un terreno di scontro tra i poteri della città e le loro rappresentenze. Alla vigilia dell’assemblea dei soci che dovrà nominare i consiglieri e il presidente, Confindustria Romagna attacca la scelta della Camera di Commercio di Ravenna (proprietaria dell’11 percento di quote) che ha annunciato agli azionisti l’intenzione di nominare una propria dirigente nel cda e non più un esponente de mondo industriale, rompendo una consuetudine che durava da lungo tempo.

Gli Industriali in una nota scritta inviata alla stampa l’1 agosto parlano di «vivo rammarico» per la rottura «unilaterale di una lunga tradizione di scelte condivise, richiamata anche al Tavolo delle associazioni di categoria il 22 luglio scorso». Confindustria ricorda che le Camere di Commercio «sono state istituite per promuovere gli interessi commerciali e industriali, al loro interno si coordinano le associazioni imprenditoriali con l’obbiettivo dello sviluppo del territorio e nel rispetto di questo clima di collaborazione leale, è sempre stato un principio condiviso che all’interno del consiglio di amministrazione di Sapir fosse indicata dall’ente camerale di Ravenna una figura espressione di Confindustria, che è l’associazione più rappresentativa del porto».

Motivo del cambio di rotta? Secondo Confindustria Romagna, che parla attraverso il presidente Paolo Maggioli, «non sono stati dati validi motivi, se non un richiamo alla possibile fusione dell’ente camerale di Ravenna con quello di Ferrara, che non ha alcuna concreta attinenza con Sapir e che è tra l’altro una scelta non condivisa da Confindustria».

Tra i diplomati al master di Alma-Ais per sommelier la migliore è una ravennate

La 31enne Ilaria Di Nunzio ha superato la prova finale della Scuola internazionale di cucina italiana di cui è rettore Gualtiero Marchesi

Tra i venti studenti, provenienti da tutta Italia, che hanno superato l’esame finale all’ottavo master per sommelier promosso da Alma (Scuola internazionale di cucina italiana di cui è rettore Gualtiero Marchesi) in collaborazione con Ais (Associazione italiana sommelier) una ravennate è risultata tra le due migliori in assoluto. Si tratta della 31enne Ilaria Di Nunzio.

Dopo aver lavorato come impiegata amministrativa per aziende pubbliche e di informazioni turistiche, la trentunenne ravennate si è avvicinata prima al mondo della ristorazione, occupandosi di marketing nel settore del catering e del banqueting, e poi a quello della sommellerie. Nell’ambito del master ha svolto l’esperienza di stage al ristorante Uliassi dello chef Mauro Uliassi, a Senigallia (Ancona).

Il diploma è arrivato dopo un percorso della durata di nove mesi, tra fase residenziale (sette mesi di aula e uscite didattiche) e due mesi di stage in prestigiose strutture legate al mondo del vino. Il master si caratterizza per il suo focus sulla comunicazione e sul marketing del vino e del mondo del beverage in generale. In totale, se si considerano le prime sette edizioni gli studenti diplomati sono stati 113. L’avvio della nona edizione è previsto il prossimo 19 settembre: il gruppo classe è già al completo.

Come spiega Ciro Fontanesi, coordinatore di Alma Wine Academy, «l’obiettivo del master è formare delle figure tecniche di livello superiore, che oltre alla conoscenza e al servizio, sappiano padroneggiare tutti gli aspetti inerenti la gestione, il marketing e la comunicazione dell’azienda produttrice o delle strutture a essa affini».

Tra i diplomati al master di Alma-Ais per sommelier la migliore è una ravennate

La 31enne Ilaria Di Nunzio ha superato la prova finale della Scuola internazionale di cucina italiana di cui è rettore Gualtiero Marchesi

Tra i venti studenti, provenienti da tutta Italia, che hanno superato l’esame finale all’ottavo master per sommelier promosso da Alma (Scuola internazionale di cucina italiana di cui è rettore Gualtiero Marchesi) in collaborazione con Ais (Associazione italiana sommelier) una ravennate è risultata tra le due migliori in assoluto. Si tratta della 31enne Ilaria Di Nunzio.

Dopo aver lavorato come impiegata amministrativa per aziende pubbliche e di informazioni turistiche, la trentunenne ravennate si è avvicinata prima al mondo della ristorazione, occupandosi di marketing nel settore del catering e del banqueting, e poi a quello della sommellerie. Nell’ambito del master ha svolto l’esperienza di stage al ristorante Uliassi dello chef Mauro Uliassi, a Senigallia (Ancona).

