martedì
16 Giugno 2026

Liceo artistico off limits per i disabili: «E la Provincia non ci risponde neppure…»

Il liceo artistico Nervi-Severini di Ravenna già lo scorso dicembre ha sollecitato la Provincia per avere una risposta sui finanziamenti già deliberati dal 2004 per la ristrutturazione e messa a norma dei locali al secondo piano di via Tombesi dall’Ova, 14, per aule e laboratori, nonché per realizzare l’ascensore per alunni disabili. «L’Amministrazione provinciale – ricorda il dirigente scolastico del liceo, Marcello Landi, in una nuova lettera – ha risposto che i soldi erano prima stati bloccati dalla legge di stabilità, poi dirottati su altri interventi più urgenti (si evince che c’è per il Presidente Casadio qualcosa di più urgente e importante rispetto a decine di alunni disabili e bloccati su sedie a rotelle che non possono frequentare le aule e i laboratori della scuola)».

«Comunque sia – continua la lettera –, i soldi non c’erano più e la Provincia lamentava e “piangeva” la penuria di finanziamenti pubblici e nessun lavoro poteva essere svolto; le problematiche sono state ricordate ulteriormente dai rappresentanti del Liceo attraverso lettere, comunicati stampa e interviste ai giornali e alle televisioni locali per sottolineare la gravità delle carenze strutturali durante il mese di marzo 2015; in particolare in una lettera aperta del 3 marzo anche studenti, genitori e docenti chiedevano: “è possibile continuare a limitare in maniera così discriminante la frequenza al solo piano terra (del resto fornito di un numero minore di aule) a chi non è in grado di recarsi al piano superiore?”; evidentemente, per il Presidente della Provincia, Claudio Casadio la risposta è affermativa; è cronaca recente l’entusiastica diffusione di notizie sugli organi di stampa, da parte dell’Amministrazione provinciale, di finanziamenti statali per l’edilizia scolastica: per il Liceo artistico e per i lavori più urgenti di abbattimento delle barriere architettoniche, non c’è un soldo; a richiesta di chiarimenti, ancora una volta, il Presidente della Provincia, Claudio Casadio, con grave latitanza, non risponde a domande giunte dal Dirigente Scolastico del Liceo artistico “Nervi-Severini”: qualsiasi cittadino della Provincia di Ravenna, genitore o alunno avrebbe diritto a una risposta a richieste di motivazioni chiare, dettagliate e precise; a maggior ragione, un funzionario della Pubblica Amministrazione, quale è un Dirigente Scolastico, nello svolgimento delle proprie funzioni, dovrebbe essere informato del perché le scelte di politica economica che riguardano gli stanziamenti pubblici escludono proprio una scuola come l’artistico che negli ultimi anni è cresciuta sia da un punto di vista quantitativo, con una crescita continua di centinaia di iscritti, sia qualitativo, con progetti e attività artistiche e culturali di importanza nazionale».

«Non vogliamo pensare – termina la lettera – si tratti di scelte politiche mirate contro qualcuno a favore di qualcun’altro, nemmeno vogliamo pensare si tratti di incapacità da parte del Presidente di valutare le esigenze delle scuole della Provincia da lui amministrata, ma il colpevole silenzio e lo sgarbo di chi rifiuta di rispondere a richieste ufficiali da parte di dirigenti della Pubblica Amministrazione è grave e colpevole. Forse il Presidente della Provincia ritiene di non dover rispettare il diritto alla trasparenza, uno dei fondamenti politici della gestione della res publica».

Venditore abusivo morde un agente per cercare di scappare: condannato

Ma verrà espulso dall’Italia. Il vigile curato in ospedale

È stato sorpreso a Pinarella a vendere prodotti contraffatti e ha reagito all’intervento dei vigili arrivando perfino a morderne uno al polso, per cercare di fuggire. Grazie anche all’intervento della polizia, però, l’uomo (un senegalese di 31 anni) è stato arrestato con le accuse di violenza, resistenza, lesioni, vendita di prodotti con marchi contraffatti e per aver fornito false generalità agli agenti.

L’agente della Polizia municipale è invece stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso, dove gli è stata suturata la ferita e applicata una idonea profilassi contro le malattie infettive.

Questa mattina (venerdì 21) al processo per direttissima in tribunale è stato condannato alla pena di un anno di reclusione, sospesa ma con il nulla osta del magistrato all’espulsione dall’Italia.

