giovedì
07 Maggio 2026

X Factor arriva per la prima volta anche a Ravenna: ecco come partecipare

Lo scouting itinerante del talent show arriva in piazza XX Settembre

X Factor arriva per la prima volta a Ravenna nell’ambito dello scouting itinerante in vista della prossima edizione del talent show musicale. Il van di X Factor sta girando l’Italia e arriverà in piazza XX Settembre, in centro a Ravenna, alle 11 del prossimo sabato, 16 aprile.

La produzione sarà a disposizione fino alle 18 all’interno del Palazzo Rasponi dalle Teste (accesso da Via Luca Longhi, 9).

Le aspiranti pop-star che potranno partecipare ai provini dovranno avere almeno 16 anni compiuti e potranno presentarsi anche gruppi e band. Per iscriversi basta compilare il form online sul sito xfactor.sky.it/casting o chiamare il numero 0423 402300.
Per i gruppi e le band sono accettate unicamente le iscrizioni tramite il form online, dove occorre caricare una performance
video.

Le puntate dedicate alle selezioni saranno in onda su Sky Uno il prossimo settembre.

X Factor arriva per la prima volta anche a Ravenna: ecco come partecipare

Lo scouting itinerante del talent show arriva in piazza XX Settembre

X Factor arriva per la prima volta a Ravenna nell’ambito dello scouting itinerante in vista della prossima edizione del talent show musicale. Il van di X Factor sta girando l’Italia e arriverà in piazza XX Settembre, in centro a Ravenna, alle 11 del prossimo sabato, 16 aprile.

La produzione sarà a disposizione fino alle 18 all’interno del Palazzo Rasponi dalle Teste (accesso da Via Luca Longhi, 9).

Le aspiranti pop-star che potranno partecipare ai provini dovranno avere almeno 16 anni compiuti e potranno presentarsi anche gruppi e band. Per iscriversi basta compilare il form online sul sito xfactor.sky.it/casting o chiamare il numero 0423 402300.
Per i gruppi e le band sono accettate unicamente le iscrizioni tramite il form online, dove occorre caricare una performance
video.

Le puntate dedicate alle selezioni saranno in onda su Sky Uno il prossimo settembre.

Sede elettorale della Lega già ripristinata «Non ci fermeranno quattro imbecilli…»

Il candidato sindaco Alberghini dopo l’atto di vandalismo: «Faremo
querela, questa violenza di sinistra non può essere tollerata»

«Non ci sono parole per qualificare un tale atto di teppismo e intimidazione che ci preoccupa e ci allarma; in questa città ci sono delinquenti al servizio di una parte politica che non hanno ancora imparato le regole fondamentali della democrazia». È il commento di Massimiliano Alberghini, candidato sindaco di Lega Nord, Lista per Ravenna e Forza Italia, in merito all’atto di vandalismo contro il suo comitato elettorale nel giorno dell’inaugurazione con Matteo Salvini (vedi articoli correlati).

«Questa violenza di sinistra non può essere tollerata in nessun modo – continua Alberghini –, appena eletto sindaco farò di tutto affinché questi idioti non trovino più alcuno spazio e alcuna agibilità politica in città».

Alberghini e il suo comitato elettorale – annunciano in una nota inviata alla stampa – «provvederanno nelle prossime ore a sporgere denuncia alle Autorità preposte contro questo atto incivile».

L’inaugurazione di questa sera con Matteo Salvini è confermata. «Non ci faremo certo fermare da quattro imbecilli», conclude Alberghini. E intanto a tempo di record i volontari della Lega Nord hanno ripristinato muri e vetrate per non lasciare tracce del vandalismo in vista dell’arrivo di Salvini.

Senza 5 Stelle, Guerra pronta a correre da civica: «Puntiamo almeno al 10%»  

La candidata del meetup di Grillo senza certificazione sta cercando di costruire un dream team: «Accoglierei Di Marco a braccia aperte»

«Sotto al 10 percento per noi sarebbe un fallimento». Come sempre Michela Guerra non ha remore e non ricorre a giri di parole in politichese. Anche adesso che lo staff del Movimento 5 Stelle non ha certificato la lista del meetup che l’aveva eletta candidata sindaca e che sta lavorando per la formazione di una lista civica.