Il diploma è arrivato dopo un percorso della durata di nove mesi, tra fase residenziale (sette mesi di aula e uscite didattiche) e due mesi di stage in prestigiose strutture legate al mondo del vino. Il master si caratterizza per il suo focus sulla comunicazione e sul marketing del vino e del mondo del beverage in generale. In totale, se si considerano le prime sette edizioni gli studenti diplomati sono stati 113. L’avvio della nona edizione è previsto il prossimo 19 settembre: il gruppo classe è già al completo.

Come spiega Ciro Fontanesi, coordinatore di Alma Wine Academy, «l’obiettivo del master è formare delle figure tecniche di livello superiore, che oltre alla conoscenza e al servizio, sappiano padroneggiare tutti gli aspetti inerenti la gestione, il marketing e la comunicazione dell’azienda produttrice o delle strutture a essa affini».

Rio 2016, cinque ravennati ai Giochi Nella storia delle Olimpiadi sono 53

La prima volta nel 1932: a Los Angeles andarono in quattro. L’ultimo podio nel 2008 con Idem. In totale 18 medaglie: due ori per Maenza

Ci saranno cinque ravennati tra i 297 atleti della spedizione italiana a Rio de Janeiro per la trentunesima edizione dei Giochi olimpici estivi (dal 5 al 21 agosto). Un manipolo composto da Marcello Miani (canottaggio), Daigoro Timoncini (lotta), Serena Ortolani (pallavolo), Carlotta Zofkova (nuoto) e Sara Errani (tennis). Proveranno a portare una medaglia a Ravenna quattro anni dopo il nulla conquistato dai quattro ravennati a Londra: nel Regno Unito si spezzò una striscia di cinque edizioni consecutive con medagliati bizantini, da Barcellona 1992 a Pechino 2008 passando per Atlanta, Sidney e Atene. Nella pattuglia ravennate in Brasile vanno ricordati anche i nomi di tecnici o atleti ravennati di adozione: Davide Cassani ct del ciclismo, Marco Bonitta e Massimo Taglioli ct e scoutman nella pallavolo, Francesco Damiani allenatore nella boxe, Matteo Manzi massaggiatore nella mountain bike, Jessica Rossi nel tiro a volo e Marta Menegatti nel beach volley.

NUMERI La presenza ravennate ai prossimi Giochi sarà in buona sostanza in linea con il recente passato: già detto di Londra, andando a ritroso troviamo gli otto di Pechino, i quattro di Atene, i nove di Sydney (con la curiosità di ben quattro residenti a Madonna dell’Albero), i dieci di Atlanta (il record), i sette di Barcellona, i sei di Seul, i cinque di Los Angeles, i quattro di Mosca, i tre di Montreal, i tre di Monaco, i due di Città del Messico e uno solo a Tokyo. In totale, comprese le presenze precedenti all’appuntamento giapponese del 1964, fanno 92 presenze con 54 atleti diversi.

MEDAGLIERE BIZANTINO In totale il medagliere ravennate recita cinque ori, sette argenti e sei bronzi. La prima edizione che fruttò una medaglia ad atleti ravennati fu quella di Los Angeles 1932. Si presentarono in quattro in California e tutti e quattro andarono sul podio: Renzo Morigi oro e Domenico Matteucci bronzo nella pistola automatica, Omero Bonoli argento nella ginnastica specialità cavallo con maniglia e Ercole Gallegati bronzo nella lotta grecoromana. Sedici anni dopo è ancora Gallegati a gioire con un altro bronzo. Dovranno poi passare ventiquattro anni per un’altra medaglia e sarà di nuovo un bronzo nella lotta con Gian Matteo Ranzi. Nel 1984 la kermesse torna a Los Angeles e Ravenna torna a tingersi d’oro: è ancora la lotta il forziere ravennate, questa volta con il faentino Vincenzo Maenza. Nella stessa edizione Francesco Damiani nella boxe è costretto ad arrendersi in finale portando a casa l’argento (l’ex pugile di Bagnacavallo oggi è allenatore della nazionale presente a Rio). Il nome di Maenza tornerà ancora: di nuovo oro a Seul 1988 e argento a Barcellona 1992. I Giochi americani del ’96 vedono il primo podio di una 32enne canoista Josefa Idem, l’argento per Andrea Gardini e Vigor Bovolenta nella pallavolo ma anche gli ori nella scherma per il lughese Guido Marzari (allenatore della squadra maschile di spada) e nel ciclismo per Andrea Collinelli (inseguimento su pista). In Australia quattro anni più tardi Gardini si ferma un gradino più sotto mentre Idem arriva all’oro. Per la canoista arriveranno altri due argenti consecutivi.

