lunedì
15 Giugno 2026

La Pigna pronta a correre da sola. E per il candidato sindaco pensa a Sgarbi

In alternativa ecco Landi, preside in pensione. Il fondatore Bucci lascia Forza Italia: «Pd debole, sogno la destra unita. O vincerà il M5S»

La scelta del Partito democratico, che pare ormai essere caduta su Enrico Liverani senza ricorrere alle primarie, quasi costringe l’opposizione a prendere coraggio per uscire allo scoperto in vista delle amministrative 2016 a Ravenna e Maurizio Bucci, storico esponente ravennate di Alleanza nazionale prima e Forza Italia poi (passando per il Pdl), è pronto a trasformare come da copione l’associazione culturale La Pigna, da lui fondata la scorsa primavera (vedi articoli correlati), in una lista civica «lontana dalle logiche dei partiti» e «aperta alla società civile».

«Resto comunque un uomo di destra», ci dice al telefono Bucci mentre sta lavorando come al solito al suo Mariani, l’ex cinema trasformato in un locale polivalente da lui che ha sempre preferito definirsi prima di tutto un imprenditore. «Il nostro progetto era infatti quello di realizzare una lista civica con un candidato forte in grado di essere appoggiato dal centrodestra unito, una cosa mai vista a Ravenna…». Ma il piano è quasi svanito. «Non proprio, io ci spero però è molto difficile. La Lega, che essendo il partito più in auge avrebbe dovuto prendere in mano il pallino, continua a rimandare le decisioni e così come Forza Italia è troppo legata a logiche calate dall’alto dal livello regionale o nazionale. Alvaro Ancisi con la sua Lista per Ravenna è fin troppo autoreferenziale e potrebbe essere complicato trovare un candidato che possa andare bene anche a lui. Fosse per me – rivela Bucci –, sarei già disposto a sostenere Paolo Guerra (l’attuale consigliere comunale del Carroccio, ndr) candidato del centrodestra: una brava persona con una bella famiglia, serio, preparato. Peccato che l’abbia abbandonato già perfino il suo partito…».

Dall’impasse Bucci tenterà di uscire presentando ufficialmente nelle prossime settimane la lista civica della Pigna, che a questo punto, a meno di clamorose novità, è molto probabile si possa presentare alle elezioni della prossima primavera da sola. «Presenteremo alla città i nostri dieci progetti a cui hanno lavorato dei professionisti in questi mesi, progetti concreti, poi a disposizione di chi governerà, se lo vorrà». E come candidato a sindaco della Pigna pare siano già stati avviati contatti con un nome illustre non nuovo a certe provocazioni come Vittorio Sgarbi, che si sarebbe dichiarato disponibile, almeno a parlarne. Il nome ravennate, naturalmente più fattibile, è invece quello di Marcello Landi, storico agitatore culturale, professore e preside del liceo artistico appena andato in pensione tra gli applausi generali, anche delle istituzioni (tra cui il vicesindaco Giannantonio Mingozzi per esempio). Resta poi in campo il nome dell’ingegnere Giovanni Ceccarelli, anche se meno caldo rispetto alle prime settimane dopo la presentazione dell’associazione, quando l’obiettivo era quello di far convergere su di lui il centrodestra unito. E Bucci? «Io diciamo che faccio la ruota di scorta, sono a disposizione, ma il mio passato da politico gioca a mio sfavore, in questo senso, e preferirei non candidarmi a sindaco, continuando a lavorare invece al progetto».

L’obiettivo è solo uno: mandare a casa il Pd. «Anzi – sorride Bucci – mandarlo a lavorare, visto che molti nel Pd non l’hanno mai fatto. Mettere il Partito democratico all’opposizione vorrebbe dire cambiare tutto in questa città, respirare aria nuova, e ora ci sono davvero prospettive enormi di potercela fare, alla luce di una candidatura debole come quella di Liverani, arrivata senza primarie e designata da una classe dirigente finita, quella del tortellino magico, dei Fiammenghi, degli Errani, dei Bersani, con la regia di Matteucci e Mercatali. Oltretutto non ci sarà neppure più la sinistra ad appoggiarlo e questo è un dato positivo, anche se fa sorridere – commenta Bucci, che annuncia invece di essere in procinto di lasciare ufficialmente Forza Italia – che ci siano ancora in giunta assessore di Sel e Comunisti».

