mercoledì
10 Giugno 2026

Il Comune affida il bagno Marinabay a una società in guerra con tre Comuni

Esclusa la cordata Zangaglia-Monaco ora la concessione nelle mani della Symposion di Bergamo con contenziosi in Liguria e Toscana

La pagina Facebook è ancora aperta con tremila fan e le foto di gente che sorride con la camicia sbottonata sul pettorale, i top aderenti sul seno, l’abbronzatura di fine estate e il drink in mano. Erano i tempi d’oro. Era sabato 31 agosto del 2013. Ci fu da aspettare un paio di settimane e al Marinabay arrivarono i carabinieri a mettere i sigilli: tutto sotto sequestro preventivo per occupazione abusiva di suolo demaniale come conseguenza di dieci anni di mancati pagamenti di canoni per un debito totale della Marinabay srl di Reggio Emilia di 300mila euro verso lo Stato. I sigilli sono poi stati rimossi ma la concessione è stata revocata e da allora non ha più riaperto. Gli eventi degli ultimi giorni lasciano il dubbio concreto che anche nell’estate 2016 il più grande stabilimento balneare dei nove lidi ravennati (in totale 14mila metri quadrati tra spiaggia e strutture) resterà abbandonato alla malora dentro un recinto piantato per evitare l’intrusione di vandali e senzatetto per ragioni di sicurezza dopo un principio di incendio.

È sulla spiaggia con lettini e ombrelloni ma ufficialmente non è uno stabilimento balneare bensì un pubblico esercizio. Questo è l’inquadramento normativo della concessione ventennale messa a gara dal Comune di Ravenna, lo stesso inquadramento che definiva il Marinabay fino al 2013 quando è stato operativo. Una distinzione apparentemente solo formale ma che nei fatti si traduce in una maggiore libertà di orari (per questo poteva fare serate fino alle 3 di notte) ma anche nella possibilità di apertura tutto l’anno. La storia alle spalle del Marinabay parte dalla fine degli anni ‘50 quando nasce il Bagno Nello fondato da Nello Panzavolta (il fratello Urbano aprì l’omonimo Bagno Urbano). Negli anni ‘80 la compagine societaria viene rilevata da Vladimiro Trombini, nel 1997 entrano tra i soci Alessandro Papetti e Stefania Sintini attraverso la società Summer: la novità avviene in parallelo all’acquisizione dell’adiacente Bagno Lido e la fusione dei due stabilimenti, incentivata dal piano dell’arenile dell’epoca, concede una premialità in termini di metri quadri di superficie utilizzabile e nasce l’enorme struttura del Nello Beach. Tra i soci entrano Oliviero Garlini e Maura Cattaneo. Nel 2007 Trombini cede le sue quote alla Summer di Papetti-Sintini e Garlini-Cattaneo cedono le loro alla Viesse di Enrico Visconti e alla Sogno Verde di Giuliano Debbi. Che l’anno successivo acquista anche le quote della Summer facendo nascere la società Marinabay con sede a Reggio Emilia. Debbi, originario di Sassuolo, figura tra le persone indagate nell’ambito della vasta inchiesta Aemilia sulle presunte infiltrazioni ndraghetiste nella nostra regione. Le indagini hanno fatto emergere alcune ipotesi di estorsione nel nostro territorio: ci sarebbe stato il tentativo di prendere il controllo del Marinabay.

Eppure sembrava che il rilancio fosse partito e la prossima stagione balneare fosse quella in cui avremmo visto le novità. A sconvolgere il futuro del Marinabay è stato l’annuncio dato dal Comune di Ravenna l’8 ottobre con una nota ufficiale: «La costituenda associazione temporanea di imprese (Ati) è decaduta dall’aggiudicazione provvisoria e l’amministrazione procederà allo scorrimento della graduatoria e all’aggiudicazione della concessione demaniale al secondo classificato, previa verifica circa il possesso dei requisiti prescritti dal bando». Cinque mesi fa una commissione di gara a Palazzo Merlato aveva assegnato a una cordata di imprenditori ravennati la concessione per poter avviare l’attività del bagno: la sfida per la difficile rinascita sarebbe spettata a Alessandro Zangaglia, fondatore del Santa Fè e titolare della società Bbk che gestisce l’omonimo locale a Punta Marina, e Carlantonio Monaco, titolare della società Il Piccolo Mondo che gestisce il bagno White Beach a Marina. La valutazione della domanda, composta da un’offerta economica e da un progetto di restyling firmato dall’architetto Fabrizio Fontana, aveva ottenuto 84,2 punti su 100 contro i 68,3 della società Symposion di Bergamo, l’unica altra concorrente. Ora la classifica si ribalta perché a proposito della società di Monaco è emerso un mancato versamento di contributi Inail da 986,35 euro che equivale a un parere negativo per il Durc, il documento unico di regolarità contributiva rilasciato dalla Cassa edile competente per zona, necessario per l’inizio lavori di un cantiere in Italia.

