mercoledì
13 Maggio 2026

Legge sulla cittadinanza, l’avvocato immigrazionista: «Una discriminazione»

Il deputato ravennate Maestri si astiene in aula, Paglia di Sel vota a favore senza entusiasmo. E il sindaco esulta su Facebook

Il deputato ravennate Andrea Maestri si è astenuto nella votazione che ha sancito il via libera della Camera dei Deputati alla nuova legge sulla cittadinanza. Il testo passerà ora al Senato. Il disegno di legge introduce in Italia il cosiddetto ius soli temperato: avranno la cittadinanza – sintetizza un’agenzia dell’Ansa – i figli degli immigrati, ma dovranno aver frequentato un ciclo scolastico e uno dei genitori essere in possesso di un permesso di soggiorno di lunga durata.

Per Maestri – ora deputato del Gruppo Misto avendo aderito al movimento Possibile di Pippo Civati (con lui nella foto), fuoriuscito dal Pd – si è trattato di un voto particolarmente sofferto, essendo lui da anni avvocato immigrazionista e quindi un vero e proprio “addetto ai lavori”, come ha sottolineato nel suo intervento. «Ho dedicato tutta la mia vita professionale alla promozione del diritto di cittadinanza quale strumento principe per la costruzione di una nuova comunità laica, aperta, multietnica, multireligiosa, solidale, inclusiva e pluralistica», ha detto Maestri, sottolineando come il progetto di legge si sia allontanato «dal sentiero virtuoso in cui il dibattito nel paese, nella società e nelle istituzioni, si era incamminato».

«Questa legge – ha proseguito Maestri –, che non ha la dignità di una vera riforma della cittadinanza, non parla affatto di un diritto soggettivo pieno ma parla ancora il linguaggio antico, melmoso, burocratico, grigio e compromissorio dei diritti octroyes, dei diritti concessi dall’alto, dal nuovo sovrano poco illuminato che oggi siede a palazzo».

«Con questa legge – ha concluso il deputato ravennate – escludiamo dall’accesso alla cittadinanza centinaia di migliaia di bambine e bambini, discriminando il loro diritto in base al censo dei genitori, sì, perché ancorare il diritto dei bambini nati in Italia alla titolarità del permesso di soggiorno di lungo periodo da parte dei genitori significa sottomettere quel diritto alla sussistenza dei requisiti di reddito. Introduciamo un diritto a metà, un diritto zoppo, un diritto condizionato, uno ius soli talmente temperato che lo ius scompare nelle nebbie del basso, mediocre compromesso tra Pd e Ncd e rimane solo il suolo, quello su cui tutti cadremo al risveglio da un sogno che questo governo e la sua maggioranza hanno tradito».

Il testo di legge è stato approvato con 310 sì, 66 no e 83 astenuti in un’aula semideserta. Al voto finale si sono astenuti i deputati del Movimento 5 Stelle mentre contro il testo hanno votato i parlamentari di Lega Nord, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Al momento del verdetto, i parlamentari del Pd hanno applaudito mentre i leghisti hanno gridato: «Vergogna».

A votare a favore anche il deputato ravennate di Sel, Giovanni Paglia. «Una legge fragilina, per usare un eufemismo, che non suscita entusiasmo – ha commentato – ma che è oggettivamente un passo in avanti. Non è ius soli dal mio punto di vista, ma sarà comunque più facile di prima avere la cittadinanza italiana. Poi permangono discriminazioni, soprattutto relative alle condizioni dei famigliari, e questo per me é sbagliato».

Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, ha esultato su Facebook semplificando parecchio il concetto: «I bambini nati in Italia sono italiani», ha scritto postando una foto, utilizzata già in passato, che lo ritrae con in braccio un bambino dalla pelle nera.

