sabato
09 Maggio 2026

Web, creatività e un forno per le pizze De Pascale apre le porte del comitato

Il segretario Pd si candida a sindaco: il quartiere generale sarà
in via San Mama «per tutta la coalizione». Inaugurazione il 22 gennaio

Uno spazio grande e polivalente dove pulserà il cuore della campagna elettorale del candidato sindaco del Pd Michele de Pascale, sostenuto anche da altre liste in via di definizione. Sarà in via San Mama, negli spazi sotto lo storico secondo circolo Pd, a piano terra, dove fino a poco fa c’era una pizzeria. L’inaugurazione ufficiale alle 18 del 22 gennaio con una festa aperta a tutti, con pizza al forno a legna e dj set.

«Ci è capitato di trovare i locali giusti e ne sono molto soddisfatto – dice De Pascale – ci saranno postazioni per i tablet, il forno per cuocere pizze, una saletta per proiezioni, spazi per incontri. Io ci sarò spesso e sarà un posto dove incontrare le persone. Inoltre ci tengo a precisare che sarà uno spazio non del Pd, ma per tutta la coalizione». Non mancheranno incontri e altri momenti, tra cui quello del 29 gennaio già in programma con il sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri Luca Lotti per parlare in particolare di porto, infrastrutture e della situazione di Versalis.

«Lo spazio del comitato elettorale – si legge nel comunicato del Pd – è stato ideato con la stessa modalità con cui Michele intende amministrare la nostra città: caratterizzato dallo spirito di squadra, dall’impegno, dall’energia e dal desiderio di innovare linguaggi, strumenti e politiche; rigenerato grazie alla collaborazione di tanti volontari che hanno messo a disposizione il loro tempo; progettato in collaborazione con un team di giovani architetti a cui è stato chiesto di rendere lo spazio bello e accogliente attraverso l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale e di recupero. Un luogo aperto a tutti, smart, creativo, e conviviale: una sorta di co-working politico, un laboratorio dove si lavorerà sul programma e si avrà la possibilità di confrontarsi continuamente con il candidato».

Gli altri strumenti che non mancheranno e saranno a breve presentati sono una pagina Facebook ad hoc e uno spazio virtuale interattivo dove raccogliere idee e proposte e che, assicura De Pascale «resteranno anche dopo le elezioni, come luogo di scambio tra elettori ed eletti».

 

Car-sharing da Ravenna per il corteo di Cesena a favore dei diritti omosessuali

Arcigay Frida Byron e associazione Over the rainbow organizzano la partecipazione all’evento che coinvolgerà settanta piazze italiane

Con un car-sharing da Ravenna le associazioni Frida Byron e Over the Rainbow, attive nella galassia Lgbti (lesbiche, gay, bisex, trans e intersex), vogliono promuovere la partecipazione alla manifestazione “Sveglia Romagna” che andrà in scena a Cesena nel pomeriggio del 23 gennaio: piazza Giovanni Paolo II sarà una delle settanta piazze italiane in cui in quel giorno si terranno iniziative a sostegno della parità di diritti per le persone omosessuali. Al momento hanno aderito una quarantina di persone, tra semplici cittadini e personalità della società civile, ma anche diverse associazioni e una decina di politici locali tra cui Raffaella Sutter (candidata sindaco per Ravenna in Comune), Michele de Pascale (candidato sindaco per Ravenna Pd), Valentina Morigi (assessore Comune Ravenna), Martina Monti (assessore Comune Ravenna), Ilaria Morigi (consigliere comunale Sel), Pietro Vandini (capogruppo M5S Ravenna), Giovanni Paglia (deputato Sel), Alberto Pagani (deputato Pd).

Il ritrovo a Ravenna è alle 14 in via Eraclea 25 (di fronte al Quake) per offrire o usufruire del passaggio in auto fino a Cesena e ritorno. Partenza per Cesena alle 14.30. Nel caso si intenda usufruire di un passaggio conviene contattare anticipatamente il numero 347.8960196 o mandare una mail a ravenna@arcigay.it.