La società Il Piccolo Mondo (ufficialmente registrata in Camera di Commercio con la ragione sociale “Il Piccolo Mondo di”) venne costituita a novembre 2011 dai ravennati Angela Chiara Focaccia e Palmiro Gaudenzi avviando un commercio al dettaglio di oggetti d’arte di culto e di decorazione, chincaglieria e bigiotteria. A febbraio 2014 tutte le quote passarono al 46enne Carlantonio Monaco, noto come Carlo e originario di Conselice, che oggi è titolare al 100 percento e amministratore unico. Alla fine di giugno aveva cinque dipendenti e un capitale sociale di 10mila euro. I diretti interessati non smentiscono la circostanza del mancato versamento Inail. Ma ritengono di aver sanato le mancanze in tempo utile per essere considerati in regola nella procedura di gara: «Un’omissione nel pagamento attribuibile a un errore di uno studio commerciale, prontamente regolarizzata non appena avuta la contezza, ben prima dell’assegnazione alle società della concessione demaniale». Ecco perché annunciano un ricorso al tribunale amministrativo regionale (Tar). E a chi nutre dubbi sulla buona fede fanno notare una circostanza: «Il solo versamento del deposito cauzionale per accedere alla gara è stato di oltre dieci volte superiore alla somma versata in ritardo. Tanto sembra sufficiente a far intendere che si sia trattato di mero infortunio e non di premeditazione nel versare in ritardo una cifra così modesta».

Adesso in pole position per dare un volto nuovo al Marinabay c’è, come detto, la Symposion di Bergamo. Nella mattinata del 13 ottobre è avvenuto un incontro tra l’amministrazione comunale e alcuni rappresentanti della società: entro una trentina di giorni dovrebbero essere completate le verifiche per arrivare all’aggiudicazione definitiva (attualmente si tratta infatti di una aggiudicazione provvisoria) ma va ricordato che con la cordata Monaco-Zangaglia il Comune ha impiegato cinque mesi e su tutto incombe la possibilità di una sospensiva concessa dal Tar per valutare nel merito il ricorso che potenzialmente potrebbe chiudersi con un nuovo ribaltone delle graduatorie a rimettere Ravenna davanti a Bergamo.

Il 90 percento della Symposion (capitale sociale di 10mila euro, fino a tre mesi fa 38 addetti) è di proprietà della 44enne bergamasca Maria Cristina Bolognini: è amministratore unico ma non siamo riusciti a contattarla pur telefonando diverse volte agli uffici, l’abbiamo trovata sempre in riunione o fuori per appuntamenti. L’altro 10 percento è dell’avvocato Vincenzo Cugno Garrano che ci informa di non seguire più le pratiche della società avendo lasciato tutto nelle mani del collega di studio Giacomo Radici con cui però non abbiamo potuto parlare. Siamo riusciti a parlare con il ragionere Michele Monteleone, responsabile commerciale: «Il Comune di Ravenna ha escluso la prima classificata e ha contattato noi per capire se siamo ancora interessati (in caso contrario verrebbe rifatta una nuova gara, ndr). Da quando il bando si è chiuso sono passati cinque mesi, un tempo lungo nella gestione di una società che ha progetti in molte parti d’Italia. Credo sia normale che prima di confermare o smentire il nostro interesse per la concessione in gara a Ravenna ci serva un po’ di tempo per riprendere in mano quello che avevamo progettato e fare delle valutazioni interne per capire se ha ancora senso investire in questa iniziativa. Daremo una risposta al Comune a breve. E al momento è inutile fornire dettagli sul tipo di progetto visto che si tratta di una aggiudicazione provvisoria».

Il passato recente della Symposion, fondata nel 2009, è costellato da alcune avventure simili a quella del Marinabay ma concluse anzitempo con contenziosi in corso tra la società e altre amministrazioni pubbliche locali che, a differenza della posizione tenuta da Piazza del Popolo, si sono rese disponibili a fornire spiegazioni e cifre dei singoli bandi.

Esattamente un anno fa il Comune di Forte dei Marmi revocò l’affidamento del servizio di somministrazione alimenti e bevande annesso alla spiaggia attrezzata di ponente «invitando la Symposion al pagamento dell’intero canone della stagione 2014». Con un sopralluogo della polizia municipale il 23 settembre era stata accertata la chiusura del servizio di somministrazione già a partire dal 17 settembre in violazione del regolamento degli arenili, che prevede il periodo minimo di apertura degli stabilimenti fino al 20 settembre, e dell’ordinanza di prolungamento della stagione balneare fino al 2 novembre. «Inoltre la società non si è presentata all’invito trasmesso dall’ufficio gare e contratti per stipulare il contratto».

