mercoledì
29 Aprile 2026

Scuola e sport sono più vicini a Conselice: al via i “cantieri educativi”

Tutor, allenatori, preparatori e insegnanti seguiranno i ragazzi per favorire l’integrazione tra le due attività

Conferenza Di Presentazione Dei Cantieri Educativi Sportivi, Conselice, 12 Ottobre 2024
La presentazione del progetto

Nel territorio comunale di Conselice parte il progetto “Cantieri educativi-sportivi”, con il doppio scopo di migliorare il rendimento scolastico degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e favorire la continuità nel fare sport e attività motoria.

Un progetto che si è concretizzato con la partecipazione a un bando regionale da parte della associazione Ginnastica artistica di Voltana, che sarà capofila e coordinerà l’attività di diverse associazioni sportive. L’Amministrazione comunale di Conselice, insieme all’istituto scolastico comprensivo Felice Foresti, si pone come partner in rete nei «cantieri educativi-sportivi», che mirano a integrare le attività pomeridiane sportive e didattiche.

Il progetto vede alcuni punti fermi: «Quartiere scuola sport», che individua a breve distanza gli edifici e le aree sportive e scolastiche; metodi di studio che accompagnino i ragazzi a un miglioramento dei propri risultati scolastici senza che sia un impedimento allo svolgimento dello sport; possibilità di testare e fare diversi sport in ambito settimanale dove non ci sia l’affanno del risultato agonistico (non ci sarà un allontanamento dallo sport quale causa di peggioramento dei risultati scolastici e non verranno ritenuti inutili i sacrifici degli allenamenti in caso di non raggiungimento di performance elevate agonistiche); tutor, allenatori, preparatori, insegnanti che seguiranno i ragazzi nel percorso sportivo e scolastico con la volontà di non disaffezionare i ragazzi stessi dallo sport e dalla scuola; la variabilità delle attività sportiva potrà avere finalità di indirizzare successivamente un ragazzo ad una specifica attività sportiva.

La società Ginnastica artistica di Voltana, attiva anche sul territorio conselicese, organizza da quattro anni i cantieri educativi che nascono dalla necessità di dare un supporto scolastico al termine delle lezioni. Nei cantieri educativi i ragazzi sono suddivisi in gruppi in base all’età e alle materie da approfondire, affiancati da tutor che sono a loro volta giovani laureandi.

«La voglia di ampliare questa offerta pomeridiana dedicata ai ragazzi che frequentano le scuole secondarie di primo e secondo grado ci ha permesso di creare un progetto che risponde alle esigenze del bando che la regione Emilia-Romagna ha indetto – spiega Giulia Pacella, referente per la società sportiva Ginnastica artistica di Voltana -. Pertanto si è cercato di offrire ai ragazzi non solo un supporto scolastico, ma anche la possibilità di fare e provare diversi sport».

Grazie alla collaborazione con l’Amministratore comunale, è stata raccolta l’adesione di numerose realtà attive nell’ambito sportivo e quindi numerose discipline: Sport lab (pallavolo), ginnastica artistica con il corso junior gym, il Circolo tennis, Stay fit (junior crossfit), Atletica San Patrizio, Ghepard calcio; l’associazione Cybergunner ha proposto un vero e proprio corso di softair, per combattere l’isolamento sociale tipico degli adolescenti attraverso il gioco di squadra e attività coinvolgenti; l’associazione di scherma di Imola darà la possibilità di partecipare ai loro corsi che sono già presenti nel territorio; infine l’associazione Art Lab darà la possibilità ai ragazzi delle superiori di partecipare a un corso mirato a far divertire i ragazzi facendo sport vari a un orario un po’ più tardivo.

I ragazzi che lo richiedono potranno recarsi presso il circolo tennis per consumare il loro pasto e iniziare successivamente la attività, in modo da non mettere in difficoltà le famiglie nel trasporto.

Infine saranno organizzati due incontri, uno mirato a un supporto alimentare con la nutrizionista Valentina Succi e un incontro mirato invece al supporto della comunicazione genitoriale e giovanile.

È possibile iscriversi ai cantieri educativi-sportivi fino al 15 ottobre al link https://bit.ly/3Y4GDZO.

Verranno raccolte tutte le iscrizioni e informate le singole famiglie su orari e giorni esatti in base alle esigenze degli utenti (registrate in fase di registrazione, dove vengono indicate sia le materie per le quali si richiede supporto, sia le attività sportive preferite tra quelle proposte).

Verrà proposto un calendario delle attività sportive in cui ogni alunno può partecipare liberamente e gratuitamente. Il calendario verrà redatto in base alle iscrizioni.