NOTTI IN BIANCO Ecco il calendario degli esordi dei ravennati a Rio. Il primo ravennate sarà Davide Cassani, ct del ciclismo su strada: il 6 agosto dalle 19.30 (ora italiana, in Brasile saranno le 14.30) è in programma la prova in linea. Il 10 agosto invece sarà il momento della prova a cronometro. Sempre dal 6 agosto cominciano gli appuntamenti della boxe: ad allenare gli azzurri c’è Francesco Damiani. Anche il torneo olimpico di tennis parte il 6 agosto con i primi incroci: Sara Errani in doppio con Roberta Vinci tenterà l’assalto a una medaglia. Il 7 agosto sarà una giornata ricca di esordi per gli atleti di Ravenna: in campo alle 3.35 (le 22.35 del 6 agosto in Brasile) la pallavolo femminile che vedrà impegnati il coach Marco Bonitta, la schiacciatrice Serena Ortolani e lo scoutman Massimo Taglioli per la prima partita del girone contro la Serbia. Alle 14 italiane sarà la volta di Jessica Rossi che proverà a difendere l’oro di Londra nel trap femminile del tiro a volo. Poi appuntamento con il canottaggio: cominciano le batterie maschili e alle 16.20 italiane ci sarà Marcello Miani in coppia con Andrea Micheletti per il doppio pesi leggeri. L’esordio di Marta Menegatti arriverà quando in Italia sarà già l’8 agosto: alle 3 di notte (le 22 del 7 per il Brasile) la beacher sarà sulla sabbia brasiliana in coppia con Viktoria Orsi Toth contro Canada. Il 12 agosto alle 18 italiane scende in vasca la lughese Carlotta Zofkova con la staffetta del nuoto 4×100 misti. Il 15 agosto alle 15 sul tappeto il lottatore Daigoro Timoncini. Negli ultimi due giorni di Olimpiade, 21 e 22 agosto, sarà la volta della mountain bike: il massaggiatore degli atleti azzurri è Matteo Manzi.

Rio 2016, cinque ravennati ai Giochi Nella storia delle Olimpiadi sono 53

La prima volta nel 1932: a Los Angeles andarono in quattro. L’ultimo podio nel 2008 con Idem. In totale 18 medaglie: due ori per Maenza

Ci saranno cinque ravennati tra i 297 atleti della spedizione italiana a Rio de Janeiro per la trentunesima edizione dei Giochi olimpici estivi (dal 5 al 21 agosto). Un manipolo composto da Marcello Miani (canottaggio), Daigoro Timoncini (lotta), Serena Ortolani (pallavolo), Carlotta Zofkova (nuoto) e Sara Errani (tennis). Proveranno a portare una medaglia a Ravenna quattro anni dopo il nulla conquistato dai quattro ravennati a Londra: nel Regno Unito si spezzò una striscia di cinque edizioni consecutive con medagliati bizantini, da Barcellona 1992 a Pechino 2008 passando per Atlanta, Sidney e Atene. Nella pattuglia ravennate in Brasile vanno ricordati anche i nomi di tecnici o atleti ravennati di adozione: Davide Cassani ct del ciclismo, Marco Bonitta e Massimo Taglioli ct e scoutman nella pallavolo, Francesco Damiani allenatore nella boxe, Matteo Manzi massaggiatore nella mountain bike, Jessica Rossi nel tiro a volo e Marta Menegatti nel beach volley.

NUMERI La presenza ravennate ai prossimi Giochi sarà in buona sostanza in linea con il recente passato: già detto di Londra, andando a ritroso troviamo gli otto di Pechino, i quattro di Atene, i nove di Sydney (con la curiosità di ben quattro residenti a Madonna dell’Albero), i dieci di Atlanta (il record), i sette di Barcellona, i sei di Seul, i cinque di Los Angeles, i quattro di Mosca, i tre di Montreal, i tre di Monaco, i due di Città del Messico e uno solo a Tokyo. In totale, comprese le presenze precedenti all’appuntamento giapponese del 1964, fanno 92 presenze con 54 atleti diversi.

