lunedì
11 Maggio 2026

Filmati di guerra scaricati da internet Operaio indagato dall’antiterrorismo

Perquisita l’abitazione. L’uomo si è difeso dicendo che si tratta solo di curiosità, nessuna condivisione ideologica 

L’abitazione di un operaio faentino, un marocchino con cittadinana italiana, è stata perquisita nei giorni scorsi dall’antiterrorismo dopo che, secondo quanto riporta il sito dell’Ansa, l’uomo aveva scaricato da internet materiale giudicato dagli inquirenti sospetto: filmati realizzati in zone di guerra, presumibilmente Siria. Indagato per terrorismo, è stato interrogato dai Pm antiterrorismo di Bologna. Assistito da un legale ha spiegato di aver scaricato le immagini per curiosità, negando ogni forma di condivisione ideologica col terrorismo.

Elezioni, ripartono le trattative Pd-Pri L’Edera: «Bisogna cambiare passo» 

Nella sede dei repubblicani in programma un vertice tra i partiti
per allungare fino al 2016 la coalizione che a Ravenna dura dal 1997 

Riprendono a Ravenna le trattative Pd-Pri nel tentativo di prolungare fino alle prossime elezioni comunali del 2016 un’alleanza nata nel 1997 e a rischio rottura, almeno sulla carta, quando i democratici avevano scelto Enrico Liverani e i repubblicani non l’avevano presa bene. Dopo la morte dell’assessore 39enne e l’ormai certa nomina di Michele de Pascale, segretario provinciale Pd, al ruolo di aspirante successore di Fabrizio Matteucci, l’Edera riapre le porte.

Una delegazione piddina incontrerà una delegazione Pri nella sede del partito repubblicano alle 17 del 7 dicembre «per riprendere il confronto che si era interrotto». La delegazione del Pri, fanno sapere dallo stesso partito che oggi esprime il vicesindaco Giannantonio Mingozzi e in consiglio comunale ha due rappresentanti, sará composta dal segretario Eugenio Fusignani e dai membri della segreteria comunale Stefano Ravaglia e Claudio Suprani: «Al centro di questo primo incontro ci saranno sia le questioni programmatiche sia i temi legati alla natura della coalizione. Sarà dalle convergenze su programmi e coalizione che si potrà riconfermare o meno un patto per la città. Noi riteniamo, infatti, che sia giunto il momento di cambiare passo nell’azione amministrativa, riportando i cittadini al centro del progetto di governo. Per questo occorre al più presto voltare pagina e riprendere un’agenda che metta sul piatto proposte nuove e concrete per la città, partendo da un patto di mandato che veda Pri e Pd come garanti di un’amministrazione che riporti Ravenna al ruolo che le compete nel panorama romagnolo e e regionale».

La biglietteria del mausoleo va a ruba Furti e tentativi: sei spaccate in due mesi

La segnalazione da Forza Italia: «Altri colpi durante l’anno, per le commesse è un incubo. Comune e soprintendenza facciano qualcosa»

Solo negli ultimi due mesi le spaccate sono state sei: furti compiuti o solo tentati che hanno lasciato danni alle strutture e paura nel personale della biglietteria del mausoleo di Teodorico a Ravenna. L’allarme arriva da Mauro Bertolino, consigliere territoriale di Forza Italia, che ricorda come le incursioni di malviventi siano una costante per tutto l’anno.

«La situazione è ormai insostenibile per la sicurezza del personale e del circondario. Le commesse che prestano servizio all’interno della biglietteria sono logorate dall’incubo di trovare il locale sottosopra, di sorprendere un ladro o addirittura di essere aggredite durante il loro turno. Rivolgiamo l’appello all’amministrazione comunale che di concerto con la soprintendenza adottino sistemi di deterrenza che ormai non possono più attendere; inferriate, telecamere, allarme o porte più sicure sono ormai necessarie ed in tempi rapidi».