La partecipazione ai cantieri è gratuita, mentre sono richiesti 20 euro una tantum per la copertura assicurativa.

M11 apre un negozio anche in centro a Ravenna

I titolari del ristorante di Russi pronti a inaugurare un nuovo store in via Matteotti tra articoli per la casa, profumi, accessori e abbigliamento

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Il negozio di M11 arriva anche a Ravenna. Dopo 5 anni di attività all’interno dell’omonimo ristorante di Russi, i titolari Daniele Vertemati e Danilo Pavone raddoppiano con un secondo “concept store”, questa volta nel cuore della città.

«Siamo davvero felici di aprire un nuovo spazio anche a Ravenna, città che amiamo e che a sua volta ci ha sempre dimostrato molto amore – raccontano i titolari – sono tanti i ravennati che da anni si spostano fuori città per il piacere di cenare nel nostro ristorante o di fare compere nel negozio, e questa volta siamo noi a voler venire incontro a loro».

Il nuovo negozio inaugurerà a metà ottobre, in via Matteotti 14. «È come se questa via ci avesse chiamato – proseguono Vertemati e Pavone – piccola e in pieno centro, con un’atmosfera suggestiva. L’edificio stesso, grazie alla ristrutturazione che ha riportato alla luce la facciata a vista del ‘700 sembra rimandare direttamente alla sede originale di Russi. È importante per noi mantenere una continuità, nella proposta come nell’atmosfera informale e rilassata, e lo sottolineeremo con una serie di promo dedicate, come uno sconto speciale sulla cena al ristorante dopo un’acquisto al nuovo shop».

La nuova proposta ricalcherà perfettamente quella originale, con una selezione di articoli per la casa di design, profumi, accessori, pelletteria e abbigliamento per uomo e donna. «Da sempre lo shop è il nostro “diario di viaggio” dove raccogliamo le cose più belle e particolari incontrate in giro per il mondo: uniche, eccentriche, ma con un animo sempre elegante e bon-ton – concludono i titolari -. Siamo contro lo shopping caduco e compulsivo, crediamo invece nella ricerca e nella selezione, per offrire ai nostri clienti un acquisto in grado di mantenere il suo valore anche negli spazi di casa. Sugli scaffali di M11 i prodotti di piccole attività famigliari e di artigianato proveniente da tutto il mondo trovano spazio a fianco dei pezzi da design più iconici, tra lane scozzesi e tessuti orientali, una continua ricerca per unire unicità, qualità e sostenibilità».

Quei ragazzini in discoteca con il documento falso. I locali: «Noi controlliamo…»

Si moltiplicano le testimonianze di ragazzini che riescono anche a bere alcolici al tavolo. Gli imprenditori: «Serviamo solo maggiorenni, ma non possiamo sapere a chi danno il drink»

Onyx
Una serata all’Onyx

«Sono andato in discoteca perché ci andavano i miei amici, mi sono divertito. Cos’ho bevuto? Un vodka lemon, mi pare si chiamasse». A parlare è un quindicenne, che la scorsa estate è entrato in una discoteca del litorale ravennate senza neppure bisogno di mostrare il documento falsificato per l’occasione.

È solo una delle diverse testimonianze raccolte tra ragazzini e genitori. Si va dalla 13enne che a Ferragosto è entrata in una popolare festa in discoteca con un documento che la certificava come neomaggiorenne, al 15enne che sta preparando proprio in questi giorni la carta d’identità fasulla in vista della riapertura dell’Astoria. Passando per i genitori di una 14enne che sono stati costretti ad andare a prenderla a Marina di Ravenna insieme a un’ambulanza (poi rifiutata) dove versava in uno stato al limite del comatoso, dopo aver provato per la prima volta l’alcol. Pare gin allo stato puro. O per i ragazzini che entrano – ci hanno detto loro – senza neppure mostrare un documento in quanto sono già compresi in un tavolo prenotato da un amico maggiorenne. «Le ragazze, poi, entrano tutte, indipendentemente dall’età», fa notare un altro 15enne, basandosi sui racconti delle amiche. I genitori sono spesso consapevoli: «Il suo giro di amici va in discoteca e hanno un anno di più. Cosa faccio, lo lascio a casa?», sono più o meno le argomentazioni raccolte da un paio di mamme.