Evade dai domiciliari perché ha fame e vuole un panino: 23enne arrestata

La giovane non era nell’abitazione al controllo dei carabinieri

È evasa dai domiciliari perché le era venuto appetito ed è andata a farsi un panino. I carabinieri l’hanno trovata sul lungomare di Cervia e non ha nemmeno tentato di scappare ammettendo candidamente il motivo per cui i militari non l’avevano trovata a casa. Nel pomeriggio del 12 ottobre i carabinieri della stazione di Cervia hanno arrestato una 23enne ucraina, residente a Faenza ma sottoposta a detenzione domiciliare a Cervia. La pattuglia dei Carabinieri, dopo avere accertato che la ragazza si era allontanata senza alcuna autorizzazione dalla propria abitazione, si è messa alla sua ricerca nei luoghi che sapevano frequentare, trovandola poco dopo mentre passeggiava sul lungomare.

Con un paletto uncinato sotto la giacca minaccia i carabinieri: 40enne arrestato

Era in auto nel parcheggio di un ristorante. La stessa vettura aveva forzato un posto di plocco nei giorni prima: denunciato il conducente

Sotto al giubbotto teneva un tubo di metallo modificato con un uncino: l’ha usato per minacciare i carabinieri che si sono avvicinati alla vettura dove stava seduto nel parcheggio di un ristorante tra Cervia e Montaletto. Un 40enne romeno è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti ad offendere: dopo le minacce ha anche tentato di scappare a piedi nei campi colpendo i militari che l’hanno raggiunto nella fuga.

Il controllo della pattuglia è scattato quando i carabinieri hanno riconosciuto l’autovettura sportiva tedesca con targa straniera che una decina di giorni prima aveva forzato un posto di blocco notturno. Il 26enne seduto al posto di guida è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale (per avere forzato il posto di blocco) e ricettazione, in quanto trovato in possesso della somma contante di tremila euro di cui non è stato in grado di giustificare la provenienza. I due sono entrambi nullafacenti e senza fissa dimora, con diversi precedenti.

Pincio, il web, l’amore e gli scrittori «Il libro non è più un luogo inviolabile»

L’autore a Ravenna. «Le fusioni tra grandi case editrici? Sono passi di
conservazione. Anche perché ormai i grandi editori non esistono più»

Il futuro è un luogo incerto. Sul social network Pandora si condividono idee, si conoscono persone e può anche capitare di innamorarsi, ma di chi? Chi si cela dietro le identità che ci creiamo per “vivere” su internet? Tommaso Pincio conosce bene la mistificazione della realtà. Il nome d’arte con cui firma i suoi romanzi è a metà tra Thomas Pynchon e il colle Pincio di Roma. Il protagonista di Panorama (NN editore) Ottavio Tondi ama la vita isolata, quella della lettura, ma anche quella del social network Panorama che considera come un libro in continuo aggiornamento.

Mercoledì 14 ottobre Pincio sarà a palazzo Rasponi alle 18.30 per la rassegna Il tempo ritrovato.

Tommaso, pensi che i social possano avere un valore anche letterario?
«È presto per capire se siano un luogo di letteratura, ma stanno sviluppando linguaggi autonomi e nuovi. Il linguaggio scritto presupponeva un lettore passivo e distante, qui il lettore entra direttamente in dialogo o in contrasto con il testo. Il lettore-commentatore contribuisce alla percezione del testo e alla sua formazione. Non c’è più un lettore e uno scrittore. Questo cambia il modo in cui intendiamo il testo. Il libro non è più un luogo protetto e inviolabile».

Gli scrittori modificano il proprio modo di scrivere a seconda dei commenti che ricevono?
«Il giudizio è sempre esistito e può ancora essere ascoltato o ignorato, ma chi usa i social sa che quello che scrive avrà una data reazione, più o meno preventivabile. Chi scrive su Facebook o twitter non scrive una cosa solo perché la pensa, ma per provocare certe reazioni. Molta scrittura che leggiamo in rete è provocatoria per questo motivo. Il testo puro non esiste più, spesso si va più verso la provocazione o l’aforisma apodittico. Scripta manent è un detto che non funziona più».

Quindi si diventa tutti scrittori ruffiani?
«Se scrivi una cosa controcorrente sai che verrai insultato, se vuoi tanti like posti la foto di un gattino. Anche una volta c’erano scrittori ruffiani o provocatori, ma c’era una distanza di tempo e di ruoli. Lo scrittore oggi è meno libero di scrivere quello che vuole. Per questo molti scrittori si tengono lontani dai social network, per paura di “sporcarsi”. Però il commento non è solo sui social, ma anche sui siti di vendita dei libri ci sono molti commenti che influenzano i lettori. I social di oggi sono una fase di passaggio verso qualcos’altro che scopriremo tra pochissimi anni».

