venerdì
03 Aprile 2026

A Ragone il ponte è chiuso da 8 mesi e la Provincia non sa quando finiranno i lavori

Demolizione lasciata a metà, cantiere immobile da tempo. Le parole della presidente Palli: «Non posso fornire una data presumibile di riapertura del ponte, perché abbiamo visto che le variabili in gioco sono molte e difficili da prevedere»

486301243 10060358237308847 6181026468388807463 NIl ponte della strada provinciale 5 “Roncalceci” sul fiume Montone tra Ragone (frazione di Ravenna) e San Pancrazio (frazione di Russi) è chiuso al transito da ottobre 2024 per essere rifatto, dopo otto mesi il cantiere è ancora in corso – la demolizione è rimasta a metà e non ci sono operai da diverso tempo – e la Provincia non è in grado di prevedere quando verrà riaperto.

È la sintesi delle dichiarazioni di Valentina Palli, sindaca di Russi e presidente della Provincia, raccolte dal quotidiano Il Corriere Romagna in edicola oggi, 20 maggio: «Non posso fornire una data presumibile di riapertura del ponte, perché abbiamo visto che le variabili in gioco sono molte e difficili da prevedere. Se nelle prossime settimane si assistesse a una nuova piena importante del fiume Montone, potrebbe servire ulteriori cambiamenti progettuali».

494463335 1800482567350258 6638892196171636381 NAl momento, sempre in base a quanto dichiarato da Palli, si attende il via libera dell’Autorità di Bacino per procedere alla demolizione del ponte: «La ditta opererà in maniera diversa rispetto al progetto iniziale, per cui abbiamo dovuto inviare una richiesta all’Autorità che spero risponda entro pochi giorni. Siamo consapevoli dei disagi sofferti dalle località, ma le piene dei fiumi registrate a marzo hanno imposto ulteriori accorgimenti. La parte più complessa riguarda la fase della demolizione del manufatto, che deve essere fatta dall’alto e senza fare cadere alcunché nell’alveo e nella golena».

L’intervento per l’adeguamento statico e sismico del ponte prevede la demolizione dell’impalcato esistente, la ricostruzione mediante il ricorso ad una nuova struttura metallica, l’adeguamento funzionale della sezione stradale e la creazione di un percorso protetto per l’utenza debole. Il costo complessivo è di 1,6 milioni di euro, finanziato per 1,1 milioni attraverso un contributo concesso alla Provincia dal ministero delle Infrastrutture, e per mezzo milione attraverso risorse provinciali.

La vicenda ha richiamato l’attenzione di Cinzia Pasi del comitato cittadino di Roncalceci: «La prolungata chiusura sta mettendo a dura prova la pazienza dei cittadini residenti e non, che si vedono costretti ad affrontare lunghi, scomodi e costosi percorsi alternativi. Senza parlare delle ripercussioni che questa chiusura ha su tutte le attività commerciali». A metà aprile Alessandro Barattoni, candidato sindaco di Ravenna e dato per favorito per la vittoria, ha annunciato l’impegno della prossima amministrazione a prevedere un bando per rimborsare parte dei costi sostenuti dalle attività, analogamente a quanto fatto in passato con agevolazioni sulla Tari.

Intanto c’è chi prova a prenderla con ironia, per digerire meglio i disagi. Sul gruppo Facebook “Sei di Russi se 2.0” è comparsa una vignetta che immagina la situazione nel 2045: saranno i marziani a scendere sulla terra per demolire il rudere del ponte con un raggio laser.

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Faenza, nuovo Polo Archivistico: oltre 7 km di scaffalature e documenti millenari

La struttura di via Zucchini verrà inaugurata giovedì 22 maggio alle ore 16.30. Al suo interno è presente anche una pergamena datata 2 agosto 979

Nasce il Polo Archivistico Faentino, un istituto che raccoglie nello stesso spazio la sezione di Archivio di Stato, l’Archivio del Comune e dell’Unione della Romagna Faentina. Il progetto del costo totale di oltre 1 milione e 700 mila euro è stato reso possibile in seguito alla convenzione stipulata, a dicembre del 2021, tra il Comune di Faenza e l’Archivio di Stato di Ravenna. La struttura verrà inaugurata giovedì 22 maggio alle ore 16.30, in via Antonio Zucchini 29.

L’edificio si estende su circa 1.000 mq e dispone di oltre 7 km lineari di scaffalature; 5,6 km già occupati e che custodiscono 2,7 km per l’Archivio di Stato e 2,9 per il Polo Archivistico, documentazione che abbraccia oltre un millennio di storia. La struttura è stata progettata non solo per conservare in sicurezza il patrimonio documentale, ma anche per favorirne la consultazione da parte di studiosi, storici, liberi professionisti e cittadini e per promuovere la didattica in archivio con le scuole. L’accordo con l’impresa Gea Srl (proprietaria dell’area denominata Colombarina) ha previsto, oltre alla costruzione dell’edificio, la realizzazione e la cessione gratuita al Comune di infrastrutture viarie come la nuova rotatoria lungo via Silvestro e la viabilità alberata e i sottoservizi fognari e di illuminazione pubblica. Elemento caratterizzante della struttura del Polo archivistico è il murale dal titolo “Astronave Archivio”, un’opera di 400 mq realizzata con tecnica mista: pittura spray e ceramica.

Il nuovo istituto conserva milioni di documenti che raccontano la storia del territorio, dall’Alto Medioevo fino ai giorni nostri. Il documento più antico conservato è una pergamena, datata 2 agosto 979, che attesta un atto di vendita immobiliare da parte del vescovo di Arezzo; gli atti più recenti sono le delibere del Consiglio dell’Unione della Romagna Faentina del 2014. Il Polo Archivistico comprende in primo luogo l’archivio comunale dal 1957 in avanti (l’archivio storico precedente il 1957 si trova nella Sezione di archivio di Stato): la corrispondenza generale dell’ente e le pratiche edilizie. Le delibere di Consiglio e Giunta invece sono presenti a partire dal dopoguerra.

Il patrimonio documentario è da sempre ampiamente consultato da storici e ricercatori. Prima del trasferimento della Sezione di Archivio di Stato di Faenza in via Zucchini (a novembre del 2022), si è registrata, in un solo anno, una frequentazione di quasi 750 utenti, oltre 5.200 pezzi movimentati e circa 250 ricerche, tra storiche e professionali.

Durante l’inaugurazione è previsto un programma di interventi che includerà i saluti dell’amministrazione comunale di Faenza e le relazioni di figure di rilievo nel panorama archivistico: Elena Stefani, Soprintendente della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia Romagna; Stefano Vitali, ex Soprintendente della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia Romagna; Pierangelo Unibosi, Dirigente Area Legale e AA.II. dell’Unione della Romagna Faentina; Michela Dolcini, Direttrice dell’Archivio di Stato di Ravenna e Sezione di Faenza; e Gabriella Garavini, Responsabile del Servizio Archivi e protocollo dell’Unione della Romagna Faentina. Al termine della presentazione, i partecipanti saranno invitati a un momento conviviale con un rinfresco.

A partire da venerdì 23 maggio il Polo Archivistico Faentino e la Sezione di Archivio di Stato apriranno regolarmente ai cittadini e ai ricercatori. Gli orari sono studiati per permettere consultazioni sia al mattino che al pomeriggio, favorendo ricerche trasversali su entrambi i patrimoni. Entrambi gli istituti dispongono di inventari ed altri strumenti utili per la ricerca dei documenti.

Per ulteriori informazioni relative al Polo consultare il seguente link: https://archiviodistatoravenna.cultura.gov.it/2025/05/15/martedi-27-maggio-riapre-al-pubblico-la-sezione-di-faenza/

Roberto Saviano e una vita sotto scorta: «Rifarei tutto, ma con più prudenza…»

Il celebre scrittore al Pavaglione di Lugo con il suo ultimo libro: «Non esiste un territorio senza mafia»

Saviano Libro

Roberto Saviano sarà il 21 maggio al Pavaglione di Lugo, alle ore 21, per presentare il suo ultimo libro L’amore mio non muore, nell’ambito di ScrittuRa Festival, in dialogo con Matteo Cavezzali. Gli abbiamo rivolto qualche domanda sul ruolo del giornalismo oggi.

L’amore mio non muore narra la vicenda di una donna vittima della ‘ndrangheta. Sono passati quasi 20 anni dall’uscita di Gomorra, il suo libro che ha raccontato la malavita organizzata a Napoli. Perché è ancora necessario raccontare queste storie?
«È sempre necessario raccontarle perché ci parlano del mondo in cui viviamo, non di un mondo altro, non di un mondo a sé, ma proprio del mondo in cui ci muoviamo, in cui ci formiamo, frequentiamo scuole e università, andiamo a lavorare, del mondo in cui ci innamoriamo. Quello che è accaduto a Rossella Casini dimostra proprio che non ci si può considerare al riparo. Non esiste un territorio di elezione in cui sono tutti mafiosi e una terra franca in cui niente è mafia. Bisogna dotarsi di strumenti per comprendere e questi strumenti ce li dà solo il racconto».

È stato oggetto di calunnie e denunce da parte delle più alte cariche istituzionali, da Berlusconi a Salvini e Meloni. Negli ultimi mesi sono saliti alle cronache i casi dei giornalisti di Fanpage e della ong Mediterranea spiati da un software con presunte responsabilità del governo. Cosa significa quando il potere attacca o sorveglia chi non la pensa come lui?
«È tutto molto grave. Siamo in piena “democratura”, una forma di governo che ha solo l’apparenza della democrazia, ma che in verità è già scivolata verso qualcosa di pericolosamente diverso».

Le difficoltà dei giornalisti oggi sono molteplici: querele temerarie, mancanza di protezione legale, compensi scarsi. Lei stesso ha affermato che «nessuno vuole mettersi contro il governo, quando questo diventa l’unica fonte di finanziamento». Aderire al sistema è più facile che mettersi di traverso. La democrazia e l’informazione sono in pericolo?
«Direi che siamo oltre il pericolo. La fase in cui potevamo affermare che bisognasse prestare attenzione è ampiamente superata. Scrittori portati a processo da politici di primo piano, sbattuti sulle prime pagine dei fogliacci di regime, giornalisti e attivisti spiati di fatto per conto del governo, che non è chiamato a giustificarsi e a spiegare cosa è accaduto. E direi che ad avere paura di perdere quel poco che viene elargito non sono più solo i giornalisti, ma chiunque ritenga di avere qualcosa da perdere. Quando si paga un prezzo per le proprie idee e per le proprie opinioni, non si vive più in democrazia. E a pagare un prezzo siamo ormai in tanti».

Come è cambiato, negli ultimi vent’anni, il rapporto tra potere e giornalismo?
«Diciamo che questa involuzione era nei fatti. Che si arrivasse a un giornalismo palesemente di regime e a uno da ostacolare con ogni mezzo, era qualcosa che dovevamo aspettarci. Soprattutto – e questo ci tengo a sottolinearlo con rammarico, ma è fondamentale farlo – mi chiedo dove fossero tutti gli addetti ai lavori quando io e Michela Murgia venivamo sbattuti in prima pagina e le nostre fotografie erano accompagnate dai titoli più beceri, orrendi e denigratori. Non ricordo risposte, non ricordo barricate in nostro sostegno. A questo punto ci si è arrivati perché si era radicata la convinzione che fintanto che fossimo stati noi i bersagli, tutti gli altri sarebbero stati lasciati in pace».

I social hanno imposto brevità, diffuso propagande, privilegiato la superficialità e l’intrattenimento. Nel suo intervento all’ultima edizione del Festival internazionale di giornalismo di Perugia, ha citato McLuhan: «Quando la sequenzialità della mente alfabetica è sostituita dalla simultaneità elettronica, il pensiero tende a passare dalla modalità dell’elaborazione critica alla modalità mitologica». Si può mantenere la complessità e al contempo arrivare a tante persone?
«È impossibile farlo, bisogna perdere qualcosa. Meglio perdere viralità e conservare la complessità».

Di recente, in un’intervista da Fabio Fazio, ha parlato del suo senso di solitudine, delle difficoltà di vivere sotto scorta e della sensazione di avere buttato la sua vita. Rifarebbe tutto?
«Assolutamente no. So che non è la risposta che ci si aspetta da me, rifarei tutto ma con maggiore prudenza. Non rinuncerei mai a raccontare, ma mi metterei al riparo. Di questo sono certo».

