giovedì
07 Maggio 2026

E alla fine alle elezioni di Ravenna il Movimento 5 Stelle non ci sarà

L’annuncio sul blog di Beppe Grillo dopo la spaccatura interna

«Il MoVimento 5 Stelle non si presenterà a Caserta, Latina, Ravenna, Rimini e Salerno».

Con queste poche parole pubblicate sul blog di Beppe Grillo cala il sipario sulla diatriba interna al Movimento 5 Stelle di Ravenna. Era stata fin da subito una delle ipotesi tenute in considerazione, ma militanti e simpatizzanti non l’avevano forse mai presa davvero troppo sul serio. E invece alle prossime elezioni amministrative di Ravenna sulla scheda non ci sarà il simbolo dei grillini e quindi neppure una lista collegata a esso.

A Ravenna, come noto, il Movimento si era spaccato tra una lista nata alla luce del sole nell’ambito del Meet Up, che aveva scelto (votandola) Michela Guerra come candidata a sindaco, e una nata a sorpresa e rimasta segreta fino all’annuncio della richiesta di certificazione, che vedeva come portavoce la consigliera comunale uscente Francesca Santarella.

Ora i supporter di Guerra (capogruppo uscente in primis, Pietro Vandini) se la stanno prendendo con la Santarella, pronosticando sui social network ironicamente per lei anche un’assessorato in un’ipotetica nuova giunta De Pascale. Ora, infatti, quello che molti consideravano il principale avversario alle elezioni di giugno del Partito democratico (sostenuto anche dal Pri e da alcune liste civiche) non c’è più e resta l’incognita su dove potrebbero convogliare i voti grillini, secondo le previsioni comunque sopra il 10 percento del totale.

In campo, al momento, contro De Pascale e il Pd resta la sinistra con Ravenna in Comune e la candidata Raffaelle Sutter, Massimiliano Alberghini di Lega Nord e Lista per Ravenna (in una coalizione che si arricchirà con tutta probabilità anche con l’ingresso di Forza Italia) e Maurizio Bucci, alla guida della lista civica La Pigna.

«Con il sì al referendum sulle trivelle nessun posto di lavoro a rischio»

La posizione di Ravenna in Comune scatena la reazione del vicesindaco
che ribatte: «Tremila lavoratori perderebbero il posto».

«Nessun posto di lavoro risulta a rischio a Ravenna nei prossimi anni a causa del referendum contro le trivelle. Dire il contrario è mistificazione della realtà». Non ha dubbi Raffaella Sutter, candidata sindaco per la lista civica Ravenna in Comune (Ric). «Qualora il referendum raggiungesse il quorum avremo nel medio periodo almeno tremila disoccupati. Saranno assunti da Ravenna in Comune?», ribatte Giannantonio Mingozzi del Pri, vicesindaco con delega al Porto. Insomma la consultazione referendaria del 17 aprile scalda gli animi in città. Il quesito chiede di abrogare il rinnovo automatico fino all’esaurimento dei giacimenti delle concessioni estrattive entro le 12 miglia dalla costa (l’ultima legge di stabilità ha già stabilito che non possano essere rilasciate nuove concessioni ma quelle in essere siano prorogabili). «È il ministero per lo Sviluppo economico – prosegue Sutter – a dire che attualmente le sette concessioni di “coltivazione di idrocraburi” che competono alla giurisdizione della capitaneria di porto ravennate termineranno non prima del 2027, a parte una relativa alla piattaforma Naide che terminerà nel 2024». Insomma anche se vincesse il sì, per altri undici anni si potrà continuare ad estrarre idrocarburi.

Lo scontro tra Edera e Ric si consuma anche su un altro aspetto della vicenda. «Una graduale trasformazione delle risorse energetiche può accompagnare la nascita di un moderno sistema basato sulle risorse rinnovabili e sostenibili – ipotizza Sutter –, come del resto sta avvenendo già da alcuni anni nei Paesi del nord Europa e rispetto ai quali l’Italia è rimasta spaventosamente indietro. Può creare la possibilità di nuovi posti di lavoro nei campi della ricerca e delle tecnologie innovative, aumentare il grado di collaborazione con un’istituzione importante come l’Università e portare di conseguenza ad un generale miglioramento delle condizioni ambientali aprendo il campo d’azione ad altri settori dell’economia, come ad esempio il turismo. Una vittoria del sì potrebbe stimolare gli operatori del settore ad avviare, un po’ forzatamente, la necessaria politica di ricollocazione». E invece il numero due di Palazzo Merlato ha poca fiducia nella «miracolosa ricollocazione occupazionale sognata da Ravenna in Comune» e lancia l’allarme con un appello all’astensione dal voto: «Perderemmo in poco tempo uno dei settori industriali più importanti del comparto energetico nazionale e non esiste rinnovabile al mondo che possa assorbire quei lavoratori espulsi, tanto meno in quella cosiddetta fase di transizione ancora tutta da scoprire. Quel referendum è dannoso per la nostra economia e inutile per le stesse attività legate alle energie rinnovabili, quindi non si vada a votare».