Guerra, allora, a che punto siamo, è fatta o no questa lista?
«Ancora non del tutto. Ci siano dati appuntamento domenica 10 aprile per sciogliere gli ultimi nodi. Diciamo che la lista c’è ed è quella che era uscita dal meetup. Tre o quattro persone si sono tirate indietro all’iptoesi di non correre per il Movimento ma altri che erano rimasti esclusi hanno invece accettato. Abbiamo uno staff attivo. Naturalmente Vandini (Pietro, il capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle, ndr) ha preso un po’ le distanze dal progetto, ma resta comunque un riferimento in termini di esperienza».
Quindi, cosa manca per partire?
«Stiamo incontrando una serie di personalità civiche che potrebbero appoggiare il progetto e formare già un’ipotetica giunta in caso di vittoria. Si tratta di persone che paradossalmente non sarebbero state disponibili a spendersi sotto il simbolo cinque stelle, ma che invece sono pronte a farlo per una realtà civica».
Ma i requisiti che richiederete saranno gli stessi?
«In gran parte sì, anche se appunto questa non sarà una lista del Movimento e potrà essere più elastica e calata nella realtà locale. Vedremo».
Possiamo dire che state lavorando a una sorta di “dream team”? Qualche nome ce lo può fare?
«Sì, l’idea è quella del dream team, ma no, non posso fare nomi perché nemmeno a chi incontriamo per chiedere l’adesione e la disponibilità facciamo i nomi degli altri. Anche se certo cerchiamo di tenere conto di una compatibilità possibile. Non è facile, anche perché chiediamo loro di sposare un programma già fatto…».
Almeno il nome di Galliano Di Marco però tocca farlo… Del resto la stima reciproca tra lei e l’ex presidente dell’Autorità portuale è nota e dichiarata.
«Sì è vero. E se Di Marco fosse disponibile sarei pronta ad accoglierlo a braccia aperte perché conosco la sua competenza e le sue capacità».
Nonostante possa essere rinviato a giudizio per l’indagine sulle casse di colmata?
«Nonostante questo, sì, del resto si tratta di un’indagine partita da una sua segnalazione e come avvocato mi sento abbastanza certa di poter dire che difficilmente potrà essere considerato responsabile…»
Davvero Maurizio Bucci della Pigna era pronto a fare un passo indietro per lei?
«Confermo che c’è stato un contatto e c’è una vicinanza tra me e lo staff sia della Pigna sia di Ravenna in Comune. Inoltre apprezzo il coraggio di un imprenditore che vive sul territorio come Maurizio Bucci ad avere impostato una campagna elettorale in attacco, criti- cando su un piano tecnico, punto su punto, l’amministrazione Pd e il “sistema economico” su cui si regge. E per noi una cosa a tre, per noi che non ci riteniamo né di destra né di sinistra, sarebbe anche stata possibile dal punto di vista dei contenuti, ma capisco la posizione di Ravenna in Comune che ha escluso da subito l’ipotesi…»
Oggi Raffaella Sutter è quella che sembra avere i contenuti più simili ai vostri… secondo lei il vostro elettorato potrebbe votarla?
«Non lo so, difficile dirlo. In fondo è un ex dirigente comunale e questo non rappresenta certo il nuovo e il cambiamento che in genere chi sceglie il Movimento chiede. Detto questo, io la stimo moltissimo e forse potrei votare proprio per lei se non dovessimo presentarci… Mi stanno scrivendo in tantissimi per chiedere consiglio, ma io dico loro di rivolgersi a Pietro Vandini, perché è lui che rappresenta il Movimento 5 stelle a oggi».
Ma esiste l’ipotesi di allearsi a un’altra lista e basta?
«No, non è mai esistita in realtà. Questo progetto ha senso solo se corriamo da soli, come avrebbe fatto il Movimento 5 Stelle».
Lei dice che sotto il 10 percento sarebbe un fallimento…
«Sì, ci sono circa 20mila elettori che sono rimasti senza un riferimento… dobbiamo pensare a loro».
Come pensate di finanziare l’eventuale campagna?
«Buona domanda! Faremo cene, aperitivi, iniziative per autofinanziarci. Qualcuno disposto a darci una mano c’è… E spenderemo poco. In fondo per una campagna comunale non serve chissà che cosa».
Un’ultima domanda: lei si considera ancora del Movimento 5 Stelle?
«Io sì, credo che abbiano fatto una scelta sbagliata a Ravenna che con più attenzione al territorio non si sarebbe fatto. Ma per me è come la squadra del cuore: non è che se sbaglia una partita smetti di tifare… Magari è diverso per i militanti di più vecchia data di me, c’è anche qualcuno che è andato fino a Milano per ricevere udienza e avere spiegazioni ma che, naturalmente, non è stato ricevuto».