Profughi, presenze in aumento In provincia da 500 a 570 in tre mesi

Il flusso in entrata dei richiedenti asilo è diminuito ma resta superiore a chi lascia i piani di assistenza. Accolta una domanda su due

Rallenta il flusso di profughi in arrivo in provincia di Ravenna nell’ambito dello smistamento sul territorio nazionale coordinato dal ministero degli Interni secondo quanto previsto dall’operazione Mare Nostrum per i richiedenti asilo sbarcati nel sud Italia. Procede alla media di circa cinque a settimana (meno della metà rispetto all’apice dei mesi scorsi). Ma un numero pur sempre superiore a quello di chi esce dal programma di assistenza con un permesso di soggiorno ottenuto dopo il riconoscimento dello status di rifugiato dall’apposita commissione. E vanno quindi aumentando le presenze in provincia: allo stato attuale sono circa 570, tre mesi fa erano circa 500. La panoramica sull’emergenza profughi nel Ravennate viene dagli uffici della prefettura che gestisce le procedure.

BANDI E CONVENZIONI Per il reperimento dei posti la prefettura procede con bandi pubblici oppure, ed è la soluzione che si tende a prediligere, siglando convenzioni con i singoli Comuni del territorio lasciando che siano poi questi a fare i bandi potendo circoscrivere meglio l’individuazione delle strutture. Ad oggi esistono convenzioni con l’Unione della Bassa Romagna, con l’Unione della Romagna faentina, con Cervia, con Russi. Le prime due sono novità recenti. Russi ha ampliato la disponibilità. All’appello manca il comune capoluogo: frequenti i contatti tra il prefetto Francesco Russo e il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci ma finora non si è mai arrivati a una fumata bianca. Da fine settembre per il coordinamento dei flussi esiste un tavolo permanente in prefettura dove siedono tutti gli enti coinvolti.

I 35 EURO AL GIORNO Per la partecipazione ai bandi il privato deve garantire un servizio di accoglienza che prevede alcuni requisiti fondamentali: gestione amministrativa, assistenza generica, pulizia e igiene ambientale, distribuzione di tre pasti al giorno nel rispetto delle regole alimentari dettate dalle diverse scelte religiose, fornitura di beni di generi di prima necessità, erogazione pocket money da 2,50 euro a testa al giorno e una tessera telefonica da 15 euro all’ingresso in struttura, servizi di integrazione con orientamento e formazione. Per coprire interamente questi servizi il ministero mette a disposizione un massimo di 35 euro giornalieri per ogni profugo da corrispondere al privato che accoglie: offerte al ribasso da parte del privato costituiscono un meccanismo premiante in graduatoria. Attualmente sono circa una ventina le dislocazioni dei profughi: dopo l’ultimo avviso esplorativo fatto dalla prefettura è entrata nella rete anche l’opera di Santa Teresa accogliendo 35 persone nei locali in centro a Ravenna.

UNO SU DUE CE LA FA I richiedenti asilo restano nella struttura fino a quando la loro domanda non viene esaminata dalla commissione competente. Se viene accolta (e questo accade nel 55 percento dei casi in media), il profugo ottiene un permesso di soggiorno e lascia la struttura. Se la domanda viene respinta parte il ricorso alla corte d’appello di Bologna con tempi che arrivano anche a 9-10 mesi. Per i casi in cui la pratica si risolve con esito positivo attualmente, grazie allo snellimento permesso da marzo con l’avvio di una commissione a Forlì competente per la Romagna, passano circa sei mesi tra l’arrivo sul territorio nazionale e l’uscita con uno status di rifugiato.

I PAKISTANI IN VIALE BERLINGUER I profughi in arrivo a Ravenna nei percorsi di Mare Nostrum rappresentano il 10 percento del totale assegnati all’Emilia Romagna e fanno parte di flussi registrati dal ministero. Non è questo il caso dei pakistani che da settimane occupano i portici di viale Berlinguer sul lato opposto della questura. Non sono arrivati via mare, non sono sbarcati in Sicilia: arrivano dal nord dall’Austria o dalla Germania. Possono presentare domanda di asilo e tutti l’hanno fatto. Ma per loro i tempi per ottenere un posto nella rete di aiuto del ministero sono più lunghi. Si tratta di persone che in molti casi hanno già presentato domande in altri Stati europei dove sono stati identificati: la normativa prevede quindi che la commissione sia chiamata a esprimersi su di loro solo con il nulla osta dalla cosiddetta unità Dublino del ministero. Possono passare anche dieci-dodici mesi. E non è detto che il nulla osta arrivi: in tal caso la domanda è respinta a tavolino. Per loro, in attesa, l’unica possibilità di assistenza è fornita dai cosiddetti servizi di bassa soglia.