Rispetto alla vastità di certi problemi (le guerre, la crisi climatica, la digitalizzazione), l’individuo che lotta o che scrive potrebbe tendere al nichilismo o all’individualismo. Lei è un esempio di resistenza attiva e ha un pubblico che la supporta. Dove trova le motivazioni?
«Bella domanda. A freddo direi che non lo so nemmeno io dove trovo energie e motivazioni, poi invece mi fermo e mi dico: le trovo nella curiosità di comprendere il mondo, nella continua voglia di indagare ciò che accade. In ultima istanza, credo che tutto ciò che faccio, lo faccio per conoscere me. È come se studiare il mondo mi dia maggiore consapevolezza rispetto a quello che sono».

Centrodestra, Grandi: «Anche i droni per la sicurezza. Rivoluzione decoro urbano»

Dopo una carriera politica come civico e con l’Udc, l’assicuratore 55enne ha preso la tessera di Fratelli d’Italia. «Voglio trasformare i consigli territoriali». Il primo atto simbolico in caso di elezione: «Una passeggiata anti-degrado»

Nicola Grandi

Nome e cognome: Nicola Grandi.

Luogo e data di nascita: Ferrara, 27 novembre 1969.

Stato civile: coniugato.

Titolo di studio: diploma di perito agrario.

Professione: agente di assicurazione.

Reddito annuo del 2024: imponibile 101.110 euro.

Veicoli di proprietà: Smart Ev e Toyota Yaris.

Immobili di proprietà: casa di civile abitazione al 50%.

Orientamento religioso: cattolico.

Tessera di partito (ultima posseduta e attuale): attuale Fratelli d’Italia, l’ultima Udc.

Coalizione che lo sostiene: Fratelli d’Italia, Forza Italia e Viva Ravenna.

Quale partito ha votato alle ultime elezioni politiche: «Il voto è segreto».

Esperienze politiche precedenti: «Segretario comunale di partito politico, consigliere territoriale, presidente di consiglio territoriale, presidente di commissione consigliare permanente, attualmente consigliere comunale» prima con Lista per Ravenna e poi con Viva Ravenna.

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Cosa è mancato a Ravenna durante i due mandati di De Pascale?
«Passione e coraggio; la voglia di pensare davvero alla città, ai suoi limiti e alle sue potenzialità; la capacità di stare fra la gente e ascoltare le loro parole per trasformarle in fatti, anche a costo di scelte impopolari; la capacità di mettersi in discussione».

I tre problemi principali di Ravenna e le possibili soluzioni:
«La sicurezza, da affrontare con un piano serio e articolato e con consapevolezza, cioè senza negare la serietà del problema e la richiesta di maggiore tranquillità espressa da diverse parti della popolazione. Tra le nostre proposte: l’introduzione degli street tutor per presidiare le aree sensibili; l’attivazione effettiva dei droni attualmente inutilizzati dalla polizia locale e l’acquisto di nuovi dispositivi; la creazione di una cabina di regia tra le forze dell’ordine per la gestione integrata delle telecamere; un investimento deciso sulla polizia locale, oggi carente di risorse e tecnologie.
La viabilità, intesa sia come manutenzione delle strade sia come infrastrutture, che va affrontata con un nuovo piano del traffico. I primi interventi da attuare sono il sottopasso di via Molinetto, la soluzione dell’annosa questione del bypass sul Candiano e un ripensamento del nodo di accesso all’area portuale nell’intersezione Classicana / via Trieste.
Il degrado di centro storico e forese, da approcciare con uno staff dedicato che pattugli e monitori il territorio, verificando le situazioni critiche e programmando interventi dedicati e puntuali».

Quale sarebbe il suo primo provvedimento da sindaco?
«Un intervento radicale in tema di decoro urbano e manutenzioni, con un progetto finanziato e serrato di interventi immediati e tangibili».

Quale potrebbe essere l’iniziativa più importante del suo mandato, quella per cui vorrebbe essere ricordato?
«La rivoluzione in termini di strumenti di partecipazione, con un nuovo sistema di consigli territoriali, perché come sono ora non servono, petizioni e referendum popolari e la trasformazione dell’amministrazione nella direzione di un ascolto vero dei cittadini e di una concertazione reale».

Quale sarà l’area o la zona del comune che potrebbe vedere i mutamenti più significativi durante il suo mandato e quali?
«L’area dei giardini Speyer, con interventi che partono dalla presa di coscienza dell’esistenza di un problema, per passare alla messa in atto di provvedimenti immediati e semplici come droni e presidi fissi di polizia per arrivare, se serve anche se non lo auspico, a decisioni più coraggiose come quella della recinzione, che ai giardini pubblici ha dimostrato nostro malgrado di poter essere assai efficace».

IA generativa: quale potrebbe essere un utilizzo nel prossimo futuro in grado di migliorare la macchina comunale?
«È impensabile affrontare le sfide che ci aspettano senza mettere sul piatto l’esistenza di questo straordinario strumento, che abbiamo infatti inserito in uno dei capitoli del nostro programma elettorale. L’AI può essere utile per lo snellimento di pratiche burocratiche (chatbot o assistenti virtuali per guidare i cittadini nella compilazione di moduli online come  richieste di residenza, bonus, permessi), classificare automaticamente documenti, estrarre dati e archiviarli digitalmente, ma anche per attività più complesse, come l’analisi predittiva per la pianificazione urbana, il controllo e la prevenzione delle frodi, la gestione di flussi di domande in ambito sanitario o di servizi, la traduzione automatica e l’accessibilità ad atti amministrativi».

Un atto simbolico, a costo zero, che compirà se eletto sindaco.
«Una passeggiata, la prima, insieme ai componenti del nucleo anti-degrado che verrà immediatamente costituito per rendere idea di cosa intendiamo per le tre tipologie di interventi che tale nucleo dovrà occuparsi di gestire – immediati, differibili, e programmabili nel medio periodo -, girando un filmato affinché i cittadini comprendano l’importanza di tale scelta e l’amore per la città che la anima».

Dove e come trovare le risorse per i suoi progetti? Alzerà le tasse comunali? Quali servizi si potrebbero tagliare?
«Le risorse verranno recuperate prima di tutto dal taglio agli sprechi: da anni si trascinano scelte, a partire dalla attribuzione degli incarichi in società partecipate e controllate, ad esempio nei servizi di raccolta dei rifiuti, che privilegiano la politica rispetto alla meritocrazia. È ora di un cambio di rotta. Le recupereremo inoltre mettendo in atto una programmazione puntuale e precisa di investimenti, attingendo risorse da un bilancio florido. Le risorse non mancano… semplicemente mancano gli investimenti!».