Nel romanzo tratti dell’amore nato online, un fenomeno che si sta diffondendo sempre di più, quanta importanza ha la conoscenza e quanta l’immaginazione in amore?
«L’investimento di fantasia che uno fa nei riguardi delle persone è sempre stato fondamentale. Una volta vedevi una ragazza di sfuggita tutti i giorni sull’autobus. Cercavi di capire chi era dai vestiti o dall’atteggiamento, ora cerchi di capirlo da brevi messaggi scambiati in chat».

Che ruolo ha la menzogna?
«Non cambia nemmeno la possibilità di mentire, con una differenza: le finzioni del social restano online perché possono sono lontane dal mondo reale. Mentre le menzogne nel mondo reale sono più camuffabili. La verità non ha bisogno di essere verosimile, la finzione sì. Online cambia però l’immagine che noi abbiamo di noi stessi. Non abbiamo ancora imparato l’alfabeto emotivo dei social. Siamo in fase infantile dove proviamo a forzare i limiti, come i bambini che fanno i capricci per vedere a che punto i genitori li sgridano».

Nel romanzo il mondo dell’editoria viene descritto come un mondo molto egoistico ed egotico, dove ognuno pensa a se stesso. «gli aspiranti scrittori volevano diventare scrittori, gli scrittori volevano diventare scrittori di successo, gli scrittori di successo volevano diventare scrittori apprezzati dalla critica». È davvero così?
«Ho usato certi elementi della comunità letteraria perché mi erano più facilmente riconoscibili, ma credo queste meschinità siano in tutti. Se ne parlo con toni poco edificanti lo faccio sui vizi delle persone, in ogni ambito. Credo facciano parte dell’essere umano».

Tu hai pubblicato i tuo libri con grandi editori come Einaudi e Mondadori, ma anche con editori indipendenti come NN e Minimum Fax… come vedi la fusione di Mondadori e Rizzoli? Schiaccerà la piccola editoria?
«Le cose sono già cambiate da tempo. Si cerca di resistere ai cambiamenti del mondo. Non sono scettico davanti a questo cambiamento, ma all’idea che si possa fermare con una mano una marea che avanza, o che si possa mandare indietro le lancette di un orologio mi fa sorridere. Di fatto i grandi editori non esistono più. Se uno paragona la Mondadori e la Rizzoli di oggi, anche assieme non sono paragonabili con quello che era la Mondadori dieci anni fa. Sono diventati piccolo editori anche loro… c’è del patetico in questo. Capisco che le strutture per sopravvivere in questo mondo debbano fare dei passi, ma queste fusioni sono passi di conservazione, non di innovazione. È un settantenne che cerca di tenersi in forma prendendo il viagra. Però ha comunque settanta anni, non cambia niente. Quella editoria ha fatto il suo tempo…»

Cosa è venuto a mancare ai grandi editori?
«Basta guardare i numeri delle copie vendute. I grossi editori vendono come quelli piccoli. I best seller non vendono più milioni di copie. I giornali non contano più nulla per vendere i libri. Una bella recensione su Repubblica, non fa la differenza come un tempo. La distribuzione in libreria è quasi irrilevante perché i libri si comprano online. Il mio primo libro lo pubblicai nel 1999 con Cronopio, un piccolo ma stimato editore: ha venduto 98 copie. Più grosso insuccesso della storia della letteratura. L’ultimo l’ho pubblicato con un altro piccolo editore: NN, ed ha esaurito prima tiratura. Certo sono più nono come autore, ma non è questo il fatto perché per Cronopio faceva gli stessi numeri di vendite anche Philip Dick. Oggi molti lettori non comprano più i libri alla Feltrinelli. Lettori forti non vanno più lì. Ormai le catene con Feltrinelli sono fatte per vendere un paio di best seller, puzzle, giochi ai bambini e mappe di Roma ai turisti. Non fanno più scoprire libri ai lettori».