Testimonianze che naturalmente non trovano riscontro nei titolari delle discoteche della zona. È prevista in questi giorni, per esempio, la riapertura delle serate di intrattenimento all’ex cinema Astoria a Ravenna. Le tre sale gestite dalla società che fa capo a Michael Landini, giovane imprenditore del settore notturno con interessi anche nei locali della riviera, proporranno un menù variegato con concerti dal vivo, cene con dj set, cabaret ma anche vere e proprie notti da discoteca. Una delle serate avrà come target indicativo la fascia d’età 18-20. «La nostra politica, anche al Matilda di Marina di Ravenna, da sempre è quella di consentire l’accesso a chi ha 16 anni compiuti – spiega Landini –. È una nostra prerogativa. Gli addetti alla sicurezza hanno l’indicazione di controllare i documenti e non accettiamo che vengano mostrate fotografie sul cellulare». I cosiddetti buttafuori, lavoratori di un’agenzia esterna, hanno l’input dalla gestione di impedire l’ingresso a persone di cui sono note precedenti responsabilità per disordini in altri contesti: «Le persone della sicurezza lavorano in vari locali e le facce dopo un po’ diventano note. Cerchiamo di tenere all’esterno persone che hanno creato problemi altrove o nei nostri locali. È l’unica cosa che possiamo fare per abbassare i rischi di episodi spiacevoli». Questa linea però può dare origine a problematiche nei pressi del locale: «In inverno è più difficile perché in zona Astoria c’è poco da fare e fa freddo. Ma in estate chi resta fuori da una discoteca al mare non va a casa, resta in giro e magari quando la gente comincia a uscire si innescano episodi di violenza. Ma fuori dal locale non abbiamo possibilità di intervento, possiamo solo chiamare le forze dell’ordine».

Pochi giorni fa, il questore ha chiuso per 15 giorni il Marinabay, sulla spiaggia di Marina di Ravenna, anche se a fine stagione, per una serie di «furti e rapine», si legge nella nota inviata dalla polizia. «Una follia – dice il titolare del Marinabay, Angelo D’Ambra -, una decisione presa per alcuni furti che noi stessi abbiamo sventato, riuscendo a fermare il colpevole e a consegnarlo alle forze dell’ordine. Da parte della questura c’è un accanimento nei nostri confronti. In passato abbiamo vinto diverse cause contro provvedimenti simili (D’Ambra è titolare anche della discoteca Onyx di Godo, ndr). Facciamo una selezione accurata e abbiamo una sorta di black list grazie alla quale non facciamo più entrare chi in passato ha creato guai. Siamo tra i pochi a controllare il documento solo in versione originale, non accettiamo fotografie. Sono i genitori i primi a lamentarsi, perché non facciamo entrare i loro figli. Ogni persona all’ingresso viene controllata con metal detector e al Marinabay c’è un conta-persone digitale per evitare sforamenti nelle capienze. Ogni barista controlla i documenti e un maggiorenne che prenota un tavolo deve firmare un modulo in cui si prende la responsabilità. Certo, non possiamo sapere se un maggiorenne poi passa alcol a minorenni…».

Malattie rare, pazienti da tutto il mondo per farsi operare a Faenza

Dal 2010 oltre 400 persone si sono sottoposte all’intervento in anestesia locale del dottor Vanni Veronesi per curare la sindrome del midollo ancorato occulto

Vanni Veronesi sala operatoria

Sono quasi 400 i pazienti italiani, provenienti da 17 diverse regioni (a cui si devono aggiungere anche 29 persone straniere da altri paesi europei, tre dagli Stati Uniti, due dal Brasile, un paziente dall’Africa e nei prossimi mesi arriverà anche la prima residente in Russia) per farsi operare all’ospedale “degli Infermi” di Faenza dal neurochirurgo Vanni Veronesi, della Struttura Semplice Dipartimentale di Chirurgia del Sistema Nervoso Periferico del Dipartimento di Neuroscienze dell’Ausl della Romagna.

Un metodo innovativo, il suo, e che rappresenta una sorta di unicum per il trattamento della sindrome del midollo ancorato e della sindrome del midollo ancorato occulto. Sono malattie rare e, quest’ultima, pressoché misconosciuta nella comunità medica e di difficile diagnosi, di cui il dottor Veronesi si occupa anche pubblicando articoli su autorevoli riviste scientifiche internazionali, e utilizzando anche un particolare supporto strumentale, la risonanza magnetica lombare in posizione prona (la diagnosi è comunque basata sui sintomi e sull’esito della visita medica che comprende anche specifici e particolari test).

Vanni Veronesi«I miei pazienti sono operati con un’innovativa tecnica chirurgica mini-invasiva in anestesia locale, che effettuo dal 2010 – racconta lo stesso Veronesi – che riduce la possibili complicanze della chirurgia tradizionale al solo taglio della cute, che nella chirurgia mini invasiva è di pochi centimetri, mentre non presenta la varie complicanze, a volte clinicamente rilevanti, della chirurgia classica in anestesia generale».

