mercoledì
06 Maggio 2026

Caos rifiuti a Ravenna? Hera risponde: «Colpa del passaggio di consegne…»

Il Gruppo assicura la massima attenzione e promette soluzioni
ai problemi. Dal 16 aprile nuovo appalto per la gestione

Il Gruppo Hera – interpellato direttamente dal sindaco Fabrizio Matteucci dopo i cassonetti stracolmi e i rifiuti in strada di queste ore, vedi articoli correlati – assicura in una nota inviata alla stampa di stare monitorando «il passaggio di consegne» al raggruppamento temporaneo d’imprese, guidato dall’azienda Ambiente 2.0, che il 20 gennaio scorso si è aggiudicato l’appalto per la gestione della raccolta e trasporto rifiuti, delle isole ecologiche, della pulizia spiagge e dello spazzamento delle strade e che ha iniziato ad operare a partire da sabato, 16 aprile.

Hera, in questi giorni di avvio del servizio, è impegnata attivamente nella rilevazione e nel contenimento di quelle che definisce «eventuali fisiologiche e momentanee criticità» e i tecnici, in costante raccordo con le aziende subentrate nell’appalto, «stanno intensificando le attività volte a presidiare tutti i servizi programmati, in modo tale da garantire la massima tempestività possibile nella soluzione di eventuali problemi».

Nell’avvicendamento tra due raggruppamenti di imprese a seguito della gara, spiega Hera, «sono possibili alcuni ritardi o limitati disservizi durante la fase del “passaggio delle consegne”. Il Gruppo sta verificando in maniera costante e puntuale il rispetto degli impegni contrattuali sottoscritti dalle aziende subentrate, non soltanto in termini di qualità e quantità dei servizi, dei mezzi e del personale ma anche in riferimento al rispetto di tutti gli obblighi normativi previsti».

Hera ricorda ai cittadini che è a loro disposizione per raccogliere e risolvere eventuali criticità. È attivo infatti il numero verde 800 999 500, gratuito anche da cellulare, che può essere chiamato dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18. In alternativa è possibile effettuare segnalazioni tramite Il Rifiutologo, la app gratuita per smartphone e tablet che copre, ora, l’intero territorio raggiunto dai servizi di Hera.

Caos rifiuti a Ravenna? Hera risponde: «Colpa del passaggio di consegne…»

Il Gruppo assicura la massima attenzione e promette soluzioni ai problemi. Dal 16 aprile nuovo appalto per la gestione

Il Gruppo Hera – interpellato direttamente dal sindaco Fabrizio Matteucci dopo i cassonetti stracolmi e i rifiuti in strada di queste ore, vedi articoli correlati – assicura in una nota inviata alla stampa di stare monitorando «il passaggio di consegne» al raggruppamento temporaneo d’imprese, guidato dall’azienda Ambiente 2.0, che il 20 gennaio scorso si è aggiudicato l’appalto per la gestione della raccolta e trasporto rifiuti, delle isole ecologiche, della pulizia spiagge e dello spazzamento delle strade e che ha iniziato ad operare a partire da sabato, 16 aprile.

Hera, in questi giorni di avvio del servizio, è impegnata attivamente nella rilevazione e nel contenimento di quelle che definisce «eventuali fisiologiche e momentanee criticità» e i tecnici, in costante raccordo con le aziende subentrate nell’appalto, «stanno intensificando le attività volte a presidiare tutti i servizi programmati, in modo tale da garantire la massima tempestività possibile nella soluzione di eventuali problemi».

Nell’avvicendamento tra due raggruppamenti di imprese a seguito della gara, spiega Hera, «sono possibili alcuni ritardi o limitati disservizi durante la fase del “passaggio delle consegne”. Il Gruppo sta verificando in maniera costante e puntuale il rispetto degli impegni contrattuali sottoscritti dalle aziende subentrate, non soltanto in termini di qualità e quantità dei servizi, dei mezzi e del personale ma anche in riferimento al rispetto di tutti gli obblighi normativi previsti».

Hera ricorda ai cittadini che è a loro disposizione per raccogliere e risolvere eventuali criticità. È attivo infatti il numero verde 800 999 500, gratuito anche da cellulare, che può essere chiamato dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18. In alternativa è possibile effettuare segnalazioni tramite Il Rifiutologo, la app gratuita per smartphone e tablet che copre, ora, l’intero territorio raggiunto dai servizi di Hera.

