Il titolare del dicastero alle Infrastrutture a Ravenna alla firma del contratto da 210 milioni di euro per la diga a protezione del rigassificatore in mare: «L’Italia ha bisogno del nucleare»
Entro meno di cinque mesi è prevista l’entrata in funzione del rigassificatore attraccato a una piattaforma in mare al largo di Punta Marina, ma la diga frangiflutti a protezione dell’impianto sarà ultimata in due anni. Stamani, 12 novembre, il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, è intervenuto alla sede dell’Autorità portuale di Ravenna per la firma del contratto per la realizzazione della diga tra il presidente di Ap, Daniele Rossi, e Luigi Patìmo, responsabile per l’Italia della società Acciona che eseguirà l’opera in consorzio con l’italiana Rcm.
Il presidente dell’Autorità Portuale Rossi in un recente incontro con il ministro Salvini
Salvini a Ravenna qualche anno fa
L’opera consiste in una banchina verticale in cemento armato, con una lunghezza di 880 metri e una larghezza di 22 metri a 8,5 chilometri dalla costa. Il costo è di 216 milioni di euro, interamente finanziato dal committente, l’Autorità portuale, con fondi concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti. Il rigassificatore, in totale, compreso il metanodotto di 40 km realizzato sotto il fondale marino e a terra costerà 1,3 miliardi di euro.
«Siamo di fronte a un esempio di collaborazione tra pubblico e privato – ha detto il ministro Salvini –. C’è un approccio costruttivo e condiviso che guarda al futuro, invece a volte è più facile che ci siano dei no territoriali. Se tutti dicessero no, non ci muoveremo di molto. E visto che parliamo di un’opera per il fabbisogno energetico, ribadisco che l’Italia non può restare ancora a lungo fra i pochissimi grandi Paesi al mondo che dicono no al nucleare. Non abbiamo un costo energia competitivo per famiglie e imprese se ci neghiamo quella che la stessa Unione Europea definisce una fonte green e sicura».
Ampliando il discorso alle altre esigenze del porto di Ravenna, Salvini promette l’attenzione necessaria per il retroporto: «Strade e ferrovie per permettere di guadagnare in tempo e competitività».
A margine dell’incontro ufficiale, il ministro ha commentato anche l’imminente scadenza del secondo mandato di Daniele Rossi alla presidenza di Ap: «Entro fine anno saranno da rinnovare otto Autorità portuali in Italia. Abbiamo già delle idee e ne parleremo con le autorità coinvolte». Tra queste c’è anche la Regione che il 17-18 novembre andrà alle elezioni.
Una delegazione di Confindustria Romagna, composta dal presidente Roberto Bozzi e dagli imprenditori rappresentanti del settore portuale e logistico, ha presenziato stamani alla firma del contratto: «Si tratta di un altro passo importante nel percorso verso l’operatività e la protezione di un’infrastruttura decisiva per la diversificazione delle fonti energetiche – afferma il presidente Bozzi – un tema su cui Ravenna gioca un ruolo di rilievo nella strategia energetica nazionale e nella transizione in atto».
Ottenuta anche una provvisionale di 16mila euro per la donna. L’episodio risale allo scorso giugno. Si tratta di due dipendenti dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna
Un educatore dei servizi sociali, dipendente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, è stato condannato a due anni per violenza sessuale ai danni di una collega. L’uomo, un 49enne di Massa Lombarda, avrebbe palpeggiato un’assistente sociale mentre questa era impegnata in una telefonata di lavoro.
La notizia è riportata con ulteriori dettagli sui due quotidiani locali in edicola oggi, 12 novembre.
L’episodio risale allo scorso giugno. Secondo l’accusa, l’uomo si sarebbe avvicinato alla collega, una 39enne, mentre stava tenendo una telefonata, con un atteggiamento che inizialmente poteva sembrare di conforto e che poi si è trasformato in una violenza, con carezze e palpeggiamenti, con il tentativo di insinuarsi con le mani sotto al vestito.
Secondo la difesa – che preannuncia appello – la donna sarebbe stata consenziente, non avendo espresso dissenso per tutta la durata dell’episodio (secondo la difesa, una quindicina di minuti).
Una volta terminata la chiamata, la donna si sarebbe allontanata, per poi presentare denuncia.