MEDAGLIERE BIZANTINO In totale il medagliere ravennate recita cinque ori, sette argenti e sei bronzi. La prima edizione che fruttò una medaglia ad atleti ravennati fu quella di Los Angeles 1932. Si presentarono in quattro in California e tutti e quattro andarono sul podio: Renzo Morigi oro e Domenico Matteucci bronzo nella pistola automatica, Omero Bonoli argento nella ginnastica specialità cavallo con maniglia e Ercole Gallegati bronzo nella lotta grecoromana. Sedici anni dopo è ancora Gallegati a gioire con un altro bronzo. Dovranno poi passare ventiquattro anni per un’altra medaglia e sarà di nuovo un bronzo nella lotta con Gian Matteo Ranzi. Nel 1984 la kermesse torna a Los Angeles e Ravenna torna a tingersi d’oro: è ancora la lotta il forziere ravennate, questa volta con il faentino Vincenzo Maenza. Nella stessa edizione Francesco Damiani nella boxe è costretto ad arrendersi in finale portando a casa l’argento (l’ex pugile di Bagnacavallo oggi è allenatore della nazionale presente a Rio). Il nome di Maenza tornerà ancora: di nuovo oro a Seul 1988 e argento a Barcellona 1992. I Giochi americani del ’96 vedono il primo podio di una 32enne canoista Josefa Idem, l’argento per Andrea Gardini e Vigor Bovolenta nella pallavolo ma anche gli ori nella scherma per il lughese Guido Marzari (allenatore della squadra maschile di spada) e nel ciclismo per Andrea Collinelli (inseguimento su pista). In Australia quattro anni più tardi Gardini si ferma un gradino più sotto mentre Idem arriva all’oro. Per la canoista arriveranno altri due argenti consecutivi.

NOTTI IN BIANCO Ecco il calendario degli esordi dei ravennati a Rio. Il primo ravennate sarà Davide Cassani, ct del ciclismo su strada: il 6 agosto dalle 19.30 (ora italiana, in Brasile saranno le 14.30) è in programma la prova in linea. Il 10 agosto invece sarà il momento della prova a cronometro. Sempre dal 6 agosto cominciano gli appuntamenti della boxe: ad allenare gli azzurri c’è Francesco Damiani. Anche il torneo olimpico di tennis parte il 6 agosto con i primi incroci: Sara Errani in doppio con Roberta Vinci tenterà l’assalto a una medaglia. Il 7 agosto sarà una giornata ricca di esordi per gli atleti di Ravenna: in campo alle 3.35 (le 22.35 del 6 agosto in Brasile) la pallavolo femminile che vedrà impegnati il coach Marco Bonitta, la schiacciatrice Serena Ortolani e lo scoutman Massimo Taglioli per la prima partita del girone contro la Serbia. Alle 14 italiane sarà la volta di Jessica Rossi che proverà a difendere l’oro di Londra nel trap femminile del tiro a volo. Poi appuntamento con il canottaggio: cominciano le batterie maschili e alle 16.20 italiane ci sarà Marcello Miani in coppia con Andrea Micheletti per il doppio pesi leggeri. L’esordio di Marta Menegatti arriverà quando in Italia sarà già l’8 agosto: alle 3 di notte (le 22 del 7 per il Brasile) la beacher sarà sulla sabbia brasiliana in coppia con Viktoria Orsi Toth contro Canada. Il 12 agosto alle 18 italiane scende in vasca la lughese Carlotta Zofkova con la staffetta del nuoto 4×100 misti. Il 15 agosto alle 15 sul tappeto il lottatore Daigoro Timoncini. Negli ultimi due giorni di Olimpiade, 21 e 22 agosto, sarà la volta della mountain bike: il massaggiatore degli atleti azzurri è Matteo Manzi.

Nasce lo Juventus Club Ravenna «Non poteva esserci solo per l’Inter…»

Intitolato all’Avvocato, la fondazione a Punta Marina il 3 agosto, primo presidente un 23enne di Mandriole: «È ora di festeggiare un triplete»

Nel sondaggio tra i fan della pagina Facebook ha superato la bandiera Alessandro Del Piero, forse anche per scaramanzia visto che l’ex capitano è ancora vivo e vegeto, e così sarà intitolato all’avvocato Gianni Agnelli lo Juventus Club Ravenna che nascerà il 3 agosto a Punta Marina, il traguardo che Andrea Battani insegue da un paio di anni. «Ci troveremo alle 18 alla birreria Baia dei Pirati in piazza Saffi, firmeremo lo statuto per la costituzione dell’associazione e inizieremo a fare i tesseramenti. Chiunque è interessato può venire a prendere un aperitivo», spiega il 23enne di Mandriole che si candiderà per essere il primo presidente del club.

