È stato arrestato il giovane che nella serata dell’11 aprile scorso si è spogliato sul tetto di un’abitazione di via Fiume Montone Abbandonato a Ravenna (non la sua residenza) e ha lanciato tegole in strada. L’arresto è stato eseguito dalla polizia ieri, 18 aprile. Si tratta di una misura di custodia cautelare per via della pericolosità per la pubblica incolumità perché ritenuto incapace di contenere i propri istinti. La procura aveva chiesto il carcere, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari a casa di un parente che ha dato disponbilità ad accoglierlo. In caso di violazione della restrizione verrà portato in carcere.
Al 23enne tunisino, in regola con le norme sul soggiorno e occupato come metalmeccanico, vengono contestati i reati di getto pericoloso di cose, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate (20 giorni di prognosi per tre poliziotti che sono saliti sul tetto). Il giovane è stato anche querelato dai proprietari dei beni danneggiati dalla sua azione: tetti, infissi, impianti fotovoltaici e auto in sosta.
Durante l’interrogatorio di garanzia che si è svolto venerdì 17 aprile, il giovane ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Solo dichiarazioni spontanee: si è scusato per l’episodio del tetto, ha spiegato di aver agito sotto effetto di droghe e dichiarato l’intenzione di intraprendere un percorso sanitario per arginare la sua dipendenza da sostanze. Insomma, sembrerebbe l’abuso di droghe il fattore che determina l’incapacità a contenersi (a marzo già un altro episodio simile con il lancio di arredi dalla sua abitazione). Nel provvedimento del tribunale si sottolinea che non si può escludere un disagio psichico, anche se non c’è traccia negli atti.