Experimental Jetset: dall’Olanda il potenziale politico del design

L’intervista al gruppo, tra gli ospiti
del festival Fahrenheit 39 di Ravenna

Tra gli ospiti più interessanti di questa edizione di Fahrenheit 39, la kermesse dedicata al graphic design che si svolge all’Almagià di Ravenna dall’8 al 10 aprile (info e programma a questo link), sono gli Experimental Jetset un gruppo di designer di Amsterdam formato nel 1997 da Marieke Stolk, Erwin Brinkers e Danny van den Dungen.

Specializzati nelle “printed matter” (materiali stampati) e nelle istallazioni site-specific, gli Experimental Jetset hanno lavorato per musei come lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il Centre Pompidou, il Dutch Post Group e il Whitney Museum of American Art.

Nel vostro lavoro è più importante l’aspetto artistico o comunicativo?
«In realtà non facciamo una vera e propria distinzione tra il lato estetico e quello funzionale. Per noi la dimensione estetica dell’oggetto è parte integrante della sua funzionalità. Per spiegarci meglio: non siamo “funzionalisti”, almeno non nel senso più ristretto del termine. Secondo noi la funzione di un poster non è solo comunicare un singolo messaggio nel modo più efficace, per noi il manifesto funge anche da manifestazione estetica di una certa ideologia o come un’affermazione (o critica) rispetto ad alcuni codici culturali. Quindi il nostro concetto di “funzionalità” è da considerarsi in un ampio senso. A un’occhiata superficiale, può sembrare che i manifesti servano a veicolare messaggi semplici, ma il vero ruolo ricoperto da questi poster è molto più complesso e stratificato. Un muro coperto di manifesti non è solo una raccolta di messaggi scollegati, è anche la manifestazione di una comunità creata attraverso il linguaggio e l’estetica».
In termini di design, cosa distingue un buon libro?
«Secondo noi un oggetto di design (che sia un libro, un poster, o qualsiasi altra cosa) è “buono” nel momento in cui in qualche modo rende conto della sua condizione di oggetto di design. In qualche modo un oggetto di design deve essere riconosciuto come un oggetto che è stato progettato, costruito, fatto da esseri umani (e che quindi può essere cambiato da esseri umani). In genere gli oggetti che preferiamo rimandano alla loro stessa materialità, la loro dimensione fisica. Questo senso di materialità può essere molto sottile: una piega che corre attraverso un’immagine, una pagina ruotata, due forme sovrapposte nella stampa… Quanto basta per disturbare momentaneamente l’illusione e rivelare la base materiale».
Il design è un linguaggio politico?
«Beh, pensiamo che sia un linguaggio con una dimensione politica, o almeno un potenziale politico. Ci siamo sempri ispirati alla citazione di Marx e Engels: “Se gli esseri umani sono fatti dal loro ambiente, questo ambiente deve essere umano”. È più o meno la nostra idea: prendiamo forma da ciò che ci circonda e quindi a nostra volta dobbiamo dare forma a ciò che ci circonda. E il graphic design è un modo molto concreto, materiale di dare forma a ciò che ci circonda».
Accanto a Marx e Engels, sul vostro sito, c’è anche una citazione dei Devo. Come conciliate il socialismo con la cultura pop nella vostra visione estetica?