Legacoop immagina una Romagna in versione città metropolitana

La proposta di sperimentazione istituzionale lanciata
dalla convention di Ravenna. L’idea piace alla Regione

Un’area vasta Romagna che abbia le stesse competenze e deleghe della città metropolitana di Bologna. Questa la proposta lanciata oggi, 18 aprile, a Ravenna da Legacoop Romagna (458 imprese associate, 6,7 miliardi di produzione e 27mila occupati) nel corso di una convention aperta a tutto il sistema istituzionale, politico ed economico regionale.

«La scomparsa delle province – ha detto il direttore generale di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti – apre un vuoto da colmare. Noi candidiamo questo territorio a una sperimentazione istituzionale che parta dalle tante esperienze positive di questi anni in tema di sanità, servizi integrati e trasporto locale. Non una maxi provincia, né una fuga in avanti in chiave autonomista, ma un luogo di confronto in cui i rappresentanti eletti dai cittadini si confrontano e decidono per declinare in modo appropriato le grandi questioni, a partire da viabilità e infrastrutture. Con flessibilità e a geometria variabile, ragionando ad esempio su turismo e università con Ferrara e Bologna».

E secondo Stefano Bonaccini, presidente della Regione, la Romagna ha tutti i titoli per essere protagonista nel riordino istituzionale in atto, «vista la sua storia e l’esperienza di integrazione territoriale svolta finora». Nel suo intervento in chiusura dei lavori Bonaccini ha accolto la sfida lanciata dall’associazione cooperativa: «Penso che non potremo fare altre città metropolitane, sono anche troppe. Dipenderà cosa succederà col referendum, ma se passerà andrà scritto anche dal punto di vista ordinario cosa sono le aree vaste, servirà un aggancio istituzionale. Sicuramente dobbiamo farci trovare pronti, iniziando ora a studiare cosa potranno essere queste sperimentazioni, d’intesa col Governo. Concordo sul fatto che un neocentralismo regionale ridurrebbe l’operatività di tutti. Le aree vaste possono essere una risposta, in termini di coordinamento politico e funzionale, non di gestione in quanto tale. Ci riuniremo presto con i Sindaci, vogliamo scrivere insieme questo pezzo del riordino. La proposta di Legacoop Romagna è un contributo molto utile per rendere questo territorio precursore del processo in atto nelle istituzioni».

Già su questa lunghezza d’onda si muove il ravennate Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo: «La nuova legge regionale non ragiona più per prodotti, ma per destinazioni. La Romagna è già un marchio forte e da quest’anno lo stiamo promuovendo con un milione di euro sul mercato tedesco».

Nella giornata di lavori è intervenuto anche il presidente di Legacoop Romagna, Guglielmo Russo: «Vogliamo che la Romagna possa giocare in serie A. Abbiamo aperto un cantiere, l’orizzonte strategico per un progetto di sistema territoriale integrato ha bisogno di una veste istituzionale adeguata. Non è velleitarismo, noi rivendichiamo la capacità che ha sempre avuto questo territorio, sin da quando ragionò su Romagna Acque, di lavorare insieme per costruire scenari di alto livello. Vogliamo portare la Romagna in Europa, possiamo farlo solo ragionando insieme sui grandi temi come il porto, la sanità, il sistema degli aeroporti e delle fiere, senza contrapposizioni campanilistiche».

Confindustria Romagna si ferma: sono per la fusione solo Ravenna e Rimini

Inaspettato passo indietro di Forlì-Cesena. «Ma il progetto va avanti»

Confindustria Romagna era nata formalmente nel gennaio del 2015 con un’unione federativa che, secondo il programma predisposto, avrebbe dovuto portare a una fusione vera e propria entro un biennio. Venerdì a Santarcangelo, in anticipo quindi sulla tabella di marcia, era previsto l’atto formale della fusione. Ma un po’ a sorpresa (nonostante negli ultimi mesi gli addetti ai lavori avevano notato il rallentamento) il presidente di Unindustria Forlì-Cesena ha dichiarato il parere al momento negativo della propria giunta alla fusione, il cui progetto è quindi stato approvato (all’unanimità) solo dagli organismi direttivi di Confindustria Ravenna e Unindustria Rimini.

«La sostanza del progetto è viva e vitale – dichiara l’attuale presidente federale Paolo Maggioli, di Unindustria Rimini – per questo le associazioni di Ravenna e Rimini proseguono il loro cammino con la piena apertura verso ogni meccanismo utile per proseguire anche con Forlì-Cesena».