Come scrive nello specifico il Carlino, il processo ha visto la costituzione di quattro parti civili. L’avvocato della donna, Alice Lusa, ha ottenuto una provvisionale di 16.000 euro per la sua assistita. Ulteriori risarcimenti sono stati riconosciuti all’Unione dei Comuni (rappresentata dall’avvocato Alessandro Melchionda), alla consigliera regionale per le Pari Opportunità (assistita dall’avvocato Antonella Rimondi) e una cifra simbolica (2.000 euro) all’associazione Demetra Donne in Aiuto, rappresentata dall’avvocato Alessandra Giovannini, a cui la vittima si era rivolta per avere sostegno.
Dopo Ronaldo, un altro “testimonial” di eccezione. E il derby del Benelli finisce su “Chiamarsi Bomber”
Dopo Ronaldo, sui social spunta un altro “testimonial” d’eccezione del nuovo Ravenna Fc targato Cipriani. In queste ore, infatti, Fedez ha postato alcune storie sul suo profilo Instagram da 14 milioni di follower in cui si sta allenando con i pantaloncini della Nike del Ravenna, taggando il presidente Cipriani e lo stesso club.
Continua così a circolare sui social il marchio Ravenna, dopo che nel weekend il derby del Benelli vinto contro il Forlì era finito sulla frequentatissima pagina di “Chiamarsi Bomber”, con cui è attiva una collaborazione da inizio stagione.
Nel frattempo le cose si stanno mettendo bene anche sul rettangolo di gioco: dopo un inizio zoppicante, il Ravenna Fc ha infatti vinto la quarta partita consecutiva e ora si trova al secondo posto del gruppo D del campionato di Serie D, a soli 3 punti dal primo posto che vale la promozione in serie C.
La protesta dei sindacati, che danno appuntamento al 13 novembre
Mercoledì 13 novembre a Cervia un corteo per chiedere di salvare l’ex Farmografica. La storica fabbrica cervese, infatti, dopo essere stata rilevata dal Gruppo Focaccia, potrebbe non riaprire a causa della mancanza dei fondi del Governo. L’appuntamento è alla 14.30 all’ingresso della sede storica, al civico 121 di via Di Vittorio. Il corteo raggiungerà poi il palazzo del Comune. «Invitiamo istituzioni, cittadini, associazioni, gruppi organizzati e forze politiche a partecipare numerosi», scrivono gli organizzatori, Saverio Monno della Slc Cgil Ravenna, Ryan Paganelli della Uilcom Uil Ravenna e Stefano Gregnanin della Fistel Cisl Emilia-Romagna. «L’operazione di rilancio della Farmografica di Cervia da parte del gruppo Focaccia subisce una battuta d’arresto che rischia di mandare in rovina 79 famiglie (alcuni lavoratori se ne sono già andati in autonomia, ndr) e mettere in ginocchio un territorio già scarsamente industrializzato».
All’origine dello stallo, da un lato, è il preannunciato dietrofront dell’imprenditore, Riccardo Focaccia, che si è dichiarato impossibilitato alla conclusione del processo di rilancio in assenza delle garanzie economiche prospettate. Tutto ciò dopo che il 17 ottobre scorso si era tenuto un positivo incontro, a Roma, nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che sembrava poter finalmente avviare a una conclusione soddisfacente questa lunga e sofferta vertenza. «Si fatica a comprendere cosa sia concretamente accaduto – scrivono i sindacati – e cosa possa aver determinato questa improvvisa battuta d’arresto in un confronto, tra azienda e istituzioni nazionali, che pure sembrava bene avviato».
Dall’altro lato, a determinare l’impasse, è la sostanziale indifferenza – accusano i sindacati – del Governo alla crisi dell’azienda di confezioni farmaceutiche. «Non abbiamo ad oggi ricevuto nessuna risposta concreta alla nostra richiesta di convocazione di un tavolo con tutte le parti in causa per approfondire le motivazioni dello stallo e trovare rapide soluzioni prima del naufragio del progetto di rilancio – spiegano Monno, Paganelli e Gregnanin -. Le lavoratrici e i lavoratori, la Rsu aziendale e le organizzazioni sindacali hanno mostrato senso di responsabilità, maturità e soprattutto pazienza, in una vertenza dolorosa e dagli esiti quanto mai incerti. Pretendiamo ascolto, risposte e soluzioni concrete. Non c’è più tempo, il Governo intervenga rapidamente. Scendiamo nuovamente in piazza con questa nuova iniziativa pubblica a sostegno della richiesta di un tavolo di confronto, sollecitiamo la convocazione immediata di un incontro, che coinvolga tutti i soggetti e le istituzioni, che costituisca momento di indispensabile ed urgente chiarimento, e, più ancora, occasione di confronto teso a superare ogni equivoco e vagliare ogni soluzione per una rapida conclusione di questa tormentata vertenza. A quasi 19 mesi dagli straordinari eventi alluvionali che hanno devastato la Romagna e messo in ginocchio l’economia di questo territorio, le lavoratrici e i lavoratori, la città di Cervia, meritano risposte di massima responsabilità. Le promesse non finiscano nel fango».
Le stime di Coldiretti, che segnala un’ottima annata nonostante il meteo avverso
Sulle colline faentine il raccolto di castagne è tornato abbondante come un tempo. Lo segnala Coldiretti Ravenna, che ha effettuato un monitoraggio sulla campagna del frutto simbolo dell’autunno. La stima dell’associazione agricola è di una produzione in aumento del 30%, in netta crescita rispetto allo scorso anno. «Questo nonostante le piogge alluvionali dello scorso settembre, che hanno creato nuovi problemi alla viabilità di accesso ai castagneti, rendendo in diversi casi complessa se non impossibile la raccolta», sottolinea Coldiretti.
Spiega Nicola Grementieri, castanicoltore e responsabile Coldiretti Ravenna per la zona dell’alta collina: «Per tutta l’area montana, in particolare Casola Valsenio e Riolo Terme, possiamo legittimamente parlare di un’ottima annata. Al netto di tutte le problematiche di dissesto idrogeologico connesse agli eventi alluvionali de maggio 2023 e del settembre 2024, il prodotto c’è, sia in qualità che in quantità e anche in pezzatura, con il prezzo che sta tenendo bene mentre ci avviciniamo alla fine della campagna».
«Il prodotto locale, quello di una zona altamente vocata qual è per l’appunto l’alta Valle del Senio, da sempre sinonimo di castagne e marroni di qualità, è richiesto e apprezzato sul mercato», prosegue Grementieri. «Quest’anno la produzione è generosa e per queste colline martoriate dalle frane è anche un segnale di ripartenza importante. Per questo invitiamo tutti i consumatori a scegliere castagne e marroni locali, a origine garantita, e a diffidare dalle imitazioni e da importazioni spesso poco trasparenti».
Secondo il castanicoltore, si tratta di «un modo anche per tutelare l’alta qualità della produzione locale, sostenendo così l’economia dell’alta collina e di fatto contribuendo ad aiutare il territorio a rialzarsi. Qui le difficoltà sono ancora tante, a partire da una viabilità rurale frammentata e piuttosto compromessa. Ripristinare definitivamente strade, collegamenti e accessi ad aziende agricole, pascoli e castagneti è prioritario nell’ottica della valorizzazione e salvaguardia di quel patrimonio castanicolo che i cambiamenti climatici rischiano sempre più di frequente di mandare in tilt. Un patrimonio che contribuisce enormemente alla tenuta ambientale e occupazionale di un territorio fragile per natura, e dove fare agricoltura e investire è ancora più difficile».
La partecipazione è libera, anche a percorso già iniziato
Un precedente esito laboratoriale del Teatro Due Mondi
Inizia giovedì 14 novembre, dalle 20 alle 22 alla Casa del Teatro di Faenza, il laboratorio teatrale gratuito “Senza confini”, a cura del Teatro Due Mondi. Gli incontri avranno cadenza settimanale e sarà possibile inserirsi liberamente in qualsiasi fase del percorso. Il titolo-tema del laboratorio di quest’anno è “Contro tutte le guerre”.
«Da oltre tredici anni proponiamo alla città “Senza confini”, un laboratorio rivolto a cittadine e cittadini del territorio, persone di diversa provenienza, età, cultura. Uno spazio di espressione e relazione dove chiunque può, attraverso il teatro, dare testimonianza pubblica della possibilità di superare i pregiudizi, sconfiggere l’ignoranza, rimuovere la paura», spiega Alberto Grilli, direttore artistico del Teatro Due Mondi. «Siamo per la pace e contro la guerra. Attraverso gli incontri del laboratorio e un’azione teatrale finale, vogliamo testimoniare con forza l’impegno nel dire no alle armi e alla violenza. Come sempre questa proposta è rivolta a tutte e tutti».
