Sabato 19 aprile scontri diretti decisivia: l’OraSì punta i play-in, i Blacks vogliono tornare al sesto posto
Il Basket Ravenna perde a Montecatini ma festeggia comunque il raggiungimento dell’obiettivo salvezza nel campionato nazionale di Serie B. A due giornate dal termine, l’OraSì ora cercherà di raggiungere il 12esimo posto che vale i cosiddetti play-in, sorta di spareggi per entrare nei veri e propri play-off. Decisivo, in questo senso, lo scontro diretto di sabato 19 aprile al Pala Costa contro Salerno, a pari punti con Ravenna.
Nell’altro girone della serie B, invece, sanguinosa sconfitta casalinga sabato sera (contro Piacenza) dei Blacks Faenza, che sono momentaneamente scivolati fuori dai primi sei posti che regalano l’accesso diretto ai play-off. Per rientrarci, sarà fondamentale battere Mestre sabato 19 aprile (ore 20.30) al Pala Cattani.
Resta di 7 punti la distanza dalla capolista, a tre giornate dal termine. L’obiettivo dei giallorossi ora diventano i play-off
I giocatori del Ravenna a fine partita con i tifosi
Il Ravenna fa il proprio dovere e torna alla vittoria al Benelli (3-0 al Fiorenzuola ultimo in classifica con gol del sempre più promettente Calandrini, Zagre e bomber Di Renzo) ma il Forlì non sbaglia un colpo, vince anche in casa del Piacenza (1-2) e resta in testa alla classifica del girone D del campionato di calcio di serie D con 7 punti di vantaggio sui giallorossi.
Ora, a tre giornate dalla fine e con soli 9 punti a disposizione, manca ormai solo la matematica per la promozione diretta del Forlì in serie C, che potrebbe già arrivare giovedì, nel turno pre pasquale, vincendo al Morgagni contro la Pistoiese. Il Ravenna invece è atteso dalla trasferta sul campo del Cittadella Vis Modena.
Ora i giallorossi dovranno cercare di gestire al meglio le forze per arrivare al top della condizione ai play-off di maggio: vincendoli, il Ravenna sarebbe il primo della graduatoria in caso di eventuali ripescaggi in serie C (dopo l’Inter Under 23, che in quanto seconda squadra di club di A ha la precedenza).
Dario Ceccarelli presenterà il suo libro “Le ragazze irresistibili” alla Classense il 5 aprile con Sefi Idem e Lia Celi
Un dettaglio della copertina del libro
Classe 1955, giornalista professionista dal 1986, attualmente opinionista del Sole 24 ore, Dario Ceccarelli è al suo terzo libro dedicato allo sport e sarà a presentarlo a Ravenna, in Classense (Sala Muratori), martedì 15 aprile alle 18 con Josefa Idem e Lia Celi. Due donne per un libro dedicato proprio alle donne: Le ragazze irresistibili (Minerva edizioni) del titolo sono infatti campionesse italiane. Di loro Ceccarelli compone una serie di ritratti dove in rilievo non ci sono solo i successi in pedana o in campo, ma anche le loro vite e la loro affermazione in un mondo che cambiava. Una lettura insomma adatta non solo agli appassionati di sport, anche grazie a una scrittura pulita, attraversata sempre da una bella leggerezza, mai troppo enfatica. Ne abbiamo parlato con l’autore.
Il suo è un libro di sport, ma anche di storie, di personaggi femminili ed è anche un po’ un libro di storia del costume in Italia e dei rapporti tra generi. Voleva forse scrivere un libro femminista? Come ama definirlo? «Devo premettere che è un libro nato per caso, lo sport è sempre stata una mia passione e ho scritto altri libri sul tema, ma sempre di sport maschile. Fino a quando un’amica mi ha un po’ provocato chiedendomi: “e le donne, Dario?”. E così mi si è acceso un lumicino. Ho pensato che davvero l’Italia aveva tantissime campionesse che non avevano magari avuto lo stesso spazio e mi sono messo al lavoro. E adesso, che il libro è finito e ho iniziato a presentarlo, mi rendo conto che attraverso queste biografie in qualche modo emerge anche una storia dell’Italia in piccolo, una storia delle sue trasformazioni».
