mercoledì
06 Maggio 2026

Terza olimpiade per Daigoro Timoncini L’orgoglio del sindaco di Riolo Terme

Il lottatore azzurro si qualifica per il grande evento di Rio  

Il sogno è realtà: Daigoro Timoncini si qualifica per le Olimpiadi di Rio 2016 nella categoria 98 kg della lotta greco-romana. L’atleta faentino (di Riolo Terme) ha acciuffato uno degli ultimi due lasciapassare a cinque cerchi nel preolimpico al Bagcilar Sports Complex di Instabul.

Si tratta della terza partecipazione olimpica consecutiva per l’azzurro dopo Pechino 2008 e Londra 2012.

«Siamo enormemente orgogliosi e felici per lo straordinario risultato ottenuto in ambito sportivo dal nostro concittadino Daigoro Timoncini – è stata la dichiarazione del sindaco di Riolo Terme, Alfonson Nicolardi –. L’obiettivo di entrare, per la terza volta, alle Olimpiadi che si terranno a Rio in agosto, da parte di Timoncini in rappresentanza della squadra di lotta greco-romana tra le fila azzurre, ci riempie di enorme soddisfazione e orgoglio. Questa terza partecipazione consecutiva è un risultato sportivo e personale per Timoncini bellissimo. Ma è un bel biglietto da visita internazionale anche per la nostra città. Devo dire che sono particolarmente felici che Riolo Terme abbia pubblicità e riconoscibilità in giro per il mondo anche grazie a queste meravigliose imprese di un ragazzo che con tenacia e caparbietà lotta, in questo caso nel vero senso del termine, per raggiungere un obiettivo così importante e lusinghiero. Grazie Daigoro, in bocca al lupo da tutta Riolo Terme e l’Italia tiferà ancora una volta per te».

Ecco anche i candidati di Forza Italia Capolista il capogruppo uscente Ancarani

I berlusconiani sostengono Massimiliano Alberghini nella coalizione
di centrodestra alle prossime amministrative del 5 giugno

Come noto, è ancora il capogruppo uscente Alberto Ancarani, 34 anni, a guidare la lista di Forza Italia che si presenta alle prossime elezioni di Ravenna.

Lista sottoscritta da 538 cittadini ravennati (ben oltre le firme necessarie), ringraziati dal responsabile provinciale Bruno Fantinelli, che ha inviato alla stampa la lista completa dei candidati e la foto di gruppo, qui sopra, scattata sabato mattina al mercato ambulante insieme al candidato sindaco Massimiliano Alberghini, sostenuto oltre che da Forza Italia, da Lega Nord, Lista per Ravenna e Fratelli d’Italia.

         
     
         
         
         
 1

ANCARANI ALBERTO

Ravenna 27.03.1982

libero professionista

capogruppo F.I. uscente

2

BERTOLINO ORESTE MAURO

Caserta (CE) 16.03.1973

impiegato

cons. territoriale

3

BERTOZZI MARCO

Ravenna 29.04.1976

avvocato

già vicepresidente del Cons

4

BEZZI MARIA

Ravenna 16.04.1940

pensionata

 

5

BUBANI MARCELLA

Faenza (RA) 09.07.1942

pensionata

 

6

COLAFRANCESCO MANUEL

Foggia (FG) 12.11.1987

operaio

cons. territoriale

7

DORE FABRIZIO

Genova (GE) 01.09.1985

magazziniere

coord. Giovani F.I.

8

ERCOLANI ELVIO

Faenza (RA) 26.07.1954

agricoltore

cons. territoriale

9

FACCHINI EUGENIA

Lugo (RA) 27.09.1996

studentessa

 

10

FENATI FRANCESCO

Faenza (RA) 26.10.1992

studente

 

11

FRAZZONI FRANCA

Bologna 25.10.1937

pensionata

 

12

GALLETTI LIBERO

Ravenna 25.04.1947

operatore turistico

 

13

GUANDALINI MASSIMILIANO

Ravenna 27.03.1992

studente

 

14

GUERRA DANIELE

Ravenna 30.08.1951

medico

cons. territoriale

15

LANZILLO ANNA MARIA

Caserta (CE) 24.09.1961

casalinga

 