«Nel nostro modo di pensare, concetti politici (come marxismo, anarchismo, situazionismo, ecc.), movimenti di avanguardia (Dada, Pop Art, ecc.) e movimenti di sottocultura (come punk, new wave, ecc.) sono inseparabili. Da adolescenti abbiamo scoperto movimenti politici e artistici (come situazionismo e Dada) attraverso la musica (band, copertine di dischi, fanzine). È stato il lavoro di Jamie Reid per i Sex Pistols a farci conoscere Guy Debord, è stato il lavoro di Gee Vaucher a farci conoscere l’anarchismo. Quindi fin da giovanissimi abbiamo sentito rapporti strettissimi tra teorie politiche, sottoculture post-punk e graphic design. Il nostro lavoro è una scusa per esplorare questi rapporti appieno».
Qual è l’eredita lasciata dai Provos, il movimento di provocazione che a metà degli anni Sessanta agì proprio ad Amsterdam?
«Il movimento Provo ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura olandese postbellica, il loro lascito si trova ovunque in Olanda: politica, arte, design e cultura in generale. Per noi in particolare, la lezione più importante che abbiamo imparato è l’idea che la città è fondamentalmente un ambiente a cui è possibile (e auspicabile) dar forma attraverso la stampa perché la città è considerata uno spazio grafico. Vendevano le riviste per strada, incollavano manifesti ai muri, eseguivano performance in spazi pubblici e distribuivano pamphlet a passanti ignari. Intanto, il luogo della stampa vero e proprio (illegale) di Provo doveva essere continuamente trasferito da un posto all’altro per evitare la confisca. Pensiamo che la storia del Provo riguardi soprattutto il rapporto simbolico tra la città e la stampa. Anzi, pensiamo addirittura che nel caso di Provo la città stessa diventi la stampa: hanno trasformato la città in un luogo dove le idee erano ampliate, moltiplicate e riprodotte. In altre parole, attraverso i Provo la città fu trasformata in un meccanismo per riprodurre idee: una stampa metaforica».

(traduzione di Federica Angelini)

Sala affollata per la Sinistra con De Pascale «La sanità non è un lusso». Le testimonianze

Una sala Buzzi affollata ha fatto da contorno all’iniziativa dal titolo “La sanità non è un lusso”, organizzata da Sinistra per Ravenna, la neonata lista di sinistra a sostegno del candidato a sindaco del Pd, Michele De Pascale.

Al centro del dibattito la qualità dell’offerta sanitaria, che è stata declinata in numerose modalità: l’intervento introduttivo dell’oncologo Maurizio Marangolo, partendo dal principio costituzionale della salute come diritto dell’individuo e della collettività, ha delineato quelle che sono le criticità che nel tempo si son venute a palesare e che stanno mettendo in pericolo i punti cardine del sistema, ossia «l’universalità, l’uguaglianza e l’equità». Marangolo ha anche sviluppato nel suo intervento quelli che possono essere gli interventi atti a risollevare la situazione. Fra questi, oltre al potenziamento della ricerca, la realizzazione sul territorio delle Case della Salute, intervento descritto e commentato da Gianni Cortesi, che con la sua esperienza pluriennale di medico di medicina generale, ha delineato gli estremi del problema e identificando quello delle Case della Salute come unico sistema oggi realizzabile per razionalizzare e ottimizzare l’offerta sanitaria garantendo a tutti i cittadini una assistenza sanitaria di qualità, in tempi ottimali e accessibile anche nella periferia.

