Sono in corso le indagini per rintracciare il mittente. Alla manifestazione prenderanno parte anche i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil



Una cucina a quattro mani che vuole celebrare l’incontro tra due culture culinarie, quella romagnola e quella giapponese, in pieno centro storico a Ravenna. Apre in Piazza Kennedy “Ginza“, il ristorante nippo-romagnolo nato dal sogno della coppia di titolari – Ran Yan e lo chef Weiqing Dong – appassionata di ristorazione e in grado di riportare la loro esperienza direttamente dai vicoli di Ginza, un quartiere commerciale di Tokyo.
In cucina, lo chef italiano Nicolò De Bari, la cui amicizia con i titolari ha permesso di dare vita al concept fusion, accompagna lo stesso Weiqing Dong nella creazione di piatti fusion come i “cappelletti Inverso” farciti con ragù e serviti con salsa di parmigiano e teriyaki o la Ginza Tartare che unisce alla carne del Wagyu una millefoglie di patate con burro senapato, salsa teriyaki e aceto balsamico di Modena. Per quello che riguarda i dolci invece, la tradizionale “zuppa inglese” diventa Marco Polo, con una cremosa namelaka alla vaniglia e cioccolato, e un tocco di tè verde.
In sala anche il figlio dei titolari, insieme a uno staff giovane e preparato.
A pranzo è possibile gustare i piatti dell’all you can eat romagnolo, con qualche novità in arrivo nelle prossime settimane (come le degustazioni di vari tipi di passatelli o ramen), mentre alla sera il menù diventa alla carta, ed è possibile consultarlo direttamente dal sito internet del locale, per restare aggiornati sulle nuove proposte del ristorante.
Inaugura sabato 5 ottobre (ore 11) la mostra “Fotografia e femminismi. Storie e immagini dalla Collezione Donata Pizzi», la mostra collettiva di Fondazione Sale per l’arte curata da Federica Muzzarelli, e realizzata in collaborazione con il Gruppo di Ricerca Faf/Dipartimento delle Arti, Università di Bologna, all’interno del Progetto Prin 2020 “La Fotografia Femminista Italiana”. La mostra sarà visitabile a ingresso libero nella sede della Fondazione (via Giovanni Pascoli 31) fino al 15 dicembre, dal giovedì alla domenica dalle 16 alle 19.
A partire da una selezione di immagini provenienti dalla Collezione Donata Pizzi, la mostra mette in dialogo il lavoro di diverse generazioni di fotografe e artiste del panorama italiano degli ultimi cinquant’anni. In particolare, la collettiva focalizza la persistenza ideale, l’eredità culturale e, insieme, lo sviluppo e i mutamenti dell’immagine e della presenza delle donne attraverso gli snodi offerti da quattro nuclei tematici principali: Album di famiglia, Identità di genere, Stereotipi e spazi domestici, Ruoli e censure sociali. Accanto ad artiste che hanno fatto la storia come Liliana Barchiesi, Lisetta Carmi, Lucia Marcucci, Paola Mattioli e Tomaso Binga, le contemporanee Martina Della Valle, Giulia Iacolutti, Moira Ricci, Alessandra Spranzi e Alba Zari. Ma la mostra è anche un racconto nel racconto: quello del percorso di Donata Pizzi volto alla valorizzazione del lavoro delle donne artiste e fotografe italiane che oggi assume i contorni di un patrimonio storico e culturale eccezionale. Completano la mostra una riproduzione anastatica di alcune maquette dell’iconico volume collettivo femminista Ci vediamo mercoledì. Gli altri giorni ci immaginiamo (1978).

Un ciclo di incontri per parlare di adolescenza, con esperti e genitori, ma anche con i ragazzi stessi: al via dal 16 ottobre al progetto del Centro per le famiglie dell’Unione Romagna Faentina “Speciale Adolescenza: ottobre ’24 – gennaio ‘25”. Il calendario sarà diviso in “Incontri pubblici”, “Gruppi per genitori” e “Gruppi per adolescenti”.
