mercoledì
17 Giugno 2026

All’alba a cavallo sulla battigia Multe da 200 euro per tre ravennati

Vietato dall’ordinanza balneare, controlli della polizia municipale su segnalazione. Uno dei tre sanzionato per due volte in due giorni

La passeggiata a cavallo sulla battigia all’alba è costata cara per tre ravennati: sanzioni da 200 euro, staccate dalla polizia municipale nei giorni scorsi, per la violazione della specifica ordinanza balneare. I controlli, avviati in seguito ad alcune segnalazioni, si sono a Marina Romea: verbali a carico di due donne, di 30 e 40 anni e di un 45enne, multato due volte, in due diverse giornate, per la medesima irregolarità.

Basket in A2, sale la febbre in città Venduti 277 abbonamenti in un giorno

L’Orasì Manetti giocherà al Pala De Andrè, capienza tremila posti La prima partita il 4 ottobre e sarà subito derby con Ferrara

Sarà l’emozione di giocare nella nuova A2 con grandi avversari nel girone, sarà la curiosità di vedere il Pala De Andrè allestito per la pallacanestro: nel primo giorno di campagna abbonamenti alla prossima stagione dell’Orasì Manetti sono andate vendute 277 tessere, quasi la metà del totale vendute nello scorso campionato. Fino al 29 agosto la vendita interessa i soli abbonati della passata stagione quindi si tratta di conferme. La vendita degli abbonamenti proseguirà alla sede della società giallorossa in viale della Lirica 21 secondo questi orari: venerdì dalle 10 alle 14 e dalle 17 alle 19, sabato dalle 10 alle 13.

Alle 18 del prossimo 4 ottobre sarà il Pala De Andrè a ospitare l’avvio della nuova stagione di pallacanestro di Ravenna che vedrà l’Orasì Manetti partecipare alla neonata A2, il secondo livello del basket nazionale da quest’anno riorganizzato raccogliendo 32 squadre (divise in due gironi Est e Ovest) con una promozione in A1 e quattro retrocessioni in B. La società giallorossa ha annunciato che giocherà le quindici gare interne nel sontuoso Palazzo delle Arti e dello Sport e non più al Pala Costa (al momento è in bilico solo la partita del 31 gennaio per cui verrà chiesto uno spostamento di data per coincidere con gli impegni della struttura in viale Europa). L’esordio sarà subito derby contro Ferrara. Seguiranno la trasferta di Jesi, la gara interna con Treviglio e la trasferta di Brescia.

Per consentire alla Manetti di giocare al Pala De Andrè (l’affitto della struttura è a carico della società con un accordo con la Metrò che ha in concessione l’impianto dal Comune che ne è proprietario) il Comune di Ravenna ha messo a bilancio una spesa di 300mila euro per l’acquisto di attrezzature e allestimenti da installare nel palazzo di viale Europa. La capienza sarà di tremila posti contro i mille del Pala Costa dove ha giocato finora la squadra.

Basket in A2, sale la febbre in città Venduti 277 abbonamenti in un giorno

L’Orasì Manetti giocherà al Pala De Andrè, capienza tremila posti La prima partita il 4 ottobre e sarà subito derby con Ferrara

Sarà l’emozione di giocare nella nuova A2 con grandi avversari nel girone, sarà la curiosità di vedere il Pala De Andrè allestito per la pallacanestro: nel primo giorno di campagna abbonamenti alla prossima stagione dell’Orasì Manetti sono andate vendute 277 tessere, quasi la metà del totale vendute nello scorso campionato. Fino al 29 agosto la vendita interessa i soli abbonati della passata stagione quindi si tratta di conferme. La vendita degli abbonamenti proseguirà alla sede della società giallorossa in viale della Lirica 21 secondo questi orari: venerdì dalle 10 alle 14 e dalle 17 alle 19, sabato dalle 10 alle 13.

Alle 18 del prossimo 4 ottobre sarà il Pala De Andrè a ospitare l’avvio della nuova stagione di pallacanestro di Ravenna che vedrà l’Orasì Manetti partecipare alla neonata A2, il secondo livello del basket nazionale da quest’anno riorganizzato raccogliendo 32 squadre (divise in due gironi Est e Ovest) con una promozione in A1 e quattro retrocessioni in B. La società giallorossa ha annunciato che giocherà le quindici gare interne nel sontuoso Palazzo delle Arti e dello Sport e non più al Pala Costa (al momento è in bilico solo la partita del 31 gennaio per cui verrà chiesto uno spostamento di data per coincidere con gli impegni della struttura in viale Europa). L’esordio sarà subito derby contro Ferrara. Seguiranno la trasferta di Jesi, la gara interna con Treviglio e la trasferta di Brescia.

Per consentire alla Manetti di giocare al Pala De Andrè (l’affitto della struttura è a carico della società con un accordo con la Metrò che ha in concessione l’impianto dal Comune che ne è proprietario) il Comune di Ravenna ha messo a bilancio una spesa di 300mila euro per l’acquisto di attrezzature e allestimenti da installare nel palazzo di viale Europa. La capienza sarà di tremila posti contro i mille del Pala Costa dove ha giocato finora la squadra.

La partita dei colori per ricordare Ema In campo 80 giocatori tra 6 e 50 anni

E trecento persone a cena: l’incasso per aiutare la famiglia del 16enne Emmanuel Edosa Omoigui annegato nel Lamone

I più piccoli avevano sei anni e i più grandi sulla cinquantina ma sono scesi in campo tutti insieme per tirare calci ad un pallone in quella che hanno chiamato la partita dei colori, giocata il 5 agosto al campo sportivo di Mezzano per ricordare Emmanuel Edosa Omoigui, il 16enne nigeriano annegato nel fiume Lamone il 26 luglio mentre faceva un bagno (vedi tra gli articoli correlati).

Il ragazzo, per tutti semplicemente Ema, ha vissuto per molto tempo a Mezzano con il padre prima di trasferirsi a Glorie ma tutt’ora frequentava gli amici e la comunità di Mezzano: come animatore aveva fatto divertire quest’estate i ragazzi del Grest della parrocchia ed era anche un promettente calciatore.

Al termine delle partita più di trecento persone hanno partecipato alla cena, finalizzata a raccogliere fondi, come già avvenuto durante i funerali del ragazzo. Tali fondi verranno destinati al ricongiungimento della famiglia di Emmanuel, la cui madre e le sorelline sono tuttora in Nigeria. L’associazione sportiva dilettantistica Mezzano, la parrocchia di San Cristoforo e la coop Cab Terra di Piangipane colgono l’occasione per ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno concretamente dimostrato la loro solidarietà, nonché i comitati cittadini di Mezzano e Ammonite per il loro prezioso supporto.

Ultime ore di lavoro in piazza Kennedy poi cantiere in ferie fino al 30 agosto

Il Comune: «La pausa della ditta era preventivata, non cambia
la tabella di marcia». Fine lavori prevista per giugno 2016

Ultime ore di lavoro per il cantiere di piazza Kennedy prima dell’interruzione per ferie: dal 10 al 30 agosto ruspe ferme per la chiusura estiva dell’impresa che ha in appalto le opere di pedonalizzazione dell’area in centro storico a Ravenna. Lo rende noto il Comune facendo il consueto punto sullo stato di avanzamento precisando che «la pausa estiva non inciderà sulla tabella di marcia perché una sospensione preventivata». Fine lavori attesa per giugno 2016.

In questa settimana che volge al termine si è proceduto, sempre in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica e con i tecnici incaricati di eseguire la Sorveglianza Archeologica, con l’ultima fase dell’intervento di Hera sulla parallela al palazzo Rasponi dalle Teste. Si è cominciato con la posa della nuova fognatura, in sostituzione dell’esistente ammalorata, e delle reti acqua e gas previste in progetto dalla parte di via D’Azeglio (senza toccare la sede stradale) proseguendo su piazza Kennedy verso l’incrocio con via Mafalda di Savoia. La fognatura esistente è collocata a circa due metri dal palazzo Rasponi dalle Teste per cui è stato necessario deviare il traffico pedonale attualmente previsto su questo fronte e utilizzare in alternativa l’accesso al Palazzo in via Mafalda di Savoia.

Nella settimana precedente posate tubazioni acqua, gas e fogna, parallelamente al palazzo del Mutilato, completata la posa delle reti acqua e gas lungo la via Rasponi e collaudo e messa in esercizio delle stesse. Tali attività non hanno comportato disagi per gli abitanti perché durante la fase di chiusura di via D’Azeglio sono stati predisposti nodi di valvole e accorgimenti tali da evitare chiusure di servizi.