Nell’ultimo intervento, Nello Martini ha trasmesso tutta la sua esperienza maturata nell’ambito del Ministero della Salute e come direttore dell’Aifa (Agenzia Italiana per il farmaco), proponendo un sistema di riordino dell’assistenza territoriale basata su una informatizzazione avanzata e sulla utilizzazione dei “big data” per un monitoraggio attento e preciso della qualità dei servizi erogati. L’intervento di Martini si è caratterizzato anche per una appassionata difesa del sistema sanitario pubblico mettendo in guardia contro ogni tentativo di privatizzazione più o meno palese che rischierebbe di compromettere in maniera irreversibile quello che – scrivono gli organizzatori in una nota – «ancor oggi, e nonostante tutto, è uno dei migliori sistemi sanitari al mondo».

Il candidato sindaco De Pascale ha concluso il dibattito. «Il paese deve investire maggiormente in salute e sanità – ha dichiarato –. In termini di investimenti sulla salute l’Italia è uno dei paesi europei che spende meno. Occorre investire maggiormente senza indietreggiare di un millimetro rispetto al sistema universalistico. Devono essere garantite a tutti la parità di accesso alle cure, parità nella qualità delle cure e non si può cedere in nessun caso a qualsiasi deriva di tipo assicurativo o mutualistico. In secondo luogo, la medicina del territorio: qualità e organizzazione della Casa della Salute che dovrà coinvolgere il Comune di Ravenna, San Pietro in Vincoli e Sant’Alberto oltre alle altre frazioni, e il centro della città. Terzo punto: la qualificazione dell’Ospedale Santa Maria delle Croci che deve, sempre di più, essere un’eccellenza della sanità della Romagna e, sui temi sui quali avrà la vocazione in Area Vasta eccellenza a livello nazionale e internazionale».

Sala affollata per la Sinistra con De Pascale «La sanità non è un lusso». Le testimonianze

Una sala Buzzi affollata ha fatto da contorno all’iniziativa dal titolo “La sanità non è un lusso”, organizzata da Sinistra per Ravenna, la neonata lista di sinistra a sostegno del candidato a sindaco del Pd, Michele De Pascale.

Al centro del dibattito la qualità dell’offerta sanitaria, che è stata declinata in numerose modalità: l’intervento introduttivo dell’oncologo Maurizio Marangolo, partendo dal principio costituzionale della salute come diritto dell’individuo e della collettività, ha delineato quelle che sono le criticità che nel tempo si son venute a palesare e che stanno mettendo in pericolo i punti cardine del sistema, ossia «l’universalità, l’uguaglianza e l’equità». Marangolo ha anche sviluppato nel suo intervento quelli che possono essere gli interventi atti a risollevare la situazione. Fra questi, oltre al potenziamento della ricerca, la realizzazione sul territorio delle Case della Salute, intervento descritto e commentato da Gianni Cortesi, che con la sua esperienza pluriennale di medico di medicina generale, ha delineato gli estremi del problema e identificando quello delle Case della Salute come unico sistema oggi realizzabile per razionalizzare e ottimizzare l’offerta sanitaria garantendo a tutti i cittadini una assistenza sanitaria di qualità, in tempi ottimali e accessibile anche nella periferia.

Nell’ultimo intervento, Nello Martini ha trasmesso tutta la sua esperienza maturata nell’ambito del Ministero della Salute e come direttore dell’Aifa (Agenzia Italiana per il farmaco), proponendo un sistema di riordino dell’assistenza territoriale basata su una informatizzazione avanzata e sulla utilizzazione dei “big data” per un monitoraggio attento e preciso della qualità dei servizi erogati. L’intervento di Martini si è caratterizzato anche per una appassionata difesa del sistema sanitario pubblico mettendo in guardia contro ogni tentativo di privatizzazione più o meno palese che rischierebbe di compromettere in maniera irreversibile quello che – scrivono gli organizzatori in una nota – «ancor oggi, e nonostante tutto, è uno dei migliori sistemi sanitari al mondo».

Il candidato sindaco De Pascale ha concluso il dibattito. «Il paese deve investire maggiormente in salute e sanità – ha dichiarato –. In termini di investimenti sulla salute l’Italia è uno dei paesi europei che spende meno. Occorre investire maggiormente senza indietreggiare di un millimetro rispetto al sistema universalistico. Devono essere garantite a tutti la parità di accesso alle cure, parità nella qualità delle cure e non si può cedere in nessun caso a qualsiasi deriva di tipo assicurativo o mutualistico. In secondo luogo, la medicina del territorio: qualità e organizzazione della Casa della Salute che dovrà coinvolgere il Comune di Ravenna, San Pietro in Vincoli e Sant’Alberto oltre alle altre frazioni, e il centro della città. Terzo punto: la qualificazione dell’Ospedale Santa Maria delle Croci che deve, sempre di più, essere un’eccellenza della sanità della Romagna e, sui temi sui quali avrà la vocazione in Area Vasta eccellenza a livello nazionale e internazionale».

Nel giorno di Salvini, vandali al comitato elettorale della Lega: vetri rotti e scritte

Il deputato Pini: «Saranno gli elettori di De Pascale, Sutter o Guerra?»

Nel giorno dell’arrivo di Matteo Salvini, il risveglio al comitato elettorale del candidato sindaco di Lega Nord, Lista per Ravenna e Forza Italia, Massimiliano Alberghini (dove il leader del Carroccio è atteso alle 19 di oggi, sabato 9 aprile) è stato traumatico. Nella notte, infatti, alcuni vandali hanno spaccato le vetrate del locale di via Cesarea non ancora ufficialmente inaugurato, con tanto di scritte canzonatorie («Diamo lavoro ai vetrai italiani», pare di leggere).

A denunciare il fatto è stato su Facebook il deputato ravennate della Lega Nord, Gianluca Pini, che in maniera polemica si chiede: «De Pascale, Sutter o Guerra? Quale di questi tre candidati di sinistra secondo voi ha tra i suoi elettori i responsabili dell’ennesimo gesto idiota contro un avversario politico?». Il riferimento è ovviamente ai candidati del Pd e della lista di sinistra Ravenna in Comune ma anche a Michela Guerra, ex candidata ufficiale del meetup ravennate del Movimento 5 Stelle e in procinto di dar vita a una nuova lista civica.

«Tolleranza zero verso i violenti e chi non li combatte. Ravenna merita di meglio», termina Pini.

Nel giorno di Salvini, vandali al comitato elettorale della Lega: vetri rotti e scritte

Il deputato Pini: «Saranno gli elettori di De Pascale, Sutter o Guerra?»

Nel giorno dell’arrivo di Matteo Salvini, il risveglio al comitato elettorale del candidato sindaco di Lega Nord, Lista per Ravenna e Forza Italia, Massimiliano Alberghini (dove il leader del Carroccio è atteso alle 19 di oggi, sabato 9 aprile) è stato traumatico. Nella notte, infatti, alcuni vandali hanno spaccato le vetrate del locale di via Cesarea non ancora ufficialmente inaugurato, con tanto di scritte canzonatorie («Diamo lavoro ai vetrai italiani», pare di leggere).

A denunciare il fatto è stato su Facebook il deputato ravennate della Lega Nord, Gianluca Pini, che in maniera polemica si chiede: «De Pascale, Sutter o Guerra? Quale di questi tre candidati di sinistra secondo voi ha tra i suoi elettori i responsabili dell’ennesimo gesto idiota contro un avversario politico?». Il riferimento è ovviamente ai candidati del Pd e della lista di sinistra Ravenna in Comune ma anche a Michela Guerra, ex candidata ufficiale del meetup ravennate del Movimento 5 Stelle e in procinto di dar vita a una nuova lista civica.

«Tolleranza zero verso i violenti e chi non li combatte. Ravenna merita di meglio», termina Pini.