È sempre di un anno fa il contenzioso con la società Porto Venere Servizi portuali e turistici (Srl controllata al 51 dal Comune di Porto Venere in provincia di La Spezia). La Symposion aveva vinto il bando triennale 2014-16 con un’offerta da 245mila euro per la gestione della spiaggia comunale e del bagno Arenella: a settembre 2014, dopo quattro mesi di operatività, la concessionaria ha deciso di rescindere il contratto avviando una causa per il recupero di circa 80mila euro che ritengono di dover avere.

Risalgono invece al 2013 le problematiche con il Comune di Celle Ligure. Tra le cinquemila anime della località in provincia di Savona la Symposion sbarcò con un’offerta sontuosa che sbaragliò la concorrenza nella gara per la gestione 2013-16 di quella che viene chiamata spiaggia libera attrezzata: due tratti di litorale con chioschi e ombrelloni e due porzioni a disposizione di chiunque. Proponendo 37mila euro annui la Symposion si aggiudica il servizio a ridosso della stagione estiva così pur in assenza di alcuni documenti la società di Bergamo avvia l’attività. Secondo quanto si apprende dal Comune quei documenti non sarebbero mai arrivati, il contratto non è stato mai firmato, dei 37mila euro del primo anno sono stati pagati solamente 5mila dopo ripetuti solleciti e non sono mancate manifestazioni del personale ingaggiato che lamentava ritardi nei pagamenti. A fine estate il Comune allontana la Symposion avviando una causa per il recupero crediti a cui aggiungere un richiesta danni di circa 10mila euro perché se ne sarebbero andati senza ricoverare le attrezzature causandone di fatto il danneggiamento con le prime ondate di maltempo. Non solo: il Comune fece segnalazione all’Anac, l’autorità nazionale anti corruzione al cui archivio possono accedere tutte le pubbliche amministrazioni per poi decidere se tenere in considerazione o meno le informazioni inserite in precedenza.

La Symposion, ancora per bocca di Monteleone, ha dato massima disponibilità per illustrare i contorni di queste vicende: «Le amministrazioni ritengono di avere le loro ragioni, noi riteniamo di avere le nostre, ci sarà una magistratura che dovrà decidere». Preferendo evitare spiegazioni via telefono, la società ha rinviato ogni chiarimento a un incontro futuro in cui intende mostrare a R&D i documenti e le pratiche a sostegno delle proprie posizioni nelle diatribe legali con i tre Comuni.

In piazza il Pd raccoglie proposte per Ravenna «solidale, dinamica, felice»

Il 24 ottobre giornata conclusiva del progetto di partecipazione
per comporre il programma di governo del candidato Liverani

Gli organizzatori, cioè il Partito democratico, assicurano che «tutto si svolgerà in un clima informale, rilassato e diretto»: si tratta della giornata che concluderà il progetto “Immagina Ravenna”, campagna di partecipazione promossa dal Pd per raccogliere idee e proposte per il programma di governo in vista delle elezioni 2016. Appuntamento aperto a tutti il 24 ottobre in piazza Garibaldi: «Attraverso il metodo dell’Open Space, una particolare tecnica partecipativa, verrà dato modo a tutti i presenti di fare proposte e mettere in rete visioni ed esperienze per costruire un programma comune e condiviso, a partire dalla domanda “Immagina Ravenna tra dieci anni: quali proposte per una città solidale, dinamica e felice?”. Partendo dal tema dell’incontro chiunque potrà discutere di ciò che ritiene importante o per il quale prova interesse». La conclusione della giornata sarà con l’intervento di Enrico Liverani, candidato sindaco del Pd alle prossime elezioni.

Come si svolge la giornata? «Il metodo consente di gestire un confronto di gruppo e raccogliere, selezionare e omogeneizzare i diversi contenuti espressi dai partecipanti, evidenziando i diversi punti di vista su un determinato tema, per arrivare ad un’analisi che consideri le affermazioni di tutti e mantenga la ricchezza delle proposte individuali. Permetterà ad ognuno di condividere il proprio bagaglio di conoscenze, di idee e di proposte e di sperimentare nuove e piacevoli relazioni tra le persone».

Perché la scelta di un percorso partecipato? Così lo spiega il Pd in un comunicato: «L’esigenza di creare un dibattito aperto e inclusivo che facesse circolare le idee mettendole a confronto. Abbiamo provato a rendere più forte e più partecipata la politica, spalancando le porte a chi condivide i nostri valori, le nostre speranze e le nostre preoccupazioni e vuole prendere parte attivamente alla costruzione di nuovi progetti».

Si comincia alle 10 con la registrazione dei partecipanti e dopo la definizione dei temi di discussione per le 11.30 è previsto l’inizio dei tavoli di lavoro fino alle 14.45 (pausa pranzo dalle 13 alle 14). Conclusioni alle 14.45 e alle 15.15 l’intervento di Liverani.