Gli incontri pubblici si terranno tutti alle 20:30 nelle aule di Faventia Sales (Via S. Giovanni Bosco). Si partirà appunto mercoledì 16 ottobre con “Ritirarsi per crescere – Nuove sfide evolutive per gli adolescenti oggi”, a cura della dottoressa Anna Arcari (Psicologa e psicoterapeuta, e docente del master “Adolescenti in crisi” della Fondazione Minotauro). Si prosegue giovedì 21 novembre con “Parlare per comprendere. Genitori di fronte ai temi dell’identità sessuale dei figli adolescenti. Identità di genere, orientamento sessuale, le identità Lgbt+”, a cura della dottoressa Margherita Graglia (Psicologa, psicoterapeuta e sessuologa clinica, oltre che formatrice e saggista). L’incontro di chiusura è in programma per lunedì 20 gennaio 2025 con “Non solo baby gang – Gli adolescenti tra rabbia, sperimentazione e paura”, a cura della dottoressa Virginia Suigo (Psicologa e psicoterapeuta, coordinatrice e docente del master “Adolescenti trasgressivi. Valutazione e trattamento” della Fondazione Minotauro).
I “Gruppi per genitori” prevedono invece un gruppo di confronto e auto-mutuo aiuto dal titolo “Come sopravvivere ad un/a figlio/a adolescente”, a cura della dottoressa Valentina Bellotti (Psicologa del Centro per le Famiglie). Appuntamento alle ore 20:15 il 22 ottobre, 16 novembre e 12 dicembre. Per i genitori di ragazzi che fanno uso di cannabinoidi è stato pensato anche un ciclo di confronto e informazione dal titolo “Adolescenti e Cannabinoidi”. A cura del Servizio Dipendenze Patologiche di Faenza, con la partecipazione del medico tossicologo Bertini, della psicologa Patruno e dell’educatrice Di Donato (educatore professionale). Dalle 18.00 alle 19.30 a partire dal 16 gennaio 2025.
I gruppi per adolescenti si basano sullascoperta di “Emozioni e relazioni”: cinque incontri rivolti ai ragazzi dai 16 ai 20 anni per indagare sulle proprie emozioni e su quelle di chi li circonda. Ad occuparsi del corso le psicologhe dello spazio adolescenza U.f.o. Incontri ogni due settimane a partire dal 23 ottobre alle 14.30. In programma anche un “Gruppo di parola per figli e figlie di genitori separati”. Un’esperienza di gruppo di quattro incontri per ragazzi dagli 11 ai 15 anni che vivono la separazione o il divorzio dei genitori che, ogni mercoledì di novembre (dalle 17 alle 19) potranno esprimere le proprie emozioni, i dubbi e le difficoltà che stanno affrontando accompagnati da esperti.
Sia i “Gruppi per genitori” che i “Gruppi per adolescenti” si terranno al Centro per le Famiglie d via S. Giovanni Bosco 1.
Salgono a 40 i collegamenti diretti tra Bologna e Ravenna con l’implementazione di due nuove corse sulla linea Ravenna-Faenza-Bologna a partire dal 9 dicembre, con il cambio orario invernale. Si tratta di un regionale in partenza alle 7.06 che arriverà nel capoluogo alle 8.05 e un collegamento veloce con partenza da Bologna alle 5.50 e arrivo alle 6.50 in città, utile per i lavoratori della prima mattina. I treni saranno disponibili dal lunedì al venerdì e seguiranno il percorso via Faenza, per un tragitto totale di circa un’ora con un’unica fermata intermedia per la corsa diretta a Bologna e un’ulteriore fermata (Imola) per il mezzo in arrivo a Ravenna.
Le novità messe in campo dalla Regione, in collaborazione con Trenitalia Tper e Rfi, vogliono andare incontro alle esigenze dei pendolari che si spostano sulla linea. Gli orari indicati potrebbero subire poi qualche modifica, in quanto verranno ufficializzati dal gestore dell’infrastruttura nei primi giorni di novembre, come previsto per la programmazione del nuovo orario.
«Potenziamo il collegamento ferroviario tra Bologna e Ravenna per rispondere alle esigenze di studenti e lavoratori che ogni giorno si recano nel capoluogo – commenta l’assessore regionale alla Mobilità Andrea Corsini.- Siamo convinti che un trasporto pubblico più forte, moderno e comodo, possa costituire una valida alternativa al mezzo privato, per un pieno diritto alla mobilità. E per quella crescita sostenibile che vogliamo raggiungere in grado di restituirci città più sane e vivibili».