Tra le proposte degli avversari di queste settimane, quali sarebbe disposto ad appoggiare?
«Le 8 proposte di buon senso di Ancisi sul centro storico e quelle di Morgese sui giardini Speyer o sull’hub per i giovani, proposte largamente condivise ed assai simili alle nostre».

Tra le proposte degli avversari di queste settimane, quale la preoccupa di più?
«Le parole e le proposte di chi si pone “contro il centrodestra e in alternativa al centrosinistra”, la politica non è una guerra, non è una battaglia, e non è una gara, l’unica che deve vincere è la nostra città. Questo approccio che si pone “contro” e non “pro” è davvero preoccupante».

Con quali avversari sarebbe disposto a cercare convergenze se si andasse al ballottaggio?
«Se ci fosse un ballottaggio, che i numeri dicono sarebbe fra me e Alessandro Barattoni, cercherei convergenze con chiunque abbia davvero a cuore la propria città e la volontà di mettersi a sedere e condividere un’idea di città migliore. Devo precisare che la distanza che mi separa delle idee e dai principi ispiratori dell’azione politica (non umana) di Marisa Iannucci mi pare francamente difficilmente colmabile».

Sotto quale percentuale di voto non sarebbe soddisfatto del suo risultato elettorale?
«Sotto il 50% al ballottaggio».

TEMPO LIBERO

Pratica sport? Per che squadra tifa? Quali sono i suoi hobby? «Sono interista e il mio hobby principale, in questo periodo piuttosto trascurato, è la bicicletta».

Consigli ai lettori/elettori:
Un libro: Shantaram di Gregory David Roberts.
Un film: The Blues Brother.
Un disco: Va bene va bene così di Vasco Rossi.
Un mezzo di informazione: Il Resto del Carlino.

Qual è il suo supermercato di riferimento? Dove fa la spesa? «Non vado spesso a fare la spesa, nel caso comunque frequento l’Esselunga».

Ferrero Grandi

Per completare il quadro extra intervista, ecco infine le risposte alle nostre sei domande su temi specifici, già pubblicate le scorse settimane e che riportiamo nuovamente qui per dare modo a chi se le fosse perse di analizzare in modo più completo possibile la proposta del candidato.

STRADE E VIABILITÀ: «La nostra coalizione prevede un intervento radicale di riordino di appalti nel campo delle manutenzioni del verde pubblico e delle strade, con una task-force dedicata al controllo sistematico del rispetto degli obblighi assunti dagli appaltatori, con il superamento dell’app “Comunichiamo” e la messa in atto di un sistema di monitoraggio efficace e continuo a tappeto. Lo staff dedicato deve diventare l’occhio del cittadino e dell’amministrazione, “pattugliando” il territorio e mettendo in atto interventi puntuali, precisi ed efficaci. Approfondendo la questione delle buche nelle strade, proponiamo una modalità di azione ben precisa: valutare l’importanza delle singole strade, il loro valore, la loro frequentazione da parte di auto e bici e quindi programmare manutenzioni che tengono conto di questi fattori. Riguardo alla viabilità, prevediamo di posare entro i primi 100 giorni di amministrazione la prima pietra di tre interventi decisivi: il sottopasso di via Molinetto, il raddoppio del By Pass sul Candiano e un ripensamento del nodo di accesso all’area portuale nell’intersezione Classicana / via Trieste. Con riferimento al trasporto pubblico, serve una svolta: impianti di videosorveglianza, infrastrutture adeguate per la ricarica elettrica, potenziamento delle corse, trasporto a chiamata nelle aree meno servite, il coinvolgimento di operatori privati per integrare l’offerta».

RAVENNA FESTIVAL E CULTURA: «È essenziale che il Ravenna Festival rimanga il principale appuntamento culturale cittadino. La cultura non è solo patrimonio immateriale e identitario di una città, ma è anche una leva strategica per la sua economia: genera valore che va oltre il perimetro artistico, creando occupazione, attraendo investimenti, stimolando l’indotto turistico e contribuendo alla qualità della vita urbana. Per valorizzare questo potenziale, è indispensabile analizzare i riflessi reali sull’economia locale, perché senza dati concreti sul ritorno economico della cultura si rischia di sottovalutarne il peso nelle politiche pubbliche e nei piani strategici di sviluppo. Il ruolo di un’amministrazione comunale, specie in campo culturale, non è quello di scegliere in autonomia cosa proporre alla cittadinanza, ma di creare uno spazio di ascolto, confronto e valutazione. Il sindaco ha il dovere di mettere al centro il dialogo con le associazioni culturali, gli enti del territorio, i professionisti del settore e tutte le realtà che da anni contribuiscono con competenza alla vita culturale della città. Solo attraverso un processo di concertazione reale è possibile costruire una proposta culturale solida, condivisa e capace di lasciare un impatto duraturo. Governare la cultura è un atto di cura e di visione, non un esercizio di potere personale».

IL CAROVITA E L’EMERGENZA CASA: «Premetto che io non condivido assolutamente l’idea di realizzare un osservatorio su prezzi e consumi (come propone invece Barattoni, ndr): la trovo uno spreco di tempo e denaro. Se la nostra coalizione avrà l’onore di governare questa città, proporrà un censimento di tutte le abitazioni sfitte – con indicazione del numero delle camere, delle metrature e delle condizioni di manutenzione – che possono rispondere all’esigenza abitativa sempre più pressante. Inoltre, come amministrazione offriremo delle incentivazioni sugli affitti, con il pagamento di una quota percentuale della tariffa. L’emergenza abitativa, però, si può risolvere anche in altri modi, che trascendano l’edilizia popolare. Prendendo spunto da soluzioni virtuose di paesi nordici quali l’Olanda, ad esempio, si possono prevedere soluzioni di co-housing o di case modulari in legno. Un altro esempio virtuoso che ci ha colpito, senza bisogno di allargare lo spazio oltre i confini comunali, è quello dello studentato che nascerà in via Suzzi (ex sede della Banca Popolare di Ravenna): un privato sta dando il via a una soluzione abitativa per studenti riqualificando e riadattando un edificio dismesso».

I LIDI RAVENNATI: «Tutti i lidi sono stati trascurati. Se sarò eletto a sindaco, quello che tra cinque anni risulterà più cambiato è Marina di Ravenna, che deve tornare a essere il lido di riferimento per le famiglie ravennati. Marina sarà oggetto di una riqualificazione, a partire da via Natale Zen, dove ora sorgono edifici vuoti e degradati che hanno preso il posto delle botteghe dei pescatori. Applicheremo incentivi e offriremo sgravi fiscali agli imprenditori che vogliono riaprirle, in modo che la zona diventi un caratteristico polo commerciale. Spingeremmo inoltre per una legge regionale che permetta di realizzare anche a Marina di Ravenna un “albergo nautico diffuso”, cioè un sistema di pernottamento all’interno delle barche a vela ormeggiate. Alloggiarvi sarebbe un’esperienza particolarmente attrattiva perché suggestiva, immersiva ed ecosostenibile. Questo progetto, grazie all’eco mediatica, ma anche alla maggiore spesa in spiagge, ristoranti e negozi portata dai nuovi ospiti, concorrerebbe a dare una seconda vita al turismo di Marina. Ampliando il discorso, vorremmo creare un brand dei lidi ravennati, oltre a dar vita a una cabina di regia che, in concertazione con Proloco, consigli territoriali e altre realtà locali, faccia sì che non ci siano sovrapposizioni tra eventi e manifestazioni, in modo che ogni località sostenga l’altra invece che esserne in contrapposizione».

ENERGIA E RIGASSIFICATORE: «La transizione ecologica e l’uso delle fonti fossili devono andare di pari passo per impedire che i costi della transizione si riverberino sui cittadini, come vuole la sinistra. Condivido e ho condiviso in larga parte queste scelte anche se mi chiedo come possano essere sostenute anche da forze come Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle et similia che hanno dichiarato su questi temi cose diametralmente opposte e come possano tali forze sostenere la candidatura a sindaco di Barattoni, in totale continuità con De Pascale. Posto che la sospensione delle estrazioni in Adriatico venne decisa dal governo Conte 1, che determinò danni enormi per il tessuto imprenditoriale del settore in cui Ravenna è leader, l’auspicio è che esse possano riprendere, tenendo conto, tuttavia, che gli investimenti su questo fronte sono stati interrotti a causa di quelle sciagurate decisioni e non è facile riprendersi dopo uno stop così prolungato. Riguardo alle estrazioni tuttora in essere, si dovrebbero accelerare le tempistiche di chiusura di quelle responsabili della maggiore subsidenza, ma solo quando potranno iniziare nuove estrazioni più al largo. Promuoverei nuove estrazioni più al largo, per quanto di competenza amministrativa locale, valutando al contempo con attenzione le proposte in campo di energie alternative su cui esistono interessanti progetti».

ADOLESCENTI: «Il problema adolescenti esiste e tocca svariati temi: non si può ridurre il tutto alla questione sicurezza. Molti casi di violenza derivano dal fatto che molti, troppi adolescenti soffrono per problemi di disagio e depressione. La vita di oggi va a trecento all’ora e non è facile stare al passo: chi è più fragile o più sensibile ne paga lo scotto. Come amministrazione, penso sia cruciale concentrarsi sulla prevenzione, riportando realmente l’educazione civica in classe attraverso incontri e corsi dedicati nelle scuole. Propongo anche di intraprendere presso le scuole medie e superiori percorsi di “educazione sentimentale” o “relazionale”, coinvolgendo specialisti, psicoterapeuti, ma anche “influencer” che sappiano parlare il linguaggio dei giovani e creare con loro una connessione empatica. Credo che corsi di questo tipo possano aiutare a nutrire la consapevolezza delle proprie emozioni e a promuove il rispetto di sé e degli altri. Anche fuori da scuola si può fare molto: come amministrazione propongo di potenziare i luoghi di aggregazione e ricreativi “sani”, spazi in cui gli adolescenti possono stare insieme per studiare, ascoltare musica, o anche, semplicemente, ridere. Si potrebbe pensare anche a dei “contest” per promuovere la disintossicazione dallo smartphone. La collaborazione con associazioni di volontariato sarà fondamentale per percorsi di questo tipo».

Il pizzaiolo “Best in Town” apre un nuovo locale in zona Darsena

Nicola “Nick” Gentile presenta il suo nuovo progetto, Tatarenz. Dal 20 maggio in via Baroncelli a Ravenna

Nick Pizzeria

Apre a Ravenna Tatarenz, la nuova pizzeria da asporto ideata da Elisa Martinelli e il noto pizzaiolo Nicola “Nick” Gentile, noto anche per aver vinto qualche anno fa il programma Sky sulla miglior pizza di Ravenna (“Best in Town”).

L’inaugurazione è fissata per martedì 20 maggio alle ore 19 al locale in via Domenico Baroncelli 11, zona Darsena.

“Tatarenz”, che in romagnolo significa “arrangiati”, non è solo un nome ironico, ma una vera e propria filosofia: qui la pizza è da asporto, ma chi vuole gustarla sul posto può farlo “arrangiandosi”; dall’ordine tramite App fino all’accomodarsi a tavola.

Alla vigilia dell’inaugurazione i titolari ringraziano «tutte le maestranze che hanno lavorato con impegno, dedizione e velocità per trasformare il locale e renderne possibile l’apertura in tempi record».

Info: www.tatarenz.it

Movida, controlli in stazione a Cervia: due denunciati per il furto di un telefono

Controlli dei militari per contrastare il dilagare di episodi di violenza urbana e microcriminalità

I carabinieri hanno denunciato due persone per il furto con strappo di un cellulare ai danni di un 18enne a Cervia nel weekend del 17-18 maggio. I due autori sono stati individuati dai militari sulla base della descrizione fornita dalla vittima alla quale è stato restituito il cellulare ritrovato in possesso degli aggressori.

L’episodio fa parte dei servizi di controllo del territorio svolti nel fine settimana dai carabinieri della compagnia di Cervia-Milano Marittima, con controlli mirati effettuati in particolare alla stazione ferroviaria di Cervia e a Milano Marittima nelle zone maggiormente frequentate dai giovani al fine di contrastare le condotte della cosiddetta malamovida.

Nell’ambito dei controlli alla circolazione stradale una persona è stata denunciata per guida in stato di ebrezza alcolica poiché sorpresa alla guida della propria auto con tasso alcolemico di 1,47 g/l. Altre due persone sono state invece sanzionate amministrativamente per essersi posti alla guida con tassi alcolemici di 0,78 g/l e 0,63 g/l.

Altri tre giovani tra cui un minorenne, sono stati invece segnalati alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti, poiché trovati in possesso di modiche quantità di hashish.

Infine tre giovani sono stati sanzionati ai sensi dell’art. 17 del “Regolamento di polizia e sicurezza urbana del Comune di Cervia”, in quanto trasportavano e consumavano bottiglie di alcolici in luogo pubblico dopo le 22, condotta che è punita con una sanzione amministrativa fino a 500 euro e con il contestuale sequestro amministrativo degli alcolici.

Aggredisce l’infermiera che l’ha soccorso e l’ambulanza si ferma: ubriaco arrestato

In manette un 44enne per lesioni e interruzione di pubblico servizio

1Un uomo di 44 anni è stato soccorso da un’ambulanza del 118 alla stazione di Cervia nella notte tra il 17 e 18 maggio perché in stato di ebrezza, ma durante il trasporto verso l’ospedale ha aggredito l’infermiera a bordo ed è stato arrestato dai carabinieri per aggressione, interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice ha convalidato l’arresto e ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di firma tre volte a settimana ai carabinieri di Lugo. Il comando provinciale dei carabinieri non ha reso noti dettagli a proposito delle ragioni che hanno scatenato l’aggressione dell’uomo di origini magrebine con precedenti di polizia.

L’ambulanza è stata costretta a fermarsi sulla statale Adriatica nei pressi del centro commerciale Esp per il parapiglia che si era creato nell’abitacolo. La pattuglia dei carabinieri è giunta sul posto e ha scortato il mezzo fino al pronto soccorso. L’infermiera è stata medicata con una prognosi di tre giorni per le lesioni alla mano riportate a seguito dell’aggressione, mentre il magrebino è stato trattenuto per la notte nella camera di sicurezza della caserma di via Sandro Pertini, in attesa del processo per direttissima.

Il dovere di non voltare lo sguardo

Sulla mostra collettiva di sei fotografi palestinesi sulle condizioni di vita a Gaza: «Ogni scatto è un battito cardiaco, ogni immagine è una testimonianza»

Foto Gaza

Giovedì scorso (15 maggio) allo spazio espositivo di viale Berlinguer 11, a Ravenna, si è tenuta l’inaugurazione della mostra fotografica I Grant You Refuge (Ti concedo rifugio) che racconta le condizioni di vita della popolazione civile a Gaza. Le istantanee sono affiancate da disegni di bambine/i palestinesi che “esprimono” il loro vissuto dall’inizio dell’ulteriore conflitto avviato il 7 ottobre 2023.

L’esposizione è diffusa anche nei seguenti spazi cittadini: Teatro Rasi, Casa delle Culture, Sportello per cittadini migranti, varie sedi Cgil e diverse vie della città e di Marina di Ravenna, attraverso una serie di manifesti di grande formato (info utili a questo link). Una mostra collettiva – visitabile fino al 30 giugno – dei sei fotografi palestinesi Shadi Al-Tabatibi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Saeed Mohammed Jaras, Omar Naaman Ashtiwi e Jehad Al-Sharafi, curata dal fotografo Paolo Patruno e che trae ispirazione dall’omonima poesia della scrittrice e poetessa palestinese Hiba Abu Nada, uccisa nella sua casa nel sud di Gaza da un raid israeliano il 20 ottobre 2023.

Disegno Bambini GazaL’esposizione si propone di dare voce e visibilità alle sofferenze e alle atrocità che il popolo palestinese sta subendo, in rappresentanza dei fotoreporter che vivono e lavorano nella zona, come testimoni oculari di uno dei conflitti contemporanei. «Essere palestinesi – afferma il fotografo Shadi Al-Tabatibi – è una storia intrecciata di resilienza, dolore e speranza. Ogni fotogramma catturato porta il peso di una nazione che lotta per la giustizia e la pace. I fotografi documentano non solo la distruzione, ma anche lo spirito inflessibile del popolo palestinese, i bambini che giocano tra le macerie, la forza silenziosa delle madri e la fermezza di una comunità che si rifiuta di essere spezzato. Essere un giornalista a Gaza non significa solo avere una macchina fotografica, significa rischiare finanche la propria vita per mostrare al mondo la verità. I fotografi non sono immuni alla violenza che documentano, stando quotidianamente sulla linea di fuoco, sono presi di mira proprio come le persone tra cui si trovano. Ogni clic delle loro macchine fotografiche potrebbe essere l’ultimo, ma continuano nel proprio lavoro perché le loro storie, le loro voci e la loro esistenza contano. Attraverso i loro obiettivi, si sforzano di preservare la verità e l’umanità, sperando che le immagini possano rompere le barriere dell’indifferenza e accendere la solidarietà. A Gaza, dove la vita e la morte sono spesso separate da singoli istanti, questi fotografi non scattano solo foto, le vivono. Ogni scatto è un battito cardiaco, ogni immagine è una testimonianza. Queste storie, crude e senza filtri, devono essere condivise per ricordare al mondo le lotte, i sacrifici e la speranza incrollabile di ogni fotoreporter, di ogni palestinese».

La mostra fotografica rientra nell’ambito dell’edizione 2025 del Festival delle culture di Ravenna che quest’anno ha come titolo Oltre il conflitto. La rassegna, che è alla sua diciottesima edizione, si avvale della collaborazione di istituzioni culturali, comunità migranti, associazioni, enti del terzo settore, cittadine/i e del contributo di artisti e intellettuali con l’obiettivo di proporre dibattiti, concerti, percorsi di lettura, incontri con autrici e autori, convegni, spettacoli teatrali, film, mostre e occasioni di festa.

Flash Mob

Pur faticando a rintracciare le giuste parole per raccontare l’orrore, è indispensabile non scegliere il silenzio, denunciare l’indifferenza dei governi, di molti media e obbligare l’opinione a pubblicare a prendere atto del genocidio in atto. Mezz’ora prima dell’inaugurazione della mostra, in solidarietà a tutto il popolo palestinese, davanti allo spazio espositivo si è tenuto un flash-mob realizzato dal Movimento delle Donne in Nero di Ravenna a cui hanno aderito cittadine/i – come azione/partecipazione politica nella vita pubblica – per denunciare il genocidio in Palestina e rivendicare una società meno oppressiva, meno ingiusta, non militarizzata e più democratica di quella in cui ci troviamo a vivere oggi.