Aspettando il festival del mosaico, ritorna la rotoballa di Bravura

Posizionate di fronte al Mar di via di Roma, a Ravenna

È stata posizionata nel prato di fronte al Museo d’Arte della città di Ravenna, in via di Roma, la “RotoB” di Marco Bravura, nell’attesa del Festival Internazionale RavennaMosaico, in programma dal 10 ottobre all’8 novembre.

L’opera è una “rotoballa” a grandezza naturale riprodotta in tessere di mosaico, dorate, realizzata da Marco Bravura su una struttura in vetroresina con un diametro di 180 centimetri e 120 di profondità, ricoperta con tessere di smalto d’oro di tre sfumature diverse. Già protagonista negli spazi esterni della Basilica di San Vitale e Galla Placidia in occasione del Ravenna Mosaico Festival del 2009, l’opera è stata poi esposta alla Biennale di Venezia, a Murano, al Cremlino di Kazan, in Tatarstan e al museo delle Accademie di San Pietroburgo, in Russia.

«Questa installazione – ha dichiarato Marco Bravura – vuole attirare l’attenzione sulla forza e sul valore dell’azione di recupero. L’idea nasce dall’osservazione degli scarti dell’oro musivo e degli scarti della mietitura, le balle di paglia. Suggerisce di apprendere l’arte del riciclo-riutilizzo-rivalutazione, soprattutto del recupero del nostro sguardo, così da non farlo cadere banalmente nell’ovvietà della consuetudine, stimolandone invece la capacità di scoprire, vedere e stupirsi che avevamo all’inizio del nostro viaggio visivo».

Ritrovo neofascista al cimitero? Allertate le forze dell’ordine  

Consegnata la petizione contro il raduno in memoria di Ettore Muti
La prefettura: «La visita alla tomba non diventi una manifestazione»

I deputati ravennati Andrea Maestri, Giovanni Paglia di Sel, Alberto Pagani del Pd, i rappresentanti dei tre sindacati, della consulta provinciale antifascista e dell’Anpi hanno consegnato al prefetto la petizione firmata (in otto giorni) da quasi trecento cittadini contro l’ormai tradizionale raduno in memoria dell’ex gerarca fascista Ettore Muti che si svolge ogni agosto al cimitero di Ravenna. Quest’anno l’appuntamento è in programma domenica 23 e i firmatari della petizione si dicono già pronti a fare denuncia. Da parte sua il prefetto pare abbia garantito una presenza delle forze dell’ordine per garantire che una visita a una tomba (che non può essere vietata) si trasformi in una vera e propria manifestazione neofascista.

«Con parole, gesti e simboli in passato è stata celebrata in luogo pubblico la figura del noto gerarca fascista Ettore Muti – si legge in una nota della consulta antifascista –. Tali parole, gesti e simboli sono stati registrati e diffusi via internet e tramite la stampa locale. Fare il saluto romano in luogo pubblico e diffondere le immagini con intenti di proselitismo fascista costituisce reato. Sussistono i presupposti (giurisprudenza e prove documentali delle condotte descritte) per vietare la celebrazione per motivi di ordine pubblico e sicurezza e perché contrarie alla Costituzione e alle leggi penali. In ipotesi di persistente inerzia delle istituzioni preposte, gli autori delle condotte descritte, che si accingono a reiterare i reati indicati domenica 23 agosto 2015, saranno oggetto di esposto-denuncia alla Procura della Repubblica».

È ancora possibile firmare la petizione al seguente link: https://www.change.org/p/al-sig-prefetto-di-ravenna-ed-al-sindaco-di-ravenna-fate-rispettare-i-principi-costituzionali-le-leggi-ed-i-regolamenti-al-cimitero-di-ravenna

E alla Caritas ora si possono adottare anche le famiglie povere ravennati

Già una cinquantina i nuclei aiutati da benefattori che restano anonimi E due famiglie straniere ben inserite stanno aiutando gli italiani…

I numeri dei report annuali della Caritas (vedi articoli correlati) lo certificano già da tempo: la povertà sta colpendo anche sempre più ravennati. Famiglie che si sono ritrovate senza stipendi, senza lavoro, e che non arrivano più a fine mese. Così la stessa Caritas è da più di un anno che, oltre a continuare a fornire il proprio aiuto quotidiano, sta portando avanti un progetto nuovo, quello delle cosiddette adozioni non più a distanza, nei paesi del Terzo mondo, ma «a vicinanza». Con questo progetto si dà la possibilità di offrire un sostegno economico, in modo continuativo tutti i mesi o anche solo una tantum, a una famiglia in difficoltà che vive sul territorio ravennate.