Forza Nuova e il blitz contro i gay: «Il sindaco pensi ai jihadisti ravennati»

Il movimento di estrema destra contro Matteucci che aveva chiesto
l’intervento del prefetto: «Abbiamo solo esposto uno striscione…»

«Domenica Ravenna ha tremato perché chi ha sempre pensato di vincere si è trovato spiazzato da un manipolo di soldati politici che gli hanno sbattuto in faccia il pensiero di tanta gente, di tutti quei italiani che ancora difendono la propria società e la propria Patria». C’è una certa enfasi nelle parole di Desideria Raggi, responsabile provinciale di Forza Nuova, che replica alle accuse degli organizzatori della manifestazione per i diritti Lgbt («Abbiamo solo mostrato uno striscione e liberato la piazza in poco più di 10 minuti…», sottolinea Raggi) e a quelle del sindaco Fabrizio Matteucci, che ha chiesto al prefetto di verificare eventuali atti illeciti legati alla presenza del movimento di estrema destra.

«La posizione del sindaco Matteucci – scrive Raggi, tra le altre cose – non fa altro che rafforzare la sua ridicola figura, si allarma per un blitz chiedendo l’immediato intervento del prefetto e parlando di raid inaccettabile. Ma dov’e il sindaco quando si tratta di condannare la violenza dei suoi quattro scagnozzi che al grido del solito stornello comunistoide, mettono a ferro e fuoco Ravenna, muovendosi quasi sempre con manifestazioni non autorizzate? Dei vari jihadisti passati per Ravenna cosa mi dice caro sindaco, o del totale degrado in cui versa la sua città?».

E al posto della banca vicino al teatro apre un’osteria-pizzeria 

A mezzogiorno ospiterà lo storico self-service della Camst
che era al mercato coperto. Alla sera un locale tutto nuovo

Il ristorante self-service “Bizantino”, al mercato coperto di Ravenna, era una sorta di istituzione in città. Da oltre vent’anni svolgeva fin quasi un ruolo sociale, con i pensionati che vivono soli che passavano a ritirare il loro pranzo d’asporto a pochi euro, gli universitari che potevano trovare qualcosa per le loro tasche e i lavoratori che avevano a disposizione una pausa pranzo veloce e completa in centro storico.

Ai tempi in cui il mercato coperto era ancora funzionante arrivava a servire in media circa 400 persone al giorno. Dal giugno del 2013, quando il mercato coperto ha chiuso, il ristorante ha proseguito la propria attività, continuando a servire in media 250 pranzi al giorno. Fino a pochi giorni fa, quando ha chiuso i battenti in concomitanza con l’avvio dei lavori preparatori (vedi articoli correlati) al cantiere del mercato coperto, dove però inizialmente sembrava dovesse restare anche in futuro. «Poi sono cambiati i piani di Coop – ci racconta al telefono Roberto Finocchiaro di Camst, la storica società cooperativa che gestisce il Bizantino – ma noi abbiamo deciso di mantenere la nostra presenza in centro, per salvaguardare in primis l’occupazione e poi anche il nostro ruolo sociale. Così abbiamo trovato un locale adatto a soli 400 metri di distanza dalla nostra storica posizione…». Si tratta dell’ex banca (vedi foto) di fianco al teatro Alighieri, su via Mariani. Circa 350 metri quadrati dove verrà riproposto il solito format del Bizantino, ossia il self-service, a pranzo, ma con in serbo una grossa novità: l’apertura serale con servizio al tavolo e un locale del tutto differente. Si chiamerà “Gustavo”, in memoria del fondatore di Camst, Gustavo Trombetti. Anzi, in maniera estesa, “Gustavo, il vero impasto”, nome programmatico per quella che sarà una pizzeria, piadineria e osteria con la caratteristica principale, unica probabilmente a Ravenna, di poter ordinare pizza e piadina di qualsiasi tipo di impasto: dal kamut ai cereali, dall’integrale a quello senza glutine. In accompagnamento taglieri di affettati esclusivamente emiliano-romagnoli, con alcune eccellenze come la mora.