Il referendum su che realtà vrà conseguenze. Mingozzi dice che «gli idrocarburi in Italia sono una risorsa straordinaria alla quale nessun Paese al mondo, nelle nostre condizioni rinuncerebbe: quella attività, se non venisse sospesa può arrivare a produrre 24 milioni di tonnellate all’anno, ipotizzando investimenti per 15 miliardi, 25mila nuovi posti di lavoro e un risparmio sulla fattura energetica nazionale di 5 miliardi all’anno». Qualche numero lo fornisce anche Legambiente elaborando i dati del ministero: «Entro le 12 miglia, lungo le coste dell’Emilia Romagna ci sono ad oggi 15 concessioni di estrazione di gas (nessuna di petrolio) per un totale di 47 piattaforme collegate a 319 pozzi di estrazione. Un numero pari quasi alla metà di tutte quelle presenti sul territorio nazionale. Si stima che le riserve certe sotto i fondali italiani sarebbero sufficienti (nel caso dovessimo contare solo su di esse) a soddisfare il fabbisogno nazionale di petrolio per sole 7 settimane e quello di gas per appena 6 mesi. La produzione di gas degli impianti attivi entro le 12 miglia in Emilia Romagna, nel 2015, è stata infatti di solo 1,15 miliardi di Smc (standard metro cubo). Se si confronta il dato la quantità di gas estratto a livello nazionale, pari a circa 62 miliardi di Smc nel 2014, si evince che l’incidenza della produzione delle piattaforme regionali ricadenti nel quesito referendario, è pari a poco più dell’1,8 percento dell’intera produzione nazionale di gas, e copre non più dell’1,7 percento dei consumi nazionali lordi».

Nei giorni scorsi è uscito l’appello di Confesercenti per il sì parlando di priorità da dare al turismo. La posizione espressa dall’associazione di categoria scatena la reazione scomposta di Mingozzi: «Sbaglia la stessa Confesercenti quando confonde energia e turismo che non sono affatto in contrasto tra loro come dimostrato in 40 anni di attività. Lo ricorda Nomisma Energia: disporre di una certa produzione nazionale di gas e di petrolio è molto importante anche come riserva strategica, nel caso che una grave crisi internazionale interrompa le forniture dall’estero». Manco a dirlo invece l’appello per il sì è piaciuto a Ravenna in Comune: «Accogliamo con grande favore il recente intervento di Confesercenti, che sottolinea l’importanza di una vittoria del Sì al referendum per dare appunto lo slancio al turismo locale, che anche secondo Ravenna in Comune deve diventare il settore strategico su cui convogliare sempre maggiori investimenti».

Per discutere di tutto ciò, la lista Ravenna In Comune invita la cittadinanza all’incontro che si terrà domenica 20 marzo alle 9.30 alla sala D’Attorre di Casa Melandri, in via Ponte Marino 2 a Ravenna. Ospiti di rilievo nazionale offriranno spunti e riflessioni per mantenere alta l’attenzione sul tema delle trivellazioni.

Intanto il Comune di Ravenna, stando a quanto risposto dall’assessore al Bilancio al question time presentato dall’M5s, è pronto a chiedere Ici e Imu ai padroni delle piattaforme, probabilmente qualche milione di euro. «Venti giorni fa la Cassazione ha emesso una sentenza strategica molto importante, anche per la nostra città – dice Valentina Morigi dal suo profilo Facebook –. Per la prima volta, infatti, è stato sancito il principio secondo cui anche le piattaforme potranno essere accatastate come immobili produttivi e sottoposte a regime di Ici e Imu: si tratta di risorse importanti, utili per i servizi e i bisogni della nostra comunità. Il nostro Comune si è attivato otto giorni dopo la pubblicazione della sentenza: dal 3 marzo, infatti, abbiamo regolarmente incontrato l’Agenzia del Territorio, e insieme stiamo stabilendo i passaggi necessari per censire tutte le piattaforme presenti sul nostro territorio, per definire la procedura di accatastamento, per determinarne i valori e infine, procedere con gli avvisi di accertamento, notifica e riscossione».