16

LELLI MAMI GIULIANO

Cesena (FC) 15.06.1972

avvocato

cons. territoriale

17

LUCCI GILIOLA

Argenta (FE) 22.07.1944

pensionata

 

iglio comunale

1

18

MANSI MATTEO

Faenza (RA) 29.02.1996

studente

 

19

MONTANARI SIGISMONDO

Ravenna 11.04.1946

pensionato

 

20

MORGAGNI SIMONETTA

Ravenna 23.06.1957

avvocato

 

21

PAPARIELLO FRANCESCO

Ravenna 06.09.1997

studente

 

22

PELLERINO RICCARDO

Ravenna 25.10.1955

   

23

QUARATO PAOLA

Noci (BA) 19.04.1978

imprenditrice

 

24

RICCI PICCILONI NICOLETTA

Bentivoglio (BO) 08.11.1977

operaia

 

25

ROSSIGNOLI LICIA

Ravenna 05.03.1961

architetto

 

26

SDERLENGA PIERA

S. Severo (FG) 29.06.1974

disoccupata

 

27

TRITTO NICOLA

Bari 14.04.1963

comm.

cons. territoriale

         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         
         

 

Direttamente sul telefonino i punti dove è possibile cambiare pannolini e allattare

Amici dell’allattamento, il progetto lanciato nel 2012 da Romagnamamma.it in collaborazione con Comune di Ravenna, Ausl e Leche League, fa oggi un altro passo in avanti. Nasce infatti anche la App ufficiale del progetto, voluta da Rosa Giovanna Piaia, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Ravenna, e realizzata da StudioMapp, la startup innovativa con sede presso il coworking Cresco.

La App a partire dai primi di giugno sarà scaricabile dal sito Romagnamamma.it e darà la possibilità, a residenti e turisti, una volta scaricata sul cellulare (sia per dispositivo Android che Ios) di sapere dove si può cambiare il pannolino e/o allattare il bimbo o la bimba in città.

Tutti i punti aderenti agli Amici dell’allattamento sono stati aggiornati a maggio 2016 e sono riconoscibili grazie a una vetrofania affissa all’ingresso: al loro interno è possibile trovare un angolo attrezzato con fasciatoio e scaldabiberon.

In città sono 37 in tutto, incluse le stanze delle coccole: musei, bar, banche, negozi tutti attrezzati per permettere ai genitori di accudire i bimbi anche quando sono fuori casa. Con l’adesione di Forlimpopoli e i comuni del Faentino oggi la rete di Amici dell’Allattamento conta 97 punti in tutta la Romagna.

Il progetto resta aperto anche a nuove adesioni. Per informazioni: info@romagnamamma.it.

De Pascale difende i carabinieri da Pini E il leghista si infuria: «Ignorante, pollo»

Il candidato del centrosinistra entra nel dibattito tra Lega e Cambierà
Il deputato del Carroccio: «Michela Guerra e Pd vanno a braccetto»

I toni più accesi di questa campagna elettorale si registrano così un sabato sera, a poco meno di un mese dalle elezioni, e vedono grande protagonista uno dei cinque parlamentari della provincia di Ravenna, il deputato leghista Gianluca Pini. Tutto è nato dall’attacco della segretaria provinciale del Carroccio nei confronti del Movimento Civico Cambierà, che candida alle prossime elezioni di Ravenna Michela Guerra a sindaco. In particolare i leghisti contestano la presenza di un carabiniere – Giovanni Morgese – nello staff della lista civica, come referente del tema sicurezza. Al punto che lo stesso Pini dice di aver già riferito la cosa al ministro della Difesa e annuncia la presentazione di un’interrogazione allo stesso ministero in cui chiederà anche la rimozione del comandante provinciale dei carabinieri Massimo Cagnazzo, reo – secondo il deputato leghista – di non aver mosso un dito e non aver preso le distanze da Morgese (vedi tutti i dettagli tra gli articoli correlati).

A questo punto entra nella polemica il candidato a sindaco del Pd e della coalizione di centrosinistra, Michele de Pascale, per difendere Morgese e il comandante Cagnazzo. «Conosco Giovanni Morgese – ha scritto su Facebook de Pascale – e sono certo che saprà perfettamente distinguere fra il suo lavoro nell’Arma dei Carabinieri e il suo impegno politico in questa campagna elettorale. Non condivido ovviamente quasi nessuna delle posizioni della lista che sostiene ma ritengo che sia veramente sbagliato proseguire con queste modalità di discredito reciproco, di attacco continuo e a volte anche di offesa, che non fanno altro che disgustare i cittadini. Ancora più grave e arrogante,sempre da parte della Lega Nord, è la richiesta di rimozione del Comandante dell’Arma di Ravenna Massimo Cagnazzo, a cui esprimo la mia piena solidarietà». Solidarietà manifestata pubblicamente anche dall’attuale sindaco, Fabrizio Matteucci, anche con un tweet inviato alla stampa.