«Sarà un locale del tutto differente dal Bizantino – continua Finocchiaro –, innovativo, con interni in legno progettati da un grosso studio di architetti (quello di Giovanni Cenni di Cattolica, ndr), aperto tutti i giorni, domenica compresa». A pranzo dal lunedì al venerdì self-service Bizantino, di sera e a pranzo il sabato e la domenica, Gustavo.

Oltre alle 10-12 persone che lavoravano già al ristorante del mercato coperto, Camst assumerà altre 4-5 figure per via dell’ampliamento del servizio. L’apertura a pranzo è in programma il 19 di ottobre, mentre il servizio serale partirà qualche giorno dopo, il 23 ottobre.

E al posto della banca vicino al teatro apre un’osteria-pizzeria 

A mezzogiorno ospiterà lo storico self-service della Camst che era al mercato coperto. Alla sera un locale tutto nuovo

Il ristorante self-service “Bizantino”, al mercato coperto di Ravenna, era una sorta di istituzione in città. Da oltre vent’anni svolgeva fin quasi un ruolo sociale, con i pensionati che vivono soli che passavano a ritirare il loro pranzo d’asporto a pochi euro, gli universitari che potevano trovare qualcosa per le loro tasche e i lavoratori che avevano a disposizione una pausa pranzo veloce e completa in centro storico.

Ai tempi in cui il mercato coperto era ancora funzionante arrivava a servire in media circa 400 persone al giorno. Dal giugno del 2013, quando il mercato coperto ha chiuso, il ristorante ha proseguito la propria attività, continuando a servire in media 250 pranzi al giorno. Fino a pochi giorni fa, quando ha chiuso i battenti in concomitanza con l’avvio dei lavori preparatori (vedi articoli correlati) al cantiere del mercato coperto, dove però inizialmente sembrava dovesse restare anche in futuro. «Poi sono cambiati i piani di Coop – ci racconta al telefono Roberto Finocchiaro di Camst, la storica società cooperativa che gestisce il Bizantino – ma noi abbiamo deciso di mantenere la nostra presenza in centro, per salvaguardare in primis l’occupazione e poi anche il nostro ruolo sociale. Così abbiamo trovato un locale adatto a soli 400 metri di distanza dalla nostra storica posizione…». Si tratta dell’ex banca (vedi foto) di fianco al teatro Alighieri, su via Mariani. Circa 350 metri quadrati dove verrà riproposto il solito format del Bizantino, ossia il self-service, a pranzo, ma con in serbo una grossa novità: l’apertura serale con servizio al tavolo e un locale del tutto differente. Si chiamerà “Gustavo”, in memoria del fondatore di Camst, Gustavo Trombetti. Anzi, in maniera estesa, “Gustavo, il vero impasto”, nome programmatico per quella che sarà una pizzeria, piadineria e osteria con la caratteristica principale, unica probabilmente a Ravenna, di poter ordinare pizza e piadina di qualsiasi tipo di impasto: dal kamut ai cereali, dall’integrale a quello senza glutine. In accompagnamento taglieri di affettati esclusivamente emiliano-romagnoli, con alcune eccellenze come la mora.

«Sarà un locale del tutto differente dal Bizantino – continua Finocchiaro –, innovativo, con interni in legno progettati da un grosso studio di architetti (quello di Giovanni Cenni di Cattolica, ndr), aperto tutti i giorni, domenica compresa». A pranzo dal lunedì al venerdì self-service Bizantino, di sera e a pranzo il sabato e la domenica, Gustavo.

Oltre alle 10-12 persone che lavoravano già al ristorante del mercato coperto, Camst assumerà altre 4-5 figure per via dell’ampliamento del servizio. L’apertura a pranzo è in programma il 19 di ottobre, mentre il servizio serale partirà qualche giorno dopo, il 23 ottobre.