Spesso i pazienti con la sindrome del midollo ancorato occulto sono adolescenti o giovani adulti che hanno sintomi agli arti inferiori, lombalgia e difficoltà nel controllo degli sfinteri – in particolare quello urinario a volte anche quello fecale – e una risonanza magnetica lombare che è nella norma. «Per questo motivo – conferma il dottor Veronesi – spesso i pazienti non hanno la diagnosi corretta e la cosa che accade più di frequente è che siano inviati a una visita dallo psichiatra perché si suppone vi siano problemi psicologici, aggiungendo così un problema al problema». Ottenere una diagnosi di queste sindromi non è appunto semplice, così ancora oggi spesso i pazienti – italiani e stranieri – condividono via social le loro problematiche ed esperienze, «finiscono con l’informarsi sul mio sito web e quindi mi contattano», spiega il neurochirurgo cesenate.

Si tratta di un intervento – in anestesia locale – della durata di circa 25 minuti. «Dopo un’ora il paziente può già riprendere a camminare e la dimissione dall’ospedale generalmente avviene lo stesso giorno». Un intervento chirurgico totalmente gratuito per i pazienti italiani – coperto dal servizio sanitario nazionale – mentre per gli stranieri residenti in Europa non è sempre così perché nella maggioranza dei casi è disattesa la direttiva europea per le cure transfrontaliere, e il costo in quel caso può arrivare a superare gli 11mila euro.

«I risultati sono eclatanti – conclude il dottore -, abbiamo raccolto testimonianze di persone che avevano disturbi di deambulazione, filmandoli prima e dopo il nostro intervento e riuscendo così a documentare gli incredibili e immediati benefici».

Mirabilandia investe 20 milioni di euro per rifare l’area bambini

In arrivo dieci nuove attrazione, tra cui un importante “coaster”. Intanto prosegue l’apertura speciale di Halloween, che in passato ha garantito il record di presenze

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A distanza di ormai diversi anni dall’ultima volta, Mirabilandia annuncia un investimento milionario per nuove attrazioni che andranno ad arricchire il parco divertimenti della Standiana. Lo fa la nuova direttrice (la nomina è di pochi mesi fa) Sabrina Mangia, nel pieno della ormai tradizionale ripresa autunnale dell’attività in occasione di Halloween, con il parco tematizzato aperto tutti i weekend (e naturalmente anche il 31 ottobre) fino al 3 novembre.

«Verrà rifatta tutta l’area “Bimbopoli”, la più storica del parco, mai rivisitata dal 1992 – spiega Mangia -. Si tratta di un investimento da circa 20 milioni di euro. Avevamo necessità di concentrarci sul nostro target di riferimento, che resta quello delle famiglie con bambini (il 60 percento della clientela, ndr), e in particolare di colmare una sorta di gap che pagavamo per l’età prescolare. Sarà comunque un’area adatta ai bambini anche più grandi, dai 3 anni fino ai 12».

Il cantiere è già ben visibile in questi giorni (la foto qui sopra è stata scattata durante il “press tour” del 5 ottobre) e porterà alla nascita la prossima primavera di un’area tutta nuova con ben dieci nuove attrazioni, un ristorante e due punti ristoro, oltre a un grande negozio con parti interattive e la possibilità di visitare all’interno la “casa di Spongebob”. Sarà l’unica Nickelodeon Land in Italia, con i personaggi del celebre canale televisivo in esclusiva a Mirabilandia tra i parchi di divertimento. «Cinque le aree tematiche, dedicate ai vari personaggi, dai Paw Patrol allo stesso Spongebob. Un’attrazione, in particolare, sarà davvero molto importante, il coaster delle Tartarughe Ninja, non eccessivamente adrenalinico, ma adatto comunque a ragazzi anche fino ai 14 anni», spiega ancora la direttrice.

Archiviata la stagione estiva «in linea con il 2023» – ci dice Mangia – ora le aspettative sono tutte per Halloween. «Ci ha sempre dato molte soddisfazioni. L’attuale record di ingressi del parco è legato proprio a un 31 ottobre di qualche anno fa, con 33mila presenze, ma si va comunque ampiamente sopra le 20mila in questo periodo. Quando siamo partiti – ricorda la direttrice, che lavora nel parco da tempo -, nel 2010, non c’erano praticamente hotel aperti. Oggi invece in molti sfruttano l’occasione, abbiamo creato un business. L’investimento da parte nostra è importante, ci sono oltre 200 lavoratori impegnati tra attori, costumisti, truccatori. Abbiamo la più grande horror zone d’Italia, “Suburbia”, che quest’anno avrà due nuovi percorsi, nell’ambito di un piano di sviluppo a 5 anni che vedrà ogni anno una novità. Abbiamo poi intensificato gli spettacoli, anche per i più piccoli, per ovviare anche alla presenza comunque di un cantiere in questo periodo».

