mercoledì
06 Maggio 2026

Nel giorno della Liberazione uno spettacolo per Lampedusa

Al Rasi va in scena “O’scià”, l’incasso per un centro disabili sull’isola

Studiano nella scuola di recitazione romana “Fondamenta” diretta da Giancarlo Sammartano, i ragazzi e le ragazze che hanno aderito al Salvadanaio sociale per Lampedusa scrivendo la drammaturgia dello spettacolo teatrale “O’scià” (tr. dal lampedusano: fiato mio) che andrà in scena il 25 aprile alle 21 al Teatro Rasi di Ravenna.

L’evento è promosso dalla Rete civile contro il razzismo di Ravenna nell’ambito del progetto Lampedusa siamo noi che, volutamente nel giorno della Liberazione, vuole sollecitare una significativa interpretazione della Resistenza odierna. L’incasso della serata sarà versato interamente al Salvadanaio sociale per Lampedusa, che fino ad oggi ha raccolto oltre 10mila euro con l’adesione di tante associazioni e comuni (di Cervia, Rivalta, Ravenna) oltre a CGIL e AUSER, per realizzare un Centro educativo per disabili di cui l’isola è assolutamente sprovvista e bisognosa, in collaborazione con il Comune di Lampedusa La Rete civile contro il razzismo invita quindi i/le ravennati a stare insieme alla popolazione lampedusana partecipando a questo spettacolo teatrale, per aiutare l’isola di Lampedusa ad affrontare con più serenità la sua condizione di avamposto, di riva sulla quale una speranza possa gettare l’ancora. I biglietti possono essere acquistati al costo di €. 7,00 la sera stessa dalle 20 alle ore 20,45 alla biglietteria del Teatro Rasi.

Caos rifiuti: ancora problemi nella raccolta della differenziata

Continuano le segnalazioni di disagi da parte dei cittadini

Da Hera sono arrivate rassicurazione sul ripristino alla normalità della raccolta rifiuti, ma queste immagini sono state scattate domenica 24 aprile verso le 9.25 nei pressi di via Vicoli, nell’area accanto al parco Celso Strocchi: non proprio una bella pubblicità per incoraggiare gli utenti all’indifferenziata. Altre criticità, soprattutto nella raccolta della differenziata, ci sono state segnalate dai lettori ai lidi e anche in altre vie di Ravenna. Su facebook cittadini segnalano situazione di criticità anche altre zone della città. La raccolta, assicurano dalla multiutility, non sarà sospesa per il ponte. Come noto, questi problemi sono insorti circa una settimana fa quando c’è stato il passaggio di consegne all’azienda Aimeri che si è aggiudicato l’appalto per il servizio con un ribasso del 14 percento rispetto alle cooperative locali che già gestivano il servizio.

Medaglie, corone e pedalate Ecco gli appuntamenti del 25 aprile

Al Socjale di Piangipane uno spettacolo di Lady Godiva martedì 26

Vari gli appuntamenti in tutto il territorio nel Ravennate per celebrare il 25 aprile e la Liberazione dal Nazifascismo, a cominciare naturalmente da Palazzo Merlato.

Lunedì 25 aprile alle 9,30 nella Sala Preconsiliare del Comune, piazza del Popolo 1, si terrà la cerimonia di conferimento delle “Medaglie della Liberazione” alle partigiane e ai partigiani di Ravenna e Cervia che combatterono durante la Seconda guerra mondiale. Interverranno:  Francesco Russo, prefetto di Ravenna, Fabrizio Matteucci, sindaco, Gabriele Armuzzi, vicesindaco di Cervia, Ivano Artioli, presidente provinciale dell’Anpi.

 Successivamente alle 11 in piazza del Popolo verranno deposte le corone alla lapide dei partigiani caduti per la liberazione dal nazifascismo. Sono previsti gli interventi del sindaco Fabrizio Matteucci, del presidente della Provincia Claudio Casadio e del presidente provinciale dell’Anpi Ivano Artioli. Prevista l’esibizione della banda musicale cittadina.

Contestualmente alle 9 nel piazzale Natalina Vacchi verrà scoperta una targa in ricordo di Lina Vacchi. Interverrà tra gli altri l’assessora alle Politiche e cultura di genere Giovanna Piaia, per il ricordo della partigiana ravennate impiccata dai fascisti al Ponte degli Allocchi il 25 agosto 1944. L’evento si svolgerà in collaborazione con l’Unione donne in Italia e l’Istituto storico della Resistenza di Ravenna e Provincia.

Come ormai consuetudine, si svolgerà anche la Pedalata della Liberazione che si snoderà lungo un percorso che dalla città conduce alla pineta di Classe. Il ritrovo è fissato alle 9.30 al Conad di via Galilei e la partenza è prevista per le 10.15. Il percorso toccherà la rotonda Gran Bretagna, Ponte Nuovo, via Romea Sud, via Classense (Classe), via Morgagni (ultima a destra prima del passaggio a livello), la pista ciclabile nella pineta di Classe, la carraia del Cippo, ponte Botole e la carraia Querce di Dante, per arrivare a Ca’Acquara, storica casa pinetale sulla Bevanella nella pineta di Classe.

Lungo l’itinerario verranno deposti simbolici omaggi a Classe, nel parco pubblico intitolato al soldato inglese Reginald Barton Stratton, caduto in combattimento durante la Liberazione di Classe il 19 novembre 1944; e al cippo in memoria di Vito Salvigni e Umberto Fussi, due giovani del distaccamento Garavini caduti nella lotta di Resistenza partigiana.

L’arrivo è previsto alle 12. Seguiranno ristoro e svago. Il ritorno sarà libero. È consigliabile per tutti l’uso del casco.

Per quanto riguarda invece il forese, numorosissimi gli appuntamenti nelle varie frazioni già dal mattino.