Si può dire un secolo di storia, visto che il libro inizia con la ciclista Alfonsina Strada, nata nel 1891, e arriva a Sofia Goggia, del 1992… «Sì, e davvero in cent’anni è cambiato tutto per le donne. Sicuramente si può fare ancora tanto, ma dal “diavolo in gonnella” come chiamavano Strada anche le donne di allora, fino alle nostre sportive, come Federica Brignone o le ragazze del volley, si vede proprio un cambiamento epocale. Nei pregiudizi, nei giudizi, nel modo di approcciare lo sport. Oggi le famiglie pensano che sia importante anche per le ragazze. Penso a Ondina Valla, la prima atleta che vinse una medaglia olimpionica nel 1936 a Berlino, ma che non era potuta andare quattro anni prima a Los Angeles perché avrebbe fatto scandalo una donna sola in nave tra tutti uomini…».
Ma quanto, secondo lei, lo sport è un effettivo motore del cambiamento e quanto invece uno specchio di ciò che accade nella società? «Credo che lo sport sia sicuramente una cartina di tornasole, ma anche un formidabile strumento di inclusione sociale perché è meritocratico: o ti impegni e sei bravo o non hai possibilità. Prendiamo la squadra di volley femminile: è un vero e proprio manifesto di cosa è la nostra società oggi, con ragazze italiane di provenienze diverse. Inoltre lo sport non è burocratico, deve trovare soluzione rapide, quindi ha contribuito a velocizzare molti processi e a modificare molti pregiudizi. Pensiamo per esempio a Bebe Vio e a come ha cambiato la percezione della disabilità».
Lo sport ci ha costretti, durante l’ultima Olimpiade, anche a un dibattito sulla definizione di donna, con la pugile Imane Khelif nello scontro con l’azzurra Angela Carini… «Sì, ne ho parlato in un post scriptum finale. Ognuno può pensarla come vuole, è ovvio che il problema di livelli di competitività diversa tra donne e non-donne esiste. Tuttavia, per quanto accaduto a Parigi mi attengo a quanto detto anche da Federica Pellegrini: la pugile aveva un livello di testosterone alto, ma questo non ne fa un uomo. Può capitare anche negli uomini, come fu il caso per esempio del ciclista Gianni Bugno. Il testosterone alto è una caratteristica che può dare un vantaggio sportivo, ma Khelif aveva e ha perso molti incontri. Non mi è piaciuto il comportamento di un’atleta come Angela Carini che ha abbandonato l’incontro dopo solo 46 secondi, credo si sia fatta condizionare dalla situazione che si era creata intorno alla questione».
Polemiche a parte, in realtà le Olimpiadi sono state il trionfo delle atlete italiane. Eppure lo sport femminile non muove gli stessi soldi né lo stesso pubblico. Cosa manca ancora alla effettiva parità? «Lo sport al femminile, tolto il calcio, non ha più niente da invidiare a quello maschile per quanto riguarda le competizioni, ma ha lo stesso ancora dei problemi: il primo è che ci sono ancora pochissime donne nei quadri dirigenti e anche tra gli allenatori. Ne parla molto anche Carolina Morace, secondo cui da un lato ci sono gli uomini che non vogliono cedere potere, ma dall’altra c’è una difficoltà anche a trovare donne disposte a impegnarsi in questo ruolo. Su questo c’è però una bella novità recente: è stata eletta la prima presidente del Cio donna, Kirsty Coventry, nuotatrice dello Zimbabwe, la prima della storia olimpica. Inoltre, credo che le atlete donne possano soffrire in modo particolare di tutta la pressione che c’è oggi sui ragazzi, il tema della vittoria a tutti i costi in campo ma anche dell’immagine fuori dal campo, a tutte è richiesto di essere brave, belle, social. Tania Cagnotto, che oggi fa la mental coach, parla proprio della fragilità delle nuove generazioni, forse le prime sportive avevano dovuto formarsi scontrandosi direttamente contro mille pregiudizi e arrivano al successo in qualche modo più forti e mature, oggi c’è una nuova fragilità».
Non sono però solo le atlete a dover essere brave e belle. Penso per esempio alle giornaliste sportive, soprattutto quando si occupano di calcio. Quanti passi avanti sono stati fatti in questo ambito? «È vero che il calcio è ancora molto maschile sia nel campo, sia tra i commentatori che parlano questo gergo burocratico fatto di inutili tecnicismi. Un retaggio di una cultura maschilista che ha profonde radici in questo sport. Basti pensare che in quel mondo l’omosessualità è ancora un tabù. Mi sembra che ci sia una reticenza a essere se stessi, quasi che l’immagine da far trasparire sia ancora quella dell’uomo forte, alla Ibrahimovic. Sarebbe bene che anche il calcio cambiasse un po’. Per fortuna, nei campetti dove giocano i bambini, vedo sempre più ragazzine correre con gli amici».
Nella sua carrellata ci sono momenti in cui lo sport incrocia la politica, come alle Olimpiadi di Mosca vinte da Sara Simeoni. In uno scenario di conflitto come quello attuale, che ruolo può avere lo sport? Cosa ne pensa degli atleti russi costretti a rinunciare alla bandiera? La competizione rischia di diventare un elemento di orgoglio nazionale e nazionalista o può ritrovare lo spirito olimpionico delle origini, quello di De Coubertin? «Un tema complesso, personalmente sono contrario ai boicottaggi che penalizzano solo gli atleti che non hanno nessuna colpa, In realtà credo che quando si mischiano le nazionalità in campo ci si possa accorgere di quanto siamo in realtà tutti uguali nella psicologia e nelle reazioni e si allontanino così le sovrastrutture bellicistiche. Quindi sì, credo che lo sport possa essere motore di pace. Per quanto invece riguarda lo spirito originario di De Coubertin, credo vada preso con le molle visto che per esempio lui le donne proprio non le considerava e non le voleva in gara…».
La meteora verdastra ha solcato i cieli di tutta Italia, in particolare quella centrale
Diverse segnalazioni anche nel Ravennate del bolide brillante verdastro che nella serata di ieri (12 aprile) ha solcato i cieli di tutta Italia (in particolare quella centrale) verso le 21.
Come spiega bene il canale “Passione Astronomia”, si tratta di un cosiddetto bolide, cioè blocchi di materiale roccioso o ferroso (una meteora più luminosa) o, in casi rari, il frammento (o più frammenti) di un oggetto di origine antropica. Il colore è dato dalla composizione chimica (se fosse confermato verde quello di ieri avrebbe una prevalenza di magnesio).
A2: Ravenna chiude con un’altra delusione, dopo l’ottima regular season
Si chiude a Macerata la stagione sportiva della Consar. La formazione ravennate, che accusa oltremisura le numerose problematiche fisiche a cui si aggiunge la febbre che impedisce a Vukasinovic di scendere in campo, non riesce ai rimediare alla sconfitta in gara1 e dopo i playoff (persi ai quarti di finale contro Siena) saluta anche la Coppa Italia di serie A2 (sconfitta 3-0 nelle Marche).
Un finale di annata che lascia l’amaro in bocca dopo una regular season che aveva visto Ravenna tra le protagoniste dalla prima all’ultima giornata, chiusa al terzo posto e con un bottino finale di 20 vittorie, che rappresentano una base solida su cui edificare la prossima annata.
Lo scontro in via dei Cotogni, a Ponte Nuovo, alle porte di Ravenna. La vittima si chiamava Edoardo Poggioli ed era in moto. Abitava a pochi passi
È morto in ospedale il 19enne coinvolto in un incidente poco dopo le 18 di sabato 12 aprile a Ponte Nuovo, alle porte di Ravenna, in via dei Cotogni.
La vittima si chiamava Edoardo Poggioli: classe 2006, abitava a pochi passi dal luogo dell’incidente.
Secondo una prima ricostruzione della polizia locale, intervenuta per i rilievi, un’auto (una Fiat Cinquecento con alla guida una 63enne) si stava immettendo in retromarcia in via dei Cotogni, proveniente da un’area privata, proprio quando stava sopraggiungendo il 19enne in sella a una moto da Enduro. Frenando, il giovane avrebbe perso il controllo del mezzo, cadendo a terra e andando a schiantarsi con il proprio corpo contro la parte posteriore dell’auto.
Per cercare di chiarire meglio la dinamica potrebbero risultare utili le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza.
Portato all’ospedale in gravissimi condizioni, il 19enne è morto al pronto soccorso poco dopo.
Le giallorosse consolidano il quinto posto nel girone C della B1. Le forlivesi invece verso la retrocessione
A poche settimane dalla pesantissima sconfitta del Ravenna del calcio a Forlì – che potrebbe costare la promozione diretta in serie C ai giallorossi – c’è una Ravenna che il derby lo ha vinto. Si tratta delle ragazze dell’Olimpia Teodora, nel girone C del campionato nazionale di B1 di volley, che al Pala Costa hanno superato (in rimonta) 3-1 la Libertas Forlì, consolidando un buon quinto posto in classifica. A tre giornate dal termine, invece, le forlivesi sono sempre più a rischio retrocessione in B2.