Settimana antirazzista tra convegni e feste

Il 21 marzo si celebra la Giornata mondiale contro il razzismo e anche a Ravenna si moltiplicano le azioni sul tema del Comune con la Casa delle Culture a fianco della Rete Civile contro il razzismo e la xenofobia, di varie scuole superiori e numerose associazioni. Tra gli appuntamenti
venerdì 18 marzo, alle 19.30 nella Sala Arci di Ponte Nuovo (in via della Vigna 68) si terrà una vera e propria festa con “Nowruz: il capodanno persiano”, ricorrenza non religiosa iraniana ma estesa a molti paesi medio orientali e del centro Asia (prenotazione obbligatoria per la cena al 0544 591876/31, ma dalle 21 la festa è aperta a tutti).

Il 19 marzo l’appuntamento è invece nella sala Muratori della Biblioteca Classense per il convegno “Diritti fondamentali, discriminazioni, tutele” promosso dall’associazione Avvocato di strada in collaborazione con l’Istituzione Biblioteca Classense, si tratta di un incontro di formazione per gli avvocati ma aperto alla cittadinanza in cui si parlerà della legislazione vigente. Ad aprire i lavori alle 9 ci sarà Antonio Mumolo (Presidente Associazione Avvocato di Strada Onlus), tra gli interventi ci saranno quelli di Federico Olivieri (ricercatore dell’Università di Pisa) con “Io non sono un razzista ma…” sulle nuove forme di razzismo democratico, di Marina Mannucci Volontaria Avvocato di Strada su “Una formazione sui generis: inclusione sociale, arte e diritto contro il razzismo”, di Paolo Fasano dei servizi del Comune per gli immigrati, del giuslavorista Gianandrea Ronchi, Giuslavorista e della cooperativa sociale Persone in Movimento-Progetto Sprar Comune di Ravenna.

Il 20 marzo dalle 15 alle 18 nel parco di Via Cilla si celebra la primavera con “Pianeta terra: quando arriva la primavera!” festeggiando come in Giappone, Pakistan, Filippine, Romania, Colombia, Albania, Emilia Romagna, Perù, Iran tanto di aquiloni, danze collettive, carpe volanti, fiori, portafortuna e oggetti propiziatori da costruire insieme. Altri eventi sono inoltre previsti nelle settimane a seguire.

«L’Asp non ci fa vedere i nostri nipotini Da mesi non sappiamo dove sono»

La dolorosa vicenda di una famiglia ravennate, con la zia che ha chiesto in affido i bambini tolti alla sorella dai servizi sociali

Il piccolo Alberto (nome di fantasia) ha festeggiato i suoi 12 anni poche settimane fa in una comunità per minori, insieme alla sorellina più piccola. Lontano dalla loro famiglia, che dalla scorsa estate non sa neppure dove si trovano.

«Chiamiamo ogni 15 giorni i Servizi sociali ma tutte le volte ci dicono di richiamare più avanti. O, al massimo, di scrivere una lettera. Ma noi vogliamo parlarci, con i bambini, vogliamo vederli. Anche solo in un autogrill e alla presenza degli assistenti sociali. Gli vogliamo dire che vogliamo loro bene e che non siamo noi a non volerli a casa». A parlare è la zia, una signora dall’aria forte (di cui non forniamo le generalità per non rendere riconoscibili i minorenni) che non può però fare a meno di scoppiare a piangere quando in redazione ci racconta, documenti alla mano, la storia dei suoi nipoti e di sua sorella, la madre dei bambini.

Una storia piena di dolore e di scelte sbagliate. «Mia sorella ha fatto tutto quello che di sbagliato poteva fare nella vita e per questo motivo non abbiamo nulla da ridire contro la sentenza del tribunale che ha deciso di toglierle i figli», continua la zia, che abita con il marito in un paese del Ravennate, in una grande casa con i suoi genitori, i nonni dei due bambini, che ora temono di non poter più rivedere i loro nipotini.

Lo scorso agosto una sentenza del tribunale per i minorenni ha incaricato i servizi sociali di occuparsi dei due piccoli, dando massima libertà all’Asp per quanto riguarda la regolamentazione del rapporto con la famiglia. E come ci ha detto il responsabile per i Minori dell’azienda pubblica, Samuele Bosi, può capitare che per un certo periodo sia necessario non fornire alcuna informazione (tranne quelle sullo stato di salute) alla famiglia.

«Ma sono passati sei-sette mesi e non sappiamo più come fare. Forse dovremmo chiamare Striscia la notizia? Gridare allo scandalo in tv?», si lamenta la zia, che prima che i bambini venissero tolti alla sorella, ne aveva già richiesto l’affido, nel luglio del 2015, con un’istanza inviata al tribunale, da cui però – ci dice – non ha mai ricevuto neppure una risposta.

«Io e mio marito non abbiamo figli, potremmo ospitare i nostri nipotini in quella che è casa loro, con i nonni che gli vogliono bene. Siamo persone rispettabili e con una vita senza macchie», continua la donna. Certo, il fatto di non essere riusciti a tutelarli finora o il rischio che la madre possa nuovamente avvicinare i bambini potrebbe in questa vicenda avere un peso fondamentale. «Ma non sento mia sorella da mesi, non so neppure dove abita, e se si dovesse presentare a casa nostra per vedere i bambini potremmo chiamare le forze dell’ordine, forti di un decreto che le impone di restare ad almeno 300 metri di distanza dai suoi figli. E per quanto riguarda quello che è successo finora, come potevamo noi, anche se siamo la sua famiglia, tenere a bada una donna adulta, che poteva portare con sé i propri figli ovunque e in qualsiasi momento?».

La mamma dei due bambini, stando anche a quanto riportato dal decreto del tribunale, si è sempre ribellata a qualsiasi sostegno istituzionale (mandando in frantumi anche una piacevole – per i piccoli – parentesi in una comunità nelle Marche) e il padre del bambino (quello della sorellina è invece ignoto) – sempre assente in questi anni e residente in una città lontana – rifugge dalle proprie responsabilità. Con gli zii e i nonni pronti ad accoglierli, il destino dei due fratelli forse non è mai stato così incerto.

Cristina D’Avena alla sfilata dell’Esp che vale anche un posto per Miss Italia

La moda è protagonista domenica 20 marzo al centro commerciale Esp di Ravenna con “Esp Fashion Show”, una sfilata-spettacolo che vedrà alternarsi in passerella le proposte fashion di tutti i negozi del centro commerciale.

L’evento inizia alle 16 e avrà una presentatrice d’eccezione, la cantante-attrice Cristina D’Avena, una delle artiste italiane più amate dal pubblico – ospite anche all’ultimo festival di Sanremo – che in carriera ha venduto ben 7 milioni di dischi. Sue sono le interpretazioni delle più famose sigle di programmi televisivi e delle più gettonate canzoni per bambini.

Insieme a Cristina D’Avena, in veste di conduttore, salirà in passerella Fabrizio Cremonini, mentre in cabina di regia per conto della N.M.Eventi, che coordina lo spettacolo, siederà Barbara Randi, coadiuvata da Eva Koci. Il service audio e le luci sono di Sound Booster, gli allestimenti floreali di ‘Angolo Fiorito’ di Alfonsine. La parte musicale è affidata alla cantante riminese Sarah Jane Olog, che nonostante la giovane età ha già al suo attivo, nel 2014, la partecipazione al programma di Radio2 RAI ‘SuperMax’, con Max Giusti, e nel 2015 la qualificazione alle semifinali di ‘The Voice’, il talent show durante il quale è stata affiancata in veste di coach da Roby e Francesco Facchinetti.

Al termine della sfilata-spettacolo verrà proclamata ufficialmente anche Miss Esp 2016, la vincitrice della selezione provinciale che vivrà la sua fase finale sabato 19 marzo alle 16, sempre al centro commerciale di Ravenna. La vincitrice parteciperà alla selezione regionale di Miss Italia.

Cristina D’Avena alla sfilata dell’Esp che vale anche un posto per Miss Italia

La moda è protagonista domenica 20 marzo al centro commerciale Esp di Ravenna con “Esp Fashion Show”, una sfilata-spettacolo che vedrà alternarsi in passerella le proposte fashion di tutti i negozi del centro commerciale.

L’evento inizia alle 16 e avrà una presentatrice d’eccezione, la cantante-attrice Cristina D’Avena, una delle artiste italiane più amate dal pubblico – ospite anche all’ultimo festival di Sanremo – che in carriera ha venduto ben 7 milioni di dischi. Sue sono le interpretazioni delle più famose sigle di programmi televisivi e delle più gettonate canzoni per bambini.

Insieme a Cristina D’Avena, in veste di conduttore, salirà in passerella Fabrizio Cremonini, mentre in cabina di regia per conto della N.M.Eventi, che coordina lo spettacolo, siederà Barbara Randi, coadiuvata da Eva Koci. Il service audio e le luci sono di Sound Booster, gli allestimenti floreali di ‘Angolo Fiorito’ di Alfonsine. La parte musicale è affidata alla cantante riminese Sarah Jane Olog, che nonostante la giovane età ha già al suo attivo, nel 2014, la partecipazione al programma di Radio2 RAI ‘SuperMax’, con Max Giusti, e nel 2015 la qualificazione alle semifinali di ‘The Voice’, il talent show durante il quale è stata affiancata in veste di coach da Roby e Francesco Facchinetti.

Al termine della sfilata-spettacolo verrà proclamata ufficialmente anche Miss Esp 2016, la vincitrice della selezione provinciale che vivrà la sua fase finale sabato 19 marzo alle 16, sempre al centro commerciale di Ravenna. La vincitrice parteciperà alla selezione regionale di Miss Italia.

Teatrino, osteria e caffè letterario Coop nell’ex magazzino per il sale di Cervia

Nuova vita per l’ex Cral, con anche giochi da tavolo e sala soci

Dopo la recente inaugurazione dell’ex pescheria di piazzetta Pisacane (vedi articoli correlati), continua il processo di riqualificazione di strutture storiche a Cervia.

Alla fine tra le tante imprese che si erano interessate solo una (la Gestint dell’imprenditore Alessandro Fanelli) ha ufficializzato e presentato il proprio progetto per la ristrutturazione e la manutenzione dell’ex cral Saline. Si tratta di uno dei magazzini, in centro a Cervia, costruiti tra la fine ‘600 e inizio ‘700 per lo sfruttamento delle saline, in risposta all’esigenza di razionalizzare lo stoccaggio e la distribuzione del sale.

Il laboratorio partecipativo svoltosi nei mesi scorsi dal titolo “CRAL! – Caratterizzare, Rifunzionalizzare, Animare e (ri)Lanciare uno dei luoghi più identitari di Cervia”, con cittadini, imprenditori e associazioni, ha contribuito a definire linee guida, proposte e idee per il recupero e il riutilizzo dell’edificio, «quale centro polifunzionale – si legge in una nota del Comune di Cervia – capace di integrare l’aspetto culturale con quello di socializzazione e con servizi di ristorazione».

Il nome del nuovo polo cervese sarà “Officine del sale”. L’edificio – nei progetti dell’imprenditore coinvolto (nella gallery in fondo tutti i rendering disponibili) – avrà una parte dedicata alle attività di socializzazione del “vecchio” Cral, con giochi da tavolo e sala soci. Ad impreziosire la parte culturale e di socialità ci sarà anche un piccolo teatrino. Nella navata più verso il mare invece è prevista l’osteria di pesce con cucina a vista e nella parte più ad est un caffè letterario in collaborazione con librerie Coop. Il progetto prevede anche altre collaborazioni importanti come ad esempio con il gruppo civiltà Salinara.

Per l’aggiudicazione ufficiale bisognerà aspettare, come da prassi per tutti i bandi di gara, gli adempimenti formali amministrativi e le verifiche previsti di legge. «La durata della concessione – rivelano dal Comune – sarà di 15 anni ai sensi dell’art. 3 del contratto di concessione. Il concessionario dovrà corrispondere un canone di concessione annuo, oltre Iva se ed in quanto dovuta, con i seguenti criteri: 8.000 euro per la prima annualità, che verrà aumentato di 1.000 euro ogni anno».

«Siamo giunti a compimento di un percorso – dichiarano in una nota congiunta il sindaco Luca Coffari e l’assessore al Patrimonio Rossella Fabbri – che anche in questo caso ha visto il coinvolgimento dei cittadini con un laboratorio partecipato e riteniamo sia stata una scelta sensibile e attenta al coinvolgimento della comunità. L’ex Cral, immobile di grande pregio storico-artistico, situato nel centro storico della città, diventerà un centro polivalente con attività culturali e sociali per la cittadinanza e con ulteriori possibilità in cui sarà possibile l’esercizio per la ristorazione. Ritornerà ad essere un forte luogo di aggregazione e di socializzazione. È un fatto importante per la città e siamo davvero molto contenti del progetto che pare davvero di grande qualità».

Teatrino, osteria e caffè letterario Coop nell’ex magazzino per il sale di Cervia

Nuova vita per l’ex Cral, con anche giochi da tavolo e sala soci

Dopo la recente inaugurazione dell’ex pescheria di piazzetta Pisacane (vedi articoli correlati), continua il processo di riqualificazione di strutture storiche a Cervia.

Alla fine tra le tante imprese che si erano interessate solo una (la Gestint dell’imprenditore Alessandro Fanelli) ha ufficializzato e presentato il proprio progetto per la ristrutturazione e la manutenzione dell’ex cral Saline. Si tratta di uno dei magazzini, in centro a Cervia, costruiti tra la fine ‘600 e inizio ‘700 per lo sfruttamento delle saline, in risposta all’esigenza di razionalizzare lo stoccaggio e la distribuzione del sale.

Il laboratorio partecipativo svoltosi nei mesi scorsi dal titolo “CRAL! – Caratterizzare, Rifunzionalizzare, Animare e (ri)Lanciare uno dei luoghi più identitari di Cervia”, con cittadini, imprenditori e associazioni, ha contribuito a definire linee guida, proposte e idee per il recupero e il riutilizzo dell’edificio, «quale centro polifunzionale – si legge in una nota del Comune di Cervia – capace di integrare l’aspetto culturale con quello di socializzazione e con servizi di ristorazione».

Il nome del nuovo polo cervese sarà “Officine del sale”. L’edificio – nei progetti dell’imprenditore coinvolto (nella gallery in fondo tutti i rendering disponibili) – avrà una parte dedicata alle attività di socializzazione del “vecchio” Cral, con giochi da tavolo e sala soci. Ad impreziosire la parte culturale e di socialità ci sarà anche un piccolo teatrino. Nella navata più verso il mare invece è prevista l’osteria di pesce con cucina a vista e nella parte più ad est un caffè letterario in collaborazione con librerie Coop. Il progetto prevede anche altre collaborazioni importanti come ad esempio con il gruppo civiltà Salinara.

Per l’aggiudicazione ufficiale bisognerà aspettare, come da prassi per tutti i bandi di gara, gli adempimenti formali amministrativi e le verifiche previsti di legge. «La durata della concessione – rivelano dal Comune – sarà di 15 anni ai sensi dell’art. 3 del contratto di concessione. Il concessionario dovrà corrispondere un canone di concessione annuo, oltre Iva se ed in quanto dovuta, con i seguenti criteri: 8.000 euro per la prima annualità, che verrà aumentato di 1.000 euro ogni anno».

«Siamo giunti a compimento di un percorso – dichiarano in una nota congiunta il sindaco Luca Coffari e l’assessore al Patrimonio Rossella Fabbri – che anche in questo caso ha visto il coinvolgimento dei cittadini con un laboratorio partecipato e riteniamo sia stata una scelta sensibile e attenta al coinvolgimento della comunità. L’ex Cral, immobile di grande pregio storico-artistico, situato nel centro storico della città, diventerà un centro polivalente con attività culturali e sociali per la cittadinanza e con ulteriori possibilità in cui sarà possibile l’esercizio per la ristorazione. Ritornerà ad essere un forte luogo di aggregazione e di socializzazione. È un fatto importante per la città e siamo davvero molto contenti del progetto che pare davvero di grande qualità».

Teatrino, osteria e caffè letterario Coop nell’ex magazzino per il sale di Cervia

Nuova vita per l’ex Cral, con anche giochi da tavolo e sala soci

Dopo la recente inaugurazione dell’ex pescheria di piazzetta Pisacane (vedi articoli correlati), continua il processo di riqualificazione di strutture storiche a Cervia.

Alla fine tra le tante imprese che si erano interessate solo una (la Gestint dell’imprenditore Alessandro Fanelli) ha ufficializzato e presentato il proprio progetto per la ristrutturazione e la manutenzione dell’ex cral Saline. Si tratta di uno dei magazzini, in centro a Cervia, costruiti tra la fine ‘600 e inizio ‘700 per lo sfruttamento delle saline, in risposta all’esigenza di razionalizzare lo stoccaggio e la distribuzione del sale.

Il laboratorio partecipativo svoltosi nei mesi scorsi dal titolo “CRAL! – Caratterizzare, Rifunzionalizzare, Animare e (ri)Lanciare uno dei luoghi più identitari di Cervia”, con cittadini, imprenditori e associazioni, ha contribuito a definire linee guida, proposte e idee per il recupero e il riutilizzo dell’edificio, «quale centro polifunzionale – si legge in una nota del Comune di Cervia – capace di integrare l’aspetto culturale con quello di socializzazione e con servizi di ristorazione».

Il nome del nuovo polo cervese sarà “Officine del sale”. L’edificio – nei progetti dell’imprenditore coinvolto (nella gallery in fondo tutti i rendering disponibili) – avrà una parte dedicata alle attività di socializzazione del “vecchio” Cral, con giochi da tavolo e sala soci. Ad impreziosire la parte culturale e di socialità ci sarà anche un piccolo teatrino. Nella navata più verso il mare invece è prevista l’osteria di pesce con cucina a vista e nella parte più ad est un caffè letterario in collaborazione con librerie Coop. Il progetto prevede anche altre collaborazioni importanti come ad esempio con il gruppo civiltà Salinara.

Per l’aggiudicazione ufficiale bisognerà aspettare, come da prassi per tutti i bandi di gara, gli adempimenti formali amministrativi e le verifiche previsti di legge. «La durata della concessione – rivelano dal Comune – sarà di 15 anni ai sensi dell’art. 3 del contratto di concessione. Il concessionario dovrà corrispondere un canone di concessione annuo, oltre Iva se ed in quanto dovuta, con i seguenti criteri: 8.000 euro per la prima annualità, che verrà aumentato di 1.000 euro ogni anno».

«Siamo giunti a compimento di un percorso – dichiarano in una nota congiunta il sindaco Luca Coffari e l’assessore al Patrimonio Rossella Fabbri – che anche in questo caso ha visto il coinvolgimento dei cittadini con un laboratorio partecipato e riteniamo sia stata una scelta sensibile e attenta al coinvolgimento della comunità. L’ex Cral, immobile di grande pregio storico-artistico, situato nel centro storico della città, diventerà un centro polivalente con attività culturali e sociali per la cittadinanza e con ulteriori possibilità in cui sarà possibile l’esercizio per la ristorazione. Ritornerà ad essere un forte luogo di aggregazione e di socializzazione. È un fatto importante per la città e siamo davvero molto contenti del progetto che pare davvero di grande qualità».

Ex infermiera condannata per omicidio Il caso sotto la lente della criminologia

Roberta Bruzzone e Flaminia Bolzan analizzano gli aspetti principali della vicenda Poggiali: foto con il cadavere, perizia mancata, movente

«Non dobbiamo rifugiarci dietro al concetto di follia per dare un quadro agli atteggiamenti che ci inquietano. Possono essere riconducibili a personalità disturbate senza bisogno di ipotizzare patologie psichiatriche. È così per molti casi di cronaca». Nel salotto di Porta a Porta, dove è spesso ospite, non si è visto il plastico del reparto dove lavorava Daniela Poggiali, ma la criminologa Roberta Bruzzone non ha trascurato la vicenda per il suo interesse professionale. E così come accaduto per l’opinione pubblica, a colpire sono le foto con il cadavere: «Hanno avuto un peso mettendo in luce aspetti abnormi della sua personalità, hanno aggiunto orrore all’orrore ma mi sembrerebbe riduttivo pensare che sia stata condannata all’ergastolo per quelle foto. Il processo parlava di altro».

Nella requisitoria il pm ha definito l’ex dipendente dell’Ausl un serial killer dominante: «Normalmente accade così con questo tipo di figure, uccidere persone inermi indifese affidate alle loro cure va ad alimentare un vissuto di onnipotenza. Esiste gente a cui piace fare del male ad altra gente. E di solito queste figure colpisco più volte, mi stupirebbe se fosse solo un caso o se l’avessero fermata al primo caso». Da chi conosce bene la macchina mediatica arriva un apprezzamento per il basso profilo tenuto dalla difesa: «Mi sento di condividere la scelta di esporsi meno possibile, mi pare una strategia valida per tutelare un cliente certamente scomodo».

Abbiamo sottoposto lo stesso caso anche all’attenzione di un’altra criminologa. «Mi stupisce che la difesa non abbia chiesto una perizia psichiatrica». È il primo commento che fa la psicologa Flaminia Bolzan – consulente per SkyTg24, Unomattina e Domenica In – riflettendo sulla recente sentenza che condanna l’ex infermiera Daniela Poggiali all’ergastolo per omicidio pluriaggravato di una paziente. La professionista romana prova a osservare il caso giudiziario dall’esterno, con valutazioni che possano aiutare l’uomo comune a orientarsi «senza dare giudizi sull’operato della difesa o dell’accusa». La mancanza di una perizia, secondo Bolzan, può avere due spiegazioni: «Una eccessiva fiducia nella proclamazione di innocenza da parte del cliente oppure l’eccessiva convinzione che il quadro indiziario non regga in dibattimento. Eppure in questa vicenda mi pare ci fossero i presupposti per la richiesta, non mi pare sia uno di quei casi in cui la perizia viene usata come una specie di jolly a cui aggrapparsi».

Il riferimento è, manco a dirlo, alle celeberrime foto in posa con un altro cadavere, scattate da una collega tre mesi prima della morte di cui ora è accusata: «Quelle dicono ovviamente qualcosa della sua personalità. Ma non pensiamo che siano necessariamente il segnale di una personalità disturbata. La psichiatria forense riconosce quali patologie sono rilevanti ai fini dell’imputabilità della persona. È quindi non è detto che avere una qualche forma di patologia sia poi rilevante ai fini della capacità di intendere e di volere che deve essere correlata con il momento in cui si è compiuto l’atto».

Spostando lo sguardo verso il banco del pubblico ministero c’è invece un altro aspetto giudicato criticamente: «L’ergastolo è una richiesta pesantissima. Se teniamo a mente che la pena dovrebbe avere una funzione riabilitativa allora personalmente non vedo il motivo di richiedere l’isolamento diurno (circostanza non concessa dalla corte, ndr), mi sembra quasi un voler calcare la mano ulteriormente su una pena già enorme». Infine c’è un aspetto che trova Bolzan concorde con l’avvocato Stefano Della Valle che ha difeso Poggiali ed è stato un mea culpa da lui stesso ammesso: la scelta di non nominare un consulente di parte per l’autopsia, «non tanto per pensare di arrivare a risultati diversi ma piuttosto per avere una supervisione nei campionamenti che molto spesso sono il tema su cui si dibatte, cioè come un campione viene prelevato per poi essere analizzato». Non è infatti un caso che la difesa sostenga che i risultati delle analisi per la ricerca del potassio nell’umor vitreo degli occhi restituiscano valori elevati perché ritenuti frutto di un inquinamento probatorio.

Gli operai Micron-Mineral in piazza per impedire chiusura e 21 licenziamenti

Il gruppo Holcim controlla lo stabilimento di Ravenna nel settore del cemento e intende dismettere il sito. Trattative tra sindacati e azienda con la mediazione del Comune

I lavoratori dello stabilimento Micron Mineral di Ravenna saranno in piazza del Popolo il 18 marzo dalle 9 alle 11 per protestare e contrastare la decisione di chiusura dell’impianto di via Classicana comunicato il 15 febbraio dal gruppo Holcim Italia che ha il controllo dell’azienda. Il presidio in piazza andrà in scena mentre in municipio si svolgerà un incontro convocato dal Comune di Ravenna per evitare i licenziamenti: al tavolo di crisi, oltre all’assessore Massimo Cameliani (Attività produttive), siederanno la direzione aziendale e i rappresentanti dei sindacati di categoria. Sono stati invitati Confindustria e le aziende industriali del territorio proprio per dare una risposta occupazionale contro i licenziamenti e per evitare i 21 esuberi annunciati. L’incontro di domani a Palazzo Merlato segue a quello di oggi negli uffici di Confindustria in via Barbiani.

La Micron Mineral di Ravenna è un’azienda del settore cemento con impianto di macinazione e produzione con uno stabilimento nella zona portuale di via Classicana. Si è insidiata a Ravenna nel 2003 ed è stata rilevata da Holcim nel 2008, gruppo che ha altri stabilimenti nel nord Italia. Attualmente nel sito di Ravenna occupa 21 dipendenti, numeri già ridimensionati negli ultimi anni a causa della crisi del settore cemento. Il gruppo proprietario ha ribadito l’intenzione di procedere con la chiusura e continuare la procedura di mobilità già avviata. «Non ci rassegniamo alla chiusura e cercheremo tutte le strade possibili, anche diverse da quelle dell’attuale organizzazione produttiva», dichiarano le organizzazioni sindacali Fillea, Filca e Feneal.

Schianto al casello A14: la vittima in viaggio da Bologna a Macerata

Il 42enne era atterrato al Marconi dall’America e viaggiava con la compagna e i genitori di lei verso la residenza nelle Marche

Era atterrato in mattinata all’aeroporto Marconi di Bologna con un volo dall’America e ad attenderlo c’era la compagna con i genitori: durante il viaggio verso casa a Macerata lo schianto in cui ha perso la vita. La vittima dell’incidente stradale avvenuto verso le 12.30 al casello A14 di Lugo-Cotignola è un 42enne americano (C. S. le sue iniziali). Si trovava sul sedile del passeggero anteriore: alla guida dell’auto il padre 70 anni) della compagna, dietro le due donne (33 e 65), tutti rimasti illesi e trasportati all’ospedale di Lugo solo per accertamenti. Sono sotto choc e in queste ore sono ascoltati dalla polizia stradale per ricostruire l’accaduto ma saranno presto dimessi.

L’incidente non ha coinvolto altri veicoli. La vettura guidata dal 70enne al momento di uscire dal casello ha colpito una delle cuspidi che dividono le varie porte. Sul posto il personale medico del 118 intervenuto anche con l’elicottero ma il 42enne è morto sul posto. La viabilità non è mai stata interrotta restringendo il transito sugli altri caselli.

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