Si comincia alle 8.30 del mattino con partenza in bicicletta da Piazza Marradi a Casal Borsetti per deposizione di corone alla Stele Partigiana al Poligono “Foce Reno”, ai cippi lungo il percorso, alla lapide dei Caduti presso la “Scuola Viva C. Colombo”, al Monumento dei Caduti in Piazza Marradi, con alzabandiera. Alle 12.15 posa di una corona al Cippo dei Caduti del Gruppo di Combattimento “Cremona” alla Fattoria Guiccioli di Mandriole. Sarà presente il Presidente del Consiglio territoriale Davide Benazzi.
Alle 8.30, in Piazza Italia a Savarna ritrovo e partenza per la visita ai cippi del territorio con deposizione di fiori e corone. Alle ore 10.30, presso la sede dell’Anpi corteo per le vie del paese e, a seguire, in Piazza Italia, interventi del Vice Sindaco Giannantonio Mingozzi e di un rappresentante dell’Anpi della Provincia di Ravenna.
Alle 9 deposizione delle corone e mazzi di fiori nei cippi di Mensa Matellica, Pineta di Classe, San Zaccaria (Via Dismano, parco della Rimembranza e cippo Bandini Primo detto Nocco), Casemurate, Parco della Rimembranza.
Ore 9,20 Piangipane – Ritrovo in Piazza XXII giugno 1944. Interverrà l’Assessore Massimo Cameliani. Si esibirà in “Note di liberta’” il Coro “ A voj cantè neca me” di Piangipane con Daniela Peroni ed il M° Christian Ravaglioli. Seguirà il Corteo cittadino con deposizione di fiori e corone al Cimitero degli Alleati di Piangipane, ai cippi Partigiani ed al Sacrario della Brigata Cremona a Camerlona.
Alle ore 9.30 a San Romualdo celebrazione della Santa Messa e deposizione delle corone alla lapide dei caduti. A seguire a Mandriole, alle ore 10.00, ritrovo in Piazza 2 Agosto e corteo per deposizione delle corone ai cippi; sarà presente l’assessora Martina Monti.
Ore 9,30 S. P. in Trento – ritrovo presso il circolo Arci di Via Taverna e corteo con deposizione della corona al Monumento dei caduti. Saranno presenti l’Assessore Libero Asioli e Samuele Bosi, Presidente del Consiglio Territoriale di Roncalceci
A seguire a Filetto alle ore 10.30 deposizione della corona presso il cippo Pesa con la partecipazione dell’Associazione dei Bersaglieri di Filetto; saranno presenti l’Assessore Libero Asioli e Samuele Bosi, Presidente del Consiglio Territoriale di Roncalceci. Alle ore 11,15 Santa Messa presso la Chiesa di Sulo.
Dalle 9 alle 11 apertura al pubblico del Museo dei Bersaglieri di Filetto.
A Santerno alle 10, ritrovo in Piazza 5 Dicembre e corteo fino al Parco delle Rimembranze.
Ore 10 a S. Pietro in Vincoli: corteo e deposizione di una corona al Monumento dei Caduti presso Piazza dei Caduti; canti degli alunni della Scuola elementare e degli allievi della Scuola di musica diretti da Monica Monduzzi. Interverranno l’assessora Valentina Morigi e un rappresentante dell’Anpi provinciale.
Alle 10 a Mezzano in Piazza della Repubblica, interventi della Presidente del Consiglio Comunale Livia Molducci e di un rappresentante dell’Anpi. A seguire corteo per la visita ai cippi con deposizione di fiori e corone.

Alle ore 10, a Ravenna, con partenza da Piazza Brigata Pavia corteo ai cippi commemorativi dei caduti nella lotta di Resistenza Partigiana esistenti nel quartiere. Percorso: via Cassino, via S. Mama, Piazza Romolo Ricci, via Montesanto, via Piave; al Ponte dei Martiri interverranno Antonio Mellini, Presidente del Consiglio Territoriale Ravenna Sud e l’assessora Ouidad Bakkali. Saranno deposti fiori e corone.
Alle ore 10 in via Po 15/A a Porto Corsini i ragazzi delle classi 3°A e 3°C della scuola secondaria di primo grado “Mario Montanari” di Ravenna presentano “PASSAGGIO DI TESTIMONE” sintesi dei lavori svolti nell’anno scolastico 2015/2016 nell’ambito del progetto “Cittadinanza e Costituzione”. Docenti coinvolte Anna Tassinari, Livia Pezzi e Annalisa Ercolani. Alle 11 partenza del corteo per la posa della corona celebrativa al monumento ai caduti di Porto Corsini, al parco Vilma Soprani in via Cortellazzo.
Alle ore 10 in piazza S.Massimiano a Punta Marina Terme inaugurazione della nuova recinzione al monumento ai Caduti di tutte le guerre e posa di una al targa commemorativa; interverranno l’assessore Roberto Fagnani, l’Anpi provinciale e una rappresentanza del Liceo Artistico “Nervi-Severini”.
Alle ore 10.30 in Piazza Garibaldi a S. Alberto corteo per omaggio ai caduti e posa delle corone ai cippi e lapidi lungo le vie del paese e commemorazione in Piazza Garibaldi. Interverranno Paolo Fratti, presidente dell’Anpi di S. Alberto e l’assessora Martina Monti.
Alle ore 10.30 ad Ammonite omaggio floreale degli antifascisti del luogo, alle tombe di Andrea Marchetti e Giovanni Cortesi, martiri per la Libertà.