Ma Pini vuole avere l’ultima parola, e alza decisamente i toni. «La tua imbarazzante dichiarazione – scrive rivolgendosi direttamente a De Pascale, tra i commenti al suo post – è la dimostrazione che sei un ignorante totale in materia di leggi elettorali e che sei inadeguato ad amministrare. Il tuo amichetto Morgese poteva candidarsi, prendere aspettativa (non retribuita) e fare quello che voleva per farsi eleggere. Forse imbeccato da qualche amico interessato ha invece deciso di fare il “il guru” di una vostra prezzolata amica. Vi sembrerà strano, voi amici del sindaco di Lodi, ma esistono regole chiare per chi veste una divisa: se, come pare, il colonnello Cagnazzo non ha mosso un dito sulla questione, va rimosso. Punto. La pacchia è finita cialtrone…».

E poi continua, sempre su Facebook. «La piaggeria e il leccaculismo del pollo da batteria De Pascale – scrive sempre Pini – sono la riprova che Lady Sanitá (il riferimento è ovviamente a Michela Guerra, la cui famiglia è da sempre proprietaria della casa di cura San Francesco, ndr) e il Pd sono a braccetto… Ma non basterà per tenere bloccata Ravenna per i prossimi anni. Basta Pd alla guida del Comune, basta inciuci tra Regione e Casa di Cura San Francesco».

Carabiniere nello staff, Guerra risponde: «La Lega non conosce la legge…»

Ma il deputato Pini chiede la rimozione del comandante provinciale
Sui presunti conflitti di interessi in Cambierà replica anche Donati

Arriva la replica di Michela Guerra del Movimento Civico Cambierà alle dichiarazioni del segretario provinciale della Lega Nord, che aveva sollevato il caso del presunto conflitto d’interessi del carabiniere Giovanni Morgese, tra i collaboratori (ma non candidato al consiglio comunale) di Guerra e tra i potenziali assessori di una sua ipotetica giunta futura, con la delega alla Sicurezza.

«Sorrido sinceramente divertita all’apprendere l’imperterrito e perseverante affannarsi di figure politiche minori nel vano tentativo di screditare me e la mia squadra con attacchi che veleggiano fra il ridicolo ed il passibile di denuncia – scrive Guerra –. Potrei iniziare dicendo che esistono anche delle leggi e che sarebbe, se non doveroso, quantomeno auspicabile conoscere; il nostro ordinamento italiano consente ai militari dell’Arma di presentarsi come candidati per le elezioni politiche ed amministrative e di venir nominati come assessori di giunta. Potrei continuare dicendole che esistono sentenze del Tar (ad esempio Tar Veneto del 4 dicembre 2012) che riconoscono in sostanza il diritto di elettorato passivo, ma servirebbe a qualcosa?».

«Seguendo il pensiero del segretario provinciale della Lega Nord – continua Guerra –, chi si candida o chi dà l’appoggio politico, non deve aver mai trattato la materia di cui si discute altrimenti si corre persino il rischio di far bene…».

In precedenza era arrivata sul web anche la replica di Filippo Donati, noto albergatore ravennate anche lui nella squadra dei “tecnici” sostenitori di Guerra e anche lui finito nel mirino della Lega Nord per presunti conflitti di interessi per il suo ruolo di presidente nazionale Assohotel Confesercenti.

«Non ho alcun ruolo politico nella Lista di Michela – ha commentato Donati tra le altre cose –, che mi ha chiamato semplicemente per redigere il programma riguardante turismo e commercio. Sono Presidente Nazionale di Assohotel Confesercenti che ha migliaia di iscritti, basta chiamarli per chiedere loro se ho mai chiesto o suggerito per chi votare o se ho mai detto di essere candidato. Anche FederAlberghi ha un Presidente Nazionale, Bernabò Bocca che risulta però essere Senatore tra le fila di Forza Italia, partito alleato proprio della Lega Nord… Farete una interrogazione anche su questo?».