La scorsa domenica (29 settembre) le province di Romagna sono state chiamate al voto per il rinnovo dei 12 componenti del consiglio provinciale. A Ravenna, la lista di centrosinistra “Insieme per la provincia di Ravenna” registra una netta vittoria, eleggendo 8 consiglieri su 12: il sindaco di Castel Bolognese Luca Della Godenza; la sindaca di Russi Valentina Palli; il sindaco di Alfonsine Riccardo Graziani, la consigliera comunale di Massa Lombarda Sara Guardigli, il consigliere comunale di Faenza Gionata Amedei e i consiglieri comunali di Ravenna Andrea Vasi, Maria Gloria Natali e Luca Cortesi. La lista di centrodestra “Ravenna per la Romagna” elegge invece Francesco Martelli, Vincenzo Minardi consigliere comunale a Castel Bolognese, Gabriele Padovani, consigliere comunale a Faenza e Riccardo Vicari, consigliere comunale a Sant’Agata sul Santerno.
Il meccanismo di voto delle elezioni provinciali è ponderato, per cui il voto dei consiglieri comunali di comuni più grandi ha più peso di quelli dei comuni minori e la votazione è riservata a sindaci e consiglieri comunali. Gli aventi diritto al voto erano in totale 291, con un’affluenza superiore all’80percento (234 votanti totali). Non si è votato per il presidente della Provincia, che resta Michele de Pascale, ma in caso di vittoria del centrosinestra alle prossime elezioni regionali, al suo posto subentrerebbe la vice presidente Valentina Palli, con il ruolo di facente funzioni. I neoeletti consiglieri sarebbero poi chiamati nuovamente al voto per l’elezione del nuovo presidente e, in questo caso, il nome di Palli risulta il più accreditato per la vittoria.
Visto il successo estivo con circa 30.000 spettatori, la mostra Dante Plus è stata prorogata fino al 13 di ottobre. In occasione della Notte d’Oro sarà aperta dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 23.

L’ultima edizione di Dante Plus – mostra frequentatissima da turisti e cittadini fin dall’apertura nei chiostri e nel giardino della biblioteca Oriani, avvenuta a fine maggio – coinvolge la figura di Lord Byron, di cui quest’anno cade il bicentenario della morte: citando il famoso poster del 1985 che vedeva Andy Warhol e Basquiat appaiati in guantoni da pugile per la promozione di una mostra a New York, le icone dell’esposizione attuale dal titolo Dante vs Byron – eseguite a distanza di 40 anni dall’artista torinese Marcello Baldari – presentano i busti marmorei dei due magni poeti, legati alla città di Ravenna, in posizione di guardia.
Marco Miccoli, curatore e organizzatore di questa e delle precedenti edizioni, per il catalogo ha affidato ad Alessandra Carini la memoria della collaborazione fra Warhol e Basquiat, mentre a Rey Sciutto spetta il racconto della biografia di George Byron in una versione priva di censure e ricca dei risvolti boccacceschi che hanno segnato l’intera vita dell’inglese. Dei ravennati il Lord ricordava in una lettera l’isolamento dai percorsi turistici, la predilezione per gli amoreggiamenti ma anche per gli omicidi, la prossimità con luoghi letterari iconici come la pineta cantata da Boccaccio e l’ultima dimora di Dante.
La mostra, a cui partecipa più di una quarantina di artisti, omaggia quindi le figure dei due poeti, introdotti da Simone Tribuiani – in arte Tribv – in una versione in bianco e nero quasi monumentale in cui viene abbandonato il segno regressivo e sintetico con cui l’artista romagnolo è solito decorare le tavole da surf e skate che lo hanno reso famoso. Qualcuno non evita di attingere al gossip, come fa la giovane illustratrice romana Sara Paglia, che grazie al tratteggio tipico del suo lavoro asseconda l’indiscrezione storica secondo la quale Byron aveva l’abitudine di cavalcare nudo nei dintorni della città in compagnia dell’amante del momento, la contessina Teresa Gamba Guiccioli.