Le iniziative proseguiranno anche martedì 26 aprile: alle 13.45 a Porto Fuori raduno alla scuola elementare Sergio Cavina e partenza del corteo diretto al campanile della chiesa parrocchiale e al Parco della Rimembranza, per deporre corone di alloro in ricordo dei caduti; momento celebrativo e benedizione del parroco. Alle 14.30 la cerimonia continuerà all’interno della sala Kojak. Gli alunni della scuola Cavina presenteranno il percorso didattico sulla libertà realizzato nel corso dell’anno scolastico 2015/2016 attraverso un repertorio artistico di vario genere che comprende canti, musiche e poesie. Sarà presente anche una rappresentanza dei bimbi della scuola comunale dell’infanzia “Il Pettirosso”. Interverranno l’Assessore Massimo Cameliani e un rappresentante dell’Anpi.

A Piangipane alle 21 al Teatro Socjale “Achtung banditi !- Voci dalla resistenza”, spettacolo di Lady Godiva Teatro, regia di Eugenio Sideri, con un testo di Andrea Castronovo. Ingresso offerta libera.

Allerta meteo fino a lunedì Divieto di accesso a moli e dighe

L’Agenzia regionale di protezione civile ha diramato nel pomeriggio di oggi allerta n. 59 per pioggia, temporali, vento, stato del mare e criticità idrogeologica nel nostro territorio e sulla costa. L’allerta è di livello 1, fase d’attenzione, a partire da stasera alle 21 fino alle 14 di lunedì 25 aprile.

Si raccomanda ai cittadini di non accedere a moli e dighe foranee e ai gestori di attività all’aperto di sistemare e fissare gli oggetti che potrebbero essere danneggiati dal maltempo.

Si consiglia di seguire l’evoluzione della situazione: sul web consultando le “Allerte di protezione civile” all’indirizzo http://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/servizi/allerte-avvisi-protezione-civile/ultimi-avvisi e sul sito del Comune www.comune.ra.it.

L’Amministrazione comunale insieme con gli altri enti preposti seguirà l’evoluzione dei fenomeni.

Controlli antidroga nelle scuole un altro minorenne denunciato

Gli interventi dell’Arma negli ultimi mesi a scopo, spiegano dal Comando provinciale dei carabinieri “preventivo e repressivo”

Carabinieri nelle scuole del Ravennate per contrastare la diffusione di sostanze stupefacenti. Da mesi ormai gli uomini dell’arma effettuano interventi, nella maggior parte dei casi, fanno sapere dal Comando provinciale, su richiesta degli stessi dirigenti scolastici, spesso con l’ausilio di unità cinofile. L’obiettivo, spiegano dall’Arma è “sanzionare immediatamente i ragazzi che facciano uso di sostanze stupefacenti, prima che la sanzione possa diventare di carattere penale, piuttosto che amministrativa”. L’intento, dicono, è quindi sia preventivo che repressivo. La maggior parte degli interventi, talvolta effettuati anche su segnalazioni di genitori, sono avvenuti fuori dalle scuole, ma non sono mancati casi di azioni all’interno della aule “a scopo puramente preventivo”.

L’ultimo di questi controlli, in ordine di tempo, nella giornata del 22 aprile, ha portato al deferimento di un minorenne (affidato ai genitori), sorpreso da un cane antidroga: a fronte di un solo spinello custodito nella tasca dei jeans, possedeva in realtà a casa tutto il kit dello spacciatore, tra cui bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e soldi contanti in piccolo taglio, oltre ad una ulteriore quantità di droga. Il 2 aprile, invece, sempre a Ravenna, sono stati rinvenuti nel vialetto di accesso all’esterno dell’istituto scolastico, è stata rinvenuta una confezione con 3 gr di marijuana. Il 21 marzo, invece, a Ravenna, nel cortile di istituto superiore sono stati rinvenuti 2,2 grammi di marijuana con uno spinello già confezionato mentre un un minore veniva alla competente Prefettura in possesso di 2 grinder con residui di marijuana. E un 16enne è stata segnalato anche a Cervia, nel dicembre scorso, così come due 17enni a Faenza nel corso di due diverse operazioni e ancora un 16enne a Ravenna sorpreso con un 1 grammo di marijuana fuori da scuola insieme al compagno di classe che gliel’aveva procurata.

In allegato il report dettagliato del Comando provinciale dei Carabinieri che intanto annuncia l’intenzione di continuare i controlli preventivi nei pressi degli istituti scolastici e nei luoghi di aggregazione giovanile e conferma la propria disponibilità a ricevere eventuali ulteriori segnalazioni, “al fine di proseguire una più mirata ed incisiva attività di prevenzione e contrasto”.

 

Fusignani capolista, seguito da Mingozzi La lista del Pri per Palazzo Merlato

Presentati i candidati repubblicani al consiglio comunale a sostegno  di Michele De Pascale. Programma e lista in allegato

Il capolista sarà Eugenio Fusignani, segretario del partito, e già vicesindaco in pectore in caso di vittoria di De Pascale alle elezioni. Segue Giannantonio Mingozzi, attuale vicensindaco di Fabrizio Matteucci. A seguire, la lista del Pri, che appunto appoggia il segretario Pd nella sua corsa a Palazzo Merlato, conta quattordici donne, 21 indipendenti, 4 autocandidati provenienti dalla società civile, 3 studenti universitari, con età compresa fra i 19 e i 25 anni, lavoratori e persone nuove alla politica al fianco di altre esperte sia della politica, che della macchina amministrativa e nove iscritti (oltre a Fusignani e Mingozzi). La lista è stata presentata, alla presenza di Michele De Pascale, in corte Cavour venerdì 22 aprile. Nell’occasione Fusignani ha spiegato che “Non è un caso che i due segretari dei principali partiti di centro sinistra della città si candidino mettendoci la faccia, è una chiaro atto di responsabilità e una risposta alla non politica dilagante”.