La parola passa adesso alle assemblee che hanno dato avvio al percorso di fusione. Stando ai bene informati, quello di Forlì-Cesena non dovrebbe essere un “no” irrevocabile, ma un momento di stallo (provocato in particolare dalle aziende più piccole) per arrivare magari al miglioramento del documento redatto e approvato da Rimini e Cesena, già comunque molto corposo.

Rifiuti in strada, il sindaco a Hera: «Intervenga subito»

Il Comune farà una segnalazione formale. «Nessun compenso per
servizi non erogati. E dovranno essere stralciati dalla Tariffa Rifiuti»

Il sindaco Fabrizio Matteucci e l’assessore all’Ambiente del Comune di Ravenna, Guido Guerrieri, intimano a Hera di intervenire per ripristinare il servizio di raccolta dei rifiuti, che nel weekend, dopo il cambio di appalto nella gestione, ha mostrato alcune problematiche. Tuttora – lunedì pomeriggio – sono diversi i cittadini che stanno continuando a segnalare cassonetti stracolmi e rifiuti in terra, anche alla polizia municipale, che però non può certo risolvere il problema.

«Dopo anni di buona gestione del servizio di raccolta rifiuti – si legge nella nota di sindaco e assessore –, in queste ore stanno emergendo una serie di criticità che non possono trovare giustificazione alcuna. Ci sono disservizi diffusi che devono essere risolti immediatamente. Hera deve intervenire per ripristinare un Servizio rispondente agli standard sanciti dal Contratto di Servizio con Atersir, a cui invieremo a breve una formale segnalazione con un report di quanto sta accadendo. L’esito di una gara con il passaggio del servizio ad un nuovo soggetto non può giustificare alcun arretramento, neppure temporaneo, nella qualità del servizio. Si tratta di un “Servizio Pubblico” fondamentale per l’igiene e anche per l’immagine della città. Chiederemo conto di questo ad Hera, precisando che non intendiamo corrispondere compensi a servizi non erogati, e che questi dovranno necessariamente essere stralciati dalla Tariffa Rifiuti. Esigiamo una risposta risolutiva a questa situazione nelle prossime ore».

Rifiuti in strada, il sindaco a Hera: «Intervenga subito»

Il Comune farà una segnalazione formale. «Nessun compenso per servizi non erogati. E dovranno essere stralciati dalla Tariffa Rifiuti»

Il sindaco Fabrizio Matteucci e l’assessore all’Ambiente del Comune di Ravenna, Guido Guerrieri, intimano a Hera di intervenire per ripristinare il servizio di raccolta dei rifiuti, che nel weekend, dopo il cambio di appalto nella gestione, ha mostrato alcune problematiche. Tuttora – lunedì pomeriggio – sono diversi i cittadini che stanno continuando a segnalare cassonetti stracolmi e rifiuti in terra, anche alla polizia municipale, che però non può certo risolvere il problema.

«Dopo anni di buona gestione del servizio di raccolta rifiuti – si legge nella nota di sindaco e assessore –, in queste ore stanno emergendo una serie di criticità che non possono trovare giustificazione alcuna. Ci sono disservizi diffusi che devono essere risolti immediatamente. Hera deve intervenire per ripristinare un Servizio rispondente agli standard sanciti dal Contratto di Servizio con Atersir, a cui invieremo a breve una formale segnalazione con un report di quanto sta accadendo. L’esito di una gara con il passaggio del servizio ad un nuovo soggetto non può giustificare alcun arretramento, neppure temporaneo, nella qualità del servizio. Si tratta di un “Servizio Pubblico” fondamentale per l’igiene e anche per l’immagine della città. Chiederemo conto di questo ad Hera, precisando che non intendiamo corrispondere compensi a servizi non erogati, e che questi dovranno necessariamente essere stralciati dalla Tariffa Rifiuti. Esigiamo una risposta risolutiva a questa situazione nelle prossime ore».

«Anche due cani in un piccolo recinto nell’ex discoteca di Lido Adriano»

Vandini (Movimento 5 Stelle) denuncia lo stato di degrado dell’area

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale a Ravenna denuncia il degrado che continua a caratterizzare l’area dell’ex discoteca Banana Republic di Lido Adriano.

«Tempo fa – rivela Vandini, sulla base di segnalazioni delle guardie ecozoofile dell’Oipa – era presente nell’area anche una colonia felina e diversi volontari si occupavano di portare acqua e cibo quotidianamente. Quest’attività di volontariato era particolarmente complicata, vista la presenza di persone poco raccomandabili, siringhe e degrado diffuso». Ora, però, della colonia felina non si hanno più notizie, mentre in questi giorni è emersa un’altra problematica.