Dal 31 agosto, alla ripresa, i lavori in programma riguarderanno le reti di fognatura e smaltimento acque meteoriche previste all’interno della piazza e a servizio dei futuri padiglioni.

Ultime ore di lavoro in piazza Kennedy poi cantiere in ferie fino al 30 agosto

Il Comune: «La pausa della ditta era preventivata, non cambia la tabella di marcia». Fine lavori prevista per giugno 2016

Ultime ore di lavoro per il cantiere di piazza Kennedy prima dell’interruzione per ferie: dal 10 al 30 agosto ruspe ferme per la chiusura estiva dell’impresa che ha in appalto le opere di pedonalizzazione dell’area in centro storico a Ravenna. Lo rende noto il Comune facendo il consueto punto sullo stato di avanzamento precisando che «la pausa estiva non inciderà sulla tabella di marcia perché una sospensione preventivata». Fine lavori attesa per giugno 2016.

In questa settimana che volge al termine si è proceduto, sempre in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica e con i tecnici incaricati di eseguire la Sorveglianza Archeologica, con l’ultima fase dell’intervento di Hera sulla parallela al palazzo Rasponi dalle Teste. Si è cominciato con la posa della nuova fognatura, in sostituzione dell’esistente ammalorata, e delle reti acqua e gas previste in progetto dalla parte di via D’Azeglio (senza toccare la sede stradale) proseguendo su piazza Kennedy verso l’incrocio con via Mafalda di Savoia. La fognatura esistente è collocata a circa due metri dal palazzo Rasponi dalle Teste per cui è stato necessario deviare il traffico pedonale attualmente previsto su questo fronte e utilizzare in alternativa l’accesso al Palazzo in via Mafalda di Savoia.

Nella settimana precedente posate tubazioni acqua, gas e fogna, parallelamente al palazzo del Mutilato, completata la posa delle reti acqua e gas lungo la via Rasponi e collaudo e messa in esercizio delle stesse. Tali attività non hanno comportato disagi per gli abitanti perché durante la fase di chiusura di via D’Azeglio sono stati predisposti nodi di valvole e accorgimenti tali da evitare chiusure di servizi.

Dal 31 agosto, alla ripresa, i lavori in programma riguarderanno le reti di fognatura e smaltimento acque meteoriche previste all’interno della piazza e a servizio dei futuri padiglioni.

«Agricoltura in ginocchio per gli animali selvatici: 500mila euro di danni nel 2014»

L’allarme lanciato da Coldiretti per la provincia di Ravenna
Presentata una proposta per il risarcimento agli imprenditori

Una situazione insostenibile che sta rendendo sempre più difficili le condizioni di vita degli agricoltori provocando l’abbandono delle aree interne del territorio e generando enormi problemi di carattere ambientale, economico e sociale. Questo il tenore dell’appello, un vero e proprio Sos sui danni provocati dagli animali selvatici, che gli agricoltori della Coldiretti Ravenna hanno lanciato nelle scorse settimane alle istituzioni sottolineando nelle sedi opportune i gravi problemi provocati dalla fauna: distruzione dei raccolti e sterminio degli animali allevati.

In tutta l’Emilia Romagna – ricorda Coldiretti – i danni accertati e risarciti ammontano a 2 milioni di euro. Nella sola provincia di Ravenna i danni accertati nel 2014 superano il mezzo milione di euro. Coldiretti e Legambiente hanno elaborato un documento per la pianificazione faunistico-venatorio sul territorio, con proposte in materia di risarcimento danni provocati all’agricoltura dalla fauna selvatica. Inoltre Coldiretti ha ritenuto opportuno dare il proprio contributo predisponendo un’ipotesi di legge in cui sono inserite precise normative per affrontare le tematiche più urgenti legate al rapporto tra agricoltura, ambiente, biodiversità in un’ottica di sostenibilità.

«Le tipologie di danni alle colture agrarie e agli allevamenti sono ormai di proporzione così rilevante – spiegano il presidente e il direttore della Coldiretti provinciale, Massimiliano Pederzoli e Walter Luchetta – da rendere insufficiente l’accantonamento delle risorse finanziarie regionali, così che occorre rivedere le modalità di distribuzione delle risorse nazionali e regionali al fine di garantire i fondi necessari per coprire i danni stimati».

