martedì
12 Maggio 2026

E per evitare l’etilometro dei carabinieri preferiscono spingere l’auto…

Quattro ragazzi sorpresi a un posto di blocco a Milano Marittima

Visibilmente alticci, sono stati pizzicati dai carabinieri mentre tentavano di evitare un posto di blocco spingendo la loro auto spenta.

Protagonisti del singolare fallito escamotage sono quattro giovani che la scorsa notte a Milano Marittima, con gli occhi pentiti illuminati dai fari delle gazzelle dell’Arma, alla fine hanno desistito optando per un più sicuro e agevole taxi.

Nel bilancio dei controlli dei militari figurano anche due patenti ritirate. (Ansa.it)

Il festival di cinema horror ravennate incorona un regista colombiano

Ecco tutti i premi assegnati ai concorsi internazionali del Nightmare

Nel corso della penultima serata di festival del sabato sera, la giuria del concorso internazionale ha assegnato i premi ai migliori film della 13esima edizione del Ravenna Nightmare Film Fest, probabilmente la rassegna più importante in Italia per quanto riguarda il cinema horror e fantastico.

L’ambito Anello d’oro al miglior film è andato a Cord, del regista colombiano Pablo Gonzalez, “per l’inedita, cruda, riflessiva visione del futuro – si legge nelle motivazioni della giuria –, raccontata con pochi mezzi, unità d’ambiente, bravi attori e un’intensa tecnica cinematografica”. Si tratta di un film post-apocalittico decisamente originale, dove un uomo e una donna si alleano, alla ricerca del piacere, in un mondo dove il contatto sessuale è proibito.

Il premio per la miglior regia è andato all’esordiente (alla regia) attore americano Michael Medaglia per il suo Deep dark, “per aver saputo raccontare con allucinata leggerezza, i patimenti dell’arte, dell’amore e la subdola corruzione del potere”, mentre quello speciale “Weird Vision” è stato vinto da Francesca, dell’argentino Luciano Onetti “per aver omaggiato con un atto d’amore, stravagante e visionario, il nostro cinema di genere degli anni ‘70”.

I gusti del pubblico, come capita spesso, non sono stati invece in linea con quelli della giuria e gli spettatori – coinvolti direttamente dal festival – hanno incoronato il canadese Goddess of love di Jon Knauutz.

Infine, è stato assegnato anche un riconoscimento al parallelo concorso per cortometraggi: a trionfare è stato l’italiano Adam and Eve raised cain, di Francesco Erba: “Una storia originale e ben costruita – scrive la giuria –, realizzata con una tecnica accurata e visionaria”.

I premi sono creati dal maestro orafo ravennate Marco Gerbella. La manifestazione – ideata da Franco Calandrini, organizzata da Start Cinema, diretta da Albert Bucci e promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, con il contributo della Regione Emilia Romagna – faceva parte degli eventi Ravenna capitale Italiana della Cultura 2015.

Il festival di cinema horror ravennate incorona un regista colombiano

Ecco tutti i premi assegnati ai concorsi internazionali del Nightmare

Nel corso della penultima serata di festival del sabato sera, la giuria del concorso internazionale ha assegnato i premi ai migliori film della 13esima edizione del Ravenna Nightmare Film Fest, probabilmente la rassegna più importante in Italia per quanto riguarda il cinema horror e fantastico.

L’ambito Anello d’oro al miglior film è andato a Cord, del regista colombiano Pablo Gonzalez, “per l’inedita, cruda, riflessiva visione del futuro – si legge nelle motivazioni della giuria –, raccontata con pochi mezzi, unità d’ambiente, bravi attori e un’intensa tecnica cinematografica”. Si tratta di un film post-apocalittico decisamente originale, dove un uomo e una donna si alleano, alla ricerca del piacere, in un mondo dove il contatto sessuale è proibito.

Il premio per la miglior regia è andato all’esordiente (alla regia) attore americano Michael Medaglia per il suo Deep dark, “per aver saputo raccontare con allucinata leggerezza, i patimenti dell’arte, dell’amore e la subdola corruzione del potere”, mentre quello speciale “Weird Vision” è stato vinto da Francesca, dell’argentino Luciano Onetti “per aver omaggiato con un atto d’amore, stravagante e visionario, il nostro cinema di genere degli anni ‘70”.

I gusti del pubblico, come capita spesso, non sono stati invece in linea con quelli della giuria e gli spettatori – coinvolti direttamente dal festival – hanno incoronato il canadese Goddess of love di Jon Knauutz.

Infine, è stato assegnato anche un riconoscimento al parallelo concorso per cortometraggi: a trionfare è stato l’italiano Adam and Eve raised cain, di Francesco Erba: “Una storia originale e ben costruita – scrive la giuria –, realizzata con una tecnica accurata e visionaria”.

I premi sono creati dal maestro orafo ravennate Marco Gerbella. La manifestazione – ideata da Franco Calandrini, organizzata da Start Cinema, diretta da Albert Bucci e promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, con il contributo della Regione Emilia Romagna – faceva parte degli eventi Ravenna capitale Italiana della Cultura 2015.