«Dai controlli si è evidenziata la presenza di un recinto con due rottweiler – scrive Vandini in una nota inviata alla stampa con tanto di video –, i cani sembrano in buona salute ma le condizioni igieniche sono particolarmente critiche, per non parlare delle disumane dimensioni del recinto. Farò segnalazione agli uffici e all’assessore competente affinché vengano presi provvedimenti immediati».

Metalmeccanici in sciopero Presidio anche davanti a Confindustria

Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno proclamato uno sciopero unitario per mercoledì 20 aprile. I sindacati e i lavoratori dell’industria metalmeccanica si mobilitano per ottenere il rinnovo del contratto visto che la trattativa con Federmeccanica ha subìto una secca battuta d’arresto nello scorso marzo.

Lo sciopero nazionale sarà di 4 ore e, in alcune aziende del territorio provinciale, le Rsu hanno deciso di estenderlo all’intero turno di lavoro. I sindacati e i lavoratori daranno inoltre vita, sempre mercoledì 20 aprile, dalle 9 alle 11 a un presidio di fronte alla sede della Confindustria di Ravenna.

«Vogliamo un nuovo contratto di lavoro – commentano i tre segretari provinciali di Fim, Fiom e Uil, rispettivamente Davide Tagliaferri, Milco Cassani e Filippo Spada -. Il 20 aprile ci sarà una giornata di mobilitazione in tutta Italia per fare capire che le proposte, per ora giunte da Federmeccanica, sono irricevibili. È evidente che Federmeccanica intende rompere il modello contrattuale fino ad ora applicato, mettendo in discussione il doppio livello di contrattazione. Vogliono rendere marginale il contratto nazionale di lavoro. Federmeccanica ha intenzione di mettere le mani in tasca ai lavoratori, li vuole colpire sotto il profilo economico».

La proposta di Federmeccanica mira a introdurre un salario di garanzia. «Si tratta di una proposta dirompente, in maniera negativa per i lavoratori, che bloccherebbe qualsiasi aumento contrattuale per i prossimi 10-15 anni – dicono Fim, Fiom e Uilm -. È un’operazione furbesca che nasconde tante insidie e non riconosce al 95 percento dei lavoratori alcun aumento, rendendo così inutile e residuale il contratto nazionale».

Metalmeccanici in sciopero Presidio anche davanti a Confindustria

Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno proclamato uno sciopero unitario per mercoledì 20 aprile. I sindacati e i lavoratori dell’industria metalmeccanica si mobilitano per ottenere il rinnovo del contratto visto che la trattativa con Federmeccanica ha subìto una secca battuta d’arresto nello scorso marzo.

Lo sciopero nazionale sarà di 4 ore e, in alcune aziende del territorio provinciale, le Rsu hanno deciso di estenderlo all’intero turno di lavoro. I sindacati e i lavoratori daranno inoltre vita, sempre mercoledì 20 aprile, dalle 9 alle 11 a un presidio di fronte alla sede della Confindustria di Ravenna.

«Vogliamo un nuovo contratto di lavoro – commentano i tre segretari provinciali di Fim, Fiom e Uil, rispettivamente Davide Tagliaferri, Milco Cassani e Filippo Spada -. Il 20 aprile ci sarà una giornata di mobilitazione in tutta Italia per fare capire che le proposte, per ora giunte da Federmeccanica, sono irricevibili. È evidente che Federmeccanica intende rompere il modello contrattuale fino ad ora applicato, mettendo in discussione il doppio livello di contrattazione. Vogliono rendere marginale il contratto nazionale di lavoro. Federmeccanica ha intenzione di mettere le mani in tasca ai lavoratori, li vuole colpire sotto il profilo economico».

La proposta di Federmeccanica mira a introdurre un salario di garanzia. «Si tratta di una proposta dirompente, in maniera negativa per i lavoratori, che bloccherebbe qualsiasi aumento contrattuale per i prossimi 10-15 anni – dicono Fim, Fiom e Uilm -. È un’operazione furbesca che nasconde tante insidie e non riconosce al 95 percento dei lavoratori alcun aumento, rendendo così inutile e residuale il contratto nazionale».

