L’uomo avrebbe anche riferito agli inquirenti di essere arrabbiato per non essere stato aiutato con il permesso di soggiorno e con il lavoro
Al piromane di Lugo, il 29enne marocchino Soufiane Nkhili, sono stati disposti gli arresti domiciliari come misura cautelare presso il centro di salute mentale dell’ospedale di Ravenna. Lo riferiscono i due quotidiani cittadini, Carlino e Corriere Romagna, nei numeri in edicola oggi, martedì 6 agosto.
Appena arrestato, Nkhili aveva ammesso di essere lui il piromane delle 14 auto andate in fumo a Lugo, per poi ritrattare in parte, lunedì 5 agosto, davanti al Gip Corrado Schiaretti, dimostrandosi confuso, tanto da arrivare a dichiarare, tra le altre cose, in merito alle ragioni dei suoi gesti, che «Me l’ha ordinato lo Stato», spiegando di essere arrabbiato e di non sentirsi aiutato da alcuno.
Nkhili era sospettato da settimane dai Carabinieri di Lugo e del Nucleo Investigativo di Ravenna, all’opera insieme al reparto Analisi Crimonologiche di Roma, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Silvia Ziniti. Aspettando un passo falso, si erano intanto appostati con servizi in borghese, telecamere installate in zona e un gps installato sul monopattino sul quale si spostava.
Alla fine l’uomo è stato arrestato in flagranza venerdì scorso, 2 agosto, dai carabinieri della compagnia di Lugo dopo aver bruciato, in soli 4 minuti, due Fiat Panda in via Risorgimento. I militari sono piombati a casa sua, sequestrando anche svariati contenitori di alcol e altrettanti accendini.
Assistito dall’avvocato Giovanni Baracca, il magrebino avrebbe riferito agli inquirenti di essere arrabbiato con lo Stato, che a suo dire non l’avrebbe aiutato con il permesso di soggiorno e con il lavoro. Avrebbe fatto anche altri riferimenti non meglio precisati all’Africa e alle ragioni di questi incendi appiccati in apparenza senza motivo, ma da lui ricondotti a momenti di stress legati appunto alle carte per il soggiorno e al lavoro nelle campagne come bracciante agricolo.
Nella giornata di lunedì 5 agosto, alle ore 17.15, durante il controllo del quartiere Isola San Giovanni, la Polizia locale ha visto un uomo che percorreva il porticato pedonale di via Carducci su un monopattino elettrico. Invitato a fermarsi, l’uomo, uno straniero, proseguiva dirigendosi verso la stazione ferroviaria, esclamando di non avere tempo da perdere e di essere in ritardo per il lavoro. Inseguito e fermato, l’uomo rifiutava di dare le proprie generalità. Ma dopo alcuni minuti, avvedutosi della circostanza che gli operanti non lo avrebbero fatto allontanare senza completare il controllo, dichiarava le proprie generalità ed esibiva documento di soggiorno in corso di validità. La persona veniva quindi accompagnata negli uffici del Comando e deferita all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà per il reato p. e p. dall’art. 651 cp. L’interrogazione alla preposta banca dati, restituiva l’esistenza di precedenti di polizia e pregiudizi penali, per i quali ci si riservava di effettuare ulteriori accertamenti.
L’azione capillare, che nelle scorse settimane ha visto impegnata la Flai Cgil nelle campagne ravennati, ha consentito al sindacato di ampliare la mappatura delle colture e delle aziende agricole sul territorio provinciale e di incontrare molti lavoratori e lavoratrici e datori di lavoro, disponibili a spiegare vari aspetti organizzativi del lavoro.


Confermato per mercoledì 7 agosto alle 19.30 l’arrivo della nave Ong di MsF Geo Barents a Ravenna. In questo caso l’attracco avverrà alla banchina del Terminal Crociere di Porto Corsini, che sarà disponibile per quel giorno, dal successivo è previsto l’arrivo di una nave da crociera. Si tratta del 13esimo sbarco (4° per la Geo Barents), per complessivi 1.300 migranti arrivati a Ravenna dal 31 dicembre 2022. Saranno 73 questa volta, tutti uomini, con 3 minori (e non 4 come precedentemente annunciato).
Martedì 6 agosto (ore 21.15) alla rotonda 1° Maggio di Milano Marittima il giornalista e scrittore Marino Bartoletti intervista l’attore e cabarettista Cochi Ponzoni, che presenta il suo libro La versione di Cochi (Baldini+Castoldi).