Del progetto ne parla anche il Corriere Romagna in edicola oggi, venerdì 21 agosto, che rivela come siano una cinquantina finora le famiglie aiutate, che non conoscono i nomi dei loro benefattori e viceversa. Un anonimato a garanzia di entrambe le parti. E sempre il Corriere racconta anche alcune belle storie di solidarietà, come le due famiglie straniere, di immigrati ora inseriti bene professionalmente, che stanno aiutando due famiglie di italiani. O le tre amiche che hanno deciso di non farsi più regali ma di “adottare” nuclei in difficoltà. A donare, dice la Caritas, sono più che altro persone normalissime, con un lavoro stabile o una buona pensione, mentre latitano i facoltosi.

Per qualsiasi informazione in merito e per adottare una famiglia (proprio questo è un periodo importante visto che sta per iniziare la scuola e le spese aumentano) ci si può rivolgere al centro di ascolto Caritas di Piazza Duomo 12 dal lunedi al sabato dalle 9 alle 12 (info 0544-213677).

Pienone in piazza San Francesco, esulta il Comune: «Così si batte il degrado»

Tutto esaurito per l’omaggio a De André, media di 400 persone
per le altre serate. «Avanti così, ora non molliamo la presa»  

In poche altre occasioni si era vista così tanta gente in piazza San Francesco come per l’omaggio a Fabrizio De André a cura della storica Bandeandré, andato in scena giovedì 20 agosto. Si trattava della penultima delle quattordici iniziative di intrattenimento gratuite (l’ultima è in programma questa sera, venerdì 21, con il gruppo musicale The Ukulele Lovers) proposte quest’anno nella bellissima piazza di Ravenna che tanto fa discutere però anche per il suo degrado.

L’assessore al Turismo del Comune, Massimo Cameliani, ringrazia tutti i soggetti che, in sinergia con il Comune, hanno permesso la realizzazione dei vari spettacoli, ed esprime la propria soddisfazione per il gradimento riscosso dalle diverse iniziative: «Avere unito le forze – dichiara Cameliani – ci ha consentito di proporre con grande frequenza momenti di spettacolo in grado di attirare diversi tipi di pubblico. Ogni sera si è registrata una media di quattrocento cittadini e turisti presenti e siamo convinti che questo abbia avuto un’importante funzione antidegrado. Come Comune abbiamo investito parte delle risorse ottenute grazie al titolo di Capitale italiana della cultura 2015 e ringraziamo per il supporto tutti i soggetti che ci hanno sostenuto». Tra questi anche la nuova pasticceria aperta sotto i portici, Palumbo, e la Cna, l’associazione degli artigiani, il cui responsabile comunale Mario Petrosino, su Facebook (oltre a pubblicare la foto) commenta con soddisfazione la riuscita della serata con la Bandeandré: «Questa è la Piazza degna di Ravenna e dei suoi cittadini. Non molliamo la presa».

Sempre su Facebook esulta anche Alessandro Barattoni, consigliere comunale del Pd molto impegnato sul tema, che alle polemiche di questi mesi, scrive, «non credo ci possa essere risposta migliore della foto di una piazza San Francesco gremita per il concerto della Bandeandrè. Più iniziative attraverso la collaborazione fra pubblico e privato, maggiori controlli e la grandissima voglia dei ravennati di vivere quello splendido scorcio di Ravenna portano anche a risultati così. Un grazie alla Pasticceria Palumbo, alla Cna e al Comune di Ravenna che stanno dimostrando con i fatti che la “rinascita” di piazza San Francesco è possibile partendo innanzitutto dall’aumento della fruizione. Ora non bisogna abbassare la guardia ma la direzione intrapresa è quella giusta».

Ora dalla stessa Cna arriva però l’appello al Comune a non lasciare sola la pasticceria nei mesi invernali.

Pienone in piazza San Francesco, esulta il Comune: «Così si batte il degrado»

Tutto esaurito per l’omaggio a De André, media di 400 persone
per le altre serate. «Avanti così, ora non molliamo la presa»  

In poche altre occasioni si era vista così tanta gente in piazza San Francesco come per l’omaggio a Fabrizio De André a cura della storica Bandeandré, andato in scena giovedì 20 agosto. Si trattava della penultima delle quattordici iniziative di intrattenimento gratuite (l’ultima è in programma questa sera, venerdì 21, con il gruppo musicale The Ukulele Lovers) proposte quest’anno nella bellissima piazza di Ravenna che tanto fa discutere però anche per il suo degrado.

L’assessore al Turismo del Comune, Massimo Cameliani, ringrazia tutti i soggetti che, in sinergia con il Comune, hanno permesso la realizzazione dei vari spettacoli, ed esprime la propria soddisfazione per il gradimento riscosso dalle diverse iniziative: «Avere unito le forze – dichiara Cameliani – ci ha consentito di proporre con grande frequenza momenti di spettacolo in grado di attirare diversi tipi di pubblico. Ogni sera si è registrata una media di quattrocento cittadini e turisti presenti e siamo convinti che questo abbia avuto un’importante funzione antidegrado. Come Comune abbiamo investito parte delle risorse ottenute grazie al titolo di Capitale italiana della cultura 2015 e ringraziamo per il supporto tutti i soggetti che ci hanno sostenuto». Tra questi anche la nuova pasticceria aperta sotto i portici, Palumbo, e la Cna, l’associazione degli artigiani, il cui responsabile comunale Mario Petrosino, su Facebook (oltre a pubblicare la foto) commenta con soddisfazione la riuscita della serata con la Bandeandré: «Questa è la Piazza degna di Ravenna e dei suoi cittadini. Non molliamo la presa».

Sempre su Facebook esulta anche Alessandro Barattoni, consigliere comunale del Pd molto impegnato sul tema, che alle polemiche di questi mesi, scrive, «non credo ci possa essere risposta migliore della foto di una piazza San Francesco gremita per il concerto della Bandeandrè. Più iniziative attraverso la collaborazione fra pubblico e privato, maggiori controlli e la grandissima voglia dei ravennati di vivere quello splendido scorcio di Ravenna portano anche a risultati così. Un grazie alla Pasticceria Palumbo, alla Cna e al Comune di Ravenna che stanno dimostrando con i fatti che la “rinascita” di piazza San Francesco è possibile partendo innanzitutto dall’aumento della fruizione. Ora non bisogna abbassare la guardia ma la direzione intrapresa è quella giusta».

Ora dalla stessa Cna arriva però l’appello al Comune a non lasciare sola la pasticceria nei mesi invernali.

Pienone in piazza San Francesco, esulta il Comune: «Così si batte il degrado»

Tutto esaurito per l’omaggio a De André, media di 400 persone per le altre serate. «Avanti così, ora non molliamo la presa»  

In poche altre occasioni si era vista così tanta gente in piazza San Francesco come per l’omaggio a Fabrizio De André a cura della storica Bandeandré, andato in scena giovedì 20 agosto. Si trattava della penultima delle quattordici iniziative di intrattenimento gratuite (l’ultima è in programma questa sera, venerdì 21, con il gruppo musicale The Ukulele Lovers) proposte quest’anno nella bellissima piazza di Ravenna che tanto fa discutere però anche per il suo degrado.

L’assessore al Turismo del Comune, Massimo Cameliani, ringrazia tutti i soggetti che, in sinergia con il Comune, hanno permesso la realizzazione dei vari spettacoli, ed esprime la propria soddisfazione per il gradimento riscosso dalle diverse iniziative: «Avere unito le forze – dichiara Cameliani – ci ha consentito di proporre con grande frequenza momenti di spettacolo in grado di attirare diversi tipi di pubblico. Ogni sera si è registrata una media di quattrocento cittadini e turisti presenti e siamo convinti che questo abbia avuto un’importante funzione antidegrado. Come Comune abbiamo investito parte delle risorse ottenute grazie al titolo di Capitale italiana della cultura 2015 e ringraziamo per il supporto tutti i soggetti che ci hanno sostenuto». Tra questi anche la nuova pasticceria aperta sotto i portici, Palumbo, e la Cna, l’associazione degli artigiani, il cui responsabile comunale Mario Petrosino, su Facebook (oltre a pubblicare la foto) commenta con soddisfazione la riuscita della serata con la Bandeandré: «Questa è la Piazza degna di Ravenna e dei suoi cittadini. Non molliamo la presa».

Sempre su Facebook esulta anche Alessandro Barattoni, consigliere comunale del Pd molto impegnato sul tema, che alle polemiche di questi mesi, scrive, «non credo ci possa essere risposta migliore della foto di una piazza San Francesco gremita per il concerto della Bandeandrè. Più iniziative attraverso la collaborazione fra pubblico e privato, maggiori controlli e la grandissima voglia dei ravennati di vivere quello splendido scorcio di Ravenna portano anche a risultati così. Un grazie alla Pasticceria Palumbo, alla Cna e al Comune di Ravenna che stanno dimostrando con i fatti che la “rinascita” di piazza San Francesco è possibile partendo innanzitutto dall’aumento della fruizione. Ora non bisogna abbassare la guardia ma la direzione intrapresa è quella giusta».

Ora dalla stessa Cna arriva però l’appello al Comune a non lasciare sola la pasticceria nei mesi invernali.

L’incredibile storia di Fabio, da Fusignano Dalla Cnn all’abbraccio con Dave Grohl

L’organizzatore di Rockin’ 1000 ha coronato il suo sogno incontrando
i Foo Fighters in America: «Ero in trance, non ricordo quasi nulla…»

La foto qui sopra, l’abbraccio di Fabio, da Fusignano, con Dave Grohl dei Foo Fighters, chiude il cerchio. Risale a pochi giorni fa ed è stata scattata a Walla Walla, nello stato di Washington, in America, dove Fabio era stato invitato insieme a una delegazione di Rockin’ 1000, l’evento da Guinness dei Primati che a fine luglio ha portato Cesena sulla bocca di tutti gli appassionati di musica rock del pianeta, o quasi.

A ideare il tutto appunto lui, Fabio Zaffagnini, 39 anni, che da pochi mesi a Cesena ci vive pure, ma che è di Fusignano e ha abitato per anni a Cervia. Della sua impresa ne abbiamo parlato più volte nei mesi scorsi anche nel nostro mensile dedicato alla cultura in Romagna, R&D Cult. Ora è il momento di riavvolgere il nastro.

I Foo Fighters sono la band fondata e capitanata dallo storico batterista (qui invece cantante e chitarrista) dei Nirvana, Dave Grohl. Con alle spalle ormai oltre vent’anni di carriera, è diventato uno dei gruppi rock più popolari al mondo, in grado di riempire gli stadi anche in Italia, e con un rapporto particolare con i propri fan. Tanto che Grohl li aveva quasi stimolati: «Verremo a suonare dove ci chiamerete», era stato in poche parole il suo appello. E a Cesena – dove degli sconosciuti (o quasi) Foo Fighters avevano già suonato a fine anni Novanta al Vidia – hanno preso la cosa molto sul serio. Così grazie a Zaffagnini, come ormai noto, in mille (per la precisione 985 persone, di cui circa la metà provenienti da fuori regione) si sono ritrovati a fine luglio al Parco dell’Ippodromo per suonare (e cantare) all’unisono “Learn to fly”, tra le canzoni più famose dei Foo Fighters.

Una performance collettiva che è diventata un videoclip al momento (neppure un mese dopo) visualizzato da circa 23 milioni di persone in tutto il mondo. Un video (che pubblichiamo anche noi qui in fondo all’articolo) con il quale si chiedeva alla band americana, appunto, di venire a suonare in Romagna. La risposta di Grohl in persona, sempre tramite un video, si è fatta tardare poche ore ed è stata, in sintesi: «Ci vediamo a Cesena». Tutto perfetto, insomma, con la ciliegina sulla torta che è stato appunto l’invito arrivato agli organizzatori di Rockin’ 1000 di partecipare come ospiti al festival musicale di Walla Walla, con in cartellone anche gli stessi Foo Fighters.

Zaffagnini è così salito sull’aereo per l’America con una delegazione di una decina di persone tra organizzatori e musicisti dell’evento. «Ci hanno trattato da superstar – ci racconta al telefono –, ci sono venuti a prendere all’aeroporto, ci hanno ospitato, ci hanno dato i biglietti per il festival e poi ci hanno invitati nella tenda dei Foo Fighters…». Tanta è stata l’emozione, che ora Fabio quasi non ricorda neppure cosa si sono detti… «Ero come in trance agonistica. Loro sono stati simpaticissimi, ci hanno ringraziato per quello che abbiamo fatto, si sono complimentati, ci hanno detto di essere rimasti molto colpiti…». E poi è arrivata una conferma importante: «Sì, certo, ci hanno confermato che verranno a Cesena. Hanno detto che nessuna band al mondo si sarebbe potuta rifiutare. Ora il problema è più di questione organizzativa – continua Zaffagnini – toccherà ai manager, alle agenzie, trovare la data. In novembre sono in concerto a Bologna e vorrebbero riuscire a suonare a Cesena in quel periodo, ma hanno un’agenda molto piena e non sarà semplice». L’obiettivo è quindi riuscire a organizzare il concerto (con tutta probabilità al Carisport) già questo inverno, ma se non si riuscirà si tratterà solo di aspettare magari l’anno prossimo, come da piani iniziali.

E un evento come Rockin’ 1000, resterà isolato? «Ci stiamo riflettendo – risponde Zaffagnini –, di certo quello che è successo a Cesena non si può ripetere, in tanti hanno lavorato gratis, altri ci hanno fornito gratuitamente materiali, è stata una mole di lavoro gigantesca e dal punto di vista economico non è replicabile (erano stati raccolti 44mila euro tramite una campagna on line e ne sono stati spesi circa 50mila, con l’obiettivo di fare in definitiva una sorta di patta, ndr). Ma stiamo pensando ad altri eventi che possano avere lo stesso spirito, dal basso, diciamo così».

Qual è stata la cosa più sorprendente di tutto questo? «Io davvero già la sera stessa della performance ero felicissimo, era stato tutto molto emozionante. Poi però tutto quello che è venuto dopo è stato incredibile, grazie soprattutto a internet e ai social. A parte la risposta dei Foo Fighters, hanno parlato di noi ovunque: c’è una persona che si sta occupando solo di fare la rassegna stampa, parliamo di centinaia di articoli in tutto il mondo. Il più sorprendente? Direi ricevere una chiamata dalla Cnn. E pensare che l’intervista stava quasi per saltare: ero a Cesenatico per i fuochi d’artificio e c’era una gran confusione…».

L’incredibile storia di Fabio, da Fusignano Dalla Cnn all’abbraccio con Dave Grohl

L’organizzatore di Rockin’ 1000 ha coronato il suo sogno incontrando
i Foo Fighters in America: «Ero in trance, non ricordo quasi nulla…»

La foto qui sopra, l’abbraccio di Fabio, da Fusignano, con Dave Grohl dei Foo Fighters, chiude il cerchio. Risale a pochi giorni fa ed è stata scattata a Walla Walla, nello stato di Washington, in America, dove Fabio era stato invitato insieme a una delegazione di Rockin’ 1000, l’evento da Guinness dei Primati che a fine luglio ha portato Cesena sulla bocca di tutti gli appassionati di musica rock del pianeta, o quasi.

A ideare il tutto appunto lui, Fabio Zaffagnini, 39 anni, che da pochi mesi a Cesena ci vive pure, ma che è di Fusignano e ha abitato per anni a Cervia. Della sua impresa ne abbiamo parlato più volte nei mesi scorsi anche nel nostro mensile dedicato alla cultura in Romagna, R&D Cult. Ora è il momento di riavvolgere il nastro.

I Foo Fighters sono la band fondata e capitanata dallo storico batterista (qui invece cantante e chitarrista) dei Nirvana, Dave Grohl. Con alle spalle ormai oltre vent’anni di carriera, è diventato uno dei gruppi rock più popolari al mondo, in grado di riempire gli stadi anche in Italia, e con un rapporto particolare con i propri fan. Tanto che Grohl li aveva quasi stimolati: «Verremo a suonare dove ci chiamerete», era stato in poche parole il suo appello. E a Cesena – dove degli sconosciuti (o quasi) Foo Fighters avevano già suonato a fine anni Novanta al Vidia – hanno preso la cosa molto sul serio. Così grazie a Zaffagnini, come ormai noto, in mille (per la precisione 985 persone, di cui circa la metà provenienti da fuori regione) si sono ritrovati a fine luglio al Parco dell’Ippodromo per suonare (e cantare) all’unisono “Learn to fly”, tra le canzoni più famose dei Foo Fighters.

Una performance collettiva che è diventata un videoclip al momento (neppure un mese dopo) visualizzato da circa 23 milioni di persone in tutto il mondo. Un video (che pubblichiamo anche noi qui in fondo all’articolo) con il quale si chiedeva alla band americana, appunto, di venire a suonare in Romagna. La risposta di Grohl in persona, sempre tramite un video, si è fatta tardare poche ore ed è stata, in sintesi: «Ci vediamo a Cesena». Tutto perfetto, insomma, con la ciliegina sulla torta che è stato appunto l’invito arrivato agli organizzatori di Rockin’ 1000 di partecipare come ospiti al festival musicale di Walla Walla, con in cartellone anche gli stessi Foo Fighters.