Come nelle edizioni passate, molte delle opere presentate permettono di accedere a contenuti di realtà aumentata, grazie a un’applicazione scaricabile (“Aria”): fra questi lavori, indicati in mostra da un simbolo, si segnala l’Inverno di Dante dell’illustratore e animatore pesarese Lorenzo Badioli, che utilizzando le figure di uno dei suoi progetti più famosi inserisce il poeta in tenuta da sci alla base di una montagna innevata e animata dai suoi Pupetti_tutti_matti. Di nuovo animata virtualmente risulta l’illustrazione digitale di Lucrezia “viperina” Pompa, una giovane autrice di adozione milanese pluripremiata nell’ambito dell’editoria: va ricordato che questa tavola futuristica in mostra è stata anche messa in produzione per una versione skateboard.
Per rimanere sull’onda della contemporaneità, non poteva mancare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che interviene nel lavoro proposto da Dom Barra, new media artist con sede a Napoli: un immaginario ritratto del poeta viene elaborato dalla AI e inserito all’interno di una sequenza inquietante di figure, simboli e animali che sembrano attualizzare la produzione fantastica dei personaggi e del contesto della Commedia. Media più tradizionali come stencil e spray vengono utilizzati invece dagli street artist Falco e Ragno che eseguono rispettivamente un Dante in versione pensatore, sulla deriva di una famosa scultura di Rodin, e lo stesso in un’inquietante tenuta da black-block. Una versione più ironica del poeta spetta invece a Pogu, uno studio famoso per aver contribuito a numerose realizzazioni della Rai e dello Zecchino d’oro, che crea un Dənte munito di lettera “schwa” che in la una serie di corrispondenze verbali a rima baciata. Infine, fra le numerose tavole in mostra – tutte in vendita in originale o in repliche rmate allo scopo di autonanziare il progetto – accade anche l’impossibile: è quanto propone la tavola della giovane illustratrice milanese Marianna Tomaselli, che immagina quel bacio romantico mai accaduto fra Dante e la sua Beatrice.
Dante vs Byron
Ravenna, chiostri e giardino Biblioteca Oriani
Fino al 29 settembre
Orari: dal lunedì al giovedì 10-13, venerdì 10-13 e 15-18, sabato e domenica 10.30-13.30 e 15-18.
Ingresso libero.

Il Ravenna perde 1-0 a Pistoia uno scontro diretto tra pretendenti alla promozione in serie C e si allontana già dalla capolista del gruppo D del campionato nazionale di calcio di serie D.
I giallorossi – seguiti in Toscana da oltre duecento tifosi – incassano così già la seconda sconfitta in appena quattro partite.
Prima del fischio d’inzio, la società Pistoiese ha omaggiato il capitano del Ravenna Paolo Rrapaj con un mazzo di fiori in segno di vicinanza alle popolazioni colpite dall’alluvione.
Domenica prossima si torna al Benelli contro il Sasso Marconi, che precede il Ravenna di 1 lunghezza. In testa alla classifica il Tau Altopascio è a punteggio pieno con 12 punti in 4 partite, già 6 in più dei giallorossi di mister Antonioli.

Stanno partendo in questi giorni i lavori per la costruzione del nuovo terminal crociere a Porto Corsini. L’operazione richiederà un investimento di circa 60 milioni di euro e dovrebbe terminare entro il 2026. Il progetto è stato affidato a Royal Carribean, la maggiore compagnia crocieristica internazionale (nonché proprietaria della nave più grande del mondo, la “Icon of the Seas”), che si è aggiudicata la gara per la concessione in project financing. L’Autorità portuale contribuirà con 6 milioni. L’opera comprende una nuova stazione marittima da 5 mila metri quadrati per due piani e l’adeguamento di banchine e servizi, allo scopo di accogliere ancora più navi, sempre più grandi. L’obiettivo è rendere Ravenna la principale destinazione crocieristica dell’Adriatico, approfittando della crisi di Venezia dove sono state allontanate per preservare la fragile città. Tuttavia il progetto è in controtendenza con resto d’Europa, dove si sta ostacolando questa forma di turismo molto inquinante e poco benefica per il territorio.