Tra i nomi in lista, oltre a quelli del’attuale e possibile futuro vicesindaco, ci saranno volti nuovi come quelli di Chiara Francesconi, ravennate alla sua prima candidatura in consiglio comunale. Tra le candidature in rosa ci sono poi alcune portatrici di esperienza di associazionismo e di partito, è il caso di Patrizia Masetti e di Rita Monti, altre giovani rappresentanti di istanze di rinnovamento, come le studentesse Sara Bandini e Denise Sene. C’è anche un cittadino di origine senegalese, Diop Ndoiuga, e il giovanissimo Andrea Vasi, appena 19 anni. Dal mondo economico risaltano i nomi dell’indipendente Laura Agrioli, 53 anni, socia, imprenditrice palestra “Life planet” e commerciante, Raffaele Lacchini, imprenditore e presidente del CICAII, da sempre iscritto al Pri come Marina Pascoli, 60 anni, responsabile finanziario-amministrativo GFC, holding AGCI, Vice presidente COMETHA, coop finanziaria delle tre centrali cooperative. Ma in lista ci sono anche pensionati, agricoltori, lavoratori dipendenti. “Abbiamo aperto il partito alla modernizzazione – spiega Eugenio Fusignani – consapevoli della nostra tradizione e dei nostri valori. Sono gli stessi con i quali ci confrontiamo tutti i giorni, tanto da avere scelto come slogan ‘Ravenna città Repubblicana’. Ci proponiamo con i valori di sempre, ma forti della consapevolezza di voler innovare la città puntando su giovani, professionisti e persone che vogliano impegnarsi con noi per rinnovare questa città”.

Fra i temi strategici spiccano quello della sanità, che deve essere più vicina alle comunità locali, quello della Città Metropolitana di Romagna dove ogni città possa esprimere le proprie eccellenze, la confermata Autorità Portuale autonoma come punto di partenza dello sviluppo del porto di Ravenna, che non riproponga l’impasse istituzionale che ha caratterizzato l’attuale governance, e una politica ambientale meno ingessata. Il PRI Ravenna punta su un ulteriore sviluppo dell’insediamento universitario, che si è consolidato negli ultimi 20 anni proprio grazie all’impegno dei repubblicani, ma vuole anche continuare a sostenere le imprese, il porto e lo sviluppo turistico e culturale di Ravenna. Il tutto senza dimenticare i valori civici e risorgimentali fondamentali.

“Per portare avanti queste nuove istanze – prosegue Fusignani – abbiamo aperto la lista a 4 candidature spontanee provenienti dalla società civile, consapevoli della nostra storia, dell’importanza di avere partiti strutturati e seri, ma anche di voler dar voce ai cittadini che si vogliono impegnare in prima persona. Non è vero che i partiti sono conventicole chiusi e le liste civiche sono la novità, al contrario noi portiamo avanti la serietà del nostro partito, ma aprendoci convintamente ai giovani e alla società”. Da qui la scelta di 4 candidature spontanee, si tratta di Edgardo Bordandini, Antonio Foschini, Giacomo Pirazzini e Paola Rossi.

“Fra i temi che affronteremo la sicurezza è centrale – spiega il segretario del PRI Ravenna -. Proponiamo la creazione di un assessorato specifico che sia forte e affidato ad una persona con adeguate esperienze in materia. Sui collegamenti ci siamo spesi molto in questi anni e continueremo a farlo, a partire dall’E55 nella sua interezza, ma ritenendo imprescindibile partire dal tratto Ravenna-Ferrara mare. Quello che presentiamo oggi è un partito affidabile, forte delle sue radici, ma pronto ad innovare e moderno”.

In allegato il programma del partito. A seguire l’elenco completo dei nomi in lista.

La prima festa dei riusi all’Almagià tra creatività e lotta allo spreco

In serata una sfilata della Sartoria Creativa Emotiva

È in corso il nuovo evento nato a Ravenna e dedicato agli artigiani creativi e makers del riuso di materiali ed oggetti, nata per dare visibilità a creazioni di qualità e realizzate nella logica dell’autoproduzione e del fatto a mano. Dopo la giornata di apertura, la manifestazione prosegue sabato 23 aprile all’Almagià a libero accesso. Sono 12 gli artigiani, o makers del riuso, che hanno aderito alla Festa. Si tratta di creativi che lavorano con materiali di scarto e di recupero per produrre oggetti unici e fantasiosi. Si tratta per esempio di Tiricucio creations (borse di tessuto e capi abbigliamento), Ourdream (oggetti per la casa di falegnameria), Madcat (gioielli e sartoria), Les fils rouges (sartoria creativa). Gli artigiani presenti provengono da tutta la Romagna: Ravenna, Forlì e Rimini. Alcuni producono e vendono in negozi, come Ourdream che ha appena inaugurato a Ravenna (Via Venezia 26) il suo punto ven-dita; altri accompagnano alla produzione domestica la vendita presso mercatini. Tutti sono acco-munati dalla prassi di utilizzare materiali di riuso: così i tappeti diventano borse, i tappini orecchini, i vecchi libri…
“Sono cresciuta in una famiglia in cui il riuso era la parola d’ordine ancor prima di essere inflazio-
nata e a volte abusata come negli ultimi tempi, per me non è una moda, ma uno stile di vita che va
oltre l’aspetto ambientale, ripensare e riprogettare oggetti comuni evitando lo spreco di risorse è
si il punto cardine di chi si approccia all’esperienza di reinterpretazione creativa dello “scarto”, ma
il valore più grande è per me il poter far continuare la storia degli oggetti… risparmiarli alla disca-
rica è dare valore alla loro esistenza e ai nostri ricordi” racconta Stefania Pelloni, nota creativa di
Ravenna coordinatrice del progetto di Sartoria Creativa Emotiva e ideatrice con Villaggio Globale
Cooperativa Sociale e ArteFatti di Forlì del Festival.
Il programma di sabato si svolge dalle 14, quando aprono le botteghe, fino alle 23 e prevede l’ECORadio del Festival curato da Stefano Pelloni di ARASUDITU con interviste e suggestioni sul tema del riuso con microfono aperto a tutti i partecipanti che abbiano voglia di dire la loro. Alle 16 interverrà Silva Bucci esperta di Space Clearing che ci fornirà consigli e prove pratiche per organizzare al meglio gli spazi.
Alle 16 aprono anche i laboratori creativi gratuiti per adulti e bambini: Prove tecniche di seriusografia Sitius Sidri ; Space Clearing con Silva Bucci ; Cartapesta con Mariapia Gambino
Sartoria Emotiva con PeSte e le sartine de La Cuciria ; Mostriciattoli di riuso con Sabina Morgagni . Alle 19 Apericena a cura di Ravegan. (13 euro. Prenotazioni obbligatorie al 349.6481710), alle
20 Sfilata con i vestiti della Sartoria Creativa Emotiva e alle 21.30 Proiezione del film-documentario “RePLAY in viaggio nell’upcycling” di Marco Fantacuzzi , un viaggio nel poliedrico mondo del riutilizzo creativo in Italia, e dei personaggi che i curatori incontrano. La Festa è organizzata da Villaggio Globale, Cooperativa Sociale di Ravenna attiva da circa 10 anni
nel settore del riuso creativo, in particolare con la Sartoria Creativa Emotiva, la RicicloOfficina, la
Seriusografia e Officine Creative, e da ArteFatti, atelier creativo di Forlì. E’ sostenuta dal Comune
di Ravenna e dalla Tavola Valdese.