Il dispiacere più grande, per il titolare del Mariani Lifestyle, sarebbe però quello di vedere il centrodestra frammentato anche alle prossime elezioni. «In quel caso avremmo fallito e al ballottaggio andrà sicuramente il candidato dei 5 Stelle, che pare abbiano cambiato strategia per passare da un movimento di protesta a uno in grado di governare, con un candidato credibile, una persona molto seria dell’imprenditoria locale, dalle voci che girano». E cosa ne pensa del suo collega albergatore, Filippo Donati (vedi correlati)? «Credo non sarà lui il candidato, ma che stiano lavorando già anche per un’eventuale squadra di giunta e che lui possa essere l’assessore al Turismo. In generale, se i grillini dovessero davvero riuscire a trovare una rosa di nomi spendibili, in grado di governare, bravi loro. E per il centrodestra sarebbe un fallimento».

Una diffida alla questura per i profughi in attesa di presentare la domanda d’asilo

Gli avvocati di Strada: «È tenuta ad avviare la procedura»

Tra le realtà che si sono attivate a oggi per i profughi pakistani in attesa di consegnare la domanda di asilo in questura (di cui parliamo nell’articolo qui a fianco tra i correlati) c’è l’associazione Avvocati di strada a cui hanno affidato l’incarico una ventina dei ragazzi. E, firmata dagli avvocati Andrea Maestri, Beatrice Piraccini e Grela Dyla, è partita la diffida rivolta a questura, ministero dell’Interno e per conoscenza all’Unhcr (l’organismo dell’Onu che tutela i diritti dei rifiugiati e dei profughi).

«La legge – ci spiega Maestri – dice che la questura a cui si rivolga un cittadino straniero che vuole chiedere asilo politico è tenuta ad avviare la domanda e compilare il modello C3 a cui segue il rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo per richiedenti asilo che garantirebbe loro anche l’ingresso in una qualche forma di tutela fino al colloquio individuale di fronte alla commissione che stabilisce chi ha diritto e chi no allo status di rifugiato».

Sicuramente può sperare nello status un nigeriano in grado di dimostrare di essere stato perseguitato da Boko Haram (come il ragazzo che abbiamo incontrato, vedi sempre correlati), diversa può essere la situazione per chi viene dal Pakistan dove comunque esistono forti instabilità politiche, scontri violenti, persecuzioni religiose che, se dimostrate, possono garantire l’asilo, un diritto che, va ricordato, viene riconosciuto al singolo cittadino che ne faccia richiesta.

In ogni caso, non sta ovviamente alla polizia decidere. La questura di competenza, cioè quella a cui si rivolge il richiedente asilo, deve solo avviare la procedura, al resto penserà un’apposita commissione composta da più profili professionali.

Intanto, spiega ancora Maestri, paradossalmente «senza il modello C3 questi ragazzi rischiano il decreto di espulsione essendo nel frattempo indagati per il reato di clandestinità». Ma non era stato abolito? «No, si tratta di un reato ancora in vigore – spiega Maestri, oggi anche parlamentare di opposizione – nonostante il governo abbia la delega per abolirlo dal 2014 e nonostante tanti titoli di giornali. Del resto, questo governo sul fronte dell’accoglienza ha fatto cose molto confuse e poco incisive, così come accade a livello locale, peraltro».

Per affrontare questi temi Avvocati di strada invita la cittadinanza a un incontro pubblico nella sede della Croce Rossa di via Guaccimanni n. 19 sabato 12 settembre alle 11.

Oltre 1.100 atleti alla Standiana per i campionati italiani di canottaggio

E nel 2016 si candida per ospitare il Festival dei Giovani

Ravenna conferma il suo feeling con l’acqua e grazie all’efficiente impianto della Standiana e alle capacità tecniche e organizzative della Società Canottieri, ospita nel fine settimana (12 e 13 settembre) i Campionati Italiani Assoluti, Juniores e Pesi Leggeri.

Un evento sportivo di assoluto spessore che vedrà giungere in città oltre 1.100 atleti appartenenti a ben 100 società. L’iniziativa, a cui si aggiunge nel successivo fine settimana (dal 25 al 27 settembre) il Campionato Italiano di Società, è stata presentata nella residenza comunale. A fare gli onori di casa l’assessore allo Sport Guido Guerrieri: «Ancora una volta la città di Ravenna è in grado di mettere a disposizione di atleti e società una valida struttura come lo è attualmente la Standiana. Se poi aggiungiamo che intorno all’impianto sorge il Parco di Mirabilandia, il Safari e un ricco indotto costituito da numerose strutture ricettive e dalla magnificenza del patrimonio Unesco, viene facile dire che siamo di fronte ad una vera ed autentica eccellenza».

Il consigliere della Canottieri Ravenna, Pasqualino Angellotti, ha annunciato che la Standiana ha tutte le carte in regola per essere scelta nel 2016 quale sede di svolgimento anche del Festival dei Giovani di canottaggio.

La Società Canottieri nel frattempo ospita alla Standiana anche il raduno congiunto delle nazionali di sci alpino e di fondo.

Oltre 1.100 atleti alla Standiana per i campionati italiani di canottaggio

E nel 2016 si candida per ospitare il Festival dei Giovani

Ravenna conferma il suo feeling con l’acqua e grazie all’efficiente impianto della Standiana e alle capacità tecniche e organizzative della Società Canottieri, ospita nel fine settimana (12 e 13 settembre) i Campionati Italiani Assoluti, Juniores e Pesi Leggeri.

Un evento sportivo di assoluto spessore che vedrà giungere in città oltre 1.100 atleti appartenenti a ben 100 società. L’iniziativa, a cui si aggiunge nel successivo fine settimana (dal 25 al 27 settembre) il Campionato Italiano di Società, è stata presentata nella residenza comunale. A fare gli onori di casa l’assessore allo Sport Guido Guerrieri: «Ancora una volta la città di Ravenna è in grado di mettere a disposizione di atleti e società una valida struttura come lo è attualmente la Standiana. Se poi aggiungiamo che intorno all’impianto sorge il Parco di Mirabilandia, il Safari e un ricco indotto costituito da numerose strutture ricettive e dalla magnificenza del patrimonio Unesco, viene facile dire che siamo di fronte ad una vera ed autentica eccellenza».

Il consigliere della Canottieri Ravenna, Pasqualino Angellotti, ha annunciato che la Standiana ha tutte le carte in regola per essere scelta nel 2016 quale sede di svolgimento anche del Festival dei Giovani di canottaggio.

La Società Canottieri nel frattempo ospita alla Standiana anche il raduno congiunto delle nazionali di sci alpino e di fondo.

E ora le pedalate si organizzano tra i murales di Ravenna

Domenica un percorso in bicicletta per scoprire le grandi opere
del festival Subsidenze, alcune ancora in corso in zona Darsena

Nell’ambito del festival di street art Subsidenze (vedi articoli correlati) è in programma per domenica, 13 settembre, una pedalata alla scoperta dei murales realizzati durante la rassegna in Darsena.

Alle 16 è previsto il ritrovo dei ciclisti presso l’ippodromo di piazza Caduti sul Lavoro. Partenza alle 16,30; ritorno è previsto per le 18 in piazza Medaglie D’Oro dove si svolgeranno poi altre iniziative tra cui un dibattito sulla street art, l’inaugurazione di una mostra e alle 21 la proiezione in anteprima del documentario di Sky Arte girato a Ravenna durante il lavoro di Jim Avignon.

L’evento è organizzato con la Onlus Fiab, in collaborazione con l’associazione culturale Indastria e il Comune di Ravenna.

Nella foto, Gola al lavoro in questi giorni in un condominio di fronte alla sede ravennate della Cmc, in via Trieste.

E ora le pedalate si organizzano tra i murales di Ravenna

Domenica un percorso in bicicletta per scoprire le grandi opere
del festival Subsidenze, alcune ancora in corso in zona Darsena

Nell’ambito del festival di street art Subsidenze (vedi articoli correlati) è in programma per domenica, 13 settembre, una pedalata alla scoperta dei murales realizzati durante la rassegna in Darsena.

Alle 16 è previsto il ritrovo dei ciclisti presso l’ippodromo di piazza Caduti sul Lavoro. Partenza alle 16,30; ritorno è previsto per le 18 in piazza Medaglie D’Oro dove si svolgeranno poi altre iniziative tra cui un dibattito sulla street art, l’inaugurazione di una mostra e alle 21 la proiezione in anteprima del documentario di Sky Arte girato a Ravenna durante il lavoro di Jim Avignon.

L’evento è organizzato con la Onlus Fiab, in collaborazione con l’associazione culturale Indastria e il Comune di Ravenna.

Nella foto, Gola al lavoro in questi giorni in un condominio di fronte alla sede ravennate della Cmc, in via Trieste.

E ora le pedalate si organizzano tra i murales di Ravenna

Domenica un percorso in bicicletta per scoprire le grandi opere del festival Subsidenze, alcune ancora in corso in zona Darsena

Nell’ambito del festival di street art Subsidenze (vedi articoli correlati) è in programma per domenica, 13 settembre, una pedalata alla scoperta dei murales realizzati durante la rassegna in Darsena.

Alle 16 è previsto il ritrovo dei ciclisti presso l’ippodromo di piazza Caduti sul Lavoro. Partenza alle 16,30; ritorno è previsto per le 18 in piazza Medaglie D’Oro dove si svolgeranno poi altre iniziative tra cui un dibattito sulla street art, l’inaugurazione di una mostra e alle 21 la proiezione in anteprima del documentario di Sky Arte girato a Ravenna durante il lavoro di Jim Avignon.

L’evento è organizzato con la Onlus Fiab, in collaborazione con l’associazione culturale Indastria e il Comune di Ravenna.

Nella foto, Gola al lavoro in questi giorni in un condominio di fronte alla sede ravennate della Cmc, in via Trieste.

Ecco Piazza San Francesco senza graffiti grazie al Circolo dei Forestieri

Terminati i lavori di restauro finanziati dai soci. Il presidente: «Quando le istituzioni non ce la fanno, serve il volontariato civico»

È stato presentato nella mattinata di oggi, venerdì 11 settembre, la parete restaurata della loggia del palazzo della Provincia, in piazza San Francesco. Come annunciato (vedi articoli correlati), si tratta in particolare della pulizia dei graffiti voluta, sostenuta e finanziata dai soci del Circolo Ravennate e dei Forestieri.

«Quando le istituzioni pubbliche non ce la fanno deve entrare in scena il volontariato civico», sottolinea il presidente Giuseppe Rossi in una nota, dove definisce questa operazione come un «recupero d’immagine di una delle aree urbane italiane più preziose, consacrata al culto di Dante, ma da troppo tempo degradata, sfregiata e sporcata da indecorose scritte e figure a spray».

L’opera di restauro è stata realizzato dall’impresa specializzata “Arte e restauro”, in tempo per presentare la piazza San Francesco pulita per le celebrazioni dantesche.

I giovani artisti di Ram al Mar

In esposizione le opere dei vincitori
del concorso biennale della provincia

Il Museo d’Arte della città di Ravenna ospita come ormai da tradizione la mostra biennale del premio R.A.M. di Ravenna e provincia: inaugura infatti sabato 12 settembre alle ore 18 l’esposizione con i lavori dei vincitori della selezione 2014/15.

Il concorso biennale, giunto alla decima edizione, si consolida come la più importante e continuativa esperienza di valorizzazione dei giovani artisti visivi della nostra provincia. Realizzato dal 1999 da associazione Mirada per conto dell’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Ravenna, Ram ha costituito il trampolino di lancio per la nuova leva di artisti e creativi del territorio.

La commissione ha individuato sette vincitori i cui lavori saranno esposti nelle stanze al piano terra del Mar. Gli artisti in mostra sono Sara Vasini (mosaico, a cura di Luca Maggio), Nicola Baldazzi (fotografia, a cura di di Maria Rita Bentini), Victor Fotso Nyie (scultura, a cura di di Elettra Stamboulis), Miriam Dessì (videoarte, a cura di di Daniele Torcellini), DissensoCognitivo (pittura, a cura di di Claudio Musso), Caterina Morigi e UkiYo-E (installazione, a cura di Antonella Perazza).

Il tema individuato quest’anno anno è la pedagogia. «Che cos’è l’arte – si legge nella cartella stampa – se non anche una pedagogia dello sguardo?».

Sul sito www.giovaniartistiravenna.org è possibile consultare l’archivio di tutti gli artisti che hanno fatto parte del progetto e che costituiscono una sorta di mappatura della giovane arte nel nostro territorio negli ultimi dieci anni. Grazie ad un accordo con Ravenna teatro, Fanny & Alexander e l’associazione Cantieri, l’archivio dei giovani artisti è aperto anche alle discipline della danza e del teatro.

La mostra resterà aperta, a ingress gratuito, fino al 27 settembre (orari: martedì, giovedì e venerdì 9-13.30/15-18, mercoledì e sabato 9-13.30; domenica 15-18).

Qui sotto tra gli allegati è possibile sfogliare in versione Pdf lo speciale di otto pagine sugli artisti in mostra pubblicato anche insieme al numero del 3 settembre del settimanale R&D.

Puzza di torba, interrogazione al sindaco Viene da Ferrara, Arpa: «Nessun pericolo»

La causa è un incendio nella valle del Mezzano che ha provocato una combustione nel sottosuolo. «Speriamo che arrivi la pioggia»

Dopo l’allarme di inizio agosto (vedi articoli correlati), in questi giorni nuovi disagi sono stati segnalati dai cittadini di Ravenna e in particolare dei lidi e del forse nord. Cattivi odori, simili a plastica bruciata, che in alcuni casi pare abbiano provocato fastidi al naso e alla gola, impedimento a dormire con le finestre aperte, nausea.

Le lamentele sui social network si sprecano, mentre una segnalazione ufficiale è arrivata da parte di Luca Rosetti della Lista del mare, poi ripresa da Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, che ha presentato sulla questione anche un’interrogazione urgente al sindaco Matteucci.

La causa, come in agosto, pare essere nuovamente la combustione della torba nella valle del Mezzano, in provincia di Ferrara. A spiegarlo è stato su diversi giornali locali l’Arpa di Ferrara, il cui direttore, Pier Luigi Trentini, ha confermato tutti anche al Carlino Ravenna in un’intervista di Alessandro Cicognani pubblicata sull’edizione odierna del quotidiano.

Trentini innanzitutto rassicura i cittadini dicendo che per la salute non c’è nessun problema, «e in particolare dopo che ha viaggiato per decine di chilometri l’odore non ha alcun effetto dannoso». Per entrare nel merito del problema, in agosto presero fuoco alune sterpaglie nell’area del Mezzano nel comune di Portomaggiore, scatenando la combustione nel sottosuolo di torba che neppure i pompieri possono arginare. Per risolvere il problema è stato necessario allagare i 20 ettari di terreno coinvolti, per decisione della Protezione civile. Il nuovo problema di questi giorni riguarda invece un’altra area, molto più vasta (oltre 50 ettari), nel comune di Ostellato, dove una ventina di giorni fa un rogo (pare di origini dolose) ha scatenato una nuova combustione di torba nel sottosuolo. In questo caso, essendo un’area agricola e tutelata, oltretutto molto vasta, non è possibile procedere con l’allagamento ed eventuali decisioni verranno prese dal prefetto che la prossima settimana effettuerà un sopralluogo con la protezione civile. Secondo il direttore di Arpa intervistato dal Carlino, però, l’unica soluzione è quella di aspettare le piogge e il conseguente abbassamento delle temperature.

La foto qui sopra è tratta da un articolo sul caso del quotidiano La Nuova Ferrara, pubblicato a inizio agosto e che è possibile leggere a questo link.

La biblioteca di Morigia, la mostra sull’architetto della tomba di Dante

Alla Classense fino a gennaio

Per rendere omaggio a Dante Alighieri nel 750° anniversario della sua nascita, la Biblioteca Classense e l’Opera di Dante hanno organizzato un’esposizione biografica d’eccezione: “La biblioteca dell’architetto Camillo Morigia. I libri, le incisioni, i disegni all’origine del progetto architettonico del sepolcro dantesco”. La mostra, curata da Claudia Giuliani, Donatino Domini e Alberto Giorgio Cassani, inaugura sabato 12 settembre, alle ore 17.30, alla Sala Muratori della Biblioteca Classense; sarà visitabile gratuitamente fino al 5 gennaio nell’Aula Magna dell’antica biblioteca camaldolese, dal martedì al sabato, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17, con apertura straordinaria domenica 13 settembre, dalle 14 alle 17, in occasione del 694° annuale della morte del poeta (chiuso lunedì e festivi).

Nato nel lontano 1743, Camillo Morigia fu uno dei più noti e operosi architetti ravennati del secolo dei Lumi. Il suo stile raffinato e allo stesso tempo modesto è ammirabile in diversi luoghi di Ravenna, come le facciate della Chiesa di Santa Maria in Porto e del Palazzo dell’Orologio in Piazza del Popolo, entrambe realizzate secondo i canoni artistici del gusto neoclassico, all’epoca di moda.

Tuttavia, l’opera alla quale l’architetto deve la maggior parte della sua fama è il celebre Sepolcro dantesco: realizzato fra il 1780 e il 1782 su commissione e a spese dell’allora cardinale legato Luigi Valenti Gonzaga, il monumento costituiva in un semplice e nobile tempietto, volto a commemorare il luogo deputato alla sepoltura del sommo poeta, fino ad allora lasciato in uno stato di totale abbandono e deprecato dai turisti sia italiani che stranieri. Secondo il volere del Morigia, all’interno si mantenne l’originaria scultura quattrocentesca di Pietro Lombardo, sotto la quale si trova ancora oggi l’arca sepolcrale, con inciso sul fronte l’epitaffio del poeta Bernardo Canaccio, risalente al 1327. L’atmosfera è riscaldata da una lampada votiva perennemente accesa realizzata dall’artista triestino Giovanni Mayer, il cui olio viene donato ogni anno da Firenze durante la commemorazione della morte del poeta.

La fortuna della Tomba dantesca firmata dal Morigia tramontò nel XIX secolo in contrapposizione all’aumentare del culto del poeta esule: per l’occasione del centenario del 1921, si sentì infatti l’esigenza di rinnovare il tempietto, al quale vennero apportati rimaneggiamenti e modifiche che ne mutarono l’aspetto originario in quello tuttora ammirabile.

Nella mostra allestita alla Classense dedicata al Morigia si potrà nuovamente contemplare la forma primigenia del Sepolcro dantesco così come la volle l’architetto ravennate, riportata alla luce grazie ai disegni progettuali e alle prime immagini a stampa ritraenti uno dei monumenti più amati e visitati della città.
Del percorso espositivo fanno anche parte alcuni dei 1400 volumi della biblioteca morigiana, gli strumenti del mestiere usati dall’architetto stesso e una preziosa collezione di grafica e medaglie: l’ampio patrimonio, donato alla morte del Morigia – nel 1795 – all’antica biblioteca camaldolese, costituisce un’importante documentazione dell’intera storia dell’architettura occidentale.

Dalla biblioteca del Morigia al Sepolcro dantesco, dai suoi studi giovanili alla pratica e al progetto architettonico: la mostra biografica propone un percorso di lettura approfondito, studiato per rendere omaggio da un lato all’anniversario della nascita del poeta Dante Alighieri, dall’altro a una delle più importanti raccolte specialistiche, librarie e non solo, custodite dalla Classense.

La biblioteca di Morigia, la mostra sull’architetto della tomba di Dante

Alla Classense fino a gennaio

Per rendere omaggio a Dante Alighieri nel 750° anniversario della sua nascita, la Biblioteca Classense e l’Opera di Dante hanno organizzato un’esposizione biografica d’eccezione: “La biblioteca dell’architetto Camillo Morigia. I libri, le incisioni, i disegni all’origine del progetto architettonico del sepolcro dantesco”. La mostra, curata da Claudia Giuliani, Donatino Domini e Alberto Giorgio Cassani, inaugura sabato 12 settembre, alle ore 17.30, alla Sala Muratori della Biblioteca Classense; sarà visitabile gratuitamente fino al 5 gennaio nell’Aula Magna dell’antica biblioteca camaldolese, dal martedì al sabato, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17, con apertura straordinaria domenica 13 settembre, dalle 14 alle 17, in occasione del 694° annuale della morte del poeta (chiuso lunedì e festivi).

Nato nel lontano 1743, Camillo Morigia fu uno dei più noti e operosi architetti ravennati del secolo dei Lumi. Il suo stile raffinato e allo stesso tempo modesto è ammirabile in diversi luoghi di Ravenna, come le facciate della Chiesa di Santa Maria in Porto e del Palazzo dell’Orologio in Piazza del Popolo, entrambe realizzate secondo i canoni artistici del gusto neoclassico, all’epoca di moda.

Tuttavia, l’opera alla quale l’architetto deve la maggior parte della sua fama è il celebre Sepolcro dantesco: realizzato fra il 1780 e il 1782 su commissione e a spese dell’allora cardinale legato Luigi Valenti Gonzaga, il monumento costituiva in un semplice e nobile tempietto, volto a commemorare il luogo deputato alla sepoltura del sommo poeta, fino ad allora lasciato in uno stato di totale abbandono e deprecato dai turisti sia italiani che stranieri. Secondo il volere del Morigia, all’interno si mantenne l’originaria scultura quattrocentesca di Pietro Lombardo, sotto la quale si trova ancora oggi l’arca sepolcrale, con inciso sul fronte l’epitaffio del poeta Bernardo Canaccio, risalente al 1327. L’atmosfera è riscaldata da una lampada votiva perennemente accesa realizzata dall’artista triestino Giovanni Mayer, il cui olio viene donato ogni anno da Firenze durante la commemorazione della morte del poeta.

La fortuna della Tomba dantesca firmata dal Morigia tramontò nel XIX secolo in contrapposizione all’aumentare del culto del poeta esule: per l’occasione del centenario del 1921, si sentì infatti l’esigenza di rinnovare il tempietto, al quale vennero apportati rimaneggiamenti e modifiche che ne mutarono l’aspetto originario in quello tuttora ammirabile.

Nella mostra allestita alla Classense dedicata al Morigia si potrà nuovamente contemplare la forma primigenia del Sepolcro dantesco così come la volle l’architetto ravennate, riportata alla luce grazie ai disegni progettuali e alle prime immagini a stampa ritraenti uno dei monumenti più amati e visitati della città.
Del percorso espositivo fanno anche parte alcuni dei 1400 volumi della biblioteca morigiana, gli strumenti del mestiere usati dall’architetto stesso e una preziosa collezione di grafica e medaglie: l’ampio patrimonio, donato alla morte del Morigia – nel 1795 – all’antica biblioteca camaldolese, costituisce un’importante documentazione dell’intera storia dell’architettura occidentale.

Dalla biblioteca del Morigia al Sepolcro dantesco, dai suoi studi giovanili alla pratica e al progetto architettonico: la mostra biografica propone un percorso di lettura approfondito, studiato per rendere omaggio da un lato all’anniversario della nascita del poeta Dante Alighieri, dall’altro a una delle più importanti raccolte specialistiche, librarie e non solo, custodite dalla Classense.

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