Inizialmente le navi da crociera avevano prezzi elevati, ma negli ultimi anni sono diventate più popolari e accessibili. Secondo la Cruise Lines International Association, l’associazione globale delle compagnie crocieristiche, nel 2019 hanno viaggiato in crociera 29,7 milioni di persone e dopo due anni di fermo per il Covid si è tornati a 31,5 milioni nel 2023 e se ne stimano 35,7 milioni per il 2024. A Ravenna, riferisce l’Autorità portuale, nel 2023 hanno attraccato 99 navi da crociera per 330.952 passeggeri, di cui 281.442 in home port: significa che la città bizantina è stata il luogo di inizio e fine della crociera; mentre per gli altri 49 mila si è trattato di una sosta intermedia per scendere, visitare il territorio e ripartire la sera stessa.
Le grandi navi hanno un impatto enorme nell’emissione di gas serra. Secondo l’International Council on Clean Trasportation, ogni turista in nave da crociera emette 500 kg di anidride carbonica per 2.000 chilometri di viaggio, più del doppio di un passeggero in aereo (che è già molto inquinante). Una sola nave da crociera scarica in atmosfera la stessa quantità quotidiana di polveri sottili prodotta da un milione di automobili. Nel 2022, le 218 navi da crociera operanti in Europa hanno emesso quattro volte la quantità di ossido di zolfo di tutte le automobili del continente.
Nell’ultimo report dell’Agenzia europea per l’ambiente sulla qualità dell’aria nelle città con più di 50 mila abitanti, pubblicato il 29 agosto, le città portuali in cui approdano le grandi navi sono in fondo alla classifica. Inoltre le crociere disturbano la fauna marina con il loro rumore e le luci notturne e rilasciano in mare sostanze inquinanti come oli, liquami e prodotti chimici. La maggior parte delle navi da crociera è alimentata con prodotti derivanti dal petrolio, come l’olio combustibile pesante e il gasolio marino; e il resto utilizza il gas naturale liquefatto, che è più climalterante della CO2. Anche quando sono ormeggiate, le navi tengono accesi i generatori a motore per alimentare i servizi di bordo. Nonostante abbiano la possibilità economica per farlo, le compagnie di navigazione non sono finora sembrate interessate a lavorare sulla reale riduzione del proprio impatto ambientale, né stanno investendo abbastanza per la conversione verso le fonti di energia rinnovabile.
Chi è d’accordo con la presenza delle navi da crociera, sottolinea gli introiti economici portati dai passeggeri, ma si tratta di un’argomentazione debole. I crocieristi fanno solo brevi gite tra i monumenti più importanti e spendono poco sul territorio, in quanto mangiano e dormono a bordo delle navi per cui pagano un biglietto all inclusive. Uno studio condotto a Bergen, città della Norvegia famosa per i tour dei fiordi, ha dimostrato che il 40% dei passeggeri non scende mai dalla nave, mentre coloro che lo fanno effettuano una spesa media di appena 23 euro. A fronte di questo minimo beneficio economico, ogni crocierista scarica il costo di un inquinamento enorme nelle città che visita. Oltretutto le gite riguardano in gran parte le mete intermedie, e meno le città di partenza e arrivo, quale è principalmente Ravenna.
Per questi motivi, molte città europee stanno ostacolando le navi da crociera. Santorini ha fissato il limite di 8.000 crocieristi al giorno e Dubrovnik di 5.000, Dublino ha rilasciato i permessi solo a 80 compagnie su 160 che li avevano richiesti, Amsterdam e Barcellona hanno vietato l’attracco nei porti più vicini ai centri città. Il capoluogo catalano ha anche annunciato un ingente aumento sulla tassa di soggiorno per i crocieristi, che già oggi pagano 4 euro per scendere e visitare la città; mentre la Norvegia ha introdotto severe sanzioni contro le compagnie di navigazione che dal 2026 non rispetteranno delle rigide norme sulle emissioni zero. In Italia, invece, sono in corso molti ampliamenti dei porti per accogliere sempre più grandi navi. Sembra che il nostro paese si stia candidando come destinazione alternativa per le crociere tanto bistrattate nel resto del continente, come se non ci importasse dell’inquinamento che portano.