Zaffagnini è così salito sull’aereo per l’America con una delegazione di una decina di persone tra organizzatori e musicisti dell’evento. «Ci hanno trattato da superstar – ci racconta al telefono –, ci sono venuti a prendere all’aeroporto, ci hanno ospitato, ci hanno dato i biglietti per il festival e poi ci hanno invitati nella tenda dei Foo Fighters…». Tanta è stata l’emozione, che ora Fabio quasi non ricorda neppure cosa si sono detti… «Ero come in trance agonistica. Loro sono stati simpaticissimi, ci hanno ringraziato per quello che abbiamo fatto, si sono complimentati, ci hanno detto di essere rimasti molto colpiti…». E poi è arrivata una conferma importante: «Sì, certo, ci hanno confermato che verranno a Cesena. Hanno detto che nessuna band al mondo si sarebbe potuta rifiutare. Ora il problema è più di questione organizzativa – continua Zaffagnini – toccherà ai manager, alle agenzie, trovare la data. In novembre sono in concerto a Bologna e vorrebbero riuscire a suonare a Cesena in quel periodo, ma hanno un’agenda molto piena e non sarà semplice». L’obiettivo è quindi riuscire a organizzare il concerto (con tutta probabilità al Carisport) già questo inverno, ma se non si riuscirà si tratterà solo di aspettare magari l’anno prossimo, come da piani iniziali.

E un evento come Rockin’ 1000, resterà isolato? «Ci stiamo riflettendo – risponde Zaffagnini –, di certo quello che è successo a Cesena non si può ripetere, in tanti hanno lavorato gratis, altri ci hanno fornito gratuitamente materiali, è stata una mole di lavoro gigantesca e dal punto di vista economico non è replicabile (erano stati raccolti 44mila euro tramite una campagna on line e ne sono stati spesi circa 50mila, con l’obiettivo di fare in definitiva una sorta di patta, ndr). Ma stiamo pensando ad altri eventi che possano avere lo stesso spirito, dal basso, diciamo così».

Qual è stata la cosa più sorprendente di tutto questo? «Io davvero già la sera stessa della performance ero felicissimo, era stato tutto molto emozionante. Poi però tutto quello che è venuto dopo è stato incredibile, grazie soprattutto a internet e ai social. A parte la risposta dei Foo Fighters, hanno parlato di noi ovunque: c’è una persona che si sta occupando solo di fare la rassegna stampa, parliamo di centinaia di articoli in tutto il mondo. Il più sorprendente? Direi ricevere una chiamata dalla Cnn. E pensare che l’intervista stava quasi per saltare: ero a Cesenatico per i fuochi d’artificio e c’era una gran confusione…».

L’incredibile storia di Fabio, da Fusignano Dalla Cnn all’abbraccio con Dave Grohl

L’organizzatore di Rockin’ 1000 ha coronato il suo sogno incontrando i Foo Fighters in America: «Ero in trance, non ricordo quasi nulla…»

La foto qui sopra, l’abbraccio di Fabio, da Fusignano, con Dave Grohl dei Foo Fighters, chiude il cerchio. Risale a pochi giorni fa ed è stata scattata a Walla Walla, nello stato di Washington, in America, dove Fabio era stato invitato insieme a una delegazione di Rockin’ 1000, l’evento da Guinness dei Primati che a fine luglio ha portato Cesena sulla bocca di tutti gli appassionati di musica rock del pianeta, o quasi.

A ideare il tutto appunto lui, Fabio Zaffagnini, 39 anni, che da pochi mesi a Cesena ci vive pure, ma che è di Fusignano e ha abitato per anni a Cervia. Della sua impresa ne abbiamo parlato più volte nei mesi scorsi anche nel nostro mensile dedicato alla cultura in Romagna, R&D Cult. Ora è il momento di riavvolgere il nastro.

I Foo Fighters sono la band fondata e capitanata dallo storico batterista (qui invece cantante e chitarrista) dei Nirvana, Dave Grohl. Con alle spalle ormai oltre vent’anni di carriera, è diventato uno dei gruppi rock più popolari al mondo, in grado di riempire gli stadi anche in Italia, e con un rapporto particolare con i propri fan. Tanto che Grohl li aveva quasi stimolati: «Verremo a suonare dove ci chiamerete», era stato in poche parole il suo appello. E a Cesena – dove degli sconosciuti (o quasi) Foo Fighters avevano già suonato a fine anni Novanta al Vidia – hanno preso la cosa molto sul serio. Così grazie a Zaffagnini, come ormai noto, in mille (per la precisione 985 persone, di cui circa la metà provenienti da fuori regione) si sono ritrovati a fine luglio al Parco dell’Ippodromo per suonare (e cantare) all’unisono “Learn to fly”, tra le canzoni più famose dei Foo Fighters.

Una performance collettiva che è diventata un videoclip al momento (neppure un mese dopo) visualizzato da circa 23 milioni di persone in tutto il mondo. Un video (che pubblichiamo anche noi qui in fondo all’articolo) con il quale si chiedeva alla band americana, appunto, di venire a suonare in Romagna. La risposta di Grohl in persona, sempre tramite un video, si è fatta tardare poche ore ed è stata, in sintesi: «Ci vediamo a Cesena». Tutto perfetto, insomma, con la ciliegina sulla torta che è stato appunto l’invito arrivato agli organizzatori di Rockin’ 1000 di partecipare come ospiti al festival musicale di Walla Walla, con in cartellone anche gli stessi Foo Fighters.

Zaffagnini è così salito sull’aereo per l’America con una delegazione di una decina di persone tra organizzatori e musicisti dell’evento. «Ci hanno trattato da superstar – ci racconta al telefono –, ci sono venuti a prendere all’aeroporto, ci hanno ospitato, ci hanno dato i biglietti per il festival e poi ci hanno invitati nella tenda dei Foo Fighters…». Tanta è stata l’emozione, che ora Fabio quasi non ricorda neppure cosa si sono detti… «Ero come in trance agonistica. Loro sono stati simpaticissimi, ci hanno ringraziato per quello che abbiamo fatto, si sono complimentati, ci hanno detto di essere rimasti molto colpiti…». E poi è arrivata una conferma importante: «Sì, certo, ci hanno confermato che verranno a Cesena. Hanno detto che nessuna band al mondo si sarebbe potuta rifiutare. Ora il problema è più di questione organizzativa – continua Zaffagnini – toccherà ai manager, alle agenzie, trovare la data. In novembre sono in concerto a Bologna e vorrebbero riuscire a suonare a Cesena in quel periodo, ma hanno un’agenda molto piena e non sarà semplice». L’obiettivo è quindi riuscire a organizzare il concerto (con tutta probabilità al Carisport) già questo inverno, ma se non si riuscirà si tratterà solo di aspettare magari l’anno prossimo, come da piani iniziali.

E un evento come Rockin’ 1000, resterà isolato? «Ci stiamo riflettendo – risponde Zaffagnini –, di certo quello che è successo a Cesena non si può ripetere, in tanti hanno lavorato gratis, altri ci hanno fornito gratuitamente materiali, è stata una mole di lavoro gigantesca e dal punto di vista economico non è replicabile (erano stati raccolti 44mila euro tramite una campagna on line e ne sono stati spesi circa 50mila, con l’obiettivo di fare in definitiva una sorta di patta, ndr). Ma stiamo pensando ad altri eventi che possano avere lo stesso spirito, dal basso, diciamo così».

Qual è stata la cosa più sorprendente di tutto questo? «Io davvero già la sera stessa della performance ero felicissimo, era stato tutto molto emozionante. Poi però tutto quello che è venuto dopo è stato incredibile, grazie soprattutto a internet e ai social. A parte la risposta dei Foo Fighters, hanno parlato di noi ovunque: c’è una persona che si sta occupando solo di fare la rassegna stampa, parliamo di centinaia di articoli in tutto il mondo. Il più sorprendente? Direi ricevere una chiamata dalla Cnn. E pensare che l’intervista stava quasi per saltare: ero a Cesenatico per i fuochi d’artificio e c’era una gran confusione…».

Sorprese a rubare borse, una l’avevano nel camper dove vivono e su cui viaggiano con un autista senza patente

Approfittando di un momento di distrazione del titolare, hanno cercato di rubare alcune borse esposte, nascondendole sotto ai vestiti. Sorprese dal commerciante – in un negozio di accessori moda femminili di Marina di Ravenna –, sono state consegnate ai carabinieri che le hanno portate in caserma dove sono state identificate e soltanto denunciate (visto il valore della refurtiva, ammontante a poco meno di cento euro), anche per trasgressioni alle norme di soggiorno in Italia, e rimesse in libertà. Si tratta di due cittadine rom, originarie della Bosnia, entrambe con precedenti, nonostante la più piccola abbia solo 18 anni.

I carabinieri hanno ricollegato le donne denunciate a un camper che già nei giorni precedenti era stato notato aggirarsi a Marina di Ravenna. Una volta rintracciato, il veicolo è stato perquisito e al suo interno è stata trovata un’altra borsa della quale le due rom non sono state in grado di dare valide informazioni circa la provenienza. Dopo una brevissima ricerca si è appurato che anche quell’articolo era stato rubato, probabilmente nei giorni precedenti, dallo stesso esercizio commerciale. A seguito di questo ulteriore ritrovamento, è stato possibile per i carabinieri deferire le due anche per il reato di ricettazione.

A completare il quadro, il conducente del camper su cui vivono è stato denunciato sempre dai carabinieri di Marina di Ravenna, per la guida del mezzo, senza aver mai conseguito la patente.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi