L’uomo era entrato illegalmente in Italia ed è stato condannato per associazione a delinquere, rapina, ricettazione e lesioni
Dalla Questura gli hanno organizzato il viaggio: un biglietto da Fiumicino di sola andata per Tirana, dove ad attenderlo troverà la polizia albanese. Il passeggero è un pregiudicato albanese di 34 anni che è stato arrestato nella notte tra venerdì e sabato dalla Polizia di Ravenna per associazione per delinquere finalizzata ai furti in appartamento, rapina, ricettazione e lesioni.
Gli agenti delle volanti lo hanno intercettato a bordo di una lancia Y condotta da un cittadino tunisino senza patente che alla vista della pantera si è diretto in campagna attraversando la frazione di Madonna dell’Albero a tutta velocità .
Dopo una corsa di diversi chilometri su strade sterrate e carraie sempre tallonato dalla volante la piccola autovettura ha sbandato e terminato la corsa in un fosso di scolo. Il cittadino albanese ha tentato una inutile fuga, ma è stato presto raggiunto e bloccato dai poliziotti che hanno verificato come fosse tornato illegalmente in Italia dopo una precedente espulsione. Giudicato per direttissima dal Tribunale, è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione con immediata espulsione dall’Italia.
Sono state le badanti che si sono succedute nell’accudimento della donna, una 83enne con gravi difficoltà fisiche e psichiche, a raccontarlo al figlio: il genero, un uomo di 64 anni di Sant’Agata sul Santerno, picchiava l’anziana suocere con schiaffi e urla e violenti strattoni per farla per camminare nelle ore di riposo delle badanti, quando gli veniva affidata la sua cura. E così il figlio dell’anziana si è rivolto alle forze dell’ordine.
Il consiglio comunale ha decretato all’unanimità, nella seduta di giovedì 28 luglio, l’elezione a vicepresidente dell’assemblea Raffaella Sutter della formazione politica Ravenna in Comune, e la delibera che istituisce le dieci commissioni di lavoro tematiche, mentre il 4 agosto è in calendario l’elezione di tutti i presidenti.
da fare per l’istanza di annullamento o comunque per l’attuazione di misure meno restrittive di custodia cautelare presentata al Tribunale del Riesame di Bologna dagli avvocati di Giuseppe Musca, Nicola Musca e Susi Ghiselli, indagati dalla Procura di Ravenna per bancarotta e arrestati l’11 luglio scorso perché sospettati di tentare una fuga in Svizzera (per i dettagli vedi articoli correlati). Il tribunale bolognese ha infatti respinto la richiesta di scarcerazione per Giuseppe Musca e la compagna Ghiselli e confermato gli arresti domiciliari per il figlio Nicola.
Moda estiva destinata a eclissarsi in autunno o nuovo fenomeno radicato? Quanto durerà la mania dei Pokemon? Giriamo la domanda a Alessandra Farabegoli, esperta e consulente di web, social network e nuove tecnologie. «Penso che resisterà un po’ ma parliamo di un mondo dove tutto penetra in un modo rapidissimo. Ci sembra che gli smartphone facciano parte della nostra vita da sempre ma il primo Iphone è del 2007».
E che modello di business avrà?
Il sindaco aggiunge le Politiche per le famiglie tra le sue deleghe ma la maggioranza vota contro l’inserimento dello stesso tema tra le competenze delle dieci commissioni consiliari istituite per il mandato 2016-21. È l’esito della prima riunione operativa del consiglio comunale a Ravenna, andata in scena il 28 luglio.
Il prezzo del grano tenero è in picchiata e il mondo dell’agricoltura è in difficoltà. Secondo Legacoop si è passati dagli oltre 260 euro per tonnellata del 2013 ai circa 180 di quest’anno con un calo di oltre il 30 percento, Coldiretti parla di prezzi arrivati a 16 centesimi al chilo cioè al di sotto dei costi di produzione, la Cia parla di ritorno al prezzo di 50 anni fa mentre i costi di produzione sono aumentati quasi del doppio e oggi 100 kg di grano valgono meno di 7 kg di pane. Per sensibilizzare le autorità sulla questione, le associaizoni di categoria stanno portando avanti alcune iniziative.