Alberghini: «Cultura, così non va Serve un profilo internazionale»

Il candidato di Lega, LpRa, FI e Fdi accetta l’invito al confronto pubblico di Mirada e dichiara: «Con noi Komikazen tornerà a Ravenna»

«È finita l’epoca dei finanziamenti a pioggia per la cultura, basta con i soldi elargiti a centinaia di associazioni tra le quali si trova pure chi con la cultura non c’azzecca proprio nulla» dichiara Massimiliano Alberghini, candidato sindaco sostenuto da Lega Nord, Lista per Ravenna, Forza Italia e Fratelli d’Italia. «Ravenna merita un progetto di rilancio che sappia coniugare cultura e turismo, un programma pensato e gestito da persone competenti e affidabili, scelte per le loro capacità professionali e per il loro curriculum, non per la tessera di partito che hanno in tasca o le parentele che possono vantare. La gestione delle politiche culturali del Pd si è dimostrata fallimentare con la sconfitta di Ravenna a capitale europea della cultura 2019; è arrivato il momento di voltare pagina e smetterla con la distribuzione di mance elettorali che hanno il solo obiettivo di mantenere il consenso prescindendo dal merito delle iniziative e da un progetto culturale più organico».

Anche il candidato Alberghini interviene dunque nel dibattito di fatto aperto dall’associazione Mirada e poi infiammato da La Pigna sulle poliche culturali del Pd e si dice pronto ad accettare l’invito a un dibattito pubblico tra tutti i candidati sindaco avanzato via Facebook dall’associazione culturale Mirada. “Per quanto politicamente i promotori di questa associazione siano lontani dalla nostra coalizione – dice il commercialista – non solo aderisco volentieri a questo dibattito dicendomi sin da subito disponibile a concordare con gli organizzatori una data, ma comunico anche che per dare un segnale di serietà e coerenza, il mio primo atto da sindaco sulle politiche culturali sarà proprio quello di riportare a Ravenna il festival del fumetto di realtà, Komikazen”.

In conclusione, il candidato sindaco Massimiliano Alberghini annuncia:«La gestione delle politiche e degli eventi culturali a Ravenna deve fare un salto di qualità. Ciò è possibile solamente se all’interno di una squadra di governo questa delega viene affidata a un professionista esperto ed estremamente competente, conosciuto e capace di veicolare attenzione e investimenti verso gli straordinari tesori della nostra città. Per questo ho intenzione di coinvolgere le eccellenze che il panorama italiano offre per valutare chi può essere la persona migliore cui affidare l’incarico di assessore alla Cultura, con l’obiettivo strategico di rilanciare l’immagine di Ravenna». Alberghini fa inoltre sapere che «insieme al mio staff stiamo valutando diversi profili di alto livello, anche di fama internazionale; si tratta di persone capaci di riportare Ravenna al centro della scena culturale italiana e internazionale».

 

Referendum Trivelle, a Ravenna i Sì si fermano al 66 percento

In Italia superata la soglia dell’85 percento. Quorum
comunque lontanissimo e votazione non valida

Quasi 1.500 tra schede bianche e nulle, 58.352 voti per il Sì e 24.298 voti per il no. Sono questi i risultati definitivi ottenuti in provincia di Ravenna al referendum sulle trivelle del 17 aprile, quando è andato a votare da queste parti solo il 28,6 percento degli aventi diritto.

Rispetto al dato nazionale, quello ravennate è come detto ancora più netto se si considera che in Italia l’affluenza è stata pari al 31,2 percento (con il quorum comunque molto lontano) e i Sì hanno come prevedibile stravinto (una vittoria, chiaramente, inutile) con l’85,8 percento. In provincia, invece, la percentuale dei Sì scende fino al 70,6. Ancora meno Sì nel solo comune di Ravenna, dove si sono fermati addirittura al 66,3 percento.

Referendum Trivelle, a Ravenna i Sì si fermano al 66 percento

In Italia superata la soglia dell’85 percento. Quorum
comunque lontanissimo e votazione non valida

Quasi 1.500 tra schede bianche e nulle, 58.352 voti per il Sì e 24.298 voti per il no. Sono questi i risultati definitivi ottenuti in provincia di Ravenna al referendum sulle trivelle del 17 aprile, quando è andato a votare da queste parti solo il 28,6 percento degli aventi diritto.

Rispetto al dato nazionale, quello ravennate è come detto ancora più netto se si considera che in Italia l’affluenza è stata pari al 31,2 percento (con il quorum comunque molto lontano) e i Sì hanno come prevedibile stravinto (una vittoria, chiaramente, inutile) con l’85,8 percento. In provincia, invece, la percentuale dei Sì scende fino al 70,6. Ancora meno Sì nel solo comune di Ravenna, dove si sono fermati addirittura al 66,3 percento.

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