In piazza il Pd raccoglie proposte per Ravenna «solidale, dinamica, felice»

Il 24 ottobre giornata conclusiva del progetto di partecipazione per comporre il programma di governo del candidato Liverani

Gli organizzatori, cioè il Partito democratico, assicurano che «tutto si svolgerà in un clima informale, rilassato e diretto»: si tratta della giornata che concluderà il progetto “Immagina Ravenna”, campagna di partecipazione promossa dal Pd per raccogliere idee e proposte per il programma di governo in vista delle elezioni 2016. Appuntamento aperto a tutti il 24 ottobre in piazza Garibaldi: «Attraverso il metodo dell’Open Space, una particolare tecnica partecipativa, verrà dato modo a tutti i presenti di fare proposte e mettere in rete visioni ed esperienze per costruire un programma comune e condiviso, a partire dalla domanda “Immagina Ravenna tra dieci anni: quali proposte per una città solidale, dinamica e felice?”. Partendo dal tema dell’incontro chiunque potrà discutere di ciò che ritiene importante o per il quale prova interesse». La conclusione della giornata sarà con l’intervento di Enrico Liverani, candidato sindaco del Pd alle prossime elezioni.

Come si svolge la giornata? «Il metodo consente di gestire un confronto di gruppo e raccogliere, selezionare e omogeneizzare i diversi contenuti espressi dai partecipanti, evidenziando i diversi punti di vista su un determinato tema, per arrivare ad un’analisi che consideri le affermazioni di tutti e mantenga la ricchezza delle proposte individuali. Permetterà ad ognuno di condividere il proprio bagaglio di conoscenze, di idee e di proposte e di sperimentare nuove e piacevoli relazioni tra le persone».

Perché la scelta di un percorso partecipato? Così lo spiega il Pd in un comunicato: «L’esigenza di creare un dibattito aperto e inclusivo che facesse circolare le idee mettendole a confronto. Abbiamo provato a rendere più forte e più partecipata la politica, spalancando le porte a chi condivide i nostri valori, le nostre speranze e le nostre preoccupazioni e vuole prendere parte attivamente alla costruzione di nuovi progetti».

Si comincia alle 10 con la registrazione dei partecipanti e dopo la definizione dei temi di discussione per le 11.30 è previsto l’inizio dei tavoli di lavoro fino alle 14.45 (pausa pranzo dalle 13 alle 14). Conclusioni alle 14.45 e alle 15.15 l’intervento di Liverani.

Giovinbacco in centro: non solo vino Cibo di strada in quattro piazze

Ecco il programma della manifestazione: mappa, orari e prezzi

In occasione di GiovinBacco 2015 Piazza del Popolo, a Ravenna, diventerà per tre giorni – da venerdì a domenica – la piazza del vino romagnolo: teatro di assaggi, degustazioni in compagnia e brindisi. Ma l’edizione di quest’anno dislocata negli spazi centrali del centro storico si presta al consumo di diverse varietà di street food, tra un calice e l’altro.

Ad ospitare il cibo di strada di qualità saranno ben quattro piazze. La prima, Piazza XX Settembre, è dedicata alla piadina e alle birre artigianali. Proporranno le loro piadine BiancoMangiare di Castiglione di Ravenna e Nud e Crud di Rimini; per accompagnarle si potranno scegliere le birre di ben cinque birrifici artigianali locali: Mazapegul di Civitella di Romagna, Birra Bizantina e Birra Diabolik di Ravenna, Birra Beerson di Bagnacavallo, e Birra Salinae di Cervia.
Momento importante per gli amanti della piadina sarà venerdì 23 ottobre, quando sulla stessa piazza si terrà il Trofeo della Piadina d’Oro organizzato da Cna e Confartigianato Ravenna.

La seconda piazza del cibo di strada di qualità sarà Piazza Einaudi. Qui si potranno gustare i piatti di quattro noti ristoranti romagnoli. L’Osteria del Gran Fritto di Stefano Bartolini presenterà i suoi famosi piatti di pesce, tra cui il cono di fritto. Si continua con i ravennati: L’Osteria Acciuga con i piatti dello chef Matteo Salbaroli e I Passatelli 1962 del Mariani, con i cappelletti della tradizione romagnola. A chiudere il BBQ o barbercue di carne e di pesce di Per Te Catering / La Cantinaza di Milano Marittima.

Infine in Piazza San Francesco c’è il cibo di strada della tradizione siciliana proposto dalla Pasticceria Palumbo. Ma piatti e assaggi saranno proposti anche in Piazza dell’Unità d’Italia nel grande spazio che ospita Slow Food e Il Lavoro dei Contadini.

