venerdì
08 Maggio 2026

«In Israele a studiare la sicurezza Poi un progetto alternativo per il porto»

Alberghini, candidato Lega-Lpr, con felpa alla Salvini: «Ridurremo
le partecipate». Pini è sicuro: «Faremo piangere De Pascale»

Dice di sentirsi un politico solo nell’accezione filosofica del termine che si rifà alla Grecia e parla di chi si occupa della cosa pubblica, per il resto si sente un vero candidato civico. La prima uscita pubblica di Massimiliano Alberghini, candidato sindaco a Ravenna per l’inedita alleanza tra Lista per Ravenna e Lega Nord, ha i toni pacati del 43enne commercialista e tesoriere dei Lions che traccia la linea di cosa vorrà fare la sua squadra una volta vinte le elezioni comunali di giugno evitando entusiasmi prematuri: «Non pensiate che da luglio la città possa essere diversa. Serviranno anni per cambiarla e per ridare ai suoi cittadini il senso di orgoglio di appartenza».

Di proposte concrete, per il momento, poche. «Perché non è questo il momento», ha detto Alvaro Ancisi, capogruppo di Lpr e decano dell’opposizione in consiglio comunale. Per ora ci sono le linee di indirizzo (documento integrale scaricabile dal link in fondo alla pagina), i principi generali che ispireranno la squadra di lavoro che apre le porte ad altri soggetti politici interessati al progetto messo in chiaro ancora da Ancisi e dal deputato ravennate della Lega Nord Gianluca Pini: «A fare da traino c’è un candidato civico che avrà una giunta in maggioranza civica e la politica fa da supporto. Questa è l’unica via per innovare».

Su un paio di temi però si è scesi un po’ più nel dettaglio. Sul porto: «Ci siamo affidati a un gruppo di esperti competenti per elaborare un progetto alternativo a quelli finora visti, con la ferma convinzione che i fondali vadano adeguati ma non vadano fatte casse di colmata a mare. Presenteremo il documento al commissario di Ap o al futuro presidente». E sulla sicurezza: «Andremo in Israele che credo possa insegnare a chiunque in tema di sicurezza – ha spiegato Pini – e andremo a studiare il loro modello per valutare se è applicabile nel nostro contesto».

Di sicuro c’è che che lo sguardo dei componenti dell’alleanza si spinge lontano: arriva fra dieci anni e vuole immaginare la città dopo dieci anni di governo Alberghini: «Il nostro progetto si chiama Ravenna 2026», dice Pini. Dal discorso pronunciato dal candidato, visibilmente emozionato per la prima uscita come ammesso da lui stesso ricorrendo a frequenti sorsi d’acqua, si può immaginare una Ravenna con meno burocrazia, con meno società partecipate del Comune, con servizio organizzati meglio per risparmiare risorse, con più meritocrazia e una lotta più serrata all’evasione fiscale ma una pressione fiscale locale ridotta. «Mi dispiace per De Pascale quando piangerà»: Pini non ha dubbi sulle lacrime del candidato sindaco Pd successive alla futura sconfitta elettorale.

Si sente male in campo poi perde i sensi: rugbista in rianimazione

Il giocatore ha lasciato l’allenamento all’ippodromo andando a sedere in panchina poi si è accasciato. L’assessore: «Grande dispiacere»

Ha lasciato l’allenamento di rugby andando a sedere in panchina perché non si sentiva bene e poi le sue condizioni sono andate peggiorando fino a quando ha perso i sensi: un 40enne di Alfonsine è ricoverato in rianimazione al Bufalini di Cesena da ieri sera quando è stato soccorso dal 118 al campo sportivo dell’ippodromo Darsena di Ravenna. L’uomo è in gravissime condizioni. Al momento non è stato ancora possibile stabilire le origini del malore. Non è chiaro se sia trattato delle conseguenze di uno scontro di gioco o di un malore indipendente dall’attività fisica. Il giocatore non avrebbe dato particolari informazioni ai compagni prima di svenire e gli stessi compagni non ricordano di averlo visto in difficoltà prima di uscire dal terreno di gioco.

«Con grandissimo dispiacere – dichiara l’assessore allo Sport Guido Guerrieri – ho appreso di quanto accaduto ieri sera a un giocatore di rugby, colpito da malore mentre si stava allenando con la squadra dei Passatelli all’interno dell’area dell’ippodromo. In merito all’evoluzione delle sue condizioni di salute, sulle quali la famiglia ha chiesto il massimo riserbo, sono in contatto con il presidente del Ravenna Rugby.  Esprimo alla famiglia e allo stesso atleta tutta la vicinanza possibile».

Zika, il responsabile dell’Oms smentisce «Non ho parlato di allarme a Ravenna»

Bertollini: «Interpretate le mie parole in modo distorto. Ho anzi citato Ravenna come esempio virtuoso per il contrasto alla Chikingunya»

«Per quanto riguarda il virus Zika non c’è alcun pericolo in Europa per ora, ma Ravenna è la città con il rischio più alto, dato l’elevato numero di zanzare tigre presenti nella zona». È questa la dichiarazione attribuita al dottor Roberto Bertollini, esperto dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) da parte del giornalista Jacopo Natali su uno dei quotidiani on line più letti in Italia, Repubblica.it (a questo link). Dichiarazione che – considerato la fonte autorevole – abbiamo ripreso in mattinata anche sul nostro sito (vedi articoli correlati) e che ha fatto scattare l’allarme anche in città. Ma lo stesso Bertollini, contattato dall’Ausl, ha nettamente smentito.

«Ho citato Ravenna – si legge in una sua mail inviata all’Ausl che Bertollini ha invitato a rendere pubblica come forma di smentita – nel mio speech (al parlamento europeo, ndr) per indicare che una risposta pronta ed efficace come quella che si è verificata a Ravenna in occasione dell’epidemia di Chikungunya del 2007 dimostra come un buon sistema sanitario può contenere un epidemia trasmessa da vettori di questo tipo utilizzando sperimentate modalità di controllo dei vettori e di conoscenza del territorio. Non ho fatto alcuna affermazione sul rischio a Ravenna o altrove ma solo sottolineato che tutta l’Italia, così come un’ampia parte della Grecia, Francia e Spagna che si affacciano sul Mediterraneo, ospita la zanzara tigre e quindi può in teoria essere coinvolta dall’epidemia nel futuro».

«Francamente – termina Bertollini – non riesco a capire come i giornalisti possano aver interpretato in questo modo totalmente distorto le mie parole. La citazione aveva lo scopo opposto. Dimostrare, in un contesto europeo, l’eccellenza del sistema sanitario della Emilia-Romagna e dell’Italia».

Agromafie, Ravenna terza in regione per penetrazione della malavita organizzata

Indagine Eurispes con Coldiretti sulla base di 29 indicatori specifici viene rappresentata la diffusione malavitosa

Un livello medio-basso di penetrazione dell’associazionismo criminale che le vale sì il 77esimo posto a livello nazionale ma anche il terzo gradino del podio emiliano-romagnolo: è lo scenario per la provincia di Ravenna che emerge dall’indice di organizzazione criminale (Ioc) elaborato dall’Eurispes nell’ambito del quarto rapporto agromafie con Coldiretti e l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.

Sulla base di 29 indicatori specifici viene rappresentata la diffusione e l’intensità, in una data provincia, del fenomeno dell’associazione criminale, in considerazione delle caratteristiche intrinseche alla provincia stessa e di conseguenza sia di eventi criminali denunciati sia di fattori economici e sociali. «In Emilia Romagna – rileva Coldiretti – il grado di penetrazione malavitoso è più evidente nelle zone romagnole, anche se risulta contenuto rispetto al resto della penisola. Nella classifica ricavata da Eurispes con l’indice Ioc, la prima provincia in regione per presenza della criminalità è Rimini, con un Indice di Organizzazione Criminale del 21,7, che la colloca al primo posto in regione, ma al 61simo posto in Italia. Le province emiliano romagnole si collocano tutte al di sotto della media nazionale dello Ioc pari al 29,1, però emerge una penetrazione della malavita che mette a rischio la concorrenza e il libero mercato legale, soffocando l’imprenditoria onesta e compromettendo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy».

Le denunce del rapporto agromafie mettono in risalto come nel nostro Paese questo genere di notizie vengano alla luce poiché esiste un controllo severo, anche perché i consumatori possono contare sull’impegno dei diversi comparti specializzati delle forze dell’ordine, dei ministeri dell’Agricoltura, della Salute e della Giustizia. Grazie all’attività delle autorità preposte è stato possibile anche nella nostra regione confiscare beni immobili e aziende alla criminalità organizzata. Secondo i dati dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati, nella nostra regione sono stati sequestrati 230 beni immobili, di cui 78 destinati, 145 in gestione totale e 7 usciti dalla gestione. Le aziende sequestrate sono state 44, di cui 13 destinate, 19 in gestione e 12 già uscite dalla gestione.

Zika, allarme Oms: «La città europea con il rischio più alto è Ravenna»

L’esperto dell’agenzia Onu per la salute parla al Parlamento europeo La motivazione è l’elevata presenza di zanzare tigre nel territorio

[ATTENZIONE: le dichiarazioni in questo articolo, riprese da Repubblica.it, sono state smentite dal diretto interessato, tra gli articoli correlati qui a fianco]

Ravenna è la città europea con il rischio più alto di un focolaio del virus Zika dato l’elevato numero di zanzare tigre presenti. L’allarme, riportato anche da Repubblica.it, arriva dal dottor Roberto Bertolini, esperto dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità, l’agenzia dell’Onu che riunisce 193 Paesi), durante una relazione al Parlamento europeo.

Come ha spiegato da Bertolini, «la diffusione della malattia virale può avvenire in diversi modi, primo tra tutti la puntura della zanzara: dunque se una persona viene infettata in Brasile, ad esempio, e al suo arrivo in Europa viene punta da un’altra zanzara locale, l’animale diventerebbe portatore del virus, diffondendo l’epidemia anche nel nostro continente». La maggior parte dei Paesi colpiti sono stati Cile, Colombia, e Brasile.

I sintomi del virus Zika si presentano lievi sotto forma di febbre e congiuntivite e per questo «la persona infettata non si rende conto della gravità della situazione, ma una volta che una donna rimane incinta rischia di mettere alla luce un figlio con la sindrome di Guillain-Barrè o con la microcefalia, causando paralisi permanenti o insufficienze mentali irreversibili al bambino».

Secondo l’esperto dell’Oms «bisogna attuare politiche di prevenzione fin da subito, condividendo ogni informazione utile, puntando sulla ricerca in modo da trovare un vaccino nel minor tempo possibile, disinfestando gli aerei ad oggi viaggio di ritorno da zone a rischio e informando i viaggiatori che vogliono visitare questi Paesi di vestire con indumenti chiari (dai quali le zanzare non sono attratte), svuotare ogni contenitore d’acqua (dove gli insetti possono riprodursi molto velocemente e in grande quantità), e infine usare repellenti come spray e creme all’olio di citronella».

Bignardi a Rai3, l’attacco di Pini «Direttrice per meriti, vero Sofri?»

Il sarcasmo del deputato ravennate della Lega: twitta il video in cui
il marito della giornalista si rivolge a Renzi chiamandolo «capo»

Le nuove nomine dei direttori di rete in Rai hanno scatenato, come prevedibile, polemiche da diverse parti politiche e tra le critiche più accese a Daria Bignardi, la giornalista che dirigerà Rai3, c’è quella di un deputato ravennate, il leghista Gianluca Pini. La stoccata è partita da Twitter dove Pini è particolarmente attivo: «Senza dubbi la consorte di questo signore è diventata direttrice di Rai3 per meriti. O sbaglio, caro Luca Sofri?». Il destinatario del messaggio al veleno era infatti il direttore del Post, Luca Sofri, marito di Bignardi. Per comprendere meglio il senso della sua bordata Pini ha allegato un video pubblicato da Ilfattoquotidiano che riporta un momento dietro le quinti a La7 dove il premier Matteo Renzi era appena stato per un’intervista con la Bignardi e Sofri lo saluta chiamandolo «capo».

Bignardi a Rai3, l’attacco di Pini «Direttrice per meriti, vero Sofri?»