A Cesena l’iniziativa avrà inizio alle 15.30 in piazza Guidazzi, antistante il Teatro Bonci, da dove un corteo dipinto da palloncini colorati, si sposterà verso piazza Giovanni Paolo II. Lì si terrà un flash mob in cui verranno fatte contemporaneamente suonare centinaia di sveglie per “Svegliare l’Italia”. Il corteo proseguirà poi verso la Sala del Palazzo del Ridotto, dove alle 17.30 avrà luogo il convegno “Unioni Civili Bene Comune” organizzato in collaborazione con i Giovani Democratici di Cesena.

È ancora possibile dare il proprio supporto pubblico alla manifestazione inviando una mail all’indirizzo ravenna@arcigay.it. Su Facebook è possibile aderire e avere ulteriori informazioni cercando “Sveglia Romagna” o digitando l’indirizzo: http://svegliaromagna.fridabyron.org.

Finora hanno aderito Ivano Marescotti (attore), Barbara Domenichini (operatrice Culturale), Carla Baroncelli (giornalista), Silvia Manzani (scrittrice e giornalista), Matteo Cavezzali (giornalista), Andrea Bernabini (artista visivo), Milco Cassani (segretario Fiom di Ravenna), Tania Moroni (speaker e organizzatrice eventi), Lucia Moroni (artista e mamma), Lanfranco “Moder” Vicari (rapper), Federica Vicari (organizzatrice eventi), Daniele Panebarco (fumettista), Mirella Santamato (scrittrice e poeta), Roberto Pasini (grafico), Francesco Bernabini (operatore socioculturale), Angela Longo (libraia), Anna Fietta (mosaicista), Elettra Stamboulis (insegnante e sceneggiatrice), Elena Casadei (coreografa e insegnante), Elena Vignoli (artista), Tania Pavirani (Casa delle Donne), Luca Gambi (insegnante e fotografo), Giorgio Pozzi (editore), Anna Maria Corrado (giornalista), Agata Tomsic (attrice e dramaturga ErosAntEros), Davide Sacco (music designer ErosAntEros), Gerardo Lamattina (regista), Marco Valerio Amico (coreografo), Stefania Pelloni (artista), Mirta Ghinassi (Casa delle Donne), Loretta Merenda (Casa delle Donne), Pierluigi Canestrari (pensionato), Ionne Guerrini (Casa delle Donne), Andrea Caccia (operatore sociale), Ada Assirelli (segreteria generale Nidil Cgil Ravenna), Valeria Nonni (psicoterapeuta), Massimo Manzoli (portavoce Ravenna in Comune), Francesco Tessadri (Over the Rainbow Lugo), Diego Corazza (Over the Rainbow Lugo), Claudio Pavani (vice presidente Arcigay Ravenna), Bruno Moroni (presidente Arcigay Ravenna), Casa delle Donne, Associazione Femminile Maschile Plurale, Arci Provinciale Ravenna, Amnesty International Ravenna, Circolo Arci Dock 61, Festival Vegan Ravenna, Il Lato Oscuro della Costa, Lista Ravenna in Comune, TeatrOnnivoro, Uaar Ravenna, Festival Vegan Ravenna.

Versalis, la rabbia dei lavoratori Il sindaco: «Vicini ai sindacati»

Dal Pd alla sinistra: «Intervenga la Cassa Depositi e Prestiti»

Mercoledì 20 gennaio anche i lavoratori dello stabilimento ravennate Versalis hanno scioperato (in fondo all’articolo una gallery dedicata) contro l’ipotesi di vendita della società da parte di Eni a un fondo internazionale che non offrirebbe garanzie in termini di continuità della produzione e di mantenimento dei livelli occupazionali.

In queste settimane si sono succeduti gli incontri anche degli enti locali al Ministero per sventare questa ipotesi. «Siamo solidali – scrivono infatti il sindaco Fabrizio Matteucci e l’assessore Massimo Cameliani – come Amministrazione comunale, con gli obbiettivi dello sciopero indetto dai sindacati in merito alla eventuale cessione di parte di Versalis a un fondo straniero. Lo siamo per molti motivi. Innanzitutto riteniamo fondamentale che la chimica rimanga in mano italiana, che il Governo mantenga un ruolo di regia ed eserciti in modo forte la propria partecipazione pubblica in Eni Spa». Per questo, promettono di agire «con determinazione per mantenere nel tempo il nostro distretto chimico ed energetico che a Ravenna dà lavoro, compreso l’indotto, a circa 12.000 persone. Su questo tema abbiamo ottenuto l’impegno del Governo, a partire dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti. Per quanto riguarda l’ impianto di Ravenna di Versalis chiediamo a Versalis-Eni di portare a compimento quegli importanti investimenti per adesso solo promessi e mai realizzati».

Intanto è un coro di parlamentari, tra cui Giovanni Paglia (Sinistra Italiana) e Andrea Maestri (Possibile) che chiedono l’intervento diretto della Cassa Depositi e Prestiti nell’operazione, come chiesto peraltro anche dai consiglieri regionali del Pd Gianni Bessi e Paolo Calvano, rispettavamente ravennate e ferrarese.

Nel dettaglio Andrea Maestri ha presentato un’interrogazione in Parlamento. «Per il rilancio del settore chimico e la salvezza di Versalis – scrive Maestri – è necessario un ruolo attivo di Cassa depositi e prestiti, come garante, grazie allo strumento del “partenariato pubblico privato” previsto dal “Progetto Italia”, messo a punto dal Governo per far ripartire l’economia. In questo modo si assicurerebbe ai lavoratori il completamento degli investimenti previsti nel piano industriale, primi su tutti, nel caso dello stabilimento di Ravenna, quelli relativi alla riconversione verso la chimica verde, e soprattutto si permetterebbe di non rinunciare a un settore cruciale come la chimica utilizzando il Fondo strategico italiano della Cassa depositi e prestiti». Tra l’altro Maestri ricorda: «Gli obiettivi di “Progetto Italia” sono di utilizzare il piano industriale 2016-2020 di Cassa depositi e prestiti e gli ambiziosi punti del programma da 265 miliardi di euro (163 miliardi per imprese italiane e internazionali), puntando soprattutto sul partenariato pubblico privato». E il parlamentare civatiano ravennate chiede al Governo di «fornire ogni utile elemento sulla reale situazione della società Versalis e in particolare sul rispetto degli impegni per la riqualificazione e la bonifica ambientale del territorio di Ravenna, e se non ritenga opportuno intervenire tempestivamente per mantenere la maggioranza azionaria di Versalis in Eni».

Versalis, la rabbia dei lavoratori Il sindaco: «Vicini ai sindacati»

Dal Pd alla sinistra: «Intervenga la Cassa Depositi e Prestiti»

Mercoledì 20 gennaio anche i lavoratori dello stabilimento ravennate Versalis hanno scioperato (in fondo all’articolo una gallery dedicata) contro l’ipotesi di vendita della società da parte di Eni a un fondo internazionale che non offrirebbe garanzie in termini di continuità della produzione e di mantenimento dei livelli occupazionali.

In queste settimane si sono succeduti gli incontri anche degli enti locali al Ministero per sventare questa ipotesi. «Siamo solidali – scrivono infatti il sindaco Fabrizio Matteucci e l’assessore Massimo Cameliani – come Amministrazione comunale, con gli obbiettivi dello sciopero indetto dai sindacati in merito alla eventuale cessione di parte di Versalis a un fondo straniero. Lo siamo per molti motivi. Innanzitutto riteniamo fondamentale che la chimica rimanga in mano italiana, che il Governo mantenga un ruolo di regia ed eserciti in modo forte la propria partecipazione pubblica in Eni Spa». Per questo, promettono di agire «con determinazione per mantenere nel tempo il nostro distretto chimico ed energetico che a Ravenna dà lavoro, compreso l’indotto, a circa 12.000 persone. Su questo tema abbiamo ottenuto l’impegno del Governo, a partire dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti. Per quanto riguarda l’ impianto di Ravenna di Versalis chiediamo a Versalis-Eni di portare a compimento quegli importanti investimenti per adesso solo promessi e mai realizzati».

Intanto è un coro di parlamentari, tra cui Giovanni Paglia (Sinistra Italiana) e Andrea Maestri (Possibile) che chiedono l’intervento diretto della Cassa Depositi e Prestiti nell’operazione, come chiesto peraltro anche dai consiglieri regionali del Pd Gianni Bessi e Paolo Calvano, rispettavamente ravennate e ferrarese.