«Agricoltura in ginocchio per gli animali selvatici: 500mila euro di danni nel 2014»

L’allarme lanciato da Coldiretti per la provincia di Ravenna Presentata una proposta per il risarcimento agli imprenditori

Una situazione insostenibile che sta rendendo sempre più difficili le condizioni di vita degli agricoltori provocando l’abbandono delle aree interne del territorio e generando enormi problemi di carattere ambientale, economico e sociale. Questo il tenore dell’appello, un vero e proprio Sos sui danni provocati dagli animali selvatici, che gli agricoltori della Coldiretti Ravenna hanno lanciato nelle scorse settimane alle istituzioni sottolineando nelle sedi opportune i gravi problemi provocati dalla fauna: distruzione dei raccolti e sterminio degli animali allevati.

In tutta l’Emilia Romagna – ricorda Coldiretti – i danni accertati e risarciti ammontano a 2 milioni di euro. Nella sola provincia di Ravenna i danni accertati nel 2014 superano il mezzo milione di euro. Coldiretti e Legambiente hanno elaborato un documento per la pianificazione faunistico-venatorio sul territorio, con proposte in materia di risarcimento danni provocati all’agricoltura dalla fauna selvatica. Inoltre Coldiretti ha ritenuto opportuno dare il proprio contributo predisponendo un’ipotesi di legge in cui sono inserite precise normative per affrontare le tematiche più urgenti legate al rapporto tra agricoltura, ambiente, biodiversità in un’ottica di sostenibilità.

«Le tipologie di danni alle colture agrarie e agli allevamenti sono ormai di proporzione così rilevante – spiegano il presidente e il direttore della Coldiretti provinciale, Massimiliano Pederzoli e Walter Luchetta – da rendere insufficiente l’accantonamento delle risorse finanziarie regionali, così che occorre rivedere le modalità di distribuzione delle risorse nazionali e regionali al fine di garantire i fondi necessari per coprire i danni stimati».

Ap pronta a dragare 1,4 milioni mc in attesa del Progettone light

A settembre lavori all’avamporto, a giugno lungo il canale
con un impianto di trattamento. E la maxi opera verrà rivista

I sigilli della procura alle casse di colmata individuate dall’Autorità portuale di Ravenna per la collocazione di parte del materiale da dragare bloccano il Progettone per l’approfondimento dei fondali del porto e così, in attesa di elaborare una sorta di versione light ribattezzata Progettone 2.0 che faccia di necessità virtù per non ricorrere alle aree sotto sequestro, Ap annuncia un piano di interventi di manutenzione straordinaria per il dragaggio di 1,4 milioni di metri cubi di fanghi. Si tratta di opere (per un costo di circa 30 milioni di euro sostenuto grazie all’avanzo primario dell’ente che a fine 2015 dovrebbe superare i 50 milioni) estranee a quelle inserite nel maxi intervento bloccato in attesa degli ultimi pareri ministeriali che non arriveranno visto l’intrecciarsi delle indagini penali su presunte irregolarità nelle autorizzazioni di vecchie casse di colmata.

Si comincerà a scavare a metà settembre del 2015: è la previsione del presidente di Ap, Galliano Di Marco. Negli uffici di via Antico Squero oggi, 6 agosto, l’apertura delle buste per la gara pubblica da tre milioni di euro: quattro offerte pervenute (tre da imprese di Venezia e una da Roma) per la rimozione di 160-200mila metri cubi di materiale depositati all’imboccatura delle dighe dalla mareggiata di febbraio. Si ipotizza di concludere i lavori per metà dicembre: il materiale verrà portato al largo in due zone a disposizione di Ap per questro scopo.

Il prossimo giugno poi dovrebbero cominciare (per concludersi a ottobre 2017) i lavori per il dragaggio di 1,2 milioni di mc lungo l’asta del canale. I primi 172mila mc verranno prelevati dal tratto in corrispondenza del terminal container e ci vorranno 7 milioni di euro la metà dei quali per la realizzazione di un impianto provvisorio di trattamento dei materiali sulla banchina nord a ridosso del terminal traghetti. Tecnicamente sarà una fitopressa in grado di separare le sabbia da argilla e limo: la prima verrà utilizzata per il ripascimento mentre i secondi, una volta asciugati, verrano destinati a innalzare il livello di un terreno di proprietà di Ap in zona Bassette (Di Marco poi annuncia un accordo raggiunto con Eni per utilizzare un’area dell’ex Sarom dove realizzare un impianto di trattamento definitivo: ipotesi plausibile per vederlo in funazione fra tre anni e mezzo).

Il restante milione di metri cubi non è ancora stato deciso da quali tratti del Candiano verrà prelevato ma è già stato deciso dove verrà collocato: una spesa totale di circa 18-22 milioni di euro consentirà il dragaggio e la realizzazione di due casse di colmata in acqua all’interno all’interno delle dighe con un sistema di palancole che manterrà la separazione tra fanghi e acque garantendo anche una migliore navigabilità del tratto iniziale (in termini tecnici si tratta di un’Atf, adeguamento tecnico funazionale, che non ha bisogno di valutazioni di impatto ambientale ma solo di un parere urbanistico da parte di Comune e Regione).

Di Marco poi replica a chi accusa l’ente di via Antico Squero di non aver mai dragato durante la sua presidenza iniziata nel 2012: «Nel triennio 2013-15 abbiamo dragato 570mila mc: 200mila quelli dell’avamporto che inizieranno a settembre e gli altri tra avamporto, Docks Cereali, Petra, Setramar, Bunge, terminal Crociere e il canale».

Infine il punto della situazione sul Progettone che, come detto, è arenato alle prese con l’inchiesta della procura di Ravenna: «Mancherebbero ancora gli ultimi pareri vincolanti tra cui quello del ministero dell’Ambiente e non arriveranno in queste condizioni. Del resto se arrivassero poi non potremmo comunque muoverci perché il sequestro delle aree le toglie dalla nostra disponibilità». Da qui la decisione, presentata anche al comitato portuale riunitosi ieri mattina, di elaborare una versione alleggerita che fermerebbe l’approfondimento a 12,5 metri e non più 14 o 14,5 come ipotizzato: si tratterebbe di dragare circa due milioni di metri cubi da andare a collocare senza contare sulle casse di colmata sigillate e quindi con molta probabilità nelle aree Logistica 1 e Logistica 2 tra la città e Porto Fuori. Ne deriverebbe una piattaforma logistica dimezzata rispetto i piani iniziali e minori aree espropriate (olo in una seconda fase, e solo se si potrà contare su largo Trattaroli, si procederà con ulteriori lavori tra cui anche il nuovo terminal container). Il Progettone 2.0 in termini tecnici verrebbe presentato nelle vesti di progetto definitivo diretto «ai sensi dell’articolo 167 comma 5 del codice degli appalti» e quindi in conformità con il piano regolatore porto 2007 e la valutazione di impatto ambientale del 2012.

«Intrecci tra associazioni di categoria e Pd mettono paura alle imprese»

Vandini (M5s) rilancia le segnalazioni di associati che non fanno
critiche all’interno perché arriverebbero alle stanze dei bottoni

Tra gli imprenditori di Ravenna c’è paura a confrontarsi liberamente all’interno delle rispettive associazioni di categoria perché le eventuali critiche mosse all’amministrazione pubblica arrivano in fretta nella stanza dei bottoni del partitone e causano malumori. Il segnale d’allarme per la commistione tra associazioni di categoria e Partito democratico arriva da Pietro Vandini, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale, che decide di dare voce alle diverse segnalazioni ricevute da operatori associati.

Se l’associazione di categoria – è la riflessione del grillino – nasce per essere «una unione organizzata che rappresenta e tutela gli operatori economici di un certo settore e assiste l’associato nei rapporti con la controparte, con le istituzioni, con gli enti pubblici, con le altri parti sociali» allora «le associazioni di categoria non devono essere il vivaio di un partito politico. Nel nostro territorio succede invece molto spesso che funzionari delle associazioni diventino sindaci o consiglieri regionali, ex sindaci diventino funzionari, consiglieri comunali diventino figure di spicco nelle associazioni e viceversa. La conseguenza è quella di permettere al Pd di mantenere il controllo del territorio».

Vandini poi fa un esempio concreto citando il caso Confesercenti. L’associazione prevede alcune norme sulle incompatibilità. Le parole prese dal sito lasciano poco margine all’interpretabilità: «È incompatibile con responsabilità e funzione nell’Associazione l’incarico in segreterie ed organi esecutivi, funzionariali ed amministrativi dei partiti politici, in quelli parlamentari, di consiglio regionale, provinciale e comunale, di presidente di aziende municipalizzate e speciali. Sono incompatibili inoltre con la carica di presidente, vicepresidente ed assessore provinciale, di sindaco, vicesindaco, assessore e membro di giunta nelle realtà comunali, nonchè di presidente di Circoscrizione». Eppure, sottolinea Vandini, non mancano i casi recenti di funzionari che si candidano per le Regionali o addirittura papabili candidati a sindaco.