PROFUGO O RIFUGIATO? GLOSSARIO Profugo: non è un termine giuridico, non indica uno status predefinito ma viene usato per descrivere persone in fuga da una situazione di pericolo. Richiedente asilo o protezione: è la persona che, fuori dal proprio Paese d’origine, presenta in un altro Stato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale o dello status di rifugiato. Rifugiato: è titolare di protezione internazionale perché non può tornare in patria in quanto si teme a ragione che possa essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche o che comunque rischi di subire un danno grave. Per estensione si intende anche chi gode di protezione sussidiaria o umanitaria. Clandestino: termine usato per descrivere un immigrato “irregolare” ossia chi è sprovvisto di un regolare permesso di soggiorno o provvisto di un documento di soggiorno scaduto.

Truffa, rapina e estorsione a una 80enne Due giostrai erano l’incubo dell’anziana

La donna ha raccontato tutto alla figlia che li ha fatti arrestare Tutto è cominciato con un aiuto offerto dopo un incidente in auto

Erano stati disponibili e gentili, offrendosi di riaccompagnarla a casa e ripararle l’auto dopo quel piccolo urto contro un ostacolo fisso e invece quei due 50enni stavano solo truffando una 80enne che si era fidata e che poi è stata pure vittima di una rapina e una estorsione. I due, giostrai residenti nel Ravenna con precedenti specifici, sono stati arrestati dalle forze dell’ordine a cui si è rivolta la figlia dell’anziana residente a Mezzano.

A fine ottobre l’inizio dell’incubo. La donna ha un piccolo incidente in auto: urta un ostacolo fisso senza conseguenze fisiche. Due uomini con gentilezza si offrono di aiutarla: la convincono ad accompagnarla a casa per poi predere la vettura della donna e ripararla. L’indomani le chiedono mille euro per la riparazione e tornano il giorno successivo per incassare il pagamento. Poi a novembre uno dei due torna a farle visita e la rapina dei gioielli addosso promettendo di restituirli. Però poi per la restituzione pretende denaro. Nel frattempo la figlia aveva allertato le forze dell’ordine dopo che l’anziana le aveva raccontato tutto. E così ai malviventi viene tesa la trappola: il 4 dicembre appena presi i soldi dell’estorsione sono stati arrestati.

«Un presepe in municipio e uno in piazza per la difesa di cultura e tradizioni cristiane»

L’idea è di Ancarani (Forza Italia): tutto a spese dei consiglieri che forniranno le statuine. Inaugurazione da fare con i rappresentanti di tutte le religioni

Un presepe da allestire in municipio e un altro in una piazza della città con statuine e addobbi forniti dai consiglieri comunali a proprie spese: è la proposta di Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia, «per la difesa della nostra cultura e delle nostre tradizioni cristiane». Il berlusconiano presenterà un ordine del giorno che impegna sindaco e giunta a invitare i rappresentanti delle altre fedi religiose all’inaugurazione «per una condivisione di questo simbolo cultural-religioso e per celebrare insieme i valori della tolleranza e della pace».

L’idea di Ancarani parte dagli attentati di Parigi del 13 novembre scorso, passa per la cancellazione di alcune iniziative a sfondo religioso in alcune scuole italiane e arriva al concetto di integrazione «attraverso l’affermazione e il rispetto delle proprie tradizioni e non con ipocrite rinunce, inutili e dannose». E poi, continua il consigliere comunale, «la nostra cultura occidentale è fondata sui valori dell’Umanesimo e della tradizione cristiana e che il presepe rappresenta oltre che elemento di cultura e tradizione, uno straordinario messaggio di pace, serenità, civile convivenza tra i popoli e proiezione nel futuro in particolar modo per le giovani generazioni».