La Casa del Teatro si trova in via Oberdan 7/A a Faenza. La partecipazione è libera e gratuita a tutti gli appuntamenti. I primi incontri si terranno il 14 novembre, 21 novembre, 12 dicembre e 19 dicembre. Gli appuntamenti futuri saranno comunicati prossimamente.
Appuntamento il 17 novembre con le opere di 18 artisti selezionati, talk e mostre multimediali
Domenica 17 novembre, dalle ore 11 alle 19, le Artificerie Almagià ospitano la decima edizione di Visibile. L’evento, che intreccia arte indipendente e design sperimentale, è giunto alla quarta edizione ed è organizzato secondo un format non convenzionale e multidisciplinare.
Il pubblico di Visibile può incontrare di persona gli artisti e acquistare direttamente le loro opere, senza alcuna mediazione tra creatore e fruitore. Tra gli stand, è possibile esplorare manufatti e opere uniche realizzate da 18 artisti indipendenti di design, pittura, mosaico, oreficeria, ceramica, incisione, fotografia e illustrazione, selezionati dallo staff curatoriale. Si tratta di Marco Avenante, Nicolò Bendandi, Federica Cinquepalmi, Chiara D’Orazio, Marco Ferrari, Valentina Fussi, Matteo Gobbi, Daniela Iurato, Luce Distorta, Macelleria Atelier, Giuditta Matteucci, Lorenzo Nasi, Patty Sacchi, Giada Scandolara, Snowine, Alessandro Tasselli, Tiratura, Yuyu Zhao.
Nella cornice di Visibile si terrà “Equidistanze – Residenze Artistiche“. Quest’anno l’evento accoglie in forma installativa multimediale le opere premiate di Michela Longone (premio del pubblico) e Stefano Ferrari (premio della critica), due voci artistiche che esplorano i temi del riuso, della sostenibilità e della connessione con il paesaggio. Inoltre Visibile ospiterà “Desartmakers“, una mostra del collettivo Mimèsi, composto da Mariachiara Gaspari, Federico Giustozzi ed Eugenio Lo Turco, nato all’interno dell’Isia di Faenza e vincitore del premio MIDeC Design.
Durante la giornata sono in programma due momenti di approfondimento con talk tematiche. Sabina Ghinassi, curatrice e critica d’arte, dialogherà con il collettivo Mimèsi sul tema del cambiamento di paradigma nel design, esplorando il valore dell’artigianato come laboratorio innovativo per nuovi linguaggi di interazione e scambio; mentre Eleonora Savorelli, presidente di Marte Associazione, condurrà un dialogo con il fotografo Daniele Casadio e il coreografo Marco Valerio Amico (gruppo nanou) sulla pratica artistica come forma di lettura e rigenerazione del territorio.
I lavoratori vivono nelle zone più colpite dall’evento dello scorso settembre
Confcooperative Romagna ha avviato una raccolta fondi per aiutare 45 soci e lavoratori delle cooperative associate che sono stati gravemente alluvionati nella propria abitazione dall’evento dello scorso settembre. Le donazioni aiuteranno gli alluvionati a sostenere le spese per le prime necessità e le operazioni di ripristino delle proprietà.
L’individuazione delle 45 persone bisognose di aiuto è avvenuta tramite le segnalazioni delle cooperative in cui queste persone lavorano o sono socie. In particolare le segnalazioni sono arrivate da Asscor, Agrintesa, Agrisol, Cofa, Cofra, Colas, Consorzio agrario Ravenna, Solco Ravenna, Kara Bobowschi, La Pieve, Rose e Fiori.
I soci segnalati vivono in zone particolarmente colpite dall’ultimo evento alluvionale, ovvero a Faenza nel quartiere Borgo, Bagnacavallo, Traversara, Boncellino, Lugo, Cotignola, Brisighella e Modigliana.
Per contribuire alla raccolta fondi, è possibile effettuare un bonifico sul conto intestato a Confcooperative Romagna presso la BCC ravennate, forlivese imolese (IBAN IT36F08542 23700 000000 751322), con causale “Confcooperative Romagna per le cooperatrici e i cooperatori alluvionati”.
Le 50 fotografie di “Ossi di seppia” ritraggono la plastica spiaggiata e lo stato di salute del mare romagnolo
Inaugura venerdì 15 novembre, alle ore 10, la mostra fotografica “Ossi di seppia” di Luigi Tazzari. L’esibizione sarà allestita nella sala mostre dell’ufficio decentrato, in via Berlinguer 11, ed è promossa dal Centro di educazione alla sostenibilità.
Protagonista della mostra è il mare, una presenza molto ricorrente nei lavori di Tazzari. In particolare, la cinquantina di foto esposte per “Ossi di seppia” hanno sullo sfondo l’Adriatico e ne indagano lo stato di salute, dai lidi di Comacchio a Cattolica. Alcune fotografie ritraggono le plastiche spiaggiate sugli arenili, allo scopo di evidenziare l’inquinamento.
Il titolo della mostra è un richiamo ironico alla celebre opera di Montale. «Gli ossi di seppia, quei resti dell’animale marino che da bambini si raccoglievano sulla battigia, mescolati ai gusci di vongole e cozze, ai frammenti di alghe e di legni corrosi dal mare, sono stati sostituiti da rifiuti di ogni tipo abbandonati dall’uomo e destinati a inquinare le coste», recita la presentazione della mostra.
La mostra, a ingresso libero, sarà aperta fino al 15 dicembre ed è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17, il sabato mattina dalle 10 alle 12. Chiusa la domenica.
Sessanta famiglie colpite più volte ai piani terra, altre trenta domande in fase di istruttoria
Sono sessanta le famiglie di Faenza che hanno ricevuto il contributo straordinario messo a disposizione dal Comune come aiuto ai nuclei che hanno subìto, nei propri piani terra, i danni di più di una alluvione. Il totale liquidato a oggi è di 512mila euro. Una trentina di altre pratiche è attualmente in corso di verifica istruttoria. Il Fondo Alluvione è stato istituito il mese scorso a seguito degli eventi meteorologici di settembre 2024, per garantire una prima misura tangibile di sostegno ai cittadini. I potenziali beneficiari possono presentare domanda entro il 13 dicembre 2024.
Per l’amministrazione si tratta di un primo importante passo per aiutare le famiglie più colpite da emergenze senza precedenti: una risposta materiale a un bisogno sociale. L’obiettivo è di offrire un sostegno economico immediato che, a differenza di Cis e Cas, consenta di rendicontare tutte le spese sostenute per le necessità del nucleo familiare come utenze domestiche (luce, acqua, gas), spese mediche, assicurative, rate mutui, acquisto di beni di prima necessità, compresi telefoni cellulari, bici, monopattini, auto, elettrodomestici, arredi, abbigliamento, ecc.
Gli appuntamenti al teatro Alighieri dal 15 al 19 novembre, con la regia di Pier Luigi Pizzi e l’Accademia Bizantina. Spazio anche a un recital con il controtenore Orliński
Didone e Enea
Da Verdi a Mozart, da Puccini a Leoncavallo e Mascagni, da Bellini e Bizet fino a esplorare l’eredità dantesca e l’operetta: negli anni la Trilogia d’Autunno ha attraversato grandi stagioni della lirica e questa volta, a coronamento della XXXV edizione di Ravenna Festival, si avventura fino alle radici del belcanto e alle origini dell’opera. È infatti al Seicento barocco che appartengono i titoli e il repertorio in scena al Teatro Alighieri di Ravenna dal 15 al 19 novembre.
Due i nuovi allestimenti che possono contare sulla raffinata regia di Pier Luigi Pizzi e la sapienza musicale di Accademia Bizantina e Ottavio Dantone: il primo è Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi (15 e 18 novembre, alle 20), mentre il secondo è dedicato a Purcell, la cui ode a Santa Cecilia incastona Dido and Aeneas (16 e 19 novembre, alle 20). Al centro del dittico di “eroi erranti in cerca di pace”, come vuole il titolo della Trilogia, c’è un recital: il controtenore polacco Jakub Józef Orliński, affiancato dall’ensemble Il Pomo d’Oro, propone Beyond | Orliński (17 novembre alle 15.30).
«A ‘tenere insieme’ le opere sullo stesso palcoscenico, una sera dopo l’altra, è un dispositivo scenico comune – spiega Pier Luigi Pizzi, che cura anche scene e costumi (sono invece di Oscar Frosio le luci) – È un luogo della memoria, uno spazio culturale dove si svolgono le due azioni che, pur vivendo in una stessa architettura, debbono ognuna respirare secondo le proprie peculiarità e soprattutto secondo l’unicità della partitura e del libretto. A orientare il pubblico nel Ritorno di Ulisse si vedrà da subito il telaio di Penelope, oggetto che da solo richiama l’antefatto, le pene della lunghissima attesa. Mentre nel Dido il clima emotivo è diametralmente opposto: siamo in una scuola e al centro ci sarà la vitalità dei giovani studenti, la gioia di fare musica e la spontaneità dell’improvvisazione. Senza dimenticare che al di là di queste differenze, entrambe le opere affondano le radici nel mito: Ulisse ed Enea, reduci della guerra di Troia, sono costretti a peregrinare a lungo in terre diverse e tra gente straniera. Quel lungo percorso, le prove sostenute e le avversità danno valore alle loro conquiste e alla pace ritrovata».
«Per stile e retorica, ovvero l’arte del ben comporre, considero Il ritorno di Ulisse in patria la vera opera tra quelle rimaste di Monteverdi, nonché una delle opere più belle mai scritte – sottolinea Ottavio Dantone, che per entrambi i titoli si affida alle edizioni critiche curate da Bernardo Ticci – Mentre all’interno dell’Ode a Santa Cecilia di Purcell faremo “germogliare” Dido and Aeneas, partendo da un’intuizione registica di Pier Luigi Pizzi: un gruppo di studenti impegnati in festeggiamenti goliardici decidono di rappresentare le vicende dell’eroe troiano e della regina cartaginese. Sono contento di affrontare Purcell, di cui ho già diretto Fairy Queen, grande genio della storia della musica, unico nel saper fondere i gusti dell’epoca in una ricchezza armonica incredibile. La differenza più appariscente tra il teatro italiano e quello inglese è la presenza dell’elemento magico e incantato, del tutto estraneo, anche in futuro, al carattere dell’opera nostrana. Ma ciò non impedisce a Dido and Aeneas di possedere, come l’Ulisse di Monteverdi, le stimmate inequivocabili della modernità».
Il ritorno di Ulisse in patria
È con il lamento di Penelope che si apre Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi – che debuttò per il Carnevale del 1640 al Teatro Santi Giovanni e Paolo a Venezia – dato che l’argomento era sufficientemente noto per un esordio in medias res. Accanto al trittico dei protagonisti umani (a Ravenna Ulisse è Mauro Borgioni, mentre Penelope e Telemaco sono rispettivamente Delphine Galou e Valerio Contaldo) figurano le divinità, ovvero il Giove di Gianluca Margheri, il Nettuno di Federico Domenico Eraldo Sacchi, la Minerva di Arianna Vendittelli e Giunone di Candida Guida. Senza contare le personificazioni della Humana Fragilità (Danilo Pastore), del Tempo (Gianluca Margheri), della Fortuna (Chiara Nicastro) e di Amore (Paola Valentina Molinari). Fra i mortali, accanto ai Proci – interpretati da Federico Domenico Eraldo Sacchi, Danilo Pastore, Jorge Navarro Colorado e Žiga Čopi – e alle donne al servizio di Penelope (la nutrice Ericlea, ovvero Margherita Maria Sala, e l’ancella Melanto, cioè Charlotte Bowden), figurano il fedele porcaro Eumete (Luca Cervoni) e Iro (Robert Burt), un mendicante che è anche il primo personaggio comico di Monteverdi. Il suo grottesco compianto per la pancia vuota e la gola asciutta è un controcanto al severo, elevato recitativo di Penelope e Ulisse, alle canzonette da schermaglia amorosa fra Melanto e l’amante Eurimaco, alla vocalità più elaborata e fiorita degli dei e soprattutto al lamento di Penelope, vetta dello stile patetico monteverdiano. Come affermò il librettista dell’opera, Giacomo Badoaro, con questa partitura il compositore aveva fatto “conoscere al Mondo qual sia il vero spirito della Musica teatrale”.
In Didone e Enea nel giorno di Santa Cecilia, gli allievi di una scuola di musica intonano Hail, bright Cecilia: l’omaggio alla santa patrona della musica suggerisce l’improvvisazione, all’interno dell’ode, del Dido and Aeneas, che Purcell compose attorno al 1689 proprio per le giovani gentildonne di un convitto nel sobborgo londinese di Chelsea. Anche il libretto di Nahum Tate sceglie per orizzonte l’epica classica, in questo caso virgiliana. Naufrago a Cartagine, l’eroe troiano interpretato da Mauro Borgioni si innamora della regina, affidata ad Arianna Vendittelli, ma una maga (Delphine Galou) trama con le sue compagne (Chiara Nicastro e Paola Valentina Molinari) per separare gli amanti. Lo spirito maligno da loro evocato assume le sembianze di Mercurio (Žiga Čopi) e ordina ad Enea di riprendere il mare per compiere il suo destino. La partenza dell’amato, annunciata dall’aria del marinaio (Jorge Navarro Colorado), spinge Didone al suicidio, sulla celeberrima aria finale When I am laid in earth, con cui la regina prega la confidente Belinda, ovvero Charlotte Bowden, di ricordarla. Il cast vocale si completa con Candida Guida nei panni di un’ancella; nella produzione saranno inoltre in scena Gianluca Margheri e Federico Domenico Eraldo Sacchi e il Coro della Cattedrale di Siena Guido Chigi Saracini preparato da Lorenzo Donati.
A completare la Trilogia è stato chiamato uno dei protagonisti della scena vocale dei nostri giorni, simbolo del rinnovamento e al tempo stesso dell’intramontabile forza espressiva e comunicativa di un repertorio che sa sfidare i secoli. È Jakub Józef Orliński, il controtenore polacco che, poco più che trentenne, con la sua voce celestiale ha conquistato il pubblico internazionale. Con la complicità dell’ensemble Il Pomo d’Oro, il recital include pagine di Monteverdi, ma anche di Barbara Strozzi, Giulio Caccini, Francesco Cavalli ed altri noti e meno noti compositori del periodo. «Con questo programma voglio concentrarmi sul significato della parola ‘Beyond’ – spiega Orliński – in particolare nel senso che questa musica risuona al di là del suo tempo. È ancora attuale, ancora viva, vibrante, toccante, coinvolgente e divertente. Insieme a Il Pomo d’Oro e ai suoi acclamati musicisti, vi porterò oltre i limiti di un concerto classico o di un concetto musicale, in un viaggio di scoperta. Sono aiutato nel mio intento dal mio caro amico Yannis François, che con le sue ricerche d’epoca ha scovato alcuni pezzi straordinari».
Domenica al Pala De André arriva una delle favorite, Brescia
La Consar viene a capo di una partita rivelatasi ostica, come da previsioni, rimonta due set e va a vincere al tie-break sul campo di una Evolution Green che ha messo alla frusta Goi e compagni, soprattutto nei primi due set, in battuta (14 gli ace complessivi, con Lyutskanov e Motzo che ne hanno messi a segno 5 a testa) e in attacco. La Consar ha trovato grandi risorse a muro (13 quelli vincenti) e nel solito gioco di squadra, lievitato nel corso del match quando anche la ricezione è andata migliorando. Guzzo con 23 punti è il miglior marcatore del match, mentre Zlatanov, inserito sul finale del secondo set, ha giocato come un veterano contribuendo alla risalita della squadra.
La Consar esce da Aversa con il sesto successo in sette partite, il quarto in altrettante trasferte e un primato in classifica consolidato. E domenica al Pala De Andrè arriva una delle pretendenti alla SuperLega, la Consoli Sferc Brescia.
Le dichiarazioni di coach Valentini. «È stata una partita tosta sotto tutti i punti di vista ma lo sapevamo. Aversa ci ha messo in difficoltà con turni in battuta molto aggressivi, che noi abbiamo cercato di sopportare senza uscire dal match mentalmente. Dal terzo set abbiamo iniziato a giocare in maniera diversa, sistemando la ricezione e crescendo a muro. Anche oggi i ragazzi hanno fornito una bella prova di squadra, venendo fuori da un inizio complicato in cui dovevamo gestire meglio le situazioni di gara. Vittoria che ci dà tanto entusiasmo e fiducia».