Treni diretti tra Milano a Ravenna nei weekend estivi a partire da metà giugno

Le corse toccheranno tutta la Riviera romagnola. Saranno allestiti 4 collegamenti al sabato e altrettanti la domenica di una durata inferiore alle quattro ore

Rock Trenitalia Tper

Per tutta la stagione estiva (a partire dalla seconda metà di giugno) sarà possibile salire in treno a Milano e scendere nelle principali località della Riviera Romagnola e nelle città d’arte di Ravenna e Rimini. E viceversa. Niente più cambio di treno a Bologna.

Saranno otto le nuove corse, quattro il sabato e quattro la domenica, per collegare direttamente Milano a Ravenna, Lido di Classe, Cervia, Cesenatico, Gatteo a Mare, Bellaria, Igea Marina, Rimini Torre Pedrera e Rimini.

Le partenze dal capoluogo lombardo saranno alle ore 5.15 e alle 11.20. Due le opzioni con direzione opposta, con arrivo a Milano Centrale alle 18.45 e alle 20.50 (Milano Rogoredo alle 18.31 e alle 20.31). I nuovi treni seguiranno il percorso Milano-Bologna-Ravenna-Rimini, con tempi di percorrenza inferiori alle 4 ore fra il capoluogo lombardo e la città dei mosaici, circa un’ora in meno rispetto alle partenze attuali con cambio a Bologna. Tempi di viaggio analoghi anche per le corse di rientro.

Trenitalia tramite un comunicato stampa dichiara: «La scelta degli orari di partenza dei nuovi collegamenti tiene conto dei numeri dei viaggiatori in salita a Milano sui regionali di Trenitalia Tper che lo scorso anno, in quelle fasce orarie e quando i collegamenti diretti non erano ancora disponibili, sono stati in media circa 600 il sabato e oltre 450 la domenica.  L’obiettivo è incrementare questi numeri grazie a tempi di viaggio ridotti e senza cambi di treno. E per coloro i quali il fine settimana comincia il venerdì pomeriggio, confermato il collegamento diretto Milano – Ravenna – Rimini con partenza alle 18.15 e arrivo a Ravenna alle 22.17 e Rimini alle 23.18».

Il servizio sarà effettuato con i nuovi regionali Rock doppio piano, allestiti con una composizione in grado di offrire fino a 600 posti a sedere. Fra le caratteristiche di questi treni: spazi ad hoc per i bagagli, posti riservati alle biciclette e possibilità di ricarica dei mezzi elettrici, prese al posto per la ricarica dei propri dispositivi.

Il potenziamento dei collegamenti è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, nell’ambito delle proprie funzioni di committente e programmatore del servizio ferroviario regionale.

Il Capra Team Ravenna promosso per la prima volta nella storia in Serie B

Vinta la finale playoff contro Noceto davanti a un Pala Mattioli tutto esaurito

Il Capra Team Ravenna, unica formazione di basket femminile della città, giocherà la stagione 2025-2026 in Serie B. Decisiva è stata la vittoria casalinga per 63-40 nella finale playoff contro Walnut Basket Noceto, davanti ai 350 spettatori di un colorato Pala Mattioli. Le “Capre” hanno così mantenuto fede ai favori del pronostico, dopo aver condotto con ampio margine la classifica della stagione regolare (17 vittore e una sconfitta per un totale di 34 punti).
Le ragazze di coach Lisoni potevano anche gestire il vantaggio maturato all’andata (+22) ma hanno confermato ulteriormente l’ampio divario con Noceto (che si è classificata prima nel girone A), trionfando con il rotondo punteggio di 63-40. Le avversarie hanno provato a tenere testa in avvio alle padrone di casa e il primo tempo si è giocato punto a punto (16-12, 19-13), ma nella ripresa Ravenna ha cambiato marcia con un terzo quarto ai limiti della perfezione in attacco e in difesa (20-6). Gli ultimi 10 minuti sono stati una vera e propria passerella per festeggiare per la prima volta nella storia la promozione del Capra Team Ravenna nel campionato interregionale di Serie B.
La gioia è evidenziata anche da un post su Facebook della società: «Questa promozione non nasce in una sera. È il frutto di anni di lavoro silenzioso, di passione quotidiana. Di allenatori, dirigenti, volontari. E soprattutto della famiglia Maioli, che ha creduto – e continua a credere – nello sport come strumento educativo e sociale. Un traguardo. Ma anche un nuovo inizio. Adesso arriva la Serie B. Adesso si gioca con le grandi. Ma questa promozione è solo il primo passo. La punta di un iceberg costruito con visione, sacrificio e amore. A Ravenna è successo qualcosa di grande. Non solo per il basket. Ma per tutti quelli che credono che con passione, lavoro e comunità si possa cambiare il futuro. E allora sì: il più grande spettacolo dopo il Big Bang, oggi possiamo dirlo con orgoglio, siamo proprio noi».
La società Capra Team è nata nel 2012 e annovera nella rosa della prima squadra ragazze di Ravenna, Forlì, Lugo e studentesse universitarie fuorisede. Vanta un settore giovanile in crescita composto da under 14, under 17 e under 19 oltre a comprendere 60 bambine nel “minibasket”, nato nel 2018.
Le ragazze capaci di vincere il campionato di serie C giorne C 2024-2025 sono: Julia Pochayivska, Carlotta Maioli, Alice Pieraccini, Martina Ronchi, Francesca Sampieri, Claudia Girelli, Margherita Ragghianti, Sara Bello, Alessandra Rossi, Sofia Pirazzini, Giulia Dasara, Anna Balella, Manuela Calabrese, Francesca Sabbatani, Valeria Shlyakhtur.

Inaugurato un nuovo campo da calcio a 5 in erba sintetica

L’impianto, costato oltre 20mila euro, è stato finanziato dall’associazione sportiva AI5 ma resterà di proprietà del Comune

Bagnara di Romagna ha un nuovo campo di calcio a cinque in sintetico all’interno dell’impianto sportivo di via Fossette 2/a. L’evento di inaugurazione tenutosi sabato 17 maggio ha ufficialmente riaperto la stagione estiva dell’impianto di proprietà comunale e gestito dal 2023 dall’associazione sportiva dilettantistica AI5.