Vincolati ufficialmente dal Governo gli altri 49 milioni per il porto di Ravenna

E ora il commissario straordinario dell’Autorità portuale
annuncia un primo dragaggio dei fondali a breve

Nei giorni scorsi il decreto ministeriale dello scorso 8 marzo è stato registrato dall’Ufficio Centrale di Bilancio e quindi formalmente inserito nelle previsioni di spesa dello Stato per l’anno corrente. Si tratta del decreto con cui il Governo impegna, vincolandoli, i 49 milioni di euro destinati al porto di Ravenna per il progetto di approfondimento dei fondali, seconda tranche dei 60 complessivi stanziati dal Cipe nel 2013. Ad avere la conferma direttamente dai dirigenti del Dipartimento per la Programmazione e Coordinamento della Politica Economica è stato, l’altro giorno a Roma, il commissario straordinario dell’Autorità portuale di Ravenna, il contrammiraglio Giuseppe Meli.

Meli a Roma ha fatto anche il punto più in generale relativamente al progetto, con particolare attenzione all’esame – si legge in una nota di Ap – di «tutte quelle azioni che fin da subito possono essere messe in campo per dare continuità a tale progetto, garantendo un primo, significativo, dragaggio dei fondali nei tempi più rapidi possibile».

Si entrerà nei dettagli durante la prossima riunione del Comitato Portuale, entro fine mese.

Salvini a Ravenna: «La sinistra è nervosa perché qui possiamo vincere al 1° turno»

Il leader della Lega inaugura il comitato elettorale di Alberghini
«Al referendum voto Sì. Le foto a Bruxelles? Ho fatto il giornalista»

Mentre si attende di capire quali big del Pd potranno venire a Ravenna a dare man forte al candidato Michele De Pascale in un momento così complicato per il governo, Massimiliano Alberghini può contare sulla presenza annunciata di Matteo Salvini, leader della Lega Nord, uno dei partiti che lo sostiene alle prossime elezioni di Ravenna insieme a Lista pr Ravenna e Forza Italia.

L’appuntamento è per sabato 9 aprile alle 19 in via Cesarea 69 per l’inaugurazione del comitato elettorale del candidato sindaco. Abbiamo contattato Salvini per fargli qualche domanda sulla situazione ravennate.
Perché scegliere un profilo moderato come Massimiliano Alberghini in una città come Ravenna, da sempre governata dal centrosinistra? Qui c’è chi vi accusa di non avere davvero voglia di vincere, anche vista l’alleanza con un eterno oppositore locale, come Alvaro Ancisi.
«Alberghini è il nostro miglior candidato. È pacato e gentile nei modi, ma molto determinato e con le idee definite sui contenuti e sui progetti per rilanciare Ravenna. Sul problema della pericolosità della moschea di Ravenna (vedi articoli correlati, ndr) è stato chiarissimo, così come sulla necessità di dare la precedenza ai ravennati sulle case popolari e i servizi sociali. Con lui siamo certi di vincere a Ravenna. Vista anche l’assenza dei grillini e l’esistenza di almeno due liste a sinistra, l’obiettivo è vincere al primo turno anche se ci sono finte liste civiche che provano a fare il gioco del Pd».
Ma come spiega l’alleanza, appunto, con una forza molto vicina all’Udc, e quindi sulla carta lontana dalla Lega, come Lista per Ravenna?
«Ancisi qui è la memoria storica dell’opposizione, non mi risulta sia iscritto a nessun partito, comunque non dimentichiamo che stiamo parlando di elezioni amministrative dove, com’è giusto che sia, prevale il territorio. Ritengo che Lista per Ravenna abbia quel valore aggiunto soprattutto in termini di esperienza, che è mancato a Faenza dove il mondo cattolico si è spaccato. L’accordo tra Lega e Lista per Ravenna è la dimostrazione della maturità politica della nostra dirigenza locale, mai nessuno prima d’ora era riuscito a fare alleanze con Ancisi, e questo spaventa evidentemente la sinistra al punto da rendere qualcuno come De Pascale molto nervoso».
Per tornare sulla moschea, a prescindere da questioni ideali e anche dalle difficoltà normative, non crede che chiuderla, come ventilato da Alberghini, potrebbe in fondo essere un pericolo? Non si rischia di ingenerare frustrazioni e spingere la comunità musulmana a nascondersi? Non è più facile controllare così, visto poi che il reclutamento pare avvenga soprattutto tramite internet?
«Noi siamo per il rispetto delle regole e delle leggi. Tutti coloro che operano con questi principi sono i benvenuti. Abbiamo chiesto da anni un censimento delle moschee esistenti in Italia, un controllo a tappeto su tutto quello che accade in questi luoghi che spesso sono tutto tranne che luoghi di culto. Al loro interno si nascondono imam che predicano odio e violenza contro l’Occidente. Propaganda che facilita e appoggia anche estremisti e terrorismo: che siamo noi a dover finanziare queste attività criminali con le nostre tasse è davvero troppo. Ne facciamo una questione di sicurezza in primis ma anche di rispetto delle nostre usanze. Detto questo, la nostra politica è chiara, lo abbiamo detto a Milano e lo ribadiamo a Ravenna: i cittadini devono sapere che dove amministra la Lega non c’è posto per fare le moschee. Dunque sceglieranno gli elettori, con i loro voti».
Referendum trivelle: andrà a votare e come? A Ravenna il tema è parecchio delicato e anche il vostro segretario romagnolo, Jacopo Morrone, ha detto che non andrà a votare, nonostante la Lega a livello nazionale propenda per il Sì…
«Non impongo a nessuno come votare. Il referendum è uno strumento democratico che restituisce la voce al popolo e quindi non va né denigrato né sottovalutato. Personalmente andrò a votare e sono per il Sì perché ritengo che lo sviluppo del futuro passi attraverso la difesa del territorio, l’economia del mare e del turismo. So bene la delicatezza del quesito sul comparto offshore su Ravenna. Ci sono migliaia di posti di lavoro in gioco. La Lega nell’ambito di una libertà di pensiero ha sempre lasciato ai territori una ampia autonomia rispetto alle scelte di voto qualora il tema vada ad impattare sul territorio».
Le sue foto dopo gli attentati a Bruxelles hanno fatto il giro del web ed è finito in un meme anche davanti alla tomba di Dante: la fanno sorridere le prese in giro? Cosa risponde a chi la accusa di sciacallaggio?
«Mi fanno sorridere la satira, le vignette e i fotomontaggi e so ridere di me stesso. Razzi e petardi dei centri sociali invece mi fanno divertire molto meno. Per quanto riguarda il vigliacco attentato a Bruxelles, ho aggiunto al lavoro di parlamentare europeo quello di giornalista, professione che svolgo dal ’97 invece di starmene tranquillamente in ufficio come hanno fatto tanti altri».
Ravenna è la prima provincia italiana per furti negli appartamenti. Cosa farebbe la Lega se avesse i poteri da sindaco?
«Alla riforma della legittima difesa che stiamo portando avanti a livello nazionale, da sindaco usarei la polizia locale e i vigili urbani non solo per fare multe, come purtroppo accade oggi in tanti comuni, ma per presidiare il territorio e garantire la sicurezza alla città. Il primato di Ravenna è scandaloso: se i cittadini ci daranno la loro fiducia questa condizione diventerebbe presto solo un brutto ricordo».

Automobilista ubriaco sull’Adriatica viaggiava praticamente su tre ruote

Una era totalmente danneggiata: ma il 33enne non se ne era accorto

Alcuni automobilisti avevano segnalato la presenza sull’Adriatica di un’auto su tre ruote. In realtà i militari, rintracciata poco dopo, hanno potuto verificare come si trattasse di una Lancia Musa con una ruota completamente danneggiata, tanto da sembrare mancante. Il suo conducente, però, non se ne era accorto. Si tratta di un 33enne napoletano, risultato poi completamente ubriaco. Alla prova dell’etilometro, infatti, ha fatto registrare un tasso alcolemico di 1,70 mg/l, oltre tre volte il consentito.

I carabinieri gli hanno quindi ritirato la patente e sequestrato l’automobile.

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