 

Studenti in visita al Tcr in un gemellaggio Ravenna-Palermo

I ragazzi hanno visitato l’azienda che gestisce container in arrivo e partenza

Tcr ha ospitato la visita di due scolaresche tra loro gemellate, il Liceo Classico Dante Alighieri di Ravenna ( classi 2^B e C ) e il Liceo Classico Giovanni Meli di Palermo (classi 2^ C e L ).

Accolti dal Presidente Luisa Babini i ragazzi sono stati accompagnati nella visita da Federico Masotti, responsabile Qualità, Sicurezza e Ambiente. attraverso un viaggio dentro al terminal, prima virtuale e poi reale. L’ingegnere Masotti ha illustrato ai giovani studenti i vari processi operativi attraverso cui TCR gestisce i container in arrivo e partenza. Un ciclo complesso dove il personale interagisce con navi, treni e camion, con l’ausilio di sofisticati sistemi di programmazione e mezzi di movimentazione di grandi dimensioni. Durante la visita in Piazzale e con il supporto del Terminal Manager Alessandro Battolini e del Supervisore Esterno Antonio Spataro, è stato possibile mostrare sul campo la complessità di tutte le operazioni di imbarco e sbarco, ed il collegamento con il sistema intermodale dei trasporti di cui si avvale TCR. Erano presenti, inoltre, un nutrito gruppo di rappresentanti della Guardia di Finanza e dell’Ufficio delle Dogane che hanno spiegato direttamente ai ragazzi i loro rispettivi ruoli nei processi di controllo della merce in importazione ed esportazione.

Questa iniziativa si inserisce nel solco del progetto Porto Lab ideato dal Gruppo Contship Italia a cui Tcr, in partnership con Sapir, partecipa già da 10 anni. Un lungo periodo dove il Terminal ha ospitato migliaia di bambini delle classi elementari del territorio e che ha permesso allo stesso Masotti, e agli altri colleghi coinvolti nel progetto,di acquisire una speciale esperienza e professionalità nella gestione di questi incontri. Porto Lab si è infatti da sempre data l’obiettivo di tradurre con parole semplici, e comprensive, la complessità di quanto avviene in un Porto. Le 4 Classi hanno potuto visitare il terminal e comprendere quanto sia importante e strategico questo lavoro e, come, dalla sua efficienza, dipenda gran parte dell’efficienza delle catene logistiche che permettono il consumo e l’esportazione di molti prodotti con cui interagiamo ogni giorno. Un lavoro fatto dalla collaborazione di molte figure professionali che operano all’interno del Porto di Ravenna.

“Il gemellaggio tra i ragazzi siciliani e i ravennati è la migliore testimonianza di come il mare oggi rappresenti un fattore di unione e come il porto possa assumere il ruolo di crocevia di beni, persone ed idee- ha dichiarato Luisa Babini.- Così è sempre stato e continuerà ad essere”.

Al termine della visita, e dopo molte domande da parte degli studenti, il Presidente Babini ha rivolto loro un saluto esortandoli a riflettere sull’esperienza appena conclusa e sottolineando come il Porto di Ravenna sia una realtà economica molto importante, dove, nonostante la grave crisi, si continua ad assumere e a dare nuove opportunità ai giovani.

Tra i candidati del Carroccio anche Tavoni, Gardin e Rolando

Ecco i 32 nomi che correranno per il consiglio comunale di Ravenna

Qualche volto noto, tanti nomi nuovi, la Lega Nord Ravenna ha divulgato alla stampa la propria lista di candidati al Consiglio comunale che appoggerà la candidatura a Sindaco di Massimiliano Alberghini. Una lista che comprende varie fasce d’età e di professioni, composta da militanti storici della Lega Nord, di sostenitori e per cui il Carroccio sta in queste ore, come tutti, raccogliendo le firme. Tra i volti più noti sicuramente quello di Samantha Gardin, responsabile provinciale della Lega, di Bagnacavallo, di professione commercialista e quello di Gianfilippo Nicola Rolando, attivista della Lega di professione modello e presenza costante nelle manifestazioni del Carroccio locali. C’è poi il consigliere uscente Alberto Donini, che ha preso il posto di Paolo Guerra che ha invece, come noto, abbandonato il partito qualche mese fa. Scorrendo la lista dei nomi si nota anche quello dell’avvocato Patrizia Zaffagnini, che fu candidata sindaco nel 2006 e quello di Learco Tavoni, assicuratore, già eletto nel 2011 con il numero massimo di preferenze ma dimessosi dal Consiglio comunale pochi mesi dopo (ma non, evidentemente, dalla Lega). Di seguito l’elenco completo così come è stato inviato dal Carroccio:

 

Silvano Mammoli 05/07/50 pensionato

Gianfilippo Nicola Rolando 23/06/79 libero professionista 

Giuseppina Gangitano 21/10/69 impiegata

Learco Vittorio Tavoni 26/09/43 assicuratore 

Patrizia Zaffagnini 04/08/60 avvocato

Nicola Pompignoli 31/03/89 studente

Valentina Orioli 14/11/78 imprenditrice

Lorenzo Zandoli 02/12/91 studente

Anna Greco 14/10/59 commerciante

Alberto Donini 30/08/86 impiegato

Rosanna Biondi 09/06/50 infermiera

Stefano Morettini 07/07/69 direttore Telecom

Gabriella Modanesi 03/05/59 agente di commercio

Berenger Igor Adjanohoun 03/05/75 operaio

Gemma Malerbi 08/01/54 imprenditrice

Alessandro Basileo 21/05/71 muratore

Maria Clara Sbrendola Agnoletti 14/11/48 pensionata

Claudia Barbieri 27/05/54 imprenditrice

Alessandro Pini 19/04/76 imprenditore

Manuela Berardi 17/06/55 pensionata

Fiorino Cimatti 29/04/46 pensionato

Sara Magrini 18/01/85 infermiera

Guido Bezzi 19/10/37 pensionato

Alessandra Minelli 22/07/67 impiegata

Everardo Sangiorgi 02/02/53 pensionato

Lorenza Zama 08/12/81 ambulante mercato

Daniele Nesti 18/07/59 pensionato

Antonella Scibetta 06/07/65 operatrice sanitaria

Davide Marandella 23/06/66 commerciante

Roberta Mingozzi 06/11/75 insegnate scuola

Simona Borando 26/04/65 imprenditrice

Samantha Gardin 03/09/80 commercialista

 

Migliaia di giovanissimi per vedere Lorenzo Fragola all’Ovs

Fan in fila fin dal mattino per il “meet&greet” con il cantantante

Circa duemila i fan che si sono messi in fila dalle prime ore della mattinata per il meet&greet, ossia la possibilità di vedere e magari farsi un selfie con Lorenzo Fragola venerdì pomeriggio nel nuovo store Ovs di Ravenna in via Armando Diaz. Tutti in fila per un autografo e un selfie con il giovane musicista che con il suo secondo album, uscito a marzo, ha scalato le classifiche dei dischi più venduti.

Quel Sol dell’avvenire che sorse in Romagna 

Tra letteratura e politica, Evangelisti ha concluso la trilogia
ambientata in Romagna tra fine Ottocento e metà Novecento

Valerio Evangelisti chiude con Nella notte le stelle ci guideranno l’imponente trilogia Il sole dell’avvenire in gran parte ambientata in Romagna (per alcune vicende si arriva a Bologna e Molinella, ma non oltre) in cui racconta il periodo che va dalla seconda metà dell’Ottocento alla fine della seconda guerra mondiale. Si tratta di un dettagliatissimo affresco storico che racconta la nascita del socialismo, della coscienza politica di classe, delle cooperative, del sindacato, fino, in questo terzo tomo, all’avvento del fascismo e al riscatto della Resistenza. Un lavoro enorme che dal 2013 ha impegnato il noto scrittore bolognese il quale è riuscito nella non semplice impresa di unire a una vicenda narrativa un certosino lavoro di ricostruzione storica, in un mix potente e senza precedenti. Valerio Evangelisti sarà ospite al circolo Prometeo di Faenza il 23 aprile alle 18.

Valerio, il primo tomo nasceva da studi che avevi fatto per la tua tesi di laurea, come ti sei documentato invece per quest’ultimo?
«In questo caso sono ricorso a una bibliografia gigantesca, fatta di volumi e libri disponibili a tutti, ma anche di materiali più difficili da reperire, come opuscoli e libri, ne ho la casa sommersa. Per esempio ho utilizzato un libro di quasi 2mila pagine di un abitante di Tredozio che ha impiegato quarant’anni a scriverlo, e se l’è autopubblicato, in cui racconta delle vicende tra Modigliana e Tredozio e Faenza. Per fortuna che la vostra biblioteca (di Ravenna, ndr) ha messo online l’ultima annata della Romagna socialista. Per il primo e in parte per il secondo tomo è stato più semplice perché avevo conservato collezioni di giornali dell’epoca in microfilm a cui ero ricorso durante i miei studi e che mi sono stati utilissimi. Ma sì, sarebbe faticoso stilare una bibliografia davvero completa».

In tutta la trilogia hai scelto protagonisti che hanno incrociato le sorti politiche dell’epoca che vivevano senza essere in prima linea, offrendo così anche al lettore uno sguardo laterale e molto concreto. Ma come nascono? Come li hai resi compatibili e coerenti con il contesto dell’epoca nei loro comportamenti?
«Li ho inventati basandomi su storie reali che avevo ascoltato, su vicende familiari realmente vissute. La mia stessa famiglia era politicamente molto composita, da parte di mia madre erano tutti socialisti, da parte di mio padre erano invece popolari, diciamo protodemocristiani. E ci sono stati anche zii o cugini squadristi. Una situazione per la verità piuttosto comune, molte famiglie erano divise…».

Tra tutti, Destino è quello forse a cui spetta la sorte più avventurosa perché si trova a viaggiare tra gli esuli a Parigi e poi a finire a combattere nella guerra civile spagnola tra le file degli anarchici, peraltro in rotta con i socialisti…
«Lui nasce in particolare da un libro intitolato Romagnoli antifascisti in esilio pubblicato negli anni 70 in cui c’è una larga sezione scritta dal cesenate Sigfrido Sozzi, figlio di un eroe della Resistenza, che ha dedicato al tema un saggio di cento e passa pagine. E L’Avanti che usciva in Francia (ce n’era anche uno “svizzero”) pubblicava le note di romagnoli andati a combattere in Spagna con tanto di racconto di una corrida (come nel romanzo stesso, ndr). L’ispirazione viene da lì».

Dal tuo libro sembra emergere l’errore dei socialisti nel non volere rispondere con la violenza alla violenza fascista, negli anni Venti. Oggi c’è chi, come Enrico Mentana, dice che stiamo facendo lo stesso errore con i terroristi. Sei d’accordo?
«No, non vedo sinceramente analogie. Il fascismo fu un fenomeno interno, che almeno in parte nasceva dalle file dei partiti di sinistra, il terrorismo mi sembra si muova su un terreno molto più ampio. L’errore che fecero i socialisti fu credere che lo Stato avrebbe difeso la legalità, mentre si trattò di una sorta di colpo di stato in cui nonostante il Parlamento fosse in maggioranza socialista, le Prefetture e le forze di polizia protessero i fascisti e lasciarono che i socialisti venissero massacrati. Massarenti, così come lo stesso Matteotti, commise un errore madornale nel farsi troppi scrupoli e gli altri ebbero gioco facile».

Altro elemento che emerge con particolare nitidezza è che il fascismo comportò non solo una regressione in termini di diritti e di libertà individuali, ma anche di condizioni di vita ed economiche.
«È così. Si torna indietro rispetto ai patti colonici che erano stati conquistati durante il biennio rosso. Vengono ripristinate mezzadrie sotto il 50 percento e le famiglie erano costrette a chiedere al padrone perfino il permesso di sposarsi, visto che quest’ultimo aveva la facoltà di decidere l’entità delle famiglie ».

La riflessione spontanea è che nessun diritto è acquisito per sempre e che ci sono momenti in cui si può regredire. Sul lavoro, se pensiamo alla stagione degli anni Settanta, si potrebbe dire che anche oggi assistiamo a una regressione… ma tu hai già deciso di non raccontarlo, giusto?
«Non voglio parlare dell’oggi perché non mi ci riconosco, ormai sono rimasto fuori dal tempo, ma non voglio nemmeno parlare di ieri. Sono nato nel 1952 e non voglio trattare epoche coeve alla mia esistenza, non le valuterei con la dovuta distanza. Ma quello che dici è vero: non vedo certo un grande progresso, e mi sembra si sia raggiunto molto meno di quanto si aspettava chi combatteva il fascismo. Io suggerisco riflessioni che mi auguro che il lettore faccia, ma non ho le soluzioni».

Ma cosa vedi nell’orizzonte della sinistra di oggi?
«Non molto, a dire il vero. Magari ci si potrebbe rallegrare dal fatto che i partiti comunisti sono una quindicina, sono ormai più i partiti dei comunisti. E mi sembra che i tentativi di rimettere insieme le varie realtà stiano fallendo uno dopo l’altro. Mi sfugge qualcosa della loro sostanza, mi sembra che ci sia il fascino della sigla, dell’appartenenza ma non un reale movimento alle spalle».

Dalla trilogia viene però fuori che il male delle divisioni a sinistra risale alle stesse origini del movimento e in realtà non trova mai soluzione.
«Sì è vero, nel secondo volume per esempio ci sono socialisti massimalisti e integralisti, chi mai potrebbe dirlo oggi, e invece era una corrente importante tra molte altre. E però allo stesso tempo c’era una grossa compattezza di classe negli strati subalterni e alla fine se c’era uno sciopero della Cgil vi si aderiva in massa, a prescindere dalle distinzioni. Oggi mancano addirittura gli scioperi. Manca una visione di cosa poter fare e di come agire che mi convincano del tutto. Ma io sono solo un osservatore».

Ne Il sole dell’avvenire il movimento socialista tramite le cooperative e il sindacato riuscì a incidere molto concretamente nelle vite delle persone comuni, come i tuoi personaggi, che delle distinzioni tra correnti si interessavano ben poco… Cosa è rimasto oggi?
«Beh, oggi le cooperative si può dire che abbiano trionfato, no? Hanno perfino un ministro! Anzi, abbiamo la sinistra al governo (anche se solo a dirlo mi scappa da ridere) che dice che c’è lavoro per tutti mentre le coop sembrano accettare una completa assimilazione con l’impresa capitalistica. E pensare che in origine non esistevano figure che non fossero soci, le cooperative erano nate esattamente per superare il lavoro salariato. Oggi è il socio la figura mancante, a meno che per socio non si intenda chi ha una tesserina per gli sconti. L’unica eccezione ormai sono alcune piccole cooperative di giovani, ma sono appunto realtà molto piccole».

A proposito di confronti tra passato e presente. In campagna si aprivano le porte agli sfollati, ai profughi di allora in fuga dalla guerra. Perché oggi invece non siamo più capaci di fare una cosa simile?
«Decenni di cinismo professato e propagandato hanno avuto il loro effetto. Oggi si sentono frasi che solo dieci anni fa non sarebbero state ammissibili. Si dice sempre che la sinistra è morta con la caduta del muro di Berlino, ma invece è scomparsa con la guerra nella ex Yugoslavia, quando si è deciso che la guerra poteva essere progressiva, democratica, preventiva, lecita. A furia di guerre lecite, si spostano interi continenti e nessuno sa come rimediare, bisognerebbe ripensare tutto. E così scegliamo la via più facile, respingiamo. Perché la verità è che queste persone non sono ritenute esseri umani: fattori marginali come l’appartenenza etnica o la religione diventano fondamentali per fare distinzioni».

Eppure, in passato, nemmeno vent’anni di fascismo riuscirono a spegnere un’idea di solidarietà umana, soprattutto in Romagna. Racconti infatti che qui il fascismo ci mise più tempo e faticò maggiormente ad attecchire…
«È vero, ma perché in Romagna c’era una società diversa, le cooperative erano serie, i lavoratori avevano avuto effettivi benefici dalle lotte straordinarie che avevano portato avanti. Il fascismo ha buttato giù le pareti ma qualcosa non si è spento. E appena è iniziata la lotta di Resistenza ha potuto contare su 4mila persone organizzate nei cosiddetti Gap che facevano attentati, ed è subito diventata di massa con brigate partigiane organizzate come veri eserciti. Gente capace di combattere la notte e il giorno dopo andare al lavoro. Questo perché qui il consenso al fascismo era stato labile e non così profondo come è stato altrove».

Di questo c’è sufficiente memoria?
«No, non credo proprio. La memoria viene coltivata solo dagli specialisti, per questo ho scelto di scrivere un romanzo e non un saggio».

Come vedi l’ipotesi di un centro ricerche o di un museo del Fascismo a Predappio di cui tanto si dicute?
«Dipende da cosa hanno in mente: se è un museo serio che non si presta al culto ma all’esame critico, allora perché no? Il timore è che diventi un luogo di coagulo e di apologia, cosa di cui Predappio non ha proprio bisogno. Va chiarito qual è il comitato che si fa garante di una cosa del genere».

Eppure tu non fai dei partigiani eroi senza macchia e senza paura. Non nascondi che ci furono vendette e processi alquanto sommari…
«Mi ha sempre scandalizzato l’apologia del nuovo Risorgimento. Si è trattato di una guerra civile piuttosto selvaggia che andava raccontata e spiegata. Per fare un esempio, non si doveva negare che ci fosse stato un massacro di fascisti a Codevigo, ma andava fin dall’inizio accompagnato da una spiegazione. Preferendo star zitti, si rischia di trovarsi disarmati quando arriva il Pansa di turno. C’era una guerra in corso, i nemici si facevano sempre più sanguinari e c’era anche il ricordo di quello che era successo vent’anni prima, difficile dimenticare per chi aveva avuto un padre, un fratello ammazzato».

Un’ultima domanda: come dobbiamo considerare Silvio Corbari? Un eroe o un matto?
«Un romagnolo. Aveva il gusto dello scherzo, era coraggioso, usava un linguaggio da osteria e nello stesso tempo era un simbolo e una leggenda tanto che lo dovettero impiccare due volte per farlo morire, in piazza a Castrocaro e poi a Forlì. Direi quindi di metterlo tra gli eroi. Era un personaggio singolare, ma romantico, un Che Guevara».

Ma se Corbari era un Che Guevara, il ravennate Bulow chi poteva essere?
«Sarebbe stato Fidel Castro nel suo piccolo. Era uomo del partito che imponeva una disciplina ferrea e organizzò un esercito, molto diverso da Corbari, ma erano due comunisti entrambi. E due romagnoli».

«Togliere ostacoli economici e sociali che frenano matrimoni e nascite»

Lettera aperta dei parroci di Ravenna ai candidati alle elezioni
Tra i suggerimenti anche corsi per l’integrazione degli immigrati

«Mai così pochi matrimoni, mai così pochi nati come ora: occorre fare di tutto per togliere gli ostacoli di natura economica e sociale che favoriscono questa sfiducia». È un passaggio che ben riassume il tema principale della lettera aperta che i parroci del vicariato urbano di Ravenna inviano ai candidati alle prossime elezioni comunali di giugno, «alcune riflessioni pensando che possano essere loro utili in vista delle scelte specifiche che dovranno assumere nei vari ambiti dell’amministrazione». Il testo integrale è scaricabile in pdf dal link in fondo alla pagina.

Famiglia e matrimonio, come prevedibile, sono i temi a cui viene dedicato più spazio cercando di portare all’attenzione dei politici alcuni fenomeni ritenuti da contrastare: «Il sistema di tassazione spinge alcuni a preferire di non sposarsi per evitare penalizzazioni attraverso il cumulo dei redditi, mentre altri sono tentati ad inscenare divorzi fittizi per risparmiare». Famiglia vuol dire anche figli nella visione dei parroci. Ecco perché «va ricercato un bilanciamento tra la tutela di tutti i bambini, nati in qualsiasi situazione familiare, la vicinanza ai genitori soli e il riconoscimento dei diritti delle coppie sposate. Allo stesso tempo va favorito l’operato dei consultori familiari per la tutela dei nascituri».

Nel testo ci sono poi alcuni suggerimenti di orientamento per future iniziative da mettere in campo: rendere meno onerosi l’acquisto dei libri di testo scolastici e la retta delle scuole dell’infanzia e continuare il sostegno alla scuola paritaria cattolica; intervenire nei confronti di privati, società e banche per facilitare l’accesso alle abitazioni; qualche nuova forma di assistenza domiciliare per alleviare i problemi degli anziani e creare maggior rispetto verso le numerose badanti alle quali viene richiesto uno stile di vita a cui nessuno si adatterebbe tra i familiari; corsi di conoscenza della nostra cultura e progetti più articolati dedicati ai migranti e alle loro famiglie per favorirne l’integrazione.

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