A proposito di indotto e turismo, è ancora sul tavolo il progetto dell’hotel di Mirabilandia? «Sì, non è stato abbandonato. È sempre nei nostri piani, anche se al momento non è la priorità»

Ecco i candidati del Pd alle Regionali: «Diamo voce a ogni parte della comunità»

Presentati ufficialmente Massimo Cameliani, Petia Di Lorenzo, Niccolò Bosi ed Eleonora Proni

Sono stati presentati oggi alla stampa i quattro candidati del Partito democratico della provincia che saranno in corsa alle prossime elezioni Regionali nella lista del Pd a sostegno dell’attuale sindaco di Ravenna, Michele de Pascale.

«La scelta dei candidati è avvenuta in base all’esperienza personale e politica, all’impegno dimostrato verso il territorio e alla capacità di promuovere una visione innovativa e inclusiva per il futuro della regione», si legge in una nota del Pd.

Si tratta di (come noto, è possibile la doppia preferenza solo se di genere diversi):

  • Niccolò Bosi, 40 anni di Faenza, lavora in una cooperativa di gestione di impianti sportivi. Attualmente Presidente del Consiglio comunale;
  • Petia Di Lorenzo, 37 anni, di Ravenna, infermiera e vicepresidente dell’Ordine degli infermieri di Ravenna;
  • Massimo Cameliani, 45 anni, di Ravenna, avvocato e dipendente di Cna, da sempre impegnato nel volontariato. È stato assessore del Comune di Ravenna dal 2011 al 2021 ed è attualmente presidente del Consiglio comunale di Ravenna;
  • Eleonora Proni, 54 anni, di Bagnacavallo, laureata in storia contemporanea, impiegata. È stata Sindaca del Comune di Bagnacavallo dal 2004 al 2024 e Presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna dal 2019 al 2024.

Il segretario provinciale del Pd, Alessandro Barattoni, ha dichiarato: «Con questa squadra, vogliamo dare voce a ogni parte della nostra comunità, valorizzando la competenza e la passione che ognuno dei candidati ha sempre dimostrato nel proprio percorso personale e professionale. Siamo sicuri che insieme sapranno affrontare le sfide che il nostro territorio e la nostra regione hanno davanti, portando avanti idee innovative e un progetto condiviso per il bene comune».

Alle scorse regionali il Pd riuscì a eleggere due consiglieri regionali.

Riapre il “temporary shop” di Lugo: in vetrina le creazioni di un giovane stilista

Dopo il ripristino dei locali a causa dell’alluvione. Si tratta del primo punto vendita “fisico” del brand “Asma” di Alessandro Cavallazzi

Temporary Shop Lugo Pavaglione Asma

Dopo un periodo di “stop forzato” dovuto alla necessità di fare i lavori di ripristino dei locali e rinnovare gli arredi in seguito all’alluvione di maggio 2023, riprende l’attività al Temporary Shop di Lugo. Uno spazio nel Pavaglione al civico 38-39, che Confcommercio mette a disposizione delle imprese che intendono presentare i propri prodotti e promuovere la propria attività per periodi determinati, per sperimentare una ulteriore e diversa collocazione del loro spazio di vendita o per proporsi per la prima volta, come in questo caso, in un negozio fisico, con l’intento di affiancarlo, in prospettiva, a quello virtuale rappresentato dal sito web.

Alla presenza della sindaca Elena Zannoni e dei responsabili di Confcommercio, è avvenuta l’inaugurazione del temporary shop che dal 12 ottobre fino al 31 gennaio ospiterà “Asma” brand dell’innovativa linea di moda uomo-donna creata dal giovane stilista lughese Alessandro Cavallazzi, finora in vendita solo on line. «La collezione – spiega lo stesso Cavallazzi – propone capi di abbigliamento con fatture e tessuti esclusivamente made in Italy, la filosofia e quella di infrangere le convenzioni e le regole, con stile e raffinatezza. Asma si impegna a superare i limiti imposti dalle tradizioni, ispirando la sua clientela a vivere la propria vita con passione e senza compromessi».