A Classe un mosaico lungo 33 metri in attesa dell’apertura del museo nel 2017

Nuova opera di RavennAntica mentre continuano i lavori all’ex
zuccherificio. Già investiti 6 milioni di euro dalla Fondazione Cassa

Un’onda di mosaico lunga 33 metri, all’ingresso del nuovo Museo di Classe, per cui sono in corso da anni i lavori all’ex zuccherificio e che potrebbe aprire al pubblico nella primavera del 2017.

La suggestiva opera – inaugurata nella mattinata di sabato (vedi fotogallery in fondo all’articolo) – è stata ideata dall’architetto Andrea Mandara, curatore del progetto di allestimento del Museo di Classe, e dal mosaicista Paolo Racagni, mentre è stata realizzata dal Laboratorio di Restauro del Mosaico Antico di RavennAntica. L’onda caratterizzerà in modo permanente l’ingresso al Museo di Classe, a sancire lo stretto legame tra Ravenna e il mare, suggerendo la presenza dell’acqua in movimento con il contributo e le suggestioni delle rifrazioni della luce naturale sulle tessere dai colori del blu marino, collegando simbolicamente il Museo all’Antico Porto di Classe.

«L’inaugurazione di oggi è un’autentica anteprima – ha dichiarato Elsa Signorino, Presidente Fondazione RavennAntica –. Dopo la restituzione dell’Antico Porto con esiti di attenzione e affluenza di pubblico davvero sorprendenti, ora anche i lavori di allestimento del Museo entrano nella fase conclusiva. Nel segno del mosaico e dell’acqua l’Onda, realizzata secondo i canoni della tradizione musiva ravennate, caratterizzerà l’intero parco di ingresso al museo. E sarà fruibile anche indipendentemente dall’accesso all’area espositiva. Ci auguriamo che l’Onda, già di per sé straordinaria, possa essere l’avvio di un più ampio progetto capace di coinvolgere, con l’apporto dei mosaicisti ravennati che vorranno aderirvi, tutto l’abitato di Classe e di realizzare un percorso capace di condurre, nel segno dell’arte, dal Museo alla Basilica fino all’Antico Porto».

«Quest’opera – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Matteucci – è una parte fondamentale dell’allestimento del Parco Archeologico ed uno dei progetti forti di Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015. Il Parco Archeologico di Classe è una “pietra” importante della nostra offerta culturale. Ad oggi quasi 10.000 persone hanno visitato l’Antico Porto, confermando che siamo sulla strada giusta».

«La Fondazione Cassa ha sempre pienamente condiviso il percorso delineato fin dall’origine per la costituzione del Parco Archeologico di Classe – ha commentato Lanfranco Gualtieri, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna – credendo nell’importanza strategica, culturale e di promozione turistica legate alla sua realizzazione, anche in relazione al non secondario aspetto dei risvolti legati alla formazione didattica rivolta al mondo scolastico e del sapere in genere. Per questo abbiamo investito, nella sola realizzazione del Museo, oltre 6 milioni di euro. Nonostante le difficoltà implicite legate alla complessità del progetto, cogliamo oggi attraverso questa importante inaugurazione importanti auspici per la progressione dei lavori e per la loro positiva conclusione».

«Abbiamo deciso di destinare al Museo di Classe una parte importante delle risorse della Capitale Italiana della Cultura perché ad esso si legano alcune delle sfide e delle opportunità più rilevanti per la Ravenna del futuro – ha spiegato Alberto Cassani, Coordinatore Ravenna 2015 –. In particolare, ci siamo concentrati su alcuni interventi riguardanti l’area esterna, di cui il Mosaico dell’Onda rappresenta la prima realizzazione. In questa fase cruciale, che, dopo l’inaugurazione della prima stazione del Parco Archeologico, prelude all’apertura del Museo, tutta la città deve unirsi nel sostegno a questo grande progetto strategico. In questo contesto, sono molto contento che Ravenna 2015 abbia contribuito alla realizzazione di un’opera in grado di connettere passato e futuro».

Il Mosaico dell’Onda resterà esposto fino all’8 novembre, poi verrà ricoperto per essere protetto dalla contemporanea presenza di tre distinti cantieri: quello relativo all’allestimento del Museo, quello del Parco pubblico antistante il Museo e quello del recupero della palazzina che diverrà sede di RavennAntica.
«Tutti e tre i cantieri – scrivono da RavennAntica – sono già avviati e, seppur con diversi tempi di realizzazione, verranno a compimento nella primavera del 2017».

A Classe un mosaico lungo 33 metri in attesa dell’apertura del museo nel 2017

Nuova opera di RavennAntica mentre continuano i lavori all’ex
zuccherificio. Già investiti 6 milioni di euro dalla Fondazione Cassa

Un’onda di mosaico lunga 33 metri, all’ingresso del nuovo Museo di Classe, per cui sono in corso da anni i lavori all’ex zuccherificio e che potrebbe aprire al pubblico nella primavera del 2017.