Il sarcasmo del deputato ravennate della Lega: twitta il video in cui il marito della giornalista si rivolge a Renzi chiamandolo «capo»

Le nuove nomine dei direttori di rete in Rai hanno scatenato, come prevedibile, polemiche da diverse parti politiche e tra le critiche più accese a Daria Bignardi, la giornalista che dirigerà Rai3, c’è quella di un deputato ravennate, il leghista Gianluca Pini. La stoccata è partita da Twitter dove Pini è particolarmente attivo: «Senza dubbi la consorte di questo signore è diventata direttrice di Rai3 per meriti. O sbaglio, caro Luca Sofri?». Il destinatario del messaggio al veleno era infatti il direttore del Post, Luca Sofri, marito di Bignardi. Per comprendere meglio il senso della sua bordata Pini ha allegato un video pubblicato da Ilfattoquotidiano che riporta un momento dietro le quinti a La7 dove il premier Matteo Renzi era appena stato per un’intervista con la Bignardi e Sofri lo saluta chiamandolo «capo».

Cento anni fa nasceva l’aeroporto dopo il bombardamento austro-ungarico

L’esercito trasferì a La Spreta i tre biplani dislocati in piazza d’Armi per difendere la città. Dal ’55 non è più militare. Il 19 febbraio conferenza

L’esercito italiano scelse piazza d’Armi ma non era quello il luogo più adatto per i tre biplani Farman 14 dislocati nel 1916 a Ravenna durante la prima guerra mondiale per costituire una sezione difesa aerea dopo un bombardamento della città da parte dell’impero Austro Ungarico. E così il campo volo venne trasferito a La Spreta, alle porte della città. Cento anni fa nacque così l’aeroporto di Ravenna che il 19 febbraio alle 21 ospiterà una conferenza per celebrare il centenario: “Da Cascina Spreti all’aeroporto Gastone Novelli: i primi anni di vita della Spreta”. L’appuntamento, organizzato con il patrocinio del Comune, vedrà gli interventi del vicesindaco Giannantonio Mingozzi e degli storici Rossano Novelli e Mauro Antonellini. Il 15 maggio (data da confermare) sarà organizzata una esposizione di aerei d’epoca e lo scoprimento di una lapide celebrativa.

È Mingozzi che ricorda sommariamente le vicende di quei tempi: «Il bombardamento aereo del 12 febbraio 1916, il primo che colpì Ravenna durante la grande guerra e distrusse la facciata della basilica di Sant’Apollinnare Nuovo, mise a nudo la vulnerabilità di Ravenna, priva di ogni sistema di difesa. Le pressanti richieste del sindaco Fortunato Buzzi e di Luigi Rava indussero il ministero della Guerra e quello della Marina ad avviare un programma di nuove installazioni. In giugno fu costituita la sezione aeroplani difesa che con aerei Farman iniziò ad operare dalla piazza d’Armi. Contemporaneamente si iniziò a costruire un campo d’aviazione in località Cascina Spreti. La sezione aeroplani fu operativa per tutto il conflitto».

Nel 1921 venne dedicato a Gastone Novelli, ufficiale e aviatore italiano, pluridecorato con 3 medaglie d’argento al valor militare (Asso dell’aviazione da caccia, accreditato di 8 abbattimenti durante la prima guerra mondiale, appartenente alla 91a squadriglia aeroplani da caccia di Francesco Baracca). Nel primo dopoguerra l’aeroporto (consistente essenzialmente in un grande spiazzo erboso pianeggiante e un hangar in lamiera) non svolge funzioni di rilievo.

Nel 1937 ne venne deciso l’ammodernamento, con la costruzione di un nuovo grande hangar e numerose palazzine di servizio e alloggi per il personale militare, al fine di ospitare una squadriglia caccia. Durante la seconda guerra mondiale non verrà interessato in modo rilevante dalle operazioni belliche, salvo alcune azioni di bombardamento da parte degli anglo-americani. I tedeschi in ritirata distrussero tutto quanto poteva essere utilizzato dal nemico.

Dopo i disastri della guerra, l’aeroporto viene comunque ripristinato come base militare, sia pure secondaria e, già alla fine degli anni ’40 viene ricostituito l’Aeroclub di Ravenna (intitolato a Francesco Baracca), che realizza una prima pista in erba di 650 metri. Una volta cessato l’utilizzo militare (attorno al 1955) l’Aeroclub si occupa della costruzione della nuova pista in asfalto di 1200 metri e delle altre strutture presenti sul campo (hangar e palazzina). Attualmente l’aeroporto ospita, oltre all’Aeroclub Francesco Baracca, anche la scuola di volo acrobatico “Ali sul mare” ed i paracadutisti dell’Associazione “Pull-Out”.

Con la Romagna nel “cuoricino” per pungolare il Pd alle comunali

Un cuore nel simbolo della lista Insieme per Cambiare (Ixc)
Il presidente Poggiali: «Da manager stimo il presidente di Ap»

Hanno la Romagna nel cuore, forse quel cuoricino che compare nel simbolo. Presentazione ufficiale per l’associazione Insieme per cambiare, che in sigla diventa Ixc per la scelta di una ics al posto della preposizione, che darà vita a una lista civica a sostegno della candidatura di Michele de Pascale (Pd) a sindaco: «Mi pare che la sua sia l’unica compagine in grado di affrontare la situazione attuale», dice l’imprenditore Giovanni Poggiali, presidente dell’associazione e futuro capolista alla tornata elettorale di giugno, che ci mette la faccia pur definendosi «un introverso cronico».

L’ambizione del gruppo – tra i promotori c’è anche Paolo Valenti, oggi assessore provinciale e segretario comunale del Pd a Russi – è quella di essere un pungolo per il Partito democratico e per tutta l’alleanza ma sui temi da pungolare ci stanno ancora lavorando: «Quando nasce una lista nuova tutto è da fare. Nelle prossime settimane andremo anche a definire gli argomenti su cui diremo la nostra». Di sicuro hanno ben chiaro lo sfondo: «La Romagna sarà un asse portante». Da intendersi come necessità di fare rete, di conoscere chi sta oltre Coccolia. Un approccio sposato da Poggiali da tempo: «La questione oggi è stramatura e in ogni campo in cui mi sono impegnato ne ho sempre fatto una battaglia principale. In Confindustria e nello sport dove da ex rugbista ho creato una franchigia romagnola di rugby». A ottanta chilometri da qui c’è la città metropolitana di Bologna e la Romagna deve ambire a un ruolo di metropoli diffusa.

Non è mistero che l’associazione si riconosca in un quadro di valori di area cattolica e si ritroverà in una coalizione variegata dove di sicuro già sono presenti i repubblicani e dove è attesa una lista di sinistra: «Andremo a bere una birra con gli altri e ci confronteremo. Per eventuali distanze da accorciare lasceremo che sia il candidato sindaco a occuparsene».

Il profilo di Massimiliano Alberghini, candidato di centrodestra per Lega Nord e Lista per Ravenna, potrebbe in un certo senso sovrapporsi a quelli di chi aderisce a Ixc ma Poggiali non si sbilancia troppo in commenti sull’avversario: «Non lo conosco personalmente. Posso però dire che mi stupisce vedere nel simbolo della Lega Nord il logo del movimento per l’autonomia della Romagna di cui sono vicepresidente».

Infine con Poggiali inevitabile parlare di porto visto che, come ci tiene lui stesso a ricordare ricostruendo l’albero genealogico di famiglia, il nonno Domenico è stato il primo terminalista privato italiano: «Tutti i porti fatti come il nostro dragano perché dragare è l’unica cosa necessaria per i porti canale. A Ravenna invece non riusciamo a dragare. Bisogna scavare questo maledetto fondale». L’imprenditore, oggi attivo nel settore vitivinicolo in Toscana, sa che il dibattito attuale ruota molto attorno alla figura di Galliano Di Marco, presidente dell’Autorità portuale: «Non voglio entrare nella questione se è stato bravo o non è stato bravo. Però da manager a manager posso dire che lo stimo per certe posizioni coraggiose che ha saputo prendere». Ecco, che sia questo il primo pungolo?

Affianco a Poggiali in questa avventura ci sono Annalisa Ricci, insegnante e vicepresidente dell’associazione, e Valenti. Insieme a loro già diverse persone hanno aderito al progetto. Ecco qualche nome: Gabriella Baldassarri (insegnante); Piergiorgio Anzelmo (musicista); Francesco Plazzi (musicista); Laura Ugolini (dipendente bancaria); Gabriele Luzio (dipendente bancario); Claudia Burnacci (Imprenditrice); Livia Ridolfi (dottoressa); Andrea Patrignani (organizzatore di eventi sportivi); Laura Savioli (commercialista); Marco Zatti (imprenditore turistico). Per contatti e adesioni è attiva la mail nfo@ixc.ra.it e nei prossimi giorni sarà attivo il sito www.ixc.ra.it e la pagina Facebook “Insieme per Cambiare”, con tutti gli aggiornamenti dell’attività elettorale.

Si addormenta sul pullman del Napoli e per Valdifiori c’è il selfie-sfottò con Higuaìn

Il calciatore ravennate, partito dal Russi, è l’ultimo della saga di scherzi messi in scena tra i giocatori della squadra in corsa per lo scudetto

Alla fine è toccato anche al ravennate Mirko Valdifiori: il calciatore originario di Russi, in forza al Napoli in corsa per lo scudetto, è l’ultima vittima della saga di sfottò fotografici che il portiere dei partenopei Pepe Reina sta mettendo in scena nello spogliatoio. Il copione è classico: appena a uno dei compagni cala la palpebra e arriva l’abbiocco ecco che dietro si materializza Reina in compagnia di qualche altro calciatore per un selfie di smorfie attorno all’ignaro addormentato.

Con Valdifiori, che intervistammo qualche mese fa in occasione del suo esordio in Nazionale (vedi correlati), è accaduto tutto sul pullman durante un trasferimento. Sarà pur sempre uno sfottò ma il ragazzo di Russi, partito proprio dalle giovanili dei falchetti, si ritrova in uno scatto con campioni del calibro di Marek Hamsik e Gonzalo Higuaìn.

Se i cittadini si occupano dei parchi del Comune Cinque patti di collaborazione

Via email e su una pagina Facebook si possono inviare proposte per nuove iniziative

In tempi di tagli tocca al volontariato metterci una pezza dove l’ente pubblico non arriva a prendersi cura di tutto il suo patrimonio. È un po’ con questa filosofia che oggi, 18 febbraio, in municipio a Ravenna sono stati firmati i primi cinque patti di collaborazione tra Comune e gruppi di cittadini che hanno deciso di occuparsi della cura di un bene comune del territorio, in base al regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione comunale per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, approvato dal consiglio comunale l’estate scorsa.

I beni comuni coinvolti dal progetto sono il parco pubblico di via Capodistria, un tratto della banchina sud della darsena di città, il parco pubblico Basaglia a Ponte Nuovo, il parco della Rocca Brancaleone. A questi si aggiunge un progetto di intercultura per i bambini dell’Isola San Giovanni. Si prevede di sottoscrivere altri patti di collaborazione entro aprile e sono attive una mail (benicomuni@comune.ravenna.it) alla quale possono essere inviate proposte per patti di collaborazione e una pagina facebook Beni Comuni Ravenna dove sono caricate notizie e immagini relative ai patti firmati.

Ecco più nel dettaglio i singoli progetti.

Cooperativa sociale Persone in Movimento – parco pubblico di via Capodistria Il progetto “A noi piace pulito” coinvolge dieci beneficiari dei progetti gestiti dalla cooperativa Persone in Movimento (richiedenti asilo, rifugiati, profughi, vittime di tratta e grave sfruttamento lavorativo) al fine di: rafforzare in loro il senso di appartenenza alla città; responsabilizzare alla cura e al rispetto dell’ambiente; aumentare la loro conoscenza del territorio; facilitare l’integrazione; ampliare la rete di relazioni instaurate; diffondere il valore del volontariato e favorire l’incremento del senso civico e del rispetto degli spazi comuni come parchi, pinete, giardini e parcheggi. Il progetto prevede la pulizia del parco una volta a settimana.

Associazione culturale Meme Exchange/ortolani di via Pag – Banchina Darsena Attività di micropulizia, manutenzione e cura delle installazioni di arredo urbano temporaneo di via D’Alaggio e via Cavalcoli progettate dallo studio Officina Meme e realizzate dall’associazione culturale Meme Exchange in occasione degli eventi di Ravenna Capitale della Cultura Italiana 2015. Lungo la banchina, dall’ex tiro a segno fino alla testata della Darsena, sono collocate quattro installazioni di arredo urbano temporaneo denominate: il faro, la duna, il campo, l’isola, allestite con lo scopo di restituire alla banchina una dimensione pubblica in modo che torni ad essere vissuta come un bene a disposizione dei cittadini.

Associazione Oltre il Giardino – parco pubblico Franco Basaglia Ponte Nuovo Il progetto si propone di: curare il giardino per mantenere gli interventi svolti negli anni precedenti di piantumazione, concimazione del terreno, messa a dimora di materiale vegetale, innaffiatura; organizzare e realizzare corsi di giardinaggio elementare rivolto ai frequentatori del giardino, ai residenti, alle scuole del territorio, ai cittadini interessati; realizzare, in collaborazione con il Liceo Psicopedagogico, un’inchiesta sulla percezione del giardino da parte di cittadini, residenti, bambini, insegnanti, personale del Centro di salute mentale, rappresentanti del Comitato cittadino;curare la collocazione della copia della statua di Marco Cavallo realizzata dal Centro di formazione professionale di Piangipane.

Gruppo L’Amata Brancaleone Il progetto prevede: rendere il parco maggiormente decoroso e fruibile da parte di tutti i residenti; facilitare l’accesso di tutti i cittadini al parco; rafforzare il senso di appartenenza da parte dei volontari; favorire l’aumento del senso civico e del rispetto degli spazi comuni; trasmettere un messaggio che possa incentivare la cooperazione e la partecipazione dei residenti nel prendersi cura degli spazi pubblici della città; organizzare eventi e iniziative pubbliche.

Il Collettivo Cooperante (un nutrito gruppo di studentesse fuori sede di Cooperazione internazionale) – “Doposcuola Mondo”: attività di intercultura Obiettivo del patto: organizzare il tempo extrascolastico dei bambini e delle bambine italiane e straniere residenti all’isola San Giovanni per sostenerli nei compiti e nell’apprendimento della lingua italiana; fornire sostegno alle famiglie in difficoltà; contenere la dispersione scolastica; coinvolgere le famiglie nei contesti relazionali già attivi e presenti in città; rendere lo spazio di mediazione sociale di CittA@ttiva più fruibile da parte dei cittadini e più illuminato; favorire l’aumento del senso civico e del rispetto degli spazi comuni; trasmettere un messaggio che possa incentivare la cooperazione e la partecipazione dei residenti nel mantenere gli spazi puliti.

Cervia: tassa di soggiorno sospesa Avrebbe garantito tra 3 e 5 milioni

Introduzione rinviata al 2017 perché la legge di stabilità non consente
nuovi tributi locali per quest’anno. La giunta: «Non ci pare corretto»

Il Comune di Cervia non potrà introdurre la tassa di soggiorno nel 2016, con cui stimava un’entrata tra 3 e 5 milioni di euro, ma dovrà aspettare il 2017. La comunicazione è arrivata dal ministero delle Finanze: la definitiva formulazione della legge di stabilità (pubblicata tra Natale e Capodanno scorsi) infatti prevede la sospensione di nuovi tributi e addizionali. Contestualmente a questa disposizione è stato però definito un allentamento dei vincoli del patto di stabilità che permetterà agli enti locali di utilizzare avanzo libero per la realizzazione di azioni e progetti previsti e in molti casi già avviati.

«Prendiamo atto di questa decisione del Governo – si legge nella nota diffusa dalla giunta comunale guidata dal sindaco Pd Luca Coffari – che limita e rallenta un poco gli investimenti e la promozione per la nostra città. È anche un atto che non ci pare molto corretto in quanto sospende senza preavviso una potestà fiscale ai Comuni, specie come nel nostro caso, nel quale avevamo previsto con largo anticipo e ben prima della finanziaria, l’introduzione della tassa di soggiorno nel 2016 e crea un ulteriore disparità nei confronti dei Comuni che già da anni l’hanno applicata. Per fortuna il contestuale e molto positivo allentamento del patto di stabilità, avendo avanzo di amministrazione, ci consente rimodulando il piano degli investimenti, di portare comunque avanti gran parte delle azioni e dei progetti già avviati o in programma quest’anno».

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