Ora la Teodora è attesa dalla trasferta di Riccione (seconda in classifica) prima dell’ultima partita stagionale al Pala Costa, il 3 maggio contro l’Eagles Vergati Padova, già retrocessa. L’ultima gara dell’anno sarà invece in casa della Aduna Padova, la settimana successiva. Troppo lontani i play-off per l’Olimpia Teodora (il terzo posto è distante 8 punti), che paga una prima parte di stagione partita “lenta”.
Gli abitanti lamentano problematiche e file su due passaggi a livello
Una petizione di 686 firme raccolte in meno di due mesi è stata consegnata alla sindaca di Lugo Elena Zannoni da parte della consulta di Voltana-Chiesanuova-Ciribella per chiedere «l’introduzione di nuove tecnologie che ottimizzino il servizio ferroviario, riducendo i disagi dei cittadini di Voltana».
Gli abitanti lamentano una serie di disagi sul territorio legati a due specifici passaggi a livello: uno nel centro di Voltana, su via Fiumazzo, e l’altro su via Stradoncello Bentivoglio, a Chiesanuova.
Il recente «aumento del traffico merci dal porto di Ravenna verso Ferrara, il nord Italia e l’Europa – si legge nel testo della petizione – ha comportato un considerevole aumento di passaggi di treni e, conseguentemente, di chiusure delle sbarre, soprattutto in orario diurno. Questo porta alla formazione di lunghe code di veicoli»
La Consulta di Voltana-Chiesanuova-Ciribella chiede pertanto a Rfi di «installare tecnologie innovative che, preservando gli standard di sicurezza – prosegue la petizione -, permettano una più attenta calibratura dei tempi di chiusura dei passaggi a livello, per ridurre al minimo il disagio dei cittadini e di chi transita nel paese». In questo modo verrebbe a ridursi l’inquinamento causato dallo stazionamento prolungato di veicoli accesi nei pressi dei passaggi a livello e migliorerebbe anche la sicurezza dei cittadini in caso di soccorsi urgenti con le ambulanze, che non dovrebbero più attendere fino a 15 minuti per la riapertura del passaggio a livello.
Oltre che alla stessa sindaca Zannoni, la richiesta dei rappresentanti dei cittadini delle frazioni lughesi è stata indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, al direttore generale di Rfi, e alla presidente della Provincia di Ravenna Valentina Palli.
Centinaia di persone (un migliaio per gli organizzatori, 600 da una prima stima delle forze dell’ordine) hanno sfilato dalla darsena a piazza del Popolo per manifestare il proprio dissenso al continuo sfruttamento delle fonti di energia fossili. Una manifestazione nazionale ambientalista organizzata non a caso a Ravenna, nei giorni in cui sta entrando in funzione il rigassificatore al largo di Punta Marina e a poche ore dalla chiusura della fiera biennale del settore Oil&Gas, l’Omc.
Nella gallery in alto le foto di Massimo Argnani.
Oltre agli ambientalisti “duri e puri”, quelli che criticano il centrosinistra locale per aver promosso in questi anni un’economia ancora troppo legata al fossile, hanno partecipato anche pezzi della maggioranza di centrosinistra, dal Movimento 5 Stelle (con il consigliere comunale Giancarlo Schiano che al microfono ha sottolineato l’importanza di dire ancora dei “no”, anche se all’interno della coalizione che governa la città) all’Alleanza Verdi-Sinistra.
A promuovere la manifestazione, in particolare, la rete Per il clima fuori dal fossile, che ha organizzato in questo mese a Ravenna una serie di iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica (prossimo appuntamento lunedì 14 aprile alle 20 alla sala Buzzi sulle rinnovabili).
Nei vari interventi (con delegazioni provenienti da tutta Italia, dalla Puglia al Veneto) sono stati presi di mira il nuovo rigassificatore, appunto, le estrazioni, i progetti di “cattura” della Co2, ma anche il gasdotto della linea Adriatica e gli intrecci tra interessi “fossili” e militari, con interventi anche in solidarietà alla Palestina.
Non c’è invece l’ex vicesindaco Eugenio Fusignani. Età media di quasi 60 anni
È stata presentata la lista del Pri a sostegno del candidato sindaco Alessandro Barattoni in vista delle elezioni amministrative di Ravenna del 25-26 maggio. Si tratta, come noto, di una delle sei liste che formano la coalizione di centrosinistra insieme a Pd, Avs, M5S, Ama Ravenna e Progetto Ravenna.
Capolista sarà l’ex, storico, vicesindaco Giannantonio Mingozzi, già eletto quattro anni fa, ma che rifiutò il seggio. Non è in lista invece l’assessore uscente (ex vicesindaco) e segretario regionale dei Repubblicani, Eugenio Fusignani.
«Più che lanciarci in grandi promesse – dichiara Mingozzi – io credo che sia importante far capire quanto abbiamo fatto in questi anni. L’impegno dei Repubblicani sul porto, sull’università e sulla sicurezza con la delega del vicesindaco Fusignani è stato notevole. Io spero non valga solo l’ultimo mese di campagna elettorale, ma anni di esperienza, impegno e soprattutto lavoro».
Su 32 candidati, 18 sono di sesso femminile; l’età media è piuttosto alta (come nel caso dei compagni di coalizione di Ama Ravenna), quasi 60 anni; i più giovani in lista sono Yuri Ghetti, classe 1998, Andrea Vasi, classe 1996, e Matteo Mazzotti, 1995; i veterani sono invece Carlo Gambi, classe 1941, Benito Righetti, nato nel 1942, e Silveria Paola Antonia Madonna Lameri detta “Silvia”, classe 1944.
Ecco la lista completa.
1. Mingozzi Giannantonio, 12/01/1952
2. Raccagni Nives, 11/04/1958
3. Vasi Andrea, 14/05/1996
4. Fusconi Edera, 26/06/1958
5. Agrioli Laura, 06/12/1962
6. Alvisi Nicoletta, 20/10/1967
7. Cacace Valentina, 13/02/1977
8. Calviello Carmen, 13/04/1987
9. Cavallone Massimo, 11/02/1966
10. Corbelli Massimo, 11/11/1953
11. Cusumano Alessandra, 18/03/1990
12. Falcone Marco, 10/01/1989
13. Fuschini Paola, 09/12/1967
14. Gambi Carlo, 22/01/1941
15. Gardella Fabio, 26/05/1968
16. Ghetti Yuri, 24/09/1998
17. Ghinassi Margherita, 21/08/1956
18. Giunchi Giulia, 21/01/1984
19. Lameri Silveria Paola Antonia Madonna (detta “Silvia”), 20/06/1944
Le prossime due gare sono favorevoli ai giallorossi, che devono però recuperare 7 punti alla capolista Forlì
Sorta di ultima spiaggia per il Ravenna, che a -7 dalla capolista Forlì e con solo quattro giornate da disputare, vede ormai ridotte al lumicino le possibilità di vincere il girone D del campionato di calcio nazionale di serie D.
Domani, domenica 13 aprile, potrebbe però essere una giornata favorevole ai giallorossi che tornano in campo al Benelli, davanti ai propri tifosi, per affrontare il fanalino di coda Fiorenzuola (calcio d’inizio alle ore 15).
Il Forlì, invece, è atteso dall’ostica trasferta di Piacenza, contro una delle grandi delusioni del campionato, ma in uno stadio da Serie A e contro una formazione che deve ancora conquistare la salvezza matematica e non è disposta a fare brutte figure. La possibilità di tornare a -4 o -5 punti è quindi concreta. Il campionato poi tornerà già dopo quattro giorni, con il turno infrasettimanale pre pasquale: il 17 aprile il Ravenna sarà impegnato sul campo del Cittadella Vis Modena, che non ha più nulla da chiedere al campionato, mentre il Forlì riceve la Pistoiese, impegnata invece in una corsa con i “cugini” del Tau Altopascio per il terzo posto, che porterà comunque un piccolo vantaggio ai play-off.
Due partite, quindi, per cercare di riaprire un campionato che al momento sembra in realtà già chiuso per merito di un Forlì davvero super, andato oltre ogni aspettativa.
In caso di arrivo al secondo posto, il Ravenna dovrà ricaricare le pile in vista dei play-off: vincendoli, le possibilità di un ripescaggio in estate in serie C sarebbero concrete (i giallorossi sarebbero in quel caso i secondi della graduatoria finale, dopo l’Inter Under 23).
L’immobile di via Vicoli è già stato tinteggiato con i colori dell’azienda
Il consorzio di autotrasporti Consar Ravenna ha acquisito l’immobile di via Vicoli che ospitava la concessionaria Bmw, alle porte di Ravenna. La struttura alta 20 metri, visibile dalla statale Adriatica, è chiusa da circa dieci anni e la Consar ha già ultimato i lavori di manutenzione esterna con tanto di tinteggiatura con i colori dell’azienda.
Come comunicatoci dal presidente del gruppo Veniero Rosetti, nell’immobile sorgeranno degli uffici che si aggiungeranno a quelli presenti a pochi metri di distanza, in via Vicoli 3/B.