Via ai lavori al mercato coperto Sospesa l’isola ecologica interrata

In piazza Costa tornano i cassonetti durante il cantiere

Eccola, un’altra data storica per il centro di Ravenna. Il 19 ottobre 2015, a pochi mesi da quello di piazza Kennedy, aprirà il cantiere del mercato coperto. I dettagli definitivi del progetto verranno resi noti il giorno stesso nel corso di un incontro con la stampa ma come ormai noto la struttura di piazza Costa tornerà a nuova vita, su due piani, con punti ristoro annunciati molto innovativi, una birreria e una cioccolateria artigianale (i dettagli tra gli articoli correlati), prodotti tipici, spazi per eventi culturali e un piccolo supermercato per un investimento di diversi milioni di euro da parte di Coop Adriatica, affiancata nel progetto dall’imprenditore Leonardo Spadoni dell’omonimo Molino.

Una vicenda di cui si parla da anni e che prende avvio ufficialmente nel 2010, quando Coop (da unica partecipante) si aggiudica il bando pubblico per la riqualificazione della struttura, ottenendola in concessione per 35 anni. L’anno dopo la cooperativa presenta in municipio la bozza del progetto, che allora aveva come modello l’Ambasciatori di Bologna, con tanto di libreria su due piani, ora invece non più prevista.

In occasione dei lavori preparatori all’avvio del cantiere vero e proprio il Gruppo Hera informa che da martedì, 13 ottobre, l’utilizzo dell’isola ecologica interrata di piazza Costa (vedi foto) sarà temporaneamente sospeso. Hera, in accordo con l’Amministrazione Comunale di Ravenna, per consentire ai cittadini di svolgere comunque una corretta raccolta differenziata, posizionerà in piazza Costa cassonetti dedicati alla raccolta di organico, plastica, carta/cartone e vetro.

Quella di piazza Costa è una delle due isole ecologiche interrate a servizio del centro di Ravenna insieme a quella di piazza Anita Garibaldi. I due impianti stanno registrando una percentuale di raccolta differenziata superiore al 60 percento. Nel 2014 le isole ecologiche hanno raccolto complessivamente 475.000 kg di rifiuti.

Comune di Ravenna e Gruppo Hera, in una nota, «confidano e sperano nella collaborazione di cittadini e attività, affinché sia sempre tutelato il decoro del centro città».

Via ai lavori al mercato coperto Sospesa l’isola ecologica interrata

In piazza Costa tornano i cassonetti durante il cantiere

Eccola, un’altra data storica per il centro di Ravenna. Il 19 ottobre 2015, a pochi mesi da quello di piazza Kennedy, aprirà il cantiere del mercato coperto. I dettagli definitivi del progetto verranno resi noti il giorno stesso nel corso di un incontro con la stampa ma come ormai noto la struttura di piazza Costa tornerà a nuova vita, su due piani, con punti ristoro annunciati molto innovativi, una birreria e una cioccolateria artigianale (i dettagli tra gli articoli correlati), prodotti tipici, spazi per eventi culturali e un piccolo supermercato per un investimento di diversi milioni di euro da parte di Coop Adriatica, affiancata nel progetto dall’imprenditore Leonardo Spadoni dell’omonimo Molino.

Una vicenda di cui si parla da anni e che prende avvio ufficialmente nel 2010, quando Coop (da unica partecipante) si aggiudica il bando pubblico per la riqualificazione della struttura, ottenendola in concessione per 35 anni. L’anno dopo la cooperativa presenta in municipio la bozza del progetto, che allora aveva come modello l’Ambasciatori di Bologna, con tanto di libreria su due piani, ora invece non più prevista.

In occasione dei lavori preparatori all’avvio del cantiere vero e proprio il Gruppo Hera informa che da martedì, 13 ottobre, l’utilizzo dell’isola ecologica interrata di piazza Costa (vedi foto) sarà temporaneamente sospeso. Hera, in accordo con l’Amministrazione Comunale di Ravenna, per consentire ai cittadini di svolgere comunque una corretta raccolta differenziata, posizionerà in piazza Costa cassonetti dedicati alla raccolta di organico, plastica, carta/cartone e vetro.

Quella di piazza Costa è una delle due isole ecologiche interrate a servizio del centro di Ravenna insieme a quella di piazza Anita Garibaldi. I due impianti stanno registrando una percentuale di raccolta differenziata superiore al 60 percento. Nel 2014 le isole ecologiche hanno raccolto complessivamente 475.000 kg di rifiuti.