Si aggirano come moderni rabdomanti per i punti più improbabili della città. Non cercano però un’oasi d’acqua seguendo le vibrazioni di un bastone forcuto, ma buffi animaletti elettronici di un cartone animato giapponese di venti anni fa. Camminano tenendo lo sguardo fisso dentro il telefono, una realtà aumentata (o diminuita?). «Ieri un tizio mi è corso addosso ai giardini pubblici», racconta Francesca. Un altro aneddoto che si aggiunge ai tanti che circolano sul web su persone che camminano in autostrada di notte, che entrano a casa di sconosciuti o che si fanno malissimo per non aver guardato a dove mettevano i piedi. Pokemon Go è la moda virale dell’estate 2016, come lo erano stati a suo tempo i secchio di acqua gelata per l’Ice Bucket Challenge o le foto alle proprie gambe in spiaggia.
Martino, nome di fantasia, è un giocatore non più ragazzino, ha trent’anni e lavora come barista e dj a Marina di Ravenna. L’ho visto inseguire Pokemon in riva al mare e l’ho fermato per fargli qualche domanda. «Sono a dieta, il nutrizionista mi ha detto che devo camminare molto, ma non ne avevo mai voglia, così ho scaricato il gioco per obbligami a camminare e sta funzionando». Martino dice di non essere uno fissato con il gioco e di utilizzarlo solo un paio di volte alla settimana. Poi confessa: «Una volta l’ho acceso perché non riuscivo a dormire e ho visto che vicino a casa mia c’era Snorlax che mi piace molto. Allora sono uscito in pigiama alle 2 di notte per catturarlo». Martino non ha piacere di rivelare il suo nome: «Il proprietario del locale dove lavoro non ama il gioco e credo che mi farebbe delle storie, però secondo me è un errore. Molti ragazzi seguono i mostri per strada e quando il gioco darà la possibilità di creare luoghi di interesse in cui trovare Pokemon nei pressi di locali privati chi lo farà per primo avrà molti nuovi clienti».
Dopo la festa in un casolare di campagna per il 18esimo compleanno di un amico sono andati in stazione e come passatempo hanno distrutto una cabina telefonica: i carabinieri hanno denunciato quattro studenti minorenni per danneggiamento aggravato in concorso. L’episodio è avvenuto a Solarolo nella notte tra il 6 e il 7 giugno, i protagonisti sono ragazzi di buona famiglia tutti residenti a Imola e ora rischiano un’ulteriore denuncia da Telecom. Fondamentali per individuare gli autori sono state le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza installate nella zona.
Con il gioiellerie aveva trattato l’acquisto di due orologi Hublot arrivando ad accordarsi per 56mila euro dal prezzo di partenza di 68mila da pagare con un assegno circolare: il primo controllo fatto in banca pareva dimostrare che tutto era in regola ma una verifica ulteriore ha permesso di accertare che l’assegno era falso. All’uscita dall’istituto di credito c’erano gli agenti della squadra mobile di Ravenna ad aspettarlo: in manette Antonio Di Martino, 66enne napoletano con precedenti.
Questa mattina, 28 luglio, è stato celebrata la prima udienza con rito direttissimo dove sono stati chiesti i termini a difesa ed il giudice ha stabilito la prosecuzione della carcerazione sino al 9 agosto data in cui si terrà il processo.
L’ingegnere Galliano Di Marco non è stato confermato a marzo 2016 alla presidenza dell’Autorità portuale di Ravenna per il secondo mandato perché non era più in sintonia con le altre autorità locali e le polemiche in corso negli ultimi mesi prima della scadenza stavano bloccando lo sviluppo dello scalo. È la spiegazione fornita da Graziano Delrio, ministro per i Trasporti e le Infrastrutture, rispondendo in Parlamento a una interrogazione presentata dal deputato ravennate Andrea Maestri (Possibile).