Oltre a Ravenna, anche Ancona ha commissionato un nuovo terminal crocieristico, con un progetto da circa 40 milioni di euro che coinvolgerà MSC. Sabato scorso circa mille persone hanno partecipa to a un corteo di protesta contro l’opera, che renderà la città ancora più inquinata e cementificata. Dall’altro lato della penisola, molto controverso è il progetto del nuovo porto di Fiumicino, dove una società della Royal Carribean ha ottenuto una concessione di 90 anni e presentato un investimento da 350 milioni. L’opera è stata inserita tra quelle “strategiche” per il Giubileo 2025, seppure i lavori termineranno a manifestazione conclusa.
Ovviamente il progetto del nuovo terminal crociere di Porto Corsini ha la sua dose di “opere verdi”, altrimenti dette “greenwashing”. La riqualificazione dell’area prevede di realizzare il “Parco delle dune”, uno spazio di verde pubblico di 12 mila metri quadrati; inoltre il tetto del terminal sarà ricoperto di piante e pannelli fotovoltaici, e le navi ormeggiate potranno spegnere i motori e alimentare i servizi di bordo prendendo energia dalle colonnine elettriche in banchina. Ma tutto ciò non potrà bastare a compensare l’eccessivo inquinamento di questi mezzi.
Oltre 3mila partecipanti – numero record – per la quarta edizione della Pink Ranning, l’evento organizzato da Ravenna Runners Club e Linea Rosa per dire “No” alla violenza di genere che ha invaso la darsena di città.
Alla partenza anche una folta rappresentanza istituzionale, con il via dato dal prefetto di Ravenna Castrese De Rosa, dall’assessora alle Politiche e culture di genere Federica Moschini, dall’assessore allo Sport e turismo Giacomo Costantini e dalla deputata Ouidad Bakkali.
«Dal 1° gennaio al 25 settembre scorso, 361 donne si sono rivolte ai nostri tre centri di Ravenna, Cervia e Russi – commenta Alessandra Bagnara, presidente di Linea Rosa –. Tra queste, 20 sono state accolte in una delle nostre cinque case rifugio, insieme ai loro 18 figli e figlie. Attualmente, mentre siamo qui, 10 donne vivono con i loro figli nelle nostre strutture a indirizzo segreto: 7 sono minorenni, 3 maggiorenni. Oggi siamo qui per loro, per garantire a queste donne e ai loro figli un futuro libero dalla violenza. Grazie ai fondi raccolti negli anni durante la Pink RAnning, abbiamo potuto sostenere le attività sportive e ludico-ricreative di decine di ragazzi e ragazze ospiti di Linea Rosa. Quest’anno continueremo a farlo grazie al vostro supporto, ma ci impegneremo anche a estendere questo aiuto ai giovani delle frazioni colpite dall’alluvione. Crediamo fermamente che lo sport sia un diritto di tutti, uno strumento essenziale per crescere sani e con valori solidi».

Torna dal 4 al 6 ottobre a Faenza il Mei-Meeting delle Etichette Indipendenti, la rassegna della musica indipendente ed emergente italiana ideata e coordinata da Giordano Sangiorgi.
L’edizione 2024 avrà un’attenzione particolare alla solidarietà alla luce dell’alluvione che, nei giorni scorsi, ha colpito la Romagna e, in particolare, il Ravennate e Faenza.
Nella tre giorni faentina andranno in scena concerti, forum, convegni, fiere e mostre nelle principali piazze, teatri, palazzi e palchi.
Un premio speciale alla carriera sarà consegnato il 4 a Diodato, che esordì proprio al Mei nel 2007 con il primo album autoprodotto. Lo stesso giorno si esibiranno i Santa Balera e la super band alternative rock Bloom, un progetto musicale voluto da Giusy Ferreri, che presenterà dal vivo alcuni brani dell’album “Hangover”. Sabato 5 toccherà agli Estra, vincitori della Targa Mei; Filippo Graziani con un omaggio al padre Ivan, Beatrice Antolini che presenterà il nuovo album “Iperborea”, Enrico Brizzi premiato in occasione del trentesimo anniversario del libro “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”. Sul palco anche Coca Puma (Targa Mei Miglior Artista Emergente) e Lamante (Miglior Videoclip Indipendente).
Domenica 6 chiusura con il concerto di Bandabardò & Cisco, ultima data del loro tour.
Il programma degli eventi (concerti e non solo) è sterminato: lo si può consultare a questo link, in continuo aggiornamento.
Il festival avrà una anticipazione a Bologna il 2 ottobre, con la finale nazionale della 14esima edizione di Onda Rosa Indipendente che si propone di promuovere la parità di genere nel mercato musicale.
Nei giorni scorsi, un gruppo di giornalisti musicali ha lanciato un appello chiedendo agli artisti di essere presenti a Faenza e sono state invitati i cittadini a sostenere le raccolte fondi lanciate dal Comune di Faenza e dall’Associazione no profit “La Piccola Betlemme”. «Chiediamo solidarietà e attenzione su Faenza – ha argomentato il patron del Mei, Giordano Sangiorgi – in questo momento segnato dall’alluvione». Per questo, ha aggiunto, «Vinicio Capossela sarà a Faenza il 5 ottobre e la Nazionale Cantanti sta pensando a una iniziativa. Venite a Faenza – ha concluso – a sostenerla moralmente». (Ansa.it)

Una comunità sconvolta, quella di Massa Lombarda, per la scomparsa della 19enne Alice Soli, morta nei giorni scorsi per l’aggravarsi di una cardiopatia con cui conviveva da anni, dopo che quando ne aveva soltanto 9 era riuscita a sconfiggere un tumore.
In centinaia hanno partecipato al funerale di ieri (28 settembre), stringendosi attorno ai genitori Marika e Francesco e ai due fratelli, Mattia di 21 anni e Federico di 7, con cui Alice viveva a Massa.
A ricordarla, con uno striscione, anche la curva del Bologna – squadra di cui è grande tifoso il padre – ieri sera allo Stadio Dall’Ara, in occasione della gara contro l’Atalanta.

Nei giorni scorsi a ricordarla anche il corpo docenti dell’Istituto Paolini di Imola, dove si era diplomata pochi mesi fa. Sull’annuario scolastico, Alice aveva lasciato questo pensiero: “Non è mai troppo tardi per essere ciò che avresti voluto essere”. «Attraverso queste parole – si legge sul sito della scuola, in una nota firmata dai professori – volevi lasciare un segno nella nostra scuola. E tu, cara Alice, avresti voluto essere tante cose. I tuoi occhi raccontavano tutta la tua voglia di vivere, di viaggiare, di divertirti e di lasciarti alle spalle la sofferenza che per un po’ ti aveva fatto compagnia. Ognuno di noi conserva nel cuore il proprio ricordo di te: qualcuno ti ricorderà per la tua insicurezza e per la paura di non farcela; qualcun altro si ricorderà di te per il tuo temperamento, forte e combattivo; altri ancora per il tuo dolce sorriso. Non hai mai avuto paura di esprimere la tua opinione, hai sempre voluto essere libera di dire e fare quello che pensavi. Ci piace ricordarti così Alice, per quella che sei. Con affetto».
«Non è mai giusto – ha scritto invece il sindaco di Massa Lombarda, Stefano Sangiorgi, sui social -, stavolta lo è ancora meno! Quando qualcuno ci lascia, non ci sono delle morti che valgono meno di altre, ma ci sono delle persone che lasciano il segno più di altre, vuoi per amicizia, vuoi per quello che hanno rappresentato, vuoi per quello che hanno fatto. In questi giorni il cuore di Alice ha smesso di battere, lasciando l’intera comunità senza parole. Un piccola grandissima combattente, un esempio per la famiglia e per noi tutti, un esempio fino alla fine, decidendo di donare gli organi e dare una seconda vita ad altre persone da tanto in attesa, da tanto speranzose, quella stessa speranza che a lei è stata troncata, quella seconda possibilità che dopo tante sofferenze sin da piccolina ci si chiede: Perché, perché, perhé? Alice vola alto, non ti dimenticheremo mai. Tutta l’amministrazione comunale si stringe al dolore della famiglia Soli e Cenni. Riposa in pace e che tutto ti sia lieve».