«Un presepe in municipio e uno in piazza per la difesa di cultura e tradizioni cristiane»

L’idea è di Ancarani (Forza Italia): tutto a spese dei consiglieri che forniranno le statuine. Inaugurazione da fare con i rappresentanti di tutte le religioni

Un presepe da allestire in municipio e un altro in una piazza della città con statuine e addobbi forniti dai consiglieri comunali a proprie spese: è la proposta di Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia, «per la difesa della nostra cultura e delle nostre tradizioni cristiane». Il berlusconiano presenterà un ordine del giorno che impegna sindaco e giunta a invitare i rappresentanti delle altre fedi religiose all’inaugurazione «per una condivisione di questo simbolo cultural-religioso e per celebrare insieme i valori della tolleranza e della pace».

L’idea di Ancarani parte dagli attentati di Parigi del 13 novembre scorso, passa per la cancellazione di alcune iniziative a sfondo religioso in alcune scuole italiane e arriva al concetto di integrazione «attraverso l’affermazione e il rispetto delle proprie tradizioni e non con ipocrite rinunce, inutili e dannose». E poi, continua il consigliere comunale, «la nostra cultura occidentale è fondata sui valori dell’Umanesimo e della tradizione cristiana e che il presepe rappresenta oltre che elemento di cultura e tradizione, uno straordinario messaggio di pace, serenità, civile convivenza tra i popoli e proiezione nel futuro in particolar modo per le giovani generazioni».

Non c’è pace per il Grande Ferro di Burri M5s: «Riverniciato con colore sbagliato»

Interrogazione al sindaco all’indomani dell’incontro in cui annuncia
un programma di valorizzazione nel 2016. Anche Ancisi (Lpr) critica

Dopo anni di richieste sono arrivate da poco una riverniciatura e una nuova illuminazione per il Grande Ferro R, l’opera commissionata all’artista Alberto Burri da Raul Gardini e installata nel 1990 nel piazzale del Pala De Andrè di Ravenna di proprietà del Comune, ma è già polemica: il Movimento 5 Stelle teme che ci sia stato un errore nella scelta della tinta e chiede al sindaco come è stata fatta la campionatura e come intenda ripristinare l’opera qualora dovesse emergere un effettiva modifica rispetto alla colorazione originale voluta da Burri.

I lavori di manutenzione sono stati a carico della società Metro che ha il palazzetto in concessione gratuita dal Comune fino al 2021. Alla società è andato il ringraziamento del primo cittadino Fabrizio Matteucci ieri sera, 4 dicembre, in occasione di un un incontro pubblico dedicato a Burri e alle sue opere nell’anno del centenario della sua nascita, organizzato dall’Accademia di belle Arti.

All’indomani arriva la stoccata di Francesca Santarella, consigliere comunale dell’M5s: «Balza subito all’occhio il nuovo arancio salmonato chiaro con cui è stato ridipinto il Ferro. Niente del colore originale a memoria dei vecchi smalti antiruggine pensato dal Maestro al momento della sua realizzazione. Inutile aggiungere che l’esatta cromia di un’opera d’arte è parte imprescindibile della stessa, e che qualsiasi variazione diventa una grave ed ingiustificata manomissione del suo valore. Surreale pensare che sia stato impossibile da parte del Comune di Ravenna, proprietario e custode dell’opera, una campionatura ed una riproduzione esatta del colore originale. Abbiamo depositato una interrogazione in cui venga spiegato il senso dell’operazione e in base a quali criteri sia stata decisa una simile cialtronata. Davvero una bella festa, quella preparata per il centenario nella nascita di Burri».

Ma le polemiche non si fermano qui. Contro il sindaco e l’amministrazione comunale punta il dito anche Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna, a proposito del programma di valorizzazione della scultura monumentale messo a punto da Palazzo Merlato. «Secondo Matteucci – dice Ancisi – è stato pensato da tempo, come se il suo assessore allo Sport in consiglio comunale non avesse affermato che l’opera non era poi così degradata e che comunque non c’erano risorse per la cultura rispondendo a una nostra interrogazione. Un minimo di onestà intellettuale avrebbe dovuto consigliare al sindaco di esprimere due parole di considerazione verso l’amministratore comunale che, inizialmente ascoltato con sufficienza, aveva richiamato il dovere che la città di Ravenna si ricordasse degnamente del prezioso lascito artistico».

Per il Grande Ferro R sembra non esserci pace. Ne ha vissute parecchie. Ad esempio nel giorno del centenario della nascita dell’artista, l’opera è stata inserita all’interno di un capannone fieristico per l’Omc scatenando il dispiacere del liceo artistico Nervi-Severini. In occasione della Festa dell’Unità finisce per ospitare la sosta delle auto in vendita in esposizione.

Il 2016 di valorizzazione dell’opera sarà fatto con una mostra di progetti, disegni, bozzetti, plastici e fotografie, per lo più inedite, scattate dal Aurelio Amendola, fotografo ufficiale di Burri dal 1976 fino alla morte dell’artista, avvenuta a Nizza il 13 febbraio del 1995. Il programma sarà poi completato con una serie di rappresentazioni teatrali ed eventi musicali. «Mi piace pensare che a Gardini questo progetto di valorizzazione di un’opera che lui stesso aveva fortemente voluto sarebbe piaciuto» ha detto il sindaco

durante il suo intervento all’incontro su Burri. Matteucci ha annunciato anche che il piazzale davanti alla scultura di Burri, a fianco del palasport che l’ha visto protagonista di tante imprese sportive, sarà dedicato a Sergio Guerra, l’allenatore degli undici scudetti con la Teodora recentemente scomparso: «È un luogo che non è vincolato alla regola della toponomastica che prevede che si possa intitolare una strada o una piazza ad una persona solo dieci anni dopo la sua morte. Una regola che io ho deciso di rispettare con un’unica deroga per papa Giovanni Paolo II».

Non c’è pace per il Grande Ferro di Burri M5s: «Riverniciato con colore sbagliato»

Interrogazione al sindaco all’indomani dell’incontro in cui annuncia un programma di valorizzazione nel 2016. Anche Ancisi (Lpr) critica

Dopo anni di richieste sono arrivate da poco una riverniciatura e una nuova illuminazione per il Grande Ferro R, l’opera commissionata all’artista Alberto Burri da Raul Gardini e installata nel 1990 nel piazzale del Pala De Andrè di Ravenna di proprietà del Comune, ma è già polemica: il Movimento 5 Stelle teme che ci sia stato un errore nella scelta della tinta e chiede al sindaco come è stata fatta la campionatura e come intenda ripristinare l’opera qualora dovesse emergere un effettiva modifica rispetto alla colorazione originale voluta da Burri.

I lavori di manutenzione sono stati a carico della società Metro che ha il palazzetto in concessione gratuita dal Comune fino al 2021. Alla società è andato il ringraziamento del primo cittadino Fabrizio Matteucci ieri sera, 4 dicembre, in occasione di un un incontro pubblico dedicato a Burri e alle sue opere nell’anno del centenario della sua nascita, organizzato dall’Accademia di belle Arti.

All’indomani arriva la stoccata di Francesca Santarella, consigliere comunale dell’M5s: «Balza subito all’occhio il nuovo arancio salmonato chiaro con cui è stato ridipinto il Ferro. Niente del colore originale a memoria dei vecchi smalti antiruggine pensato dal Maestro al momento della sua realizzazione. Inutile aggiungere che l’esatta cromia di un’opera d’arte è parte imprescindibile della stessa, e che qualsiasi variazione diventa una grave ed ingiustificata manomissione del suo valore. Surreale pensare che sia stato impossibile da parte del Comune di Ravenna, proprietario e custode dell’opera, una campionatura ed una riproduzione esatta del colore originale. Abbiamo depositato una interrogazione in cui venga spiegato il senso dell’operazione e in base a quali criteri sia stata decisa una simile cialtronata. Davvero una bella festa, quella preparata per il centenario nella nascita di Burri».

Ma le polemiche non si fermano qui. Contro il sindaco e l’amministrazione comunale punta il dito anche Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna, a proposito del programma di valorizzazione della scultura monumentale messo a punto da Palazzo Merlato. «Secondo Matteucci – dice Ancisi – è stato pensato da tempo, come se il suo assessore allo Sport in consiglio comunale non avesse affermato che l’opera non era poi così degradata e che comunque non c’erano risorse per la cultura rispondendo a una nostra interrogazione. Un minimo di onestà intellettuale avrebbe dovuto consigliare al sindaco di esprimere due parole di considerazione verso l’amministratore comunale che, inizialmente ascoltato con sufficienza, aveva richiamato il dovere che la città di Ravenna si ricordasse degnamente del prezioso lascito artistico».

Per il Grande Ferro R sembra non esserci pace. Ne ha vissute parecchie. Ad esempio nel giorno del centenario della nascita dell’artista, l’opera è stata inserita all’interno di un capannone fieristico per l’Omc scatenando il dispiacere del liceo artistico Nervi-Severini. In occasione della Festa dell’Unità finisce per ospitare la sosta delle auto in vendita in esposizione.

Il 2016 di valorizzazione dell’opera sarà fatto con una mostra di progetti, disegni, bozzetti, plastici e fotografie, per lo più inedite, scattate dal Aurelio Amendola, fotografo ufficiale di Burri dal 1976 fino alla morte dell’artista, avvenuta a Nizza il 13 febbraio del 1995. Il programma sarà poi completato con una serie di rappresentazioni teatrali ed eventi musicali. «Mi piace pensare che a Gardini questo progetto di valorizzazione di un’opera che lui stesso aveva fortemente voluto sarebbe piaciuto» ha detto il sindaco

durante il suo intervento all’incontro su Burri. Matteucci ha annunciato anche che il piazzale davanti alla scultura di Burri, a fianco del palasport che l’ha visto protagonista di tante imprese sportive, sarà dedicato a Sergio Guerra, l’allenatore degli undici scudetti con la Teodora recentemente scomparso: «È un luogo che non è vincolato alla regola della toponomastica che prevede che si possa intitolare una strada o una piazza ad una persona solo dieci anni dopo la sua morte. Una regola che io ho deciso di rispettare con un’unica deroga per papa Giovanni Paolo II».

Fratelli d’Italia sposa la Pigna di Bucci «Contro la cappa del Pd che ci soffoca»

Nella lista civica anche l’ex renziano Roccafiorita: «Renzismo fallito»
Critiche a De Pascale: «Un politico di professione senza curriculum»

L’appello lanciato un mese fa dalla lista civica La Pigna per l’unità del centrodestra a Ravenna raccoglie la prima adesione: Fratelli d’Italia sposa il progetto nato da Maurizio Bucci, consigliere comunale del gruppo misto dopo l’addio a Forza Italia, «per una rinascita culturale, economica e sociale della nostra città» da concretizzare vincendo le prossime elezioni comunali e liberando Ravenna dalla cappa del Partito democratico. «Vogliamo raccogliere le forze della società civile e vogliamo vivere il sogno di vincere».

L’ex forzista dà il benvenuto a Luciano Fosci, portavoce provinciale del partito di Giorgia Meloni, in una conferenza stampa aperta al pubblico in cui siede accanto all’avvocato Giuseppe Roccafiorita, ex Pd e promotore dei movimenti per Renzi all’inizio dell’ascesa politica dell’ex sindaco di Firenze. Vuole essere la plastica rappresentazione dell’apertura del progetto a chiunque sia animato da spirito di rinnovamento, senza misurare le provenienze passate. Ecco perché le porte restano aperte a chiunque, compresa Forza Italia da cui è uscito Bucci: «La sua mancata adesione alla nostra lista non è avvenuta per colpa nostra». Mauro Bertolino, esponente di Forza Italia presente tra il pubblico della conferenza stampa, è intervenuto dicendo che «anche nel nostro movimento c’è una forte voglia di cambiamento, che potrebbe in futuro sposarsi molto bene con il progetto della Pigna». E c’è disponibilità pure nei confronti della Lega Nord, anche se quell’alleanza in divenire tra Lega Nord e Lista per Ravenna lascia perplessi: «È un accordo tra il deputato Gianluca Pini e il consigliere comunale Alvaro Ancisi, la maggioranza dei leghisti non capisce questa strana alleanza con un movimento che fa una statica opposizione da quasi cinquant’anni. Noi siamo il nuovo», commenta Bucci. Che accoglie a braccia aperte le nuove energie: «Roccafiorita ha condiviso lo spirito di rinnovamento che Renzi ha portato all’interno del suo partito, vanificato poi nel nostro territorio dal Pd locale. Con Fosci ci avvicina il fatto che abbiamo un percorso politico comune. Lo spirito che ci unisce è condividere un reale progetto di rinnovamento, l’onestà e la voglia di mandare a casa un regime di governo della città basato solo sull’autoreferenzialità e sulla concertazione che non hanno prodotto sviluppo, ma solo spartizione, speculazione, devastazione del territorio e spreco di ingenti risorse pubbliche».

A un particolare tutti e tre tengono molto: «Nessuno di noi fa attività politica di professione e la nostra comune provenienza è di carattere civico». Bucci è un imprenditore del turismo, Roccafiorita è un avvocato, Fosci è in pensione dopo quindici anni da operaio in agricoltura. «E invece non esiste un curriculum di quello che con ogni probabilità sarà il candidato del Pd, De Pascale, mentre noi il nostro ce lo siamo costruito negli anni con il lavoro e il sudore».

Il concetto ribadito più e più volte e quello della volontà di cambiamento, mettendosi dalla parte dei cittadino. «Ma per davvero, non solo come operazione di facciata – dice Roccafiorita –. Il mio ex partito sta andando verso la stagnazione, in direzione contraria a ogni movimento di evoluzione. Il governo della città deve dare una risposta ai bisogni dei cittadini, smettendo di rispondere solo agli interessi di alcune lobby di potere. Far rinascere Ravenna si tratta di un impegno gravoso che la squadra che si sta formando attorno a questa lista civica vuole prendersi». Che ci fa un ex piddino renziano nella Pigna? «Il renzismo è fallito, soprattutto a Ravenna. E per uno come me ossessionato dalla volontà di cambiamento era inevitabile sedersi a questo tavolo». Per Fosci «la nostra città è come una Ferrari parcheggiata nel garage»: tante potenzialità che restano inespresse perché la logica è sempre stata quella di andare «verso amici degli amici».

Inevitabile un commento sulle ultime manovre in casa democratica. De Pascale verso la candidatura a sindaco e Roberto Fagnani in giunta ora con le deleghe che furono di Enrico Liverani per proseguire l’esperienza nell’eventuale futura giunta. Proprio Fagnani condivise con Roccafiorita i primi tempi del renzismo ravennate: «Nel 2013 andai contro Manuela Rontini, ho perso il congresso appoggiando Danilo Manfredi e ho lasciato tutti i comitati. Fagnani ora ha ottenuto un posto in una municipalizzata e verrà messo in giunta. Questo è la negazione del renzismo, è poltronificio».

Calcio, Parma-Ravenna in diretta su Sky Fino a maggio al Tardini c’era la serie A

L’allenatore giallorosso: «Anche noi abbiamo una storia da difendere» Il campo sarà tra quelli collegati per “Tutto il calcio minuto per minuto”

In uno stadio che fino a sette mesi fa era teatro di partite di serie A, domani si esibirà il Ravenna: al Tardini di Parma i giallorossi sfidano i gialloblu imbattuti dopo sedici gare e in testa alla classifica di serie D, categoria in cui sono precipitati gli emiliani dopo il fallimento e in cui sono saliti i romagnoli dopo i playoff di Eccellenza. La gara in programma alle 14.30 andrà in diretta su Sky e il campo farà parte dei collegamenti della storica trasmissione radiofonica “Tutto il calcio minuto per minuto”.

Il Ravenna proverà a intonare l’ottava nella partita che chiude il trittico di confronti con le prime tre della classe. L’imbattibilità dell’allenatore Andrea Mosconi, due vittorie e cinque pareggi da quando siede sulla panchina giallorossa dopo l’esonero di Alessandro Marsili, trova domani il suo collaudo più severo. Il Parma finora ha concesso ai suoi avversari solo quattro pareggi (tutti per 0-0) e vanta la miglior difesa dell’intera serie D. Contro i giallorossi anche un’ostica tradizione che vede ben otto successi dei ducali nei dieci confronti calcistici di campionato tra le due squadre, anche se l’ultimo risale addirittura alla stagione 1951/52.

«Per noi è una partita importante – sottolinea l’allenatore Mosconi – non soltanto perché giochiamo a Parma contro la capolista ma anche perché vogliamo aggiungere un altro tassello al nostro percorso di crescita. Non sarà una gita di piacere; dovremo prepararci ad una battaglia. Non partiamo, però, certo con lo spirito di chi si sente battuto; anzi, anche contro il Parma voglio vedere la mia squadra stare nella metà campo avversaria, esibire lo stesso atteggiamento propositivo, lo stesso calcio d’attacco e la stessa filosofia che ho visto nelle partite precedenti». Mosconi carica il gruppo e la tifoseria con parole da leader: «La nostra maglia pesa quanto quella del Parma e anche noi abbiamo una storia calcistica e sportiva da difendere. Siamo il Ravenna e questo è un messaggio che devono capire in tanti. Non dobbiamo regalare né campo né spazi al Parma; dobbiamo fare la partita e se alla fine loro vinceranno è perché saranno stati più bravi e non perché siamo stati remissivi o non abbiamo fatto quello che sappiamo fare».

Calcio, Parma-Ravenna in diretta su Sky Fino a maggio al Tardini c’era la serie A

L’allenatore giallorosso: «Anche noi abbiamo una storia da difendere» Il campo sarà tra quelli collegati per “Tutto il calcio minuto per minuto”

In uno stadio che fino a sette mesi fa era teatro di partite di serie A, domani si esibirà il Ravenna: al Tardini di Parma i giallorossi sfidano i gialloblu imbattuti dopo sedici gare e in testa alla classifica di serie D, categoria in cui sono precipitati gli emiliani dopo il fallimento e in cui sono saliti i romagnoli dopo i playoff di Eccellenza. La gara in programma alle 14.30 andrà in diretta su Sky e il campo farà parte dei collegamenti della storica trasmissione radiofonica “Tutto il calcio minuto per minuto”.

Il Ravenna proverà a intonare l’ottava nella partita che chiude il trittico di confronti con le prime tre della classe. L’imbattibilità dell’allenatore Andrea Mosconi, due vittorie e cinque pareggi da quando siede sulla panchina giallorossa dopo l’esonero di Alessandro Marsili, trova domani il suo collaudo più severo. Il Parma finora ha concesso ai suoi avversari solo quattro pareggi (tutti per 0-0) e vanta la miglior difesa dell’intera serie D. Contro i giallorossi anche un’ostica tradizione che vede ben otto successi dei ducali nei dieci confronti calcistici di campionato tra le due squadre, anche se l’ultimo risale addirittura alla stagione 1951/52.

«Per noi è una partita importante – sottolinea l’allenatore Mosconi – non soltanto perché giochiamo a Parma contro la capolista ma anche perché vogliamo aggiungere un altro tassello al nostro percorso di crescita. Non sarà una gita di piacere; dovremo prepararci ad una battaglia. Non partiamo, però, certo con lo spirito di chi si sente battuto; anzi, anche contro il Parma voglio vedere la mia squadra stare nella metà campo avversaria, esibire lo stesso atteggiamento propositivo, lo stesso calcio d’attacco e la stessa filosofia che ho visto nelle partite precedenti». Mosconi carica il gruppo e la tifoseria con parole da leader: «La nostra maglia pesa quanto quella del Parma e anche noi abbiamo una storia calcistica e sportiva da difendere. Siamo il Ravenna e questo è un messaggio che devono capire in tanti. Non dobbiamo regalare né campo né spazi al Parma; dobbiamo fare la partita e se alla fine loro vinceranno è perché saranno stati più bravi e non perché siamo stati remissivi o non abbiamo fatto quello che sappiamo fare».

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi