sabato
23 Maggio 2026

Beffa Consar: avanti 2-0, si fa rimontare e viene eliminata al primo turno dei playoff promozione

Eliminazione a sorpresa della Consar Ravenna, che dopo essersi portata avanti 2-0 al Pala De André nella bella contro Aversa, subisce la rimonta dei campani che conquistano la semifinale play-off al tie break (25-20, 25-21, 23-25, 25-27 e 13-15 i parziali).

Per il secondo anno di fila, quindi, nonostante un’ottima regular season, chiusa al quarto posto, il Porto Robur Costa esce al primo turno dei playoff promozione di A2, da favorita, contro la quinta in classifica, nonostante il fattore campo dalla propria parte.

Per quanto riguarda il resto del tabellone, la capolista Pineto vince solo al tie-break contro Porto Viro e affronterà in semifinale la stessa Aversa; Brescia-Tinet Prata Pordenone l’altra semifinale. Come noto, solo una squadra sarà promossa in Superlega, il massimo campionato del volley maschile.

All’ex ippodromo anche un’area per le mountain bike: il 25 aprile festa della bici

Il nuovo ciclodromo inaugurato a ottobre 2025 nell’ex ippodromo di Ravenna si arricchisce di una nuova struttura, uno spazio pensato per i più piccoli dove imparare e migliorare le abilità in mountain bike. Per sabato 25 aprile è prevista l’inaugurazione della Mountain Bike Skills Area. Il taglio del nastro è previsto alle 15, alla presenza del sindaco Alessandro Barattoni

Sarà una giornata di sport e comunità. Dalle 14.30 alle 18.30 una festa della bicicletta aperta a bambini e famiglie, con attività gratuite e accesso dall’ingresso lato Pala Costa. Quattro le aree tematiche allestite per l’occasione: la nuova Mountain Bike Skills Area, l’area Abilità Strada, il percorso Triathlon e la Pump Track, pensate per far divertire i più piccoli in sicurezza e avvicinarli all’uso consapevole della bici.

La partecipazione è gratuita, con possibilità di preiscrizione online entro il 22 aprile per ricevere pacco gara e numero (informazioni e iscrizioni sulle pagine Facebook e Instagram del Comitato Amici del Ciclismo Ravenna). Ai primi 150 iscritti sarà consegnata la t-shirt ufficiale dell’evento. Per partecipare sarà obbligatorio l’uso del casco; ogni bambino dovrà utilizzare la propria bicicletta ed essere accompagnato da un adulto. A completare la giornata anche un’area food & drink con piadine, crepes, gelati e birra artigianale.

La nuova area Mountain Bike è stata finanziata e realizzata dal comitato Amici del Ciclismo Ravenna che la donerà al Comune proprio in occasione dell’inaugurazione. L’opera è il risultato di una raccolta fondi promossa a fine 2025, che ha coinvolto oltre 250 cittadini, numerose aziende del territorio e il contributo determinante della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

La Skills Area completa il percorso di sviluppo del Ravenna Bike Park, nato da una petizione cittadina promossa dal Comitato nell’inverno 2021 e poi realizzato dal Comune di Ravenna grazie ai fondi del Pnrr.

Il comitato Amici del Ciclismo Ravenna, nato nel 2021 dall’iniziativa di un gruppo di appassionati e costituitosi in associazione nel 2023, continua così a promuovere progetti e iniziative per lo sviluppo del ciclismo ravennate, con particolare attenzione alle nuove generazioni.

L’assalto al bancomat ha fruttato 60mila euro, tre persone in azione

L’assalto allo sportello bancomat della filiale di Fornace Zarattini della banca Bper all’alba di ieri, 18 aprile, avrebbe fruttato un bottino di circa 60mila euro. Tre uomini in azione poi fuggiti a bordo di un’auto di grossa cilindrata verso San Michele. Sono dettagli riportati dai due quotidiani locali, Resto del Carlino e Corriere Romagna.

La tecnica dell’assalto è quella ormai vista più volte e nota come “tecnica della marmotta”: attraverso una fessura viene iniettato gas dentro allo sportello per poi innescare l’esplosione che sventra il bancomat. La forte esplosione ha coinvolto anche l’interno dello stabile e risvegliato molti residenti nella frazione alle porte di Ravenna.

“L’Italia dopo il referendum e nella crisi internazionale”: assemblea pubblica promossa dal Pd

Il Partito democratico di Lugo organizza un’assemblea pubblica al salone estense della Rocca, lunedì 20 aprile alle 20.30, dal titolo “L’Italia dopo il referendum e nella crisi internazionale”. I relatori saranno Daniele Manca (ex sindaco di Imola e senatore Pd) e Eleonora Proni (ex sindaca di Bagnacavallo e consigliera Pd in Regione Emilia-Romagna).

I promotori auspicano che l’iniziativa possa rappresentare un’occasione di confronto e approfondimento su una fase politica e internazionale particolarmente delicata.

Il Comune vuole pedonalizzare una corsia di via di Roma per un tratto di 200 metri

Il Comune di Ravenna intende pedonalizzare una corsia di via di Roma in centro storico, nel tratto di circa duecento metri tra le vie Mariani e Alberoni, che sarà riqualificata con un progetto organico di arredo urbano. È una delle iniziative previste nel progetto candidato dal Comune al bando regionale per l’assegnazione dei contributi dedicati allo sviluppo dell’economia urbana e alla qualificazione della rete commerciale e dei servizi del centro storico. Il cosiddetto bando per gli hub urbani. Il Comune ha chiesto 560mila euro di contributi alla Regione.

La modifica in via di Roma è connessa ad altri interventi su mobilità e viabilità nella zona dove sono presenti monumenti, siti culturali e giardini pubblici. A partire dalla già annunciata ripavimentazione delle vie Mariani, Gordini e Gardini, gli interventi saranno finalizzati a favorire la percorrenza ciclo-pedonale tra il cuore del centro storico, la stazione e la Darsena.

Sarà realizzata una pista ciclabile in via Carducci, che consentirà di eliminare la corsia ciclabile contromano di via Alberoni per garantirvi il transito bus e ampliare la disponibilità di sosta, e di permettere il collegamento tra via Carducci e il tratto di ciclovia Adriatica di viale Santi Baldini.

È inoltre previsto il rafforzamento dei varchi di accesso alle zone a traffico limitato (Ztl) già esistenti, tramite controllo elettronico, al fine di rendere maggiormente vivibili gli spazi storico-culturali, ridurre l’inquinamento, migliorare la sicurezza stradale.

Oltre agli aspetti di viabilità, è previsto un apposito bando dedicato alle imprese insediate e di nuovo insediamento all’interno dell’hub, per interventi e investimenti finalizzati all’apertura o ammodernamento dei locali, all’acquisto di attrezzature, impianti e arredi, nonché volti alla digitalizzazione e innovazione dell’offerta commerciale.

Infine la terza e ultima azione del progetto riguarda la promozione e l’animazione dell’hub al fine di rafforzare l’attrattività del centro storico, grazie alla realizzazione di numerosi eventi pubblici che si susseguiranno durante tutto l’anno, con un’attenzione particolare alla programmazione natalizia, e che fungeranno da traino e contorno alla rete commerciale del centro, offrendo un’ulteriore opportunità per prolungare la permanenza dei cittadini e dei turisti, passando dallo shopping ai locali.

«Questa candidatura – dichiara l’assessore allo Sviluppo economico, Commercio e Artigianato Fabio Sbaraglia – segue un lungo percorso che ha portato al riconoscimento ufficiale di hub urbano “Ravenna centro” da parte della Regione Emilia-Romagna. Tale percorso è appunto proseguito con l’elaborazione del progetto “Destinazione Ravenna centro”, condiviso con le associazioni del commercio e dell’artigianato, per il quale abbiamo chiesto un contributo di 560mila euro alla Regione. Il progetto si articola in tre azioni distinte, ma tra loro complementari, finalizzate a valorizzare aree e spazi pubblici, rilanciare la vivacità commerciale dell’hub urbano, incrementare l’attrattività del centro, supportando le imprese insediate, sostenendo l’insediamento di nuovi esercizi commerciali e potenziando la programmazione di animazione ed eventi in particolare nel periodo invernale».

 

Il nuovo vescovo: «La chiamata mi ha colpito, sorpreso e spinto a stare più vicino al Signore»

Dal sito della diocesi di Faenza-Modigliana riportiamo il testo del saluto di monsignor Michele Morandi, neo eletto vescovo per sostituire Mario Toso.

Cara Chiesa di Faenza-Modigliana!

Caro Vescovo Mario, Vescovo Claudio, confratelli presbiteri e diaconi, seminaristi, consacrati e consacrate, sposi, fratelli e sorelle battezzati in Cristo!

Dal momento in cui mi è stato comunicato che Papa Leone XIV – al quale va la mia filiale riconoscenza – mi aveva scelto come vostro Vescovo, non ho fatto altro che pensare a voi con timore e gioia. Ho rivisto nella mia mente, come in una carrellata interminabile, i volti e le storie di voi tutti, a partire dal volto di mia mamma, di mio babbo, di mio fratello e della sua famiglia. I volti di coloro che già sono morti in Cristo ai quali ho chiesto compagnia e intercessione. I volti di tutti quelli che nella nostra comunità ecclesiale e civile hanno più bisogno e che sono stati violentemente colpiti dalla recenti calamità naturali. I volti di voi, che ogni giorno nel nascondimento amate e continuate a edificare la Chiesa e il mondo.

Come potrete immaginare, la chiamata ad essere Vescovo della mia Chiesa di origine mi ha particolarmente colpito, sorpreso e mi ha spinto subito a stare più vicino al Signore per comprendere il dono e la responsabilità di questa vocazione.

Nei primi anni di ministero diaconale e presbiterale, ciò che più mi segnò, fu percepire un affetto inaspettato e immeritato da parte di voi tutti, un affetto che mi fece sentire figlio, fratello, padre e amico. Mi sentii coinvolto in quella Chiesa che Papa Benedetto definì «la famiglia di Dio nel mondo». Mi sentii, e mi sono sentito voluto bene anche nella forma più alta dell’amore che è il perdono: il perdono di Dio e il perdono paziente delle persone sono stati il segno più tangibile e bello della misericordia del Signore.

Appena tornato da Roma, dopo che il Nunzio mi ha comunicato la nomina, nella preghiera, ho iniziato a leggere il Direttorio per il ministero pastorale dei Vescovi dove, tra le prime pagine, si riportano le immagini che la Scrittura e la Tradizione ci consegnano per descrivere il Vescovo: pastore, padre, fratello, amico, servitore, sacramentum bonitatis (sacramento della bontà).

Ho pensato allora, che le relazioni che si sono costruite in questi anni con voi, anche espresse da queste immagini, non sarebbero state stridenti con il mio futuro ministero, ma armoniche e – per certi aspetti – intonate con ciò che la Chiesa ci chiede. Questo mi ha consolato.

Il Signore ci doni che le relazioni di amicizia, figliolanza, paternità, maternità che già viviamo, siano tutte a Suo servizio per la costruzione del Regno.

Moltissimi di voi mi conoscono, conoscete i doni e i limiti che mi sono propri e senz’altro vi siete fatti un’idea di me anche in forza dei servizi che mi sono stati chiesti e che mi hanno particolarmente esposto in questi anni. Mentre chiedo perdono se avessi ferito o fatto torti, vorrei anche chiedere, umilmente: ricominciamo insieme con quella letizia che è propria di ogni Chiesa che si sa e si sente amata dal Signore e che ha chiara la sua missione.

Sono stato chiamato nell’Ottava di Pasqua, e mentre questo mi ha ricordato che l’esercizio del ministero apostolico trova la sua radice nell’essere inviati ad annunciare, celebrare e vivere Gesù, il Risorto, ho sperimentato ancora una volta che la vera novità è Lui e permettere a Lui di renderci nuovi. «Gesù Cristo ci ama, ha dato la sua vita per salvarci, e adesso è vivo al nostro fianco ogni giorno, per illuminarci, per rafforzarci, per liberarci». Facciamoci coinvolgere dalla vera novità che è Gesù, Lui che fa «nuove tutte le cose» (Ap 21,5): Lui dobbiamo e vogliamo annunciare, Lui celebrare, Lui servire nell’umanità assetata di pace.

Un ringraziamento profondo, filiale e sincero al Vescovo Mario, che mi ha voluto bene come padre, anche chiedendomi di condividere con lui la responsabilità pastorale di questa Chiesa che egli ha servito senza sconti e con dedizione totale. Grazie anche per la vicinanza affettuosa in questi giorni di segretezza della mia chiamata. Ringrazio anche il Nunzio Apostolico, e presto Prefetto della Casa Pontificia, S.E. Mons. Petar Rajič che attraverso il nostro incontro e le sue parole mi ha mostrato la volontà del Signore e del Santo Padre con sobria delicatezza e attenzione. Ringrazio con affetto i Vescovi della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, con i quali sempre collaborerò per il bene delle nostre Chiese, anche attraverso l’attuazione del Cammino sinodale.

Un saluto alle comunità parrocchiali di Alfonsine, in particolare il Sacro Cuore di Gesù di cui sono originario; all’AGESCI, all’interno della quale ho maturato la mia vocazione; alla Parrocchia dei SS. Agostino e Margherita in Faenza dove sono stato Vicario parrocchiale per 10 anni; alla Parrocchia di S. Michele Arcangelo in Brisighella; alle Scuole della Fondazione “Marri-S. Umiltà” e, non ultimo, al Seminario con tutti coloro che vi abitano e lo servono, i preti e i seminaristi attuali e passati che mi hanno avuto come Rettore e Responsabile nella Propedeutica Interdiocesana di Romagna.

Un fraterno saluto a tutte le comunità cristiane di altre confessioni e a tutte le comunità appartenenti ad altre religioni.

Un cordiale saluto a tutte le autorità civili e militari presenti nel nostro territorio.

Nel rito di ordinazione mi verrà chiesto se vorrò «adempiere fino alla morte» il ministero apostolico. Come promesso sposo di questa Chiesa, vi prometto che dirò di “Si”. Come ha detto papa Leone nella prima omelia il giorno dopo la sua elezione, pregate perché non mi dimentichi l’«impegno irrinunciabile per chiunque nella Chiesa eserciti un ministero di autorità: sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato (Gv 3,30), spendersi fino in fondo perché a nessuno manchi l’opportunità di conoscerlo e amarlo». Per piacere, pregate per me, perché abbia il coraggio e la forza dello Spirito di «consumarmi instancabilmente» per il Signore e la sua Chiesa.

La Madonna delle Grazie, nostra Madre, interceda per l’unità di questa Chiesa e protegga tutti in particolare i più piccoli e poveri.

Cari fratelli e sorelle, amici, figli, padri e madri, Gesù Cristo, Signore dei cuori e della storia, è il nostro amico e Salvatore: Egli non ci delude!

A presto.

Michele
Vescovo eletto

Al Mausoleo di Teodorico negano il bagno a una turista e lei urina in biglietteria

Una turista italiana ha urinato sul pavimento della biglietteria del Mausoleo di Teodorico di Ravenna perché il personale le ha negato l’uso della toilette interna in quanto sprovvisata di biglietto di ingresso, invitandola a usare i bagni pubblici nelle vicinanza all’esterno della reception. La notizia è riportata dal quotidiano locale Il Corriere Romagna nell’edizione odierna, 19 aprile. L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi negli spazi che sono stati inaugurati il 2 aprile.

La giornalista che firma il pezzo, Chiara Bissi, riporta i tentativi privi di successo di contattare la direttrice di RavennAntica, soggetto gestore del servizio di biglietteria e accoglienza. Tornerà a Ravenna solo domani il direttore dei musei nazionali. Entrambi sarebbero al corrente dell’accaduto.

Cisl: «La prevenzione per la sicurezza sul lavoro aumenta la produttività»

Dopo la morte del 21enne Rayan Lassoued, le segreterie territoriali dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno fatto una richiesta formale al prefetto di Ravenna, Raffaele Ricciardi, «affinché assuma il ruolo attivo e continuativo di presidio e coordinamento sul tema della sicurezza sul lavoro affidatole dal “Patto territoriale per la prevenzione degli infortuni, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e la legalità”, convocando con la periodicità prevista la cabina di regia, promuovendo il lavoro dell’Osservatorio e stimolando iniziative straordinarie di controllo».

I sindacati usano toni critici per descrivere la condotta tenuta da altri soggetti coinvolti nella battaglia per garantire la sicurezza sui loghi di lavoro: «Da un po’ di tempo a questa parte, al di là delle parole di circostanza, sembra che solo alle organizzazioni sindacali interessi fare passi avanti con azioni concrete di prevenzione. Per questo chiediamo a tutti una chiara assunzione di responsabilità».

I rappresentanti dei lavoratori sollecitano la definizione e la sottoscrizione di protocolli stringenti sugli appalti pubblici e privati, che garantiscano trasparenza, tracciabilità delle responsabilità e piena tutela dei lavoratori lungo tutta la filiera: «I testi ormai condivisi da mesi devono essere al più presto sottoscritti superando ogni colpevole indugio o reticenza».

Dall’esortazione alla prefettura, una presa di posizione non così comune dopo un incidente sul lavoro, parte la nostra intervista a Francesco Marinelli, segretario generale della Cisl Romagna.

Marinelli, il comunicato ci dice che si sta perdendo tempo prezioso?
«La cabina di regia non si riunisce da diversi mesi e prevede un osservatorio che monitora la situazione. Quel comunicato vuole essere uno stimolo alla prefettura perché i momenti di confronto fra le parti sono occasioni di dialogo e miglioramento. La sicurezza è un tema trasversale a tutti i settori economici, si potranno fare passi avanti solo facendo fronte comune».

Perché la catena di appalti e subappalti è un tema spesso chiamato in causa dagli addetti ai lavori come una delle ragioni degli infortuni?
«Nel passaggio di incarichi tra aziende si rischia di perdere il controllo dell’organizzazione. La cessione di lavori o attività avviene spesso a condizioni economiche peggiori e il rischio è che si vada a sacrificare la sicurezza».

Nella prevenzione degli infortuni giocano un ruolo i protocolli operativi che stabiliscono paletti e riferimenti per le aziende. Com’è la situazione nel territorio provinciale?
«Da qualche tempo, sotto la regia della prefettura, si sta aggiornando un protocollo sugli appalti pubblici e privati. Stiamo elaborando i testi e vorremmo accelerare la discussione per arrivare a un punto di sintesi. Sono previsti alcuni cambiamenti che al momento non posso divulgare proprio perché non c’è ancora una firma definitiva».

A Ravenna è attivo un protocollo delle attività portuali che è stato aggiornato di recente dopo diverso tempo.
«La nascita di quel documento affonda le radici nella tragedia della Mecnavi. Dal 2008 è un impegno concreto non solo per i sindacati, ma credo per tutta la comunità ravennate. È stato uno dei primi in Italia e per noi è un elemento distintivo».

La prevenzione si fa anche attraverso le ispezioni delle autorità che possono ravvisare mancanze nel rispetto della normativa. L’attività ispettiva è sufficiente?
«È un tema critico. Gli organi di vigilanza ci sono e chi ci lavora è molto competente,ma mancano le forze per mettere in campo una vigilanza costante. È una questione di risorse: mancano medici del lavoro e mancano ispettori a livello nazionale, non solo locale. Sarebbe necessario ampliare le forze in campo anche per poter schierare figure con competenze specifiche dei diversi settori».

La repressione può essere un altro fronte che spinga l’impresa ad aggiornarsi? La paura di sanzioni può essere uno stimolo? Per infortuni e morti sul lavoro, si arriva a sanzioni reali per i responsabili della sicurezza?
«Le norme ci sono, l’Italia è un Paese avanzato sul fronte della normativa. Le sanzioni possono certamente avere un effetto di stimolo e forse non sono abbastanza severe, ma anche se lo fossero non restituirebbero la vita di un lavoratore o curerebbero le ferite di un incidente. In questo momento abbiamo bisogno di lavorare molto sulla prevenzione per diffondere la cultura della sicurezza e ridurre quelle mille persone che muoiono ogni anno in Italia sul lavoro».

La prevenzione contro gli infortuni ha un costo economico. Come si spiega all’imprenditore che non è da considerare uno spreco di risorse?
«Investire sulla sicurezza significa investire sul futuro, sulla crescita. Faccio un esempio: lavorare in sicurezza significa che i lavoratori hanno un ambiente che li mette a loro agio e li mette nelle condizioni migliori per dare il massimo finendo per renderli più produttivi. Alla fine di tutto per l’impresa è un investimento. È chiaro che serve una visione lungimirante. Nei giovani c’è sempre di più: è più comune la ricerca di un lavoro che ti faccia crescere e ti faccia stare bene».

La prevenzione passa in gran parte dalla formazione. Quante volte è vissuta come una “seccatura” di cui liberarsi più in fretta possibile?
«Come Cisl stiamo facendo battaglia proprio per evitare che sia vista solo come un adempimento burocratico. Per esempio stiamo andando nelle scuole a parlare di sicurezza sul lavoro e importanza della formazione. La formazione deve essere un elemento continuo nella vita del lavoratore. Ma non solo: deve essere centrale anche per il datore di lavoro. Molto spesso ci siamo resi conto che il titolare di un’azienda, magari piccola, non comprende il valore della competenza. Siamo in una fase di grandi cambiamenti e solo la formazione permette di stare al passo».

Oltre al datore di lavoro, il lavoratore è consapevole di quanto sia importante attenersi alle regole e alle competenza apprese dalla formazione?
«Il lavoratore che sottovaluta i rischi di solito è un lavoratore che non ha ricevuto sufficienti input prima di iniziare. È chiaro che se il lavoratore riceve le dovute istruzioni, ma non si attiene alle indicazioni, c’è una sua responsabilità nell’eventuale incidente. Se la formazione è fatta bene e il datore di lavoro attribuisce il giusto valore alla sicurezza, è difficile che il lavoratore sottovaluti i rischi».

Per far capire i rischi del lavoro può essere utile l’attività di divulgazione degli enti coinvolti: Inail, Inps, Ispettorato sul lavoro, Ausl, prefettura hanno miniere di dati ma sembrano poco propensi a fare divulgazione. Avete questa percezione?
«Le banche dati sono preziose, ma non è sempre facile spiegare i dati. Posso parlare per l’organizzazione che rappresento e dire che facciamo il possibile con analisi sistematica dei dati».

Lite in centro, la polizia trova uno straniero irregolare e lo accompagna al Cpr

Una lite in strada fra due persone, nel pomeriggio del 17 aprile nei pressi della chiesa di San Rocco a Ravenna, si è conclusa senza conseguenze fisiche per i due uomini, ma ha portato all’espulsione di un 31enne tunisino risultato irregolare con le norme per il soggiorno in Italia.

Nel tardo pomeriggio la squadra volanti della questura è intervenuta a seguito di segnalazione di una presunta rissa. Una volta sul posto è emerso che era stata solo una lite.

Nel corso degli accertamenti è emerso che un 31enne aveva numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e risultava irregolare sul territorio nazionale per il mancato rispetto di un ordine di allontamento del questore di Ravenna.

Il giovane è stato accompagnato all’ospedale per i previsti accertamenti di carattere sanitario, all’esito dei quali è stato dichiarato idoneo per il trattenimento in un centro di permanenza (Cpr). Nella mattinata di ieri, 18 aprile, la polizia ha accompagnato il 31enne al Cpr di Torino.

È nata “Bella Ciao”, scuola di formazione politica: primo corso sul sistema sanitario

Costruire uno spazio stabile di formazione e confronto, per amministratori pubblici e semplici cittadini, sui temi del bene pubblico è l’obiettivo con cui a Ravenna nasce “Bella Ciao”, scuola di formazione politica e civile che deve il suo nome all’omonima Fondazione Bella Ciao che ha promosso l’iniziaitiva insieme alle cooperative culturali Nuova Rinascita Mezzanese, Nuova Unità e Nuova Resistenza. Il coordinatore della scuola è il 69enne Mario Mazzotti, già presidente dei Legacoop Romagna, ex consigliere regionale Pd e sindaco di Bagnacavallo dal 1990 al 2004. La presentazione della scuola si è svolta ieri, 18 aprile, all’albergo del Cuore di Ravenna.

La scuola “Bella Ciao” è ad accesso gratuito. Ogni corso prevede una iniziativa inaugurale aperta alla cittadinanza e poi si articola una serie di lezioni riservate agli iscritti con un inquadramento teorico e storico iniziale e una seconda parte dedicata a discussione e domande. Le iscrizioni saranno raccolte in occasione dell’iniziativa inaugurale, una sorta di anteprima.

Il primo corso è dedicato alla sanità pubblica con tre lezioni da due ore ognuna (21 e 28 maggio, 4 giugno) al Circolo Mama’s di via San Mama 75. Iscrizioni sabato 9 maggio alle 10, alla sala Spadolini della Biblioteca Oriani (via Corrado Ricci 26), in occasione dell’incontro dal titolo “La salute è un diritto. Per una sanità pubblica e universalistica” dove interverranno la senatrice Nerina Dirindin e Vasco Errani (presidente della Fondazione Bissoni). Presiederà l’iniziativa Romina Maresi (presidente Cooperativa San Vitale e componente comitato scientifica scuola di formazione Bella Ciao).

Questo il calendario delle tre lezioni.

Giovedì 21 maggio dalle 17.30 alle 20 la prima lezione: “La salute come diritto: conoscere e rinnovare il servizio sanitario nazionale” c che si articolerà in “storia della sanità pubblica in Italia”, “dalle mutue alla riforma del 1978”, “principi costituzionali del diritto alla salute” e “il modello universalistico italiano”. Relatore: Prof. Francesco Taroni (Università di Bologna). A seguire “evoluzione e trasformazione del servizio sanitario nazionale”, “regionalizzazione del sistema sanitario”, “rapporto tra sistema sanitario e welfare locale” e “nascita del sistema socio-sanitario”. Relatore: Prof. Francesco Taroni (Università di Bologna).

Giovedì 28 maggio dalle 17.30 alle 20, la seconda lezione: “I modelli di sanità nel mondo: sistemi sanitari a confronto” che si articolerà in “modelli internazionali di organizzazione sanitaria”, “modello universalistico”, “modello assicurativo” e “modello di mercato”. Relatore: Dott. Francesco Sintoni (direttore della Direzione Medica del Presidio Ospedaliero di Forlì, AUSL Romagna). A seguire “quali lezioni per l’Italia: i punti di forza e di debolezza del servizio sanitario nazionale”, “sistemi europei a confronto” e “sostenibilità dei sistemi sanitari”. Relatrice: Dott.ssa Francesca Bravi (Direttrice Sanitaria dell’Azienda USL della Romagna).

Giovedì 4 giugno dalle ore 17.30 alle 20 la terza lezione: “Il futuro della sanità pubblica. Sostenibilità, territorio e integrazione” che si articolerà in “la sfida del servizio sanitario nazionale”, “sostenibilità economica”, “rapporto pubblico/privato”, “disuguaglianze territoriali”, “liste d’attesa e accesso ai servizi” e “le professioni sanitarie”. Relatore: Dott. Tiziano Carradori (Direttore Generale AUSL Romagna). A seguire “sanità territoriale e integrazione socio-sanitaria”, “politiche di prevenzione, sanità, ambiente e territorio”, “distretti sociosanitari e case della comunità”, “rapporto pubblico/privato nelle politiche di integrazione”. Relatrici: Dott.ssa Raffaella Angelini (ex dirigente dipartimento di sanità pubblica) e Dott.ssa Roberta Mazzoni (Assessore alla sanita e ai servizi sociali Comune di Ravenna).

Il secondo ciclo di incontri è previsto in autunno e si concentrerà sui temi di estrema attualità legati alla politica internazionale con il titolo “scenari globali e crisi delle democrazie.

«Abbiamo lavorato per dar vita a questa esperienza – dichiara Mazzotti – per colmare un vuoto evidente sul versante della formazione politica e civile e perché vogliamo contribuire a migliorare la conoscenza e la competenza di quei ragazzi e ragazze interessati alla politica, in coerenza con i valori e i principi che animano la Fondazione Bella Ciao. Gli amministratori locali, le persone impegnate nel mondo politico, sindacale e associativo, i cittadini e le cittadine interessate rappresentano il target di riferimento principale della scuola».

Il 23enne che ha lanciato le tegole in strada va agli arresti domiciliari

È stato arrestato il giovane che nella serata dell’11 aprile scorso si è spogliato sul tetto di un’abitazione di via Fiume Montone Abbandonato a Ravenna (non la sua residenza) e ha lanciato tegole in strada. L’arresto è stato eseguito dalla polizia ieri, 18 aprile. Si tratta di una misura di custodia cautelare per via della pericolosità per la pubblica incolumità perché ritenuto incapace di contenere i propri istinti. La procura aveva chiesto il carcere, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari a casa di un parente che ha dato disponbilità ad accoglierlo. In caso di violazione della restrizione verrà portato in carcere.

Al 23enne tunisino, in regola con le norme sul soggiorno e occupato come metalmeccanico, vengono contestati i reati di getto pericoloso di cose, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate (20 giorni di prognosi per tre poliziotti che sono saliti sul tetto). Il giovane è stato anche querelato dai proprietari dei beni danneggiati dalla sua azione: tetti, infissi, impianti fotovoltaici e auto in sosta.

Durante l’interrogatorio di garanzia che si è svolto venerdì 17 aprile, il giovane ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Solo dichiarazioni spontanee: si è scusato per l’episodio del tetto, ha spiegato di aver agito sotto effetto di droghe e dichiarato l’intenzione di intraprendere un percorso sanitario per arginare la sua dipendenza da sostanze. Insomma, sembrerebbe l’abuso di droghe il fattore che determina l’incapacità a contenersi (a marzo già un altro episodio simile con il lancio di arredi dalla sua abitazione). Nel provvedimento del tribunale si sottolinea che non si può escludere un disagio psichico, anche se non c’è traccia negli atti.

Le pagelle del Ravenna che ha battuto la Vis Pesaro: difesa extra lusso, Da Pozzo pendolino

Le pagelle del Ravenna che ha battuto la Vis Pesaro (qui cronaca e tabellino).

ANACOURA 6,5: un po’ arrugginito, indeciso in qualche uscita, decisivo (quasi suo malgrado) quando salva un gol da distanza ravvicinata, andandosi pure a schiantare sul palo.

DONATI 6,5: grande esperienza, anche nel guadagnare un paio di falli; reattività dei tempi buoni, sempre sul pezzo, prova anche a spingere nella ripresa.

ESPOSITO 7: forse mezzo punto è regalato, ma tra chiusure in bello stile e uscite palla al piede a testa alta, chiude il suo primo campionato di C con la fascia da capitano al braccio e probabilmente la palma del migliore della rosa per continuità e prestazioni. Ma dov’erano in tutti questi anni gli osservatori del calcio prof alla ricerca di difensori?

BIANCONI 6,5: l’avversario non era così impegnativo, ma è una delle sue partite più convincenti, a suo agio anche a sinistra.

DA POZZO 7: inizialmente sembra non essere in grande serata ma cresce in maniera esponenziale, finendo con il mettere in mezzo, tra destro e sinistro, una mezza dozzina di palloni pericolosi, facendo ammonire un avversario e costringendo altri a fermarlo solo con le cattive. Un pendolino: sarà dura non dargli una maglia da titolare nei playoff… (42′ st Italeng sv).

LONARDI 6,5: sempre più a suo agio nel ruolo di mezzala destra, deve diventare più concreto sotto porta: calcia male nel primo tempo da buona posizione, si fa parare il tiro nella ripresa. Uno con le sue qualità non può aver chiuso il campionato senza reti (33′ st DI MARCO 7,5: un gol così, al 94esimo, te lo ricordi per tutta la vita. Ancor prima, aveva già dato freschezza e imprevedibilità alla squadra).

MANDORLINI 6: si batte come un leone ed è sempre nella posizione giusta, coprendo di volta in volta chi si sgancia, garantendo grande equilibrio. Non molto altro, ma ci sta.

VIOLA 6: incomincia a entrare nei meccanismi del centrocampo, qualche palla intelligente, qualche altra persa a causa della condizione ancora da trovare. Ma c’è. E potrebbe tornare utile (24′ st CORSINELLI 6: qualche ottima idea – tipo l’esterno che manda in porta Motti – non sempre portata avanti fino in fondo).

BANI 6,5: si fa trovare spesso anche pericoloso nei pressi dell’area avversaria. Chiude e accompagna bene l’azione. Un percorso in netta crescita, il suo.

FISCHNALLER 5,5: si muove, viene a giocare la palla più basso, fa sponde, cerca di rendersi pericoloso, ma sbaglia l’unica occasione ghiotta che gli capita, nella ripresa. Che si sia tenuto i gol per i playoff? (33′ st SPINI 6: entra un pelo distratto, vivacizza comunque l’azione e rischia pure di chiuderla definitivamente).

OKAKA 5,5: spalle alla porta difende bene il pallone, ma poi capita che se ne liberi un po’ in ritardo. Qualche imprecisione, qualche affanno negli spazi aperti. Riesce comunque a dare il proprio contributo alla squadra con il suo temperamento (non per niente il pubblico gli concede una piccola ovazione al cambio) ma così probabilmente non basta (24′ st MOTTI 6: sufficienza di stima, per un giocatore che deve ritrovare condizione e fiducia. In un paio di occasioni, doveva essere più cattivo in area di rigore).

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