La suggestiva opera – inaugurata nella mattinata di sabato (vedi fotogallery in fondo all’articolo) – è stata ideata dall’architetto Andrea Mandara, curatore del progetto di allestimento del Museo di Classe, e dal mosaicista Paolo Racagni, mentre è stata realizzata dal Laboratorio di Restauro del Mosaico Antico di RavennAntica. L’onda caratterizzerà in modo permanente l’ingresso al Museo di Classe, a sancire lo stretto legame tra Ravenna e il mare, suggerendo la presenza dell’acqua in movimento con il contributo e le suggestioni delle rifrazioni della luce naturale sulle tessere dai colori del blu marino, collegando simbolicamente il Museo all’Antico Porto di Classe.

«L’inaugurazione di oggi è un’autentica anteprima – ha dichiarato Elsa Signorino, Presidente Fondazione RavennAntica –. Dopo la restituzione dell’Antico Porto con esiti di attenzione e affluenza di pubblico davvero sorprendenti, ora anche i lavori di allestimento del Museo entrano nella fase conclusiva. Nel segno del mosaico e dell’acqua l’Onda, realizzata secondo i canoni della tradizione musiva ravennate, caratterizzerà l’intero parco di ingresso al museo. E sarà fruibile anche indipendentemente dall’accesso all’area espositiva. Ci auguriamo che l’Onda, già di per sé straordinaria, possa essere l’avvio di un più ampio progetto capace di coinvolgere, con l’apporto dei mosaicisti ravennati che vorranno aderirvi, tutto l’abitato di Classe e di realizzare un percorso capace di condurre, nel segno dell’arte, dal Museo alla Basilica fino all’Antico Porto».

«Quest’opera – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Matteucci – è una parte fondamentale dell’allestimento del Parco Archeologico ed uno dei progetti forti di Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015. Il Parco Archeologico di Classe è una “pietra” importante della nostra offerta culturale. Ad oggi quasi 10.000 persone hanno visitato l’Antico Porto, confermando che siamo sulla strada giusta».

«La Fondazione Cassa ha sempre pienamente condiviso il percorso delineato fin dall’origine per la costituzione del Parco Archeologico di Classe – ha commentato Lanfranco Gualtieri, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna – credendo nell’importanza strategica, culturale e di promozione turistica legate alla sua realizzazione, anche in relazione al non secondario aspetto dei risvolti legati alla formazione didattica rivolta al mondo scolastico e del sapere in genere. Per questo abbiamo investito, nella sola realizzazione del Museo, oltre 6 milioni di euro. Nonostante le difficoltà implicite legate alla complessità del progetto, cogliamo oggi attraverso questa importante inaugurazione importanti auspici per la progressione dei lavori e per la loro positiva conclusione».

«Abbiamo deciso di destinare al Museo di Classe una parte importante delle risorse della Capitale Italiana della Cultura perché ad esso si legano alcune delle sfide e delle opportunità più rilevanti per la Ravenna del futuro – ha spiegato Alberto Cassani, Coordinatore Ravenna 2015 –. In particolare, ci siamo concentrati su alcuni interventi riguardanti l’area esterna, di cui il Mosaico dell’Onda rappresenta la prima realizzazione. In questa fase cruciale, che, dopo l’inaugurazione della prima stazione del Parco Archeologico, prelude all’apertura del Museo, tutta la città deve unirsi nel sostegno a questo grande progetto strategico. In questo contesto, sono molto contento che Ravenna 2015 abbia contribuito alla realizzazione di un’opera in grado di connettere passato e futuro».

Il Mosaico dell’Onda resterà esposto fino all’8 novembre, poi verrà ricoperto per essere protetto dalla contemporanea presenza di tre distinti cantieri: quello relativo all’allestimento del Museo, quello del Parco pubblico antistante il Museo e quello del recupero della palazzina che diverrà sede di RavennAntica.
«Tutti e tre i cantieri – scrivono da RavennAntica – sono già avviati e, seppur con diversi tempi di realizzazione, verranno a compimento nella primavera del 2017».

A Classe un mosaico lungo 33 metri in attesa dell’apertura del museo nel 2017

Nuova opera di RavennAntica mentre continuano i lavori all’ex zuccherificio. Già investiti 6 milioni di euro dalla Fondazione Cassa

Un’onda di mosaico lunga 33 metri, all’ingresso del nuovo Museo di Classe, per cui sono in corso da anni i lavori all’ex zuccherificio e che potrebbe aprire al pubblico nella primavera del 2017.

La suggestiva opera – inaugurata nella mattinata di sabato (vedi fotogallery in fondo all’articolo) – è stata ideata dall’architetto Andrea Mandara, curatore del progetto di allestimento del Museo di Classe, e dal mosaicista Paolo Racagni, mentre è stata realizzata dal Laboratorio di Restauro del Mosaico Antico di RavennAntica. L’onda caratterizzerà in modo permanente l’ingresso al Museo di Classe, a sancire lo stretto legame tra Ravenna e il mare, suggerendo la presenza dell’acqua in movimento con il contributo e le suggestioni delle rifrazioni della luce naturale sulle tessere dai colori del blu marino, collegando simbolicamente il Museo all’Antico Porto di Classe.