In piazza del Popolo per gli appassionati saranno oltre 200 le etichette, tra vini bianchi, rossi e passiti, per un totale di 56 cantine del nostro territorio, divise in quattro grandi aree: Imola e Faenza; Ravenna e Rimini; Forlì e Predappio; Cesena e Bertinoro. Il grande spazio coperto in piazza del Popolo aprirà venerdì dalle 17 alle 23, il sabato dalle 11 alle 23, e la domenica dalle 11 alle 21.

Le degustazioni di vino sono a pagamento e i biglietti sono in vendita presso le casse dello stesso spazio coperto con queste modalità:
• Carnet di 4 tagliandi per 4 degustazioni: 7 euro con il calice / 5 euro senza calice
• Carnet di 6 tagliandi per 6 degustazioni: 9 euro con il calice / 7 euro senza calice
• Carnet di 10 tagliandi per 10 degustazioni: 12 euro con il calice / 10 euro senza calice
Per un assaggio di vino passito o di Sangiovese Riserva sono necessari 2 tagliandi degustazione. Per tutti gli altri vini rossi e bianchi 1 solo tagliando. Con l’acquisto di ogni carnet di degustazione è previsto un buono sconto del 10% per un piatto da consumare allo Spazio Slow Food.

Come per ogni edizione passata, anche quest’anno si premieranno il migliore Romagna Sangiovese Doc Riserva (annata 2012) e il miglior Albana Docg (annata 2014). I vini in competizione sono selezionati da una giuria qualificata presieduta da Fabio Giavedoni, curatore della guida nazionale Slow Wine di Slow Food, accompagnato da Mariella Caputo, sommelier Ais, Giuseppe Meglioli, enologo consigliere nazionale Onav, Francesca Bidasio sommelier Slow Food. La premiazione si terrà alle 17.30 di sabato 24 ottobre, presso la Sala Spadolini della Biblioteca Oriani.

Info: 339 4703606, www.giovinbacco.it e facebook.com/GiovinBacco.

Giovinbacco in centro: non solo vino Cibo di strada in quattro piazze

Ecco il programma della manifestazione: mappa, orari e prezzi

In occasione di GiovinBacco 2015 Piazza del Popolo, a Ravenna, diventerà per tre giorni – da venerdì a domenica – la piazza del vino romagnolo: teatro di assaggi, degustazioni in compagnia e brindisi. Ma l’edizione di quest’anno dislocata negli spazi centrali del centro storico si presta al consumo di diverse varietà di street food, tra un calice e l’altro.

Ad ospitare il cibo di strada di qualità saranno ben quattro piazze. La prima, Piazza XX Settembre, è dedicata alla piadina e alle birre artigianali. Proporranno le loro piadine BiancoMangiare di Castiglione di Ravenna e Nud e Crud di Rimini; per accompagnarle si potranno scegliere le birre di ben cinque birrifici artigianali locali: Mazapegul di Civitella di Romagna, Birra Bizantina e Birra Diabolik di Ravenna, Birra Beerson di Bagnacavallo, e Birra Salinae di Cervia.
Momento importante per gli amanti della piadina sarà venerdì 23 ottobre, quando sulla stessa piazza si terrà il Trofeo della Piadina d’Oro organizzato da Cna e Confartigianato Ravenna.

La seconda piazza del cibo di strada di qualità sarà Piazza Einaudi. Qui si potranno gustare i piatti di quattro noti ristoranti romagnoli. L’Osteria del Gran Fritto di Stefano Bartolini presenterà i suoi famosi piatti di pesce, tra cui il cono di fritto. Si continua con i ravennati: L’Osteria Acciuga con i piatti dello chef Matteo Salbaroli e I Passatelli 1962 del Mariani, con i cappelletti della tradizione romagnola. A chiudere il BBQ o barbercue di carne e di pesce di Per Te Catering / La Cantinaza di Milano Marittima.

Infine in Piazza San Francesco c’è il cibo di strada della tradizione siciliana proposto dalla Pasticceria Palumbo. Ma piatti e assaggi saranno proposti anche in Piazza dell’Unità d’Italia nel grande spazio che ospita Slow Food e Il Lavoro dei Contadini.

In piazza del Popolo per gli appassionati saranno oltre 200 le etichette, tra vini bianchi, rossi e passiti, per un totale di 56 cantine del nostro territorio, divise in quattro grandi aree: Imola e Faenza; Ravenna e Rimini; Forlì e Predappio; Cesena e Bertinoro. Il grande spazio coperto in piazza del Popolo aprirà venerdì dalle 17 alle 23, il sabato dalle 11 alle 23, e la domenica dalle 11 alle 21.

Le degustazioni di vino sono a pagamento e i biglietti sono in vendita presso le casse dello stesso spazio coperto con queste modalità:
• Carnet di 4 tagliandi per 4 degustazioni: 7 euro con il calice / 5 euro senza calice
• Carnet di 6 tagliandi per 6 degustazioni: 9 euro con il calice / 7 euro senza calice
• Carnet di 10 tagliandi per 10 degustazioni: 12 euro con il calice / 10 euro senza calice
Per un assaggio di vino passito o di Sangiovese Riserva sono necessari 2 tagliandi degustazione. Per tutti gli altri vini rossi e bianchi 1 solo tagliando. Con l’acquisto di ogni carnet di degustazione è previsto un buono sconto del 10% per un piatto da consumare allo Spazio Slow Food.

Come per ogni edizione passata, anche quest’anno si premieranno il migliore Romagna Sangiovese Doc Riserva (annata 2012) e il miglior Albana Docg (annata 2014). I vini in competizione sono selezionati da una giuria qualificata presieduta da Fabio Giavedoni, curatore della guida nazionale Slow Wine di Slow Food, accompagnato da Mariella Caputo, sommelier Ais, Giuseppe Meglioli, enologo consigliere nazionale Onav, Francesca Bidasio sommelier Slow Food. La premiazione si terrà alle 17.30 di sabato 24 ottobre, presso la Sala Spadolini della Biblioteca Oriani.

Info: 339 4703606, www.giovinbacco.it e facebook.com/GiovinBacco.

Sgombero all’ex Telecom di Bologna «Rimuovere prefetto e questore»

Interrogazione al ministro del deputato ravennate di Sel, Paglia
«Azione inaccettabile, il Comune sapeva che c’erano dei bambini»

È stata consegnata oggi al ministro degli Interni Angelino Alfano una interrogazione a firma anche del deputato ravennate di Sel, Giovanni Paglia, in cui si chiede la rimozione del prefetto e del questore di Bologna.

Il tema è naturalmente quello dell’ex Telecom, il palazzo di un fondo privato di via Fioravanti, a Bologna, che è stato occupato il 4 dicembre 2014 da quasi trecento persone, soprattutto famiglie con bambini. Famiglie che – denuncia il collettivo Social Log attivo sul fronte dell’emergenza casa, ripreso da un articolo di Repubblica Bologna – avevano fatto domanda per un alloggio popolare ma non avevano un tetto. Oggi è scattato lo sgombero, definito dallo stesso Paglia su Facebook, «inaccettabile».

Nell’interrogazione – firmata insieme ai colleghi di partito e onorevoli Arturo Scotto e Nicola Fratoianni – Paglia sottolinea come fosse nota la presenza di minori iscritti a scuola nell’immobile sgomberato, avendo il Comune di Bologna «più volte e pubblicamente ribadito di non essere nelle condizioni di offrire una soluzione abitativa ai residenti nelle diverse occupazioni presenti in città».

Nonostante tutto – scrivono i deputati di Sel, «la questura ha deciso di procedere ad un altro sgombero dopo quello della scorsa settimana in via Solferino, nonostante i problemi già verificatisi in quell’occasione».

Sgombero all’ex Telecom di Bologna «Rimuovere prefetto e questore»

Interrogazione al ministro del deputato ravennate di Sel, Paglia «Azione inaccettabile, il Comune sapeva che c’erano dei bambini»

È stata consegnata oggi al ministro degli Interni Angelino Alfano una interrogazione a firma anche del deputato ravennate di Sel, Giovanni Paglia, in cui si chiede la rimozione del prefetto e del questore di Bologna.

Il tema è naturalmente quello dell’ex Telecom, il palazzo di un fondo privato di via Fioravanti, a Bologna, che è stato occupato il 4 dicembre 2014 da quasi trecento persone, soprattutto famiglie con bambini. Famiglie che – denuncia il collettivo Social Log attivo sul fronte dell’emergenza casa, ripreso da un articolo di Repubblica Bologna – avevano fatto domanda per un alloggio popolare ma non avevano un tetto. Oggi è scattato lo sgombero, definito dallo stesso Paglia su Facebook, «inaccettabile».

Nell’interrogazione – firmata insieme ai colleghi di partito e onorevoli Arturo Scotto e Nicola Fratoianni – Paglia sottolinea come fosse nota la presenza di minori iscritti a scuola nell’immobile sgomberato, avendo il Comune di Bologna «più volte e pubblicamente ribadito di non essere nelle condizioni di offrire una soluzione abitativa ai residenti nelle diverse occupazioni presenti in città».

Nonostante tutto – scrivono i deputati di Sel, «la questura ha deciso di procedere ad un altro sgombero dopo quello della scorsa settimana in via Solferino, nonostante i problemi già verificatisi in quell’occasione».

Ladri acrobati entrano dal tetto nel supermercato in piena notte

Le telecamere li riprendono in fuga tra i campi fino all’auto

Un gruppo composto da 4 o 5 ladri è entrato di notte dal tetto nel supermercato D Più di via Stroppata, ad Alfonsine, riuscendo a portare via televisioni, cellulari e generi alimentari per un valore di oltre 1.500 euro.

I ladri, dopo aver forzato il tetto in lamiera e sfondato il controsoffitto, si sono calati all’interno del negozio poco prima delle 2 di notte, venendo poi ripresi dalle telecamere antistanti mentre scappavano nei campi fino a raggiungere un vicino distributore dove sono saliti a bordo di un’auto.

I carabinieri sono già sulle loro tracce, avendo raccolto abbastanza elementi per arrivare a formulare delle ipotesi o comunque ad avere in mente i nomi di qualche sospettato.

Il 3 novembre i Foo Fighters a Cesena Si realizza il sogno del fan di Fusignano

Fabio Zaffagnini aveva organizzato in luglio il video con i mille
musicisti impegnati a suonare un loro pezzo. Ora l’annuncio

E Fabio Zaffagnini, alla fine, ce l’ha fatta davvero. Il sogno del 39enne di Fusignano (la sua storia tra gli articoli correlati) di portare a suonare a Cesena una delle rock band più amate del mondo ora è realtà. Manca infatti ormai solo l’ufficialità, ma in rete circolano già i dettagli. Tra pochi giorni, il 3 novembre, i Foo Fighters suoneranno al Carisport di Cesena.

Un concerto storico perché arriva in seguito all’appello degli stessi fan, che hanno abbracciato in toto l’idea di Zaffagnini di organizzare una sorta di flashmob da Guinness dei Primati e si sono presentati in luglio al parco dell’ippodromo di Cesena per suonare contemporaneamente, in mille, un pezzo dei Foo Fighters, registrando il tutto e realizzando un video visto al momento su Youtube da oltre 25 milioni di persone in tutto il mondo. Un appello al quale il gruppo americano di Dave Grohl ha risposto immediatamente, invitando anche gli organizzatori del Rockin’1000 (come era stato ribattezzato il progetto), Zaffagnini in testa, negli Stati Uniti.

Ora il sito di Panorama – già ripreso da molti altri a livello nazionale – ha annunciato la data tanto attesa, 3 novembre. A quanto pare i mille partecipanti al flashmob potranno esercitare il diritto di prelazione sui biglietti, mentre i posti disponibili totali non sarebbero più di 4mila, con i biglietti in vendita su TicketOne. I Foo Fighters si esibiranno in Italia anche il 13 novembre a Bologna e il giorno dopo a Torino.

Il 3 novembre i Foo Fighters a Cesena Si realizza il sogno del fan di Fusignano

Fabio Zaffagnini aveva organizzato in luglio il video con i mille
musicisti impegnati a suonare un loro pezzo. Ora l’annuncio

E Fabio Zaffagnini, alla fine, ce l’ha fatta davvero. Il sogno del 39enne di Fusignano (la sua storia tra gli articoli correlati) di portare a suonare a Cesena una delle rock band più amate del mondo ora è realtà. Manca infatti ormai solo l’ufficialità, ma in rete circolano già i dettagli. Tra pochi giorni, il 3 novembre, i Foo Fighters suoneranno al Carisport di Cesena.

Un concerto storico perché arriva in seguito all’appello degli stessi fan, che hanno abbracciato in toto l’idea di Zaffagnini di organizzare una sorta di flashmob da Guinness dei Primati e si sono presentati in luglio al parco dell’ippodromo di Cesena per suonare contemporaneamente, in mille, un pezzo dei Foo Fighters, registrando il tutto e realizzando un video visto al momento su Youtube da oltre 25 milioni di persone in tutto il mondo. Un appello al quale il gruppo americano di Dave Grohl ha risposto immediatamente, invitando anche gli organizzatori del Rockin’1000 (come era stato ribattezzato il progetto), Zaffagnini in testa, negli Stati Uniti.

Ora il sito di Panorama – già ripreso da molti altri a livello nazionale – ha annunciato la data tanto attesa, 3 novembre. A quanto pare i mille partecipanti al flashmob potranno esercitare il diritto di prelazione sui biglietti, mentre i posti disponibili totali non sarebbero più di 4mila, con i biglietti in vendita su TicketOne. I Foo Fighters si esibiranno in Italia anche il 13 novembre a Bologna e il giorno dopo a Torino.

Il 3 novembre i Foo Fighters a Cesena Si realizza il sogno del fan di Fusignano

Fabio Zaffagnini aveva organizzato in luglio il video con i mille musicisti impegnati a suonare un loro pezzo. Ora l’annuncio

E Fabio Zaffagnini, alla fine, ce l’ha fatta davvero. Il sogno del 39enne di Fusignano (la sua storia tra gli articoli correlati) di portare a suonare a Cesena una delle rock band più amate del mondo ora è realtà. Manca infatti ormai solo l’ufficialità, ma in rete circolano già i dettagli. Tra pochi giorni, il 3 novembre, i Foo Fighters suoneranno al Carisport di Cesena.

Un concerto storico perché arriva in seguito all’appello degli stessi fan, che hanno abbracciato in toto l’idea di Zaffagnini di organizzare una sorta di flashmob da Guinness dei Primati e si sono presentati in luglio al parco dell’ippodromo di Cesena per suonare contemporaneamente, in mille, un pezzo dei Foo Fighters, registrando il tutto e realizzando un video visto al momento su Youtube da oltre 25 milioni di persone in tutto il mondo. Un appello al quale il gruppo americano di Dave Grohl ha risposto immediatamente, invitando anche gli organizzatori del Rockin’1000 (come era stato ribattezzato il progetto), Zaffagnini in testa, negli Stati Uniti.

Ora il sito di Panorama – già ripreso da molti altri a livello nazionale – ha annunciato la data tanto attesa, 3 novembre. A quanto pare i mille partecipanti al flashmob potranno esercitare il diritto di prelazione sui biglietti, mentre i posti disponibili totali non sarebbero più di 4mila, con i biglietti in vendita su TicketOne. I Foo Fighters si esibiranno in Italia anche il 13 novembre a Bologna e il giorno dopo a Torino.

Arrivano 35 nuovi posti letto a canoni calmierati per chi resta senza casa

Si tratta del progetto Housing First: il pagamento sarà garantito dal consorzio Solco, che si impegna anche a fare vistie periodiche

Arriva un progetto annunciato da mesi per far fronte all’emergenza abitativa e offrire una possibilità a chi resta senza casa. Solo nei primi sei mesi del 2014 le procedure di sfratto in provincia sono state circa 600, di cui la metà esecutive, e il panorama delle soluzioni abitative del Comune di Ravenna è composto attualmente solo da 70 appartamenti, una ventina di posti tra il nuovo albergo sociale e in alberghi convenzionati (dove vengono ospitati solitamente solo donne e bambini) e altri 10 in edifici a canone calmierato.

Ora ne arrivano altri 35 con il progetto a medio-lungo termine “Housing first” un’opportunità in più che, da questo mese, sarà proposta a Ravenna dal consorzio Solco in collaborazione con l’amministrazione comunale: «Si tratta di un progetto che vuole superare le gestioni “emergenziali” proponendo soluzioni abitative stabili che, oltre al sostegno economico, prevedano un sistema di “welfare mix” utile a ridare autonomia ai soggetti che si trovano in difficoltà abitativa – spiega Antonio Buzzi, presidente del Solco -. L’Housing First, già sperimentato in molti paesi europei, intende realizzare un sistema di accoglienza che si integri nella rete pre-esistente con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone che, per motivi economici, psicologici o sociali, sono considerate ai margini del tessuto sociale. Requisito fondamentale è la piena condivisione della persona rispetto alle soluzioni proposte».

«Il progetto di Housing First nasce anche per ridurre i costi a carico del pubblico perché propone soluzioni abitative stabili a costi calmierati – spiega Fausto Maresi, presidente della cooperativa sociale La Casa, associata a Solco e incaricata del progetto -. Anche perché, al di là delle soluzioni abitative proposte dal Comune, negli ultimi anni è stata registrata un’impennata dei contribuiti concessi da Asp per le azioni di sostegno all’abitare, comprese quelle di aiuto al pagamento delle utenze (si è passati dai 384.000 euro del 2011 ai 670.000 euro del 2013, ndr)».

Di fatto il consorzio Solco reperirà sul mercato almeno 5 alloggi che destinerà in sub-affitto a persone o nuclei familiari bisognosi (ospiti di strutture a bassa soglia in emergenza abitativa, nuclei familiari e persone singole in stato di fragilità socio/lavorativa sottoposti a sfratto o in stato di inadempienza contrattuale). Le soluzioni abitative che verranno messe a disposizione si comporranno di appartamenti per persone singole in co-housing (max 5 persone per appartamenti con almeno 3 camere da letto) e appartamenti per nuclei familiari fino a un massimo di 2 nuclei familiari per appartamento (posto in camera singola 230 euro, posto in camera doppia 170 euro e nucleo familiare 350 euro).

Il pagamento dei canoni e delle spese di utilizzo, comunque a carico dei destinatari del progetto, sarà garantito nei confronti dei proprietari dal consorzio Solco che si occuperà anche di realizzare, tramite le competenze della cooperativa La Casa, visite domiciliari periodiche, con frequenza dettata dalle necessità, effettuate da parte di componenti dell’equipe di operatori formati per il progetto (responsabile del progetto, mediatore culturale, educatore e psicologo).

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