Il riferimento è alla minaccia della Lega di presentare un’interrogazione al ministero della Difesa per sollevare il caso del carabinieri Morgese. Come conferma anche il deputato leghista ravennate, Gianluca Pini, in una nota inviata alla stampa sempre in queste ore. «Regole violate da chi dovrebbe farle rispettare. È assurdo – scrive Pini – che un carabiniere in servizio, senza candidarsi e quindi senza attivare le procedure normative attribuite ai candidati, appoggi pubblicamente una lista civica, proclamandosi anche responsabile per la sicurezza della lista stessa. L’operato del luogotentente Giovanni Morgese che, senza candidarsi, ha appoggiato pubblicamente il Movimento Civico “Cambierà”, non può passare sotto silenzio. Per questo ho già informato il ministro della difesa di questa scandalosa violazione delle regole e confermo che lunedì prossimo depositerò un’interrogazione parlamentare sul caso, affinchè Morgese venga subito sollevato dal servizio. Un uomo in divisa è tenuto a essere al servizio di tutti i cittadini e non a sostenere personalmente un candidato sindaco. Allo stesso tempo chiederò al ministro di rimuovere anche il comandante provinciale Massimo Cagnazzo, che non solo non ha rimosso immediatamente Morgese ma fino ad oggi non ha preso alcuna distanza dall’operato di Morgese».

Ztl anche da via Maggiore e ingresso a pagamento in centro: è polemica

Approvate le linee guida del Piano della Mobilità Urbana
L’opposizione e il Pri insorgono. L’assessore e il Pd frenano

La giunta del Comune di Ravenna ha approvato nei giorni scorsi le linee guida del Pums (il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), recependo le indicazioni del nuovo Piano dell’Aria regionale che prevede, tra le altre cose, il raggiungimento nel 2020 di un’estensione minima delle zone a traffico limitato pari al 100 percento della dimensione del centro storico e delle aree pedonali invece pari al 20 percento del centro storico stesso.

Per raggiungere questi obiettivi sono tre le aree che la giunta (uscente) prevede di rendere a traffico limitato in futuro: una tra le vie Paolo Costa, Girolamo Rossi e Ghiselli; un’altra tra le vie Pascoli, Cerchio, Oriani, Tombesi dall’Ova e Guaccimanni e un’ultima tra via Maggiore, Fiume Abbandonato, degli Spreti e Landoni. Sono cinque invece le vie che dovranno diventare esclusivamente pedonali: Bassa del Pignattaro, Casa Matha, Santi, Galla Placidia e Monti.

Tra le previsioni presenti nelle linee guida, anche quella di rendere accessibile il centro storico per i veicoli a motore solo a pagamento, con il sistema Road Pricing, già sperimentato a Milano.

Naturalmente la pubblicazione di queste notizie sui quotidiani in queste ore ha scatenato la polemica, con Lista per Ravenna e Lega Nord che gridano allo scandalo (sottolineando come il candidato sindaco De Pascale, in futuro, non potrebbe non seguire le indicazioni della Regione governata dal suo stesso partito, il Pd, a differenza di Alberghinij) e anche i Repubblicani si dicono nettamente contrari (vedi interventi tra gli allegati in fondo all’articolo).

A cercare di minimizzare è in prima battuta anche l’assessore alla Mobilità del Comune di Ravenna, Roberto Fagnani. «In questo momento – spiega in un posto pubblicato sulla sua pagina Facebook – non è all’ordine del giorno alcuna nuova pedonalizzazione. Sono linee guide che la regione ci chiede di approvare per potere poi accedere ai finanziamenti europei e regionali. Sulla loro attuazione pratica il Comune di Ravenna assumerà le proprie decisioni quando sarà il momento, che non è oggi. C’e in atto un percorso partecipato a cui abbiamo invitato cittadini, associazioni, commercianti. Dal percorso partecipato del Pums sono emersi forti tre temi: ciclabilità, trasporto pubblico e accessibilità per le persone con disabilità. A settembre verrà presentato il documento con i risultati del percorso. Dopo l’amministrazione dovrà contro dedurre. Entro il 2017 la Regione ci chiede di approvare il Pums».

«Il Pums – continua ancora Fagnani – ha un ampio respiro: va da qui a 10 anni, quindi fino al 2026, e sopratutto non si può ridurre a un solo argomento. Al’interno vi sono una serie di cose da realizzare per rendere la nostra mobilità sempre più sostenibile».

Concetti che vengono ribaditi anche dal candidato sindaco del Pd, Michele de Pascale. «Non sta per venir deliberata nessuna variazione al traffico. In ogni caso sia i processi partecipativi, come quello finanziato dalla Regione, che le decisioni non possono essere affidati all’amministrazione uscente, ma le scelte verranno condotte dall’amministrazione che si insedierà dal 5 giugno. Come ho già dichiarato più volte e come è contenuto nel mio programma non è prevista alcuna ulteriore pedonalizzazione anzi, la priorità va data a un potenziamento e miglioramento all’accessibilità ai parcheggi del centro e all’utilizzo di nuove tecnologie per rendere meno rigidi vincoli al traffico e potenziare e migliorare l’accesso al centro».

Ztl anche da via Maggiore e ingresso a pagamento in centro: è polemica

Approvate le linee guida del Piano della Mobilità Urbana L’opposizione e il Pri insorgono. L’assessore e il Pd frenano

La giunta del Comune di Ravenna ha approvato nei giorni scorsi le linee guida del Pums (il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), recependo le indicazioni del nuovo Piano dell’Aria regionale che prevede, tra le altre cose, il raggiungimento nel 2020 di un’estensione minima delle zone a traffico limitato pari al 100 percento della dimensione del centro storico e delle aree pedonali invece pari al 20 percento del centro storico stesso.

Per raggiungere questi obiettivi sono tre le aree che la giunta (uscente) prevede di rendere a traffico limitato in futuro: una tra le vie Paolo Costa, Girolamo Rossi e Ghiselli; un’altra tra le vie Pascoli, Cerchio, Oriani, Tombesi dall’Ova e Guaccimanni e un’ultima tra via Maggiore, Fiume Abbandonato, degli Spreti e Landoni. Sono cinque invece le vie che dovranno diventare esclusivamente pedonali: Bassa del Pignattaro, Casa Matha, Santi, Galla Placidia e Monti.

Tra le previsioni presenti nelle linee guida, anche quella di rendere accessibile il centro storico per i veicoli a motore solo a pagamento, con il sistema Road Pricing, già sperimentato a Milano.

Naturalmente la pubblicazione di queste notizie sui quotidiani in queste ore ha scatenato la polemica, con Lista per Ravenna e Lega Nord che gridano allo scandalo (sottolineando come il candidato sindaco De Pascale, in futuro, non potrebbe non seguire le indicazioni della Regione governata dal suo stesso partito, il Pd, a differenza di Alberghinij) e anche i Repubblicani si dicono nettamente contrari (vedi interventi tra gli allegati in fondo all’articolo).

A cercare di minimizzare è in prima battuta anche l’assessore alla Mobilità del Comune di Ravenna, Roberto Fagnani. «In questo momento – spiega in un posto pubblicato sulla sua pagina Facebook – non è all’ordine del giorno alcuna nuova pedonalizzazione. Sono linee guide che la regione ci chiede di approvare per potere poi accedere ai finanziamenti europei e regionali. Sulla loro attuazione pratica il Comune di Ravenna assumerà le proprie decisioni quando sarà il momento, che non è oggi. C’e in atto un percorso partecipato a cui abbiamo invitato cittadini, associazioni, commercianti. Dal percorso partecipato del Pums sono emersi forti tre temi: ciclabilità, trasporto pubblico e accessibilità per le persone con disabilità. A settembre verrà presentato il documento con i risultati del percorso. Dopo l’amministrazione dovrà contro dedurre. Entro il 2017 la Regione ci chiede di approvare il Pums».

«Il Pums – continua ancora Fagnani – ha un ampio respiro: va da qui a 10 anni, quindi fino al 2026, e sopratutto non si può ridurre a un solo argomento. Al’interno vi sono una serie di cose da realizzare per rendere la nostra mobilità sempre più sostenibile».

Concetti che vengono ribaditi anche dal candidato sindaco del Pd, Michele de Pascale. «Non sta per venir deliberata nessuna variazione al traffico. In ogni caso sia i processi partecipativi, come quello finanziato dalla Regione, che le decisioni non possono essere affidati all’amministrazione uscente, ma le scelte verranno condotte dall’amministrazione che si insedierà dal 5 giugno. Come ho già dichiarato più volte e come è contenuto nel mio programma non è prevista alcuna ulteriore pedonalizzazione anzi, la priorità va data a un potenziamento e miglioramento all’accessibilità ai parcheggi del centro e all’utilizzo di nuove tecnologie per rendere meno rigidi vincoli al traffico e potenziare e migliorare l’accesso al centro».

La pista di Marina misura 1402,70 metri Entrerà nel Guinness dei primati?

Misurata ufficialmente. Ora il torneo di biglie e mosaici in palio

È stata inaugurata con tanto di misurazione ufficiale la pista di biglie più lunga del mondo, realizzata dagli operatori dell’associazione Marina Flower in collaborazione con la Compagnia delle Biglie, la coop Spiagge Ravenna e il sostegno del Comune.

La misurazione è stata effettuata dall’architetto Claudia Savorelli dello studio associato Calderoni e Savorelli, con testimoni l’assessore al Turismo Massimo Cameliani e Giacomo Costantini di Confesercenti Ravenna, come richiesto dal regolamento del Guinness World Records (per l’ufficializzazione del record dopo aver inviato tutta la documentazione si dovrà attendere la risposta dell’organizzazione). La pista risulta lunga 1402,70 metri.

Domani (domenica) sarà possibile sfidarsi nella pista con ritrovo e registrazione dalle 10 nei pressi del circolo Marinai d’Italia. Per il vincitore di questo primo torneo in palio un mosaico.

«La pista di biglie – spiegano gli organizzatorai – ha come obiettivo quello di comunicare la bellezza della spiaggia di Marina di Ravenna: tanto spazio, servizi, vicinanza al paese e contemporanemente un panorama stupendo a 360 gradi, perchè oltre al mare a far cornice ai bagni c’è la pineta».

La pista di Marina misura 1402,70 metri Entrerà nel Guinness dei primati?

Misurata ufficialmente. Ora il torneo di biglie e mosaici in palio

È stata inaugurata con tanto di misurazione ufficiale la pista di biglie più lunga del mondo, realizzata dagli operatori dell’associazione Marina Flower in collaborazione con la Compagnia delle Biglie, la coop Spiagge Ravenna e il sostegno del Comune.

La misurazione è stata effettuata dall’architetto Claudia Savorelli dello studio associato Calderoni e Savorelli, con testimoni l’assessore al Turismo Massimo Cameliani e Giacomo Costantini di Confesercenti Ravenna, come richiesto dal regolamento del Guinness World Records (per l’ufficializzazione del record dopo aver inviato tutta la documentazione si dovrà attendere la risposta dell’organizzazione). La pista risulta lunga 1402,70 metri.

Domani (domenica) sarà possibile sfidarsi nella pista con ritrovo e registrazione dalle 10 nei pressi del circolo Marinai d’Italia. Per il vincitore di questo primo torneo in palio un mosaico.

«La pista di biglie – spiegano gli organizzatorai – ha come obiettivo quello di comunicare la bellezza della spiaggia di Marina di Ravenna: tanto spazio, servizi, vicinanza al paese e contemporanemente un panorama stupendo a 360 gradi, perchè oltre al mare a far cornice ai bagni c’è la pineta».

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Misurata ufficialmente. Ora il torneo di biglie e mosaici in palio

È stata inaugurata con tanto di misurazione ufficiale la pista di biglie più lunga del mondo, realizzata dagli operatori dell’associazione Marina Flower in collaborazione con la Compagnia delle Biglie, la coop Spiagge Ravenna e il sostegno del Comune.

La misurazione è stata effettuata dall’architetto Claudia Savorelli dello studio associato Calderoni e Savorelli, con testimoni l’assessore al Turismo Massimo Cameliani e Giacomo Costantini di Confesercenti Ravenna, come richiesto dal regolamento del Guinness World Records (per l’ufficializzazione del record dopo aver inviato tutta la documentazione si dovrà attendere la risposta dell’organizzazione). La pista risulta lunga 1402,70 metri.

Domani (domenica) sarà possibile sfidarsi nella pista con ritrovo e registrazione dalle 10 nei pressi del circolo Marinai d’Italia. Per il vincitore di questo primo torneo in palio un mosaico.

«La pista di biglie – spiegano gli organizzatorai – ha come obiettivo quello di comunicare la bellezza della spiaggia di Marina di Ravenna: tanto spazio, servizi, vicinanza al paese e contemporanemente un panorama stupendo a 360 gradi, perchè oltre al mare a far cornice ai bagni c’è la pineta».

Piante di marijuana in un casolare abbandonato di Lido Adriano

Sequestro dei carabinieri, ora sulle tracce dei probabili spacciatori

C’era un viavai sospetto in quel casolare abbandonato di viale Manzoni, a Lido Adriano. E i carabinieri, quando hanno deciso di verificare di persona, giovedì scorso, hanno trovato quello che s’aspettavano. Droga. In questo caso, alcuni vasi di marijuana, lasciati alla portata di tutti, essendo il locale facilmente accessibile e le piante al piano terra e nascoste solo in parte.

I carabinieri hanno intuito anche le identità dei probabili spacciatori e le indagini porteranno a breve alla loro individuazione. Tutta la droga è stata sequestrata e messa dai carabinieri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Ravenna che ne disporrà la confisca e la distruzione.

Lega Nord: «Un carabiniere in Cambierà: uno scandalo che finirà al ministero»

La segretaria del Carroccio contesta presunti conflitti d’interessi nella
lista di Michela Guerra. E torna alla carica anche l’ex M5S Santarella

Tutti contro Michela Guerra e il suo nuovo Movimento Civico Cambierà, con cui si candida alle prossime elezioni del 5 giugno a sindaco di Ravenna. Dopo il comunicato di Legacoop in risposta ad alcune sue (e di Raffaella Sutter) dichiarazioni sui lavoratori delle cooperative (vedi articoli correlati), arriva in redazione la nota stampa di Francesca Santarella (che pubblichiamo integralmente in fondo a questo articolo), ex consigliera del Movimento 5 Stelle che sottolinea come la sua nuova lista civicia sarebbe lontana dai veri ideali – secondo Santarella – del popolo grillino. E ora anche la Lega Nord prende di mira Cambierà, con la segretaria provinciale (e candidata al consiglio comunale) Samantha Gardin che prima chiama la Guerra «Lady Sanità» – ricordando la clinica di famiglia, la San Francesco – poi se la prende con quello che definisce «lo scandalo degli scandali di questa campagna elettorale», sempre in tema di conflitto di interessi.

Il presunto scandalo riguarda il luogotentente Giovanni Morgese, noto carabiniere di Ravenna, che la Guerra ha presentato alla stampa nei giorni scorsi come il referente per la sicurezza della sua squadra (ma che, va detto, non è candidato nella lista di Guerra). «Un carabiniere, un uomo che dovrebbe rappresentare lo Stato e lavorare al servizio dei cittadini, si mette invece a fare politica in prima persona, impegnandosi a sostenere una candidata sindaco – scrive Gardin –. È una vergogna inaccettabile, un affronto alla grande storia dell’Arma cui tutti siamo legati, un insulto a chi veste la divisa tutti i giorni senza avere scopi politici. Auspichiamo che i vertici dei Carabinieri, dal Comando provinciale a quello Comando regionale fino alle massime cariche nazionali, intervengano per impedire che un loro sottoposto metta a repentaglio la dignità e l’indipendenza dell’Arma. Un Carabiniere in servizio non può impegnarsi a favore di una certa parte politica e a discapito di altre, ne va della serenità di tutti i candidati».

A tal proposito, Gardin annuncia che «lunedì il gruppo parlamentare della Lega Nord provvederà subito a presentare un’interrogazione scritta al Ministero della Difesa per fare chiarezza su questo scandalo».
«Quel Carabiniere va immediatamente rimosso dal suo incarico – attacca la segretaria leghista -, la legge va rispettata, non possiamo transigere su questo».

«Le vergogne in casa della Guerra – secondo la segretaria della Lega – però non finiscono qui. Chi guida un’importante associazione di categoria come Assohotel dovrebbe garantire indipendenza e autonomia, a tutela dei propri associati. E invece il presidente nazionale e regionale Filippo Donati si tiene stretto la sua poltrona di rappresentante del settore salvo poi mettersi anche lui al servizio della Guerra. E così continuano i conflitti di interesse».

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