«L’inaugurazione di oggi è un’autentica anteprima – ha dichiarato Elsa Signorino, Presidente Fondazione RavennAntica –. Dopo la restituzione dell’Antico Porto con esiti di attenzione e affluenza di pubblico davvero sorprendenti, ora anche i lavori di allestimento del Museo entrano nella fase conclusiva. Nel segno del mosaico e dell’acqua l’Onda, realizzata secondo i canoni della tradizione musiva ravennate, caratterizzerà l’intero parco di ingresso al museo. E sarà fruibile anche indipendentemente dall’accesso all’area espositiva. Ci auguriamo che l’Onda, già di per sé straordinaria, possa essere l’avvio di un più ampio progetto capace di coinvolgere, con l’apporto dei mosaicisti ravennati che vorranno aderirvi, tutto l’abitato di Classe e di realizzare un percorso capace di condurre, nel segno dell’arte, dal Museo alla Basilica fino all’Antico Porto».

«Quest’opera – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Matteucci – è una parte fondamentale dell’allestimento del Parco Archeologico ed uno dei progetti forti di Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015. Il Parco Archeologico di Classe è una “pietra” importante della nostra offerta culturale. Ad oggi quasi 10.000 persone hanno visitato l’Antico Porto, confermando che siamo sulla strada giusta».

«La Fondazione Cassa ha sempre pienamente condiviso il percorso delineato fin dall’origine per la costituzione del Parco Archeologico di Classe – ha commentato Lanfranco Gualtieri, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna – credendo nell’importanza strategica, culturale e di promozione turistica legate alla sua realizzazione, anche in relazione al non secondario aspetto dei risvolti legati alla formazione didattica rivolta al mondo scolastico e del sapere in genere. Per questo abbiamo investito, nella sola realizzazione del Museo, oltre 6 milioni di euro. Nonostante le difficoltà implicite legate alla complessità del progetto, cogliamo oggi attraverso questa importante inaugurazione importanti auspici per la progressione dei lavori e per la loro positiva conclusione».

«Abbiamo deciso di destinare al Museo di Classe una parte importante delle risorse della Capitale Italiana della Cultura perché ad esso si legano alcune delle sfide e delle opportunità più rilevanti per la Ravenna del futuro – ha spiegato Alberto Cassani, Coordinatore Ravenna 2015 –. In particolare, ci siamo concentrati su alcuni interventi riguardanti l’area esterna, di cui il Mosaico dell’Onda rappresenta la prima realizzazione. In questa fase cruciale, che, dopo l’inaugurazione della prima stazione del Parco Archeologico, prelude all’apertura del Museo, tutta la città deve unirsi nel sostegno a questo grande progetto strategico. In questo contesto, sono molto contento che Ravenna 2015 abbia contribuito alla realizzazione di un’opera in grado di connettere passato e futuro».

Il Mosaico dell’Onda resterà esposto fino all’8 novembre, poi verrà ricoperto per essere protetto dalla contemporanea presenza di tre distinti cantieri: quello relativo all’allestimento del Museo, quello del Parco pubblico antistante il Museo e quello del recupero della palazzina che diverrà sede di RavennAntica.
«Tutti e tre i cantieri – scrivono da RavennAntica – sono già avviati e, seppur con diversi tempi di realizzazione, verranno a compimento nella primavera del 2017».

Il centrodestra non risponde alla Pigna La lista civica avrà il suo candidato

Quasi certamente Bucci (ex Forza Italia) in corsa per fare il sindaco
In arrivo la campagna elettorale “Immagina Ravenna senza il Pd”

Nessuna delle forze politiche di centrodestra a Ravenna ha raccolto l’invito della neonata lista civica “La Pigna per cambiare Ravenna” a partecipare a un incontro comune programmato per il 31 ottobre con cui gettare le basi di una alleanza capace di esprimere una candidatura unica di centrodestra alle prossime elezioni amministrative in programma nel 2016. Gli esponenti della Pigna, in una nota scritta inviata alla stampa, dicono quindi di prendere atto con rammarico di questa mancata partecipazione e presenteranno un proprio candidato sindaco che quasi certamente, salvo sorprese, sarà Maurizio Bucci, consigliere comunale di lungo corso da poco fuoriuscito da Forza Italia e fondatore della Pigna. Per il 7 novembre prossimo è in programma la presentazione ufficiale.

«L’incontro di oggi – si legge nella nota della Pigna – era finalizzato alla creazione di una grande alleanza che portasse all’espressione di un candidato sindaco comune e di un programma unitario. Il rifiuto a instaurare un dialogo su questi obiettivi conferma purtroppo ancora una volta la volontà di frammentare tutte le forze politiche e civiche che dovrebbero portare al cambiamento, mantenendo di fatto lo status quo a garanzia del comando del Pd».

Era stato piuttosto chiaro Bucci alla vigilia, come già riportato sulle pagine del nostro settimanale: «Se vogliamo cambiare dobbiamo smetterla con gli accordi tra segreterie calati dall’alto, con gli incontri bilaterali e i veti incrociati. Io ho fatto tutto il possibile per l’unione del centrodestra e se questa non ci sarà non si potrà certo attribuirmene la responsabilità, ma credo sia ora di cominciare a lavorare sul serio, presentando idee e progetti». E a proposito di una sua eventuale candidatura a sindaco aveva detto: «Credo di avere l’esperienza, le capacità e il coraggio di farlo».

Ma la Pigna non chiude la porta definitivamente e lascia uno spiraglio. Lo si legge chiaramente nella stessa nota diffusa oggi: «Coerente con la sua volontà di attuare un cambiamento radicale nella gestione del Comune di Ravenna, rimane disponibile per il futuro a collaborare per un obiettivo di unità, offrendo la possibilità ai soggetti politici ravennati di appoggiare la propria candidatura a sindaco nelle prossime elezioni amministrative».

Nel frattempo la lista civica ha diffuso un manifesto con i contenuti del «progetto di rinnovamento e cambiamento» (scaricabile in versione integrale in formato pdf dal link in fondo alla pagina) e a breve, già ai primi di novembre, potrebbe partire la campagna elettorale per cui sono già pronti duecento manifesti: “Immagina Ravenna senza il Pd” è lo sloga di una campagna che, tra il serio e l’ironico, fa il verso al percorso di partecipazione del Pd Immagina Ravenna chiedendo appunto agli elettori di immaginare una città non governata dai dem.

Via ai lavori per il muretto che dovrà proteggere dal mare Lido di Savio

Investimento di 700mila euro del Comune. Pronto in febbraio?

È previsto per metà novembre l’avvio dei lavori per la realizzazione del secondo stralcio dell’intervento di innalzamento del muretto di protezione dell’abitato di Lido di Savio dall’ingressione marina, resosi necessario anche alla luce dell’alluvione di inizio anno (vedi foto). La nuova struttura sarà più alta mediamente di circa quaranta centimetri rispetto a quella attuale.

L’intervento, che ha richiesto un investimento da parte del Comune di 700mila euro, sarà realizzato dalla Bresciani srl di Porto Viro (Rovigo), che si è aggiudicata l’appalto.

Il tratto sul quale si interverrà va, a nord, da via Cesena fino alla rotonda dell’Amarissimo; a sud riguarda il tratto da via Lugo a via Verghereto.

Come per il primo stralcio, ultimato a marzo di quest’anno, si procederà in alcune parti alla demolizione e ricostruzione, in altre alla sopraelevazione, con adeguamento dell’altezza di appunto circa quaranta centimetri in media, in altre ancora a una realizzazione ex novo.

Anche questo tratto di muretto sarà in alcuni punti tinteggiato con materiali color sabbia, in modo da renderlo meno impattante dal punto di vista visivo. Saranno inoltre ridefiniti il numero e la distribuzione, nonché l’ampiezza, dei varchi che lo attraversano, rendendo possibile l’accesso all’arenile. Per la chiusura invernale degli accessi al mare saranno predisposte le nuove tipologie di paratie in acciaio inox impermeabili già utilizzate nel primo intervento.

Si prevede che i lavori, con condizioni meteorologiche favorevoli, siano completati entro febbraio dell’anno prossimo.

«Futuro da incubo per le scelte del Pd» Sutter in campo per ribaltare il sistema

Diritto alla salute, al lavoro e tutela dei beni comuni: i temi in agenda
per la candidata di Ravenna in Comune: «La sinistra siamo solo noi»

Raffaella Sutter apre all’attacco la sua campagna elettorale per le amministrative 2016, dopo essere stata votata dal nuovo soggetto politico cittadino Ravenna in Comune in un’assemblea decisamente partecipata e pervasa da un clima di fiducia e ottimismo. Ma il primo discorso pubblico della candidata sindaco, dopo i ringraziamenti a chi la sta accompagnando in questa avventura, comincia da una disamina della realtà esistente e prossima futura che Sutter definisce il suo «incubo». Un incubo figlio del Pd, si potrebbe riassumere, visto che Sutter parla degli scenari prefigurati dalle scelte politiche già compiute dal Partito democratico che compromettono e vincolano già da ora il futuro della città.

Un incubo, dice Sutter, che comincia da un centro storico sempre più vuoto di negozi e addirittura degradato per andare a un forese sempre sfruttato senza mai essere davvero valorizzato fino a una cintura nella periferia della città dove aumentano i centri commerciali con conseguente consumo del suolo per dar vita a «non luoghi – dice  Sutter – dove non si crea vera aggregazione e che finiscono con il depauperare il resto del tessuto cittadino». Ma non mancano critiche alla posizione sulle trivellazioni in Adriatico, alla spinta alla privatizzazione, per esempio con la vendita di azioni Hera, in contrasto con la lotta dei comitati per l’acqua come bene comune. E ancora, nell’incubo di Sutter ci sono appalti da poco rinnovati per servizi come quelli scolastici che «perpetuano un processo di precarizzazione dei lavoratori», un modello turistico fallimentare per le politiche di investimenti (come Marinara) e anche per l’eccessiva repressione rispetto al turismo giovanile. Un incubo, infine, che riguarda l’apparato di scatole cinesi che sono le aziende partecipate del Comune che di fatto sfuggono al controllo del consiglio comunale. Ecco perché, dice Sutter, serve una totale inversione dello sviluppo, «un’uscita dalla gabbie di potere che stanno stritolando la nostra città. Per questa ragione dobbiamo ribaltare il sistema».

Pochi e chiari i punti cardine da cui vuole partire il ribaltamento di Ravenna in Comune: il diritto alla salute, al benessere e al lavoro dei cittadini. Obiettivi da raggiungere attraverso un programma che è in fase di elaborazione e che sarà steso nel dettaglio insieme a chi vorrà partecipare, ai comitati, alle associazioni e ai cittadini che negli anni si sono occupati dei vari temi e che siano pronti a dare il proprio contributo. Tra i progetti in fase di elaborazione, ha anticipato Sutter, ci sarà quello per un turismo diffuso e differenziato che coinvolga il forese, con piste ciclabili, vie d’acqua alla scoperta di meraviglie oggi trascurate; un sistema culturale da ripensare a partire dal 2016, dopo l’esperienza di Ravenna 2019 e 2015, partendo un’idea di cultura «che dia lavoro vero ai giovani, oggi troppo spesso sfruttati e sottopagati». Sui temi dell’economia le parole d’ordine sono green economy e tecnologia, attenzione all’ambiente, anche nella gestione del porto che deve essere scavato e valorizzato ma a fronte di rigidi paletti sulla salvaguardia di ambiente e territorio, per cui meglio pensare a un’integrazione con un sistema rotabile più che a nuovi bybass o altre infrastrutture che consumano suolo. E sempre in tema di economia Sutter annuncia un’attenzione alla vera vocazione agricola del forese, pensando anche all’occupazione giovanile, magari integrata con nuove forme di turismo. E infine, uno dei temi in realtà centrali del programma di Ravenna in Comune: i servizi ai cittadini, un diritto alla scuola pubblica «oggi leso in questo territorio», un sistema più trasparente nella sanità, un diritto alla casa da ripensare a cominciare dall’agenzia che si occupa di edilizia popolare Acer. E poi accoglienza e inclusione, nuove politiche per contrastare la povertà a cominciare da un sistema maggiormente integrato dei sussidi, un ripensamento dei servizi a bassa soglia e pratiche di riduzione del danno senza le quali, chiude Sutter, non ha senso parlare di sicurezza. Infine, la difesa dei diritti civili e la non discriminazione per razza, genere o religione «che invece in città esiste».

E se molti temi si sovrappongono a quelli enunciati da Enrico Liverani, candidato del Pd, nel suo recente discorso di inizio campagna elettorale, Sutter non teme la concorrenza “da sinistra”. «Mi sembra evidente che noi queste cose le possiamo fare, il candidato del Pd, anche volendo, non può farle perché fa parte di quel sistema: come può credibilmente dire, per esempio, che non si consumerà più territorio a fronte dei progetti voluti e approvati dal Pd di ampliare i centri commerciali?». Il messaggio è allora chiaro: «Gli unici spazi a sinistra sul territorio li copriamo noi, il Pd di sinistra non lo è anche per la mancanza di trasparenza, la non capacità di rappresentare cittadini vecchi e nuovi nei loro bisogni».

Sono quasi 350 quelli che intanto hanno sottoscritto il documento fondativo di Ravenna in Comune, altri ne arriveranno, dicono i promotori, «e noi – spiega Sutter – andremo a incontrare tutte quelle associazioni che sul territorio lavorano per la difesa di un bene comune, che sono politicamente trasversali rispetto a posizionamenti nazionali», ma che, secondo la neocandidata, posso convergere verso una lista che li rappresenti per la prima volta nei loro bisogni e interessi. Quel rapporto fatto di reti di relazioni e di scardinamento del sistema del potere a cui Sutter fa riferimento fin dalle sue prime interviste (vedi allegato) e che punta a conquistare anche tanti delusi che nelle recenti consultazioni hanno disertato le urne. Voti che potrebbero assicurare, anzi a Ravenna in Comune ne sono certi, risultati elettorali che vanno ben oltre la somma dei partiti che hanno aderito alla lista e che stanno effettivamente, in questo momento, restando in secondo piano dal momento che sia la candidata sindaco sia i due nuovi portavoce, Dora Casalino e Massimo Manzoli, non hanno alcuna tessera in tasca. «L’obiettivo in termini di numero? Arrivare al ballottaggio», dice Sutter e nessuna alleanza in vista se così non fosse.