«Abbiamo scelto di investire direttamente come associazione in questo progetto di rinnovo del campetto con superficie sintetica di nuova generazione – spiega il giovane presidente dell’associazione Alberto Malo, nonché calciatore dilettante in attività – perchè siamo certi che rappresenti una novità importante e gradita da tantissimi giocatori di ogni età. Gli appassionati troveranno in questo centro sportivo un luogo di sana aggregazione, di socializzazione e divertimento, di attività fisica e benessere personale, in nome dei valori dello sport. Ringrazio il sindaco e la giunta per la collaborazione, gli sponsor e i volontari che giorno dopo giorno rendono possibile raggiungere questo obiettivo».

Il rifacimento del campetto, costato oltre 20mila euro, è stato finanziato dall’associazione sportiva AI5 con il contributo di Studio Arniani e Poletti Spurghi e con il nulla osta del Comune di Bagnara di Romagna, senza alcun aggravio di carattere economico per l’ente. «L’Amministrazione – fa sapere il Comune attraverso un comunicato – aveva fatto investimenti sulla struttura alcuni anni fa, necessari per rimodernarla e renderla appetibile a una nuova gestione, in quanto i locali erano sfitti da tempo. Nel momento in cui il gestore ha ritenuto di fare autonomamente l’investimento, migliorando di fatto la fruizione della struttura, che resta di proprietà del Comune».

 

L’omaggio a Grazia Deledda, tra festival, targhe e progetti

Ne parla Marisa Ostolani, presidente dell’associazione dedicata alla scrittrice premio Nobel: «Cerchiamo di preservarne le eredità, la città deve esserne all’altezza»

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Centinaia di appassionati, tra turisti e cervesi, si sono dati appuntamento nel giardino del “villino color biscotto”, Villa Caravella, per la terza edizione del festival dedicato a Grazia Deledda, cittadina onoraria della Città del Sale. La due giorni del 10 e 11 maggio è stata organizzata dall’associazione “Grazia Deledda, una Nobel a Cervia”, che dal 2022 si occupa della riscoperta di una figura profondamente legata alla città, sebbene per anni trascurata: «L’idea di un’associazione dedicata alla Nobel è nata dal patto di amicizia stretto tra i comuni di Cervia e Nuoro – spiega Marisa Ostolani, presidente dell’associazione e giornalista di lungo corso, già corrispondente europea a Bruxelles e caporedattore aggiunto alla redazione centrale dell’Ansa a Roma -. Un patto di amicizia sottintende un impegno continuo: crediamo che Cervia abbia un grosso debito nei confronti di Deledda, che l’ha esposta agli occhi del mondo. Quando lo sguardo di un Nobel si posa su qualcosa, anche su una città, questa deve dimostrare di esserne all’altezza, e noi cerchiamo di farlo preservando le eredità materiali e immateriali della scrittrice». Al suo fianco, durante la nascita del gruppo, altre nove donne tra scrittrici, fotografe, bibliotecarie ed esperte di marketing. Oggi l’associazione conta oltre quaranta iscritti tra donne e uomini.

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Dalla data di istituzione, sono già state messe a terra diverse iniziative, l’intitolazione della biblioteca dell’istituto alberghiero alla scrittrice, la segnaletica ufficiale a Villa Caravella (residenza cervese di Deledda), e varie attività letterarie che coinvolgono anche realtà cittadine, come la libreria Bubusettete, presente al festival con oltre cento volumi venduti in due giorni tra opere della Deledda e scrittrici ospiti. Durante il weekend è stata inaugurata la targa storica della rotonda Deledda, finanziata dal Rotary Club di Cervia e Cesenatico, dove si trovano le statue di Biancini raffiguranti la pastora sarda e la pescivendola romagnola, simbolo delle due anime della scrittrice. «Due opere di pregio che giacevano quasi nascoste dalla vegetazione – racconta Ostolani –. Ora, grazie alla cura del verde e a una nuova illuminazione, possono essere valorizzate anche di sera».

L’idea di riqualificare la rotonda era già emersa in campagna elettorale, trovando consenso tra entrambi i candidati. «Apprezziamo l’impegno mantenuto dall’amministrazione – prosegue Ostolani –. La sera dell’inaugurazione, insieme a molti membri della giunta, c’erano tanti cittadini sul lungomare. Stiamo rice- vendo un ottimo riscontro dalla città».

L’idea è anche quella di aprire la cittadina a un diverso tipo di turismo, di nicchia ma attivo e rispettoso: «Solo l’anno scorso un gruppo di insegnanti sardi è venuto in vacanza a Cervia in occasione del festival – spiega Ostolani -. C’è una crescente attenzione per i festival letterari e le “case degli illustri”. Ci piacerebbe seguire l’esempio del museo Byron di Ravenna, ovviamente nei limiti delle nostre possibilità».

Nel breve periodo, non ci sono progetti concreti per il recupero della villa storica, oggi abitata e di proprietà della famiglia Poggi, che in estate utilizza il giardino come parcheggio per l’hotel Odeon. «La speranza è quella di trovare una soluzione condivisa per restituire il giardino alla città come stazione culturale verde, parte di un percorso sul lungomare dedicato a Deledda» precisa Ostolani.

In vista del progetto di riqualifica del tratto di lungomare “Grazia Deledda”, annunciato dal Comune entro un paio d’anni, l’associazione propone un percorso urbano tematico, con elementi di arredo ispirati alla scrittrice: «Colonne informative, panchine con citazioni. Come associazione offriamo gratuita- mente il nostro sapere e il nostro lavoro».

Guardando al futuro, ci si prepara al doppio centenario: 2026 per l’assegnazione del Nobel e 2027 per la consegna. L’obiettivo è arricchire il festival con attori, musicisti e autori, creare una rete tra associazioni culturali e avviare una collaborazione con le realtà simbolo della cultura sul territorio come Artevento e Ravenna Festival (nell’ambito della rassegna Il Trebbo in Musica). «Cervia – “Paese del Vento”, come la definiva Deledda – dovrebbe essere il vero slogan della nostra città – conclude Ostolani –. Ma c’è ancora tempo…».

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