Perché creare uno Juve club a Ravenna? «Mi sono detto, c’è quello dell’Inter è non può esserci quelo della Juve? E poi per comprare i biglietti ero costretto ad andare a quello di Faenza». Al centesimo tesseramento (25 euro quota annuale, fissata dalla società di Torino) si potrà richiedere il riconoscimento come club ufficiale: «A quel punto avremo la possibilità di fare i biglietti solo per i soci e organizzare i viaggi per le partite. Ho chiesto qualche preventivo alle società di autobus per essere pronto. Sarebbe bello essere già pronti per la prima di campionato il 20 agosto contro la Fiorentina ma i tempi sono molto stretti e non credo ci riusciremo».

Se lo striscione “Juve Club Ravenna” non sventolerà nella gara contro la Viola sugli spalti del tempio bianconero vorrà dire che ci si troverà a guardarla in tv: «Per le partite in cui non andremo organizzati magari faremo serate con birra e salsiccia aperte a tutti, per stare insieme. Stiamo pensando anche a questo in base alla disponibilità organizzativa».

Il sondaggio, si diceva, qualche tempo fa ha visto prevalere Agnelli. Se fatto oggi forse ci sarebbe stato anche già Higuain tra i papabili per il primo club a suo nome? «Voglio vederlo prima giocare. Io mi ricordo ancora Diego che arrivò dal Wolfsburg che doveva essere un fenomeno e poi è finito male. Certo che con questa squadra sarebbe ora di festeggiare un triplete per dimenticare quello dell’Inter nel 2010 di cui ancora si parla». Idolo di una vita per Battani, manco a dirlo, Del Piero: «Sono cresciuto con le sue giocate, è stato con noi in serie B, sarà lui per sempre il mio idolo».

Non è ancora entrato allo Juventus Stadium ma Battani, responsabile del Ravenna Calcio Balilla che milita nel campionato Uisp, ricorda bene un Bologna-Juve di qualche anno fa giocata in anticipo al venerdì proprio nel giorno del suo compleanno: «Ho chiesto alla mia ragazza di venire con me allo stadio dicendo che il mio compleanno potevo scegliere io come passarlo ma lei si è messa a dire che era troppo freddo e io sono andato da solo. La Juve viene prima, ogni tanto almeno». E assicura che la relazione è tuttora stabile.

Nasce lo Juventus Club Ravenna «Non poteva esserci solo per l’Inter…»

Intitolato all’Avvocato, la fondazione a Punta Marina il 3 agosto, primo presidente un 23enne di Mandriole: «È ora di festeggiare un triplete»

Nel sondaggio tra i fan della pagina Facebook ha superato la bandiera Alessandro Del Piero, forse anche per scaramanzia visto che l’ex capitano è ancora vivo e vegeto, e così sarà intitolato all’avvocato Gianni Agnelli lo Juventus Club Ravenna che nascerà il 3 agosto a Punta Marina, il traguardo che Andrea Battani insegue da un paio di anni. «Ci troveremo alle 18 alla birreria Baia dei Pirati in piazza Saffi, firmeremo lo statuto per la costituzione dell’associazione e inizieremo a fare i tesseramenti. Chiunque è interessato può venire a prendere un aperitivo», spiega il 23enne di Mandriole che si candiderà per essere il primo presidente del club.

Perché creare uno Juve club a Ravenna? «Mi sono detto, c’è quello dell’Inter è non può esserci quelo della Juve? E poi per comprare i biglietti ero costretto ad andare a quello di Faenza». Al centesimo tesseramento (25 euro quota annuale, fissata dalla società di Torino) si potrà richiedere il riconoscimento come club ufficiale: «A quel punto avremo la possibilità di fare i biglietti solo per i soci e organizzare i viaggi per le partite. Ho chiesto qualche preventivo alle società di autobus per essere pronto. Sarebbe bello essere già pronti per la prima di campionato il 20 agosto contro la Fiorentina ma i tempi sono molto stretti e non credo ci riusciremo».

Se lo striscione “Juve Club Ravenna” non sventolerà nella gara contro la Viola sugli spalti del tempio bianconero vorrà dire che ci si troverà a guardarla in tv: «Per le partite in cui non andremo organizzati magari faremo serate con birra e salsiccia aperte a tutti, per stare insieme. Stiamo pensando anche a questo in base alla disponibilità organizzativa».

Il sondaggio, si diceva, qualche tempo fa ha visto prevalere Agnelli. Se fatto oggi forse ci sarebbe stato anche già Higuain tra i papabili per il primo club a suo nome? «Voglio vederlo prima giocare. Io mi ricordo ancora Diego che arrivò dal Wolfsburg che doveva essere un fenomeno e poi è finito male. Certo che con questa squadra sarebbe ora di festeggiare un triplete per dimenticare quello dell’Inter nel 2010 di cui ancora si parla». Idolo di una vita per Battani, manco a dirlo, Del Piero: «Sono cresciuto con le sue giocate, è stato con noi in serie B, sarà lui per sempre il mio idolo».

Non è ancora entrato allo Juventus Stadium ma Battani, responsabile del Ravenna Calcio Balilla che milita nel campionato Uisp, ricorda bene un Bologna-Juve di qualche anno fa giocata in anticipo al venerdì proprio nel giorno del suo compleanno: «Ho chiesto alla mia ragazza di venire con me allo stadio dicendo che il mio compleanno potevo scegliere io come passarlo ma lei si è messa a dire che era troppo freddo e io sono andato da solo. La Juve viene prima, ogni tanto almeno». E assicura che la relazione è tuttora stabile.

«Il Pd vuole la presidenza di Sapir per impedire il rinnovamento del porto»

Ancisi (Lpr) chiede al sindaco un cambio di rotta. Assemblea dei soci il 3 agosto: il toto nomi sotto la lente del decano dell’opposizione

Il prossimo 3 agosto si terrà l’assemblea dei 182 soci di Sapir, società terminalista del porto di Ravenna a maggioranza pubblica, per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione e del suo presidente. Chi prenderà in mano il timone? Il toto nomi come al solito ha messo sul piatto diversi papabili candidati alla successione di Matteo Casadio alla presidenza e Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna e decano dell’opposizione, è critico: «Il Pd pare voler mettere le mani sulla presidenza così da impedire che qualsiasi vento di rinnovamento e di apertura sollevi le acque stagnanti del porto di Ravenna. Le candidature circolate e mai smentite dopo le indiscrezioni di stampa, rispettano il copione semisecolare delle carriere che transitano fulmineamente dagli incarichi politici a quelli professionali o addirittura manageriali, dai ruoli di controllori a quelli di controllati». Per questo Ancisi chiede con urgenza al sindaco Michele de Pascale se, esercitando con fermezza la propria autorità istituzionale e politica, «intenda mettere fine al poltronificio Sapir, proponendo presidente, amministratori e sindaci vigilanti di tale società che siano in discontinuità coi sistemi di potere»

Il cda nominato a giugno 2013 e scaduto con l’approvazione del bilancio 2015 è così composto (sul sito internet di Sapir non è specificato): Matteo Casadio (presidente), Nicola Sbrizzi (vice), Roberta Suzzi, Paolo Baldrati, Giancarlo Ciani, Guido Ottolenghi, Roberto Rubboli (amministratore delegato), Claudia Ricci, Luca Grilli. Nel 2014 il cda in totale è costato alla società 214mila euro. Le principali partecipazioni nella compagine societaria sono queste: Ravenna Holding 18,5 percento, Carira 14, Fincoport 13,4, Camera di Commercio di Ravenna 11, Regione Emilia Romagna 10, Eni 8, Pir 7.

Di ognuno dei cinque nomi finora circolati per la presidenza, Ancisi ha tracciato un breve profilo con le sue personali valutazioni.

Carlo Pezzi. «Che abbandoni le cariche di presidente e amministratore delegato di Ravenna Holding, cassaforte societaria del Comune di Ravenna e di altri enti pubblici locali, per fare il presidente della Sapir, società partecipata alla grande dalla stessa, sarebbe il massimo cambio di casacca immediato tra un ente pubblico controllore e una società controllata. Nel suo curriculum ufficiale non si riscontra alcuna attività di lavoro svolta prima che cessasse, a 37 anni, dalla carica politica di assessore del Comune di Ravenna concessagli dal sindaco Mercatali nel 1999: dopodiché, risulta promosso politicamente manager di imprese pubbliche, prima come amministratore delegato di Romagna Acque, passando anche in Plurima ed Alpina come consigliere di amministrazione, nonché come amministratore unico di Atm Parking, poi ai vertici di Ravenna Holding».

Natalino Gigante. «Quale presidente della Camera di Commercio, di cui Sapir è una società consistentemente partecipata, si tratterebbe anche in questo caso di un cambio di casacca tra ente pubblico controllore e società controllata. Sul curriculum non c’è da discutere. Bastano e avanzano 15 anni di capo della Cna».

Mario Petrosino. «Seguirebbe le orme di Gigante, trasferendosi dalla Cna, di cui è responsabile comunale di Ravenna, alla Darsena San Vitale. Il suo curriculum politico/lavorativo è molto agitato. Tra il 1994 e il 1997 è stato dipendente a tempo determinato della Provincia, dell’azienda municipalizzata Amga, dell’Arci e della Camera di Commercio, una dopo l’altra. Diventato, nel 1997, consigliere Pds nella Seconda circoscrizione di Ravenna, si stabilizza nello stesso anno come dipendente di ruolo dell’Autorità Portuale, da cui, nel 2001, appena diventato, consigliere comunale Ds, si trasferisce nel 2002 alla Cna. Nel 2013, il presidente dell’Autorità Portuale Di Marco, allora nelle grazie del Pd, lo designa membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Istituto sui Trasporti e Logistica, costituita totalmente da enti pubblici della regione. Il 21 luglio scorso ne è stato nominato presidente dalla Regione Emilia Romagna. Si presume perciò che nel suo futuro di manager d’impresa brilli piuttosto l’Autorità Portuale».

Antonio Venturini. «Se ne parla certamente a sua insaputa. Perché il passaggio diretto a presidente della Sapir da presidente del collegio sindacale, organo di vigilanza che la legge impone rigorosamente indipendente dall’amministrazione societaria, potrebbe sollevare domande. Ma soprattutto perché la stretta famigliarità con la proprietà di una vastissima area destinata a logistica portuale (compresa nel Progettone dell’Autorità Portuale) potrebbe non accordarsi con gli interessi della Sapir, proprietaria di altri terreni di pari destinazione».

Romano Argnani. «Non è dato sapere se sia candidato ad essere nuovamente nominato membro effettivo del collegio sindacale stesso, a prescindere dal titolo scolastico posseduto di licenza media inferiore. Ma ci si deve chiedere come per tanti anni tutti abbiano ignorato che questo incarico è incompatibile con la sua vice-presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio per divieto dell’art. 4 della legge Ciampi (decreto legislativo 153 del 1999) e dell’art. 11.2 dello Statuto fondativo».

«Il Pd vuole la presidenza di Sapir per impedire il rinnovamento del porto»

Ancisi (Lpr) chiede al sindaco un cambio di rotta. Assemblea dei soci il 3 agosto: il toto nomi sotto la lente del decano dell’opposizione

Il prossimo 3 agosto si terrà l’assemblea dei 182 soci di Sapir, società terminalista del porto di Ravenna a maggioranza pubblica, per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione e del suo presidente. Chi prenderà in mano il timone? Il toto nomi come al solito ha messo sul piatto diversi papabili candidati alla successione di Matteo Casadio alla presidenza e Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna e decano dell’opposizione, è critico: «Il Pd pare voler mettere le mani sulla presidenza così da impedire che qualsiasi vento di rinnovamento e di apertura sollevi le acque stagnanti del porto di Ravenna. Le candidature circolate e mai smentite dopo le indiscrezioni di stampa, rispettano il copione semisecolare delle carriere che transitano fulmineamente dagli incarichi politici a quelli professionali o addirittura manageriali, dai ruoli di controllori a quelli di controllati». Per questo Ancisi chiede con urgenza al sindaco Michele de Pascale se, esercitando con fermezza la propria autorità istituzionale e politica, «intenda mettere fine al poltronificio Sapir, proponendo presidente, amministratori e sindaci vigilanti di tale società che siano in discontinuità coi sistemi di potere»

Il cda nominato a giugno 2013 e scaduto con l’approvazione del bilancio 2015 è così composto (sul sito internet di Sapir non è specificato): Matteo Casadio (presidente), Nicola Sbrizzi (vice), Roberta Suzzi, Paolo Baldrati, Giancarlo Ciani, Guido Ottolenghi, Roberto Rubboli (amministratore delegato), Claudia Ricci, Luca Grilli. Nel 2014 il cda in totale è costato alla società 214mila euro. Le principali partecipazioni nella compagine societaria sono queste: Ravenna Holding 18,5 percento, Carira 14, Fincoport 13,4, Camera di Commercio di Ravenna 11, Regione Emilia Romagna 10, Eni 8, Pir 7.

Di ognuno dei cinque nomi finora circolati per la presidenza, Ancisi ha tracciato un breve profilo con le sue personali valutazioni.

Carlo Pezzi. «Che abbandoni le cariche di presidente e amministratore delegato di Ravenna Holding, cassaforte societaria del Comune di Ravenna e di altri enti pubblici locali, per fare il presidente della Sapir, società partecipata alla grande dalla stessa, sarebbe il massimo cambio di casacca immediato tra un ente pubblico controllore e una società controllata. Nel suo curriculum ufficiale non si riscontra alcuna attività di lavoro svolta prima che cessasse, a 37 anni, dalla carica politica di assessore del Comune di Ravenna concessagli dal sindaco Mercatali nel 1999: dopodiché, risulta promosso politicamente manager di imprese pubbliche, prima come amministratore delegato di Romagna Acque, passando anche in Plurima ed Alpina come consigliere di amministrazione, nonché come amministratore unico di Atm Parking, poi ai vertici di Ravenna Holding».

Natalino Gigante. «Quale presidente della Camera di Commercio, di cui Sapir è una società consistentemente partecipata, si tratterebbe anche in questo caso di un cambio di casacca tra ente pubblico controllore e società controllata. Sul curriculum non c’è da discutere. Bastano e avanzano 15 anni di capo della Cna».

Mario Petrosino. «Seguirebbe le orme di Gigante, trasferendosi dalla Cna, di cui è responsabile comunale di Ravenna, alla Darsena San Vitale. Il suo curriculum politico/lavorativo è molto agitato. Tra il 1994 e il 1997 è stato dipendente a tempo determinato della Provincia, dell’azienda municipalizzata Amga, dell’Arci e della Camera di Commercio, una dopo l’altra. Diventato, nel 1997, consigliere Pds nella Seconda circoscrizione di Ravenna, si stabilizza nello stesso anno come dipendente di ruolo dell’Autorità Portuale, da cui, nel 2001, appena diventato, consigliere comunale Ds, si trasferisce nel 2002 alla Cna. Nel 2013, il presidente dell’Autorità Portuale Di Marco, allora nelle grazie del Pd, lo designa membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Istituto sui Trasporti e Logistica, costituita totalmente da enti pubblici della regione. Il 21 luglio scorso ne è stato nominato presidente dalla Regione Emilia Romagna. Si presume perciò che nel suo futuro di manager d’impresa brilli piuttosto l’Autorità Portuale».

Antonio Venturini. «Se ne parla certamente a sua insaputa. Perché il passaggio diretto a presidente della Sapir da presidente del collegio sindacale, organo di vigilanza che la legge impone rigorosamente indipendente dall’amministrazione societaria, potrebbe sollevare domande. Ma soprattutto perché la stretta famigliarità con la proprietà di una vastissima area destinata a logistica portuale (compresa nel Progettone dell’Autorità Portuale) potrebbe non accordarsi con gli interessi della Sapir, proprietaria di altri terreni di pari destinazione».

Romano Argnani. «Non è dato sapere se sia candidato ad essere nuovamente nominato membro effettivo del collegio sindacale stesso, a prescindere dal titolo scolastico posseduto di licenza media inferiore. Ma ci si deve chiedere come per tanti anni tutti abbiano ignorato che questo incarico è incompatibile con la sua vice-presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio per divieto dell’art. 4 della legge Ciampi (decreto legislativo 153 del 1999) e dell’art. 11.2 dello Statuto fondativo».

Nave infestata da ragni, allarme rientrato Le analisi dicono che sono innocui

Disinfestata la stiva del mercantile arrivato dalla Russia e il piazzale
poi sono riprese le operazioni di scarico dei tubi di acciaio

Sono innocui i ragni che infestavano la stiva di un mercantile panamense arrivato al porto di Ravenna dallo scalo russo di Taganrong con un carico di tubi d’acciaio. Lo ha stabilito il laboratori dell’istituto zooprofilattico sperimentale di Reggio Emilia a cui erano stato inviato un esemplare degli aracnidi trovati il 29 luglio dal personale della Compagnia portuale salito a bordo per le operazioni di scarico della nave attraccata due giorni prima in banchina. Centinaia di esemplari di aracnidi di colore scuro, dimensioni modeste e con una leggera peluria sul dorso. La stiva e il piazzale sono stati disinfestati e le operazioni di scarico hanno ripreso. L’armatore, che si è riservato di rivalersi per i ritardi subiti su chi ha imbarcato i tubi, si è affidato all’avvocato ravennate Maurizio Mauro.

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