Nella foto da sinistra: Dora Casalino (appena eletta portavoce insieme a Massimo Manzoli), Raffaella Sutter, Alessandro Perini, ex Pd, che ha ricoperto pro tempore il ruolo di portavoce

Via al dragaggio all’entrata del porto Ma ancora frecciate tra Ap e Comune

Sindaco e vicesindaco annunciano la rimozione del dosso causato
dalle mareggiate e attirano le precisazioni del presidente dell’Autorità

Sono cominciati il 28 ottobre, e dovrebbero concludersi entro fine anno salvo avverse condizioni meteo, i lavori di dragaggio sul fondale all’imboccatura del porto di Ravenna per la rimozione del dosso formatosi con le mareggiate di febbraio e causa di un’ordinanza della capitaneria di porto che limitava l’ingresso per le navi di un certo pescaggio solo in presenza di alta marea. La dittà “La Dragaggi” di Marghera, vincitrice del bando pubblico con un ribasso del 47 percento che equivale a 1,13 milioni di euro, è autorizzata per dragare 160mila metri cubi di materiale che verrà portato al largo in aree di pertinenza dell’Autorità portuale destinate a questo scopo.

Ma anche attorno a questo intervento si è consumata l’ennesima frizione di una lenta guerra di logoramento che contrappone il Comune e l’Autorità portuale, ormai apertamente in rotta di collisione dopo lo scontro plateale a seguito della riunione del comitato portuale del 21 ottobre (vedi gli articoli correlati). È stata l’amministrazione comunale, con una nota firmata da sindaco Fabrizio Matteucci e vicesindaco Giannantonio Mingozzi, a dare il via al duello a distanza annunciando la partenza delle opere: «Nei colloqui con il presidente dell’Autorità portuale abbiamo convenuto di assumere le iniziative necessarie per fare in modo che, nel caso si ripetessero eventi del genere, sia attiva una procedura più rapida per queste operazioni di manutenzione indispensabili alla funzionalità del nostro porto».

La replica di Galliano Di Marco, numero uno di via Antico Squero, ha tardato appena 24 ore: «Ringrazio sindaco e vicesindaco per aver ricordato l’avvio dei lavori per i quali questa Autorità, a cui spetta l’esclusiva competenza su tali interventi, ha operato, con le proprie risorse, sia umane che economiche, in modo serrato e sollecito negli ultimi mesi, nel rigoroso rispetto delle procedure di legge, per addivenire in tempi rapidi all’affidamento del contratto di appalto. Come già in precedenti occasioni questa Autorità portuale ha avuto modo di precisare, non vi erano le condizioni per procedere con la somma urgenza, in quanto tale procedura è applicabile solo qualora sia necessario fronteggiare eventi che pregiudicano e mettono in pericolo l’incolumità delle persone». Di Marco ci tiene a precisare che «non ho avuto occasione di incontrare il sindaco dalla data dell’ultimo comitato portuale» ma condivide «la preoccupazione delle istituzioni locali di approntare apposite procedure più rapide per far fronte a tali eventi, e a tal proposito auspico che, anche grazie all’autorevolezza dello stesso sindaco di Ravenna, possano essere rappresentate tali istanze al Governo e al Parlamento, che lavorano in queste settimane al nuovo testo della legge in materia di appalti pubblici».

Archiviato l’ennesimo bisticcio fra istituzioni, i cui massimi dirigenti sono in procinto di chiudere le proprie esperienze (sia il mandato del sindaco che quello del presidente Ap scadranno in primavera), Di Marco ha voluto mettere in fila un po’ di numeri e precisazioni sui dragaggi in avamporto che, vale la pena ricordarlo, nulla hanno a che fare con il tanto discusso Progettone per il dragaggio dei fondali lungo il canale. «La conferenza dei servizi ha autorizzato, sulla base dei rilievi e delle analisi disponibili a marzo 2015, il dragaggio di 160mila mc. Ap ha però previsto in contratto, con l’intento di portarsi avanti rispetto ai possibili futuri insabbiamenti, la possibilità di dragare fino a circa 220mila mc. Naturalmente, per fare ciò, sarà necessaria una seconda conferenza dei servizi, che convocherò per la seconda settimana di novembre, nella quale gli enti competenti dovranno autorizzare gli ulteriori 60mila. Desidero sottolineare, infine, che l’Autorità Portuale di Ravenna, nel 2014 e, per la prima volta nella sua storia, ha fatto caratterizzare le due aree demaniali in alto mare iniziando una procedura di immersione a mare che è stata emulata da varie Autorità Portuali, per il suo carattere di eccezionalità».

Via al dragaggio all’entrata del porto Ma ancora frecciate tra Ap e Comune

Sindaco e vicesindaco annunciano la rimozione del dosso causato dalle mareggiate e attirano le precisazioni del presidente dell’Autorità

Sono cominciati il 28 ottobre, e dovrebbero concludersi entro fine anno salvo avverse condizioni meteo, i lavori di dragaggio sul fondale all’imboccatura del porto di Ravenna per la rimozione del dosso formatosi con le mareggiate di febbraio e causa di un’ordinanza della capitaneria di porto che limitava l’ingresso per le navi di un certo pescaggio solo in presenza di alta marea. La dittà “La Dragaggi” di Marghera, vincitrice del bando pubblico con un ribasso del 47 percento che equivale a 1,13 milioni di euro, è autorizzata per dragare 160mila metri cubi di materiale che verrà portato al largo in aree di pertinenza dell’Autorità portuale destinate a questo scopo.

Ma anche attorno a questo intervento si è consumata l’ennesima frizione di una lenta guerra di logoramento che contrappone il Comune e l’Autorità portuale, ormai apertamente in rotta di collisione dopo lo scontro plateale a seguito della riunione del comitato portuale del 21 ottobre (vedi gli articoli correlati). È stata l’amministrazione comunale, con una nota firmata da sindaco Fabrizio Matteucci e vicesindaco Giannantonio Mingozzi, a dare il via al duello a distanza annunciando la partenza delle opere: «Nei colloqui con il presidente dell’Autorità portuale abbiamo convenuto di assumere le iniziative necessarie per fare in modo che, nel caso si ripetessero eventi del genere, sia attiva una procedura più rapida per queste operazioni di manutenzione indispensabili alla funzionalità del nostro porto».

La replica di Galliano Di Marco, numero uno di via Antico Squero, ha tardato appena 24 ore: «Ringrazio sindaco e vicesindaco per aver ricordato l’avvio dei lavori per i quali questa Autorità, a cui spetta l’esclusiva competenza su tali interventi, ha operato, con le proprie risorse, sia umane che economiche, in modo serrato e sollecito negli ultimi mesi, nel rigoroso rispetto delle procedure di legge, per addivenire in tempi rapidi all’affidamento del contratto di appalto. Come già in precedenti occasioni questa Autorità portuale ha avuto modo di precisare, non vi erano le condizioni per procedere con la somma urgenza, in quanto tale procedura è applicabile solo qualora sia necessario fronteggiare eventi che pregiudicano e mettono in pericolo l’incolumità delle persone». Di Marco ci tiene a precisare che «non ho avuto occasione di incontrare il sindaco dalla data dell’ultimo comitato portuale» ma condivide «la preoccupazione delle istituzioni locali di approntare apposite procedure più rapide per far fronte a tali eventi, e a tal proposito auspico che, anche grazie all’autorevolezza dello stesso sindaco di Ravenna, possano essere rappresentate tali istanze al Governo e al Parlamento, che lavorano in queste settimane al nuovo testo della legge in materia di appalti pubblici».

Archiviato l’ennesimo bisticcio fra istituzioni, i cui massimi dirigenti sono in procinto di chiudere le proprie esperienze (sia il mandato del sindaco che quello del presidente Ap scadranno in primavera), Di Marco ha voluto mettere in fila un po’ di numeri e precisazioni sui dragaggi in avamporto che, vale la pena ricordarlo, nulla hanno a che fare con il tanto discusso Progettone per il dragaggio dei fondali lungo il canale. «La conferenza dei servizi ha autorizzato, sulla base dei rilievi e delle analisi disponibili a marzo 2015, il dragaggio di 160mila mc. Ap ha però previsto in contratto, con l’intento di portarsi avanti rispetto ai possibili futuri insabbiamenti, la possibilità di dragare fino a circa 220mila mc. Naturalmente, per fare ciò, sarà necessaria una seconda conferenza dei servizi, che convocherò per la seconda settimana di novembre, nella quale gli enti competenti dovranno autorizzare gli ulteriori 60mila. Desidero sottolineare, infine, che l’Autorità Portuale di Ravenna, nel 2014 e, per la prima volta nella sua storia, ha fatto caratterizzare le due aree demaniali in alto mare iniziando una procedura di immersione a mare che è stata emulata da varie Autorità Portuali, per il suo carattere di eccezionalità».

Abuso d’ufficio: indagati gli ex vertici dell’Ausl per incarichi a tre medici

Nel registro degli indagati Carradori, Des Dorides e due direttori Avrebbero preferito dei neo specializzati a un medico interno

Posti di lavoro al dipartimento di cure primarie della sanità pubblica a Ravenna offerti tra il 2009 e il 2013 con un incarico libero professionale a tre medici appena specializzati nonostante un medico interno con maggiore esperienza avesse richiesto il trasferimento a quell’incarico già dal 2003: sarebbe questo, a grandi linee, lo scenario di presunte illegittimità ricostruito dalla procura della Repubblica che ha chiuso le indagini a carico di quattro persone, dirigenti o ex dell’Ausl. Per tutti l’accusa è abuso d’ufficio in concorso, come si legge su Il Resto del Carlino che riporta la notizia.

Gli indagati sono i due manager che si sono susseguiti nel ruolo di direttore generale dell’Area Vasta durante il periodo sotto indagine: Tiziano Carradori (oggi all’Ausl di Ferrara) e Andrea Des Dorides (di recente in pensione). Poi Riccardo Varliero, direttore dell’unità operativa di Cure Primarie di Ravenna, e Alberto Minardi, direttore del distretto ravennate all’epoca dei fatti. Un momento cruciale dell’inchiesta è stata l’acquisizione di documenti la mattina del 20 ottobre di un anno fa i carabinieri erano entrati negli uffici dell’Ausl a Ravenna.

La direzione generale dell’Ausl Romagna conferma la piena fiducia nell’operato della magistratura alla quale assicura la massima collaborazione. «Qualora, nel prosieguo dell’inchiesta dovessero emergere responsabilità, l’Azienda intraprenderà, come di consueto, tutti i necessari provvedimenti».

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