Meloni firma il decreto per la zona logistica semplificata con credito d’imposta

La Zls dell’Emilia-Romagna ora è ufficiale: le imprese potranno accedere a semplificazioni amministrative e agevolazioni per gli investimenti

Una veduta aerea del bacino San VitaleÈ stato firmato il decreto della presidente del Consiglio dei ministri che istituisce la zona logistica semplificata (Zls) in Emilia-Romagna, a seguito dell’istruttoria condotta dal ministro per gli Affari europei. La nuova Zls permetterà alle imprese emiliano-romagnole di accedere alle semplificazioni amministrative e alle agevolazioni previste in relazione agli investimenti realizzati sul territorio, nonché al nuovo credito d’imposta.

«Con la firma del decreto – ha dichiarato la presidente Giorgia Meloni – assicuriamo per le imprese della regione nuove opportunità di sviluppo per sostenere investimenti strategici, così come avevamo previsto anche nel nostro programma di Governo. Con l’istituzione della ZlsEmilia-Romagna, poniamo in essere un ulteriore atto concreto per  favorire la crescita e lo sviluppo dei territori, garantendo inoltre alle imprese la possibilità di accedere al credito d’imposta Zls, altra misura fortemente voluta da questo Governo».

Il credito d’imposta Zls rappresenta una misura di sostegno a favore delle imprese operanti nelle zone logistiche semplificate. L’accesso al beneficio è rivolto a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottati, già insediate o di prossimo insediamento nelle zone logistiche semplificate, istituite o di futura istituzione.

Le zone logistiche semplificate sono istituite con decreto per una durata massima di sette anni, rinnovabile fino a un massimo di ulteriori sette anni. Si tratta di aree geografiche di dimensioni limitate all’interno delle quali sono previsti particolari agevolazioni e incentivi per le aziende insediate o che decidono di insediarsi. Tra i principali vantaggi, la riduzione di un terzo dei termini procedimentali, la diminuzione dei termini previsti per la conferenza dei servizi decisoria, l’utilizzo del credito d’imposta per l’acquisto di nuovi beni strumentali per le imprese che effettuino investimenti all’interno della Zls, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.

Scontro auto-camion allo svincolo della A14 bis, un 84enne è grave in ospedale

Incidente in via X aprile. La vettura usciva dall’autostrada e il camion viaggiava verso Cotignola

WhatsApp Image 2024 10 11 At 12.25.56Un incidente tra un’auto e un camion è avvenuto stamani, 11 ottobre, in via X aprile a Cotignola nei pressi dello svincolo del casello dell’autostrada A14 bis. Poco dopo le 10 la vettura usciva dall’autostrada guidata da un 84enne e si è scontrata con il mezzo pesante che viaggiava da Lugo verso Cotignola. Impatto violento e auto sbalzata a distanza dal punto dell’incidente. L’anziano al volante dell’auto è rimasto ferito gravemente: l’elicottero del 118 lo ha portato all’ospedale Bufalini di Cesena. Illeso invece il camionista, un 30enne faentino. Per i rilievi è intervenuta la polizia locale dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, insieme a una volante del commissariato di polizia di Lugo per gestire il traffico a senso unico alternato. Sul posto anche i vigili del fuoco del distaccamento di Lugo.

Al Mar una mostra per tornare alle origini della rinascita del mosaico a Ravenna

Fino al 12 gennaio, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti e in occasione dei 100 anni della Scuola. Oltre 100 opere, da Fontana a Severini

Mar Museo Ravenna Mostra Im Mosaic

Apre domani, 12 ottobre, la nuova grande mostra del Mar, il Museo d’Arte della città di Ravenna (in via di Roma), realizzata in collaborazione con il Comune e l’Accademia di Belle Arti. Si tratta di “I’m a Mosaic! Da Severini, Sironi, Fontana a Paladino, Plessi e Samorì” a cura di Paola Babini, Giovanna Cassese e Emanuela Fiori.

In occasione della giornata di apertura l’accesso all’esposizione sarà per tutta la giornata a tariffa ridotta di 5 euro. E in concomitanza con la Notte d’Oro, dalle 22 il chiostro interno del museo si animerà in collaborazione con Ravenna Tourism e con Bronson Produzioni: in programma il live degli statunitensi di A Hawk and a Hacksaw tra sonorità balcaniche, danze magiare, la tradizione klezmer e arie mediorientali; a seguire il dj set di Armonika fino all’1.30.

LA MOSTRA

Con circa 100 opere, la mostra si propone come un affascinante percorso per tornare alle origini della rinascita del mosaico, avvenuta a Ravenna negli anni Venti e poi alla fine degli anni Cinquanta del ‘900; il titolo stesso dvuole essere una dichiarazione dell’emancipazione storica del mosaico dall’arte pittorica, dalle limitazioni della “tecnica” e l’affermazione di una autonomia forte e di una complessità fatta di singolarità, relazioni e forza espressiva.

«Nell’anno in cui si festeggia il centenario della nascita della Scuola di Mosaico ­ – come afferma l’assessore alla Cultura e Mosaico del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia – diventa naturale che gli spazi del Mar, si aprano alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Statale di Ravenna per la presentazione della mostra di autunno che ne celebra il racconto. Una collaborazione che, oltre a riconoscere il protagonismo della nostra Accademia nel panorama culturale, riannoda i fili di una storia, del novecento e del mosaico a Ravenna, che proprio sulla scorta dell’attività della scuola, ha rinsaldato e rilanciato l’identità tra il mosaico la nostra città».

Il concept narrativo della mostra è stato il risultato del lavoro corale da parte del comitato scientifico, composto da Paola Babini, Maria Rita Bentini, Roberto Cantagalli, Alberto Giorgio Cassani, Giovanna Cassese, Fabio De Chirico, Emanuela Fiori, Giovanni Gardini, Daniele Strada e Daniele Torcellini con il contributo di Chiara Pausini.

La mostra, realizzata anche grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, ripercorre quindi attraverso un viaggio nell’arte contemporanea del XX secolo, la storia della Scuola di Mosaico dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna nell’anno del suo centenario (1924 – 2024).

A partire dal 1924, grazie al Gruppo di maestri mosaicisti formatosi in seno all’Accademia di Belle Arti, l’arte musiva conosce un nuovo splendore aprendosi a nuovi contesti e poetiche artistiche per poi diventare uno dei linguaggi visivi della contemporaneità. La città ha saputo reinventare l’antica tecnica che l’ha resa una delle capitali dell’arte nel mondo: da una parte ha vissuto l’emancipazione dalla cultura del restauro delle opere antiche, dall’altra ha seguito la traccia lasciata dai grandi maestri del Novecento che a loro volta hanno raccolto le suggestioni, gli stimoli e i riflessi delle tessere: l’opera a mosaico ha raggiungendo l’autonomia dal “cartone” pittorico. Il percorso della mostra, articolata in sezioni, ripercorre le tappe di questa rinascita legata all’affermazione della pittura murale e alla decorazione architettonica, passando poi in rassegna gli artisti più importanti che si sono confrontati con questa antica tecnica nel corso del secolo scorso fino ad arrivare agli esiti più originali dell’oggi.

Luce, materia e colore, frammento e ricomposizione emergono come filo conduttore dell’esposizione mettendo a confronto le esperienze di alcuni dei più importanti artisti e movimenti dell’arte contemporanea: dalle opere di Gino Severini, Achille Funi e Mario Sironi, protagonista della rinascita della pittura murale negli anni Venti, passando per le originali creazioni di Lucio Fontana fino ad arrivare alla Transavanguardia con Enzo Cucchi, Sandro Chia e Mimmo Paladino, e al contemporaneo più stretto, con le installazioni di Fabrizio Plessi e diverse importanti opere di alcuni dei più noti artisti dei nostri giorni come Nicola Samorì, Ugo Marano e Aldo Mondino.
Anche  l’allestimento curato da Studio MACRO Macchine Narrative di Lucca dal taglio cronologico e in dialogo con la sezione permanente del Mar dedicata al mosaico contemporaneo, intende accompagnare il visitatore nello sfaccettato mondo dell’arte musiva contemporanea attraverso opere, personaggi e artisti, risorse multimediali e apparati didascalici capaci di fare il punto, a cento anni dalla nascita della Scuola di Mosaico di Ravenna, sull’importante eredità di un patrimonio che ancora oggi costituisce la ragione e il motore del lavoro di tanti artisti che continuano a reinterpretare l’idea di mosaico e la sua arte viva.

La mostra resterà aperta fino al 12 gennaio.
Orari: martedì-sabato  9-18; domenica e festivi 10-19.

Contributi a fondo perduto dalla Regione per sostituire vecchi camini e caldaie

A disposizione 19 milioni di euro. Richieste solo on line fino al 31 dicembre

Caminetto

Vecchi camini e caldaie addio. È aperto il bando della Regione che mette a disposizione 19 milioni di euro per rottamare un generatore di calore a biomassa legnosa (camino aperto, stufa a legna/pellet, caldaia a legna/pellet) e, contestualmente, acquistare e installarne uno nuovo a 5 stelle o una pompa di calore.

C’è tempo fino al 31 dicembre per richiedere il contributo che permette di migliorare l’efficienza energetica degli impianti di riscaldamento nelle case e ridurre l’inquinamento atmosferico.

Con il nuovo Piano Aria (PAIR 2030) adottato nell’aprile 2023 è previsto, infatti, l’obbligo di installazione di impianti a biomassa per riscaldamento domestico almeno 5 stelle.

I contributi saranno assegnati secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande.

Destinatari del bando

Possono presentare domanda: le persone fisiche che siano residenti in un comune dell’Emilia-Romagna ubicato nelle zone Agglomerato di Bologna, Pianura Ovest e Pianura Est (in tutti i comuni della provincia di Ravenna tranne quelli montani di Brisighella, Casola e Riolo), che risultino essere proprietari oppure detentori/utilizzatori di una unità immobiliare di qualsiasi categoria catastale e che abbiano la residenza nell’immobile oggetto dell’intervento.

Condizione necessaria per la partecipazione al bando è che il richiedente risulti assegnatario dal GSE (Gestore servizi energetici), a decorrere dal 1° gennaio 2023, del contributo ‘Conto termico’ 2.0, il fondo che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili di edifici o singole unità immobiliari accatastate e dotate di un impianto di riscaldamento.

A cosa servono i contributi e a quanto ammontano

La sostituzione deve riguardare un camino aperto, stufa a legna/pellet, caldaia legna/pellet di potenza inferiore o uguale a 35 kWt, con classificazione ambientale inferiore o uguale a 4 stelle, con: nuovi impianti a biomassa di potenza inferiore o uguale a 35kWt almeno di classe 5 Stelle; pompe di calore.

Il contributo regionale, la cui entità viene determinata fino al raggiungimento del 100% della spesa ammissibile validata dal Gse, è concesso a fondo perduto ad integrazione di quello riconosciuto dal Gse. Gli importi massimi di contributo varieranno in funzione delle tipologie di impianto installato: caldaia a legna fino a 8 mila euro; caldaia a pellet fino a 7 mila euro; pompe di calore fino a 6 mila euro; termocamini / termostufe / termocucine (queste ultime ammesse esclusivamente se generatori di calore collegati tramite scambiatori all’impianto di riscaldamento a radiatori o a pavimento) fino a 5 mila euro; inserto camino a legna fino a 4 mila euro; inserto camino a pellet fino a 4 mila euro; stufa a legna fino a 3 mila euro; stufa a pellet fino a 3 mila euro. Sono escluse dalla rottamazione le cosiddette “cucine economiche” e non sono ammessi contributi per casi di nuova installazione.

Come fare richiesta e quando

Le domande di contributo devono essere presentate esclusivamente per via telematica collegandosi a questo indirizzo. Alla piattaforma è possibile accedere soltanto con le credenziali di identità digitale Spid, con la Carta di identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns). Le domande possono essere presentate alla Regione fino alle ore 14 del 31 dicembre 2024 salvo esaurimento dei fondi disponibili.

Due weekend a tutto vintage a Lugo. In arrivo centinaia di espositori

Tra abbigliamento, accessori e vinili. Tanti gli eventi collaterali

Vintage Lugo Pavaglione

Il centro storico di Lugo torna a ospitare il Vintage Festival: l’appuntamento è nei weekend del 12-13 e del 19-20 ottobre. L’evento vedrà la partecipazione di circa 300 espositori diversi ad ogni weekend, provenienti da tutta Italia, che occuperanno quasi 2 km di banchi espositivi, proponendo un’ampia selezione di abbigliamento, accessori, modernariato e vinili. Il primo weekend sarà caratterizzato da un focus particolare sul mondo dei creativi.

Il “vintage market” sarà aperto dalle 10 alle 20, con anche una selezione di food truck. Durante il fine settimana, i visitatori potranno partecipare al gioco “Mani nel Sacco”, al negozio A.N.G.E.L.O., dove, con un contributo fisso di 15, 25 o 35 euro sarà possibile riempire una busta di articoli vintage.

Grande novità di questa “extra edition” l’area dedicata ai giovanissimi: “Next Vintage Generation” accoglie infatti appassionati di vintage e giovani collezionisti dai 13 ai 17 anni con uno spazio gratuito dove poter sperimentare il divertimento di rivendere articoli che non si portano più nell’ottica di una moda sempre più circolare.

Tantissime le iniziative collaterali. Per il programma completo www.vintageperungiorno.com

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