Chi è stipendiato dalle associazioni di categoria deve rimanere fuori da certe dinamiche: di questo è convinto il consigliere comunale M5s perché «ne va della credibilità dell’associazione che lo paga e soprattutto dei suoi associati. È davvero spiacevole vedere che un certo modo di fare politica tenta di inquinare tutti i canali di partecipazione e confronto, forse per timore di perdere quel controllo ossessivo creato in oltre 40 anni di governo del territorio. Per noi le associazioni di categoria sono un interlocutore fondamentale ed è per questo che stiamo cercando di coinvolgerle per organizzare serate informative sul Microcredito messo in piedi con gli extrastipendi dei nostri parlamentari, lo vogliamo fare nei prossimi mesi e vogliamo farlo assieme a loro».

L’Italicum spacca Ravenna tra Bologna e Ferrara

I collegi approvati dal consiglio dei ministri dividono il territorio
De Pascale (Pd): «Ci auguriamo si torni indietro sulla decisione»

Il Consiglio dei ministri ha approvato i collegi dell’Italicum, la legge recentemente approvata per l’elezione alla camera in vigore da luglio 2016, spaccando a metà la provincia di Ravenna: Faentino, Bagnacavallo, Cotignola, Bagnara e Russi con Imola e Bologna e il resto del territorio con Ferrara.

La scelta ha attirato le critiche di Michele de Pascale, segretario provinciale del Pd: «Abbiamo alacremente lavorato per settimane per scongiurare questo scenario che oltre a dividere il nostro territorio non tiene nemmeno conto dei confini dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Le nostre ipotesi alternative, che salvaguardavano l’unitarietà del nostro territorio provinciale, si sono scontrate con la scarsa attenzione del Governo e con l’ingordigia del territorio di Bologna che, mai sazio, pensa in questo modo di sottrarre alla Romagna parte della sua rappresentanza parlamentare. Ci auguriamo che possa prevalere il buon senso e si possa tornare indietro rispetto ad una decisione che penalizza ingiustamente il territorio della nostra provincia a prescindere da chi dovesse risultare vincitore alle elezioni. Per quel che riguarda il Pd pretenderemo dai territori di Bologna e Ferrara e dal Pd regionale e nazionale quel rispetto che in questa circostanza è pesantemente venuto meno».

Rientra dal Marocco con 150 grammi di hashish in 15 ovuli nello stomaco

Piantonato in ospedale per dodici ore poi l’uomo ha espulso la droga. Arrestato con l’amico che era in sua compagnia in auto

Dal viaggio in Marocco è tornato a Cervia con la pancia piena: aveva ingerito quindici ovuli di hashish da dieci grammi ognuno. L’uomo è stato arrestato insieme all’amico che era in sua compagnia quando sono stati fermati per un controllo su strada da parte della guardia di finanza della località costiera. In manette un 30enne e un 40enne italiani.

La scoperta della droga è arrivata a conclusione di un controllo cominciato su un auto in transito per le vie del centro. A bordo i due che, alla vista dei militari, palesavano segni di insofferenza e di agitazione. I finanzieri, quindi, dopo aver richiesto la collaborazione delle unità cinofile antidroga di Ravenna, proseguivano l’attività ispettiva mediante perquisizioni locali nei luoghi risultati nella disponibilità dei due soggetti rinvenendo un panetto di hashish, un bilancino di precisione e un ovulo della medesima sostanza stupefacente che, tradizionalmente, viene ingerito dai trafficanti internazionali per eludere i controlli alle frontiere.

Considerato che uno dei due era rientrato in Italia dal Marocco il giorno precedente transitando per l’aeroporto bolognese Marconi, le Fiamme Gialle accompagnavano lo stesso all’ospedale di Ravenna per sottoporlo ad un esame radiologico; la lastra addominale evidenziava la presenza di numerosi corpi estranei di forma ovoidale. Dopo dodici ore di piantonamento nell’apposita area ospedaliera, l’uomo espelleva 15 ovuli di hashish del peso di circa 10 grammi ciascuno. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati all’individuazione dei fornitori e degli eventuali destinatari della sostanza stupefacente che è stata sottoposto a sequestro, per un totale complessivo di 300 grammi.

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