Nel dettaglio Andrea Maestri ha presentato un’interrogazione in Parlamento. «Per il rilancio del settore chimico e la salvezza di Versalis – scrive Maestri – è necessario un ruolo attivo di Cassa depositi e prestiti, come garante, grazie allo strumento del “partenariato pubblico privato” previsto dal “Progetto Italia”, messo a punto dal Governo per far ripartire l’economia. In questo modo si assicurerebbe ai lavoratori il completamento degli investimenti previsti nel piano industriale, primi su tutti, nel caso dello stabilimento di Ravenna, quelli relativi alla riconversione verso la chimica verde, e soprattutto si permetterebbe di non rinunciare a un settore cruciale come la chimica utilizzando il Fondo strategico italiano della Cassa depositi e prestiti». Tra l’altro Maestri ricorda: «Gli obiettivi di “Progetto Italia” sono di utilizzare il piano industriale 2016-2020 di Cassa depositi e prestiti e gli ambiziosi punti del programma da 265 miliardi di euro (163 miliardi per imprese italiane e internazionali), puntando soprattutto sul partenariato pubblico privato». E il parlamentare civatiano ravennate chiede al Governo di «fornire ogni utile elemento sulla reale situazione della società Versalis e in particolare sul rispetto degli impegni per la riqualificazione e la bonifica ambientale del territorio di Ravenna, e se non ritenga opportuno intervenire tempestivamente per mantenere la maggioranza azionaria di Versalis in Eni».

Sarri gli dà del «frocio», Idem: «Bravo Mancini a denunciare, stop omofobia»

La senatrice ravennate entra nel dibattito dopo la lite tra allenatori

È un po’ il caso del giorno, in Italia, non solo quella sportiva. La lite tra l’allenatore del Napoli Maurizio Sarri e quello dell’Inter Roberto Mancini, che nel dopopartita di martedì sera ha dichiarato: «Sarri mi ha detto frocio e finocchio, deve vergognarsi. Gente come lui non può stare nel mondo del calcio». L’allenatore del Napoli si è subito scusato, non smentendo però alcunché.

Sul tema sono intervenuti in molti, ora anche la senatrice ravennate del Pd Josefa Idem, ex campionessa olimpica. «Complimenti all’allenatore interista Roberto Mancini – scrive Idem in una nota firmata con il senatore, collega di partito, Sergio Lo Giudice – che, al termine della partita di Coppa Italia, ha puntato il dito su un episodio di offese omofobiche, purtroppo banalmente consuete nel calcio italiano».

«È importante non lasciar perdere e rispondere – continua la nota –, invece di lasciar correre come spesso avviene. L’omofobia sui campi di calcio e negli ambienti sportivi produce un danno soprattutto in quei ragazzi gay o lesbiche che vivono come un dolore lo stigma proveniente dal campione di calcio o dal loro idolo sportivo. Questa atmosfera si riproduce poi nei settori giovanili, nelle scuole e nei campetti di città e di provincia. Abbiamo predisposto un’interrogazione parlamentare per verificare le intenzioni del Governo sul proseguimento delle strategie per il contrasto e la prevenzione di tutte le forme di discriminazione e, nello specifico, per ridurre il tasso di omofobia negli ambienti sportivi».

Sarri gli dà del «frocio», Idem: «Bravo Mancini a denunciare, stop omofobia»

La senatrice ravennate entra nel dibattito dopo la lite tra allenatori

È un po’ il caso del giorno, in Italia, non solo quella sportiva. La lite tra l’allenatore del Napoli Maurizio Sarri e quello dell’Inter Roberto Mancini, che nel dopopartita di martedì sera ha dichiarato: «Sarri mi ha detto frocio e finocchio, deve vergognarsi. Gente come lui non può stare nel mondo del calcio». L’allenatore del Napoli si è subito scusato, non smentendo però alcunché.

Sul tema sono intervenuti in molti, ora anche la senatrice ravennate del Pd Josefa Idem, ex campionessa olimpica. «Complimenti all’allenatore interista Roberto Mancini – scrive Idem in una nota firmata con il senatore, collega di partito, Sergio Lo Giudice – che, al termine della partita di Coppa Italia, ha puntato il dito su un episodio di offese omofobiche, purtroppo banalmente consuete nel calcio italiano».

«È importante non lasciar perdere e rispondere – continua la nota –, invece di lasciar correre come spesso avviene. L’omofobia sui campi di calcio e negli ambienti sportivi produce un danno soprattutto in quei ragazzi gay o lesbiche che vivono come un dolore lo stigma proveniente dal campione di calcio o dal loro idolo sportivo. Questa atmosfera si riproduce poi nei settori giovanili, nelle scuole e nei campetti di città e di provincia. Abbiamo predisposto un’interrogazione parlamentare per verificare le intenzioni del Governo sul proseguimento delle strategie per il contrasto e la prevenzione di tutte le forme di discriminazione e, nello specifico, per ridurre il tasso di omofobia negli ambienti sportivi».

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È un po’ il caso del giorno, in Italia, non solo quella sportiva. La lite tra l’allenatore del Napoli Maurizio Sarri e quello dell’Inter Roberto Mancini, che nel dopopartita di martedì sera ha dichiarato: «Sarri mi ha detto frocio e finocchio, deve vergognarsi. Gente come lui non può stare nel mondo del calcio». L’allenatore del Napoli si è subito scusato, non smentendo però alcunché.

Sul tema sono intervenuti in molti, ora anche la senatrice ravennate del Pd Josefa Idem, ex campionessa olimpica. «Complimenti all’allenatore interista Roberto Mancini – scrive Idem in una nota firmata con il senatore, collega di partito, Sergio Lo Giudice – che, al termine della partita di Coppa Italia, ha puntato il dito su un episodio di offese omofobiche, purtroppo banalmente consuete nel calcio italiano».

«È importante non lasciar perdere e rispondere – continua la nota –, invece di lasciar correre come spesso avviene. L’omofobia sui campi di calcio e negli ambienti sportivi produce un danno soprattutto in quei ragazzi gay o lesbiche che vivono come un dolore lo stigma proveniente dal campione di calcio o dal loro idolo sportivo. Questa atmosfera si riproduce poi nei settori giovanili, nelle scuole e nei campetti di città e di provincia. Abbiamo predisposto un’interrogazione parlamentare per verificare le intenzioni del Governo sul proseguimento delle strategie per il contrasto e la prevenzione di tutte le forme di discriminazione e, nello specifico, per ridurre il tasso di omofobia negli ambienti sportivi».

Sequestrato a Marinara uno yacht svizzero di 30 metri che vale un milione

Il proprietario è un immobiliarista: evasa Iva per oltre 200mila euro

La Guardia di Finanza di Ravenna ha sequestrato a Marinara uno yacht del valore di oltre un milione di euro nei confronti di un imprenditore elvetico del settore immobiliare. La lussuosa imbarcazione, uno yacht di quasi 30 metri, battente bandiera svizzera, tra i più grandi natanti ormeggiati nel molo turistico di Marina di Ravenna, non è passata inosservata.

I preliminari accertamenti (rilievi fotografici, appostamenti e sopralluoghi presso il porto di Marinara) condotti dai finanzieri della Sezione Operativa Navale di Marina di Ravenna sono stati approfonditi dai finanzieri del Gruppo di Ravenna che si occupano dei controlli fiscali in terraferma (con particolare attenzione agli aspetti di diritto doganale).

L’analisi dei documenti si è focalizzata sul regolare adempimento degli obblighi comunitari a cui sono soggette le merci ed i beni extra Ue. La normativa comunitaria prevede infatti che un’imbarcazione battente bandiera extraUe, entro 18 mesi di permanenza nelle acque comunitarie, debba lasciare il territorio oppure, dopo un anno e mezzo, avviare l’iter per pagare le dovute imposte.

Dopo aver individuato la proprietà dell’imbarcazione, le Fiamme Gialle hanno scoperto che l’immobiliarista svizzero aveva ormeggiato stabilmente il suo yacht a Ravenna per trascorrervi brevi periodi di vacanza durante l’anno, senza mai uscire dal territorio italiano. In un primo tempo l’imprenditore svizzero ha provato a giustificare la sua posizione fornendo le prove del pagamento dei tributi in altro paese comunitario, ma l’approfondimento della documentazione esibita vanificava gli sforzi dell’immobiliarista.

Appurato il mancato pagamento delle imposte dovute (oltre 200mila euro di Iva evasa), il magnate svizzero è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna e lo yacht messo sotto sequestro, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per la successiva confisca, come previsto dalla normativa doganale.

Il provvedimento cautelare sulla barca è stato prima convalidato dal Gip e poi, a seguito dell’istanza di riesame presentata dall’armatore elvetico, confermato dal Tribunale del riesame di Ravenna che ha condiviso la posizione e l’impostazione giuridica della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna.

Alla corsa arrivano tra gli ultimi per aiutare un compagno: premiati

Consegnati i riconoscimenti a tre giovani sportivi per il loro fair play

Il Panathlon Club di Ravenna, in collaborazione con l’assessorato allo Sport del Comune di Ravenna e il Coni Point, ha consegnato in municipio i Premi Fair Play al “gesto” per l’anno 2015.

Tre i giovani studenti sportivi premiati per aver interpretato la regola n°6 e n° 8 della carta “Le regole del Fair Play”. Si tratta di Stefano Cedrini, atleta del Circolo Ravennate della spada, spadista di appena 13 anni che al campionato Under 14, nella prova a squadre, si è fatto togliere un punto denunciando di aver toccato terra e non l’avversario.

Manuel Tafuro, allievo dell’Istituto Olivetti, e Daniel Gaito, allievo del Liceo Classico di Ravenna, in occasione della fase comunale dei Giochi Sportivi Studenteschi di campestre svoltasi a Ponte Nuovo il 25 novembre scorso, hanno invece rinunciato alla gara per prestare soccorso a un compagno in difficoltà. Erano entrambi a metà posizione, ma con il loro gesto sono arrivati tra gli ultimi.

«Questi giovani – si legge in una nota del Panathlon –, sono un esempio importante per i propri coetanei, hanno interpretato appieno il concetto del Fair Play che non è da considerarsi una regola scritta, ma dettata da un codice d’onore presente in tutti gli sport. Fair Play significa molto di più che il semplice rispetto delle regole, ci sono concetti di amicizia, di rispetto degli altri e di spirito sportivo. Il Fair Play è un modo di pensare, non solo un modo di comportarsi». 

Alla corsa arrivano tra gli ultimi per aiutare un compagno: premiati

Consegnati i riconoscimenti a tre giovani sportivi per il loro fair play

Il Panathlon Club di Ravenna, in collaborazione con l’assessorato allo Sport del Comune di Ravenna e il Coni Point, ha consegnato in municipio i Premi Fair Play al “gesto” per l’anno 2015.

Tre i giovani studenti sportivi premiati per aver interpretato la regola n°6 e n° 8 della carta “Le regole del Fair Play”. Si tratta di Stefano Cedrini, atleta del Circolo Ravennate della spada, spadista di appena 13 anni che al campionato Under 14, nella prova a squadre, si è fatto togliere un punto denunciando di aver toccato terra e non l’avversario.

Manuel Tafuro, allievo dell’Istituto Olivetti, e Daniel Gaito, allievo del Liceo Classico di Ravenna, in occasione della fase comunale dei Giochi Sportivi Studenteschi di campestre svoltasi a Ponte Nuovo il 25 novembre scorso, hanno invece rinunciato alla gara per prestare soccorso a un compagno in difficoltà. Erano entrambi a metà posizione, ma con il loro gesto sono arrivati tra gli ultimi.

«Questi giovani – si legge in una nota del Panathlon –, sono un esempio importante per i propri coetanei, hanno interpretato appieno il concetto del Fair Play che non è da considerarsi una regola scritta, ma dettata da un codice d’onore presente in tutti gli sport. Fair Play significa molto di più che il semplice rispetto delle regole, ci sono concetti di amicizia, di rispetto degli altri e di spirito sportivo. Il Fair Play è un modo di pensare, non solo un modo di comportarsi». 

Antonia Arslan e la tragica memoria del popolo armeno

Incontro con l’autrice della Masseria delle allodole, giovedì 21 gennaio alle 18.30 a Palazzo Rasponi.

Antonia ArslanConosciuta per il romanzo La masseria delle allodole, portato anche sul grande schermo dai fratelli Taviani, la scrittrice Antonia Arslan arriva a Ravenna per raccontare la storia e la cultura del popolo Armeno, segnato da un tragico sterminio nei primi del Novecento.  L’autrice e saggista di origine armena, docente di storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova, sarà ospite della rassegna di incontri letterari “Il tempo ritrovato”,  giovedì 21 gennaio alle 18.30 a Palazzo Rasponi, dove parlerà delle Rimozione di un genocidio, la memoria lunga del popolo armeno, dialogando con il direttore artistico della rassegna e giornalista Matteo Cavezzali.

L’epurazione etnica degli armeni, avvenuto tra il 1915 e il 1922, rispondeva alla volontà degli uomini al potere nell’impero Ottomano di risolvere in modo definitivo la questione armena. Fu il primo genocidio del Secolo Breve, ma ancora oggi l’opera per insabbiamento della sua memoria rende rari i momenti di discussione pubblica su questa prima espressione della banalità del male. Conoscere come si svolsero quegli avvenimenti è fondamentale per la comprensione e la ricostruzione dell’odio razziale, religioso e politico che contraddistinse il Novecento e che ancora permea la nostra epoca.

Tangenti in Anas in Toscana, nell’inchiesta si apre un filone ravennate

Agli arresti domiciliari il titolare dell’Intergeos di Alfonsine
e indagini anche su un’altra ditta della nostra provincia

Si apre un filone ravennate nell’inchiesta sulle presunte tangenti sugli appalti Anas in Toscana emersa l’anno scorso e denominata “Strade dell’oro”. Lo rivela in un’agenzia l’Ansa.

Si tratta di quelle che venne definito come un collaudato sistema di corruzione che, secondo il procuratore capo Giuseppe Creazzo, si basava su mazzette del 5 per cento sull’importo dei lavori di decine di appalti della rete stradale toscana dell’Anas.

Agli arresti domiciliari è finito un imprenditore, titolare della ditta Intergeos di Alfonsine, specializzata in opere stradali e d’ingegneria ambientale. L’imprenditore era fra gli indagati della prima fase ed era stato già perquisito. Nella stessa giornata di ieri (martedì 19 gennaio) inoltre Roberto Troccoli, ex capo del servizio amministrativo di Anas Toscana, già agli arresti domiciliari dal settembre scorso, è stato raggiunto da una seconda misura di custodia cautelare, sempre agli arresti domiciliari, emessa dal gip. L’accusa per entrambi è di corruzione.

Secondo quanto emerge, sono state denunciate, sempre in queste ore, altre cinque persone, che si aggiungono ai 24 indagati della fase iniziale. Uno dei nuovi indagati è il titolare di un’altra ditta del Ravennate che secondo la procura di Firenze avrebbe rapporti con la stessa Intergeos in lavori per l’Anas: anche lui è accusato di corruzione. Indagate per favoreggiamento, invece, altre quattro persone, nuove nelle indagini, tutti dipendenti e collaboratori di Intergeos e dell’altra azienda ravennate. Perquisizioni sono state condotte dagli investigatori dall’alba fino a tarda mattinata di martedì e sono state eseguite presso abitazioni e aziende di indagati. È stata sequestrata documentazione cartacea e informatica, in particolare relativa ai rapporti tra indagati, ditte e Anas Toscana.

Con questo sviluppo, l’inchiesta, coordinata dalla Dda di Firenze e condotta da Polstrada e sezione di pg della procura, apre così un cosiddetto ‘filone ravennate’ che confermerebbe – secondo l’accusa – l’attività illecita degli ex vertici di Anas Toscana, i quali, grazie a ruolo e funzione ricoperta, avrebbero assicurato ad alcune imprese l’aggiudicazione certa di lavori. Anche gli appalti su cui si indaga in questo sviluppo, sono relativi ad opere e cantieri stradali in Toscana.

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