Comune di Ravenna e Gruppo Hera, in una nota, «confidano e sperano nella collaborazione di cittadini e attività, affinché sia sempre tutelato il decoro del centro città».

Via ai lavori al mercato coperto Sospesa l’isola ecologica interrata

In piazza Costa tornano i cassonetti durante il cantiere

Eccola, un’altra data storica per il centro di Ravenna. Il 19 ottobre 2015, a pochi mesi da quello di piazza Kennedy, aprirà il cantiere del mercato coperto. I dettagli definitivi del progetto verranno resi noti il giorno stesso nel corso di un incontro con la stampa ma come ormai noto la struttura di piazza Costa tornerà a nuova vita, su due piani, con punti ristoro annunciati molto innovativi, una birreria e una cioccolateria artigianale (i dettagli tra gli articoli correlati), prodotti tipici, spazi per eventi culturali e un piccolo supermercato per un investimento di diversi milioni di euro da parte di Coop Adriatica, affiancata nel progetto dall’imprenditore Leonardo Spadoni dell’omonimo Molino.

Una vicenda di cui si parla da anni e che prende avvio ufficialmente nel 2010, quando Coop (da unica partecipante) si aggiudica il bando pubblico per la riqualificazione della struttura, ottenendola in concessione per 35 anni. L’anno dopo la cooperativa presenta in municipio la bozza del progetto, che allora aveva come modello l’Ambasciatori di Bologna, con tanto di libreria su due piani, ora invece non più prevista.

In occasione dei lavori preparatori all’avvio del cantiere vero e proprio il Gruppo Hera informa che da martedì, 13 ottobre, l’utilizzo dell’isola ecologica interrata di piazza Costa (vedi foto) sarà temporaneamente sospeso. Hera, in accordo con l’Amministrazione Comunale di Ravenna, per consentire ai cittadini di svolgere comunque una corretta raccolta differenziata, posizionerà in piazza Costa cassonetti dedicati alla raccolta di organico, plastica, carta/cartone e vetro.

Quella di piazza Costa è una delle due isole ecologiche interrate a servizio del centro di Ravenna insieme a quella di piazza Anita Garibaldi. I due impianti stanno registrando una percentuale di raccolta differenziata superiore al 60 percento. Nel 2014 le isole ecologiche hanno raccolto complessivamente 475.000 kg di rifiuti.

Comune di Ravenna e Gruppo Hera, in una nota, «confidano e sperano nella collaborazione di cittadini e attività, affinché sia sempre tutelato il decoro del centro città».

«Il terrorismo psicologico delle Sentinelle fa nascere l’incursione di Forza Nuova»

Le parole dei manifestanti per i diritti omosessuali e uguaglianza E Forza Italia critica il sindaco: «Non sempre severo con illegalità»

«L’incursione di Forza Nuova nella pacifica manifestazione per le famiglie omogenitoriali e per i diritti civili organizzata dal gruppo “Over the rainbow” è stata un episodio allarmante perché non va considerato come una bravata da poco, bensì come un atto concreto ed estremista nato dal terrorismo psicologico propagandato da gruppi contro l’uguaglianza e la vita delle persone omosessuali come le Sentinelle in piedi». L’indomani dell’episodio arriva il commento degli organizzatori della contromanifestazione andata in scena in piazza del Popolo a Ravenna l’11 ottobre come risposta al sit-in delle Sentinelle in piazza San Francesco a «difesa della famiglia naturale composta da uomo e donna».

Il blitz di Forza Nuova, con striscioni e fumogeni, non ha avuto conseguenze tra i partecipanti presenti sotto le finestre del municipio ma ha creato attimi di tensione confusione. «Solo grazie alla pacificità degli animi dei partecipanti e organizzatori e all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, questa incursione del piccolo battaglione nero è stata respinta responsabilmente», commentano quelli di Over the rainbow.

Il gruppo che si riconosce nella galassia Lgbt per una lotta a favore delle uguaglianze e contro le discriminazioni ritiene che «questi tentativi di divulgare paura nella società usandoci come caprio espiatorio, oltre che esser deprecabili, ispirano inevitabilmente azioni che tendono sempre più all’estremismo. E la noncuranza di tali conseguenze mostra come il silenzio delle Sentinelle sia anche rappresentazione di un’indifferenza totale per il benessere e la serenità delle persone omosessuali, anche minorenni, quali presenti alla manifestazione, e dei loro figli».

Un ringraziamento va all’indirizzo del sindaco Fabrizio Matteucci «che si è subito preoccupato dell’accaduto e ha esortato a procedere con l’identificazione e il perseguimento di chi si è reso colpevole di tali azioni prive di civiltà e legalità».

Di altro tenore le parole rivolte al primo cittadino da Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale: «Va condannato il blitz messo in scena da un partito di estrema destra, verificatosi in assenza dei requisiti minimi richiesti dalle autorità per le manifestazioni pubbliche, requisiti previsti per evitare che a provocazioni di un segno si risponda con provocazioni di segno opposto in un’escalation che potrebbe mettere a repentaglio l’incolumità dei presenti, compresi quelli che passano casualmente dal luogo. Ma non ci stancheremo mai di ricordare la pavidità e la debolezza con la quale manifestazioni molto più violente e pericolose, per nulla autorizzate, contro il convivere civile di questa città, furono trattate dal sindaco e dal prefetto di allora, nel momento in cui un ampio gruppo di musulmani prese per ben due volte possesso del centro città al grido di “Allah Akbar”. Quando si sarà ammessa la leggerezza con cui vennero affrontati quegli episodi e quanto timore vi fosse da parte del primo cittadino nel prendere una posizione netta come quella giusta di quest’oggi nei confronti di Forza Nuova, il sindaco avrà finalmente i titoli per lanciare proclami, comunque più che giustificati, contro ogni tipo di manifestazione non autorizzata».

La posizione di Matteucci era riassunta in poche righe: «L’irruzione di militanti di Forza Nuova alla manifestazione sui diritti delle persone che si è svolta domenica in piazza del Popolo è una cosa inaccettabile e, a mio giudizio, ne vanno attentamente vagliati i possibili profili di illegalità».

Meccanico in nero con tanto di catalogo Quasi 400mila euro non dichiarati

L’officina nel garage di casa, ma non l’aveva mai denunciata

Un meccanico di moto e scooter completamente in nero è stato scoperto dai finanzieri della tenenza di Cervia; in quattro anni non ha dichiarato redditi per circa 400.000 euro (l’imposta evasa stimata è pari a quasi 200.000 euro).

Le Fiamme Gialle hanno individuato l’attività abusiva in una zona periferica del territorio cervese. Il meccanico svolgeva la propria attività in un garage situato presso la propria abitazione privata, senza possedere alcuna autorizzazione.

I veicoli in sosta nei pressi dell’officina e la presenza di un vero e proprio catalogo on-line con tanto di costi dei pezzi di ricambio e foto delle elaborazioni prodotte dal meccanico hanno confermato ai finanzieri l’ipotesi di non trovarsi di fronte a un appassionato di motori ma a un vero e proprio artigiano specializzato.

Così, dopo appostamenti e sopralluoghi volti a riscontrare l’effettivo svolgimento dell’attività abusiva, è scattato l’intervento e il meccanico è stato sottoposto a una verifica fiscale, in cui è stata accertata la mancanza delle prescritte autorizzazioni per esercitare l’attività.

L’officina, condotta abusivamente e in evasione d’imposta, era totalmente sconosciuta al fisco in quanto il responsabile non aveva mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi, né era stata fatta alcuna comunicazione di inizio attività. Grazie anche alle indagini bancarie, i finanzieri sono riusciti a determinare entrate e uscite dell’attività svolta in nero. La ricostruzione delle vendite di parti di ricambio ed altri accessori modificati (peraltro sembra molto apprezzati dagli appassionati delle corse) ha permesso di appurare introiti non dichiarati per quasi 400.000 euro di imponibile, un’imposta evasa per oltre 100.000 euro ed Iva dovuta e mai versata per oltre 80.000 euro.

Le attrezzature e le strumentazioni utilizzate per l’attività in nero sono state sequestrate e l’esercizio abusivo dell’attività meccanica è stata segnalata anche alla Camera di Commercio per le contestazioni amministrative di competenza.

 

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi